PARLAMENTARI GRILLINI NEL TRIANGOLO INDUSTRIALE, MA NON TOCCANO AUGUSTA, CHISSA’ PERCHE’

grillini.jpgMELILLI. I grillini sono scesi nella Sicilia profonda, nel triangolo industriale più inquinato d’Europa per avere piena consapevolezza dei guasti provocati e che possono essere provocati ancora all’ambiente dalle industrie che raffinano il petrolio o olio nero. Anche i grillini si sono adeguati alla moda dell’angolo-americano imperante e hanno intitolato il loro giro di ispezione “No-oil-trour, titolo già di per sé programmatico di una scelta  oppositiva alle raffineria, la più vecchia delle quali, la ESSO, diramazione italiana della multinazionale Esso-Mobil. È sul territorio presente da 65 anni, giacché nacque come RASIO; Raffineria Siciliana Olii Minerali nel 1948 per iniziativa di quell’Angelo Moratti, famoso più per meriti sportivi, che, nel 1960, la vendette agli americani della EXXON. Moratti fu favorito certamente dal sito. L’ampio porto , con enormi fondali, di Augusta, ma, soprattutto dalle pressioni di don Sturzo, il fondatore del Partito popolare italiano che, nel secondo dopoguerra si trasformò in Democrazia cristiana, dai fondi della Cassa per il Mezzogiorno e dagli incentivi della Regione Siciliana. Furono in moltissimi a convincersi o a illudersi che era arrivato il riscatto d’un’are depressa, che,finalmente, si sarebbe avuto il beneficio delle grandi industrie. NON C’ERA NEMMENO LA LONTANA IDEA DI INQUINAMENTO, DI TUTELA DELL’AMBIENTE. Da queste parti, la parola ecologia era ancora sconosciuta Il giro dei grillini, composti da senatori e da deputati azionali e regionali di 5Stelle è partito da Catania, chissà perché? – e ha toccato solo due tappe, Melilli e Priolo, due lati soltanto del triangolo industriale. Non sono venuti ad Augusta, che è parte integrante di questo triangolo – chissà perché –  mentre potevano partire da Siracusa, capoluogo della provincia dove insiste il triangolo, anziché da Catania. Chissà perché? A Melilli il sindaco, Pippo Cannata (nella foto),  ha svolto un intervento istituzionale di tipo augurandle, auspicando che  “l’intervento dei rappresentanti politici regionali e nazionali possa portare a un miglioramento delle condizioni ambientali del triangolo industriale e dello stato di salute dei residenti, con l’avvio al più presto delle bonifiche e una riduzione delle fughe di fumi tossici che sempre più spesso si verificano nella nostra zona”. L’augustano  Palmiro Prisutto, parroco di Brucoli  e rettore della Chiesa Madre di Augusta, si è scagliato,more solito senza ipocrisie,   contro il silenzio a livello nazionale  sulla drammatica situazione   del triangolo industriale. “Non vogliamo sconti sul prezzo della benzina per le popolazioni residenti del triangolo”, ha rassicurato Prisutto, “ ma non vogliamo neanche una riduzione delle aspettative di vita degli abitanti. A causa dell’inquinamento si registrano costantemente morti per cancro ed altre patologie e malformazioni neonatali diffuse”. Un altro augustano,  Luigi Solarino, presidente di “Decontaminazione Sicilia”, ha chiesto che “le industrie non debbano essere controllate soltanto ogni quattro mesi e avvisate in anticipo sul giorno di controllo, come stabilisce l’attuale normativa, ma 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Inoltre sarebbe opportuna una legge che impedisca le coltivazioni o l’allevamento di bestiame nei pressi degli impianti industriali. In tal modo sulle nostre tavole non ci giungerebbe cibo inquinato che immettiamo nell’organismo con gravi conseguenze per la nostra salute”. Il giro dei grillini si è concluso a Gela, altra città sede di raffinerie, di cui è stato sindaco l’attuale presidente della Sicilia, Crocetta.

        Giorgio Càsole – nella foto, Pippo Cannata, sindaco di Melilli-

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