AUGUSTA, M5S SI SPEZZA O RADDOPPIA? ECCO IL PROBLEMA! – di Cecilia Càsole

Breve storia del gruppo pentastellato augustano

nilo-settipani-consigliere-m5sAugusta. Cinque anni fa il Movimento 5 Stelle, fondato dall’ex comico Beppe Grillo e dall’imprenditore  Gianroberto Casaleggio, ad Augusta non esisteva. Alcuni giovani, fra cui Antonino Di Silvestro, affascinati dall’oratoria e dalle idee di Grillo, che si esponeva in prima persona nelle piazze, mentre Casaleggio agiva dietro le quinte, decisero di riunirsi e di dare vita a una cellula locale del movimento, chiamata in gergo grillino “meet up”, traducibilissimo in italiano con “raduno”, “incontro”. I primi affiliati di Augusta si riunivano, appunto, come carbonari, in una cantina o rimessa di una via secondaria della cosiddetta borgata, Via Ragusa. Il portavoce di quella cellula fu proprio Di Silvestro che, nel 2012,  fu candidato, proprio perché portavoce augustano del Movimento per le elezioni regionali di quell’anno, celebrate a ottobre, quando venne Grillo in Piazza Duomo, attirando il pienone, com’era prevedibile. Per la provincia di Siracusa risultò eletto deputato all’ARS  il grillino siracusano Stefano Zito. Di Silvestro risultò secondo dopo di lui, primo dei non eletti, segno che il Movimento ad Augusta stava attecchendo. Se ne resero conto altri, fra cui il medico Pino Pisani, primario radiologo allora al Muscatello, Maria Concetta Di Pietro, detta Cettina, tirocinante nello studio legale dell’ex deputato nazionale Puccio Forestiere, e il di lei marito Massimo Fargione. Dopo le regionali, Di Silvestro fuoriuscì dal gruppo e fondò un suo personale movimento con cui si presentò candidato sindaco alle amministrative del 2015. Pisani e gli altri formarono un secondo “meet up”, che ebbe addirittura momenti di aspro scontro con il primo, tanto che, a un certo punto, si arrivò allo scambio di denunce per precedenze di gazebo in Piazza Duomo. Le ostilità cessarono quando fu chiaro ai due gruppi che non avrebbero avuto la concessione del simbolo nazionale se non si fossero fusi in un unico gruppo. Così è stato e l’unico gruppo, presentatosi alle amministrative dello scorso anno, è arrivato  al ballottaggio, senza apparentamenti con altre forze politiche. Al ballottaggio, com’è noto, gli elettori hanno deciso di dare larghissimi consensi al movimento che ha conquistato la sindacatura, per cui era stata designata Cettina Di Pietro, e 18 consiglieri su trenta, grazie al premio di maggioranza. La maggioranza ha scelto come presidente del Consiglio comunale prima il grillino Marco Patti, poi, a seguito delle sue precoci dimissioni, Lucia Fichera, grillina anch’ella, che era vice presidente e tuttora presiede il massimo consesso civico. Un assessore si dimise prima di assumere formalmente l’incarico; poi altre dimissioni dalla Giunta: da Pisani a Giovanniello alcuni giorni fa, mentre l’assessore e vicesindaco Giuseppe Schermi è stato “dimissionato” da Di Pietro. Nel frattempo anche un consigliere comunale pentastellato, Nilo Settipani (nella foto), uno di quelli della prima ora del primo “meet up” si è chiamato fuori dal gruppo, affermando: “Purtroppo, con moltissimo dispiacere, sono stato costretto a uscire da questo gruppo consiliare perché si è trasformato in un partito politico, disattendendo il programma elettorale”. Settipani, dopo la sua fuoriuscita dal gruppo consiliare, è  stato freneticamente attivo sui gruppi social del web, non lesinando critiche all’Amministrazione Di Pietro. Settipani e Schermi hanno deciso di dare vita a un nuovo gruppo denominato “Meet up Augusta 2.O”, che, stando a Schermi, si ispira alle idee di Grillo e attraverso la denominazione di “meet up” richiama proprio il M5S. Portavoce del gruppo è Nilo Settipani che ne ha dato pubblica notizia. Non appena questa è stata di pubblico dominio, è arrivata a tamburo battente un comunicato pentastellato da Palermo in cui si diffida questo nuovo gruppo a usare il simbolo ufficiale del Movimento. Settipani ha reagito immediatamente con questi interrogativi: “Come mai arriva da Palermo una nota sul meetup “Augusta 2.0in meno di 24 ore dalla notizia? E finora, viceversa, da Palermo non è mai arrivata una nota sulle irregolarità di questa Amministrazione, che ho regolarmente denunciato agli organi competenti interni ed esterni?”. E ancora: “Come mai Palermo, invece di preoccuparsi delle nascite di nuovi meetup, non si preoccupa di quei portavoce che ledono l’immagine del M5S non confrontandosi coi cittadini ma agendo come un partito politico?“. Ha  concluso  in modo reciso: “Non mi lascerò certo intimorire da comunicati anonimi“. Insomma, la domanda corre di bocca in bocca: “Il 5 Stelle ad Augusta si spezza o raddoppia?”.

  Cecilia Càsole

AUGUSTA, M5S SI SPEZZA O RADDOPPIA? ECCO IL PROBLEMA! – di Cecilia Càsoleultima modifica: 2016-12-19T16:21:09+00:00da leodar1
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