PREMIO PINO CORSO, “UNA VITA PER LO SPORT”, AL SOCIO PANATHLON CLUB DI SIRACUSA, LUIGI MAJORCA

DSCN7689SIRACUSA – Giovedì 14 dicembre 2017, in un noto ristorante di Siracusa si sono riuniti i soci del Panathlon Club di Siracusa per la tradizionale cena degli auguri di Natale, dove  si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Pino Corso: Fair Play “Una vita per lo Sport”. Per l’anno 2017 il consiglio di presidenza del Panathlon Club di Siracusa ha deliberato di assegnare questo prestigioso riconoscimento al socio Luigi Majorca, il cui curriculum sportivo è di tutto rispetto. Luigi Majorca (a destra nella foto),  si laurea in giurisprudenza il 6. 12 del 1967 e diventa avvocato il 27 febbraio 1970. Sin dalla giovanissima età impara a giocare a tennis grazie al regalo di una racchetta offerta dal  cugino avv. Antonino Giannetti, che ancor oggi conserva. Nel quinquennio 1975-80 si cimenta come praticante giornalista. Nel 1980, dopo anni di dirigenza, viene nominato  presidente del “Tennis club di Siracusa”. Viene eletto consigliere regionale della FIT nei quadrienni 1988-92 e 1992/96. Nello stesso periodo viene nominato componente della commissione nazionale di promozione e propaganda. Negli otto anni di attività federale è stato relatore di importanti convegni sia in Sicilia che nel centro Italia. Il 3 maggio del 1977 assume l’incarico di fiduciario dell’AIC (associazione Italiana Calciatoti) assistendo le squadre professionistiche delle provincie di Siracusa e Ragusa. Nel 1982 viene inserito tra i maggiori esperti nazionali di diritto sportivo nel Nuovissimo Codice delle Società Sportive di Ascani e Masero edizione 1982.  Negli anni 90 viene nominato dalla FIGC  componente del collegio arbitrale di Serie C a Firenze, organo di giustizia sportiva che delibera le controversie tra giocatori e società professionistiche, incarico che ancor oggi ricopre. Entra a far parte del Panatlon club di Siracusa su invito del defunto On.  Lo Bello nel 1983. Viene nominato presidente del Panathlon club di Siracusa  nel 1990. Il Premio Pino Corso Fair Play “Una vita per lo Sport” è stato istituito con l’intento di sensibilizzare i giovani sui grandi valori dello sport.  Il presidente del club, Rodolfo Zappalà, ha sottolineato: “il Premio Fair Play consente a tutti di  desiderare  un mondo migliore, dove il modello di riferimento cui ispirarsi e far sognare i propri figli sia quello percorso da chi sa vincere lealmente, da chi sa tendere la mano allo sconfitto, da chi non cerca facili scorciatoie ma costruisce la vittoria con intelligenza fatica e sacrificio. Valori  questi che non sono poi dissimili da quelli che dovrebbero essere praticati quotidianamente nella società civile”. Proprio per questo il Premio “una vita per lo Sport” è stato  assegnato al socio Luigi Majorca, portavoce non solo di  una cultura sportiva sana, ma anche orientata alla promozione di comportamenti virtuosi e valori positivi quali il rispetto della persona, la non discriminazione, la competizione leale e la lotta al doping. “La motivazione: “per la sua vita condotta con il garbo di un aristocratico, con l’entusiasmo di un ragazzo e la passione di un panathleta“.

Rodolfo ZappalàPresidente Panathlon di Siracusa

AUGUSTA, PER FEDERICA COSTANZO LA VITA E’ UN DONO

Un cortometraggio sulla donazione degli organi

federica costanzoAugusta. Da alunna del liceo “Mègara”, indirizzo classico, ha partecipato a una parodia teatrale dei “Promessi sposi”, diretta dal docente-giornalista Giorgio Càsole, e a due cortometraggi, di cui uno contro la violenza sulle donne, che si è aggiudicato un premio negli Stati Uniti. Presa confidenza con la recitazione sul palcoscenico e davanti all’obiettivo, ha deciso di  realizzare un corto sulla donazione degli organi, per sensibilizzare sul tema  i suoi stessi compagni di studi. Ci riferiamo a Federica Costanzo, che ha  ideato, sceneggiato e interpretato come protagonista il cortometraggio “La vita è un dono, te la dono”, girato, montato e diretto da  Andrea Fazio,  collaborato da  Carmelo Fazio. Anch’essi di Augusta, Andrea e Carmelo Fazio  stanno lavorando per creare una casa di produzione cinematografica dal nome “Creativity Level”, inaugurandola con un docufilm di loro produzione sulle funzioni pasquali. Il cortometraggio,  ideato da Federica Costanzo, è ambientato in una spiaggia del centro storico di Augusta, in un’atmosfera di mistero  che  immettono  lo spettatore in un tempo che va dal ricordo passato al momento successivo e in una dimensione situata tra l’immanente e il trascendente, il tutto secondo un perfetto filo logico. La semplicità e l’umiltà che contraddistinguono l’elaborato, unite a una trama  di stampo quotidiano e attuale, sono accompagnate da un ritmo incalzante e da una forte componente empatica che rendono il cortometraggio gradevole ed emozionante, tanto  da rendere il corto uno spot ideale da proiettare in àmbiti scolastici.

        M.S.

AUGUSTA, VIRGINIA D’AUGUSTA, EX ALUNNA DEL LICEO SCIENTIFICO, AL PROGETTO DI EVA

Virginia D'Augusta EVAAugusta.  “Eva” è il nome di un dispositivo robotico ideato e realizzato da Virginia D’Augusta, ventiseienne augustana, ex studentessa del Liceo scientifico “Saluta”, oggi laureanda magistrale in Design computazionale all’Università di Camerino. Si tratta di “un gioco di attivazione mentale per gli animali domestici“,come ci riferisce la creatrice, che è balzato agli onori della cronaca grazie alla presentazione alla quinta edizione della Maker Faire Rome, fiera europea dell’innovazione tecnologica nella capitale. Il robot rileva la presenza del cane e inizia a muoversi e a emettere suoni, facendo giocare l’animale domestico. Quindi si arresta, uno dei led si accende e, se il cane poggia la zampa sul tasto corretto, il robot rilascia un croccantino come ricompensa. Il progetto, creato in due mesi, è stato concepito nell’ambito del corso di Principi di robotica dell’università maceratese e il prototipo, come ci informa la ventiseienne augustana, è in fase di perfezionamento affinché possa realizzare il sogno di vederlo, un giorno, “entrare nelle case degli italiani”.

      C.C.

AUGUSTA, ERA UNO DEI MASSIMI ESPERTI AL MONDO DI CIMINIERE

LenazAugusta. Sapevamo che era un asso nel suo campo, ma non sapevamo, pur essendo stati compagni di scuola, che era uno dei massimi esperti al mondo in fatto di ciminiere industriali, Non a caso, Nato a Fiume, oggi città croata, settant’anni fa, Egidio Lenaz,  era figlio  di uno degli esperti  scesi ad Augusta nel 1948 al séguito di Angelo Moratti per costruire la  raffineria RASIOM, oggi della multinazionale Exxon Mobil. Che Egidio Lenaz fosse un esperto ricercato al mondo lo abbiamo appreso domenica al suo funerale, al Sacro Cuore, subito dopo l’applauso tributatogli da quasi tutto il popolo del villaggio Rasiom, il complesso di case, per  i lavoratori della raffineria, fatto costruire da Moratti sull’esempio del più grande industriale italiano, Adriano Olivetti. Egidio ha sempre abitato in uno di quegli appartamenti recintati da un muro di cinta che suscitava l’idea di una categoria di privilegiati ai bambini nati nel dopoguerra che giocavano per strada. Dopo l’applauso, il rombo dei motori ha porto l’ultimo saluto a Egidio: il rombo dei motori dei centauri d’un’associazione di Siracusa di cui era socio e che frequentava  assiduamente dacché era in pensione e nei momenti di sosta ad Augusta fra un viaggio e l’altro in giro per il mondo per lavoro, come ricorda il figlio David in questa commossa testimonianza sui social: “ Mi ricordo tante cose, una di quelle era che somigliavi a Bud Spencer e come lui avevi il cuore grande e la stazza di un orso. Ti muovevi lento e quando volevi farci spaventare davi certi cazzotti alle pareti di casa che tremava tutto il palazzo e ti facevi delle grasse risate. Hai girato il mondo in lungo e in largo, sei passato dal caldo asiatico dei 52 gradi fino ai -27 gradi del nord Dakota, dall’umidità spaventosa tailandese a chissà cosa dl sud della Cina. Hai mangiato, elefanti, serpenti e solo tu sapevi cosa ancora avresti ingurgitato pur di soddisfare la tua voglia di essere un cittadino del mondo, come dicevi fiero di essere. Sei stato il mio Big Fish, il mio papà che se pur lontano era sempre presente. Hai appoggiato i miei dreadlock quando la mamma per natale in aeroporto stava svenendo dalla vergogna, mi hai sempre sostenuto e solo oggi posso dire che quello che sono l’ho imparato da quello che pensavo tu non mi avessi insegnato. Oggi come ultimo insegnamento mi hai lasciato la forza del guerriero, quello che fino alla fine sa cosa fare anche se forse avevi un po paura. Sono contento di esserti stato vicino in questo ultimo viaggio, sono stato contento di essere riuscito a dirti quello che volevo e ti ringrazio per avermi aspettato nonostante fosse tutto terribilmente difficile. Buon viaggio Egidio, papà, amico e grande sognatore. Racconterò ai miei figli di te e di quanto eri speciale. “

G. C.

AUGUSTA, CC: IL LUOGOTENENTE CASSIA NOMINATO CAVALIERE

7906811810022013102333Augusta. Il Presidente della Repubblica, capo dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, in considerazione di particolare benemerenza, ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al luogotenente Paolo Cassia della Compagnia Carabinieri di Augusta. Il riconoscimento è stato consegnato da prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, il 4 novembre in occasione della cerimonia per il giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate che si è tenuta a Siracusa nella chiesa del Pantheon con la seguente motivazione: “Nel ruolo di Comandante della Stazione dei Carabinieri di Augusta ha fornito un rilevante e apprezzato apporto alla gestione delle complesse attività connesse all’accoglienza dei migranti giunti al porto commerciale di augusta scalo privilegiato delle unità navali nelle operazioni Mare Nostrum e Tritorn”. Siracusano d’origine Paolo Cassia si è arruolato nell’arma dei Carabinieri nel marzo del 1987. Dopo un periodo di lavoro in Piemonte, ritorna in Sicilia nel 2000. Presta servizio ad Augusta dapprima per tre anni dal 2005 al 2008 in qualità di vicecomandante e poi nel 2012 nel ruolo di comandante della stazione del Carabinieri. E’ stato in servizio come comandante a Lentini e a Francofonte dal 2008 fino al 2012. In quest’ultimo anno, sempre come comandante, giunge ad Augusta, dove nel mese di novembre 2017 viene promosso  a grado di luogotenente.

AUGUSTA/SALVINI-DI PIETRO: INCONTRO A SORPRESA IN PIAZZA – di Cecilia Càsole

Salvini in Piazza DuomoAugusta. L’altro Matteo è tornato ad Augusta. Ci riferiamo a Matteo Salvini che, nel maggio scorso, tuonò contro il cosiddetto hotspot nel porto commerciale. La mattina di venerdì 3 ha lanciato ancora i suoi strali contro l’hot spot, ma l’ha fatto non nell’area portuale, ma nel cuore del centro storico, in Piazza Duomo, ripulita per l’occasione da solerti netturbini, sotto un sole primaverile. In ritardo, comprensibile, sulla tabella di marcia, è sceso dalla berlina con una camicia bianca immacolata, che metteva in risalto l’abbronzatura di questo tour elettorale in Sicilia. E’ sceso con il cellulare in mano e ha passeggiato sul sagrato della chiesa madre per tutta la durata della conversazione, ma il comizio l’ha tenuto nell’unico angolo all’ombra della piazza, accerchiato dai fedelissimi e dai curiosi, cui ha subito dichiarato che gli piace stare in mezzo alla gente e non su un palco o su uno sgabello. Dopo i saluti di rito di Franco Saraceno, referente locale di “Noi con Salvini”, il leader lombardo ha toccato le note politico-elettoralistiche che rappresentano il leit-motiv della sua campagna, con coloriture siciliane e con variazioni locali: i giovani che sono costretti a lasciare la propria terra per lavorare, i migranti che non cappano da guerre ma che portano le guerre da noi, l’hotspot  che non s’ha da fare in Augusta e la tassa sulla spazzatura per i poveri, con riferimento ovvio alla recente Tari richiesta al “Buon Samaritano” e ad altre associazioni di volontariato. L’aver toccato queste ultime note, ha provocato, a sorpresa, l’arrivo del sindaco Di Pietro, scesa dal quel palazzo di città che s’affaccia su Piazza Duomo. Di Pietro, fotografi e operatori di ripresa all’opera, s’è fatta largo tra la folla per l’incontro ravvicinato con Salvini e ha precisato, con lo sguardo più tenero possibile, che per quanto riguarda l’hot spot è “l’Unione Europea, come Lei sa, che lo impone” e, per quanto riguarda l Tari per i volontari, “non sapevo e verificherò.” Dopo i chiarimenti e la stretta di mano, Salvini si è concesso una passeggiata sul corso principale e un bitter seduto ai tavolini di un bar prospiciente la piazza, a godersi il caldo sole autunnale.

Cecilia Càsole

L’AUGUSTANO DI MARE AL “BELLINI FESTIVAL” DI CATANIA

Di Mare baritonoCatania. Sera di novembre, nona edizione del Bellini Festival, ovvero il Festival Belliniano della Città di Catania, fondato nel 2009, dal regista e scenografo italiano Enrico Castiglione insieme alla Provincia di Catania, in collaborazione con il Comune di Catania, la Regione Siciliana, il Teatro Massimo Bellini, l’Università degli Studi e l’Arcivescovado, si conclude, come da tradizione con una nuova, importante e ricca “Maratona”. Alle 20.30, a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, all’interno della cattedrale l’atteso tradizionale Concerto che il 3 novembre ha concluso la nona edizione del Bellini Festival. Il Concerto, offerto ogni anno in omaggio a Vincenzo Bellini, nel giorno esatto del suo compleanno, quest’anno al 216°, dedicato alla memoria di Mons. Nunzio Schilirò, fondatore e Maestro della “Cappella Musicale del Duomo di Catania”, scomparso lo scorso anno e già protagonista di tanti concerti del Festival Belliniano diretto da Enrico Castiglione, con  la partecipazione di artisti d’eccezione quali la soprano  turco-italiana Gonga Dogan, il tenore Filippo Micale, il baritono Giovanni Di Mare, di Augusta,  già acclamati dal pubblico internazionale al Teatro Antico di Taormina, accompagnati per l’occasione dal pianista Francesco Drago. Un programma ricco e variegato, a Catania di grande interesse per il pubblico che ama Bellini e la lirica. Al pianoforte Francesco Drago, pianista di fama internazionale che per la prima volta si esibisce a Catania per il Festival Belliniano.

M.S.

IL GIOVANE INGEGNERE AUGUSTANO CHRISTIAN GRASSO SI OCCUPERA’ DELLA NUOVA RETE 5G

Christian GrassoAugusta. L’ingegnere augustano Christian Grasso, ex alunno del liceo scientifico cittadino che all’Università di Catania ha conseguito, giorni fa, il diploma di laurea specialistica in “Ingegneria delle Telecomunicazioni”, con lode, ha vinto la borsa di studio per il dottorato di ricerca. Sarà quindi, per tre anni, ricercatore nel Dipartimento di ingegneria elettrica, elettronica e informatica dell’ateneo catanese dove, soprattutto, si occuperà degli sviluppi della rete 5G, la nuova rete cellulare mobile che dal 2020 entrerà in attività. Tra le caratteristiche di questa rete vi è la possibilità per i dispositivi di poter comunicare direttamente tra loro se sono abbastanza vicini. Questa caratteristica sarà sfruttata nel contesto dell’industria 4.0, che prevede di automatizzare al massimo i processi produttivi, tramite una comunicazione continua tra i macchinari presenti all’interno della fabbrica, che, quindi, possono regolarsi tra loro e gestirsi per poter aumentare la quantità e la qualità della produzione, riducendo i costi e potendo gestire in automazione anche eventuali malfunzionamenti.  Auguri vivissimi al nostro giovane e brillante ricercatore.

AUGUSTA, IL MEDICO GIUSEPPE TRINGALI NUOVO PRESIDENTE DEL TDM

Tringali TDMAugusta. Giuseppe Tringali, medico-ginecologo, in pensione da sette mesi, è il nuovo presidente della locale sezione del  Tribunale dei diritti del Malato (TDM), che fa rete con il movimento nazionale “Cittadinanza attiva”, il cui coordinatore augustano, Pinacchi, maresciallo in pensione dei Carabinieri, ha organizzato una conferenza-stampa , martedì 17 ottobre. A presentare Tringali è stato lo stesso  Pinacchi, il quale ha ricordato l’impegno venticinquennale del predecessore, Domenico Fruciano, che, dopo quattro mandati quale presidente, oggi è a capo di un’associazione costituitasi per la difesa del presidio ospedaliero “Muscatello”. La conferenza-stampa si è svolta nell’angusta sede del TDM, all’interno del vecchio padiglione del civico ospedale che non ha più alcuni reparti di eccellenza, come in passato erano  cariologia  e ginecologia, oggi attivo solo a Lentini (sottratto ad Augusta) . Questi due reparti erano di eccellenza grazie all’operatività primariale  rispettivamente del prof. Salvatore Paci e del dott. Pasquale Ferraguto, entrambi scomparsi. Lo ha riconosciuto lo stesso nuovo presidente del TDM, il quale, sollecitato  dalle domande dei rappresentanti della stampa, ha precisato che il TDM si muove entro precisi binari e non può interferire con l’operato  dei medici e degli infermieri, dal momento che il compito precipuo dì quest’organismo di volontari, è quello di difendere i diritti dei pazienti, in un rapporto di dialogo proficuo con la direzione sanitaria e con quella provinciale. Il rappresentante regionale di Cittadinanza Attiva, Magrì, ha letto un messaggio augurale del commissario dell’ASP, Brugaletta, il quale ha espresso il rammarico per non aver potuto presenziare, a causa di impegni  a Palermo. Tringali s’è detto fiducioso sull’attivazione del polo di riferimento regionale sull’amianto, anche perché ha ricordato che il dott. Matteo Tringali , primario di Medicina al Muscatello, fu un pioniere al riguardo,  essendo consapevole delle patologie derivanti dalle polveri sottili, tanto d’aver fatto acquistare uno spirometro all’allora  amministrazione dell’ospedale.

    G.C.

AUGUSTA, DON PALMIRO ALLE INDUSTRIE: RIDATECI LA NOSTRA TERRA!

La lettera aperta del prete antinquinamento

prisutto-cancroAugusta. Preannunciata con attenta strategia mediatica, è stata puntualmente pubblicata giovedì 28 settembre la lettera aperta alle industrie dell’ormai noto prete antinquinamento, don Palmiro Prisutto, parroco della Chiesa Madre, consapevole della sua notorietà, come egli stesso riconosce in apertura.  Il 28 settembre non è una data qualunque. Come si ricorderà, don Palmiro, da oltre due anni, ogni 28 del mese celebra in chiesa una messa denominata “per la vita, in cui ricorda i morti per cancro, con un aggiornamento costante. Il numero delle vittime del male è arrivato quasi a mille. Nella sua lunghissima, documentata e accorata lettera, Prisutto accenna al 1954, l’anno  della sua nascita, quando già l’inquinamento era in atto, accenna alla sua stessa breve esperienza lavorativa in quelle industrie, durante gli anni degli studi universitari, ricorda con toni commossi  il colore del mare non ancora compromesso,  di quando andava a prendere il sale, come molti ragazzi dell’epoca facevano, lungo la strada che oggi porta all’ospedale, ricorda la flottiglia di pescherecci che tornavano in porto carichi di quel pesce che dava da vivere alla comunità augustana, ricorda, ma senza nominarlo, il pretore Condorelli che osò sfidare i colossi del petrolchimico, con le sedi legali nel Nord, per imporre il rispetto della legge e, dopo tanti anni da  allora, due mesi fa, finalmente la procura di Siracusa ha riconosciuto l’inquinamento da parte di quelle industrie, che, però, non pagano, né economicamente, né giudiziariamente né fattualmente. Fa riferimento alla procura che ha imposto limiti, ma sta facendo continuare il lavoro delle industrie. Industrie che hanno saputo camuffare, con i loro brevetti, gli sversamenti e che mettono in pericolo la nostra salute, oggi più di ieri, soprattutto di notte, quando siamo più indifesi.  Un altro amarcord di Prisutto riguarda proprio la puzza che si sentiva in passato quando, in autobus o in treno, si attraversava l’area vicina alle industrie ed era indispensabile chiudere i finestrini per non sentire la puzza. Oggi il fenomeno è più esteso e i fuori servizio sono costanti.  Se nel porto di Augusta ci sono 18 milioni di mc di mercurio, sono 45 milioni i metri cubici fuori della rada, informa don Palmiro, che ricorda anche la distruzione degli aranceti, di Marina di Melilli e dell’area archeologica di Mègara Iblea – area che, invece, se fosse valorizzata e opportunamente reclamizzata, potrebbe dare posti di lavoro, come  potrebbero fare altre aree e monumenti, perché se è vero che le industrie hanno dato il cosiddetto pezzo di pane, questo “pane” non è buono e, in ogni caso, queste industrie hanno  ingrossato le tasche di molti. Prisutto riconosce che  l’Europa, “nostro  capo”, ha riconosciuto il principio  che chi inquina deve pagare e anche l’Italia ha varato la legge sugli ecoreati. In conclusione, però: c’è un futuro per questa comunità.

G.C.