Un nuovo pregevole cimelio ha arricchito la collezione di cimeli del “Museo della Piazzaforte”

museo Piazzaforte, foto Castorina.jpgUn nuovo pregevole cimelio ha arricchito la collezione di cimeli del “Museo della Piazzaforte” del Comune di Augusta: si tratta di un pezzo di artiglieria, un obice da 105/22 modello 14-61, dismesso diversi anni addietro dall’esercito Italiano, adesso già collocato nel cortile del commissariato della polizia di Stato, a disposizione del pubblico.

L’obice è stato acquistato, restaurato, trasportato e collocato, del tutto gratuitamente dalla C.O.M.A.P.- Augusta dei Fratelli Fazio,  che ne ha fatto dono al museo cittadino.

Il cimelio è stato ufficialmente presentato sabato mattina al sindaco di Augusta, Massimo Carrubba e all’Assessore alla Cultura, Gioacchino Aiello, dal direttore del museo,  Antonello Forestiere, al termine di una conferenza stampa. ll’incontro hanno presenziato il dirigente del commissariato,  Pasquale Alongi, cui si deve  l’immediata fruibilità pubblica del cimelio, e  Filadelfo Fazio per la C.O.M.A.P.- Augusta.

Le caratteristiche e la storia del pezzo sono state esposte dall’Avv. Forestiere. L’obice è di fabbricazione Skoda, l’affusto risale al 1914 e la canna è di poco posteriore; nella II guerra mondiale la Germania ne cedette un certo numero al regio esercito italiano che li dislocò anche a difesa delle isole.

museo piazzaforte.jpgNel luglio 1943 alcuni di questi pezzi dislocati a Castelluccio (Brucoli) aprirono il fuoco contro gli inglesi in avanzata.

Nel dopoguerra questi obici furono ammodernati dall’esercito italiano, ricevendo le ruote gommate, il parafiamma sulla canna e la grossa ruota di punteria di origine britannica; furono posti fuori servizio nel 1975.

P.. Alongi ha sottolineato la particolare fecondità e specificità del rapporto di collaborazione che lega il museo e il commissariato che, grazie ai già numerosi cimeli armonicamente collocati nei suoi spazi esterni, si apre ai cittadini come luogo di visita e di interesse culturale. 

Il sindaco Carrubba ha rivolto parole di ringraziamento alla ditta donatrice del cimelio, al direttore per l’ incessante opera di rilancio e rafforzamento del museo, alla polizia  di Stato per questo nuovo atto di disponibilità nei confronti dell’istituzione museale. Carrubba  Ha ribadito l’attenzione e la volontà del Comune di impegnarsi per la riapertura al pubblico del museo, da tre anni riavviato in ogni attività interna, anche se  nella  sede provvisoria attualmente costituita dalle sale deposito dei cimeli.

Un cimelio che abbraccia quasi un secolo di storia e tecnologia militare  riportato a nuova vita dal consorzio  dal consorzio di Filadelo Fazio e fratelli, da oggi, innocuo e maestoso, monta la guardia al Castello Svevo,  ma restando ancora ben al di là del suo cancello d’ingresso.

E’ importante sottolineare quest’evento come uno dei primi tentativi, qui in Augusta, di sponsorizzazione di beni pubblici – acquisto e/o restauro – da parte di un’azienda privata. Negli USA è prassi comune. Certo, in questo caso il privato detrae dal reddito imponibile probabilmente l’intera somma destinata per il lavoro eseguito, anche se si tratta di una donazione.

Negli Stati Uniti, dove i  privati gestiscono quasi tutto, dalle  università  agli ospedali (e, infatti, Obama si sta battendo contro la privatizzazione speculativa), i privati aiutano università, scuole, ospedali, musei, ecc., con donazioni più o meno cospicue. Versano, si fanno pubblicità e detraggono dalle tasse. Evitano, però, le pastoie burocratiche e danno una mano alle casse pubbliche.

Con le nuove leggi, anche da noi le aziende private potrebbero fare donazioni alle scuole, ma a parte la ESSO, che annualmente, regala computer  alle scuole o viaggi premio agli studenti, non risulta che ci siano privati che, come i Fratelli Fazio,  danno gratuitamente, come abbiamo sottolineato sopra, a istituzioni pubbliche o private d’interesse culturale.

Speriamo, non solo per il museo della piazzaforte, ancora chiuso, nonostante gli sforzi di  Forestiere e dei suoi collaboratori, che l’esempio dei Fazio faccia scuola.

Cecilia Càsole  – Foto di Francesco Castorina

Un nuovo pregevole cimelio ha arricchito la collezione di cimeli del “Museo della Piazzaforte”ultima modifica: 2010-01-19T11:20:41+01:00da leodar1
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