La caccia alla volpe

La caccia alla volpe, un’attività diffusa tra i nobili per il piacere di sottomettere con forza spropositata l’indifesa bestiola, era anche uno sport che vedeva impegnati in  campo aperto cani ammaestrati e  un cospicuo numero di uomini a cavallo armati fino ai denti contro quell’ animale, diversamente ritenuto pericolosissimo, infido e malvagio.

4759_a9661.jpgLo sport trae origine da una leggenda che narra un desiderio di vendetta di un un lord inglese, deciso a vendicarsi di una “volpe” perchè, così gli avevano raccontato, intrufolatasi nel suo podere, aveva ucciso le sue galline, rubato i suoi soldi e violentato moglie e figlie. Egli vaga per mesi e mesi nella foresta a caccia dell’animale, non sapendo che nel frattempo l’astuta volpe aveva preso possesso della sua Contea costringendo i nobili dei dintorni a consegnargli i loro averi e le loro donne. Il povero Lord, venutolo a sapere, morì  di crepacuore e il suo cadavere venne divorato da voraci lombrichi.  Passarono gli anni e la volpe continuava a darci dentro con tutte le nobildonne della Contea impedendo ai nobiluomini di avere rapporti eterosessuali. Nel frattempo questi, schifati dal pensiero di intraprendere rapporti con donna plebea, pare fossero quasi tutti diventati omosessuali e pedofili, finchè un giorno, quelli che avevano conosciuto figure di donna, decisero di porre fine a questo regno di inaudita tirannia, si unirono e insieme riuscirono a catturare la volpe: la ammazzarono, la impagliarono e ne fecero un utilissimo fermaporta.

volpe.jpgFortunatamente per noi e per la volpe, la caccia di oggi si limita a scoprire l’ abilità del cavallo ed il coraggio del cavaliere nell’ affrontare le difficoltà improvvise che si parano davanti ad una sostenuta galoppata, l’ oltrepassare ostacoli naturali, magari subito dopo una stretta girata e nella resistenza psicofisica ad arrivare fino alla fine. Quindi non sono più volpi da catturare ma……definiamole semplicemente “splendide emozioni”.

All’evento partecipano molte persone sia a cavallo che appiedate, ognuna contraddistinta da un abito particolare a seconda del ruolo svolto, nonché una muta da cani che seguono le tracce della volpe o di un tampone (chiamato “coda”) impregnato dell’ urina di volpe ( ? ) trasportato da un uomo appiedato lungo un percorso.

 

          Giuseppe Tringali