29 febbraio 2012

Drammatica situazione alla Casa Reclusione di Augusta: la denuncia del CNPP alla Procura della Repubblica di Siracusa!

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Come già annunciato nei giorni scorsi, l'intervento del sindacato non si è fatto attendere! Infatti, a seguito dell'iniziativa di Massimiliano Di Carlo - segretario provinciale della FSA/CNPP -, è intervenuta da Roma la segreteria generale del sindacato rappresentativo della Polizia Penitenziaria che ha scritto alla Procura della Repubblica di Siracusa, al Capo del Dap, al Provveditore regionale della regione Sicilia ed al Direttore del carcere di Augusta, chiedendo immediati ed incisivi interventi risolutori e I' individuazione di tutti i responsabili che, nel corso degli anni, hanno determinato le attuali criticità: 

“ Questa Organizzazione Sindacale, dopo i numerosi interventi volti a denunciare la gravissima situazione lavorativa all'interno del carcere, ha dapprima constatato con rammarico, che tutte le autorità sinora coinvolte non hanno adottato alcun provvedimenti concreto né manifestato alcun cenno d'interessamento.Non possiamo che ribadire con forza la necessità d'interventi tangibili per sanare le carenze strutturali e igienico sanitarie, dovute a cedimento inferriate esterne, scoppio e cedimento canna fumaria del gruppo elettrogeno, presenza serbatoi di gas inutilizzati, impianti elettrici non a norma, inagibilità camminamento muro di cinta, anello antincendio non funzionante, pareti scrostate, sanitari malridotti, docce fatiscenti, riscaldamenti non funzionanti, infiltrazioni d'acqua, precarietà dispositivi elettrici delle celle ecc., già accertate e relazionate anche dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dalla Direzione della Casa di Reclusione e dai Rappresentanti della Sicurezza dei luoghi di Lavoro. Considerato che tale struttura è peraltro gravata da carenza d'organico, non colmata nemmeno dal disperso interpello straordinario appositamente indetto dal PRAP di Palermo con nota no 116522-PII1 del 17/11/2011, e dal sovraffollamento che ha nettamente oltrepassato la cd. capienza tollerabile, diviene oltremodo preoccupante il disagio lavorativo di cui tutti sanno parlare solo nei momenti più drammatici e quando tutto è diventato irrimediabile. Visto che la situazione venutasi a creare è divenuta ormai indecorosa e inaccettabile e che organi ed autorità competenti appaiono inerti, si Chiedono immediati ed incisivi interventi risolutori e I'individuazione di tutti i responsabili che, nel corso degli anni, hanno determinato le attuali criticità.”

 

Giuseppe DI CARLO - SEGRETARIO GENERALE

23 febbraio 2012

Visita ispettiva sanitaria del 06 febbraio 2012 al Carcere di Augusta: inauditi i ritardi per l’assegnazione di fondi per il ripristino in toto di salubrità e sicurezza negli ambienti di lavoro

 

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Lettera aperta

Al Direttore della Casa di Reclusione Dr. GELARDI A. -AUGUSTA- E per conoscenza Al Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Regionale –Sicilia Dr. Maurizio VENEZIANO -PALERMO- Al Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Regionale –Sicilia - Servizio Tecnico -PALERMO- Al Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria  Dott.ssa M. CALCATERRA -AUGUSTA- A tutte le OO.SS. Polizia Penitenziaria  SEDE A tutti gli Organi di Stampa  Loro Sedi

Egregio Dr. GELARDI, in riferimento alla nota/comunicazione del 08 settembre 2011 a firma degli  scriventi RLS (che si allega alla presente per facilità di consultazione), si rappresenta che  con l’inizio dei lavori di espurgo dei cunicoli “FINALMENTE” qualcosa si è iniziata ad intravedere. Molto poco, invero, rispetto all’ineccepibile interesse mostrato dalla Direzione dell’istituto verso i gravissimi problemi strutturali e igienico sanitari e di cui gli organi competenti sono stati abbondantemente notiziati. È avvilente, infatti, che nonostante la costante e puntuale informazione fornita sulle condizioni fatiscenti della struttura della C.R. di Augusta , pervenuta ai più anche tramite canali diversi dalla direzione, ancora oggi non sembra vi siano stati seri e risolutivi interventi economici per farvi fronte, considerato, altresì, che detta insostenibile situazione rende  l’istituto un luogo insicuro per tutti, operatori ed utenza.  Giorno dopo giorno aumentano i rischi per la sicurezza di tutti i lavoratori che gli scriventi rappresentano, i quali, anziché sentirsi tutelati dall’Amministrazione Penitenziaria che dovrebbe essere l’elite delle istituzioni statali, vivono in un clima decisamente infelice, tendente solo ad abbassare il livello morale e professionale anche dei dipendenti più dediti al lavoro. Gli operatori di polizia del settore non possono ritenersi professionalmente soddisfatti né tutelati solo per aver intravisto un inizio di lavori che, stando alla situazione attuale, non sembra poter decollare nella misura adeguata al gravissimo problema. Gli ultimi fatti accaduti pochi giorni addietro, riguardanti l’ennesimo cedimento delle inferriate esterne e lo scoppio e il cedimento della canna fumaria del gruppo elettrogeno, vanno ad aggiungersi ad una lunga lista di gravissimi problemi mai risolti. Si pensi al fatto che in caso di blackout l’istituto penitenziario resterebbe al buio totale: se questo non basta per indurre chi di competenza ad interventi immediati e soprattutto fattivi, allora non bisogna lamentarsi quando i lavoratori iniziano legittimamente a manifestare i propri disagi con ogni mezzo di cui si dispone. e semmai si dovesse verificare un incidente sul lavoro che pregiudichi più o meno seriamente l’incolumità del dipendente, cosa accadrebbe? Speriamo che mai si verifichi !

Ma di tutto ciò l’Amministrazione,  forse, non se ne rende ancora conto……….

 

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02 febbraio 2012

AUGUSTA, NUOVA VIOLENZA NEL CARCERE DOVE MANCANO 130 AGENTI

 

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AUGUSTA.  Un nuovo  episodio di  violenza nei confronti di un agente di polizia penitenziaria nella carcere di massima sicurezza, locato sulla provinciale per Brucoli  (per questo impropriamente chiamato  carcere di Brucoli) è avvenuto lunedì 30 gennaio:  un detenuto affetto da disturbi psichiatrici, recentemente rientrato in istituto dopo un periodo di osservazione psichiatrica,  ha aggredito  un assistente capo, giudicato guaribile  in dieci giorni a causa  delle ecchimosi e  delle le forti contusioni riportate. La notizia è stata diffusa dall’attivo e pugnace sindacalista Massimiliano Di Carlo, segretario provinciale del Fsa/Cnnp, che più volte ha fatto conoscere l’allarmante stato in cui versa il carcere di Augusta, pesantemente sotto organico. Sembra quasi di risentire le stesse notizie che venivano diffuse negli anni Settanta, quando scoppiano episodi di violenza nel vecchio carcere all’interno del castello svevo, tanto che nel 1978, , dopo una vera rivolta, il carcere fu evacuato nel giro di due giorni, per decisione presa dall’allora generale dei CC Carlo Albero Dalla Chiesa, venuto nottetempo ad Augusta, senza preavviso, per fendersi conto de visu della situazione. Com’è noto, Dalla Chiesa anni dopo fu nominato prefetto di Palermo per contrastare la criminalità mafiosa, della cui violenza cadde vittima dopo poco più di tre mesi. Ora lasciamo la parola De Carlo:  “Ormai in Sicilia, e d'altronde in tutti gli Istituti della penisola, la scia delle aggressioni sembra inarrestabile e se ci si sofferma sulla gravissima situazione lavorativa del personale che opera nella casa di reclusione di Augusta, aggravata anche dal sovraffollamento, dalla notevole carenza di personale, dalla esiguità di risorse finanziarie necessarie per garantire quantomeno i livelli minimi di salubrità e igiene dei posti di servizio e delle sezioni detentive e dalle carenze strutturali, ci si rende facilmente conto che non si possono chiedere ulteriori sacrifici a questi uomini se non prima aver dato un forte segnale d'interessamento delle istituzioni a ciò preposte. Necessitano interventi incisivi per far fronte al disagio lavorativo, vissuto dagli agenti di Polizia penitenziaria in servizio nella struttura carceraria augustana . Il personale è fortemente demotivato e stanco di operare in continua emergenza. Ci sono circa 700 detenuti e poco più di 200 agenti. mancano almeno 130 unità.”.
  Giorgio Càsole

 

26 ottobre 2011

AGGRESSIONE AD AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA NEL CARCERE DI AUGUSTA

Ennesimo episodio ai danni degli operatori della Polizia Penitenziaria aggrediti da un detenuto.

 

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A lanciare l'allarme è Massimiliano DI CARLO  Segretario Provinciale della FSA/CNPP, Sindacato rappresentativo della Polizia Penitenziaria: "Il grave episodio di violenza si è consumato sabato scorso all’interno della struttura detentiva della Casa Reclusione di Augusta dove due Assistenti Capo di Polizia sono stati aggrediti e malmenati da un detenuto appartenente al circuito "alta sicurezza". Inoltre - continua DI CARLO - ai colleghi gli sono stati riscontrati varie contusioni con prognosi di alcuni giorni.  "E' evidente - continua il Segretario Provinciale della FSA/CNPP - che queste violenze si alimentano anche attraverso le difficili condizioni di detenzione determinate dal sovraffollamento della popolazione detenuta e le gravi condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari che operano sistematicamente a livelli minimi di sicurezza per le notevoli carenze di personale di Polizia e devono quindi fare fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti. La situazione drammatica di Augusta è stata ampiamente denunciata dal CNPP: Carenza di personale (210 unità a fronte delle 357 previste), sovraffollamento (quasi 700 detenuti rispetto alla capienza di 320 posti), carenza igienico-sanitaria e la fatiscenza strutturale che rende inagibili diversi reparti detentivi e la necessità di interventi immediati di manutenzione, la cronica mancanza di acqua. Tutti gli organi istituzionali sono a conoscenza delle gravissime problematiche ma  nesssun intervento risolutivo è stato adottato.

Ma questo non può in alcun modo giustificare le aggressioni e i ferimenti dei nostri colleghi a cui esprimo sentimenti di vicinanza e solidarietà".

  Massimiliano DI CARLO

16 settembre 2011

Grave situazione igienico-sanitaria al carcere di Augusta

Il CNPP scrive alla 12° Commissione del Senato Igiene e Sanità

 

DI CARLO Massimiliano Fsa CNPP.jpgLa segreteria provinciale del CNPP di Siracusa, da tempo, denuncia la gravissima situazione igienico-sanitaria presso il penitenziario di Augusta.

 

 "A seguito del recente intervento dell’ASL di Siracusa, che ha accertato le predette problematiche, l’Amministrazione centrale dovrebbe dichiarare inagibile diversi reparti detentivi e adottare i provvedimenti necessari allo sgombero. Oltretutto, anche il Direttore della Casa di Reclusione di Augusta ha più volte segnalato il grave decadimento igienico sanitario senza però ricevere un concreto riscontro da parte del DAP. Si aggiunge, inoltre, che i responsabili dell’ASL avrebbero riferito che laddove non vengano adottati i necessari provvedimenti, saranno costretti ad avviare le procedure per la comminazione di sanzioni amministrative ed eventuali azioni penali". Questo è quanto dichiara Massimiliano DI CARLO, segretario provinciale del CNPP, sindacato rappresentativo di categoria che sottolinea come  tutto ciò va ad aggravare le difficili condizioni lavorative della Polizia Penitenziaria già penalizzata dalla carenza di personale (circa 215 unità a fronte delle 357 previste dalla pianta organica) e dal sovraffollamento della popolazione detenuta (quasi 700 detenuti a fronte di una capienza di 320 posti).

 "Alla luce di ciò, in data odierna è stato richiesto  l'intervento urgente della 12° Commissione del Senato presieduta dal Senatore Ignazio MARINO e dei vertici dell'Amministrazione Penitenziaria, a tutela della salute pubblica del personale di Polizia Penitenziaria e dei detenuti".

 Massimiliano Di Carlo

03 agosto 2011

RISCHIA IL COLLASSO IL CARCERE DI AUGUSTA: 700 detenuti, 200 guardie in servizio, 130 in meno.

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AUGUSTA. Un altro grido d’ allarme per le sorti del penitenziario Augusta-Brucoli viene lanciato dal sindacato dell’Ugl della  Polizia Penitenziaria:   “La struttura di Piano ippolito  è al collasso e tutto il personale è fortemente demotivato e stanco di operare in continua emergenza. Siamo ad punto in cui è in pericolo la sicurezza e l’ordine riguardante tutto il personale, e la società civile stessa; abbiamo circa 700 detenuti e siamo poco più di 200 unità con una carenza di organico di circa 130 unità di polizia penitenziaria.

La tipologia variegata di detenuti qui presenti è difficile da gestire e spesso il personale, specialmente in questo periodo di ferie, lavora espletando doppio turno di servizio e facendo più posti di servizio.  Non abbiamo mezzi per  il trasferimento ne di soggetti bisognosi di invio al pronto soccorso e soprattutto per il rientro dei medesimi e ci adeguiamo e risolviamo le emergenze come possiamo, spesso dobbiamo sopperire ai piantonamenti perché anche il nucleo traduzioni è carente di organico e ciò ci danneggia ulteriormente”. A parlare è Nello Bongiovanni, componente del consiglio nazionale Ugl P.P., che continua:. “Abbiamo fatto tante proteste, abbiamo scritto a qualsiasi ente, ma adesso penso che siamo intenzionati a protestare in maniera seria, continua e in modo eclatante - ma questa volta ci auguriamo che al nostro fianco ci sia anche la direzione della Casa di Reclusione di Augusta. Nessuno interviene nemmeno relativamente alla struttura dove le cose stanno peggio; difatti,  se si considera che siamo soggetti a potenziali infezioni,  a pericoli di incendi indomabili,  a problematiche elettriche e, soprattutto,  a problematiche d’ acqua che in questa struttura esistono da venti anni circa, oppure all'antincendio che non funziona e dei sotterranei pieni di fogna, nei quali vi è una situazione che è stata definita inaudita anche dalle ultime ispezioni. Le autorità, gli Enti preposti” –sottolinea Bongiovanni – “non comprendono che l'istituto è attualmente una mina che potrebbe esplodere da un momento all'altro.  Anche la direzione sta continuando a scrivere e sollecitare interventi e fa il possibile per reggere  questa precarietà strutturale e di personale; nei giorni scorsi la direzione ha inoltrato al Dipartimento Amministrazione Penitenziariap ulteriori note nelle  quali viene evidenziato  il problema igienico- sanitario gravementecompromesso dalle condizioni climatiche”.

  B. G.

26 maggio 2011

L’Italia dietro le sbarre: una vergogna nazionale!

Ho preso spunto dal più recente , drammatico ed oltremodo eloquente evento  -  di G. Intravaia

intravaia.jpgLuigi Fallico, 59 anni, ritenuto uno dei fondatori delle nuove Brigate Rosse, l’hanno trovato riverso nel letto, in pigiama, nella sua cella, gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Viterbo. Alle 9,30 non si era ancora alzato. Si avvicinano per chiedergli se si sente male. Non risponde. Lo scuotono un po’. Si accorgono che   era morto. Il medico ,poi ,certifica che il decesso è avvenuto quattro o cinque ore prima, sul corpo non c’è alcun segno di violenza, l’ipotesi più probabile è che Fallico sia stato vittima di un infarto. Il suo avvocato difensore  racconta di averlo  visto il 19 maggio scorso, quando aveva voluto essere presente a un’udienza di un processo che lo riguardava: << Aveva avvertito fortissimi dolori al petto ed era stato trasportato nell’infermeria del carcere di Viterbo, dove gli avevano riscontrati valori della pressione arteriosa molto elevati. Invece di trasferirlo in una struttura ospedaliera attrezzata lo hanno riportato in cella. All’udienza del 19 maggio si sentiva ancora poco bene >>.Con la morte di Fallico,   salgono a tre i decessi nel carcere di Viterbo nell’arco di un mese: “Fallico, soffrente di problemi cardiaci ed ipertensione, aveva accusato un dolore al petto ed era stato visitato in infermeria, dove gli erano state somministrate una tachipirina ed un farmaco dilatatore delle coronarie. Questo è solo l’episodio  più recente , di una storia infinita di morti annunciate.. Il 18 aprile scorso a morire era stato un cittadino Senegalese di 30 anni,   il quale , poco prima di essere arrestato aveva subito un intervento chirurgico  alla testa per la asportazione un ematoma dal cervello e, per questo, era  costretto in cella …. pur essendo privo di parte della calotta cranica. ! Domenica 15 maggio, invece, un Agente della  Polizia Penitenziaria  si era tolto la vita sparandosi nello spogliatoio del carcere poco prima di prendere servizio: aveva 42 anni .

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07 marzo 2011

DETENUTO EVADE DALLA CASA CIRCONDARIALE DI AUGUSTA

CARCERE.jpgNelle prime ore del pomeriggio di giorno 4 u.s., presso la casa di reclusione di Augusta si è verificato il più eclatante dei fatti che, certamente, se fossero state ascoltate le richieste di aiuto più volte annunciate dalle scriventi OO.SS, si sarebbe potuta evitare. A evadere dal penitenziario è stato un detenuto, Walter Pitzanti di anni 40, lavorante “sconsegnato” della zona esterna al muro di cinta, nei confronti del quale erano previsti controlli saltuari. Appena è scattato l’allarme tutto il personale di polizia penitenziaria, anche libero dal servizio, si è mobilitato alla ricerca dell’evaso ricercandolo su tutto il territorio megarese (soprattutto in aperta campagna), nel siracusano e in svariate zone della città di Catania, ma purtroppo senza particolari novità sul fuggitivo. Dalle ricerche, ancora in corso, si auspica possano emergere quanto prima elementi utili a riconsegnare l’evaso alla giustizia.

Rabbia e amarezza si leggono nel volto di tutti gli operatori della polizia penitenziaria del comando di Augusta che non avrebbero mai voluto sentirsi tirare in causa per un fatto simile. La carenza di organico (circa 120 poliziotti in meno) e la rilevante precarietà strutturale (da sempre denunciata all’Amministrazione Penitenziaria ed alla Autorità politiche e territoriali competenti) sono il principale motivo per cui possano accadere tali sconvenienti episodi, fatti che rischiano di essere strumentalizzati da taluni non addetti ai lavori, i quali, non conoscendo la reale situazione delle carceri e la reale dinamica dei fatti in questione, s’inventano la qualunque cosa per far notizia, anche facendo assurde ipotesi che rasentano l’illegalità (su questo saremo molto attenti e se del caso avvieremo ogni utile intervento legale a difesa dell’immagine del personale di polizia penitenziaria). Non permetteremo a nessuno, autorità comprese, di addossare colpe agli operatori della polizia penitenziaria che, stando alla situazione generale, non potrebbe che essere esente da responsabilità. Siamo stanchi di ripetere che per mantenere a un livello di sufficienza le attività trattamentali e parallelamente la sicurezza degli istituti penitenziari, ogni struttura deve essere dotata costantemente di un numero adeguato di personale di polizia, oltreché di una sufficiente disponibilità di mezzi e strumenti di controllo, utili, altresì, a ottimizzare tutto il sistema. Siamo stanchi e indignati dalla mancanza di ascolto fino ad ora manifestata dall’Amministrazione Penitenziaria ai nostri innumerevoli gridi d’aiuto. Siamo turbati dal disinteressamento totale della Politica, soprattutto territoriale, verso i problemi principali che affliggono le carceri (strutture fatiscenti, carenza di organico della polizia Penitenziaria e sovraffollamento insostenibile). Siamo altresì scoraggiati dal fatto che anche Sua eccellenza il Prefetto non abbia mostrato particolare interesse verso una questione, quella delle carceri, nell’occasione della casa di reclusione di Augusta, che si ricorda ospita circa 700 detenuti, oltre agli operatori (una città nella città), quindi meritevole di attenzione da parte di tutti……………… indistintamente. Troppe volte siamo stati umiliati con la mancanza o scarsezza di risposte da parte di chi, invece, ha il dovere di porre rimedi ai problemi denunciati. Non abbiamo più tempo né tantomeno volontà di aspettare il “nulla di fatto”. Per questi motivi, oggi, dichiariamo ufficialmente lo stato di agitazione di tutto il personale di Polizia penitenziaria degli istituti presenti sul territorio siracusano. A breve saranno date doverose comunicazioni agli Organi competenti per quelle che saranno le importanti manifestazioni che il personale di polizia Penitenziaria terrà dinanzi l’istituto di Augusta e dinanzi al palazzo del Prefetto. È arrivato il momento di chiedere all’Opinione Pubblica e a tutti Cittadini di aiutare gli operatori della sicurezza, appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, a lavorare con serenità, senza quotidianamente essere mortificati e umiliati nello svolgimento del delicato compito a loro affidato.
 
TIMONARE G . -   SANTORO M. -   MANDOLFO C. -  BONGIOVANNI S. -  DI CARLO M. - SCARSO A. -  ALOTA S.

15 aprile 2010

I DETENUTI DI AUGUSTA RECITANO PIRANDELLO

carcere.jpgTornano in scena nella veste di attori i detenuti della casa di reclusione di Augusta, nell'ambito di un progetto svolto in collaborazione con la Biblioteca comunale di Siracusa e curato dall'animatore culturale Salvo Gennuso. Il debutto ieri, quando sul palcoscenico dell'istituto è stata messa in scena "La Giara" di Luigi Pirandello. Lo spettacolo rientra nell'ambito del progetto sperimentale "Teatro in carcere" che il comune di Siracusa ha avviato all'inizio del 2008. L'iniziativa e' stata voluta dall'assessore alle Politiche culturali, Sandro Speranza, dalla dirigente del settore, Rosaria Garufi, e dalla direttrice della biblioteca, Annamaria Reale, ed ha ricevuto il sostegno del direttore della casa di reclusione, Antonio Gelardi. Lo spettacolo di ieri e' stato riservato ai detenuti e al personale interno. Mentre il 21 aprile, alle 9.30, il carcere aprira' le porte alle famiglie dei reclusi e alle istituzioni. La pratica dei laboratori sperimentata con i detenuti ha gia' prodotto in questi due anni diversi eventi organizzati all'interno del carcere e creato occasioni di incontro e confronto con compagnie, artisti, scrittori. Il gruppo di attori ha lavorato in prova su diversi testi, orientandosi poi verso il classico di Pirandello.

        ITALPRESS

13 aprile 2010

Volontariato e solidarietà al carcere

 

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Ogni anno il liceo classico Mègara organizza laboratori di vario genere, volti all’approfondimento, all’insegnamento e alla solidarietà. Due anni fa si aprì un laboratorio di ceramica e pittura all’interno della casa di reclusione di Augusta. Inizialmente, la proposta suscitò curiosità tra gli studenti, i quali ci iscrivemmo in molti. Il laboratorio prevedeva un corso di preparazione nel quale veniva descritto l’ ambiente all’interno del carcere. Dopo il breve corso di preparazione, noi studenti eravamo pronti per varcare la soglia del cancello principale che conduceva all’interno dell’ Istituto.  All’ingresso vi è una guardiola dove gli agenti della polizia penitenziaria chiedono i documenti. Consegnati i documenti, ci viene rilasciato un pass. Subito, una guardia ci accompagna all’interno di una sala dove depositiamo gli oggetti metallici e i cellulari. Passati sotto il metal detector siamo pronti per entrare nell’istituto. Per alcuni la tensione iniziava a farsi sentire, per noi era come un mondo sconosciuto. Una delle scene che ci ha subito colpito è stata il braccio di un uomo di colore che pendeva fuori dalle sbarre, mentre attendeva di essere smistato in un’altra cella. Mentre attraversavamo i lunghi corridoi, che ci conducevano nel settore adibito a scuola, guardavamo, incuriositi fuori dai finestroni sbarrati che davano nei piccoli cortili dove i detenuti trascorrono l’ora d’aria. Superati i vari cancelli, disseminati lungo il corridoio, siamo arrivati nell’aula di pittura.  Li ci attendeva Arsen Bocaj, il nostro maestro di pittura. Arsen è un detenuto albanese di trentaquattro anni. Per Arsen era la prima esperienza di insegnamento della sua arte a dei ragazzi, e questo un po’ lo spaventava perché non sapeva come comportarsi. Rotto il ghiaccio, abbiamo cominciato a parlare e a dipingere. Lui ci ha raccontato un po’ della sua vita, e della sua “nuova vita” all’interno del carcere. La vita all’interno non è come viene spesso descritta nei film. Il carcere infatti è come una città dentro la città. Il nostro rapporto con Arsen si è stretto molto ed è diventato amicizia. Con lui discutiamo un po’ di tutto. Questa esperienza fantastica ci ha sicuramente fatto crescere e ci ha fatto superare i pregiudizi

     Luca   Santoro

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