GIOVANE LICEALE RICORDA IL MARTIRIO DI PAOLO BORSELLINO

imagesAUGUSTA. 23 anni fa moriva, ucciso da un’autobomba, Paolo Borsellino, uno dei magistrati che si impegnò maggiormente per contestare e cercare di annientare il fenomeno mafioso, questo cancro pervasivo che ha come obiettivo quello di controllare tanti settori presenti nella società odierna al fine di trarne illegalmente quanto più denaro possibile e farlo confluire in maniera sporca nelle proprie tasche. Con il suo tenace impegno , in collaborazione con tanti altri dignitosi magistrati antimafia, Borsellino riuscì a destrutturare un’associazione a delinquere totalmente verticistica e gerarchica. La  figura del magistrato ucciso  è per me quella di una   persona davvero esemplare per me. Le sue idee non finiranno mai di esistere, cammineranno sempre con noi. La memoria di deve trasformare in impegno e non in mere parole di circostanza. Una vita fuori dal normale quella condotta da Borsellino: una vita blindata , dedicata a sradicare,  pezzo dopo pezzo,  un’organizzazione criminale che a quei tempi aveva raggiunto l’apogeo della propria potenza. Purtroppo, come Giovanni Falcone, si era messo contro a interessi troppo ingenti ed era ormai divenuto una spina nel fianco per Cosa Nostra. Una spina che provocava troppo dolore. Per tale motivo, la mafia architettò  un omicidio studiato  da menti  criminali sopraffine. Con l’esplosione di una bomba collocata all’interno di una macchina, Cosa Nostra riuscì a compiere una nefanda strage in cui furono coinvolti lui e cinque uomini della sua scorta.  E’ passata alla storia come la strage di via d’Amelio, poiché proprio in quella via si trovava Borsellino quando fu fatto saltare in aria. Si trovava esattamente in procinto di suonare al campanello dell’abitazione della madre quando subitaneamente ci fu una devastante esplosione. Fisicamente Borsellino è morto ma i suoi pensieri non cesseranno mai di esistere e l’impegno da lui dimostrato non è mai stato vano.  Per non sentire più parlare di mafia non possono soltanto impegnarsi i magistrati. Sarebbero in minoranza: dei nani contro un gigante imponente. Tutti dobbiamo essere partecipi di questa lotta faticosa ed estenuante. E soprattutto urge educare i giovani ai valori della legalità. Un popolo senza mafia è libero e può finalmente fare i primi passi necessari per evolversi. La mafia può essere sconfitta solo se tutti noi ci mettiamo in azione.

Seby Gianino

GIOVANE LICEALE RICORDA IL MARTIRIO DI PAOLO BORSELLINOultima modifica: 2015-07-24T09:40:16+02:00da leodar1
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