AUGUSTA, IL SINDACO: “HOTSPOT, IL DANNO E LA BEFFA” – di Cecilia Càsole

Conferenza-stampa della Di Pietro, che ha annunciato il prossimo arrivo in città di Di Maio e Cancellieri

imagesAugusta. Conferenza-stampa di oggi, aperta ai consiglieri comunali, del sindaco Di Pietro sul tema del cosiddetto Hotspot,  burocraticamente denominato centro di identificazione e prima accoglienza per i migranti che vengono fatti sbarcare nel porto commerciale di Augusta, che  da quattro anni ha surclassato Lampedusa. “Eppure il presidente del Senato, Grasso,  è andato a Lampedusa ad appendere  medagliette nello stesso giorno in cui ad Augusta  sono sbarcati quasi 1.500 migranti”, ha precisato Di Pietro che ha messo in rilievo la sua coerenza e i suoi personali interventi, dacché è al governo della città,  per tutelare gli interessi della città e del porto commerciale. Di  Pietro, durante tutto il suo lungo intervento, non ha fatto altro che rintuzzare, punto per punto, tutte le accuse che le sono state mosse, di recente, per il protocollo da lei firmato proprio riguardo  all’hotspot. “Un protocollo” – ha sottolineato – “che libera il Comune di Augusta da una serie di gravosi impegni, fra cui quello della fornitura di pasti caldi”, e che è frutto di un lavoro ininterrotto della stessa Di Pietro da quando è diventata prima cittadina. “Questa è una tematica molto complessa che ho dovuto studiare per bene e  anche gli altri dovrebbero sapere di che cosa stanno parlando, prima di lanciare anatemi che sanno comunque di campagna elettorale”. Di Pietro  si  è riferita quasi unicamente al deputato regionale  Vinciullo, che si sta ricandidando per essere rieletto, il quale ha accusato la Di Pietro di non conoscere bene la tematica.

Puntualmente, la prima cittadina ha reagito mettendo in evidenza il silenzio dello stesso Vinciullo che fa capo all’NCD, cioè al al partito guidato da quel ministro Alfano che, quando era responsabile del dicastero agli Interni, ha deciso che su porto di Augusta dovevano dirigere le navi  militari che salvavano i migranti dalle tragedie del  mare. “Il sindaco è ufficiale di governo”, ha scandito Di Pietro più volte, “e quale ufficiale di governo non posso che prendere atto di quanto decide il governo in carica”, tenendo in considerazione anche il fatto che il porto di Augusta è sì nel territorio comunale, ma la competenza non è dell’ente Comune. “Io ho sempre sostenuto, e a conferma di questo ci sono video, interviste e quant’altro nella mia pagina facebook e nei giornali, ho sempre sostenuto che il porto di Augusta non può essere idoneo a questi sbarchi per tanti motivi, perché c’è una base NATO, perché c’è il  deposito costiero della Maxcom, oltre al fatto che il porto commerciale viene danneggiato, anche dalla lentezza con cui in questi ultimi tempi avvengono gli sbarchi, ma non posso certo oppormi come ufficiale di governo, governo nazionale o regionale che, quindi, si  assumerà eventuali responsabilità!”  Quello di Augusta, ormai, è diventato il porto d’Italia dove avvengono più sbarchi e dove c’è un attendamento di prima accoglienza dove, d’estate, ci sono cinquanta gradi e d’inverno non so quanti sotto zero, con un numerio indefinito di persone dentro le tende, “Dov’era Vinciullo quando Alfano ha deciso  questo hotspot che non è nemmeno ufficiale, nel senso  che lo è di fatto,ma non dichiarato? Dov’era Vinciullo? Dov’erano tutti gli altri che sono rimasti in silenzio? “ E’ stato l’affondo di Di Pietro che ha risposto pure all’accusa di accordi sotto banco con il sindaco Bianco di Catania: “Con Bianco abbiamo avuto incontri di lavoro perché entrambe le città sono interessate alla nuova Autorità portuale di sistema, la cui  sede è ancora Augusta, almeno finché il Consiglio di Giustizia Amministrativa non deciderà in merito”. Il presidente della nuova autorità portuale, il salernitano  Annunziata, ha chiesto al prefetto di Siracusa, Castaldo, di  “spostare l’attendamento in un’area del porto commerciale commercialmente non appetibile, come quella attuale”  e ha concluso affermando che Augusta ha subìto il danno e la beffa riguardo ai finanziamenti previsti per questi  sbarchi. “Augusta ha avuto un finanziamento di 534 mila euro, ma avere potuto avere un dieci per cento in più se l’hotspot fosse stato ufficiale. Invece, abbiano un hotspot di fatto, con tutte le conseguenze negative che ne conseguono, senza, però, avere la corresponsione finanziaria prevista perché l’hotspot non è  stato mai ufficialmente dichiarato”.

Cecilia Càsole

AUGUSTA, IL SINDACO: “HOTSPOT, IL DANNO E LA BEFFA” – di Cecilia Càsoleultima modifica: 2017-09-25T16:34:30+00:00da leodar1
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