“IL PORTO? CE LO SIAMO FATTI FOTTERE! NOI AUGUSTANI SIAMO UNA MASSA DI INCAPACI”

L’atto di accusa di Walter Capuano, già capo piloti del porto, che, fra l’altro, dice: “Ad Augusta ci siamo stancati di farci prendere per il sedere e non ci è concesso e non lo concediamo il fatto che le banchine del porto commerciale sono oggi diventate come bombardate  grazie all’ignavia di chi ci governa”.

Mobilitazione pro portoAUGUSTA – Walter Capuano, campano di origine, già pilota  e poi capo piloti del porto di Augusta ci dice la sua senza peli sulla lingua sulla vicenda della sede a Catania della nuova Autorità di Sistema Portuale (AdSP), ma prima elenca quali sono le priorità  che incombono con urgenza sul porto augustano: I) dragare nel porto  di Augusta a 18 m. dalle banchine del porto commerciale verso sud fino a raggiungere il fondale cercato, II) ripristinare la diga dove è crollata in vari punti. Lavoro con priorità’ ma da utilizzare i fanghi dragati e con elementi a tre denti,III) eliminare tutti gli scafi sequestrati che occupano le banchine limitandone il loro  utilizzo, IV) ripristinare gli ormeggi del porto commerciale, danneggiati. Capuano, da persona esperta e competente qual è, afferma recisamente: “Non penso che ci sia bisogno di magia, perché se vengono pagate le tasse, le opere pubbliche quando necessita vanno ripristinate; se poi queste opere pubbliche sono di protezione alla ” vita del porto ” penso che a esse vada la  priorita’ come quando su una strada cade una frana o un viadotto.O si aspetta che ci siano lutti per intervenire teatralmente? Oggi su una rivista dello shipping, si definisce : Genova porto dell’Europa, i soliti campanilismi. Vorrei ricordare a tutti che la zona portuale di Augusta è la forza di tutti i porti nazionali ed ignorare questo fatto, significa essere ignoranti  sia nello shipping che nella logistica. Ma forse si vuole questo perché si deve agire così.Purtroppo per la zona portuale di Augusta se non si reagisce si estinguerà’ come sta’ succedendo alla città’ , col beneplacito di tutti; comunque si ha l’impressione che chi ha il potere della logistica e dello shipping è ignorante in materia e non si prendono decisioni coerenti, si da importanza ad altri approdi che non hanno alcuna potenzialità’ dimenticando anche perché lo disconoscono che la Sicilia riuscì ad avere uno sviluppo economico grazie ai traffici che presero forza dallo sviluppo dell’area portuale di Augusta. Perché a una struttura di mercato non si è nominato  il dirigente per  farla operare? A chi serve non ripristinare la diga quando questa nelle attuali condizioni, limita l’operatività degli accosti dei pontili delle raffinerie (incluso il pontile Nato) e delle navi all’ancora in via di rifornimento di bunker? A chi giova mantenere gli accosti commerciali occupati da relitti o da navi sequestrate? E voglio anche ricordare a tutti che nei primi progetti del porto commerciale erano previsti due bacini di carenaggio in muratura. Che fine ha fatto questa idea? Quando io viaggio in autostrada e mi fermo alle stazioni di servizio si trova tutto; perché quando una nave fa scalo ad Augusta non deve avere la stessa assistenza? E parlo anche di qualunque tipo di bunker. Forse la risposta è semplice: noi augustani siamo una massa di incapaci. Ci sarebbero tante domande da farsi, ma qualcuno mi può dire perché ad Augusta si sono avuti commissariamenti  per oltre tre anni Attenzione questo modo di agire e di non agire prima o poi porterà’ a cose non buone, noi ad Augusta vogliamo lavorare, lavorare molto e bene, e solo lavorando al meglio si potrà dare un impulso positivo all’economia di tutta la zona. Solo così si può assicurare un domani ai nostri figli: Se ciò non accadrà i giovani più fortunati emigreranno , i meno alimenteranno organizzazioni non sane. Mi rendo conto che chi ha il potere cerca di far crescere  di più le  zone che gli interessano, col sistema “mors tua vita mea” ma io mi sento in dovere di ribadire che lo sviluppo dell’area portuale di Augusta sarà una forza di trascinamento economica per tutti in Sicilia. Finalmente si è avuta la nomina del presidente dell’ASP. Spero che tutti del porto siano una forza  per questa persona che pur essendo di grande validità ha bisogno di poter e dover valutare tante cose che solo con l’aiuto di tutti lo potrà fare con esito positivo. E’ importante che ci sia forza positiva a proporsi in modo che oltre a superare le difficoltà che ci sono essere capaci effettivamente di rilanciare tutto. Certamente il nuovo presidente dell’ASP si troverà’ a “confrontarsi” con una realtà’ politica forte che appoggerà il porto di Catania con tutti i suoi limiti. Ricordo l’espressione di mio fratello Enrico (capo pilota prima di me): che al porto di  Catania  riescono a vendere ormeggi che non hanno. Se si sarà capaci di superare questi limiti, quasi istituzionali, ci sarà’ reale sviluppo, altrimenti niente. Senza ignorare però che superare questi limiti, è indispensabile per un reale sviluppo economico e logistico che porterà’ di nuovo a considerare  la realtà’ del porto di Augusta, porto del Mediterraneo. Certamente l’uomo dovrà essere lungimirante e non farsi condizionare da nessun opposizione ambientalista che ben guidata riesce a bloccare qualsiasi progetto produttivo (vedi darsena porto Xifonio, e altre eventuali idee) ma sta con gli occhi chiusi quando devono proporre di liberare i ponti di campagna da tutto il luridume che c’è che oltre a essere fonte d’inquinamento, di ogni tipo come molte saline abbandonate umilia il naturale ricambio delle acque della rada interna del porto. A completare il quadro demolitori  per la zona portuale di Augusta c’è la restituzione della somma  che l ‘UE ci aveva assegnato. Continua a leggere

CON UN ATTIVO Di 180 MILIONI DI EURO IL PORTO DI AUGUSTA E’ LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO, CHE FA GOLA AI CATANESI

Non ci sono siciliani capaci? Il ministro nomini un olandese o un tedesco! di Giorgio Càsole

porto-commerciale-augustaAUGUSTA –  Ammonta a circa 180, diconsi centoottanta, milioni di euro, (che equivarrebbero a circa 360 miliardi di lire)  l’attivo di bilancio dell’Autorità portuale di Augusta, attualmente commissariata, che dovrebbe scomparire per diventare Autorità di sistema portuale (AdSP),  in unione con Catania,  la cui autorità portuale, al contrario, è in passivo. Com’è noto, per la nuova   AdSP , il ministro dei trasporti, Delrio (PD), ha designato  il salernitano Andrea Annunziata (nella foto), già deputato della Margherita e già sottosegretario ai trasporti nel governo Prodi bis e, per otto anni, presidente dell’Autorità portuale di Salerno. “Possibile che in tutta la Sicilia non si trovi una persona con i requisiti?” si e ci domanda maliziosamente un operatore  portuale di Augusta, che, però, non vuole sia fatto il suo nome, e che continua: “Il porto di Catania non è nemmeno adatto alle navi da crociera, non avendo la profondità per le attuali navi  che, invece, Augusta può ospitare e   non dovrebbe nemmeno essere sede di Direzione marittima e, invece, ha un ammiraglio che comanda  la capitaneria di porto. Perché la Marina Militare ha potuto trasferire la sede di Marisicilia da Messina ad Augusta e ora i catanesi  ci stanno scippando la sede del comando dell’Autorità portuale?” Domanda retoricamente il nostro interlocutore che dà subito la risposta: “Perché l’Autorità portuale di Augusta è una gallina dalle uova d’oro, con un attivo di bilancio che si avvicina ai 180 milioni di euro e che aumenta sempre di più, mentre l’Autorità portuale di Catania naviga in cattive acque e, quindi, i catanesi hanno tutto l’interesse a far sì che la sede del comando sia a Catania e non ad Augusta”.  Riepiloghiamo. Sia il sindaco etneo, Enzo Bianco (PD), sia il presidente della Regione, Rosario Crocetta (PD-Megafono), hanno  sostenuto a gran voce che Catania, città metropolitana non può essere priva dell’Autorità portuale, Perché? Dov’è scritto?  Anzi, la legge precisa che la sede della nuova Autorità di Sistema Portuale dev’essere nella città con il porto definito “core” dall’Unione Europea. Augusta è sede del comando di Marisicilia e ha un porto invidiabile e sempre invidiato, che dà allo Stato italiano fior di milioni di euro in diritti erariali, e che potrebbe diventare veramente il porto di tuta la Sicilia orientale, come Catania, con il suo aeroporto è lao scalo più importante della Sicilia. Catania ha già i suoi trofei: oltre l’aeroporto, l’Università , gli ospedali più prestigiosi. Vuole fagocitare tutto? L’area metropolitana, però, non arriva fin qui. Bisognerebbe applicare  la lezione del 28 dicembre 1960 per far capire a Delrio, a Crocetta e a Bianco che non si possono più far valere  basse ragioni di bottega  campanilistica o partitica. Al ministro Delrio si potrebbe dire, se non ci sono siciliani in grado di fare i presidenti della nuova Autorità portuale di sistema, perché non dà l’incarico a un olandese di Rotterdam o a un tedesco di Amburgo? Il suo collega Franceschini non ha incaricato  alcuni non italiani a dirigere i musei italiani? Il porto di  Augusta rende più soldi di un qualsiasi, pur prestigioso, museo.

STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE CIVILE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

cgiluilAUGUSTA – Le Segreterie FP CGIL e UIL PA Provinciali del Ministero della Difesa a seguito dell’assemblea nazionale dei quadri e delegati del 23 Febbraio, si impegnano a mantenere lo stato di agitazione del personale civile, a programmare congiuntamente ai territori iniziative di mobilitazione pubbliche e nei luoghi di lavoro e a programmare una mobilitazione nazionale in assenza di risposte del Ministro della Difesa sulle vertenze sotto indicate. In particolare, denunciano l’ennesima sperequazione ai danni del personale civile che si è concretizzata con il reperimento delle risorse economiche per il piano di riordino delle carriere del personale militare (977 ml di €) mentre neanche un centesimo è stato reperito per la costituzione del Fondo che il Ministero si era impegnato a rendere fruibile per il personale civile dal 2017; denunciano il mancato mantenimento degli impegni del vertice politico del Ministero della Difesa ritenendolo responsabile di un disegno politico mirato ad emarginare il personale civile della Difesa anche negando prerogative e diritti previsti da norme e contratti; denunciano l’inadeguatezza del sistema di valutazione delle performance e rigettano ogni tentativo di introdurre l sistema come criterio di punteggio delle progressioni economiche così come ritengono che il sistema della performance sia parimenti inadeguato per come è stato ed è gestito nel Ministero della Difesa; ritengono che l’attuazione del libro bianco così come è in itinere sia una concreta minaccia per la democrazia e per le condizioni del personale civile della Difesa; ritengono che il vero rilancio del Ministero della Difesa passi attraverso un piano straordinario di assunzioni. L’incontro con il Ministro della Difesa , Sen. Pinotti, è fissato per il 28 Febbraio.

     Sebastiano Trigilio (FP CGIL) – Vincenzo Scamporlino (UIL PA)

PORTO DI AUGUSTA, LA LEZIONE DIMENTICATA (?) del 28 DICEMBRE 1960 – di Giorgio Casole

augusta porto dall'altoAugusta. Quella mattina dovevo recarmi a scuola. Frequentavo la scuola media intitolata allo scienziato augustano Orso Mario Corbino. Non ci andai. Nessuno ci andò. Uscii in strada nell’Augusta di allora. Augusta era sostanzialmente l’isola. La cosiddetta borgata stava nascendo. C’era il villaggio Rasiom, voluto da Moratti, sull’esempio di Olivetti, per far star bene gli operai della raffineria, quella raffineria che aveva portato l’agognato benessere. Il polo petrolchimico più imponente e, forse, più inquinante d’Europa, era di là da venire. Non c’era alcuna coscienza ecologica. La parola stessa “ecologia” non si conosceva. Di sicuro, però, c’era il porto, quel grandissimo porto, con una base della Marina Militare, che aveva attirato Moratti. Un porto che dava e dà allo Stato fior di miliardi di lire, di milioni di euro oggi, in diritti erariali. Un porto che dava e dà ancora, seppure oggi in crisi, lavoro alla gente di Augusta e non solo, un porto che faceva, come fa ancora, gola. Nel 196o faceva gola a Siracusa, con politici nazionali di rilievo, soprattutto all’interno della Democrazia Cristiana. Al Comune di Siracusa, secondo un decreto ministeriale, sarebbe andata la giurisdizione, almeno parziale, sul porto di Augusta, per il tramite di Priolo, allo Frazione del Comune aretuseo. Il decreto era stato firmato. Appena ne fu informato, l’allora vicesindaco Giovanni Saraceno, sindacalista e capopopolo seguitissimo, si mise la fascia tricolore e guidò il consiglio comunale compatto in una mobilitazione popolare per manifestare la ferma volontà della gente di Augusta di non farsi “scippare” il porto. L’allora sindaco Bordonaro era ammalato davvero o diplomaticamente. Nella foto storica, pubblicata in un mio articolo di ieri, si riconoscono in prima fila, oltre a Saraceno con la fascia, il liberale Ajello, il missino Inzolia, il comunista La Ferla: consiglieri comunali all’opposizione. Segno che in quell’occasione scesero in piazza come un sol uomo per difendere il porto. Il giorno prima Saraceno fece circolare un’auto per annunciare, attraverso il megafono, la mobilitazione del 28, invitando i cittadini a scendere in piazza e i commercianti ad abbassare le serrande. Così avvenne. Una selva di cartelli in difesa del porto fu piantata in Piazza Duomo. Furono alzate barricate in Via Lavaggi. Furono bloccati i treni, come testimoniano le foto nel libro AUGUSTA, UOMINI E COSE” (ideato e curato da chi scrive) del 1974, libro in cui un intero capitolo è dedicato al PORTO DIMENTICATO, scritto da un competente pilota portuale, qual era Giuseppe Pidatella. In questi giorni il Porto di Augusta è stato ricordato per un altro decreto ministeriale che ha molte analogie con quello di 57 anni fa. Chi si ricorda, però, la lezione di quel 28 dicembre?

    G.C.

AUGUSTA, LIDL APRE CON GENTE ESTERNA?

In contrada Cozzo Filonero nuovo supermecato

LIDLAugusta. Un altro marchio famoso della grande distribuzione ha già piantato la propria insegna davanti all’edificio che ospiterà i prodotti da vendere agli augustani, i quali hanno già l’imbarazzo di scegliere di acquistare in ben 7 supermercati. Il marchio famoso è quello della multinazionale tedesca LIDL, presente da diversi anni nel vicino comune di Lentini da dove dovrebbero provenire i dipendenti della filiale augustana, dove operai, esterni anch’essi – a quanto ci è  dato sapere – al mondo del lavoro cittadino, stanno praticamente lavorando senza interruzione per approntare il supermercato nell’edificio che prima era della SMA e poi dello Spaccio Alimentare, più volte rapinato dai malviventi, in contrada Cozzo Filonero. “I lentinesi fanno già i pendolari per l’edilizia”, ci dice un osservatore che prosegue: “i lentinesi sono già presenti in massa, soprattutto come infermieri, all’ospedale 8 (fino a quando si potrà chiamarlo tale?) Muscatello, ora sono già presenti a Lidl, prima che addirittura apra la filiale” Sarà vero? Speriamo d’essere smentiti.

Giorgio Càsole

DIFESA: CONCLUSA A PALERMO LA PARTECIPAZIONE A “ORIENTA SICILIA 2016”

Orienta SiciliaPALERMO – E’ terminata a Palermo la tre giorni del salone sull’orientamento universitario e professionale “Orienta Sicilia”, dove lo Stato Maggiore della Difesa ha partecipato fornendo agli oltre 60.000 studenti siciliani presenti tutte le informazioni necessarie per diventare un professionista in uniforme. I frequentatori del 4° e del 5° anno delle scuole superiori, provenienti da tutte le province dell’isola, hanno affollato i desk informativi di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Carabinieri installati nello stand dello Stato Maggiore della Difesa durante l’intera durata della manifestazione. I ragazzi e ragazze siciliani hanno avuto modo di parlare con gli uomini e con le donne delle quattro Forze Armate presenti e di rivolgere loro tutte le domande utili a capire quali sono i percorsi formativi e le possibilità di carriera offerte dal mondo della Difesa, nonché di approfondire le proprie conoscenze sulle attività svolte negli scenari oltre confine per il contrasto delle minacce alla sicurezza internazionale e su quelle condotte in Patria al servizio della collettività. Dalle modalità e tempistiche di accesso al concorso nelle Accademie per diventare un Ufficiale – bando di concorso di norma previsto in uscita per la fine di dicembre – a quelle per i concorsi per le Scuole Sottufficiali e da Volontario in Ferma Prefissata, sono solo alcune delle tantissime richieste formulate che confermano il forte interesse dei giovani sulle possibilità di diventare un professionista indossando l’uniforme e svolgere in prima persona le attività della Difesa al servizio del Paese. Tantissimi gli studenti che hanno deciso di iscriversi alle newsletters delle 4 Forze Armate per ricevere informazioni sulla pubblicazione dei bandi di concorso, come  molti altri sono stati i ragazzi interessati alla nuova parte social della Difesa che vanno dal sito www.difesa.it, dove collegarsi per seguire più da vicino tutte le notizie sulle attività.

AUGUSTA/ANCORA COLPI TO IL PORTICCIOLO TURISTICO XIFONIO – di Giorgio Càsole

Una nuova mareggiata ha colpito l’erigendo porto turistico che sta sorgendo sul golfo Xifonio.. Lo  scorso anno, di questi tempi, la mareggiata fu più violenta e provocò danni ingenti alla società  privata che si è  assunto l’onere di dotare Augusta di un porticciolo turistico, com’era nei desideri e nelle aspettative oltre vent’anni fa. Mentre a Avola si dibatte per realizzare un porticciolo  per attirare i diportisti, ad Augusta, pur dopo mille traversie burocratiche e  tra le intemperanze della natura, faticosamente si sta proseguendo un progetto che potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza per questa città.

Alfio FazioAugusta.  Càsole – Chi meglio di Alfio Fazio (nella foto), procuratore della Comap, un’azienda che da anni opera in campo portuale, amministratore unico della società “Porto Xifonio Augusta”, può parlarci del lungo iter che solo da un anno è diventato concreto per la realizzazione di un porticciolo turistico  in Augusta? Fazio:“Vent’anni fa, nel 1996, con mio fratello Carlo e altri due soci, costituii una società per acquistare un palazzetto civile degradato in Via Epicarmo, il palazzo Zuppello, e, in Via Xifonia, nell’area retrostante al palazzo Zuppello, un palazzetto, altrettanto degradato, prospiciente il golfo Xifonio, che era stato sede, molti anni fa, di una scuola media. Dopo vari tentativi, riuscimmo nell’impresa. L’ambizione non era soltanto quella di trasformare i due edifici in albergo. L’ambizione era maggiore. Era quella di realizzare un’impresa di quelle che si vedono nel nord, in Liguria, a Portofino, o in altre isole straniere, per esempio Malta. L’ambizione, cioè, era quella di realizzare un porto turistico attrezzato per diportisti nella cala del Carmine, nei pressi di contrada Badiazza, in un’area praticamente abbandonata, da poter far rifiorire con le nostre risorse, senza chiedere alle finanze pubbliche, spinti da un legittimo desiderio di investimento, ma, anche, mossi da un attaccamento alle nostre radici, alla nostra terra.” Càsole-C’è stata, dunque, una motivazione ideale alla base di questo progetto? “Certo. Siamo di Augusta e abbiamo voluto investire su e per Augusta perché crediamo che Augusta non debba essere ricordata come una città dalla fama negativa. Con il porto turistico, che in passato altri avevano solo sognato di poter realizzare, noi pensiamo che, almeno durante la bella stagione, i diportisti contribuiranno a un’inversione di tendenza. Quello di Augusta, è vero, potrebbe essere considerata un porto di transito, ma potrebbe anche rappresentare un’occasione di rilancio di un’economia nuova, basata sulle cose da vedere: non dimentichiamoci che Augusta ha fortificazioni nel porto che potrebbero essere visitabili a pagamento, che si potrebbe attrezzare un molo nell’ex idroscalo per poter visitare l’hangar per dirigibili e il suo grande parco, non dimentichiamoci delle zone umide rappresentate dalle ex saline, che potrebbero essere un’attrazione per naturalisti e fotoamatori, non dimentichiamoci dei fiordi di Brucoli, unici dalle nostre parti, senza citare il castello svevo, che domina l’isola, e il castello aragonese di Brucoli. Vorrei precisare che nel Piano Regolatore Generale era previsto un porto turistico in area contrassegnata dalla lettera F, cioè strutture alberghiere. Càsole-Quindi, il progetto era facilitato? Fazio:“No. Nel novembre ’98, assistiti da alcuni tecnici palermitani specializzati nel settore delle opere marittime, presentammo un primo progetto, che prevedeva tre pontili e un frangiflutti galleggiante di costo elevato, ma indispensabile. Pensavo potesse avere un iter veloce, nel giro di qualche anno come per altri pontili, con la precisa idea, però, di acquisire la concessione dell’area e modificare successivamente il progetto, non appena la Regione siciliana avesse recepito il decreto del governo nazionale denominato Burlando sui porti turistici.”  Càsole-Che successe dopo? Fazio: “I burocrati dell’Assessorato regionale territorio e ambiente (Arta) mi avevano letto nel pensiero. Considerarono il pontile, anche se galleggiante, come un vero approdo turistico. Perciò, chiesero il rilascio di ben ventidue pareri di altrettanti enti, compresa la Soprintendenza. Ottenute questa miriade di autorizzazioni, nel 2004 si ottenne la concessione per la realizzazione del progetto che prevedeva il galleggiante.”

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INTERVENTI CHE ESULANO DALL’ATTIVITÀ DI POLIZIA E DI SALVAGUARDIA DELLA VITA UMANA IN MARE

santuario-dei-cetaceiAUGUSTA – Si ritiene opportuno stilare una nota di precisazione in relazione agli interventi, effettuati da ultimo dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta, che esulano dall’attività di polizia e di salvaguardia della vita umana in mare. A tal proposito, si puntualizza che le azioni poste in essere nel tentativo di prestare assistenza ad animali in difficoltà, quali, nel caso specifico, cetacei, rientrano nell’ambito di quelle attività che il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera svolge in ausilio agli Enti preposti ad ottemperare a tali incombenze, per le quali il personale del Corpo effettua un’opera di mero concorso, e non dispone di attrezzature specifiche. Nell’ipotesi di cetacei giunti sottocosta, a pochi metri dalla battigia, in acque bassissime, non è nemmeno agevole, se non impossibile, giungere con le unità navali militari in dotazione, né i Militari in servizio di pattuglia automontata, possono fare granché per alleviare le sofferenze dei poveri mammiferi marini, ormai molto probabilmente, se non quasi certamente, agonizzanti. Sulla scorta di quanto riferito dai referenti dei competenti servizi veterinari, è infatti possibile asserire che nel caso in cui i cetacei non dovessero presentare evidenti lacerazioni esterne, si tratterebbe di fattispecie caratterizzate dalla verosimile presenza di patologie, quali polmoniti, casi di morbillivirus, o presenza di parassiti intestinali, per le quali gli ipotetici sforzi volti a riportare i cetacei in mare aperto non sono destinati sortire effetti benefici: ciò a causa del malessere patito, e della conseguente perdita di orientamento. Tra l’altro, le specie delle quali sono stati registrati i casi di spiaggiamento, mal sopportano sia la cattività, che le grida ed il fragore prodotti dalle tante persone che si riversano in acqua, attirate dalla curiosità: tale frastuono contribuisce non poco all’insorgenza di infarti, fatali per il malcapitato delfino. Si comprenderà come l’intervento delle motovedette venga sempre garantito, anche nell’ipotesi di condizioni meteorologiche avverse, nel caso in cui si debba salvaguardare la vita umana in mare, ma la sicurezza degli equipaggi non può essere messa assolutamente a repentaglio, nelle medesime condizioni atmosferiche, nel tentativo di prestare assistenza a specie di mammiferi marini in eventuale difficoltà: tentativo che spesso, purtroppo, è comunque vano, così come acclarato nelle indicazioni fornite dagli esperti in materia. Tali chiarimenti si sono resi necessari a fronte di imprecise, ed improprie, dichiarazioni apparse sul web in attinenza ad alcuni recenti episodi di rinvenimento di cetacei.

  C.P. 

IL PROGETTO “JUPITER” PER IL RILANCIO DELLA SASOL AUGUSTA

sasol-augusta_progetto_jupiterAUGUSTALa Sasol di Augusta destinata a essere il volano della chimica in casa Sasol Italy, per rilanciarsi nel mercato nei prossimi tre anni, con proposte innovative capaci di dare risposte concrete agli azionisti e maggiore tranquillità ai lavoratori, dopo un periodo di incertezza e instabilità legati a problematiche derivanti dall’approvvigionamento delle materie prime. L’ambizioso progetto, denominato “Jupiter”, per un importante investimento che decollerà a febbraio 2017.  “Gratificazioni in arrivo – informa la segreteria del sindacato UGL Chimici – per serene relazioni industriali che la rappresentanza RSU esprime con senso di partecipazione e collaborazione nei tavoli per gli accordi nelle prossime trattative di secondo livello“.

  G.T.

“IL TERRITORIO IN RETE”, SEMINARIO DI WINDOWS IN EUROPE SU INNOVAZIONE E FONDI COMUNITARI

Sette le imprese presenti, provenienti anche dalle province di Siracusa e Caltanissetta

clementi,_corsetti,_tornabene,_lupo[1]-1024x1024VITTORIA (RG) – Lo scorso 21 luglio si è svolto a Vittoria, nella sede di “Windows in Europe”, il seminario “Il territorio in rete: opportunità di sviluppo”. Il convegno era organizzato da Windows in Europe (associazione per la formazione all’internazionalizzazione ed alla europrogettazione) insieme al Consorzio Med Europe Export di Palermo (con sede presso Confindustria Palermo),  attivo da più di 20 anni. Le imprese siciliane che hanno aderito al Consorzio hanno avviato, grazie alla sua consulenza, numerosi e proficui rapporti commerciali con Stati il_briefing_dei_formatori_del_seminario[1]-1024x1024esteri. A presentare il seminario è stato Salvo Lupo, presidente di Windows in Europe.  “Questo seminario – spiega – si inserisce in un percorso che da tempo abbiamo avviato nel sostegno alle imprese per la internazionalizzazione”. Sono intervenuti: Grazia Clementi, presidente del Consorzio Med Europe Export, che ha  presentato le esperienze ventennali del consorzio, Gustavo Corsetti e Annalisa Lorito, anch’essi  di Med Europe Export, Dario Tornabene e Francesco Pinelli, dell’assessorato Attività produttive della Regione siciliana, Tiziana Lipari, del ministero dello Sviluppo Economico, che opera anche nell’ufficio “Sprint” della Regione siciliana. E’ intervenuto ed ha portato il saluto dell’amministrazione comunale il dirigente del settore Affari generali del comune di Vittoria, Alessandro Basile. Basile ha annunciato che il comune ha istituito la nuova Direzione “Programmazione comunitaria” che opererà nel settore dell’accesso ai fondi europei. Grazia Clementi, Gustavo Corsetti e Annalisa Lorito hanno illustrato ai presenti le attività del Consorzio Med Europe Export e la situazione attuale per ciò che attiene i rapporti commerciali con vari paesi esteri comunitari ed extracomunitari, sottolineando i punti di forza, gli ostacoli e le opportunità offerte, in maniera diversa, da ciascun paese. Il consorzio promuove incontri d’affari in Italia con operatori stranieri, sostiene la partecipazione a fiere e manifestazioni internazionali e promuove le “missioni incoming” e gli incontri tra imprese siciliane e straniere. Gustavo Corsetti ha parlato delle “Reti d’Impresa”, strumento molto flessibile perché lascia autonomia all’iniziativa imprenditoriale singola, ma permette di trarre utilità dalla possibilità di integrare le diverse competenze. Dario Tornabene ha illustrato i “Distretti produttivi” e le novità del recente decreto 1937 del 28 giugno 2016. Sono state poi spiegate le modalità offerte dalla nuova programmazione comunitaria 2014/20. Al seminario hanno preso parte sette aziende agro-alimentari della Sicilia sud-orientale: Vivaistica Fratelli Gentile, Società agricola Fratelli Speranza, Itasmart srl, Azienda agricola Arancio Giambattista, tutte di Vittoria, Noria srl, di Modica, Azienda agricola Di Gaetano Raimondo, di Niscemi, Azienda Giunta Giovanni, di Rosolini. “L’obiettivo del seminario – spiega Giuseppe Ingallina, di Windows in Europe – è sostenere le aziende siciliane che vogliono investire nell’innovazione e nell’internazionalizzazione. Windows in Europe e Med Europe Export hanno avviato una collaborazione per dar vita a dei progetti comuni, interfacciandosi con la Regione Siciliana. Il nostro scopo è una “globalizzazione attiva e non passiva” che ci permetta di cogliere le opportunità offerte dai nuovi mercati mondiali”.

 Francesca Cabibbo