Primo incontro tra soci Unitre e studenti del Liceo“Mègara” e Secondo Istituto di Istruzione Superiore “G. Ruiz” di Augusta

UNITREAUGUSTA – Venerdì, 16 gennaio c.a, presso il nostro Circolo Sociale si è svolto il primo incontro del “Gruppo di conversazioni intergenerazionali” che, in un clima di serenità e giovialità, ha visto a confronto  studenti del Liceo “Mègara” e del 2° Ist. di Istruzione Superiore “G. Ruiz” di Augusta con una selezionata equipe di soci della nostra Associazione. Su indicazione degli studenti, l’oggetto della conversazione rientra negli argomenti individuati con “Vita in famiglia”. In particolare i giovani hanno posto domande sui rapporti genitori-figli e nonni-nipoti. Presenti all’incontro i docenti Alfio Castro, Anna Lucia Daniele e Rosanna Bellistrì, circa 25 alunni e 10 soci Unitre. Potremmo ben dire che si è trattato di un incontro eccezionale nello scenario sociale della nostra cittadina. Incontro durante il quale, “nonni e nipoti” si sono confrontati, traendo reciproco arricchimento umano. Ci auguriamo che tali incontri possano segnare, nella nostra città, l’avvio di nuovi e proficui rapporti intergenerazionali ed essere forieri di positivi rapporti umani in una società sempre più disumanizzata. Abbiamo il piacere di fare conoscere ai nostri lettori i commenti espressi da due soci unitre e da una studentessa, presenti all’incontro. Il Sig. Antonio Accettullo, tra l’altro, così scrive: “La mia prima impressione positiva è stata la qualità degli argomenti proposti dai ragazzi. Si è parlato del rapporto tra genitori e figli e si è sfiorato quello tra nonni e nipoti. I giovani hanno dimostrato capacità di sintesi e si sono “incuriositi” sulle differenze generazionali ponendo domande non prive di curiosità. Appare evidente che ai ragazzi non interessa il “vissuto” personale di noi della “terza età” ma incuriosisce l’evoluzione, o meglio la trasformazione, dei rapporti tra genitori e figli. E questo per meglio comprendere come si sia giunti ad un migliore dialogo tra generazioni. Almeno per questo primo incontro il risultato mi sembra positivo.

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AUGUSTA/ MUSCATELLO, OSPEDALE MALATO O SOTTO PROCESSO?

1242337516AUGUSTA. Tre anni fa un’azienda del petrolchimico donò all’ospedale Muscatello un duodenoscopio mai entrato in funzione. Perché? Se lo domanda da tempo un animatore di un gruppo di Facebook, Mimmo Di Franco, che ha lanciato un altro appello in tal senso al direttore generale dell’ASP 8, nella cui giurisdizione rientra l’ospedale cittadino. Ne parliamo in un servizio a parte. Vogliamo qui ribadire che il direttore generale non dà risposte, non si capisce il perché. Occorrerebbe, a questo punto, sollecitare il procuratore capo della repubblica a Siracusa, Francesco Paolo Giordano, il quale si è occupato di recente della “salute” del presidio ospedaliero che sembrava (o sembra ancora) destinato alla chiusura o comunque a una pesante ristrutturazione. Non  possiamo non ricordare che, durante la sindacatura Carrubba, sono stati organizzati cortei per la difesa del Muscatello, per evitare, cioè, che fosse privato del prestigioso reparto di ostetricia e ginecologia e del reparto di pediatria. Addirittura, un gruppo di cittadini fece venire qui la troupe di “Striscia la notizia” e il nostro Giorgio Càsole fu intervistato proprio su questo problema, come fu intervistato l’allora sindaco in carica.

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SEMINARIO DI ORIENTAMENTO PER L’ACCESSO IN MARINA

DSCF1086AUGUSTA – In una gremita Aula Vallet si è svolto un seminario di orientamento a cura del personale di Marisicilia di Augusta. Si tratta del Tenente di Vascello Umberto Castronovo, Capo Ufficio Stampa, e del suo collaboratore il Sottocapo di 1a classe Carmine Ascolese. Dopo i saluti del dirigente scolastico, professoressa Maria Concetta Castorina, i due militari hanno intrattenuto e coinvolto, in due turni, i centocinquanta studenti delle quinte classi del Liceo Mègara in un interessante e, direi, interattivo seminario, avente come obiettivo quello di rendere chiaro ai diplomandi l’esteso panorama di opportunità che la Marina Militare offre. L’ufficiale Castronovo ha presentato il personale militare e le relative mansioni, i profili di carriera e, soprattutto, le modalità di accesso in Marina, con particolare riferimento al Concorso in atto per l’ammissione all’Accademia Navale di Livorno. Inoltre, con l’ausilio di un video, sono state sottolineate le attività operative/addestrative in mare, e, infine, è stato puntualizzato l’impegno sociale e duale della Marina Militare, da sempre al servizio dei cittadini. Alle numerose domande poste dagli studenti, il sorridente ufficiale ha sempre ribadito un concetto chiaro: “Lo studio è alla base di qualunque scelta futura. Solo studiando e compiendo sacrifici è possibile raggiungere il proprio obiettivo.” Soddisfatti gli alunni hanno ricevuto brochure esplicative e il recapito telefonico dell’ufficio stampa di Marisicilia per richiedere eventuali ulteriori informazioni.

     Anna L. Daniele

AUGUSTA/ POLVERI DI PIRITE IN CORSO SICILIA E NEL CAMPO SPORTIVO

LA DENUNCIA DI 5 STELLE E L’AUSPICIO DI SCUDERI E TOCCO

PIRITEAUGUSTA. I lavori di scavo compiuti oltre un mese fa in Corso Sicilia hanno portato alla luce una realtà che in molti conoscevano, ma che era stata letteralmente sotterrata. Ci riferiamo alle polveri di pirite interrate  circa trentacinque anni fa, quando l’area non era stata ancora edificata, quando si pensò di realizzare il campo sportivo denominato “Fontana” perché nei pressi, una volta, esisteva un abbeveratoio per gli animali da soma, laddove oggi insistono ben tre distributori di carburante. Quindi, per anni, i giocatori della locale squadra di calcio, la squadra del Megara e quelli di altre squadre dilettantistiche, hanno disputato le partite du un campo pericolosamente inquinato da queste ceneri di pirite, sostanza questa considerata rifiuto speciale da smaltire  secondo precise disposizioni di legge. La sezione siracusana dell’ARPA non ha avuto dubbi nel riconoscere la tossicità di questa sostanza rinvenuta in Corso Sicilia, la cui presenza è stata denunciata da cittadini residenti in zona e da attivisti locali del movimento 5  Stelle. Il movimento fondato da Beppe Grillo ha denunciato pubblicamente il persistere dell’ammasso di ceneri all’aperto in Corso Sicilia, senza mettere in atto tutte quelle precauzioni che possano evitare la dispersione nell’ambiente delle sostanze tossiche contenute nel materiale di risulta degli scavi, dove sono presenti polveri di pirite. “E’ noto” – osserva il meet up cittadino di 5 Stelle – “che l’esposizione delle ceneri di pirite agli agenti atmosferici e al dilavamento delle acque meteoriche “senza che siano stati adottati presidi idonei” può costituire pericolo per la salute e per l’integrità dell’ambiente .Non sappiamo se la responsabilità della mancata idonea copertura del sito sia della ditta che ha eseguito i lavori di scavo, o del competente Ufficio comunale, fatto sta che a oggi, nonostante l’accertamento che si tratta di un rifiuto “speciale”, il cumulo di terra fa ancora “brutta mostra di sé!” Gli attivisti grillini concludono la loro denuncia con l’auspicio che si provveda al più presto a eliminare il pericolo in Corso Sicilia e che non si ripetano più simili circostanze. L’auspicio di bonificare il campo sportivo è stato espresso da Massimo Scuderi, ex presidente della squadra del Megara e da Alessandro Tocco, dirigente dell’attuale squadra del Megara e già consigliere di quartiere. Il campo sportivo è stato sempre, sin dalla nascita un campo non adeguato, senza luce, senza panchine in cemento, che è ormai chiuso da un decennio, considerato inagibile perché inquinato proprio dalle polveri di pirite, con il risultato che la squadra di calcio non ha un campo dove potersi allenare, se non un campetto privato sulla strada per Brucoli, dove, però, non può ospitare il pubblico dei tifosi. Scuderi e Tocco rivolgono un appello alle industrie del polo petrolchimico: “Signori, se è vero che voi inquinate, compensate almeno con la realizzazione di un campo sportivo, bonificando questo o facendone costruire uno nuovo in altra area”. Chissà se qualcuno recepirà l’appello!

Giulia Càsole

Palmiro Prisutto: “Angelo Moratti, primo inquinatore”

prisutto cancroAUGUSTA - Don Palmiro Prisutto, il battagliero  arciprete della chiesa madre di Augusta, che da un anno circa è tornato a far parlare di sé e della sua lotta contro le industrie del petrolchimico. ha avversato la manifestazione per ricordare Angelo Moratti sin dal primo lancio delle agenzie, esortando chi lo segue dalle pagine di Facebook a boicottare la manifestazione e sottolineando che tale manifestazione dev’essere considerata una vergogna, un affronto per la città che patisce centinaia e centinaia di morti per tumori. Anzi, lo stesso giorno della manifestazione, Prisutto ha pubblicato  un  preciso atto di accusa contro Angelo Moratti definito il “primo inquinatore” e  ironizzando, quindi, sulla consegna della targa alla memoria. La targa bisogna darla alla memoria dei morti.  La posizione di don Palmiro è stata sposata in pieno da Gaetano Guzzardi che ha reso pubblica la sua condivisione: Chi non conosce don Palmiro Prisutto, oggi parroco della chiesa Madre di Augusta, sino a qualche mese addietro a Brucoli,  non conosce le sue battaglie di anni contro l’inquinamento in una delle aree più critiche e segnate dall’industrializzazione degli anni 50-60, il petrolchimico, il primo impianto del quale nasce proprio ad Augusta nel 1949, la Rasiom, a opera di Angelo Moratti.  Quel Moratti padre di Massimo Moratti (ex presidente dell’Inter) che sabato 17 gennaio ha ricordato la figura paterna, e che in suo nome ritira la targa che un periodico siracusano gli attribuisce quale “Capitano d’Industria”, alla presenza delle massime autorità cittadine e provinciali. A quella cerimonia non ci sarà don Palmiro Prisutto, e non ci saremo neanche noi che condividiamo le sue battaglie contro l’inquinamento e le sue denunce, così come quelle di questi anni del mondo ambientalista nei confronti non solo di una classe dirigente disattenta, ma anche contro una classe imprenditoriale che ha fatto finta di niente preferendo i profitti alla salute della gente. Per don Prisutto, che ogni 28 del mese nella sua chiesa, durante la celebrazione della Messa, legge i nomi dei tanti morti per tumore proprio a causa dell’inquinamento industriale (l’elenco è arrivato a oltre 700 nomi e cresce ancora), quell’omaggio e quella targa suonano, infatti, come una offesa alla memoria di queste morti, vittime innocenti di una industrializzazione cieca. Un’industrializzazione, lo ricordiamo, legata, in particolare, alla raffinazione petrolifera, che oltre a rappresentare l’abbandono delle campagne, e quindi del comparto agricolo, nello stesso tempo, ha portato alla distruzione di uno dei più belli e suggestivi tratti di costa del siracusano, precludendone ogni investimento turistico. Una risorsa naturale, “che il buon Dio ci ha donato”, direbbe don Prisutto, che sarebbe potuta diventare anche risorsa economica “sostenibile e senza scadenza”  per le popolazioni di questa vasta area che, al contrario, il sistema politico del tempo catapultò, sacrificandola, a un percorso di industrializzazione “a tempo” e, cosa più grave, “inquinante”, che,  dopo i primi decenni felici (reddito +12% – occupazione +7% – mentre l’agricoltura moriva), già dagli anni ’80 ha incominciato il percorso in discesa, lasciando nel territorio, oltre che disoccupati, lo spettro dei tumori, delle malformazioni prenatali, e tanti morti. Perché nel frattempo, in quell’area, oltre al petrolio, negli anni, si sono aggiunti anche altre produzioni, da quelle chimiche all’eternit. Il tutto favorito, oltre che dall’insensibilità delle stesse industrie, anche dalla totale assenza di norme e leggi a tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni. Basti pensare che solo a ridosso degli anni ‘80 incominciano a nascere le prime leggi (la legge Merli è del 1976), e con esse le denunce, mentre si rafforza la coscienza ambientalista che porterà nel 1990 (meglio tardi che mai) l’area industriale siracusana ad essere dichiarata “ad alto rischio di crisi ambientale” in un territorio già, tra l’altro, “al alto rischio sismico”. Bonifiche, neanche a pensarne, nonostante nel 1995 (a quasi 40 anni dal primo insediamento) viene emanato il DPR riguardante unpiano di disinquinamento del territorio della provincia di Siracusa-Sicilia orientale”. Anche di recente, nel 2008, come è stato ricordato proprio dalle polemiche di questi giorni tra Ministero dell’Ambiente e la Regione Sicilia, viene firmato l’accordo per le bonifiche con un piano di circa 800 milioni di euro che oggi il ministro  Gian Luca Galletti ci dice che per 677 milioni si trattativa di somme programmate, ovvero virtuali, da cercare, mentre per il resto l’impegno è congiunto tra Ministero e Regione. Il problema sta nel fatto che il Ministero ha versato la sua quota, 50 milioni di euro, per i primi interventi, mentre della quota della Regione Sicilia, ormai al collasso e sempre più vicina al “fallimento”, neanche l’ombra. E c’è da credere che ancora una volta sfumeranno le speranze di assistere alle bonifiche, così come alla riconversione eco-sostenibile di quel pezzo importante di territorio, per cui le popolazioni, e i siracusani tutti, chi sa ancora per quante migliaia di anni, continueranno a tenersi l’inquinamento, il  mare al mercurio, e morti. Quei morti che don Palmiro Prisutto continuerà a contare ogni 28 di mese durante la celebrazione della Messa per non farne morire anche la memoria.

Massimo Moratti, “Mi offende l’accusa fatta a mio padre, uomo geniale e dall’umanità debordante”

Massimo MorattiAUGUSTA – Appariva davvero commosso Massimo Moratti, commosso, ma non frastornato perché abituato alla ressa di fotografi e di tifosi. Gli abbiamo posto alcune domande,  dopo l’estenuante richiesta di autografi e di foto, di foto, soprattutto. Moratti non ha mai perso né l’aplomb né il sorriso. Cosa ci dice di suo padre? “Mio padre diceva che per lavorare bene il lavoratore deve stare bene e sono certo che se  fosse vissuto oggi avrebbe fatto tutto il possibile per rendere sicuro l’ambiente e la salute dei lavoratori. Mio padre è stato un genio, ha visto molte cose prima degli altri, ma è stato anche un uomo dalla debordante umanità l’umanità che oggi qui  vedo testimoniata da quei lavoratori anziani che hanno lavorato e anche discusso con lui.” Qualcuno ha definito suo padre il primo inquinatore di questa zona. Si sente offeso a sentire quest’accusa? “Guardi, il senso di colpa c’è, non posso negarlo, però, sì, mi sento offeso, perché all’epoca di mio padre non solo non si capiva niente di problemi ambientali,  non c’era neppure la legislazione al riguardo, ma sono certo  che mio padre non avrebbe lasciato niente d’intentato per evitare danni  all’ambiente e ai lavoratori.” Pensa che un giorno non lontano le industrie abbandoneranno il nostro sito? Non credo. Il petrolio servirà ancora per molti anni, ma poi, qui, dopo la Rasiom, sono venute quaranta industrie che appartengono a vari gruppi e non credo che troveranno presto un accordo comune.

G. C.

IL GIORNALISTA CASOLE PREMIATO CON SPILLA D’ORO

2936140354AUGUSTA – E’ stato tale e tanto l’affetto dimostrato verso  Massimo Moratti  dai tifosi interisti e da ex operai della Rasiom che stava per saltare la prevista e pur breve cerimonia di consegna, da parte del direttore Guastella, di una spilla d’oro a Giorgio Càsole per la sua oltre trentennale collaborazione al DIARIO settimanale, che, nel corso di tutti questi anni ha modificato leggermente la testata, fino a diventare quella attuale. La colleganza con Guastella data dai tempi del Diario quotidiano, quando Càsole e Guastella firmavano insieme articoli che riguardavano le coraggiose azioni giudiziarie del pretore Condorelli contro le industrie del petrolchimico siracusano. Càsole è stato il primo corrispondente del quotidiano e successivamente del settimanale e continua a esserlo, occupandosi di tematiche ambientali, politiche, culturali ad ampio raggio, intervistando, sollecitando, criticando a favore della comunità cittadina, senza trascurare l’attività di docente di lettere nel liceo cittadino e di conduttore radiotelevisivo. Ha prodotto articoli non solo per il Diario, ma anche per testate quali “Famiglia Cristiana”, “Avvenire”, “Prospettive Siracusa”, e libri di saggistica, poesia e altro. Per la sua attività di autore ha ricevuto in anni differenti tre  Premi della Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo scorso anno, l’Ordine dei Giornalisti gli ha donato una medaglia per i 35 anni di iscrizione. Laureato in Lettere all’Università di Catania con 110 e lode, ha conseguito un Master in Dirigenza scolastica con la stessa votazione. Prima della manifestazione Pino Guastella ha chiesto a Càsole una biografia di Moratti, che ha portato a termine con vera acribia storica, senza la lente deformante del presente, riempiendo quasi cinque pagine del numero speciale a colori che il Diario1984 ha regalato come supplemento ai lettori. Per questa sua ultima fatica Càsole ha ricevuto pubblicamente i complimenti di Moratti, di Galimberti e di Capone.

Giovanni Intravaia

LA COMMOZIONE DI MASSIMO MORATTI PRESENTE IN AUGUSTA

Massimo MorattiAUGUSTA. Il direttore del DIARIO1984, Pino Guastella, dopo aver promosso negli anni scorsi due significativi convegni all’Open Land e a Palazzo Vermexio su temi scottanti e di viva attualità, quali il termovalorizzatore e la vita dei detenuti nelle carceri, ha organizzato, con il prezioso aiuto di Adelaide Pandolfo e di Sergio Tomaino,  una manifestazione per ricordare un capitano di industria, quell’Angelo Moratti, milanese, che 66 anni fa fondò la Rasiom e fece costruire ad  Augusta, in  contrada Marcellino, la prima raffineria del meridione d’Italia. Quali relatori Guastella ha invitato a parlare  l’inviato del “IlSole24h”  Alessandro Galimberti  e Antonello Capone, caporedattore centrale de “La Gazzetta dello Sport”, quotidiano economico quello di Galimberti, sportivo quello di Capone.  Dopo i saluti porti dal notaio augustano Giambattista Coltraro, deputato all’Assemblea regionale siciliana,  il rappresentante istituzionale  di maggiore spicco in sala,  Galimberti ha parlato a braccio del Moratti imprenditore industriale, Capone del Moratti imprenditore sportivo giacché Angelo Moratti fu per 15 anni presidente dell’Inter, che egli  fece diventare Grande Inter, tanto da  rimanere nel cuore dei tifosi di tutta l’Italia, come  lo è il figlio Massimo, anch’egli presidente dell’Inter molti anni dopo il padre fino al novembre 2013. E Massimo Moratti è stato l’attrazione che ha fatto raccogliere  una folla a Palazzo Zuppello,  dove si è tenuta la manifestazione,  che ha avuto una grande  risonanza già una quindicina di giorni prima che avvenisse, proprio per l’assicurata presenza di Moratti. Il quale è stato fatto segno di un affetto concreto da tanti uomini anziani, giovani e giovanissimi , che hanno voluto stringergli la mano e farsi fotografare con lui, poiché gli uomini, notoriamente, sono i  tifosi dello sport del calcio. Lo ha fatto, però, anche qualche donna, “innamorata” dell’uomo fascinoso, con i capelli lunghi sale e pepe,  visto tantissime volte sugli schermi televisivi. Lo hanno abbracciato gli anziani sopravvissuti che hanno lavorato con il padre, testimoniando la capacità che Angelo Moratti aveva di trattare con i lavoratori,  ai quali, per primo, qui in Sicilia, ha dato la mensa, le case, gli incentivi.  Uno di questi operai è stato l’81enne Sebastiano Viola, già vicesindaco e assessore comunale, ex operaio e sindacalista, che ha ricordato un  episodio di contrasto sindacale con Angelo Moratti, risolto grazie alla fede comune verso l’Inter. Un altro anziano ha voluto donare a Massimo un documento filmato della nascita della  Rasiom. Il momento più spettacolare è stato quando il presidente locale dell’Interclub, Michele Galvano, ha festeggiato Massimo Moratti quasi abbracciandolo con un ampio striscione raffigurante i colori dell’Inter. Moratti, accompagnato dalla discreta presenza della moglie Erminia, si è commosso ,soprattutto quando Galvano ha auspicato a gran voce di voler Moratti nuovamente alla guida dell’Inter.   Dopo la consegna della targa a Moratti, il direttore Guastella ha voluto consegnare una spilla d’oro a Giorgio Càsole come riconoscimento della oltre trentennale collaborazione al DIARIO.

Lina Solarino

LA VITA DI MORATTI E LA STORIA VERA DELLA NASCITA DELLA RASIOM

rasiomAngelo Moratti,  da operaio in una fabbrica di maniglie d’ottone ai vertici dell’industria italiana – Una ricostruzione di Giorgio Càsole senza pregiudizi,  senza la lente deformante del presente

corriere diAugustaA come Albino, A come Angelo, A come Augusta.  La triplicazione della lettera A caratterizza la vita di un pioniere dell’industria petrolifera italiana,  il varesino Moratti Angelo,  non dimenticato presidente dell’Inter.

 Nascita e infanzia

 A come Angelo, appunto, nato a Somma Lombardo, in provincia di Varese, agli albori del Novecento (5 novembre 1909) dal farmacista Albino – ecco la prima A – che a Somma esercitava la sua attività,  prima di trasferirsi a Milano per gestire una farmacia in  quella Piazza Fontana destinata a diventare tristemente famosa per la strage  nella Banca dell’Agricoltura, a causa di un attacco   terroristico il 12 dicembre 1969, il primo di una stagione ormai storicamente definita come “strategia della tensione”. Sfortuna vuole che, ad appena otto anni,  Angelo rimanga orfano della madre, Gilda Basso. La nuova moglie del padre si rivela una matrigna, come nelle classiche fiabe, o come matrigna intollerabile  è avvertita dal piccolo Angelo che,  conseguito il diploma di licenza elementare,   in evidente contrasto con il padre, prende la sorprendente decisione di non proseguire gli studi e non seguire le orme paterne. La scelta rivela il carattere deciso di Moratti  che, pur così piccolo,  non esita a chiedere e ottenere di lavorare  da operaio, come un piccolo martinitt,   in una fabbrica di maniglie d’ottone. Ribellione al padre e comunque insofferenza verso la nuova condizione familiare, desiderio di indipendenza, non sono disgiunti dalla consapevolezza che, se si vuole affermare,  occorre istruirsi di più. Angelo di giorno lavora, ma di sera frequenta i corsi per conseguire il diploma del triennio di scuola secondaria.   Conseguito regolarmente il diploma, a  quattordici anni, prende un’altra decisione che rivela il suo carattere fiero, contraddistinto da spirito di indipendenza.

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AUGUSTA/ L’AMM. ROBERTO CAMERINI, COMANDANTE DI MARISICILIA, DESTINATO A LA SPEZIA

Il cambio di comando è previsto per il 28 gennaio

imagesAUGUSTA. Dopo due anni dall’assunzione del comando di MariSicilia, il contrammiraglio Roberto  Camerini è stato promosso e destinato ad altro incarico. Nato a Sliema, Malta,  60 anni fa, Roberto Camerini, comandante di sommergibili, ha percorso brillantemente il cursus honorum della Marina Militare. Dal 6 ottobre 2008 al 19 luglio2010 è stato il Comandante delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera, con il grado di contrammiraglio, il primo dei gradi di ammiraglio. Dal 20 luglio 2010 al 6 gennaio 2013 è stato  Capo dell’Ufficio Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina. Dal 01 novembre 2010 al 6 gennaio 2013 è stato, altresì, Capo dell’Ufficio Affari Generali e Relazioni Esterne dello Stato Maggiore della Marina. Dal 16 gennaio 2013 è il Comandante Militare Marittimo Autonomo in Sicilia. Promosso al grado di ammiraglio di divisione, il 29 gennaio, fra pochi giorni andrà a comandare la base navale di La Spezia.

G. C.