MUSCATELLO: CHI E’ RESPONSABILE DEL BLOCCO DELLE SALE OPERATORIE? Di Giorgio Càsole

me stesso con il GabibboAUGUSTA. Mimmo Di Franco non demorde. E fa bene. Da anni su tutti i mezzi di informazione conduce una battaglia, che ad alcuni appare donchisciottesca, contro le inadempienze dell’ASP siracusana da cui dipende, purtroppo, l’ospedale augustano “Emanuele Muscatello””, intitolato all’illustre  cittadino (di cui avremo modo di parlare) Tre anni fa un’industria dell’area donò al civico nosocomio un duodenoscopio prezioso per la medicina preventiva. Tale strumento diagnostico non è mai arrivato a destinazione.  La dirigenza ASP lo tiene in custodia, con la giustificazione che occorre formare il personale per l’uso. Giustificazione fragilissima, pretestuosa e risibile dopo tre anni dalla donazione. Di Franco ha strepitato sui media, lo abbiamo sostenuto, ma tutto rimane fermo. Ora lo stesso Di Franco grida ancora contro l’ASP, il cui dirigente guadagna circa 2oo  mila euro l’anno, benefit esclusi, ma ancora non si muove foglia. Sembra che, con le sue non azioni e i suoi comunicati attraverso un remunerato ufficio stampa,  tale dirigente voglia far assopire gli augustani,  mentre sotto sotto si prepara la chiusura completa del Muscatello. Questo è il sospetto che nutrono molti osservatori. Di Franco invoca l’intervento della magistratura. Quale? Quella aretusea, visto che in loco non c’è nemmeno più lo straccio di un giudice di pace, per scelta della terna commissariale di cui non vogliamo ricordare i nomi. Hanno tempo i magistrati di Siracusa? Soprattutto, hanno tempo per occuparsi dei nostri problemi sanitari?. “Ci fosse stato Condorelli!” esclama qualcun altro. Certo. Siamo sicuri o quasi che il pretore Condorelli Antonino da Catania, pretore per circa 5 anni ad Augusta negli anni Ottanta,  non sarebbe stato con le mani in mano, come quando andava a bussare ai cancelli delle industrie inquinanti per sapere chi aveva sversato i veleni nell’aria, appena ne sentiva il puzzo. Alcuni anni fa, l’autore di questa nota, insieme con altri cittadini, provocò l’intervento degli  inviati di “Striscia la notizia” per la salvaguardia del Muscatello. Chi scrive fu intervistato da uno di loro con le sembianze del Gabibbo, il quale intervistò, per par condicio, l’allora sindaco Carrubba. Carrubba   affermò d’avere intrapreso azioni giudiziarie amministrative davanti al TAR di Catania. Sono passati quattro anni. Nel frattempo abbiamo perso reparti importanti per  rendere credibile la megastruttura del nuovo ospedale di Lentini, con l’avallo della dirigenza ASP. Miseranda guerra tra poveri! I Lentinesi hanno avuto più appoggi politici dei nostri  ineffabili amministratori, che  non hanno dimostrato la tempra di quel vicesindaco Giovanni Saraceno che il 28 dicembre 1960, guidò una vera e propria mobilitazione  popolare, con tutto il consiglio comunale schierato, tutto ripeto, per  far annullare il decreto ministeriale,  già emesso, che assegnava metà della giurisdizione sul nostro porto alla città di Siracusa, attraverso i propri organismi priolesi, giacché Priolo era allora Frazione di Siracusa. Saraceno, il consiglio tutto, i cittadini l’ebbero vinta: il decreto fu annullato, il porto salvato. Una data veramente storica. Ho ricordato questa data più volte. Occorre un’altra mobilitazione per l’ospedale? Eventualmente, chi la dovrebbe guidare?

   Giorgio Càsole


L’intervento di Mimmo Di Franco:

Come promesso, non abbandono mai le battaglie. Il 23 luglio scorso,considerata la paralisi dei lavori nel nostro nosocomio,proposi un sit-in per conoscere lo stato di salute dell’Ospedale Muscatello.Il 29 luglio,dopo mesi di silenzio, il dirett. gen. dell’ASP di SR, illustrò al nostro sindaco, Di Pietro,un crono programma per la definizione dei lavori, comunicandolo alla stampa. Dopo aver comunicato un sopralluogo da parte dei cittadini,per il 1° Settembre giorno di apertura delle sale operatorie per verificare il rispetto delle date,un successivo comunicato dell’azienda ospedaliera informava il sindaco di Augustadello slittamento di qualche giorno. Siamo a tutt’oggi,8 settembre e, delle sale operatori,si attende la riapertura. Per motivi personali,mi sono recato al Muscatello e ho constatato che forse nemmeno a fine mese si riuscirà a rispettare le date previste. Mi chiedo considerato che i lavori,di adeguamento alle leggi per la mancanza di locali, servizi e spazi necessari per lo svolgimento delle attività mediche, in difformità a norme che regolano la materia sanitaria, di sicurezza e antincendio,motivi che hanno portato alla chiusura del blocco operatorio da parte della Magistratura,sarebbero dovuto durare 2 mesi ed invece le sale operatorie sono chiuse dal 12 gennaio.Perché per questi ritardi debbono pagare sempre e solo gli utenti. La ditta operante ha delle scadenze da rispettare?Qualcuno è responsabile dell’esecuzioni dei lavori? Invito il nostro sindaco insieme all’amministrazione comunale,il Consiglio Comunale,i deputati della provincia ad attivarsi affinchè ,oltre ai reparti di Ginecologia,Ostetricia e Pediatria,la città di Augusta non perda pure la Chirurgia. Per quanto riguarda la Neurologia e l’Oncologia, ne riparleremo a novembre quando sarà fatta la pianta organica e relative assunzioni nell’ospedale augustano.

MUSCATELLO: CHI E’ RESPONSABILE DEL BLOCCO DELLE SALE OPERATORIE? Di Giorgio Càsoleultima modifica: 2015-09-09T10:11:59+00:00da leodar1
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