AD AUGUSTA, “UN PARADISO DI MERDA”

La definizione è di un’arzilla signora per denunciare la pessima abitudine di non raccogliere le deiezioni dei cani

caneAugusta. Mattina di venerdì 26 gennaio. Cammino a passo veloce su uno dei marciapiedi di Via Lavaggi, quando nei pressi di una fermata del bus, seduta sulla panchina, un’anziana arzilla signora mi fa segno con la mano e mi chiede cortesemente di ascoltarla. Mi chiede di realizzare un servizio sul quartiere Paradiso, che è diventato – dice con un tono fra il divertito e l’irato – un “paradiso di merda” e aggiunge: “Lo può dire che sono stata io a dirlo e sciorina nome e cognome”. La signora è proprio arrabbiata contro tutti  quei padroni di cani che no raccolgono le cosiddette deiezioni, cioè, in parole crude, gli escrementi dei loro micia quattro zampe. La signora Patania ha visto un mio video denuncia sulla “merda dei cani” vistosamente lasciata su quello che ho definito lungofogna Rossini, nonostante i numerosi cestini, con tanto di sacchetti, per contenere le deiezioni.  Ho appreso da un operatore della Pastorino (la ditta che ha l’appalto per la raccolta dei rifiuti) che, spesso, questi cestini per cani sono privati dei sacchetti o diventano addirittura deposito per la spazzatura domestica. “Se ne fottono”, mi dice l’operatore e aggiunge: “Occorrerebbero multe salatissime”. Chi dovrebbe farle? I vigili urbani sono ormai a ranghi ridottissimi e gli ispettori ambientali volontari non solo non possono farle, ma non sono entrati ancora in servizio. Merda continua.

Giorgio Càsole

AD AUGUSTA, “UN PARADISO DI MERDA”ultima modifica: 2018-01-29T11:40:04+00:00da leodar1
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