AUGUSTA/13 MAGGIO 1943, UN GIORNO DA NON DIMENTICARE – di Giorgio Casole

L’ennesimo appello dell’avv. Francesco Migneco, sopravvissuto al bombardamento

Migneco intervistato.AUGUSTA. Da oltre  un decennio si batte perché il 13 maggio 1943 sia una data nella memoria collettiva della gente di Augusta: è l’85enne Francesco Migneco, avvocato di professione, già pretore onorario, consulente di Marisicilia quale storico militare. “Quella data riappare alla memoria degli augustani” – ricorda Migneco – “per  onorare il sacrificio degli oltre sessanta  cittadini dilaniati dalle esplosioni del bombardamento e inghiottiti dalle macerie. Abbiamo il dovere di ricordare quella memoria perduta, tremendamente dimenticata oltre settant’anni fa, come se a perdere la vita fossero stati animali e non esseri umani”. Sull’ argomento Migneco ha pubblicato  un libro, di oltre 160 pp., uscito nel 2009,  dal titolo “Augusta, 13 maggio 1943, l’inferno scese dal cielo”. Dal 2009, Migneco non s’è fermato . Ha continuato a tenere desta l’attenzione della gente, soprattutto dei giovani, attraverso interviste, conferenze nelle scuole e/o nei circoli , spesso con la collaborazione dell’autore di queste righe. L’ultima occasione è stata nel mese di maggio  2014 al Circolo Ufficiali. Migneco ritiene che non si tratta più di una memoria da celebrare per il rispetto dei morti in quel giorno, morti innocenti, ma di un argomento da considerarsi a tutti gli effetti, “oggetto di Storia patria”, come tiene a sottolineare Migneco che è riuscito, con la sua tenacia,a  far istituire dall’Amministrazione comunale, sindaco Carrubba, nel febbraio 2011, un giorno del ricordo per onorare i morti caduti sotto i bombardamenti furiosi, essendo Migneco stesso un sopravvissuto alla furia dei “Liberators”.. Migneco sferra un attacco contro “storici o pseudo tali, praticoni e facinorosi in cerca solo di pubblica scena” che non hanno preso nella dovuta considerazione questa sofferta pagina di storia cittadina. 

Perché nelle, pur esigue manifestazioni di ricorrenza dedicate da svogliate congregazioni storiche cittadine non si è pensato di rendere noto l’elenco delle vittime, come ho fatto nel mio libro?”-Augusta merita una medaglia al valor civile, secondo Lei? Sì, ma sarebbe senza significato se non si richiamano alla memoria fatti, azioni e comportamenti della gente augustana che, al di là di ogni reticenza, legittimano la spettanza del titolo. Vi sono ragioni, inattaccabili in fatto e diritto, per cui noi cittadini dobbiamo batterci per questo riconoscimento”. – Ci dica: – “Si rammenti lo slancio umanitario e la spontanea solidarietà che la popolazione di Augusta profuse ai naufraghi dell’affondamento del Conte Rosso del 24 maggio 1940. Quel giorno, la gente dimenticò anche la festa del Patrono per accogliere gli scampati, dando loro tutto ciò che possedevano, quel poco che avevano, date le ristrettezze i imposte dalla guerra. Si rammenti l’affondamento dell’Esploratore Pancaldo, avvenuto nel porto di Augusta il 13 agosto del 1940, i cui naufraghi, per la maggior parte giovani ventenni, furono ospitati, accolti e assistiti da molte famiglie augustane che con loro condivisero la debole mensa domestica da carta annonaria : madri di famiglia e fanciulle che vedevano in quei ragazzi l’immagine dei propri figli e fratelli lontani nel mare o nelle aride e infuocate trincee dell’Africa o sperduti nelle steppe ghiacciate della Russia”. -Riguardo al 13 maggio del ’43? – “Quel giorno, il 13 maggio 1943, ci fu un eccidio. Basta solo quel giorno, quel giovedì nero, che segnò un solco di profondo dolore nei cittadini di Augusta, che rase al suolo il settanta per cento delle abitazioni, trascinando con sé 62 vittime innocenti ( morti accertati: 39 femmine, 23 maschi , con un’età media di 32 anni). Non   va taciuto che altre vittime rimasero sotto cumuli di macerie e he l’avverso destino negò loro persino una tomba e il nome. Si rammenti ancora il coraggio civile, l’obbedienza silenziosa, la sopportazione estrema e le sofferenze patite dal popolo augustano i occasione delle centinaia di incursioni aeree nei quattro anni del conflitto bellico. Se tutto ciò ha una valenza, è inconcepibile che possa sussistere tanta remora a consentire un giusto riconoscimento al valor civile alla nostra città. Tra i morti ci furono ragazzi che oggi, mediamente, avrebbero settant’anni se non fossero stati colti da quell’infame destino che spezzò e avvolse la loro vita in quel giorno senza gloria – Che cosa propone? – “A questo punto, se le istituzioni locali o altre “composizioni” più o meno storiche, oggi, se per inettitudine, non hanno saputo affrontare o non sanno affrontare il problema, sarebbe il caso di indire una pubblica petizione popolare da indirizzare al presidente della repubblica.  Dobbiamo aspettare che si scateni un altro conflitto o che la città venga rasa al suolo per avere un riconoscimento al proprio sacrificio?”  L’ultimo interrogativo del nostro interlocutore è, ovviamente, un interrogativo retorico. Occorre adesso darsi da fare, magari installando una targa con tutti i nomi  delle vittime di quel tragico giorno, scolpiti nel bronzo. Una targa simile già c’è per ricordare i novanta augustani caduti durante la prima guerra mondiale. E’ collocata ai piedi del monumento al milite ignoto, in Piazza Castello, Al centro della villa comunale. La targa è stata realizzata e posta a cura del sodalizio cittadino Lions Host. Analogamente si potrebbe fare per ricordare i caduti del  13 maggio 1943. Chi raccoglierà l’appello del sopravvissuto Francesco Migneco?

Giorgio Càsole

AUGUSTA/13 MAGGIO 1943, UN GIORNO DA NON DIMENTICARE – di Giorgio Casoleultima modifica: 2016-05-13T04:26:42+02:00da leodar1
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