IL RE E’ NUDO! AUGUSTA CITTA’ SENZA CORONA

 

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AUGUSTA – Sembra un titolo shakespeariano, dei tempi di castelli turriti, di città fortificate, laddove tra intrighi colpi di mano e corruzione, vacillavano e crollavano Re, Principi e corone. Perché questa rievocazione storica? E che c’entra con la nostra Augusta? Beh ! C’entra, e molto. Il frontone del Palazzo municipale, riporta una vistosa scritta “Augusta Urbis Regalis, Veneranda, Fidelis”. Evvero, REGALIS perché ha conosciuto fasti e la potenza di Re, VENERANDA perché città-fortezza regno di Principi ed uomini di potere militare, temuta ed ossequiata, FIDELIS perché, nel corso dei secoli, è stata osservante delle leggi e delle istituzioni che la reggevano. In sintesi, una città di profonde istituzioni storiche, all’attenzione del mondo per la sua peculiarità geografica, e con fierezza proiettata ai nostri giorni. Ha retto a guerre ed invasioni, a terremoti e a calamità naturali, ma non ha retto, purtroppo, agli ultimi dieci anni temporali, per via di un “governo locale”, con a capo un Sindaco non suo e un manipolo intrigante di pseudo-politici, che hanno trascinato la Città al dissesto economico e alla infamante etichetta di “profilo mafioso”. Infatti ,gli avvenimenti che ne sono seguiti, hanno indotto le Autorità a decretare prima il commissariamento, deponendo il Sindaco Carrubba, e poi lo scioglimento del Consiglio. E a proposito di Consiglio Comunale. Nell’agosto 2012, il Carrubba diede le dimissioni, o meglio gliele hanno fatte dare, e così si rivolgeva al Civico consesso: “Per dieci anni ho prestato un grande servizio alla città…!”. Con quale sfacciato coraggio! Bel servizio! Una città lasciata allo sbando, con un debito faraonico, e consegnata al commissariamento. E da qui, comincia ad abbattersi sulla testa degli augustani l’ascia commissariale, con subito l’aumento della aliquota IMU al 10,60%, e poi la TARSU con aumento del 130% rispetto a quella del 2011, senza contare, poi, gli altri balzelli comunali, più o meno visibili. Nell’occasione della caduta del Carrubba, da una parte, la cittadinanza rimase allibita di ciò che si sentiva in giro, ma dall’altra accolse la notizia con un coro di sollievo. Non vi furono scene di panico, nessuno si cosparse il capo di cenere, ma grande fu la rabbia perché si era sentita presa per i fondelli da dieci lunghi anni di “regno”. L’altro ciclone, dopo il commissariamento, alitava sopra la città come un uccellaccio nero. Infatti, l’inchiesta approfondita della commissione di indagine amministrativa, doveva sfociare nello scioglimento totale dell’Amministrazione per “infiltrazione mafiosa” che ne turbavano il corretto andamento dell’attività comunale. È il momento che il “RE”, diventa nudo, cioè la città è spogliata del suo governo elettivo, e perde nel contempo la “corona”, perché più non governa un sindaco, spodestato ex iure, e al suo posto arrivano i “reggenti”. Dovremo aspettare 18 mesi, e forse più, perché Augusta riprenda le spoglie democratiche, perché, riprenda, soprattutto la sua “corona”, cioè il Sindaco elettivo, e riprenda, innanzitutto, rispetto, dignità, affidabilità sociale e politica, lungamente tradita. Non ci resta che fare voti augurali, perché i “tre reggenti”, ora che il palazzo dell’aquila monetata, è stato liberato da quel ciarpame politico che per dieci lunghi anni lo ha inquinato, possano dare una giusta sterzata, e che nel prossimo futuro, i nuovi inquilini del Palazzo, siano più degni e meritori. In verità, i cittadini augustani, non ne possono più, ne hanno le scatole piene, di vedersi attorno una città che scivola su se stessa, come suol dirsi “senza Re e senza regno”. Augusta deve riappropriarsi del suo motto “URBIS, REGALIS VENERANDA FIDELIS”. La luce nuova cancelli, per sempre, quei dieci anni di buio infame.

 

Francesco Migneco

IL RE E’ NUDO! AUGUSTA CITTA’ SENZA CORONAultima modifica: 2013-05-02T09:23:00+02:00da leodar1
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