USA, “Se ho il cancro, ho due scelte: morire o perdere la casa” – di Giorgio Càsole

TrumpDopo la conferma dell’elezione di Trump a 45° presidente degli stati uniti, sui social, soprattutto su Fb, si sono scatenati i commenti di esultanza, come quella di un  giovanissimo,  ex alunno  al liceo scientifico di Augusta, che ha vaticinato: “Ne vedremo delle belle”. Gli ho risposto : O delle brutte, come la cosiddetta “deregulation” varata durante il periodo dell’attore repubblicano Ronald Reagan. La signora Rodham Clinton non è esente da critiche, come Obama, che ha ricevuto il Nobel per la pace alle intenzioni otto anni fa. Sono, sì, democratici ma AMERICANI, cioè presi dal loro smisurato orgoglio o dalla loro tronfia superbia (decidete voi) d’essere i più grandi, i guardiani del mondo. Obama l’ha ribadito dopo la sconfitta di Hillary: “Siamo il Paese più grande del mondo”. La loro megalomania li porta a vivere nel passato, post II guerra mondiale.  Gli Americani, in fondo, sono come i Romani (gli antichi, si intende): vogliono imporre la pax americana a tutto il mondo, hanno ancora la testa, oltre che nel secolo scorso, in quello precedente: si sentono pionieri nel Far West. Hanno compiuto il genocidio dei nativi americani e ora vogliono imporre le loro idee di civiltà e i loro prodotti in altre terre. Dimenticano che altri grandi, grandissimi, Paesi, come l’India e la Cina, si stanno prepotentemente affacciando sulla scena mondiale;  anzi, si sono già affacciati. Non voglio, però, apparire anti-americano per partito preso.  Bufalino ha scritto che la Sicilia non è una, ma “Cento Sicilie”. Parafrasando Bufalino, vorrei aggiungere che l’America non è una, ma almeno due: l’America dei diritti civili, delle garanzie democratiche, dei progressisti, dei paladini, come Ralph Nader, che si candidò alla presidenza ani fa, dei martiri come Martin Luther King, e c’è l’America oscura, del Ku Klux Klan, razzista, intollerante, becera, che accetta il sistema sanitario che Obama ha tentato di piegare verso la gente povera e disoccupata. Sistema sanitario che Trump ha promesso vorrà riportare secondo i loro parametri, secondo cui chi può pagare, anche attraverso l’assicurazione,  viene curato, chi non può viene sbattuto fuori, letteralmente. Vi riporto quello che mi ha scritto un amico italo-americano, Nino D’Urso: “Negli USA la nazione che manda miliardi di dollari ad altri paesi come Israele, Turchia ecc., più del 60% della bancarotta è causata dall’alto costo della assistenza sanitaria. Per darti un classico esempio, se io ho 50 anni e perdo il posto perché la mia compagnia mi ha licenziato, automaticamente perdo l’assistenza sanitaria. Se il dottore mi chiama e mi dice che test del cancro è positivo ho due scelte da fare: morire e permettere mia moglie di restare nella nostra casa, o curarmi e perdere tutto. Questo succede solo negli USA, credo. La riforma sanitaria di Obama non è perfetta ma almeno si sta cominciando a fare qualcosa. Trump ereditò tutto da suo padre, la sua compagnia dichiarò bancarotta tre o quattro volte e fu sovvenzionato da noi. Non paga tasse ed è la definizione del cafone arricchito” Devo aggiungere altro? Sbaglio o in Italia si sta facendo di tutto per copiare gli USA anche in questo campo così delicato della nostra esistenza?

 G.C.

USA, “Se ho il cancro, ho due scelte: morire o perdere la casa” – di Giorgio Càsoleultima modifica: 2016-11-10T14:58:25+00:00da leodar1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento