TAORMINA, FRANCO FRISENNA E MARCO ZÀRBANO, CANTANTI LIRICI AUGUSTANI, ATTIRANO TURISTI AL MOCAMBO

Frisenna-ZàrbanoAugusta. Sono di Augusta i due cantanti lirici che, alcune sere fa, hanno incontrato un grande successo di pubblico al Mocambo di Taormina, dove si sono esibiti cantando brani di sicuro richiamo, come “O Sole mio”, “Granada”, “Un amore così grande”, “Funiculì Funiculà, attirando, con le loro voci, i tanti turisti che affollano Taormina, soprattutto in questo periodo. Il successo è stato tale che Frisenna&Zàrbano  sono stati richiamati a bissare la serata  domenica 24  settembre. Augusta si conferma così culla di talenti. Zàrbano&Frisenna  hanno recentemente affinato i loro mezzi espressivi al master class svoltosi a Canicattini Bagni e diretto da Aurelio  Cicero, tenore romano di origini siciliane.

AUGUSTA, IL PATRONAGGIO DELLA BALATA LISCIA – di Cecilia Càsole

12899596Roberto PatronaggioAugusta. In una città triste, tristissima d’estate, con una fama trista (don Palmiro docet e ammonisce), apprendere la storia di un eroe del quotidiano può far piacere, soprattutto quando si pensa allo stato degradato dell’ambiente, agli esempi di incuria del verde pubblico e agli atti di inciviltà commessi da quegli stessi cittadini che, probabilmente, tengono lustro come uno specchio il pavimento di casa. Queste persone, evidentemente, considerano la cosa pubblica come res nullius, cioè di nessuno mentre, proprio perché pubblica, è di tutti, di tutti noi, in misura infinitesimale, ma di tutti. Quindi, occorre avere rispetto della cosa pubblica proprio come si ha e si pretende rispetto per la cosa propria. Uno che ha capito e che, addirittura, si adopera, quotidianamente, per rispettare l’habitat e per valorizzarlo è Roberto Patronaggio, catanese di nascita, residente da anni ad Augusta, dove ha messo radici, per avere sposato un’augustana doc che gli ha dato una figlia, e dove ha messo su casa. Patronaggio ha messo su anche un’associazione di volontariato, prime aderenti proprio la moglie e la figlia, per invogliare i cittadini a prendersi cura dei luoghi belli, ma trascurati, dell’entroterra augustano. Sono luoghi a volte quasi inaccessibili, anche per via delle tante villette, spesso costruite abusivamente e poi regolarizzate con una delle tante sanatorie nazionali o regionali, varate per impinguare le pubbliche finanze o per assicurarsi i consensi elettorali. Sono luoghi da cui si possono godere panorami mozzafiato come la cosiddetta “Balata liscia”, che moltissimi augustani, specie delle ultime generazioni, nemmeno conoscono. Roberto Patronaggio ha adocchiato tempo fa questo luogo nascosto e ha deciso di adottarlo, di trattarlo come fosse proprio ma, ovviamente, senza nessuna intenzione di ipotetico usucapione. Si è armato di tutto punto e si è messo di buzzo buono a rendere accessibile e gradevole un posto impraticabile, senza violentare minimamente l’ambiente, anzi offrendo un esempio di come sia possibile, con pochissimi mezzi, recuperare e valorizzare le risorse. Patronaggio, per dedicare il suo tempo a quest’iniziativa, si alza anche alle cinque del mattino perché alle 8 prende servizio puntualmente all’ospedale Muscatello. Ogni giorno rivolge le sue attenzioni alla Balata liscia e non solo. Ecco perché può essere considerato un eroe del quotidiano.

Cecilia Càsole

GIOVANE UFFICIALE AUGUSTANO AL COMANDO DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI LAMPEDUSA

IMG_20170917_142747AUGUSTA – Cambio al comando della Capitaneria di porto di Lampedusa, l’isola meta turistica, ormai famosa nel mondo per gli sbarchi di migranti. Dopo due anni, ha lasciato il comandante Paolo Monaco (a destra nella foto), trasferito al Comando generale del Corpo a Roma. Al suo posto è subentrato il Tenente di vascello Leandro Tringali (a sinistra nella foto), ufficiale augustano, proveniente dalla Capitaneria di porto di Siracusa, dove ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali Capo Sezione tecnica, Sicurezza della navigazione e Difesa portuale, apprezzato quale ufficiale dalle eccellenti qualità professionali. La cerimonia del passaggio di consegne, venerdì 15 settembre, è stata presieduta dal capo del compartimento marittimo di Porto Empedocle, CF Filippo Maria Parisi e vi hanno partecipato anche il Sindaco di Lampedusa Salvatore Martello e le altre istituzioni civili e militari. Con il discorso di insediamento, il neo comandante Tringali ha voluto ringraziare i presenti e assicurare il continuo e diuturno impegno dell’Autorità marittima nel solco tracciato dal suo predecessore. Il Capitano di fregata Filippo Maria Parisi ha voluto esprimere parole di apprezzamento per il comandante uscente, per il lavoro svolto nel territorio di Lampedusa, e augurare contestualmente “buon vento” al nuovo comandante. Al termine del suo discorso, il comandante Parisi ha proceduto alla lettura dell’encomio solenne tributato direttamente dal comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, Ammiraglio ispettore capo Vincenzo Melone, al Tenente di vascello Paolo Monaco, esaltando le eccellenti doti e qualità professionali, umane, di carattere che gli hanno permesso di raggiungere eccezionali risultati e lo straordinario impulso offerto per la salvaguardia della vita umana in mare, consolidando in tal modo il ruolo della Forza armata e il prestigio del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera.
Cecilia Casole per AugustaNews e lagazzettaaugustana.it

L’AUGUSTANO SALVATORE GALATI AL “FORMAT TV MUSIC SHOW DI POMEZIA”

AGalatiugusta. L’augustano Salvatore Galati ha partecipato al Format tv Music Show di Pomezia, in provincia di Roma, con altri artisti che sono in cerca di affermazione, come lui che, da anni, si è specializzato, diciamo così, nell’ “interpretazione” di Adriano Celentano, sia nell’abbigliamento che nelle movenze, oltre che, ovviamente, nell’esecuzione di  canzoni del popolare molleggiato. Recentemente, Galati ha partecipato a una “presentazione “di cantanti locali, organizzata dall’accademia YAP diretta da Marcello Guagliardo-Giordani. La “presentazione”, nel salone del Circolo Unione, è avvenuta davanti  al noto maestro televisivo Beppe Vessicchio (con lui qui nella foto).

L’AUGUSTANA FRANCESCA ORTISI: ESECUZIONI STREPITOSE ALLE ARCHIMEDEE

Davanti a un pubblico plaudente di 4 mila persone

FRANCESCA ORTISI ARCHIMEDEEE’ un percorso sempre in ascesa quello della giovanissima cantante augustana Francesca Ortisi  che, a giugno 2016, abbiamo  apprezzato e ammirato alla Festa della musica svoltasi, in Piazza Duomo ad Augusta sul sagrato della Chiesa Madre,  e prima ancora come vivace componente del coro in un’edizione dell’Elisir d’Amore, marchio YAP, la scuola per cantanti e artisti fondata da Marcello Guagliardo, la gloria belcantisica locale con il nome d’arte di Marcello Giordani, ancora attivo nei teatri italiani ed esteri. Guagliardo-Giordani, che due anni fa si candidò alla poltrona di sindaco di Augusta, ha varato un cartellone di spettacoli all’aperto   sotto il titolo “AUGUSTA IN MUSICA”. Nei primi  due spettacoli Francesca Ortisi si esibita, con altri apprezzati  allievi YAP,  quali il chitarrista Salvo Maglitto e i cantanti  lirici Gaia Gallitto (soprano) e Gianni Giuga (baritono)  e di musica leggera Erminia Garufi e  Michele Guagliardo, tutti   invitati poi, il due luglio,  a esibirsi a Ortigia di Siracusa, in un cortile nei pressi di Piazza Duomo. Ortisi ha interpretato, con la sua solita grinta, “The Girl in 14 G”,  vivamente apprezzata dal direttore  artistico  delle  Archimedee, Iudicelli,  che le ha chiesto di reinterpretare  la canzone, venerdì 7 luglio,   “beccandosi” applausi e complimenti a scena aperta per la strepitosa esibizione sul palco  allestito in Piazza Duomo dove sabato sera 8 luglio si esibisce Arisa. Emozionata, Francesca Ortisi ha commentato: “Sono contenta in primis sul piano personale di essere stata proposta in mezzo a tanti nomi,  per cantare su un palcoscenico di tanta importanza e sono contenta per la Yap e per l’insegnante Mariella Arghiracopulos, che lavorano ogni giorno affinché si possano raggiungere risultati di questo calibro sempre”. Grazie a Giordani Guagliardo, recentemente Francesca Ortisi ha fatto un’audizione ad Augusta davanti al musicista  Peppe Vessicchio  volto televisivo nazionale nel campo della direzione d’orchestra. Francesca Ortis potrebbe spiccare il volo, ma, intanto chi vorrà ascoltarla o riascoltarla potrà farlo il 22 luglio al Venus Hotel sulla provinciale per Brucoli, in occasione della cerimonia dei premi estivi  istituiti dal Kiwanis club per artisti siciliani.

Giorgio Càsole

IERI A SIRACUSA RICORDATO L’AUGUSTANO GIUSEPPE MOTTA, DA COMUNISTA PERICOLOSO A FEDERALISTA EUROPEO

presentazione libro mottaSIRACUSA – Giovedì 1 giugno, nella sala Corrado Ventaglio, in Via Luigi Cadorna 160, a Siracusa, l’Anppia (l’Associazione nazionale perseguitati dal Fascismo), in occasione della ricorrenza del 71° Anniversario della Repubblica ha presentato il libro “Il ragazzo che fece sventolare la bandiera rossa” di Giorgio Càsole e Cecilia Càsole. Il libro racconta la vicenda umana e politica di Giuseppe Motta, antifascista siracusano, nato e morto ad Augusta, di cui fu sindaco nel 1945. Motta fu uno dei pochi siracusani a essere condannato a una dura pena detentiva dal Tribunale Speciale per la Difesa del Fascismo, perché considerato “pericoloso comunista”: del Pc d’Italia fu il primo segretario provinciale  della provincia di Siracusa, che allora comprendeva  il territorio dell’attuale provincia di Ragusa. Motta propugnò gli ideali federalisti ci di Altiero Spinelli, oggi è completamente ignorato dalla sua città natale. Il libro  presentato nella sala di Via Corrado Ventaglio dovrebbe servire a rendergli giustizia. Ha aperto  l’incontro Orazio Carpino, segretario provinciale . Anppia, nonché autore della prefazione del libro di Giorgio e Cecilia Càsole Nel corso della presentazione sono intervenuti  l’ex senatore  Giuseppe Lo Curzio, che ha ricordato d’aver conosciuto  di persona il’allora claudicante e anziano Giuseppe Motta, l’ex assessore regionale ai BB CC e già sindaco  di Augusta Carmelo Saraceno, che ha  apprezzato il libro e ha dato testimonianza del suo rapporto  con Motta, il docente Salvatore Santuccio, che ha anch’egli  espresso apprezzamenti sul libro, soffermandosi sulle lettere della madre di Motta, Santa Ternullo. Sono intervenuti  la  prof.ssa Maria Concetta La Leggia, e l’avv. Ulisse Signorelli, che hanno ricordato rispettivamente  il ruolo  della scuola per la formazione di una coscienza democratica e i partigiani siciliani che contribuirono  alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

     M. S .

AUGUSTA. FESTEGGIATO IL PILOTA CHE TRASPORTÒ GIOVANNI PAOLO II

Su iniziativa di Roberto Patronaggio e di altri amici

cangemiAugusta. Festa a sorpresa, qualche giorno fa, a Michele Cangemi, ex pilota dell’Alitalia, da parte di un gruppo di amici che frequentano la cioccolateria del Lungomare Rossini. Cangemi, figlio di un palermitano e di un’augustana, è  stato pilota di aerei dell’Alitalia per molti anni,  avendo preso il brevetto mentre era in servizio nella Marina Militare. Durante il suo servizio in Alitalia, allora compagnia di bandiera italiana, pilotò l’aereo che trasportava papa Giovanni Paolo II, oggi posto dalla Chiesa cattolica sugli altari, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolse a Denver, negli Stati Uniti, dal 10 al 15 agosto 1993. Oggi Cangemi, pensionato da anni, vive solo in una casa al monte. Nei giorni scorsi ha compiuto 77 anni e gli amici del bar , su iniziativa di Roberto Patronaggio, gli hanno preparato una festa a sorpresa, in stile americano. Ovviamente, Michele Cangemi, che non se l’aspettava, si è commosso grandemente.

   G.C.

SAN GIOVANNI PAOLO II NEL RICORDO DEL GENERALE ENZO INZOLIA

Quando il grande pontefice era scortato dall’allora tenente dei CC originario di Augusta

Woytila e InzoliaAugusta. Come tantissimi sanno, Karol Wojtyla era un frequentatore della Mentorella il cui Santuario, retto da religiosi polacchi, custodisce una splendida Madonna nera assai simile a quella polacca a cui Egli era tanto legato; ed era lo stesso Santuario in cui il cardinal Wojtyla si era recato a pregare subito prima di entrare nel conclave che lo avrebbe elevato al soglio pontificio, conclave che Egli aveva potuto raggiungere appena in tempo con un passaggio -il destino, meglio la volontà di Dio!- a causa di un guasto alla sua automobile. Senza neppure sapere come e con una incoscienza che ancora oggi mi fa tremare i polsi, mi trovai al centro di una macchina estremamente complessa pur non avendo nulla a che vedere con quello che sarebbe avvenuto dopo qualche anno con l’attentato in Piazza San Pietro. Fui fortunato e andò tutto bene: riuscii perfino a piazzare mia moglie e mio figlio di tre anni in posizione tale che potessero vedere da vicino il Papa il quale, addirittura, volle porre la mano sul capo del mio piccolo Umberto per benedirlo (se c’è stato … interesse privato in atti d’ufficio direi che si è ormai ampiamente prescritto e, comunque, ne valeva sicuramente la pena!). Litigai solo con il grande e compianto responsabile vaticano della sicurezza papale, Cibin,  che non voleva vedere troppi carabinieri attorno al Santo Padre e al quale dovetti replicare che ci trovavamo sul territorio della Repubblica Italiana e che , pertanto, io ero in quel momento l’unico responsabile; ma fu solo un piccolo equivoco dovuto alla comune tensione e alla mia stanchezza: non dormivo da due giorni e se io avevo ragione lui non aveva torto! Insomma, sfinito e -mi sia consentito- soddisfatto,  pensavo di aver assolto al mio compito mai presagendo che Giovanni Paolo II avrebbe preso, domenica dopo domenica, a visitare tutte le parrocchie della Capitale e dei suoi dintorni; mai presagendo, soprattutto, che il mio comandante con l’abituale suo stile privo di fronzoli avrebbe detto: “Visto che lo hai fatto bene, ogni volta che il Papa esce andrai a dare una mano al collega competente per territorio”. E così, praticamente ogni domenica dal Divino Amore a Grottaferrata, a Nettuno, ad Albano e in tante altre località che non riesco più a ricordare, ho avuto l’immensa fortuna di poter stare vicinissimo (qualche volta correndogli a fianco per chilometri accanto alla sua automobile scoperta, ma ero molto più giovane!) a un uomo straordinario, certamente il più straordinario degli ultimi secoli e fra i più grandi in assoluto della storia dell’umanità: un uomo che dimostrava la propria santità giorno per giorno e non solo per il titolo onorifico che, ovviamente, gli competeva. Era trascorso quasi un anno dall’inizio della mia avventura quando venni convocato, insieme ad altri carabinieri, a Castelgandolfo per essere ammesso in udienza dal Santo Padre; fu un giorno, ancora una volta, di enorme emozione: il Papa desiderando ringraziarci per quanto avevamo fatto per lui voleva, insieme alla Benedizione, lasciarci un piccolo segno della sua benevolenza, una medaglia con il suo volto che conservo fra le cose più preziose che il mio servizio nell’Arma mi abbia procurato. Dopo qualche mese avrei lasciato Palestrina per il comando della Compagnia di Crotone e fui ancora fortunato: avrei nuovamente potuto essere vicino a Giovanni Paolo II per altre due volte, a Catanzaro e Crotone.

    Enzo Inzolia

AUGUSTA, IL BARITONO MARCO ZÀRBANO ANIMERÀ LA MESSA AL CARMINE OGGI, VENERDÌ 23 AUGUSTA

me-stesso-con-marco-zarbanoAugusta. Periodo intenso di celebrazioni natalizie nelle chiese augustane, dove si esibiscono soprattutto le corali cittadine. Una novità quest’anno è rappresentata dal cartellone delle celebrazioni allestito dal rettore del Carmine, l’arciprete don Palmiro Prisutto e dal Terz’Ordine Carmelitano nella chiesa della Madonna del Carmine dove oggi, venerdì 23, la messa vespertina è stata “animata” dal Terzo Ordine Carmelitano e dal 25enne baritono Marco Zàrbano, allievo di Pietro Ballo, famoso tenore palermitano, e di Marcello Guagliardo, gloria cittadina del bel canto,”

AUGUSTA, RICORDO DI ATTILIO FERRARI E DI GINO CONTENTO

Attilio ferrariAugusta. E’ stata una notizia improvvisa, appresa attraverso la lettura dei tradizionali manifesti listati a lutto, ma i familiari già da tempo sapevano della malattia di Attilio Ferrari,  che ha speso la vita nella scuola e per la scuola come tecnico all’Industriale prima, come segretario e poi direttore amministrativo  nel plesso Cappuccini che faceva parte dell’allora Circolo didattico “Giovanni Pascoli”. Attilio Ferrari ha penato circa un anno e ha molto sofferto negli ultimi giorni, ma, a quanto ci è dato sapere, non è stato colpito dal male innominato che viene ricordato il 28 di ogni mese dall’arciprete Prisutto quando dedica la messa vespertina di quel giorno a tutti i morti  di cancro, oltre ottocento finora, che è possibile dichiarare, in questa città. Fra questi desideriamo ricordare Luigi, detto Gino, Contento, (nella foto) padre di due splendide gemelle, Ludovica e Lucrezia,  nella fase della crescita che, sostanzialmente, non potranno avere nella memoria il ricordo vivo del padre, scomparso quattro anni or sono, quando erano piccolissime.  Gino Contento aveva 48 anni, ricordato come “lavoratore, disponibile sempre, mai diceva di no, padre esemplare,  marito impeccabile, amico sincero, spontaneo; lo conoscevano anche fuori di Augusta perché lavorava alla Capitaneria di Siracusa dove lo volevano tanto bene  che gli  hanno fatto il picchetto d’onore  il giorno del funerale . Un orgoglio dei genitori che gli hanno insegnato i valori che oggi si stanno perdendo.” Certamente sarà ricordato da don Palmiro il prossimo 28 novembre.