L’ULTIMO AMMAINA BANDIERA DELLE NAVI MINERVA E SIBILLA

sibillasibAUGUSTA - Allorquando nell’antica marineria si dismetteva un vascello, il rituale assumeva toni di sacralità, permeati di intrisa commozione nel vedere scendere quel vessillo che consuma la sua ultima razione di vita. È l’ultimo ammaina bandiera! Il 14 maggio 2015 alle ore 10:30, presente il Capo di Stato Maggiore della Marina Amm. Di Squadra Giuseppe De Giorgi, nonché di alte cariche militari e civili della Regione, presso la Banchina Torpediniere di COMFORPAT Augusta, ha avuto luogo la cerimonia dell’ultimo “ammaina bandiera” delle due corvette MINERVA e SIBILLA. L’evento si è svolto in una splendida e seducente cornice organizzata, curata con rigoroso protocollo, personalmente dal dinamico C.te di COMFORPAT Amm. Mario Culcasi e dall’attento C.te di Marisicilia Nicola De Felice. La cerimonia ha inizio con l’ingresso sul piazzale, dei labari delle associazioni combattentistiche e del Comune di Augusta, seguito da quello di Nave Urania, in rappresentanza di tutte le forze navali presenti nella Base. A poppa delle due Unità ormeggiate appaiate alla banchina erano schierati i rispettivi equipaggi accanto alla bandiera, per cui di lì a poco, echeggerà nell’aria il grido impietoso e irreversibile di “ammaina”, accompagnato dal lungo fischio del saluto d’amore del nocchiero di bordo. Quindi, quel simbolo che per ben 26 anni è sventolato al servizio della Patria, piegato secondo il costume militare, viene consegnato al CSM De Giorgi, che lo depositerà al Sacrario delle bandiere delle Forze Armate presso il Museo all’interno dell’ Altare della Patria Roma. Le due Unità hanno svolto per lungo tempo un intenso e proficuo lavoro nella costante attività di pattugliamento e difesa costiera, vigilando sui flusso migratori clandestini e svolgendo, altresì, la imprescindibile attività di preparazione dei giovani Ufficiali di Marina al Comando delle navi. In nome imposto alla corvetta Minerva si rileva dalla mitologia greca e romana, a rappresentare la forza e il vigore della “dea guerriera”, e nel caso il vascello che sprezzante e con ardimento affronta le insidie, la forza dei venti e dei flutti del mare. La SIBILLA, più giovane della prima, varata nel 1990, ha svolto le medesime funzioni, facendo base ad Augusta ha operato attivamente nel Mediterraneo ed in particolare nel Canale di Sicilia. Si è distinta per le sue capacità operative nell’importante BASIC OPERATIONAL SEA TRANING nel Nord Europa, riscuotendo l’apprezzamento delle altre Marine partecipanti. Anch’essa riporta un nome mitologico che si identifica con la tenebrosa sacerdotessa Sibilla capace di leggere il futuro, sentenziare premonizioni, intrise di segni ed elementi, spesso, poco confortanti per ciò che sarebbe potuto accadere nell’immediato vivere quotidiano. Tuttavia, in contrasto con la mitologica suggestione, la nave Sibilla, ha svolto degnamente il suo servizio, superando i “sublimi responsi” della ombrosa sacerdotessa, e non a caso, ha mantenuto fede al suo motto “Timeo, sed timorem”, cioè “Temo, ho paura, ma solo la paura”. L’Amm. De Giorgi, nel suo intervento, posto con toni pacati e grande profilo tecnico, ha rivelato l’attuale condizione della Marina Italiana, anch’essa sfiorata dalla sfavorevole contingenza economica nazionale, e pur tuttavia, ha mantenuto e mantiene vivo il suo ruolo nella difesa nazionale. Anche, quando, nei prossimi anni la nostra Squadra Navale, ridurrà la propria consistenza del 45%, non verrà meno la capacità di garantire la sicurezza della nostra costa e frontiera marittima. La cerimonia sino all’ultimo della consegna al De Giorgi, è stata rigata da attimi di ricorrente silenzio e palpabile era l’intensa commozione dei presenti ed in particolare in quei marinai ed ufficiali che per anni avevano guidato e governato i due battelli, vincendo la violenza del mare e la rabbiosità dei venti nell’adempiere il proprio dovere. Al termine della cerimonia, l’Amm. De Giorgi, accompagnato dall’Amm. Mario Culcasi e Nicola De Felice, ai quali spetta il merito della ineccepibile organizzazione, lascia i luoghi, così finisce un altro segmento di vita marinara, ma che va ad aggiungersi alla Storia della Marina.

    Francesco Migneco

LA CORALE POLIFONICA IUBILAEUM ONORA IL SANTO PATRONO, SAN DOMENICO

corale maggio 2015 bisAUGUSTA - Tre giorni intensi nel contesto del Novenario in onore al Santo Patrono della Città di Augusta – San Domenico, quelli che vedranno la Corale Polifonica Iubilaeum animare le celebrazioni del 20 – 21 e 24 Maggio pv. Due appuntamenti fissi quelli del 20 maggio, serata di animazione a cura delle Comunità Parrocchiali di San Sebastiano e San Francesco di Paola, a cui la Corale appartiene, e quella del 21 Maggio, serata, per tradizione dedicata alla Fraternità Laica Domenica che ha fermamente voluto che fosse proprio la Corale Iubilaeum ad animare la solenne celebrazione. Senza sminuire i due precedenti impegni, è con grande gioia che ringraziamo l’Arciprete don Palmiro Prisutto per averci conferito l’incarico di animare il solenne Pontificale di San Domenico Patrono della Città di Augusta. La Corale Polifonica Iubilaeum della Parrocchia San Francesco di Paola, vanta una storia lunga 19 anni: 19 anni di trasferte nazionali ed internazionali, 19 anni di celebrazioni, 19 anni di rassegne, concerti, concorsi,… ed è con con grande gioia ed entusiasmo e, permetteteci di dire con “grande orgoglio”, che è stata accolta la notizia dai coristi tutti che vedono, dopo 19 anni, un grande segno di riconoscimento nell’animazione del Solenne Pontificale del Patrono. La Corale Polifonica Iubilaeum non è nuova a questo tipo di esperienze, ricordiamo che proprio lo scorso 21 Dicembre in occasione della Visita delle Sacre Spoglie di Santa Lucia a Siracusa, l’Arcivescovo Metropolita – Mons. Salvatore Pappalardo, ha voluto che fosse proprio la Corale Iubilaeum ad animare la solenne Liturgia Eucaristica presieduta da S. Eminenza Rev.ma Il Caridinale Paolo Romeo. Oltre ad una accurata e consolidata attività concertistica, in questi lunghi 19 anni, la scelta del direttore artistico è stata quella di indirizzare la Corale verso lo studio della musica liturgica. Vastissimo è il repertorio classico liturgico di cui si dispone, repertorio che, grazie all’instancabile lavoro dei coristi, cresce arricchendosi di nuovi brani di rilevante spessore classico che, sapientemente coniugati con brani relativamente moderni di musica sacra polifonica, conferiscono alle Sacre Funzioni la giusta solennità, non sfarzosa ma sempre modesta. La conoscenza accurata della Liturgia è una cosa seria, e come sostiene il nostro Arcivesco, che nutre una profonda stima ed ammirazione per la Corale, «non si canta a Messa, ma, SI CANTA LA MESSA». Il coro non deve essere inteso come un “complemento d’arredo”, ma bensì come parte integrante della liturgia.

    Marilena Scatà

FIORELLO A RAGUSA NEL GIORNO DEL SUO 55°COMPLEANNO

fioreAUGUSTA. Il “mitico” e popolare showman Rosario, detto Saro, Fiorello ha compiuto 55 anni mentre si trovava, tra sabato e lunedì,  per tre giorni a Ragusa, nel cui Teatro 2000 ha portato in scena lo spettacolo “L’ora del Rosario”, già rappresentato a Marsala. A poche ore dalla prima delle tre serate lo showman augustano, nato però a Catania, ha incontrato i giornalisti per una chiacchierata informale. Lui, maglietta di Siculamente con l’asso di bastoni, si presenta, accetta i numerosi auguri di compleanno, ci fa vedere il video augurale che stamane Cremonesi e la band gli hanno inviato, risponde alla chiamata del fratello Peppe, mentre ad Augusta Giorgio Càsole intervistatore e Marco Bertoni, operatore, realizzavano video augurali da trasmettere sul web, su Happy Tv e su  Antennauno. Fiore, come lo chiamano a Roma, non  entrare nei dettagli dello spettacolo, anticipa solamente di un video che ha girato nei due giorni che ha trascorso a Ragusa  “Voglio che le persone si possano svagare per due ore. Voglio raccontare di cose semplici, voglio parlare del quotidiano, di ciò che tocca tutti noi”. Della scelta di toccare i teatri di provincia, in un tour faticoso ma ricco di soddisfazioni, spiega: “Eravamo partiti con l’idea di fare lo spettacolo nei palazzetti, poi ho dato un’occhiata alla lista delle location ed ho esclamato: ‘mi siddiai’. Volevo fare qualcosa di diverso, visitare città più piccole, nei teatri di provincia. Un’esperienza che mi sta dando molto. Sto girando il Paese, arrivo nelle città qualche giorno prima dello spettacolo per conoscerle meglio. Una grande opportunità“. Certo, anche fatica. Fiorello racconta della ‘traversata’ della Sicilia, da Marsala a Ragusa. E, inevitabilmente,  parla delle pessime condizioni delle infrastrutture e di una Sicilia che non sembra cambiare mai. “Inutile prendersela con l’ultimo politico, la situazione è così da sempre. La Sicilia è come ‘nà fimmina lassata’. Tradita e abbandonata da chi avrebbe potuto esaltarne le bellezze. Noi siciliani siamo rassegnati, purtroppo. Eppure proprio dalle province, soprattutto da quelle più marginali, partono i nuovi progetti, quelli ambiziosi, quelli fatti da giovani spinti da passione e voglia di sognare”. Uno degli ultimi argomenti, la televisione e il rapporto con la tecnologia che inevitabilmente ha cambiato il modo di comunicare e di approcciarsi alle notizie. “Non possiamo opporci”, afferma atteggiandosi simpaticamente a vecchio saggio: “ma adeguarci con rassegnazione“. Eppure lui per primo ha modificato e  innovato il proprio modo di fare spettacolo, creando con il proprio smartphone programmi radio e web di grandissimo impatto e successo. E, sebbene il mezzo cambi, in Fiorello non muta la voglia di entrare in contatto con le persone. Un’empatia che crea facendo sempre il primo passo. In conferenza  stampa  ha raccontato della sua giornata trascorsa a Ragusa Ibla con la moglie e la figlia. Questa la scintilla del suo successo, donarsi agli altri, attraverso anche piccoli episodi personali attraverso i quali riesce a raccontare un Paese difficile ma ricco di qualità. La prossima tappa in Sicilia sarà Taormina a luglio.

C. C.

ASSEMBLEA REGIONALE DEL FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

RuggeroAUGUSTA. L’associazione “Acqua bene comune” di Augusta ha partecipato all’assemblea regionale tenutasi pochi giorni fa a Troina per ribadire la necessità che il bene più prezioso al mondo ritorni a essere gestito dalla cosa pubblica. Dalla riunione regionale del Forum Acqua Bene Comune, tenutasi a Troina il 16.05.2015, sul tema della ripubblicizzazione dell’acqua, a seguito del referendum nazionale del 2011 votato favorevolmente dalla stragrande maggioranza degli italiani, e’ emerso : 1) che in questi anni non sono servite a niente gli incontri con gli assessori regionali  Marino – Callari e Contraffatto perche’ essi da una parte si sono mostrati favorevoli, a parole, alla ripubblicizzazione dell’acqua e dall’altra, durante o dopo il loro mandato nei fatti,  hanno presentato delle proposte di legge che vanno tutte verso la privatizzazione. 2) Che in IV Commissione all’ARS attualmente ci sono delle incomprensioni e delle forme di protagonismo sia tra le varie forze politiche, che all’interno degli stessi partiti o movimenti, che rallentano o bloccano l’iter della legge di ripubblicizzazione. Mentre si avvicina sempre piu’ la scure del commissariamento nazionale della gestione idrica della Sicilia. 3) Che il Governatore Crocetta, che e’ stato eletto anche con i voti del sostenitori dell’acqua pubblica,  non avendo una sua maggioranza, e’ di fatto alla merce’ del governo nazionale, che gli impone i nomi degli assessori e le  linee politiche, economiche e gestionali da applicare nel territorio regionale. 4) Che il primo ministro Renzi, subito dopo la sua nomina da parte di Napolitano,  ha iniziato l’invasione burocratico-politica della Sicilia, (anche baipassando lo statuto siciliano ),  prima facendo nominare  i suoi uomini piu’ fidati a capo degli assessorati siciliani strategici,  che successivamente dovranno applicare le sue direttive legislative nazionali, che vanno, tutte, a favore  dei potentati economico-speculativi che hanno contribuito alla sua salita e verso i quali ha degli obblighi. 5) Che i sindaci siciliani, nonostante le loro uscite bellicose contro il parlamento siciliano, tacciato di inerzia legislativa sulla legge di ripubblicizzazione dell’acqua, ad oggi hanno fatto poco o niente nei confronti dei cittadini, che li hanno votati.

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LA VALORIZZAZIONE DELLE DONNE CORRISPONDE A MAGGIORE EFFICIENZA E CRESCITA ECONOMICA – di Cecilia Càsole

ceciliaGli studiosi cominciano a prendere coscienza che la valorizzazione delle donne corrisponde a maggiore efficienza e crescita economica, formulando il termine womenomics (econodonne). La womenomics è stata diffusa da Kathy Matsui, analista del  Goldman Sachs [1], la quale nel 1999, quando era già mamma-lavoratrice, scrisse le sue teorie sui vantaggi che avrebbe l’intera economia se si incoraggiasse il lavoro delle donne. La Matsui trasse ispirazione dalla crisi economica in cui versava il Giappone in quegli anni, come l’Italia oggi: scarsa occupazione e bassissima presenza nei ruoli direttivi delle donne. L‘Italia, come abbiamo avuto modo sottolineare, sotto il profilo delle politiche paritarie, è in Europa uno dei paesi più arretrati per ciò che riguarda l‘occupazione femminile, le forme segregazione verticale sia nelle imprese che in politica, e le disparità di trattamento retributivo. A proposito di parità e retribuzione,  nel paragrafo successivo, sara` riferito un caso importante caso, un caso  che ha dato luogo a importanti interventi legislativi da parte della Comunità europea, in tema di pari opportunità.

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MAMMOGRAFIE, GRILLO O VERONESI? – di Fabrizio Giovanni Vaccaro

aircAUGUSTA. Anche ad Augusta si ricorda il 50° anniversario dell’AIRC, l’associazione per la ricerca sul  cancro, voluta dall’oncologo Umberto Veronesi.  A cinquant’anni dalla nascita dell’AIRC, i tumori rappresentano ancora una grande sfida per la medicina contemporanea. La seconda causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari, pari a 175.000 decessi nel 2011. Ma i motivi di ottimismo ci sono e vanno considerati. Le scoperte degli ultimi vent’anni, infatti, hanno superato in numero le scoperte fatte nell’intera storia dell’umanità. L’impegno della comunità scientifica internazionale è risoluto. Anche se appare lontano il giorno in cui debelleremo il cancro, è sempre più frequente sentir dire che certi tumori sono diventati guaribili. E questo grazie all’intensa attività di ricerca profusa negli ultimi decenni.Per lungo tempo, quella tra medicina e cancro, è stata una partita a scacchi in cui la scienza si trovava innanzi a tattiche sempre nuove e imprevedibili. Oggi, invece, conosciamo in anticipo molte mosse che il cancro può giocare, e in funzione di queste possiamo programmare delle contromosse. In questo senso la cura dei tumori è diventata negli ultimi decenni molto più scientifica e sistematica laddove agli inizi, non conoscendo le caratteristiche molecolari e cellulari dei singoli tumori, le nuove scoperte erano spesso dovute al caso o alle grandi intuizioni di singoli ricercatori.Ma prima di andare avanti occorre chiarire alcuni concetti. La parola tumore, o neoplasia, indica una neoformazione proliferativa in senso generale. Se quest’ultima ha delle caratteristiche di malignità, e quindi di pericolosità, la si può chiamare cancro. Ma con il semplice termine di tumore, neoplasia, o cancro non ci riferiamo a  una precisa malattia. Il tumore in quanto tale, infatti, non esiste. Esistono piuttosto i tumori, anche più di cento differenti, in funzione del tessuto o del tipo cellulare da cui la proliferazione ha avuto origine. Ma nonostante queste enormi differenze, esistono alcuni aspetti comuni a tutti i tipi di cancro. Innanzitutto la nascita.Ogni cellula del nostro corpo può dare origine a un tumore.

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NAVE SCUOLA PALINURO TOCCHERA’ LA SICILIA

PalinuroInizialeE’ partita,  dal porto di La Maddalena, la nave scuola Palinuro della Marina Militare per la Campagna d’Istruzione 2015 che si svilupperà in tre fasi. Nella prima fase, quella di pre-campagna la nave Goletta avrà a bordo il personale dell’Associazione Nazionale Mariani d’Italia (ANMI), della Sail Training Association-Italia (STA-I)e della Lega Navale Italiana e toccherà i porti di Messina, Bari, Porto Corsini (RA) e Venezia. Da quest’ultima sosta, il 16 giugno nave Palinuro partirà per la seconda fase della campagna d’istruzione a favore dei giovani allievi della Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” e giungerà nelle città di Ancona, Ortona (CH), Catania e Livorno. La terza fase della campagna d’istruzione avrà inizio il 12 luglio, a Livorno, quando gli allievi della Scuola Navale “F. Morosini” sbarcheranno per lasciare il posto agli allievi ufficiali della 1ª classe dell’Accademia Navale di Livorno. La campagna d’istruzione è la prima tappa fondamentale per la preparazione marinaresca degli allievi dell’Accademia Navale rappresenta una solida esperienza per la formazione professionale di chi un giorno comanderà una nave ed il suo equipaggio. In questa fase nave Palinuro effettuerà le soste di Ajaccio (FRA), Cagliari, Palamos (SPA), Palma (SPA), Port Mahon (SPA), Tolone (FRA), Montecarlo (MCO) e infine Livorno. Nel corso della campagna d’istruzione non mancheranno le iniziative della Marina Militare, volte a promuovere l’educazione ambientale e la difesa del mare e delle sue risorse, in collaborazione con le istituzioni scientifiche come il WWF, con le università, gli istituti di ricerca.

Nicola Lombardo

“Gruppo di conversazioni intergenerazionali” dell’ UNITRE di Augusta

STAMPA 2AUGUSTA - Si è concluso nei giorni scorsi un fortunato ciclo di incontri a tema, promossi dall’UNITRE di Augusta, rivolti ad una selezione di studenti dei Licei “Megara” e dell’indirizzo tecnico del “Ruiz”. Gli incontri, hanno trattato un’ampia serie di argomenti, proposti dagli stessi ragazzi, e sono stati caratterizzati da un gradevole scambio esperenziale tra due generazioni che, avulse da condizionamenti familiari di alcun genere, hanno potuto confrontarsi su vari temi. Se dovessimo fare un  bilancio tra dare ed avere, sono convinto che l’ago si sposterebbe in favore di quanto questi splendidi ragazzi hanno regalato a noi “diversamente giovani”. Da parte nostra abbiamo esposto le nostre esperienze di vita. Abbiamo raccontato di noi. Ora in maniera riservata e quasi pudica, ora in maniera enfatica ed a volte anche recriminativa. Ci siamo fatti leggere senza remore. Da parte loro, i ragazzi, superato un primo momento di interrogazione su “ma che ci faccio qua”, hanno dimostrato una voglia di essere ascoltati, di esprimere le proprie idee di bere dai nostri “amarcord”: di parlare con degli adulti, diversi dall’alveo familiare, e “accolti” nel favorevole contesto del Circolo Unitre. A rompere il ghiaccio ed a presentare di volta in volta i vari argomenti da cui trarre spunto per il confronto, ad ogni incontro, è stato l’eclettico Presidente Unitre Dott. Giuseppe Caramagno. Che ha brillantemente assolto anche al ruolo di attento moderatore, laddove qualche “adulto” si attardava nel suo intervento; e di pungolo per qualche “giovane” più reticente. Non sto a declinare quali sono stati gli argomenti affrontati in questi otto proficui incontri. Una ventina le tematiche espresse; ora in maniera più approfondita, ora a volo d’angelo.

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L’ INTERVISTA DEI CATTOLICI AUGUSTANI AI MAGNIFICI 7 CANDIDATI SINDACI AD AUGUSTA – di Giuseppe Tringali

SINDACIJpegAUGUSTA – Presso il salone dei frati francescani di Augusta si è svolto ieri sera, dalle 19 alle 21, un singolare incontro con i 7 candidati sindaci alle elezioni amministrative. L’incontro è stato decisamente voluto da tutti i sacerdoti della città per orientare i cattolici alla politica cittadina, dopo un lungo periodo di indifferenza e apatia da parte degli amministratori e dei cittadini, che ha inesorabilmente condotto il Comune di Augusta all’ indebitamento e al commissariamento per infiltrazione mafiosa. L’evento, ben organizzato, al quale oltre ai parroci erano presenti gli operatori pastorali delle parrocchie cittadine, dopo una lunga serie di attività promosse dai sacerdoti e iniziate nei quaranta giorni che precedono la Pasqua, poiché – dichiara il conduttore dell’ incontro Florindo Colella, “tutti siamo chiamati a partecipare all’interesse delle città, perché il Vangelo non si estranea dai problemi che attanagliano la nostra città”. La decisione mette in campo annunci, assemblee e quant’altro possa servire a sensibilizzare i cristiani al mondo della politica, dopo il dilagante dramma cittadino degli ultimi anni, che ha fortemente investito i giovani senza lavoro, destinati ad abbandonare il paese alla ricerca di un destino migliore, per non parlare del dramma di numerose famiglie giunte ormai alla soglia della povertà, seppure in una città ricca di risorse ma sempre più martoriata dall’inquinamento ambientale, scalzata dai territori e dai propri beni comuni, quali l’ Ospedale Muscatello, lo stadio comunale, il porto, ecc., tutte tematiche  affrontate nel corso dell’assemblea. La serata si apre col discorso di padre Mazzotta, nel corso del quale ha dato lettura del saluto dell’arciprete don Palmiro Prisutto, non presente in sala perché impegnato a Roma, essendo risultato vincitore del prestigioso Premio Nenni 2015, riconoscimento ottenuto proprio grazie alle battaglie condotte per fini ambientali.

La prima domanda rivolta dalla comunità ai candidati sindaci, i quali hanno avuto cinque minuti ciascuno per rispondere, è stata: “Qual è la tua priorità per la citta

Il candidato Antonino Di Silvestro, sorteggiato per primo, risponde principalmente in materia di trasparenza – legalità – lavoro  e controllo del territorio, anche avvalendosi delle moderne tecnologie. “La comunità” – dice – “deve essere unita in questo e attenta al bisogno del prossimo…. Un altro punto fondamentale riguarderebbe la riorganizzazione degli uffici comunali che può essere effettuata investendo sui corsi di aggiornamento per il personale, perché il cittadino che si reca nell’ ufficio comunale ha bisogno di sentirsi rispettato”. Marcello Guagliardo: “In questo momento il messaggio che la città e l’amministrazione comunale deve dare al cittadino è la serietà e la lealtà verso l’uomo…. La prima cosa che farò, se dovessi diventare sindaco, è la riattivazione dei servizi scolastici, l’assistenza agli anziani e ai disabili, le agevolazioni del servizio dei trasporti pubblici per gli studenti fuori sede, mentre per la salute pubblica, serve  monitorare meglio l’ambiente attraverso centraline gestite direttamente dal Comune …. La prima economia – continuando – sarà il mio stipendio come sindaco che confluirà in un fondo sociale…… Lo sport deve portare salute, alternativa all’ozio e ai vizi per i nostri giovani”. Domenico Morello: “nel leggere la prima domanda qual’ è la tua priorità per la città, mi sono chiesto piuttosto quali sono le priorità dei cittadini. Mettendomi in ascolto dei cittadini, così come stanno facendo in questo periodo gli altri candidati, ho capito che il cittadino ha l’esigenza di sentirsi vicino alle istituzioni per far fronte ai problemi connessi alla legalità, trasparenza, occupazione, ambiente. Tutti devono partecipare al bene comune”. Marco Stella: la burocrazia è uno dei mali di questa società …..e  un occhio va dato anche alla salute pubblica. Il primo cittadino deve avere la capacità soprattutto di interloquire, ovvero interfacciarsi con le altre istituzioni, anche per riprendere il discorso dell’ ospedale di Augusta, o del porto, deve essere capace di interfacciarsi con la marina militare, per esempio, o con le altre realtà che sono ospiti nel Comune di Augusta. Il sindaco deve diventare parte attiva della comunicazione verso le associazioni e verso le altre realtà. L’amministrazione comunale deve essere in grado di contrastare  l’urbanizzazione selvaggia”.  Nicky Paci: alla domanda precisa, qual’ è la tua priorità per la città, secondo me la risposta non può che essere univoca, ovvero rinnovare l’orgoglio, l’amore e il senso di appartenenza per la nostra città. Il senso di appartenenza che è andato smarrendosi nel tempo, i giovani non amano più il nostro territorio, come anche i meno giovani. Questo è il problema vero che attanaglia in primis la nostra città. Nel rinnovare il senso di appartenenza e la difesa del territorio può nascere la migliore economia per il territorio, per la difesa del nostro ospedale, del porto”. Cettina Di Pietro:difficile rispondere alla domanda in cinque minuti, anche perché abbiamo avuto modo di valutare con i cittadini negli ultimi due anni e mezzo le cose di cui ha bisogno la città….. Priorità sono innanzitutto la salute dei cittadini e il lavoro. Non si possono cancellare 50 anni di storia con un colpo di spugna, per le scelte effettuate che hanno determinato l’economia della città, basata anche sul lavoro in raffineria, ma il comune può assumere un ruolo decisivo sui controlli e sulle intenzioni che vengono assunte dalle società operanti nel petrolchimico. Dobbiamo puntare sulla valorizzazione turistica del territorio”. Gianbattista Totis:  “Ricostruire l’orgoglio dell’appartenenza è il tema centrale di questa comunità; probabilmente non abbiamo tutti molto chiaro il grado di degrado della nostra vita sociale che abbiamo acquisito negli ultimi 20 anni. Ricostruire l’orgoglio dell’appartenenza è il vero programma elettorale perché bisognerà costruire il senso dello stare insieme. Una delle piaghe della nostra società è l’incultura, ovvero la incapacità di trasformare il sapere nel saper essere e questo è uno dei primi obiettivi. Abbiamo perso il senso della comunità che va ricercato ovunque, nelle associazioni, nei partiti.. perché dobbiamo accorciare la distanza tra il dire e il fare.

La seconda domanda, “Come prevedi di realizzare il tuo progetto, date le limitatissime disponibilità di bilancio”:

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