AUGUSTA, LICEO “MÈGARA” A RISCHIO DOPPI TURNI

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AUGUSTA.  E’ stato  quantificato in circa 5.5oo euro il danno subìto dal liceo  “Mègara” a causa della visita dei ladri che, nello scorso agosto, sono penetrati all’interno del plesso di Via Adua da dove hanno asportato,  indisturbati,  computer, monitor e altri  strumenti informatici . Il  consiglio di Istituto del liceo ha preso atto del furto e ha “scaricato” dall’inventario i beni rubati. Lo stesso consiglio ha deciso che per l’anno scolastico già iniziato le otto classi del liceo classico saranno allocate nel plesso di Via Adua, forse per pochi mesi, certamente per l’ultima volta. Il plesso di Via Adua, cinque piani più il piano terra, previsto per civili abitazioni,  fu affittato, per una spesa di  250/300 mila euro,   dalla Provincia Regionale di Siracusa,  otto anni fa,  per consentire al “Mègara”  la riattazione con criteri antisismici dei due plessi della cosiddetta cittadella degli studi in contrada Paradiso, che ospitavano il liceo classico “Mègara” propriamente detto e il liceo scientifico “Saluta”.  Oggi, com’è noto, esiste solo il liceo  “Mègara” con quattro indirizzi: classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane. I due plessi, dopo cinque anni, sono stati rimessi in sicurezza e alunni, docenti e personale tecnico e ausiliario sono stati  ritrasferiti alla cittadella, ma non tutti. Il plesso di Via Adua è rimasto  aperto solo per dodici classi senza aule  alla cittadella, pur rimanendo l’esborso dell’ingente somma riportata prima.  Un intero palazzo, che prima ospitava ottocento alunni, circa ottanta fra personale docente e no, con laboratori di vario tipo, per due anni è stato occupato solo da circa centocinquanta duecento alunni, staccati dal contesto scuola, insoddisfatti di recarsi in quel plesso, lontano dalla cittadella, con l’impossibilità di socializzare con gli altri compagni. Anche i docenti erano insoddisfatti, costretti al pendolarismo fra la cittadella e il plesso.  Insoddisfatti anche i dirigenti dell’ente Provincia e i cittadini contribuenti per l’eccessivo costo. Qualcuno ha fatto i conti. Se, invece, di affittare il palazzo detto Capuano, dal nome dell’ex proprietario dell’area dove sorge il plesso, fosse stato costruito una vera scuola, oggi avremmo un edificio pubblico idoneo  e non si pagherebbero quattrini per altro affitto. Gli amministratori provinciali, prima  della legge  regionale che prevede l’abolizione delle province, hanno bandito una  gara per l’affitto di nuovi locali, in vista della scadenza del contratto per l’affitto del “Capuano”. Nessuno, però, ha risposto all’avviso pubblico. Quindi, non appena scadrà il contratto d’affitto, il “Capuano” tornerà nelle mani dei proprietari e gli alunni del classico  destinati a quel plesso, saranno costretti a frequentare il turno pomeridiano in uno dei due plessi della cittadella.  Questo è il timore espresso dalla dirigente del “Mègara”, Maria Concetta Castorina, che, al collegio docenti e in consiglio d’istituto,  ha denunciato, con toni vibranti, politici e amministratori che hanno  così negletto i problemi della prima istituzione scolastica superiore della città, che proprio quest’anno ha compiuto ottant’anni di vita.

Giorgio Càsole  – docente e componente  del Consiglio d’Istituto e della Giunta esecutiva del “Mègara”

AUGUSTA, LICEO “MÈGARA” A RISCHIO DOPPI TURNIultima modifica: 2013-09-13T11:20:00+02:00da leodar1
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