AMIANTO, VICARIO “NON POSSIAMO TOLLERARE CHE LA STRAGE CONTINUI”

Il rischio amianto ci fu per “tutti i lavoratori del Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona” ecco perché l’operaio siracusano C.L. aveva diritto alla rendita a carico dell’INAIL

vicario, al centro, intervistat o da Giorgio CàsoleLa Corte di Appello di Roma, a distanza di due giorni, motiva la condanna dell’INAIL che ribalta il giudizio di primo grado, con una motivazione shock: l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e legale dei familiari della vittima, dimostra che “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”. L’INAIL ha negato a C.L., operaio di Priolo Gargallo, poi trasferito a Roma, il riconoscimento della rendita per malattia professionale, e, difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa all’INAIL, che resisteva, e nel frattempo è deceduto il 15.07.2015, mentre il giudizio di primo grado era ancora in corso. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale. «La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado, condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per “tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo” e afferma il rischio amianto anche per “gli abitanti della zona”. Questa sentenza quindi impone l’applicazione della Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, rinnovo l’appello al Presidente On.le Crocetta e gli ricordo ancora che è urgentissima l’istituzione della sorveglianza sanitaria su tutta la Sicilia e la creazione del polo di riferimento medico presso l’Ospedale di Augusta così come previsto dalla legge regionale» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale dei familiari della vittima e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.La Corte di Appello di Roma, con la sentenza n. 3000 depositata il 01.06.2017, ha motivato la sua decisione, e afferma dei principi innovatori: “La Suprema Corte, ha ritenuto la natura monofattoriale e il nesso di causalità con l’esposizione all’amianto del mesotelioma pleurico … si tratta d’altra parte di malattia tabellata in rapporto all’esposizione amianto e quindi sussiste la presunzione propria del regime tabellare. Quanto alle mansioni svolte va rilevato che dalla documentazione prodotta … emerge come l’esposizione all’amianto riguardasse tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona. L’esposizione è quindi dimostrata indipendentemente dalle mansioni svolte, come d’altra parte ritenuto dal CTU di primo grado … immotivatamente disattesi dal primo Giudice. Pertanto … accertata l’origine professionale del mesotelioma … con condanna dell’INAIL di corrispondere agli eredi … pro quota i ratei arretrati dall’01.12.2014 al 15.07.2015 …”. Calogero Vicario, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Sicilia, ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio della Regione Sicilia, fin dal 2008, e presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito.Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito osservatorioamianto.jimdo.com dal quale acquisire ogni utile informazione poi, nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, ci si potrà rivolgere direttamente all’associazione inoltrando una e-mail all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com.«L’associazione provvederà immediatamente a soddisfare, per quanto possibile, ogni esigenza che fosse manifestata. Continueremo a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il Presidente della Regione, nonostante abbia il potere per emettere atti equipollenti equivalenti agli atti di indirizzo ministeriale, non provvede ad emanare alcun provvedimento, di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere atti legali. Ci chiediamo le ragioni di tanto ostracismo nei nostri confronti. Siamo forse i figli di un dio minore? Siamo stati e siamo carne da macello delle imprese del nord Italia che fanno business nel nostro territorio e che portano via il profitto e ci lasciano i cancri e il territorio contaminato? Chiediamo una risposta dalle istituzioni, primo fra tutti il Presidente della Regione ,Crocetta, che fa parte di diritto delle riunioni del Consiglio dei Ministri. Che fa? Cosa ha fatto? Mentre i nostri lavoratori continuano a morire, la legge rimane inattuata. Sento di dire: mentre a Roma i politici discutono, Sagunto brucia! Solo che qui non c’è un generale cartaginese come Annibale, ma le nostre istituzioni che hanno tradito la Costituzione, che hanno permesso l’utilizzo di amianto, che porta morte e distruzione e quando ognuno di noi cade, nel senso che si ammala e muore, ci pensa l’INAIL a negare l’origine professionale della patologia. Denunceremo questo ancora alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e in sede internazionale. Non possiamo tollerare che questa strage continui», afferma Vicario con fermezza

     Mariangela Scuderi

FINALE CHAMPIONS AL MAXISCHERMO IN PIAZZA A TORINO

419261-995x662C’erano anche ragazzi di Augusta ad assistere alla finale Champions davanti al maxi schermo in piazza S. Carlo a Torino quando per cause ancora da accertare, forse il botto di un petardo o il boato del cedimento di una ringhiera, si è scatenato il panico tra la folla che ha cominciato a correre senza meta nel delirio della psicosi da attentato. La testimonianza di quanto accaduto e degli attimi di terrore ci arriva da Fabrizio Saraceno, 21 anni, studente del Politecnico di Torino che insieme agli amici augustani, si trovava proprio in Piazza S.Carlo a vedere la partita. “Eravamo al centro della piazza, io con altri ragazzi di Augusta, alcuni studenti del politecnico e altri dell’Università di Torino, e altri ragazzi venuti apposta da Augusta per la finale Champions. Non ci siamo nemmeno resi di quello che stava succedendo. Stavamo guardando lo partita che era circa 80esimo minuto quando c’è stato un botto e la gente ha cominciato a correre verso di noi. L’unica cosa che abbiamo fatto, quindi, è stato correre anche noi.  Dalle ricostruzioni apprese sino ad oggi è emerso che il fragore udito dalla massa dei tifosi derivasse proprio dal crollo di una ringhiera così descritta da Francesco: “Questa ringhiera era una grata che copriva delle scale. Cè un parcheggio sotterraneo in piazza S. Carlo che era chiuso, la ringhiera andava a chiudere quelle scale, e quanto ho capito alcune persone sono caduti al di là della ringhiera ceduta. Sul momento abbiamo sentito solo il botto. Inizialmente si diceva che fosse una bomba perché la gente gridava “ bomba bomba scappate” poi subito dopo si è pensato a una persona che sparava con la pistola. Gente che cadeva, la folla che spingeva. Io sono caduto sopra una persona, però per fortuna non mi sono fatto nulla, solo una sbucciatura al ginocchio, ma gli altri ragazzi alcuni hanno subito escoriazioni e tagli per i cocci del vetro delle bottiglie rotte.” “Quando si vede la folla che improvvisamente ti viene contro, nel panico l’unica cosa che puoi fare è scappare. Sapevano solo la direzione dove andare che era opposta a quella dello schermo. Era una massa che si spostava tutta insieme. Poi dopo 100-200 metri ci siamo distribuiti tutti nelle varie vie, con gli altri miei amici ci siamo persi quasi subito. Abbiamo passato la notte a chiamarci l’un l’altro per sapere cosa ci fosse successo. Molti sono stati medicati nei pronti soccorso vicini. Io non ho avuto bisogno di medicazione ma un ragazzo ha dei punti nel braccio, una ragazza ha dei punti sia nel braccio che nelle gambe per le ferite causate dai cocci di vetro a terra. L’abbiamo vissuto come ci fosse stato un attentato. Da questa esperienza ne traggo che vogliamo reagire, non vogliamo chiuderci in casa o avere paura. Vogliamo vivere tutte le esperienze che ci si prospetta la vita”.

  G.C.

L’AERONAUTICA MILITARE E LA CORNICE DI SICUREZZA DEL VERTICE G7 DI TAORMINA

Il Tricolore della PAN sopra il Teatro Greco di Taormina saluti i Capi s...Firma albo d'onore Presidente USAUomini e mezzi dell’Aeronautica Militare hanno concorso al potenziamento delle attività di sicurezza, di prevenzione e controllo dei siti e degli obiettivi sensibili, messo in atto dalla Difesa in supporto al Ministero dell’Interno, in occasione della riunione G7 dei Capi di Stato e di Governo di Taormina del 26 e 27 maggio scorso. In tal senso, per contribuire a garantire il regolare svolgimento del Vertice, l’incolumità della popolazione e dei partecipanti nel complesso dispositivo di protezione dell’area interessata all’evento, l’AM ha implementato le misure di sorveglianza e difesa dello spazio aereo, costituendo un Comando di Componente Aerea (ACC) che ha coordinato tutti gli assetti dell’AM in campo. L’ACC, operando dal Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico (FE), si è avvalso di una struttura “avanzata e replicata” presso l’Aeroporto di Sigonella, composta da un Deployable Air Operation Center (AOC-Forward) e dal Deployable Air control system, Recognized air picture production center, and Sensor fusion post (DARS), per l’esercizio del controllo tattico delle componenti aeree. La capacità di controllo dello spazio aereo è stata incrementata attraverso l’utilizzo di sistemi radar mobili di difesa aerea rischierati per l’occasione dalla 4ª Brigata Telecomunicazioni e sistemi per la difesa aerea e assistenza al volo di Borgo Piave e dal 2° Stormo di Istrana. Da Trapani sono stati attivati pronti al decollo i velivoli Eurofighter F2000 del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle, 37° Stormo di Trapani, mentre da Sigonella gli elicotteri HH101 – HH139 del 15° Stormo di Cervia, gli elicotteri HH212 del 9° Stormo di Grazzanise, i velivoli P-72A del 41° Stormo, gli aeromobili del 31° Stormo di Ciampino per concorso al trasporto VIP, i velivoli APR del 32° Stormo di Amendola (FG) per attività di intelligence sorveglianza e ricognizione. Nel periodo 25-28 maggio, è stato attivato altresì il dispositivo di massima attenzione durante il quale sono state implementate tutte le predisposizioni già in atto con l’aggiunta di velivoli – sempre in volo – del 14°Stormo e con assetti del Reparto Supporto Tecnico Operativo alla Guerra Elettronica “ReSTOGE” di Pratica di Mare. A Taormina, già dal mese di febbraio 2017, l’AM ha iniziato ad approntare le sedi stanziali e il rischieramento del dispositivo dove sono state attuate tutte le predisposizioni logistiche per permettere l’atterraggio delle delegazioni G7, provenienti in elicottero dall’Aeroporto Militare di Sigonella. Il 3° Reparto Genio Campale AM di Bari Palese ha costruito due elisuperficie: la prima definitiva in contrada Bongiovanni nei pressi della piscina comunale e la seconda, provvisoria, in grelle di alluminio in località Piano Porto. Inoltre, sono state allestite tre piazzole temporanee presso la località di Calatabiano (CT).

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INTEVENTO DI SOCCORSO PER NAUFRAGIO DELLA GUARDIA COSTIERA DI SIRACUSA

Guardia costiera SR soccorso in mareSiracusa. Alle ore 10:50 di venerdì 2 giugno, tramite numero Blu 1530  un diportista segnalava alla Guardia Costiera d’ aver tratto in salvo due naufraghi a largo di Penisola Magnisi, a causa dell’affondamento del loro natante, un gommone di circa 3 mt. Le persone sono state trasbordate sulla motovedetta CP 323, ma uno dei due naufraghi probabilmente con un principio di infarto in corso e uno in stato di semicoscienza. E’ stato allertato il Servizio Nazionale del 118, che prontamente inviava un medico e l’ambulanza presso il porticciolo di S. Panagia dove ai naufraghi venivano prestate le prime cure. Successivamente l’infartuato veniva trasportato all’ l’Ospedale “Umberto I”di Siracusa Sono in corso le verifiche circa l’affondamento del natante appartenente ai malcapitati.

     M. S.

GUARDIA COSTIERA DI AUGUSTA ALL’OPERA

Illecito demaniale_SequestroAugusta. La Guardia Costiera di Augusta, la mattina del 31 maggio ha  sequestrato un’area demaniale, nei pressi di un residence-hotel sito a Brucoli, dov’è stato realizzato un piccolo manufatto in cemento, destinato, probabilmente, a essere utilizzato dagli avventori di tale struttura ricettiva, al fine di potersi agevolmente immergere in acqua. Il titolare dell’albergo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per illecito demaniale. Contestualmente, un’unità navale militare dipendente, su segnalazione del Comando Marittimo Sicilia della Marina Militare, ha fermato un’imbarcazione proveniente da zona militare, rinvenendo a bordo di questa circa 10 kg. di “bocconi” di mare, illegittimamente pescati. Agli occupanti del natante è stata irrogata una sanzione amministrativa pari a circa € 1.000, e il pescato,  sequestrato, è stato immediatamente rigettato in mare, in un altro punto. Sempre nel corso della  mattinata, in località Gisira, è stato rinvenuto, abbandonato sulla scogliera, un retino contenente  ricci di mare, la cui pesca è  assolutamente vietata nei mesi di maggio e di giugno: quasi certamente, al sopraggiungere della pattuglia  della Guardia Costiera, gli autori dell’illecita battuta di pesca hanno proceduto a disfarsi dei ricci, dileguandosi. I ricci sono stati, anch’essi, rigettati in mare, in un altro punto della costa. Altresì, in tarda mattinata, un diportista, in fase di rientro al proprio posto d’ormeggio, presso una regolare struttura in concessione, in località Granatello, ha appurato che all’elica del proprio natante si era incattivata una lenza – facente parte di un attrezzo da pesca molto più articolato – rendendosi conto, nel tentativo di far affiorare in superficie l’intera matassa, che ad alcuni ami avevano abboccato due grossi tonni, dal peso complessivo pari a circa 40 kg., ormai morti.. I tonni sono stati prelevati, e dopo essere stati controllati, e giudicati inidonei al consumo umano, da parte del competente Servizio Veterinario, sono stati avviati a distruzione e corretto smaltimento.

       Mariangela Scuderi

PERDE IL CONTROLLO DELLA VETTURA E SBATTE CONTRO IL PALO DELLA LUCE

schianto conto palo luceAugusta. Mercoledi’ 31 maggio, ore 11,30, scoppia una ruota, perde il controllo del mezzo, va a finire sul marciapiede e sbatte violentemente contro un palo della luce. E’ successo all’autista titolare della Toyota Yaris, che mercoledì mattina, intorno  alle 1,30, stava transitando sul Lungomare Rossini in direzione dell’ospedale Muscatello, poco dopo il ponte Federico II, quando, a un tratto, perde il controllo dell’autovettura per il repentino scoppio di uno pneumatico. L’uomo, a causa della perdita del controllo, stando alle dichiarazioni fornite ai carabinieri giunti sul posto, probabilmente a causa della velocità, è salito con l’auto sul marciapiede, dove solitamente si pratica jogging, e dove per fortuna non passava nessuno in  quel momento, andando aa sbattere violentemente contro un palo della luce, la cui lampada è caduta a terra. L’urto è stato così violento che è completamente salato il muso della Yaris e il palo è stato piegato come se fosse  di plastica. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco.

   Cecilia Càsole

STRAGE DI LAVORATORI E CITTADINI ESPOSTI E VITTIME DELL’AMIANTO E LORO FAMILIARI? L’ONA VINCE IN CORTE DI APPELLO, MA NON BASTA.

amiantoRoma, Siracusa. L’occasione del deposito della sentenza della Corte di Appello di Catania, Sezione Lavoro, n. 390 del 04.05.2017, dà lo spunto all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Alessandro Scuderi, per insistere in ordine alle urgenti misure di tutela della salute dei lavoratori e cittadini siciliani, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari. L’ONA lamenta: · Strage di lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari (di seguito i numeri dell’epidemia); · La mancata applicazione della normativa in tema di prepensionamento per i lavoratori esposti all’amianto; · Assenza di doverosi risarcimenti; · Lungaggini giudiziarie; · Assenza di sorveglianza sanitaria e dell’istituzione del centro unico presso l’Ospedale di Augusta (così come stabilito dalla L.R.10/2014); · Mancata applicazione della c.d. ‘legge Gianni’ in materia di amianto (L.R. 10/2014). · Mancata emissione degli atti di indirizzo equipollenti per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti siciliani ad alto rischio industriale. Il caso di E.B. è emblematico. L’INPS ha rigettato la sua domanda per il prepensionamento nonostante fosse dimostrata la sua esposizione professionale a polveri e fibre di amianto. In primo grado il Tribunale di Siracusa ha accolto le tesi dell’INPS e ha rigettato le domande del lavoratore esposto all’amianto, il quale ha dovuto continuare a lavorare nonostante fosse stato già provato fisicamente e moralmente dall’esposizione ad amianto. Il lavoratore si è quindi rivolto all’ONA nella persona del coordinatore regionale Sig. Calogero Vicario che ha interessato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente nazionale, il quale ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Catania. La Corte di Appello di Catania ha disposto una consulenza tecnica, così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni. L’accertamento tecnico ha permesso di confermare che il Sig. E.B., come dipendente di un’azienda azienda chimica con sede a Priolo a Gargallo, è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto per il periodo dal 02.04.1976 al 31.12.1994, in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative: il lavoratore si avvia dunque al prepensionamento. L’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dal 2008, ha sollevato la problematica amianto in Sicilia, e ha lamentato una discriminazione per i lavoratori esposti ad amianto che si vedevano negati i loro diritti. Con la legge regionale n. 10/2014, dovuta grazie all’intervento dell’On.le Pippo Gianni, Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA e già più volte Deputato nazionale, la Regione Sicilia si è dotata di uno strumento legislativo che prevedeva anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’Ospedale di Augusta, oltre alla bonifica e ad ulteriori misure. La Legge Regionale Siciliana aveva un cronoprogramma per la sua applicazione, e quindi per la messa in sicurezza di tutti i siti. Successivamente il Deputato Regionale On.le Pippo Gianni è stato estromesso dall’ARS e la legge è stata privata del cronoprogramma.

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Nata una bimba a bordo di Nave LIBRA della Marina Militare, durante una operazione di salvataggio

La mamma e la bimba sono state assistite dal personale sanitario di bordo, della Croce Rossa Italiana e della fondazione RAVA

neonatoA bordo del pattugliatore Libra, della Marina Militare,  inserito nell’attività di Vigilanza Pesca (VIPE), è nata ieri mattina Maria Luisa, figlia di una migrante di nazionalità somala, soccorsa dall’equipaggio. Durante il parto la mamma è stata assistita dal personale sanitario di Nave Libra, della Croce Rossa Italiana e della fondazione RAVA.  La bambina è in buona salute dopo essere stata trasferita, insieme alla madre, presso una struttura medica a terra con un mezzo navale messo a disposizione della capitaneria di Porto di Catania. La madre ha chiamato la bambina con il nome della dottoressa della fondazione RAVA che l’ha fatta nascere, dott.ssa Maria Luisa Melzi. Il pattugliatore Libra, che durante  le operazioni odierne ha salvato in totale 472 migranti ed una neonata, si è diretto subito dopo verso Reggio Calabria.

IL 24 MAGGIO AL “CERCHIO” UN LIBRO E UN DIBATTITO PER RICORDARE LE STRAGI DI MAFIA DEL 1992

1464006246-0-dalla-strage-di-capaci-ad-oggi-abbiamo-ottenuto-tutto-o-forse-e-solo-una-parodiaSIRACUSA – La strage di Capaci, venticinque anni dopo. Se ne parlerà mercoledì 24 maggio alle ore 18,30 presso il Centro studi arti e scienze “Il cerchio” di Via Arsenale 40/A-B, in un incontro dal titolo “Per non dimenticare. Memorial Giovanni Falcone. E dal giorno dopo?”. L’iniziativa intende fare il punto, attraverso la presentazione di un libro e un dibattito con interventi, testimonianze e rivelazioni anche scottanti, sui risultati conseguiti (o ancora da conseguire) nella lotta alla criminalità organizzata. Il libro, “Verso Capaci – Imbuca la poesia…esplode la meraviglia”, è un’antologia di poesie scritte nel ricordo dell’attentato di Cosa Nostra del 23 maggio 1992, che costò la vita ai magistrati Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. La silloge è nata da un’idea di Nadia Lisanti. La poetessa lucana ha selezionato le liriche giunte da tutta Italia all’Associazione “La Prospettiva” di Capaci in occasione del Festival internazionale “Palabra en el Mundo” 2016. Nel maggio dello scorso anno, infatti, anche il comune di Capaci ha aderito all’importante evento letterario, organizzato contemporaneamente in più luoghi nel mondo per dar voce in versi a temi etici e sociali. Così sono pervenute numerose poesie d’impegno sociale, che sono state affisse agli alberi lungo la via principale della cittadina. Proprio come avvenne all’indomani della strage, quando un gruppo di ragazzi di Capaci appese agli alberi cartelli di protesta contro la Mafia. Da allora quell’usanza, che si rinnova ogni anno con un tema sempre diverso, rappresenta una voce libera, un messaggio di denuncia contro l’oppressione e l’arroganza mafiosa. Grazie all’Associazione culturale Caffè Convivio di Caltagirone, quelle poesie sono diventate un libro. Impreziosito da alcune significative testimonianze. Una è quella di Antonio Vassallo, fotografo, giornalista indipendente, impegnato in politica e responsabile dell’Associazione “La Prospettiva”, che aprirà il dibattito. La sua voce assume un rilievo particolare perché fu tra i primi a giungere sulla scena dell’attentato, scattando alcune fotografie che poi gli furono sequestrate da personale che si qualificò come appartenente ai servizi segreti. Di quegli scatti, che avrebbero potuto contenere particolari importanti per le indagini, si è persa ogni traccia. Seguirà l’intervento dell’on. Fabio Granata, penalista e saggista, già presidente della Commissione Regionale Antimafia e vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il quale traccerà un quadro aggiornato sulla situazione attuale della lotta alle organizzazioni criminali e sulla spinosa questione della trattativa Stato – Mafia, ancora lungi dall’essere chiarita. Coordinerà gli interventi Luca Campi, poeta lombardo ma residente a Siracusa. Campi è anche autore della testimonianza contenuta nell’antologia “Verso Capaci” dove racconta, tra cronaca e vissuto interiore, l’esperienza della partecipazione a “Palabra en el Mundo” di Capaci nel 2016. La serata sarà allietata dagli interventi musicali di Ramona Martinez ed Ettore Sessa. Ingresso gratuito.

   Giovanni Criscione

Guardia Costiera di Augusta scopre illeciti demaniali edilizi e ambientali. Sequestri a Brucoli e in contrada Vetrano

Vetrano (1)Augusta. La Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta ha scoperto  illeciti demaniali, ambientali ed edilizi, in collaborazione con il Corpo di Polizia Municipale di Augusta, e ha al sequestrato un’area, in località Vetrano del Comune di Augusta, ove era stata realizzata una recinzione senz’alcuna autorizzazione, opera che potrebbe altresì comportare un illegittimo impedimento per il libero transito verso il pubblico demanio marittimo. E’ stata anche  sequestrata un’area  a  Brucoli, in cui  erano stati abbandonati rifiuti vari, in spregio alla normativa ambientale.  Tale opera di vigilanza viene assicurata dalla Guardia Costiera a tutela del territorio, e del litorale in particolare, ed è finalizzata a scongiurare la perpetrazione di condotte illecite in spregio al patrimonio naturale e paesaggistico, e a perseguirne gli autori.

     M.S.