Considerazioni sul voto del 4 dicembre – di Giorgio Càsole

EDITORIALE/Fra  storia  e cronaca

me stesso  nellostudioAugusta – Potrei  esordire citando  fior di costituzionalisti, docenti universitari  o  ex giudici e ex presidenti della Corte costituzionale che la pensano come me. Attenzione! Gli ex presidenti e ex giudici di questa Corte godono di benefici di tipo regale anche dopo il loro mandato novennale, pur tornando a essere cittadini comuni. Ma tant’è. Siamo in Italia dove ci sono quelli che sono più uguali di altri. Non credo abbiano interesse di bottega nel proclamare la loro opposizione a questa riforma “napoletanesca”.  Ci sono quelli che sono padronissimi di difendere il  piccolo Fiorentino così avido di potere che ha mandato a calci in culo il suo compagno di partito Letta e dopo aver promesso di rottamare, di non fare inciuci, ha perseguito la sua personale scalata al potere, sostenuto da quel presidente Napolitano che avrebbe dovuto sciogliere l’attuale parlamento eletto con legge dichiarata incostituzionale. Che cosa abbiamo a fare un presidente-notaio, garante della Costituzione, che cosa abbiamo a fare una Corte costituzionale se poi il primo non rispetta le deliberazioni della seconda? Se la legge è stata dichiarata incostituzionale, quale doveva e dev’essere la conseguenza logico-giuridica, se non sciogliere il parlamento eletto con legge incostituzionale? Non è vero che il senato, secondo questa riforma, viene sottratto ai cittadini? Come si fa a negarlo? Su che base? Questa pretesa riforma triplicherà il numero di firme per una proposta di legge popolare? Se per molti  vanno bene l’uno e l’altro provvedimento, per molti   NO,  per  i tanti  che credono in una democrazia in cui i   cittadini  sono rispettati sempre, non ogni 5 anni. Negli anni Cinquanta l’augustano Epicarmo Corbino, noto economista, componente del governo De Gasperi, propose una legge che prevedeva il premio di maggioranza, che, secondo le previsioni, sarebbe andato all’allora DC. Corbino era del PLI. Corbino fu impiccato in effigie dal “popolo comunista”. Per l’opposizione strenua dell’allora PCI, che definì quella proposta di legge, come “Legge truffa”, la proposta non passò.  La DC continuò a governare con i partiti di coalizione, prima centro-destra, poi di centro-sinistra. PCI e DC erano acerrimi nemici. Aldo Moro, rapito dalle BR, fu probabilmente ucciso, con l’avallo della CIA americana, perché voleva associare il PCI al governo e gli Americani allora vedevano il PCI come il toro vede il rosso. Dopo il crollo del muro di Berlino, grazie anche a Giovanni Paolo II, dopo il crollo dell’impero sovietico, che oggi rende inutile la NATO (apparato militare difensivo costosissimo), le cose sono cambiate. il PCI, non più finanziato come una volta dall’URSS, cambiò denominazione fino a diventare PD, partito dove sono confluiti ex democristiani, diventati nel frattempo ex popolari.  Uno di questi “popolari” ex dc, è il  piccolo Fiorentino, il quale sostiene di voler fare risparmiare l’Italia. Allora perché ha fatto spendere e fa spendere centinaia di milioni di euro per un aereo, attraverso il quale, vuole scimmiottare Obama, quando c’erano e ci sono gli aerei militari per gli spostamenti istituzionali veri?

NON ritengo che non sarà così semplice o semplicistico, come si sostiene,  riguardo all’elezione dei nuovi senatori, di cui, volendo, si poteva evitare del tutto la presenza, come in Israele dove c’è solo la Knesset, parlamento unicamerale. La riforma è stata presentata con unico pacchetto? Perché? Alcuni “emendamenti” alla Costituzione andavano bene. In passato,  siamo andati a votare per 9 o 11 quesiti referendari.  Avevamo 9 o 11 schede da immettere in  9 o 11 urne. Si poteva fare la stessa cosa e avremmo  visto che il CNEL lo avrebbero abolito tutti. I senatori, ridotti di numero, ma ELETTI dal POPOLO SOVRANO, potrebbero svolgere le funzioni dei consiglieri regionali in alcuni giorni della settimana, visto che vanno a Roma il martedì e ritornano (forse) il venerdì, con stipendi, chiamati indennità, fra i più alti d’Europa, se non del mondo.  Così sarebbero inutili i consigli regionali, vera fonte di sperpero di denaro pubblico, eletti nel 1970,  consigli contro cui tuonarono, prevedendo l’enorme sperpero di pubblico denaro, il repubblicano Ugo La Malfa (siciliano) e il liberale Malagodi, rimasti inascoltati, come la mitica Cassandra. CAMBIARE non sempre significa in meglio, ma in PEGGIO. Votare No, non significa essere  conservatore, ma tutelare ciò che è buono o addirittura ottimo, perché c’è il rischio che, appunto, si trasformi in peggio. La Costituzione italiana NON si può stravolgere così. “Accozzaglia” è una parola con connotazione, se non spregiativa, certamente NEGATIVA, ma il piccolo Fiorentino la usa per disprezzare. Tutti gli uomini e donne di sinistra, autenticamente marxisti o marxiani, avrebbero fatto fronte comune con lo stesso Berlusca, Salini e altri per interessi di bottega? Invece Verdini e gli altri, De Luca fra i primi, hanno reali interessi di bottega da difendere. Vi siete  chiesti come mai J. P. Morgan e l’attuale ambasciatore americano, che presto andrà a fare in culo altrove, e tutti i poteri forti, compreso Marchionne che ha spostato la FIAT altrove per non pagare tasse in Italia, sostengono questo pacchetto “riformistico” ? Ci vogliono far credere che il nuovo senato sarà di 100 membri come negli USA, ma NON DICONO VOLUTAMENTE che quello americano è il SENATO FEDERALE i cui componenti, però, sono eletti dal popolo di ogni stato e sono 2 per ogni Stato, indipendentemente dalla popolazione. Poi quasi tutti i 50 Stati hanno un sistema bicamerale, sempre eletto dai cittadini. Qui, invece, se passa il sì, i  senatori saranno eletti dai consigli regionali, NON dal popolo, secondo criteri , per cui la Sicilia avrà 7 senatori e la Lombardia 14. Non è vero che non si può emendare la Costituzione. Si può fare, ma in piena condivisione, non certo con la risicata maggioranza di un parlamento  che doveva essere sciolto da Mr Napolitano. Si può fare con intelligenza e senso di democrazia, con opportuni emendamenti, come hanno fatto negli USA, dove non stravolgono la Carta fondamentale dei padri fondatori, ma inseriscono emendamenti, appunto, come, per esempio, quello che prevede due soli mandati consecutivi per il presidente, varato dopo la IV presidenza di F. D.  Roosvelt, non certo dittatore, anzi fu il presidente che fece risollevare gli USA dopo il giovedì nero di Wall Street. SI PUO’ FARE una vera riforma NON PASTICCIATA, senza ledere i diritti fondamentali, anche per risparmiare sui parlamentari, sforbiciando alla Camera, oltre che al Senato e abolendo non solo i vitalizi ai parlamentari, che hanno doppie e triple pensioni, ma anche le cosiddette indennità di reinserimento – privilegi aristocratici che rendono gli ex parlamentari figli della gallina bianca, anche perché lorsignori, mentre esercitano il mandato, possono legalmente svolgere la loro professione, come faceva l’on. prof. Giovanni Leone, principe del Foro, mentre era contemporaneamente deputato (persino Presidente della Camera) e docente universitario. Chiaro?

Considerazioni sul voto del 4 dicembre – di Giorgio Càsoleultima modifica: 2016-11-29T11:17:43+00:00da leodar1
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