AUGUSTA, MUSCATELLO, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DENUNCIANO CARENZE

fiaccolata 17 ottobre pro MuscatelloAUGUSTA. Da oltre tre anni si attende che vengano attivati i posti letto di degenza ordinaria di Oncologia e di Neurologia già previsti nel decreto assessoriali n. 1.377 del 25/05/2010 e confermati anche nella recente rimodulazione. L’attivazione di tali posti letto doveva avvenire, secondo quanto assicurato dalla Direzione Aziendale e dall’Assessorato Regionale della Salute, a fine febbraio 2012, contestualmente alla soppressione del “punto nascita”. A distanza di 37 mesi nessuno dei suddetti posti letto di degenza ordinaria è stato invece ancora attivato. In Oncologia è presente un solo medico e solamente per pochi giorni la settimana, nonostante la dotazione organica dell’Unità operativa sia di 2 medici. Alla Neurologia sono stati assegnati locali adeguati ed è già stato assunto da alcuni anni il personale medico. Tuttavia i 12 posti letto assegnati non vengono attivati. Nonostante ciò, la Direzione Generale ha presentato una proposta di modifica della dotazione organica che prevede di cancellare alcuni posti assegnati al Presidio ospedaliero di Augusta per assegnarli ad altre Unità operative dell’Azienda, proponendo così, di depauperare ulteriormente la dotazione organica dell’Ospedale, senza attivare Neurologia e senza consentire all’Oncologia di espletare la normale attività. Più volte le organizzazioni sindacali hanno prospettato alla Direzione aziendale gli importanti risvolti positivi per l’Ospedale che l’attivazione dei posti letto di degenza ordinaria di Neurologia sarebbe in grado di determinare: – il Pronto soccorso diminuirebbe i trasferimenti di pazienti presso altri ospedali per mancanza di posti letto; – l’Unità Operativa di Medicina potrebbe evitare ricoveri “fuori reparto”, sempre problematici da gestire; – i pazienti con patologie oncologiche potrebbero trovare più facilmente un posto letto nel Reparto di Medicina, invece di essere trasferiti altrove.

Anche per quanto riguarda le carenze strutturali viene da tempo avanzata richiesta di rimuoverle, senza apprezzabili riscontri. Proprio a causa di questa inerzia ed inadempimenti, recentemente l’Autorità giudiziaria ha accertato la non conformità ai requisiti previsti dalle normative vigenti di alcuni locali utilizzati per attività ospedaliere, imponendo di procedere agli adeguamenti necessari. Ad avviso dei sottoscritti la soluzione ottimale per rimuovere queste criticità,  per nulla complicata e davanti gli occhi di tutti, è utilizzare il nuovo padiglione per le finalità per cui è stato costruito: ospitare  servizi ospedalieri,  sale operatorie e  reparti di degenza,  e non certo per altre esigenze. Ed il presupposto indispensabile per fare ciò rimane il completamento della passerella di collegamento tra i due padiglioni, che stranamente non è stato ritenuto necessario dalla variante approvata dall’Azienda in data 4 luglio 2013. Ciò, nonostante i lavori appaltati in data 24/09/2012 lo prevedessero unitamente al completamento dei nuovi locali del pronto soccorso, della radiologia e del laboratorio analisi. Di conseguenza nessun trasferimento di attività ospedaliere nel nuovo padiglione è potuto avvenire, e potrà a breve avvenire. Solo da poco tempo la Direzione Aziendale ha ritenuto doversi attivare per completare questo indispensabile collegamento tra i due padiglioni. I lavori non sono ancora iniziati, ma l’azienda ha comunque inteso assicurare che tanto il completamento della passerella che il conseguente trasferimento del pronto soccorso, della radiologia e del laboratorio analisi avverranno entro il mese di giugno 2015. Tuttavia, anche dalla lettura della stessa deliberazione in merito dell’Azienda n. 234 del 13 marzo 2015 non ci sembra affatto possibile che questo termine possa realmente essere rispettato. La vicenda della chiusura del complesso operatorio avvenuta il 12 gennaio 2015 ha destato scalpore e suscitato perplessità. In conseguenza di ciò tutte le attività chirurgiche dell’Ospedale sono state sospese. Per risolvere tale criticità, ancora una volta, la soluzione più razionale e ragionevole sarebbe stata quella di prodigarsi per completare ed attivare il complesso operatorio già realizzato nel nuovo padiglione, mentre si è diversamente scelto di fare una profonda ristrutturazione delle vecchie sale operatorie che, tuttavia,  ultimati i lavori potrebbero ancora risultare inadeguate per mancanza degli spazi necessari. Pertanto, permane  immutata ed urgente la necessità di completare ed attivare al più presto il nuovo complesso operatorio. In merito ai tempi necessari per poter riprendere le attività chirurgiche, Il Direttore Generale aveva dato ampie assicurazioni alle Organizzazioni sindacali che l’interruzione sarebbe stata quanto più breve possibile. Invece i lavori risultano essere svolti da un numero non congruo di addetti e con  frequenti interruzioni, tanto da lasciare il legittimo dubbio che non verranno affatto completati alla scadenza prevista di metà maggio 2015. Sull’Ospedale di Augusta bisogna che la Direzione aziendale e l’Assessorato della salute facciano chiarezza. Sarebbe, inoltre, opportuno che i Commissari Straordinari forniscano delucidazioni sullo stato e sull’esito dei ricorsi al Tar presentati dal Comune di Augusta nel 2010.  Se si vuole sopprimere il presidio Ospedaliero lo si dica con chiarezza, assumendosene la responsabilità della scelta gestionale,  mentre se deve continuare la sua attività deve essere messo in condizioni di poter adeguatamente operare. Non servono quindi rassicurazioni da parte dell’Azienda mediante comunicati stampa o annunci in riunioni. Servono fatti concreti. Alcune delle criticità segnalate possono essere risolte nel giro di qualche giorno, altre in alcune settimane, per altre ancora occorrono dei mesi. Certamente non serviranno anni. La legge n. 5/09, prevede espressamente risorse aggiuntive per la tutela sanitaria dei cittadini di quest’area ad alto rischio ambientale.  Si richiedano e si utilizzino tali risorse per l’Ospedale di Augusta. La L.R. n. 29/14 individua l’Ospedale di Augusta quale ospedale di riferimento per le patologie derivanti dall’amianto.  Si programmino gli interventi necessari per iniziare  queste  attività. I finanziamenti necessari per il completamento delle strutture, per assumere il personale necessario, per rinnovare le apparecchiature sanitarie non sono cospicui, se utilizzati con oculatezza. Le Organizzazioni sindacali ritengono che non il solo Ospedale di Augusta, ma tutte le strutture ospedaliere esistenti in questa Provincia debbano essere messo in condizioni di svolgere adeguatamente le attività che il recente decreto di rimodulazione della rete ospedaliera assegna loro. Per realizzare ciò è indispensabile adeguare al più presto le strutture agli standard di sicurezza vigenti ed una dotazione organica che consenta di garantire ai pazienti le prestazioni di emergenza/urgenza, di prevenzione, diagnosi e cura loro spettanti. Ove ciò non dovesse accadere, I pazienti, per essere curati adeguatamente, dovranno continuare a migrare in altre Province o in altre Regioni, mentre il “Piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera e territoriale della Regione Sicilia” rimarrà un inutile pezzo di carta. Le Organizzazioni sindacali auspicano che su tutto quanto sopra esposto possa aprirsi, al più presto un confronto serio con le SS.LL. in indirizzo e rimangono in attesa di un riscontro

AUGUSTA, MUSCATELLO, LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DENUNCIANO CARENZEultima modifica: 2015-09-08T11:28:02+02:00da leodar1
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