QUANDO IL KARAOKE SI TINGE DI COMMOZIONE – di Giorgio Càsole

“Al Dollaro” l’augustano Massimo Di Blasi canta per il figlio scomparso  tragicamente a gennaio –

Di Blasi MassimoCarlentini. Strada Agnone-Carlentini, ristorante-pizzeria “Al dollaro”, ex casazza, pienone di clienti per la terza e ultima puntata del festival karaoke, organizzato da Aldo Bizzarro, di Augusta, e da Antonella Rocca, di Carlentini, conduttori dell’evento. I cantanti in lista sono una pletora: 37. Si  canta dalle 19,30 di  domenica  fino all’una e trenta della notte successiva. La giuria  è molto impegnata, ovviamente. Ed è sola. Nel senso che non è previsto il voto del pubblico. Altrove  il pubblico viene coinvolto nel voto e quello degli spettatori si somma a quello della giuria. Qui no. Il pubblico ascolta, mangia, canta, si gode la frescura, qualcuno va via, la maggior parte resta in attesa del verdetto, si conversa, si ride di questo e di quello. A un certo punto, nel bel mezzo della serata, Aldo Bizzarro presenta un caro amico, affezionato agli eventi  organizzati dallo stesso Bizzarro: Massimo Di Blasi, fuori concorso.Bizzarro dice che Di Blasi vuole dedicare una canzone di Riccardo Cocciante, scritta per una donna, per ricordare il figlio scomparso tragicamente il 21 gennaio 2015. La canzone è “Ti amo ancora di più”. Di Blasi esprime il meglio di sé.  Si riempiono di lacrime gli occhi di un amico, che conosce bene lo strazio di Massimo . Dopo l’esibizione, un altro amico grida: “Bravo Massimo”. Alla fine la commozione è generale, è grande, è quasi palpabile: da un altro tavolo chi è vicinissimo a Di Blasi si alza per abbracciarlo con affetto. Lo spettacolo deve andare avanti, recita in inglese Antonella Rocca, e  si presenta un altro concorrente. Durante quest’esibizione qualcuno fa un’osservazione a Bizzarro. Subito dopo l’esibizione, Bizzarro chiede al pubblico un minuto di silenzio. Di solito, in queste circostanze ci si alza.  Qui no. Qui, tutti restano ai loro posti. Sono in tanti. Non vogliono far rumore, strisciando le sedie indietro e alzandosi. L’invito viene colto immediatamente.  Tutto viene  bloccato. Il fiato sospeso. Sembra un tempo lunghissimo, ma è solo un minuto. E’ già finito.  Lo spettacolo riprende. La commozione resta.

QUANDO IL KARAOKE SI TINGE DI COMMOZIONE – di Giorgio Càsoleultima modifica: 2015-09-02T12:57:38+02:00da leodar1
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