10 maggio 2012

GRANDE ATTESA PER SAVERIO LA RUINA, PLURIPREMIATO AUTORE E INTERPRETE

In scena l'intenso monologo Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria

Sabato 12 e domenica 13 maggio alla sala Musco, ore 20:45

 

saverio.jpgCATANIA - «Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie, di donne calabresi dell’’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d‘onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava». Saverio La Ruina, cofondatore del gruppo Scena Verticale e nome tra i più noti della drammaturgia contemporanea italiana, racconta così il suo Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria, l'intensa pièce teatrale di cui è autore, regista e interprete e che gli è valsa, tra gli altri riconoscimenti, il prestigioso premio premio UBU (migliore attore e migliore novità italiana, edizione 2007). Lo spettacolo, che ha già raccolto gli elogi di critica e pubblico, andrà finalmente in scena anche a Catania sullo storico palco del teatro Musco, sabato 12 e domenica 13 maggio (ore 20:45) nell'ambito di Te.St., la rassegna che il Teatro Stabile di Catania dedica ai più diversi e stranianti linguaggi della scena contemporanea. Partendo dall'emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Raccontando la storia di una piccola donna in un piccolissimo villaggio, ci racconta della condizione della donna nel villaggio globale.  In Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione, che parla in un dialetto stretto che pare quasi cantato. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici eppure sempre amari. Un monologo doloroso e feroce ma dolce e ironico a un tempo, con il quale il noto e pluripremiato attore e autore contemporaneo porta in scena il degrado di un certo pensiero maschile e maschilista, narrando l'ennesimo caso di sopraffazione familiare perpetuata ai danni di una donna. Il femminicidio e l'annichilimento fisico e culturale ai danni della donna sono dunque il fulcro dell'intera pièce, che riporta all'attenzione del pubblico l'importanza di riflessione su una piaga sociale tristemente tornata di grande attualità. È dello stesso avviso Giuseppe Di Pasquale, direttore dello Stabile etneo, che sottolinea: «Inserendo Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria all'interno del cartellone Te.St. 2011-2012, l'ente teatrale catanese non solo riconferma la sua attenzione verso i nuovi linguaggi della drammaturgia contemporanea di qualità, ma rinnova inoltre un impegno sociale cui il teatro non dovrebbe mai sottrarsi. Una scelta coraggiosa e coerente con il tema della stagione, significativamente intitolata "Donne. L'altra metà del cielo", e interamente dedicata all'universo femminile

Caterina Andò

 

02 maggio 2012

La Lupa con Guia Ielo

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Venerdì 4 maggio ore 21, al teatro Brancati di Catania in scena lo spettacolo di successo “La Lupa” di Giovanni Verga con Guia Jelo. Un adattamento a cura di Turi Giordano , che ne firma anche la regia, e della sua interprete d'eccezione Guia Jelo, che magistralmente da vita a una Gnà Pina, finita e sconfitta, folle, sola, increpata e scura come la sciara ma eterna come l'Etna . Accanto alla bravissima Guia Jelo, nel ruolo di Mara Ilena Maccarrone ; Andrea Galatà è Nanni Lasca. Completano il cast Elisabetta Alma,Fabio Costanzo,Franco Colaiemma , Roberto Fuzio, Iridiana Petrone, Giovanni Santangelo e con Emanuele Puglia nel ruolo di Malerba e la partecipazione di Nellina Laganà nel ruolo di zia Filomena. Una rilettura della novella in cui il rosso della lava riflette il sentimento della passione della Lupa, tumulto e immedesimazione che rivivono nelle musiche originali di Matteo Musumeci , nelle scene e costumi di Giuseppe Andolfo e nei movimenti coreografici di Silvana Lo Giudice.

Una produzione Teatro della Città, fino a domenica 6 maggio.

20 aprile 2012

Stagione teatrale "BIATU A CU CI VENI" prodotta da "TIATRU D''O SULI" di Augusta

Giorno  22 Aprile p.v.  presso il teatro comunale di Augusta si terrà la rappresentazione da parte del "TEATRO STABILE GRAVINA" della commedia di Nino Martoglio  "SAN GIOVANNI DECOLLATO", nell' ambito della stagione teatrale "BIATU A CU CI VENI" prodotta da "TIATRU D''O SULI" di Augusta

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Nino Martoglio chiese nel 1905 a Giovanni Grasso di rappresentare il suo ultimo lavoro “San Giovanni Decollato” e gli venne opposto, dal critico di quella compagnia un netto rifiuto perché il lavoro era ritenuto “debole e non rappresentabile. Mai giudizio si è dimostrato nel tempo inesatto, considerata la fortuna che il lavoro ha avuto nel suo lungo cammino teatrale a cominciare dai successi ottenuti da Angelo Musco che, dopo avere portato al debutto la commedia nel 1908, ne fece un suo cavallo di battaglia. Sullo sfondo della “Civita” di Catania, Martoglio ambienta la sua storia dando vita al personaggio di “Mastru Austinu” il calzolaio devoto a San Giovanni Decollato, con il quale intesse un supplichevole quanto esigente rapporto fatto di simpatici monologhi tendenti ad ottenere da Santo il “miracolo” che possa risorvegli buona parte dei suoi problemi coniugali. Con ricchezza di colore popolare, l’intreccio della trama diventa un affresco di suoni e di parole che ci riporta alla scoperta di quel mondo dove la fantasia lascia il posto alla memoria del nostro passato.

    Turi  Natoli

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   TIATRU D’O SULI

Un altro grande classico del nostro teatro la seconda edizione di “BIATU A CU CI VENI” che ha visto nel suo programma la Musica, il Teatro e il Cabaret. Allargando l’offerta abbiamo voluto dare al pubblico di Augusta quella diversificazione  delle proposte artistiche che la nostra città merita tentando di uscire da un provincialismo che non può che far male, ed il successo ottenuto conferma che la scelta fatta non è stata per nulla negativa. Crediamo fermamente che non si debba restare chiusi nel proprio bossolo, convinti di essere i migliori solo perché qualche parente o amico ci ha concesso bonariamente il suo applauso. Aprendo le finestre della propria mente si può solo migliorare. Continueremo su questa strada cercando di fare tesoro degli errori commessi, nel rispetto del pubblico, unico giudice del nostro lavoro. Un doveroso e sincero ringraziamento va al Comune di Augusta per aver concesso il Teatro che ha ospitato tutte le rappresentazioni e per l’impegno che sta profondendo per il restauro di questa struttura che noi, -rischiando a volte  di diventare antipatici- abbiamo sistematicamente sollecitato, alla Provincia Regionale di Siracusa, agli Sponsor e a tutti gli amici e simpatizzanti che in ogni forma ci hanno sostenuto. Augurando a tutto il nostro pubblico buon divertimento diamo appuntamento alla prossima stagione con la terza edizione di “BIATU A CU CI VENI” .

       Il Presidente  Sergio Sillato

 

02 aprile 2012

“P²: prometeo e peppino impastato”, per la regia dell’augustano Alessio Di Modica.

Primavera all’insegna della legalità di Area Teatro

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Questo è il titolo dello spettacolo che in scena il 3 marzo al cine teatro Odeon di Lentini. Protagonisti gli studenti del Liceo Classico Gorgia di Lentini. Il progetto rientra nel Piano Operativo Regionale di Educazione alla legalità, è stato realizzato grazie all’impegno della scuola, della dirigente Maria Ada Mangiafico dell’istituto Gorgia progetto in rete con Il comprensivo G. Marconi del preside  Filadelfo Scamporrino referenti per i due Istituti rispettivamente il professore  Silvio Pellico e la prof.ssa Silvan Andronaco. Lo spettacolo è il momento conclusivo del progetto. In scena 15 ragazzi raccontano la storia di Prometeo e di Peppino Impastato entrambi traditori verso i padri, il primo perché donò il fuoco agli uomini e subì una punizione tremenda da parte di Zeus : incatenato su un monte un’aquila di giorno gli mangiava il fegato e di notte gli ricresceva, così tutti i giorni.  Il secondo  perché si schierò contro la mafia pur essendo figlio di un mafioso e pagò questa rottura “culturale” con la gogna mediatica seguita alla sua morte per mano della mafia, ma  per  molti  anni lo definto un terrorista suicida durante un attentato. Il linguaggio usato  è stato quello dei pupazzi , la tragedia greca e  la spregiudicatezza drammaturgica del teatro contemporaneo in una miscela innovativa, divertente ed efficace per veicolare messaggi e coinvolgere i ragazzi. A guidare il lavoro la compagnia AREATEATRO : Alessio Di Modica  che ha curato la regia e la scrittura dello spettacolo e Corrado Portuesi che ha curato la parte della scenografia  facendo costruire  ai ragazzi pupazzi, di cui alcuni giganti, con materiale di riciclo solido. Studenti e pupazzi  dunque si son mossi tra i toni drammatici della tragedia greca, e quelli ironici e grotteschi  dei pupazzi, in una messa in scena corale tra la danza  e l’espressività fisica teatrale personale di ognuno: gli Dei come i padrini lottano per il potere, le Oceanine corrono sul monte  in aiuto di Prometeo come gli amici di Peppino impastato sul luogo dell’omicidio, infine la voglia di sognare, di guardare in alto e di volare universale nei tempi  libera tutti: pupazzi incatenati, attori mascherati, corpi uniformati.  La compagnia  Area Teatro ormai ci ha abituati alla sua originale modalità di fare e  insegnare teatro a misura di studente, che fa del teatro un viaggio  di scoperta personale. Il liceo classico Gorgia vanta il primato di essere stata la prima scuola in Italia ad avere realizzato uno spettacolo su queste due figure una che proviene dal teatro antico e ci propone il tema dell’eroismo e l’altro che viene dall’impegno civile  e ci propone il tema della lotta alla mafia. Gli studenti in scena sono Alfio Brunno, Adriana Brunno, Ludovica Brunno, Giulia Catania, Alessia Commendatore, Elenia Centamore, Naomi Del Popolo, Giusy Dettori, Giovanni Gibilisco, Ylenia Ippolito, Giorgio Pistritto, Roberta Ristuccia, Federica Sapienza, Giordana Sicura, Alberto Vasile.

  AREATEATRO

12 marzo 2012

AL BRANCATI DI CATANIA, LA MUSICA E’ ASSASSINA, MA SI RIDE

Domani 13 Marzo alle h 21 debutta al Teatro Vitaliano Brancati di Catania , una prima nazionale assoluta : "Tu Musica assassina" di Manlio Santanelli (foto sotto) . Sul palco diretti da Angelo Tosto:Ileana Rigano, Filippo Brazzaventre , Camillo Mascolino, Valentina Ferrante e Giovanni Santangelo.

 

Manlio%20Santanelli.jpgLa tendenza al crimine, è una gramigna che, se sottoposta ai raggi solari di un forte movente, può germogliare anche all’interno di coloro di cui diresti: “Ma che brave persone!”  E tuttavia, ogni qual volta si verifica un evento più o meno efferato, i preposti alla sua indagine si accaniscono a cercare, nei precedenti dell’autore del crimine, elementi, dettagli o traumi infantili che ne possano aver condizionato la personalità. E’ il momento in cui anche i più inermi cittadini, magari per il solo fatto di trascorrere ore e ore davanti a una scacchiera, vengono sottoposti a un “terzo grado”. Se ne evince che per molti esponenti delle forze  di polizia anche il più innocuo hobby, coltivato in maniera smodata, prima o poi si tradurrà in una imprevedibile strage. E così , il paradosso diviene realtà ! Proprio come la vicenda che sconvolge la tranquilla esistenza di due coniugi colpevoli soltanto di amare la musica classica con un trasporto pressoché patologico. Aggiungasi che lui, direttore di banca, non solo è escluso dall’elenco degli abbonati all’Associazione Musicale della sua città, ma è anche costretto ad avere sotto gli occhi un subalterno e la sua consorte che, grazie a uno scherzo del caso, hanno ereditato una tessera che consente loro di assistere a tutti i concerti della stagione, tutto questo via via sospinge il direttore di banca e sua moglie verso l’abisso. Ma come sono buffi, quanto fanno ridere nel loro impaccio, coloro che dall’oggi al domani contano di trasformarsi in assassini s più o meno seriali! Dietro la comicità: la solitudine e l’amarezza. Dietro la rabbia e la frustrazione: la comicità, a tratti spinta sino al parossismo. Una girandola di emozioni multicolor!

Si replica sino a domenica 1°aprile 2012.

09 marzo 2012

Al “BRANCATI” di CATANIA VA IN SCENA UN’ ESILARANTE E SURREALE FIABA DI WOODY ALLEN, IL GENIO AMERICANO DELL’ UMORISMO

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Giovedì 8 marzo 2012 alle h 21 debutto al Teatro Vitaliano Brancati di Catania, in via Sabotino, La Lampadina galleggiante, attesissima commedia firmata dal genio dell’umorismo Woody Allen, e mai rappresentata in Italia. Una favola postmoderna, semplicissima e illuminante al tempo stesso, delicata e divertente, interpretata da Mariangela D’Abbraccio insieme a Fulvio Falzarano e Mimmo Mancini diretti dalla sapiente regia di Armando Pugliese. La storia è ambientata in una degradata periferia di New York nel 1945, e racconta le vicende di una stravagante famiglia in piena crisi esistenziale. Il padre sogna di vincere alla lotteria e scappare con la sua amichetta, una cameriera di un locale di quart’ordine, ma è assalito dagli strozzini; la madre da ragazzina voleva fare la ballerina e ora progetta di vendere fiammiferi personalizzati per corrispondenza, anche se le sue frustrate ambizioni di successo si riversano sul figlio ‘artista’. Dei due figli , uno appicca incendi, l’altro vorrebbe fare il prestigiatore,  ma è letteralmente terrorizzato dal pubblico e continua a balbettare. Infine,  c’è un manager il cui migliore cliente è un cane che canta. Dall’incontro tra madre con ambizioni artistiche e manager fallito si sviluppa il nodo drammatico del testo. Dalla penosa esibizione del figlio ‘mago’ davanti al finto impresario si passa al desolante rivelarsi di solitudini che sono destinate a non incontrarsi mai, e ogni illusione s’ infrange nel progressivo delinearsi di tante identità fallite e destinate a rimanere tali. In un’atmosfera hopperiana la critica dell’autore al ‘sogno americano’ si fa progressivamente più feroce. L’opera di Allen è intrisa di sfumature oniriche ed è chiaramente inverosimile, eppure presentata con una naturalezza quasi disarmante che la rende plausibile. É un’opera che conquista ed emoziona, catturando il pubblico con la magia e la poeticità dei suoi dialoghi e dei sui personaggi, che difficilmente si dimenticano. Completano il cast Barbara Giordano , Francesco Brandi e Luca Buccarello. Le scene sono firmate da Andrea Taddei, i costumi da Silvia Polidori .

Si replica sino a domenica 11 marzo.

  Claudia Catalano

 

 

 

12 febbraio 2012

SUGO FINTO, ODIO E RISATE Al “BRANCATI” di CATANIA, fino al 26 febbaraio

 

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Dopo Grisù, Giuseppe e Maria  di Gianni Clementi,   in dialetto napoletano, rappresentato qualche giorno con successo al teatro Brancati di Catania, diretto da Tuccio Musumeci, in questi giorni si sta replicando con altrettanto successo, un’altra sapida commedia dello stesso Clementi, in vernacolo romanesco, con due autentiche attrici di razza, PaolaTiziana Cruciani e Alessandra Costanzo, nei panni di due sorelle, zitelle e sciancate, proprietarie nella capitale  di una piccola merceria che rischia la chiusura, come tanti altri piccoli negozi, a causa dell’invasione dei cinesi. L’azione si svolge, per due tempi, tutta nel modesto tinello dell’abitazione delle due che battibeccano continuamente, con battute al vetriolo, soprattutto per le ristrettezze economiche in cui la sorella maggiore, Rosaria,  vuole far vivere il piccolo universo domestico che sta per essere travolto. L’altra sorella è  Addolorata, un nome” parlante” potremmo dire, giacché ella trova conforto solo nel guardare programmi televisivi  trash (si sente, infatti, la voce di Maria De Filippi),   nell’acquisto di qualche elettrodomestico  per un maggiore comfort o nel desiderare  di usare una volta il tassì per recarsi al matrimonio del cugino “carnale”.  Le due donne, di probabile origine meridionale (come fanno intuire i loro nomi), sono le uniche  ad apparire sulla scena di questo chiuso universo, sordo al  mondo esterno, di cui si sente la voce irritata del vicino di casa, sordo anche allo squillo del telefono, ma non alla sirena  del tubo catodico. Come in ogni coppia,  compresa quella gemellare, c’è sempre chi è dominante rispetto all’altro: qui è Rosaria, che attribuisce a sé tutti i meriti e squalifica continuamente la sorella;  orgogliosa  di sé, non ammette repliche, persino nella preparazione del sugo di pomodoro, definito finto (da qui il titolo) quando non c’è la carne. La carne, ovviamente, costa troppo  e, allora, il sapore è dato dal sedano. “Non faccio mai il sugo senza sedano”, borbotta Rosaria, mentre la sorella, spaparanzata davanti al televisore l’accusa, appunto, di preparare solo “sugo finto. Anche  Addolorata  borbotta mentre recita il ruolo della vittima, finché un  ictus “provvidenziale” provoca il rovesciamento dei ruoli: Rosaria diventa la vittima silenziosa, immobile,  davanti al vituperato apparecchio televisivo, di un’Addolorata che ora domina l’universo domestico, ma senza spirito di vendetta, anzi con un affetto sorprendente giacché cura amorevolmente la sfortunata sorella, che imbocca come una bambina. Nella sventura ha scoperto il valore del legame fraterno. Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo, servite dalla regia di Ennio Coltorti, fanno trascorrere due ore di sano divertimento. Si replica al “Brancati” fino al 26 febbraio.

 

Giorgio Càsole - Nella foto: Alessandra Costanzo a sin. Paola T. Cruciani, a ds

 

02 febbraio 2012

A CITTA’ DELLA NOTTE, DOMENICA 5 FEBBRAIO MASSIMO DAPPORTO DIRA’ LA VERITA’

 

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Città della notte/VILLASMUNDO - Con un’esibizione travolgente dell’orchestra giovanile del Teatro Bellini di Catania, è ripresa alla grande la stagione del 2012, diretta dal tenore Marcello Giordano Pellegrino, che ha voluto dare un’impronta diversa rispetto alla precedente direzione artistica: non solo prosa, ma anche musica, canto e balletto. Domenica 5 febbraio sarà la volta della prosa con un’allegra commedia intitolata “La verità”, con Massimo Dapporto e Antonella Elia. Come tutti ricorderanno, Antonella Elia ha conosciuto un periodo di successo televisivo grazie alla popolare trasmissione “ La corrida”, trasmessa da canale 5. Nell’edizione di Città della notte, Antonella Elia reciterà in sostituzione di Benedicta Boccoli, altra piccola star televisiva degli anni passati. Il pubblico verrà condotto allegramente fra tradimenti veri e tradimenti raccontanti insieme ai personaggi, che oscillano dal ruolo della vittima a quello del colpevole … e, alla fine, al pubblico rimarrà il piacere di capire la verità del titolo. Ma sarà bene conoscerla davvero? Com’ è noto, la verità può anche far male. La pièce  gioca con il classico tema del tradimento coniugale portandolo alle estreme conseguenze, in un continuo scambio di ruoli, fra i quattro personaggi sulla scena, un gioco di specchi, vero divertimento della commedia, specchi che riflettono verità sorprendenti: un gioco quasi pirandelliano diretto dal regista cinematografico Maurizio Nichetti, un tempo mimo tra i più famosi d’Italia.

Cecilia  Càsole  -  nella foto, da sin.: Nichetti, Elia, Dapporto

19 gennaio 2012

ARRIVA IN CITTA’ L’ARTE DI PULCINELLA

Gaspare_Nasuto.jpgPer la prima volta ad Augusta si avrà la possibilità di vedere le guarattelle napoletane. I burattini partenopei hanno una storia lunga che parte ne l 1500 e Gaspare Nasuto , guarattellaro DOC  premiato con riconoscimenti  nazionali e  internazionali, porterà il suo spettacolo alla SALA MAGNANI all’interno del FESTIVAL DELLE DUE SICILIE  la cui direzione artistica è curata da AREATEATRO.

PULCINELLARTE mette in scena le gag classiche di Pulcinella: tra l’inconfondibile risata di Pulcinella e le   mazzate Gaspare Nasuto con il suo stile personale ci porterà in un viaggio divertente  per tutta la famiglia.

Il sodalizio tra la compagnia Pulcinella di Mare e AREATEATRO porterà a maggio alla realizzazione di un corso di scultura e manovra Guarattelle nella nostra città, anche in questo caso ci troviamo di fronte a un evento perché sarà la prima volta che Nasuto tiene un corso in Sicilia.

In occasione della presenza in città dell’artista partenopeo il 21 mattina avrà luogo all’interno sempre di Sala Magnani un conferenza sul 1500 napoletano e la commedia dell’arte, fruitori dell’incontro gli alunni della terza elementare dell’Istituto O.M. Corbino del Dirigente Marcello Pisani.

   AREATEATRO

14 gennaio 2012

REGIONALE DI KAMIKAZE AND ROCK ‘N’ ROLL A SORTINO

IMG_6961.jpgArriva la prima regionale dello spettacolo che vede in scena per la prima volta insieme  Gaspare Nasuto e Alessio Di Modica. Sabato 21 al Teatro Italia di Sortino, all’interno del FESTIVAL DELLE DUE SICILIE  a cura di AREATEATRO e  in questa occasione anche grazie collaborazione con Centro Studi Faber ,  all’ospitalità dell’Associazione L. Pirandello  di Sortino. Al suo debutto lo scorso anno al teatro Petrella in occasione del festival  Arrivano dal Mare.. Nasuto e Di Modica mischiano le loro arti, le loro tradizioni: burattinaio della tradizione napoletana delle Guarattelle il primo, narratore della tradizione del Cunto siciliano il secondo.

I loro linguaggi tradizionali si contaminano per dare vita ad  una messa in scena  raffinata  e pregevole, aprendo una pagina importante della sperimentazione del teatro popolare di cui i due sono tra i più  significativi  rappresentati delle nuove generazioni. Attraverso il Cunto e le Guarattelle ci racconteranno il dramma dei Kamikaze giapponesi  durante la seconda guerra mondiale con citazioni delle pagine più profonde dello scrittore nipponico, più volte vicino al nobel, Yukio Mishima. In questa trasposizione i linguaggi popolari teatrali utilizzati danno una forza umana di grande impatto scenico alla parola dello scrittore e ci aiutano a conoscere qualcosa della storia recente di uno dei paesi  più controversi e affascinanti del mondo e a riflettere sulla ferocia degli ideali, sugli assolutismi religiosi,  ideologici ed economici  dei nostri tempi.

14 dicembre 2011

IL CELEBRE E POPOLARE ATTORE SICILIANO TUCCIO MUSUMECI CELEBRATO IN UN LIBRO

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Mercoledì 14 dicembre 2011 alle ore 20 al Teatro Vitaliano Brancati di Catania con Pippo Baudo presentazione dell’ l'ultimo libro di Santino Mirabella dal titolo “In Scena-Conversazione con Tuccio Musumeci” (edizioni Flaccovio Editore).Una serata evento che celebra un attore simbolo del nostro teatro  Tuccio Musumeci. Cinema, televisione, ma soprattutto teatro:Tuccio Musumeci in un’ inedita conversazione insieme all'autore , ripercorre la sua carriera di interprete, dagli esordi in coppia con Pippo Baudo - che firma la prefazione al volume - fino ai più recenti successi. Una dichiarazione d’amore per un mestiere vissuto con passione quasi esclusiva, ma anche una fonte inesauribile di notizie di prima mano su sessant’anni di storia dello spettacolo in Italia. Santino Mirabella , giudice al Tribunale di Catania, è un grande appassionato di teatro e letteratura. Autore presente in numerose antologie di poesia e narrativa , tra le sue pubblicazioni più recenti : l' Opera di poesie Come qualsiasi delle ombre...’, (2011 Casa editrice: ‘Gruppo Albatros Il Filo’ , premiato alla VI^ Edizione del Concorso Internazionale di Poesia 'Vitruvio', in Lecce ed alla X^ Edizione del Premio Nazionale di Poesia "Italo Carretto", in Bardineto e la pluripremiata opera di poesie Per i Viali senza via’ (2010), con illustrazioni di Luigi Fiore( ‘A&B Editrice’) . Tra i vari riconoscimenti di Santino Mirabella si annoverano il Premio Italo Calvino’ (Sanremo); Premio Letterario Nazionale “Le Nuvole–Peter Russell, in Napoli; Premio ‘Giordano Bruno’ dell'Accademia Internazionale Partenopea “Federico II”, in Napoli.

<<Il libro su Tuccio Musumeci -dichiara l'autore - nasce da un atto d’amore per l’uomo e per l’artista>>.

Alla serata di mercoledì 14 dicembre al Teatro Vitaliano Brancati presenti, l'autore , Tuccio Musumeci e PippoBaudo.

    Claudia   Catalano

13 dicembre 2011

Un addio al Kursal Augusteo?

03 novembre 2011

SI RIDE DALL’INIZIO ALLA FINE CON “MISERIA E NOBILTA’” DI EDUARDO SCARPETTA AL BRANCATI DI CATANIA, DIRETTO DA TUCCIO MUSUMECI

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Catania -  Apertura di stagione con il botto al teatro Brancati di Catania, grazie all’esilarante messa in scena della classica commedia Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, commediografo napoletano di fine Ottocento, prolifico di commedie e di figli:  Miseria e nobiltà  è la più famosa e rappresentata commedia, tra i figli illegittimi, memorabili i tre De Filippo,  Eduardo, Tina e Peppino, che presero il nome della madre. Nel 1954 la commedia fu portata sullo schermo da un irresistibile Totò, allora in auge come grande maschera napoletana, nei panni di Felice Sciosciammocca, personaggio topico dei lavori scarpettiani,  circondato da un cast di tutto rispetto, tra cui una giovanissima Sophia Loren, maggiorata fisica, agl’inizi della carriera, nei panni improbabili, data l’esuberanza pettorale, di una ballerina classica, Gemma, interpretata a Catania da una pimpante Giorgia Migliore (nomen omen?) , sul cui seno aggettante adagia il capo  il fortunato Tuccio Musumeci, nella parte recitata da Totò. Il film con Totò e la Loren viene periodicamente trasmesso   dai canali televisivi, tanto da essere diventato un film da culto del genere comico italiano. Il confronto, dunque, poteva essere rischioso e far pendere la bilancia a favore del film diretto da Mario Mattoli, regista che sapeva  “servire” Totò, attore creativo che non si atteneva sempre al copione, inventando di suo.  Nessun rischio.  Né Tuccio Musumeci né Nicasio Anzelmo, il regista della rappresentazione catanese, si sono fatti schiacciare dal confronto e ne sono usciti vincitori. Sì, possiamo dirlo con certezza, non solo perché alla prima di giovedì 27 ottobre, il pubblico rideva e applaudiva a più riprese, ma perché la traduzione in siciliano e l’adattamento alla realtà catanese, con l’inserimento di ironiche battute, hanno conferito sapidità alla rappresentazione tanto da riuscire più comica della rappresentazione filmica. Come sempre, Tuccio Musumeci è sé stesso, caratterizzato, naturaliter, da  una forza, che deriva dalla sua mimica facciale, dalla sua tipica inflessione catanese, grazie alla quale, come abbiamo osservato in altre occasioni,  egli stesso potrebbe essere considerato una maschera del teatro popolare siciliano: la maschera di Tuccio Musumeci , che s’impone sulla scena più con la tecnica del levare, come quella utilizzata  dal grande Eduardo (ci riferiamo a De Filippo, che negli ultimi anni firmava le sue regie con il solo nome di battesimo), cui bastava  soltanto sollevare un sopracciglio per esprimere un’emozione. Eduardo era attore e drammaturgo essenzialmente drammatico.

Continua...

26 ottobre 2011

SPETTACOLO IN APERTURA DI STAGIONE AL BRANCATI DI CATANIA, DIRETTO DA TUCCIO MUSUMECI

Giovedí 27 ottobre 2011 alle h 21 Miseria e Nobiltà, il capolavoro in tre atti di Edoardo Scarpetta

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Ambientata nella Napoli di fine '800, la storia nota a tutti, è quella di Felice Sciosciammocca lo squattrinato scrivano, interpretato da un esilarante Tuccio Musumeci, che vive alla giornata  condividendo la casa con il figlio Peppiniello, la compagna Luisella e  l'amico Pasquale, fotografo ambulante, con la moglie Concetta e la figlia Pupella. Una commedia che ruota tutta intorno alla fame e alla relativa pancia vuota dei suoi protagonisti.

Una situazione difficile, che un giorno viene stravolta dalla proposta del marchesino Eugenio, il quale vorrebbe sposare Gemma, ma  ha bisogno del consenso dei suoi genitori, contrari a tale unione. Il giovane nobile chiede allora a Felice e a Pasquale di  spacciarsi per i suoi aristocratici parenti. Travestimento che darà inizio a una serie di irresistibili equivoci, che si concluderanno con un lieto fine. Fame e scambio di identità , congegni comici del testo, di cui Scarpetta è maestro. Una storia che racconta un’ “Italietta” che parrebbe ormai scomparsa - ma che purtroppo oggi è più attuale che mai - fatta di uomini e personaggi costretti a reinvertarsi ogni giorno per la sopravvivenza, sbarcando il lunario.

Una storia vivace e briosa, resa sul palcoscenico da una cast d'eccellenza diretto da Nicasio Anzelmo: insieme a Tuccio Musumeci e Marcello Perracchio, Rossana Bonafede, Egle Doria, Barbara Gallo, Valentina Ferrante, Massimo Leggio, Plinio Milazzo,Giorgia Migliore, Margherita Mignemi,Claudio Musumeci, Aldo Toscano, Salvo Scuderi e il piccolo Giuseppe Testa. La regia è di Nicasio Anzelmo, le scene di Riccardo Perricone i costumi di Angela Gallaro, i movimenti coreografici di Silvana Lo Giudice.Per info abbonamenti Botteghino  TeatroV.Brancati via Sabotino 4 Catania aperto da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 tel.095-530153 www.teatrodellacitta.it

 

C.C.  -  nella foto, il cast al completo

12 settembre 2011

Lisa Viola recita Martoglio

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AUGUSTA. Lisa Viola, giovane diciottenne liceale, che ha superato lo scoglio dell’esame di Stato al liceo scientifico di Augusta, fa parte del cast artistico che ha rappresentato e sta ancora rappresentando nelle piazze , dell’Isolaun classico testo del grande autore siciliano di Belpasso, Nino Martoglio, che aprì la via del teatro a Luigi Pirandello, il grande drammaturgo agrigentino che rivoluzionò il teatro italiano e europeo all’inizio del secolo scorso. Il testo "Annata ricca (massaru cuntentu)" è stato scritto da Martoglio, nel 1914, in lingua italiana, nel clima della grande guerra e ripreso in dialetto e steso in due atti nel 1921. Questo spettacolo viene rappresentato, proprio, durante questa incomprensibile, volutamente mediatica, guerra degli USA contro l'Iraq. E' tempo di gaiezza e di festosità, suggerisce lo spettacolo, da contrapporre al dramma del quotidiano. Beviamo del buon vino, dopo il raccolto e la vendemmia, per dimenticare e facciamo l’Amore… 
E oggi, con singolare coincidenza temporale, il testo – completamente stravolto dal genio di Fioretta Mari che pone al centro della scena come personaggio principale quello della levatrice lanciando il messaggio “Unitevi e prolificate”- viene rappresentato, soprattutto, come inno alla gioia del vivere insieme in pace e allegria, quasi per affrancarci per un attimo, solo per un attimo, il tempo di uno spettacolo, dagli incubi di una guerra volgare in atto.
Una sorta di racconto campagnolo boccaccesco dove la natura la fa da padrona! 

29 settembre: tempo di vendemmia. Nella notte di San Michele Arcangelo, la natura che viene rappresentata dalla campagna del meridione, per l'esattezza ambientata in una masseria, esplode durante la raccolta dell'uva e durante la pigiatura. Una scansione stagionale del tempo eterno dell'amore, che è soprattutto tempo di trasgressione. Entusiasmo, sesso e ironia ! E' il tramonto. L'aspetto ludico della festa serotina scatena gli istinti più nascosti. Fa caldo. Il sudore del lavoro si trasforma nel sudore dell'accoppiamento. Giovani e meno giovani rimangono coinvolti dai loro furtivi desideri. Massaru Michelangilu, maturo marito di Grazia, molto più giovane di lui e padre di Pina, un'inquieta ragazza, riesce ad allontanare Marianu, smanioso di sessualità, l'incosciente amante della moglie, ma non può impedire che quest'ultimo seduca la figlia senza farsi scoprire. Che rivelerà una grande sorpresa nel finale.  Ci si ritrova così coinvolti in un intricato giocoso racconto i cui fili si aggrovigliano e simmetricamente si sbrogliano, si sciolgono in un microcosmo di passioni che sottilmente raccontano l'uomo e le sue precarietà. La libera e spontanea coralità della festa si confonde con la coralità imposta dal lavoro. I due atteggiamenti si intrecciano e reciprocamente scambiano l'inquietudine dell'impegno con la gioia del disimpegno. Il luogo dove si svolge il racconto è quello della povertà, della fatica e del dolore e gli attori esprimono il tentativo umano di dimenticare angustie e sofferenze affidandosi totalmente al significato profondo della festa e della trasgressione. L'uomo, da sempre, vorrebbe gestire la propria visione umana di libertà. Tenterebbe di allontanare da sé il dolore, la fatica e il sacrificio quotidiano; vorrebbe dimostrare a sé stesso e agli altri che può conquistare la libertà, ed è con questo spirito, questa attesa che vive la festa e le gioie dell'amore. Un atto liberatorio che alla fine diventa soltanto compensativo.  Tutto è apparecchiato per la grande festa orgiastica, per un rito orgiastico del piacere per il piacere, un baccanale dedicato all'amore travolgente e disordinato, ricco di imprevedibili esiti. Ogni cosa è rivolta ai più generosi aspetti della natura sovrana, ai più incontrollabili empiti sensuali contro l'austerità della vita, contro la decenza e la piattezza della vita e la tendenza alla sua normalità. Alla negazione della banalità e della ripetitività delle quotidiane faccende propriocon la contrapposizione degli impulsi indistinti, liberatori di umanità e natura, senza controllo alcuno. Eros e Thanatos sono i padroni della vita. Amore e morte sono Bacco ed Arianna. Vivono la sensualità come comunicazione privilegiata dell'essere al mondo, come esaltazione della vita contro la paura, consapevole o non, della morte, con la insoddisfazione dell'amore alla ricerca della sazietà, come completezza, ma la smania d'amore riprende, sazietà che momentaneamente appaga, ma nella realtà non sazia mai. Una classica commedia campestre e boccaccesca, oggi con maestria rivisitata nel genere del musical, che si risolve in una esibizione dell'eccessivo e della passione: ragionevole e credibile panacea per i mali del mondo. Lisa Viola, la nostra giovane augustana diciottenne, alla sua prima esperienza come professionista della scena, fa onore alla sua città.

V. L.  -  Nella foto: Lisa Viola

13:38 Scritto da: leodar1 in teatro | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: teatro, augusta | OKNOtizie |  Facebook