AVVICENDAMENTO AL COMANDO DELLE FORZE DI PATTUGLIAMENTO PER LA SORVEGLIANZA E LA DIFESA COSTIERA

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AUGUSTA – Venerdì 18 marzo alle 10.30, si terrà ad Augusta, presso la banchina Tullio Marcon, la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT) tra il Contrammiraglio Mario Culcasi (cedente) ed il  Contrammiraglio Alberto Maffeis (accettante). Alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi, l’Ammiraglio Culcasi cederà il comando, assunto nel luglio del 2013. Durante il proprio comando, l’Ammiraglio Culcasi, è stato in prima linea nell’Operazione Mare Nostrum, rivestendo per quattro volte l’incarico di Comandante del 29° Gruppo Navale, nel cui ambito le unità navali da lui dipendenti hanno tratto in salvo oltre 60.000 migranti. Il Comando delle Forze da Pattugliamento sarà assunto dal ContrammiraglioAlberto Maffeis, il quale attualmente ne riveste l’incarico di Capo di Stato Maggiore. Alla cerimonia di cambio di comando prenderanno parte le autorità militari, civili e religiose della provincia.

MARINA MILITARE: FIRMATO ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA LA MARINA MILITARE E LA REGIONE MARCHE

Marenostrum4Un accordo di collaborazione tra la Marina Militare e la Regione Marche è stato sottoscritto il  3 febbraio ad Ancona nella sede del Comando delle Scuole della Marina Militare dal Comandante delle Scuole della Marina Militare, ammiraglio di squadra Salvatore Ruzittu e dall’Assessore Regionale Paola Giorgi.  Nell’ambito dei compiti e delle funzioni attribuite dalle leggi, Marina Militare e Regione Marche coopereranno per sviluppare temi coerenti con diversi aspetti tra i quali la formazione, l’istruzione, l’educazione digitale, la salvaguardia ambientale, la sicurezza marittima, la tutela del territorio e del mare, incentivando i rapporti con altre realtà regionali, nazionali ed internazionali.  Diverse le tematiche di interesse come per  esempio la ricerca e sviluppo di sistemi e infrastrutture portuali per la connettività in campo energetico e terra-mare, per ridurre le emissioni inquinanti, basandosi anche su fonti rinnovabili di energia e di propulsione navale quali i biocarburanti e il Gas Naturale Liquefatto (GNL).  La Marina Militare esprime le proprie capacità e impiega i propri uomini e mezzi su una gamma di attività e operazioni che spaziano dal sociale, all’umanitario, all’ambientale, allo scientifico e in tutti i settori d’interesse della collettività che unitamente alla funzione prettamente militare delineano le capacità dual–use .

N. L.

OASIS 2014: Le Marine di Italia e Tunisia si esercitano nelle acque della Sicilia Orientale

images8S8N59AQ_0AUGUSTA – L’esercitazione bilaterale Italo-Tunisina, denominata OASIS, si svolgerà da oggi al 14 dicembre nelle acque della Sicilia orientale.  Giunta alla sua dodicesima edizione, l’esercitazione si colloca nell’ambito di una serie di attività di cooperazioni che la Marina Militare svolge con le Marine dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Quest’anno l’intera attività è stata pianificata dal Comando delle Forze da Pattugliamento di Augusta. Scopo dell’Oasis è quello di accrescere e consolidare la capacità di cooperazione tra le forze navali italiane e tunisine nel campo della Ricerca e Soccorso Marittimo (SAR), sorveglianza e controllo del traffico mercantile, contrasto alle attività illecite via mare e ricerca e rimozione di ordigni rinvenuti sul fondale marino. L’Italia partecipa all’esercitazione con il Pattugliatore d’Altura Orione, Nave Tremiti, un elicottero SH-212 proveniente dal 2° Gruppo della Stazione Elicotteri di Catania, un team ispettivo della Brigata Marina San Marco ed un team di subacquei del Comando Subacqueo Incursori appartenenti al Servizio Difesa Anti mezzi Insidiosi di Augusta. La Tunisia partecipa con il Pattugliatore Tunis, Classe Combattente III Serie, un team ispettivo ed un team di subacquei. L’esercitazione prevede una sosta nel porto di Augusta che, oltre a consentire la pianificazione delle attività in mare, coinvolgerà gli equipaggi in attività a carattere sociale e culturale, rafforzando il già ottimo rapporto che lega le due Marine.  La fase “livex” in mare, si svolgerà nei giorni 11 e 12 dicembre, con esercitazioni di ricerca e soccorso, di ispezione ai mercantili sospetti da parte dei team ispettivi – con inserimento tramite elicottero e mezzi navali veloci – ricerca e messa in sicurezza di ordigni esplosivi rinvenuti sul fondale marino.

   M.M.

MARINA MILITARE: IL CACCIAMINE VIESTE LOCALIZZA IL RELITTO DEL PIROSCAFO “POSTALE TRIPOLI”

piroscafoL’attività del cacciamine Vieste della Marina Militare, inserita nel programma di collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), nell’ambito del Progetto Commemorazione della Prima Guerra Mondiale, ha consentito la localizzazione di un relitto a 20 miglia da Capo Figari, adagiato su un fondale di circa 1000 metri di profondità, correlabile con quello del Piroscafo Tripoli. Il piroscafo “Postale Tripoli” fu affondato,  nella notte tra il 17 e il 18 Marzo 1918, in seguito al siluramento per mano di un sommergibile tedesco. Faceva rotta tra il Golfo degli Aranci (OT) e Civitavecchia. Perirono circa 300 persone, tra cui parte della Brigata Sassari. Grazie all’impiego di sistemi di ultima generazione è stato possibile condurre attività di ricerca ad alte profondità. Le considerevoli prestazioni dei sensori imbarcati sul AUV (Autonomous Underwater Vehicle) HUGIN 1000, di cui l’Unità è stata di recente dotata, hanno permesso di esplorare un’area di circa 4 miglia quadre a largo del golfo di Olbia, con un ottimo livello di definizione. Nave Vieste è stata di recente sottoposta ad un programma di ammodernamento, divenendo la prima Unità della Marina Militare ad essere equipaggiata con un veicolo autonomo di ultima generazione, capace di effettuare ricerche su alti fondali.

MARE NOSTRUM, NASCE UNA BAMBINA SU NAVE EURO

bimba_nata_marina_militare_twitter-300x225Sono 1656 i migranti soccorsi dalle navi della Marina Militare e dalle motovedette delle Capitanerie di Porto in questo fine settimana nello Stretto di Sicilia. La fregata Euro, domenica 7 settembre, ieri a Reggio Calabria ha sbarcato 616 migranti recuperati sabato; tra loro anche una bimba nata a bordo subito dopo il soccorso della mamma e di altri 90 migranti da un gommone. Il personale medico della Marina Militare, constatato che il parto era imminente e non ci sarebbe stato il tempo per il trasporto con elicottero in un ospedale, ha assistito la mamma durante i momenti del parto. Sia la bimba che la mamma sono sbarcate ieri dalla nave in buone condizioni di salute. Sabato mattina, 6 sttembre,  nel porto di Messina nave Chimera ha sbarcato 283 migranti soccorsi venerdì. A bordo del pattugliatore Sirio ci sono al momento 370 migranti recuperati in quattro interventi di soccorso da altrettanti gommoni a sud di Lampedusa. La nave anfibia San Giusto ha imbarcato 302 migranti da nave Fiorillo delle Capitanerie di Porto soccorsi ieri da un bacone sovraffollato. La fregata Fasan ed il pattugliatore Borsini, con il supporto del rimorchiatore Asso 30, e delle navi mercantili Enrico Ievoli, Minerva Alice e Bourbon Orca,  nella notte hanno soccorso un gommone in difficoltà imbarcando 85 migranti.  Terminato il soccorso da parte della nave mercantile Apageon (Malta) con l’ausilio di Nave FIORILLO e delle motovedette CP308 e CP323 delle Capitanerie di Porto recuperando 416 migranti.  Infine,  la  mattina di martedì 8 settembre, le motovedette CP304 delle Capitanerie di Porto e G 114 della Guardia di finanza, hanno intercettato e scortato fino al porto di Pozzallo una imbarcazione con circa 160 migranti.

Nicola Lombardo

SUBACQUEI DIVERSAMENTE ABILI SI IMMERGONO CON I SUBACQUEI DELLA MARINA MILITARE

SUBIl 25 luglio 2014, nell’insenatura del Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei”, circa venticinque subacquei diversamente abili si immergeranno insieme con gli operatori dei reparti subacquei della Marina Militare, nell’ottavo stage di immersioni intitolato “Insieme in immersione…a Porto Venere”. Quest’anno l’ormai tradizionale manifestazione, alla sua ottava edizione, vedrà costituirsi quattro diversi team d’immersione che si cimenteranno in un percorso subacqueo che li guiderà alla scoperta di oggetti non comuni, quali un elicottero e un’automobile perfettamente bonificati da materiali inquinanti e usati normalmente nelle attività addestrative del Gruppo Operativo Subacquei, o li sottoporrà ad alcune delle prove di agilità che si svolgono a Comsubin durante le immersioni formative della Scuola Sub.  L’attività coordinata dal personale dei reparti subacquei della Marina Militare è organizzata a favore dei subacquei diversamente abili appartenenti alla Società HSA Italia (Handicapped Scuba Association International) e al Gruppo Sub Ospedale della Spezia,  che da anni lavorano affinché la subacquea sia alla portata di tutti, in maniera tale che ognuno possa viverla in sicurezza in relazione alla propria fisicità e autonomia.  La collaborazione si inquadra nell’ambito del programma addestrativo del Comando Subacquei e Incursori e delle iniziative promosse dal comune di Portovenere per la nomina del paese delle Grazie quale “Città dei Palombari”, testimoniando il profondo legame che unisce la Marina Militare e le istituzioni locali.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:

– 10.00        Cerimonia di apertura del 8° stage d’immersione congiunta

– 11.00        Immersione del 1° team subacqueo

– 13.00        Immersione del 2° team subacqueo

– 15.00        Immersione del 3° team subacqueo

ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA MARINA MILITARE ITALIANA E AMERICANA

nave-ecodieselMercoledì 2 Aprile, alle 15.00 presso la Biorefinery Eni di Porto Marghera, Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio Giuseppe De Giorgi e il Segretario della Marina degli Stati Uniti d’America Ray Mabus, firmeranno l’accordo di cooperazione, in occasione dell’imminente avvio della produzione nazionale di biocarburanti da fonti sostenibili certificate. Obiettivo dell’accordo l ‘interoperabilitá dei carburanti di nuova generazione per le navi e per gli aeromobili: le due marine hanno sperimentato con successo nei mesi scorsi miscele al 50% bioderivate e i risultati sono di grande auspicio anche per le altre marine dell’Alleanza Atlantica, riducendone la dipendenza dal petrolio A rappresentare l’Eni sarà il Vice Presidente Esecutivo del settore Ricerca, Sviluppo tecnologico e Progetti di Eni Refining & Marketing, ingegnere Giacomo Rispoli. La frazione di qualità premium si produrrà in scala industriale presso la biorefinery Eni di Venezia a partire da Aprile 2014. La biorefinery di Venezia è il primo esempio al mondo di raffineria petrolifera convertita per produrre biocarburanti da oli vegetali, anche di seconda e terza generazione: un risultato industriale con importanti ricadute sul territorio, che trasforma il tradizionale sistema della Raffineria in un nuovo ciclo “verde”. La Marina Militare italiana è la prima in Europa a sperimentare operativamente il green diesel, in anticipo anche rispetto alla scadenza europea che prevede l’uso del 10% di frazione bio entro il 2020”.

  M.M.

LA MISSIONE UMANITARIA CONTRO LA CECITÀ EVITABILE FA TAPPA IN ANGOLA GRAZIE ALLA MARINA MILITARE E ALLA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS

Fondazione Francesca RAVA (8)Il 30° Gruppo Navale della Marina Militare, composto dalla portaerei Cavour, dalla rifornitrice Etna e dalla fregata Bergamini, impegnato nella Campagna Navale “Il Sistema Paese in movimento”, ha concluso oggi la sosta nel porto di Luanda (Angola),  iniziata lo scorso 15 febbraio. Anche in questa tappa il personale volontario della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, con il contributo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana e del personale sanitario della Marina Militare, ha svolto attività di assistenza umanitaria a favore dei bambini africani.  A bordo di nave Etna, infatti, con il contributo dell’intero equipaggio e dell’Infermiere Volontarie della C.R.I., lo staff sanitario della Fondazione Francesca Rava composto a Luanda da 5 oculisti e optometristi volontari provenienti da AIMO, Federottica, Albo degli ottici Optometristi, OGS hanno effettuato 286visite oculistiche optometriche, donando 80 occhiali assemblati al momento. Dall’inizio della Missione Umanitaria sono stati visitati complessivamente 1492 pazienti e donati 370 occhiali nei porti di Mombasa (Kenya), Maputo (Mozambico), Città del Capo (Sudafrica) e Luanda (Angola).  Le navi della Marina Militare, partite da Civitavecchia il 13 novembre scorso, proseguiranno la navigazione giungendo a Pointe Noire.

PARLA IL COMANDANTE DELLA SQUADRA NAVALE FILIPPO M. FOFFI. “AUGUSTA NOSTRA ALLEATA NEL SUPPORTARE E NEL SOPPORTARE L’IMPATTO DEI MIGRANTI”

Giorgio Càsole intervista il procuratore capo aggiunto DDA di Catania, Carmelo Zuccaro

 foffiAUGUSTA – 7 febbraio. Nugolo di giornalisti e operatori televisivi, dalle locali a SKY, questa mattina, a partire dalle 7,30, alla banchina del porto commerciale di Augusta, in attesa dell’ultimo sbarco di migranti dalla nave San Marco: ultimo per la nave, non ultimo, certamente, dell’operazione Mediterraneo, chiamata latinamente “Mare Nostrum” , così come fu chiamato dai Romani il mar Mediterraneo, appunto, dopo aver sbaragliato la potenza navale dei Cartaginesi. Un’eco della lingua dei Romani è risuonata stamattina sul ponte di volo della nave San Giusto, che prenderà il posto della San Marco, anche come “flag-ship”, cioè nave (ship) con la bandiera (flag) dell’ammiraglio comandante del 29° gruppo navale, impegnato nelle acque del Mediterraneo centrale. Il primo a comandare dal 18 ottobre al 20 novembre 2013 è stato il contrammiraglio Guido Rando, che intervistammo per la web tv RM; dal 21 novembre al 29 dicembre il comando è stato affidato al contrammiraglio Mario Culcasi, che comanda la flottiglia dei pattugliatori con sede in Augusta, e dal 30 dicembre fino a oggi è stato il contrammiraglio Francesco Sollitto a guidare l’operazione. Da domani spetterà di nuovo a Guido Rando. L’operazione “Mare Nostrum” finora ha consentito di salvare 8.195 migranti, di cui circa 900 donne, molte delle quali incinte, e 7oo minori, e di assicurare alla giustizia 37 cosiddetti scafisti, cioè i responsabili delle carrette sul mare che imbarcano centinaia di emigranti, lucrando sulle loro speranze di trovare in Europa la terra che potrà dare loro un futuro. Questo 37 “scafisti” sono stati riconosciuti responsabili di attività illecite: sei di costoro sono attualmente indagati per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, trentuno sono indagati per l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione “Mare Nostrum” rappresenta uno straordinario esempio di nazione, l’Italia, unica in questo momento in Europa, che s’impegna in azioni di umanità, quali sono i salvataggi dei migranti in mare, e nello stesso tempo “Mare nostrum” rappresenta un forte deterrente per evitare che questi migranti siano preda degli scafisti. Il diritto internazionale prevede due casi in cui si possa intervenire in acque internazionali: nei casi di salvataggio delle vite umane, appunto, e nei casi di pirateria. L’Italia chiederà a gran forza che il trasporto dei migranti possa essere assimilato alla tratta degli schiavi. La differenza consiste solo nel fatto che gli schiavi vanno venduti e, quindi, è interesse dei pirati mantenerli in buone condizioni, mentre nel caso dei migranti il lucro si concretizza nel l momento in cui gli “scafisti” incassano il denaro per il passaggio. Questi concetti sono stati espressi, davanti all’assemblea degli equipaggi delle navi San Marco e San Giusto schierati, sul ponte di volo, attraverso una lunga e dettagliata relazione , da Carmelo Zuccaro, procuratore aggiunto della Procura distrettuale Antimafia di Catania, da noi intervistato per RM , dopo l’allocuzione dell’ammiraglio di sq. Filippo Maria Foffi, comandante della Squadra navale italiana, che ha parlato delle emozioni di questi equipaggi e di quelle proprie e del capo di Stato maggiore della Marina, De Giorgi, e della Difesa, Binelli Mantelli. Foffi ha tessuto l’elogio di questi equipaggi “allargati”, perché in quest’operazione non sono coinvolti soltanto uomini e donne della Marina Militare, ma di tutte le forze armate e dell’ organizzazione non governativa “Francesca Rava”. Nell’esordio, Foffi ha citato la città di Augusta, che è – ha detto – “nostra complice, nostra alleata nel sopportare e nel supportare quest’operazione”. Il procuratore Zuccaro ha, invece, citato Giovenale, il poeta latino satirico Giovenale per il quale “facitindignatioversum”, cioè l’indignazione fa il verso, cioè la poesia scaturisce dallo sdegno. L’operazione “Mare nostrum” è scaturita dall’indignazione del governo e del popolo italiano nel vedere i corpi trecento poveri cristi di pelle nera, uomini donne e bambini, galleggiare nelle acque al largo di Lampedusa. Immagine tristissima che ha fatto il giro del mondo.

Giorgio Càsole

OPERAZIONE MARE NOSTRUM

48 gli interventi effettuati dalle Unità del dispositivo navale e 8195 i migranti tratti in salvo e 37 “scafisti” sono stati assicurati alla giustizia perché riconosciuti responsabili  di attività illecite ed in particolare 6 “scafisti” indagati per l’ipotesi di reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e 31 “scafisti”  indagati

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AUGUSTA. Venerdì 7  Febbraio, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Filippo Maria Foffi, l’avvicendamento al vertice del Comando del Ventinovesimo Gruppo Navale, impegnato nelle Acque del Mediterraneo Centrale, nella condotta dell’Operazione Mare Nostrum; nave San Marco farà rientro a Taranto dopo 113 giorni di presenza nello Stretto di Sicilia e sarà rilevata da un’altra Unità Anfibia,  Nave San Giusto. Dall’avvio dell’ Operazione Mare Nostrum, sono stati 48 gli interventi effettuati dalle Unità del dispositivo navale e 8195 i migranti tratti in salvo e 37 “scafisti” sono stati assicurati alla giustizia perché riconosciuti responsabili  di attività illecite ed in particolare 6 “scafisti” indagati per l’ipotesi di reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e 31 “scafisti” (nave madre) indagati per  associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Attualmente, fanno parte del Ventinovesimo Gruppo Navale la Nave Anfibia San Marco, Flag Ship dell’Operazione che dall’ 8 Febbraio sarà rilevata  da Nave San Giusto, Nave Espero, Nave Aliseo, Nave Libra e Nave Vega per un totale di oltre ottocentocinquanta militari presenti in mare. Le attività di soccorso dei migranti e di trasferimento presso i porti sicilianii e nei centri di accoglienza si è resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra gli uomini e i mezzi della Marina Militare,  Capitaneria di Porto,  Polizia di Stato, Aeronautica Militare,  Carabinieri,  Guardia di Finanza e  Fondazione Francesca Rava ONLUS oltre ai mezzi aeronavali inseriti nell’Operazione Europea “Frontex”, tutti  sempre in stretto coordinamento ogni qualvolta si è manifestato un evento di soccorso. Infine, nell’ l’isola di Lampedusa, è attivo  un sito logistico avanzato in grado di fornire supporto alle unità navali  e  anche agli stessi equipaggi impegnati in mare o in transito sull’isola.

M. M