AUGUSTA/ MUSCATELLO, OSPEDALE MALATO O SOTTO PROCESSO?

1242337516AUGUSTA. Tre anni fa un’azienda del petrolchimico donò all’ospedale Muscatello un duodenoscopio mai entrato in funzione. Perché? Se lo domanda da tempo un animatore di un gruppo di Facebook, Mimmo Di Franco, che ha lanciato un altro appello in tal senso al direttore generale dell’ASP 8, nella cui giurisdizione rientra l’ospedale cittadino. Ne parliamo in un servizio a parte. Vogliamo qui ribadire che il direttore generale non dà risposte, non si capisce il perché. Occorrerebbe, a questo punto, sollecitare il procuratore capo della repubblica a Siracusa, Francesco Paolo Giordano, il quale si è occupato di recente della “salute” del presidio ospedaliero che sembrava (o sembra ancora) destinato alla chiusura o comunque a una pesante ristrutturazione. Non  possiamo non ricordare che, durante la sindacatura Carrubba, sono stati organizzati cortei per la difesa del Muscatello, per evitare, cioè, che fosse privato del prestigioso reparto di ostetricia e ginecologia e del reparto di pediatria. Addirittura, un gruppo di cittadini fece venire qui la troupe di “Striscia la notizia” e il nostro Giorgio Càsole fu intervistato proprio su questo problema, come fu intervistato l’allora sindaco in carica.

Càsole nell’occasione e in altre ricordò la storica giornata del 28 dicembre 1960, quando il porto di Augusta, con un decreto ministeriale, stava per essere “scippato” agli augustani. La gente di Augusta, consiglio comunale in testa, scese per strada, essendo chiusi tutti i negozi, per bloccare tutte le vie di comunicazione, soprattutto per bloccare l’attività portuale. I cittadini e i consiglieri erano guidati dal vicesindaco Giovanni Saraceno, con la sciarpa tricolore a tracolla. Il porto fu salvo, il decreto cassato. Il sindaco  Carrubba avrebbe potuto guidare la popolazione per l’ospedale, ma non l’ha fatto. Il Muscatello non ha più il reparto di ostetricia e ginecologia portato all’eccellenza dal prof. Salvatore Paci. Sostanzialmente non ha nemmeno più il reparto di pediatria. Avrebbe dovuto essere compensato con l’attivazione di un centro di ricerca per la cura delle malattie derivate dalla contaminazione dell’amianto, ma niente. Addirittura, oggi risultano chiuse le sale operatorie per disposizione del direttore generale dell’ASP, Brugaletta, il quale nel darne notizia agli organi di informazione ha accreditato la convinzione che le sale operatorie sono state chiuse per propria iniziativa spontanea, senza precisare che,  oltre un mese fa, il procuratore Giordano ha incaricato il nucleo antisofisticazione dei Carabinieri, i cosiddetti NAS, di appurare, attraverso accurate ispezioni, le condizioni igienico-sanitario all’interno del Muscatello.  A dicembre 2014 i NAS hanno portato a compimento le indagini, da cui “sono emerse   carenze igienico-strutturali per la mancanza di locali, servizi e spazi necessari per lo svolgimento delle attività sanitarie, in difformità a norme che regolano la materia sanitaria, di sicurezza e antincendio.” Il direttore Brugaletta , dunque, dopo aver disposto la chiusura del blocco operatorio ha affermato a chiare lettere che dovevano partire i lavori di ristrutturazione, realizzando così le prescrizioni dei NAS. Sono partite prima le indagini penali per accertare le responsabilità individuali delle violazioni di legge segnalati dai Carabinieri. Il procuratore Giordano ha commentato dicendo che “l’apertura del procedimento è un atto dovuto, la circostanza che l’Asp si sia subito messa in movimento è importante per una favorevole conclusione della vicenda”. Anche Brugaletta è intervenuto pubblicamente sottolineando che “I lavori adesso sono in corso  tanto nel blocco operatorio dell’ospedale Muscatello quanto in altri presidi proprio in un’ottica di miglioramento del servizio sanitario in provincia di Siracusa”.

C.C.

AUGUSTA/ MUSCATELLO, OSPEDALE MALATO O SOTTO PROCESSO?ultima modifica: 2015-01-23T08:03:09+00:00da leodar1
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