LE FALLE DELL’AMMINISTRAZIONE CROCETTA

crocettaNegli ultimi mesi il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta si trova al centro dei riflettori dei media. Recentemente è stato ospite  del programma televisivo “In Onda”, trasmesso sull’emittente televisivo La7 e condotto da  David Parenzo e Tommaso Labate. Si è avuto modo di discutere dei vari problemi che attanagliano la Sicilia come la copiosa presenza di forestali in Sicilia, ben 24000 circa , un numero esorbitante- sprattutto a paragone della Lonbardia, che ne conta 6 mila. Crocetta, nella trasmissione, si è dimostrato un fiume in piena e,incalzato dalle domande dei giornalisti,  si è limitato a smentire quello che l’opinione pubblica sapeva. In questo periodo è braccato da tutte le parti. Ad aggravare la sua posizione contribuisce pure la conversazione telefonica con il suo medico personale Matteo Tutino che augura all’ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino di fare la stessa fine del padre. In seguito Tutino, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica e Maxillo Facciale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa, falso, peculato e abuso di ufficio. Comunque, ancora il processo che vede Tutino imputato è in corso.  La maggioranza del PD e il centrodestra dell’ARS hanno chiesto subito le dimissioni del governatore. Ma Crocetta non è caduto in un abisso solo per questa ragione ma per altri interventi da lui messi in atto. In meno di due anni e mezzo in Sicilia si sono susseguiti 38 assessori. E’ emerso pure il caso della nomina di Giovanni Pistorio, stampella di Raffaele Lombardo e in quel periodo protagonista di un ‘assunzione di massa quando svolgeva l’incarico di Assessore alla Sanità; adesso ben 3 mila dipendenti  gravano sulla Regione. Il 3 luglio 2015 la Corte dei Conti ha calcolato che al 31 dicembre del 2014 il deficit della Regione era di 5,5 miliardi e invece nel 2015 si stima che il debito si innalzerà fino a raggiungere una cifra pari a 7,9 miliardi di euro. Se si persegue questa strada si rischia di incappare nel cosiddetto default. Infatti, la Corte dei Conti di Palermo ha chiesto che la Regione Sicilia sia sottoposta a controlli austeri da parte del governo centrale. E’ fuorviante parlare pure di revisione della spesa pubblica poiché proprio la spesa,  secondo le stime della Corte dei Conti, nel 2013, il totale delle cifre impegnato è stato di 18,5 miliardi di euro, nel 2014 si è innalzato fino a toccare i 19,9 miliardi. Un altro problema nocivo per la Regione è il sovraffollamento di dipendenti(17325) e dirigenti(1737)che costano quasi 1 miliardo di euro l’anno. Per non parlare del tema della sanità in cui gli addetti sono la modica cifra di 48530. A opprimere la Regione c’è pure il problema delle Province che ancora sopravvivono. Sono amministrate da commissari nominati da Crocetta , i quali a loro volta scelgono la classe dirigenziale delle società partecipate dell’isola. A ricoprire questo incarico oneroso vi è pure Antonio Ingroia che esercita la sua funzione a Trapani.L’ex pm percepisce emolumenti che si attestano sui 200 mila euro annui. A dare il colpo di grazia all’isola contribuisce anche il fatto che Crocetta aveva promesso di liquidare la maggior parte delle aziende partecipate dalla Regione , affidate in seguito alla gestione di commissari, tra i quali ex magistrati come Antonio Fiumefreddo ( Riscossione Sicilia). I giudici contabili di Palermo stigmatizzano “l’inadeguatezza dei controlli effettuati da parte della Regione nei confronti delle partecipate”.

Sebastiano Gianino

LE FALLE DELL’AMMINISTRAZIONE CROCETTAultima modifica: 2015-09-08T11:30:00+02:00da leodar1
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