STORIA PATRIA – NEL RICORDO DEL BOMBARDAMENTO DEL 13 MAGGIO 1943. AUGUSTA MERITA UN RICONOSCIMENTO AL “VALOR CIVILE”

 L’OPINIONE di FRANCESCO MIGNECO, AUTORE DEL LIBRO AUGUSTA, 13 MAGGIO 1943 “ – di Giorgio Càsole

mignecoAUGUSTA. Ritorniamo a parlare dell’avvenimento più tragico che colpì la collettività augustana nella prima metà del secolo scorso: il bombardamento del 13 maggio 1943, con cui  gli americani rasero al suolo  l’Augusta di allora, limitata alla parte insulare. Lo facciamo perché chi scrive ha  proposto di richiedere al presidente della Repubblica di onorare Augusta con una medaglia al valor civile. Ci siamo appassionati a quest’argomento grazie al prezioso contributo di Francesco Migneco, avvocato, già pretore onorario di Augusta, che, oltre dieci anni fa, scrisse per il Giornale di Augusta, diretto da chi scrive, un interessante articolo sull’evento storico, dimenticato dai  più, “La memoria tradita”. Allo stesso argomento Migneco ha dedicato un libro , di oltre 160 pp., uscito nel 2009, dal titolo  Augusta, 13 maggio 1943, l’inferno scese dal cielo. Dal 2009, Migneco non s’è fermato . Ha continuato a tenere desta l’attenzione della gente, soprattutto dei giovani, attraverso  interviste, conferenze nelle scuole e/o  nei circoli, spesso con la collaborazione dell’autore di queste righe. L’ultima occasione  è stata nello scorso mese di maggio al Circolo Ufficiali. Migneco ritiene che non si tratta più di una memoria da celebrare per il rispetto dei morti in quel giorno, morti innocenti, ma di un argomento da considerarsi a tutti gli effetti, “oggetto di Storia patria”, come tiene a sottolineare Migneco che, più volte in passato, ha proposto all’ Amministrazione comunale di istituire, n campo municipale, un giorno del ricordo    per onorare i morti   caduti sotto i bombardamenti furiosi, essendo Migneco stesso un sopravvissuto alla furia dei “Liberators”. Migneco sferra un attacco contro “storici  o pseudo tali, praticoni e facinorosi  in cerca solo di pubblica scena” che non hanno preso nella dovuta considerazione questa sofferta pagina di storia cittadina. – Augusta merita  una medaglia al valor civile, secondo Lei?Sì, ma sarebbe senza significato se non si richiamano alla memoria fatti, azioni e comportamenti della gente augustana che, al di là di ogni reticenza, legittimano la spettanza del titolo. Vi sono ragioni, inattaccabili in fatto e diritto, per cui noi cittadini dobbiamo batterci per questo riconoscimento”. 

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MERCOLEDI’ 28 MAGGIO SARANNO COMMEMORATI I MORTI DEL ’43 AL CIRCOLO UFFICIALI

migneco casoleAUGUSTA – Mercoledì 28 maggio, alle ore 19.00, presso il Circolo Ufficiali di Augusta, serata commemorativa dei morti del maggio 1943 dal titolo “L’inferno scese dal cielo”, cronaca e storia di una pagina vissuta e narrata da Francesco Migneco, già pretore onorario di Augusta, autore di un libro con lo stesso titolo con l’introduzione del giornalista Giorgio Càsole, docente liceale e autore di vari libri su Augusta, e l’epilogo musicale dell’arpista Laura Vinciguerra.

imagesLaura Vinciguerra si diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica di Perugia, perfezionandosi poi con Victoria Jordanova, Judith Liber, Cathrine Michel e Susanna Bertuccioli. Dopo il diploma consegue con il massimo dei voti e la lode la specializzazione di laurea di II livello in interpretazione solistica e si abilita brillantemente in didattica strumentale.

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IL “LATINO VIVO” – di Giorgio Càsole

Un prontuario  tascabile per capire immediatamente le locuzioni e le massime latine più in uso

prontAUGUSTA.  “Che cosa vuol dire “vulnus”? Domando a una ragazza che studia latino. Nessuna risposta. Eppure è una parola usatissima in televisione, spesso, addirittura nei titoli dei tiggì, legata associata in genere all’aggettivo istituzionale. E che cosa significano le espressioni “ad usum Delphini” e “ad acta”, che pure si incontrano nei libri di storia? Anche in questo caso silenzio. Per questo ho pensato a un prontuario  cui ricorrere ogni volta che si incontrano o si ascoltano parole latine. Parole e locuzioni spiegate passo passo, con le attestazioni d’uso, e con informazioni anche curiose, per rendere il libro più  interessante” A parlare così è Giorgio Càsole, nostro collaboratore dall’inizio, ordinario di Italiano e Latino al liceo cittadino di Augusta, autore di non pochi libri, coautore del Dizionario delle parole straniere in uso nella lingua italiana, pubblicato nel 1989 da Mondadori nella collana Oscar. Il “Prontuario del Latino vivo”, di 236 pagine,  a Siracusa è in vendita esclusivamente nella libreria Diana di Corso Gelone.

L. S. 

ALDO PLATANIA, UNA VOCE FANTASTICA

Ha tenuto un concerto da solista nella sala “Piccolo” dello “Stabile”con l’intrattenimento di Giorgio Càsole

 DDDAUGUSTA. Il brano d’esordio, “Passione” di Libero Bovio Aldo Platania l’ha dedicato alla sua bella compagna rumena, Alessia, attualmente lontana. Lo ha fatto dalla sala “Piccolo” dell’associazione “Teatro stabile di Augusta” diretta da Mauro Italia, presieduta da Maria Napoli.  Ci sono stati spettatori venuti persino da Acireale per ascoltare e applaudire vivamente il loro beniamino, Aldo Platania, tenoreaugustano di origini catanesi,  dalla voce possente e dalla dizione chiara, che ha voluto dedicare ai suoi estimatori un concerto di canzoni napoletane e romanze e arie senza tempo, accompagnato dal pianista Salvo Passanisi: una carrellata di canzoni da “Passione”, appunto, fino a “Tu che m’hai preso il cor, titolo d’una celebre romanza tratta dall’operetta “Il paese del sorriso” di Franz Lehar. Più d’ un’ora di spettacolo cucito dagli interventi di Giorgio Càsole, che ha svolto non tanto la funzione dui presentatore, presentando i brani, con alcune note sui brani stessi, ma svolgendo la funzione di vero intrattenitore , interagendo con il pubblico e interpretando propri testi poetici. Lo spettacolo s’è concluso con un fuori scena imprevisto, l’interpretazione di “O sole mio”da parte di Aldo Platania  in duo con il giovanissimo baritono Marco Zarbano.

Lina Solarino – nella foto, da sin. Salvo Passanisi, Giorgio Càsole, Aldo Platania, Marco Zarbano

Una medaglia a Giorgio Càsole

imagesAUGUSTA – Un sentito e doveroso augurio di cuore a Giorgio Càsole per la sua meritata medaglia, ricevuta al compimento di 35 anni di iscrizione all’ Ordine dei giornalisti di Sicilia. Docente liceale, giornalista, poeta, scrittore di libri e attore teatrale, il prof. Càsole collabora attivamente su Augustanews dal 2007, anno della sua fondazione. Direttore del “Giornale di Augusta”, fondato nel 1976, Giorgio Càsole lo si ricorda nel 1979 come conduttore e direttore del telegiornale di Telerondine, prima emittente radiotelevisiva augustana, attività proseguita su Telemarte, dopo la chiusura della prima, mentre viene conosciuto nella veste di conduttore radiofonico in Radio Master Sound, prima radio locale augustana, e in Radio Tropical. E’ fondatore ad Augusta di una delle prime compagnie teatrali, il “Teatro Gruppo”, allora col giovanissimo esordiente Saro Fiorello, mentre dall’82 all’84 è attore di teatro all’ Istituto del Dramma Antico di Siracusa. Attualmente insegna al liceo “Mégara” di Augusta, continua a scrivere articoli per alcune testate giornalistiche e conduce in città diverse rassegne artistiche-culturali, tra queste vale la pena di ricordare le recenti letture dantesche presso il Circolo Ufficiali della M.M. e l’ Istituto penale di Brucoli.

Il prof. Càsole, oltre a essere stato un appassionato “cacciatore di talenti locali”, si è sempre prodigato e distinto per lasciare un segno culturale e artistico nella città di Augusta.

  Giuseppe Tringali

Medaglia dei 35 anni di militanza come giornalista al prof. Càsole

2936140354Il nostro valido collaboratore di Augusta prof Giorgio Càsole ha ricevuto in questi giorni la medaglia dei suoi 35 anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Cogliamo l’occasione per l’augurio di questo meraviglioso traguardo ricordando che il prof Giorgio Càsole ha al suo attivo un curriculum vitae abbastanza intenso,  iniziato come giornalista con Telerondine di Augusta  nel maggio 1979 autore e conduttore di programmi “Spazio poetico”e “Fatti” nonché direttore responsabile del telegiornale. Ancora lo ricordiamo come regista e conduttore del programma un “Argomento alla volta” e attore dall’82 all’84 nell’Istituto del Dramma Antico di Siracusa.  E ancora,  venendo a questi ultimi anni della sua attività,  dobbiamo ricordarlo regista e interprete di varie lettura dantesche per spettatori vari, compresi  i detenuti della casa penale di Augusta,  e il caleidoscopio d’arte rassegna di giovani talenti e regista e conduttore al Circolo Ufficiali della base della  Marina Militare di Augusta.

Per Giorgio Càsole auguri per i suoi traguardi e per la sua intensa attività sociale, culturale  e di insegnamento per i cittadini.

  Mario Bucello  –  Direttore-editore di Antennauno-Lentini

AUGUSTA/ IL “TEATRO STABILE” DIVENTA SEMPRE PIU’ STABILE

Giorgio Càsole racconta un po’ di storia del teatro augustano

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AUGUSTA.  IL “Piccolo” di Milano è stato il primo teatro stabile in Italia. Nacque, nel secondo dopoguerra,  per iniziativa di Paolo Grassi e Giorgio Strehler, intellettuali e uomini di teatro. Strehler è stato per quasi mezzo secolo il più celebrato regista teatrale italiano. Secondo Paolo Grassi il teatro non dev’essere un fatto elitario, ma deve rappresentare un servizio per la collettività, come il servizio dell’erogazione dell’acqua e della luce.  Grassi e Strehler convinsero gli amministratori comunali di Milano a fare del Piccolo una struttura pubblica, con una gestione finanziata dal Comune per  tentare di imprimere una svolta all’offerta di teatro, che non fosse quella fondata solo sul ritorno economico. La struttura pubblica, inoltre, dava agli attori la possibilità di radicarsi nel territorio, evitando  le trasferte faticose delle compagnie di giro.  Per questo il “Piccolo” fu denominato teatro stabile di Milano. Pochi anni dopo,  sorsero altri teatri stabili un po’ in tutt’Italia, sull’esempio dello stabile milanese, diretto dalla diarchia Grassi-Strehler, il primo direttore organizzativo-gestionale, il secondo direttore artistico e regista. Strehler è stato un regista carismatico, ma non unico.  Alla sua scuola si sono formati registi che hanno lavorato al “Piccolo”, ma anche per altri teatri, pubblici e no. Per tutti ricordiamo Lamberto Puggelli, scomparso nell’agosto del 2013,  regista di molti spettacoli e, per qualche anno, anche direttore artistico del Teatro Stabile di Catania, nato quest’ultimo per impulso di Mario Giusti, giornalista, e di Turi Ferro, attore di razza, entrambi catanesi. Anche Augusta ha  oggi un “piccolo” teatro stabile, piccolo davvero: appena trenta posti, con una pedana che funge da palcoscenico. Si trova in Via X Ottobre, 3:  angusti locali che, però, sono stati adattati con gusto e con perizia per ospitare “eventi” non solo teatrali: c’è  persino una sorta di foyer con bar annesso. La struttura non è però pubblica, ma privata. E’ un vecchio locale che un privato ha affittato a un’associazione teatrale, sorta nel 1983, su iniziativa di Sergio Sillato e di Maria Napoli, denominato, in un primo tempo, “Gruppo filodrammatico Pietro Sillato”.

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AUGUSTA/ AMOR VINCIT OMNIA AL CIRCOLO UFFICIALI, CON CANZONI, VERSI E COREOGRAFIE PER CELEBRARE L’AMORE

per  la regìa e la conduzione di Giorgio Càsole, la partecipazione di Aldo Platania, Carmen Scorpo, Gaetano Lombardo, Giuseppe Mazziotta e Cecilia Càsole

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val2AUGUSTA – Dopo le rituali parole di benvenuto, il presidente del circolo ufficiali, ammiraglio Abbamonte, ha ceduto il microfono  a Càsole, regista e conduttore, che ha intrattenuto l’ uditorio sul significato pieno della locuzione latina, tema della serata, che significa l’Amore vince ogni cosa, il cui sottotitolo era Una serata per celebrare l’amore con canzoni e arie intramontabili, poesie e coreografie“. La prima esibizione è stata del tenore Aldo Platania,  artista di origine catanese che colse il suo grande successo nel 1979, conseguendo la vittoria assoluta al “Pomofiore”, trasmissione televisiva condotta da “Gianni Creati”,  che durò quasi un anno, con la finalissima al cine teatro Ambasciatori di Catania.  Successivamente partecipò al “Canta Sicilia” con la canzone inedita, scritta da Formisano Junior,  intitolata “Lu Minaturi” giunta in finalissima  nella trasmissione ” Il Ficodindia” trasmessa  da Telecolor. Partecipò come ospite fisso alla trasmissione televisiva “100 Minuti” per la durata di 15 puntate trasmessa da Tele Sicilia Color. Per quasi 10 anni è stato  prima voce del gruppo Folk di Augusta ” Marcellino”, con cui  si esibiva nelle feste e sagre paesane di molti  paesi della Sicilia.  Da uno dei componenti del gruppo folk, Giuseppe Mazziotta  (ex alunno  di Càsole vent’anni fa al liceo scientifico “A. Saluta”, oggi medico a Torino, con studio ad Augusta), Platania è stato accompagnato alla fisarmonica. Durante la serata, il Mazziotta si è esibito in un assolo per voce e fisarmonica. Ogni aria d’opera e ogni canzone intramontabile è stata  preceduta dalla lettura, da parte di Cecilia Càsole, di informazioni sull’autore e sul brano stesso.   Lo stesso  conduttore  si è  alternato con Platania nell’interpretazione  di  salmi biblici, di  carmi di Catullo,  tradotti da lui stesso, e di  poesie di grandi poeti quali Dante, Elisabeth Barrett Browning, Prèvert, Neruda, secondo una formula già collaudata nello stesso circolo il 2 gennaio, quando  si alternò con l’ammiraglio-presidente, Giuseppe Abbamonte il  quale,  verso la fine, ha dedicato una sua composizione alla moglie. Lo spettacolo è stato reso ancora più animato dalle suggestive coreografie dell’ augustana Carmen Scorpo e del catanese Gaetano Lombardo, due tangueros o tanghèri, che hanno aperto di recente ad Augusta una scuola di tango e di altri balli latino-americani. E’ stata una serata, potremmo dire “aperta” e coinvolgente, che il pubblico ha mostrato di gradire con intensità di applausi per “gli artisti eccellenti”, come li ha definiti Ugo Passanisi, autore del libro Noi, quelli della quarta sponda, presente con la moglie.

AUGUSTA/HANGAR, IL GIGANTE ABBANDONATO – di Giorgio Casole

L’appello per la salvaguardia di un monumento eccezionale. Dichiarato monumento nazionale per iniziativa della Sopraintendenza, attende ancora la realizzazione di un progetto che risale al 1989. Un percorso ideale di visita dall’ hangar i forti spagnoli (in centro di porto) 

hang4AUGUSTA. Maestoso, imponente, abbandonato  e in percolo (dopo il tentativo di fruizione messo in atto dall’associazione  Hangar team, convenzionata con il Comune). Così potremmo sinteticamente definire l’ hangar per dirigibili, che domina, come un tempio greco sull’ acropoli, la baia di Augusta: il primo esempio italiano di architettura militare posto sotto il vincolo della tutela monumentale dalla Soprintendenza di Siracusa. “L’ hangar di Augusta è una delle pochissime opere di tal genere esistenti in Europa. Costituisce, quindi, un prezioso esempio di architettura militare ed è, nel contempo, una valida hang3testimonianza sullo stato dell’arte delle grandi costruzioni in cemento armato all’inizio del secolo,”, il Novecento. Così si legge nella motivazione per il vincolo, redatta dall’architetto Pavone della Soprintendenza aretusea, che nel 1989 annunciò un progetto di restauro conservativo “già in cantiere”. Pavone assicurò: ”Ci misureremo con nuove tecnologie e soluzioni all’avanguardia”. Nel 1989, infatti, si registrò un “cedimento sottofondazionale sotto il portone principale”, come dnunciò l’architetto augustano Francesco Lombardo, autore, con la sua collega Giovanna Cavallo, di uno studio sul recupero funzionale dell’hangar. Il cedimento provocò una grossa lesione in un punto delicato della struttura, “tanto che un contrafforte sta per cedere”, preconizzava  Lombardo, il quale va  che l’Aeronautica militare, proprietaria dell’area,  era intervenuta per frenare “lo sbilanciamento in avanti della parte anteriore dell’edificio. Il Comando della Terza Regione Area, di stanza a Bari, riconosceva  che l’hangar era in “cattive condizioni” ma, a quanto pare, non aveva  intenzione di sborsare più una lira, pur riconoscendo il pregio dell’opera monumento nazionale. Il tenente colonnello Eugenio D’Amico, addetto stampa di quel comando, confermò all’autore di queste righe che “trattandosi di un complesso che non riveste più interesse per fini specifici di difesa dell’Aeronautica e la cui custodia e conservazione richiede l’impiego di notevoli risorse che la Forza armata istituzionale non può distrarre dalle risorse necessarie all’assolvimento di fini specifici, il Comando ha già da tempo avviato una proposta per la dismissione dell’area, sulla cui successiva destinazione è competente il Ministero-Difesa”. Al ministero della Difesa si  rivolse l’allora sindaco di Augusta, Pippo Gulino, per chiedere formalmente l’acquisizione al demanio comunale dell’hangar, degli edifici circostanti e di circa quaranta ettari di terreno dell’area comprensoriale, un tempo aeroporto “Luigi Spagnolo”, oggi area verde a macchia mediterranea, “ideale cornice a impianti sportivi di base (campo di calcio e campi da tennis, già esistenti, ma abbandonati), percorsi di corsa campestre e piste ciclabili”, auspicava  il sindaco Gulino, il quale affermava  che “gli edifici già esistenti, ristrutturati, potrebbero ospitare punti di ristoro, sale convegni e centri sociali, l’hangar debitamente ristrutturato e salvato dalle angherie del tempo e dal disinteresse delle ultime generazioni, potrebbe diventare una struttura polifunzionale (fiere, spettacoli, incontri sportivi), mantenendo la sua natura e importanza di monumento storico”.In effetti l’hangar con i suoi 86.000 metri cubi, all’interno dei quali visitatori antichi e recenti, ospiti volontari o forzati hanno lasciato una variegata testimonianza attraverso graffiti e scritture più o meno deprimenti, potrebbe divenire un enorme contenitore di svariate attività: dall’auditorium del teatro, dall’albergo-foresteria al ristorante, dalla sala esposizioni al centro commerciale (con annessi magazzini).

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