SIGONELLA: STUDENTI A LEZIONI DI AERONAUTICA

Foto di gruppoSIGONELLA – LENTINI (SR) – Si è concluso, presso la Base dell’Aeronautica Militare (AM) di Sigonella, il ciclo del progetto che prevedeva attività di tirocinio, formazione ed orientamento per circa 150 studenti dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Arturo Ferrarin” di Catania e dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “E. Majorana” (Indirizzo conduzione del mezzo aereo) di Gela (CL). L’attività, che ha avuto la durata di oltre un mese, è stata sviluppata a seguito delle convenzioni siglate nei mesi precedenti tra il Comandante del 41° Stormo e dell’Aeroporto di Sigonella Colonnello Federico Fedele e i Dirigenti Scolastico degli Istituti Ferrarin e Majorana, rispettivamente il Dott. Giuseppe Finocchiaro e la Prof.ssa Mirella Di Silvestre. Il progetto di collaborazione si è articolato con una serie di percorsi teorici e pratici per gli studenti al fine di sviluppare e valorizzare le loro vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali, avvicinandoli alle attività della Difesa e dell’AM per toccarne con mano le dinamiche organizzative e conoscere meglio una realtà sempre al servizio del cittadino, ventiquattro ore su ventiquattro, senza soluzione di continuità. I dettagli della permanenza dei ragazzi all’interno della base sono stati studiati dai “tutor” della Forza Armata e dell’Istituto. Le attività hanno interessato le branche del controllo spazio aereo e della meteorologia dell’Aeroporto di Sigonella e quelle della manutenzione e dell’attività dei Gruppi Volo del 41° Stormo. Tutte aule di “esperienze reali” dove i ragazzi hanno perfezionato il loro percorso formativo, attraverso l’interagire direttamente con gli specialisti del settore operativo dell’AM. Sia il Dott. Finocchiaro che la Dott.ssa Di Silvestre, nel ringraziare tutta l’AM per l’esperienza peculiare di avvicinamento al mondo operativo della Forza Armata, in sostanza hanno precisato che i ragazzi dopo l’esperienza a Sigonella sono ritornati sui banchi di scuola motivati e ritemprati, sottolineando che alcuni di essi hanno anche rimodulato i loro obiettivi futuri alla luce dei colloqui con il personale della base e delle loro esperienza durante lo stage. Il Col. Fedele, nel farsi portavoce della “vision” dell’Aeronautica voluta dal Capo di Stato Maggiore dell’AM Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, ha detto che “questo tipo di attività, dove protagonisti sono i nostri giovani del futuro, è un segno tangibile verso quell’obiettivo che vede la Forza Armata dinamica e perfettamente integrata nel contesto sociale nel quale opera proiettata sempre al servizio del cittadino e alla salvaguardia delle persone, delle cose, della cultura e dei valori del Paese”. L’Aeroporto di Sigonella ha il compito di fornire il supporto tecnico, logistico, amministrativo ed operativo al 41° Stormo Antisom ed ai Reparti rischierati ed in transito sull’omonima Base Aerea, assicurando i servizi necessari per il sicuro ed efficace svolgimento delle attività di volo. Inoltre, è responsabile della fornitura dei servizi del traffico aereo all’interno della zona di controllo (CTR) di Catania, che comprende i cieli della Sicilia orientale e dei mari adiacenti, ivi compresi gli Aeroporti di Sigonella, Catania-Fontanarossa e Comiso.

   C.S.

SI RINNOVA IL RITO DI SAN GIUSEPPE ALL’ARSENALE MILITARE DI AUGUSTA

1SGiuseppe3AUGUSTA – Anche quest’anno, anticipata al 17 scorso, si è rinnovata la tradizione celebrativa del San Giuseppe, operaio, dell’ Arsenale Militare di Augusta. Sebbene nella sua distinta sobrietà, la cerimonia ha mantenuto un profilo austero e sacrale insieme, proprio come dovrebbero essere, sempre, queste ricorrenze. Nella mattinata, già riscaldata dal sole quasi primaverile, e sbavato da una gradevole brezza levantina, le maestranze arsenalizie provvedevano a prelevare il simulacro del Santo dall’ architettonica cripta incastonata nel muro di cinta di ponente dell’antico bastione spagnolo, lungo il viale, non a caso denominato San Giuseppe, per collocarlo a lato del piccolo altare 2fisso, all’aperto, nello spazio antistante la riva nord dell’Arsenale. La messa è stata officiata dal cappellano militare di Comforpat, don Nicola Minervini, a cui ha fatto sfondo la Corale Jubilaeum, dando particolare tocco di solennità alla celebrazione eucaristica. Don Minervini, durante l’omelia ha tratteggiato con fervore e pacatezza insieme, la figura di San Giuseppe, quale messaggio di operosità, simbolo di obbedienza cristiana, di pace e amicizia. E prendendo spunto da questa, ha rimarcato come questi insegnamenti, questi simboli, nella società moderna si sono affievoliti per far posto a quegli ossessionanti computers, telefonini o altri infernale aggeggi che, in verità, distolgono dal coltivare quei valori dello spirito e dell’umana relazione. Concludeva la cerimonia l’intervento dell’ Amm. Giuseppe Sica, Direttore dell’ Arsenale, il quale, brevemente, ringraziava gli intervenuti: “mi preme sottolineare che grazie alle qualità e capacità dei lavoratori e di tutte le altre forze di supporto dell’Arsenale, nell’anno passato e sino ad oggi, nello stabilimento sono stati conseguiti importanti successi, per avere garantito costantemente l’operatività della Squadra Navale e, insieme al SEN, l’ efficienza delle unità navali di transito o di presenza nella Base.” Ha poi posto l’accento sulla predisposizione della “Scuola Allievi Operai”, quale base imprescindibile per la forma di forza lavoro di qualità, per le peculiari attività arsenalizie. Infine, chiosava “va annotata l’importante attività di certificazione del sistema di qualità al “Nucleo Impianti Elettrici di Bordo”, riconosciuta dall’Ente certificatore “RINA”, che ha valenza per un progetto da estendere a tutta la struttura dell’Arsenale. E’ mia precisa intenzione, e con determinazione, proseguire e rafforzare la struttura dell’Arsenale, di migliorarla con l’ausilio delle forze dello Stabilimento, pur conoscendo quanto sia duro e insidioso questo percorso, proprio perché l’Arsenale svolge una specifica attività di manutenzione navale, in un contesto di esigenze sempre più moderne.”  Salutiamo con piacere gli intenti propiziatori dell’Amm. Sica, facendo voti augurali che possa conseguire gli scopi prefissi, e che l’ Arsenale di Augusta, che storicamente ha svolto e svolge attività determinanti nel supporto navale,riprende il suo ruolo di “Stabilimento Navale di Eccellenza” nell’ area mediterranea. Alla cerimonia era presente il Comandante di Marisicilia, l’ Amm. Nicola De Felice, e altre numerose autorità civili e militari.

   Francesco Migneco

“IL PORTO? CE LO SIAMO FATTI FOTTERE! NOI AUGUSTANI SIAMO UNA MASSA DI INCAPACI”

L’atto di accusa di Walter Capuano, già capo piloti del porto, che, fra l’altro, dice: “Ad Augusta ci siamo stancati di farci prendere per il sedere e non ci è concesso e non lo concediamo il fatto che le banchine del porto commerciale sono oggi diventate come bombardate  grazie all’ignavia di chi ci governa”.

Mobilitazione pro portoAUGUSTA – Walter Capuano, campano di origine, già pilota  e poi capo piloti del porto di Augusta ci dice la sua senza peli sulla lingua sulla vicenda della sede a Catania della nuova Autorità di Sistema Portuale (AdSP), ma prima elenca quali sono le priorità  che incombono con urgenza sul porto augustano: I) dragare nel porto  di Augusta a 18 m. dalle banchine del porto commerciale verso sud fino a raggiungere il fondale cercato, II) ripristinare la diga dove è crollata in vari punti. Lavoro con priorità’ ma da utilizzare i fanghi dragati e con elementi a tre denti,III) eliminare tutti gli scafi sequestrati che occupano le banchine limitandone il loro  utilizzo, IV) ripristinare gli ormeggi del porto commerciale, danneggiati. Capuano, da persona esperta e competente qual è, afferma recisamente: “Non penso che ci sia bisogno di magia, perché se vengono pagate le tasse, le opere pubbliche quando necessita vanno ripristinate; se poi queste opere pubbliche sono di protezione alla ” vita del porto ” penso che a esse vada la  priorita’ come quando su una strada cade una frana o un viadotto.O si aspetta che ci siano lutti per intervenire teatralmente? Oggi su una rivista dello shipping, si definisce : Genova porto dell’Europa, i soliti campanilismi. Vorrei ricordare a tutti che la zona portuale di Augusta è la forza di tutti i porti nazionali ed ignorare questo fatto, significa essere ignoranti  sia nello shipping che nella logistica. Ma forse si vuole questo perché si deve agire così.Purtroppo per la zona portuale di Augusta se non si reagisce si estinguerà’ come sta’ succedendo alla città’ , col beneplacito di tutti; comunque si ha l’impressione che chi ha il potere della logistica e dello shipping è ignorante in materia e non si prendono decisioni coerenti, si da importanza ad altri approdi che non hanno alcuna potenzialità’ dimenticando anche perché lo disconoscono che la Sicilia riuscì ad avere uno sviluppo economico grazie ai traffici che presero forza dallo sviluppo dell’area portuale di Augusta. Perché a una struttura di mercato non si è nominato  il dirigente per  farla operare? A chi serve non ripristinare la diga quando questa nelle attuali condizioni, limita l’operatività degli accosti dei pontili delle raffinerie (incluso il pontile Nato) e delle navi all’ancora in via di rifornimento di bunker? A chi giova mantenere gli accosti commerciali occupati da relitti o da navi sequestrate? E voglio anche ricordare a tutti che nei primi progetti del porto commerciale erano previsti due bacini di carenaggio in muratura. Che fine ha fatto questa idea? Quando io viaggio in autostrada e mi fermo alle stazioni di servizio si trova tutto; perché quando una nave fa scalo ad Augusta non deve avere la stessa assistenza? E parlo anche di qualunque tipo di bunker. Forse la risposta è semplice: noi augustani siamo una massa di incapaci. Ci sarebbero tante domande da farsi, ma qualcuno mi può dire perché ad Augusta si sono avuti commissariamenti  per oltre tre anni Attenzione questo modo di agire e di non agire prima o poi porterà’ a cose non buone, noi ad Augusta vogliamo lavorare, lavorare molto e bene, e solo lavorando al meglio si potrà dare un impulso positivo all’economia di tutta la zona. Solo così si può assicurare un domani ai nostri figli: Se ciò non accadrà i giovani più fortunati emigreranno , i meno alimenteranno organizzazioni non sane. Mi rendo conto che chi ha il potere cerca di far crescere  di più le  zone che gli interessano, col sistema “mors tua vita mea” ma io mi sento in dovere di ribadire che lo sviluppo dell’area portuale di Augusta sarà una forza di trascinamento economica per tutti in Sicilia. Finalmente si è avuta la nomina del presidente dell’ASP. Spero che tutti del porto siano una forza  per questa persona che pur essendo di grande validità ha bisogno di poter e dover valutare tante cose che solo con l’aiuto di tutti lo potrà fare con esito positivo. E’ importante che ci sia forza positiva a proporsi in modo che oltre a superare le difficoltà che ci sono essere capaci effettivamente di rilanciare tutto. Certamente il nuovo presidente dell’ASP si troverà’ a “confrontarsi” con una realtà’ politica forte che appoggerà il porto di Catania con tutti i suoi limiti. Ricordo l’espressione di mio fratello Enrico (capo pilota prima di me): che al porto di  Catania  riescono a vendere ormeggi che non hanno. Se si sarà capaci di superare questi limiti, quasi istituzionali, ci sarà’ reale sviluppo, altrimenti niente. Senza ignorare però che superare questi limiti, è indispensabile per un reale sviluppo economico e logistico che porterà’ di nuovo a considerare  la realtà’ del porto di Augusta, porto del Mediterraneo. Certamente l’uomo dovrà essere lungimirante e non farsi condizionare da nessun opposizione ambientalista che ben guidata riesce a bloccare qualsiasi progetto produttivo (vedi darsena porto Xifonio, e altre eventuali idee) ma sta con gli occhi chiusi quando devono proporre di liberare i ponti di campagna da tutto il luridume che c’è che oltre a essere fonte d’inquinamento, di ogni tipo come molte saline abbandonate umilia il naturale ricambio delle acque della rada interna del porto. A completare il quadro demolitori  per la zona portuale di Augusta c’è la restituzione della somma  che l ‘UE ci aveva assegnato. Continua a leggere

L’ IMPORTANZA DEL PORTO DI AUGUSTA. LA RADA, ELEMENTO ESSENZIALE E DETERMINANTE NELLA STORIA DI AUGUSTA E DEL MEDITERRANEO

l (148)AUGUSTA – La Sicilia non sarebbe stata oggetto di conquista per i Romani, Arabi, Francesi e Spagnoli se non si fosse trovata in una posizione ideale per dominare il Mediterraneo. E, proprio per questo, Augusta non sarebbe stato altro che una comunissima località rivierasca, se la natura non l’avesse dotata di una rada tale da suscitare, fin dai tempi antichi, tra i popoli del Mediterraneo, il desiderio di occuparla. La rada, come elemento essenziale e determinante nella storia di Augusta, per una serie di motivazioni condivise nel tempo da tutte le marinerie transitatevi o rimastevi a lungo. Fonti storiche, in verità poche, nessun documento che avvali  la fondazione da parte dei romani della città che vogliono dare ad Ottaviano Augusto il merito di aver fondato nel 42 a.c.  la città di Augusta, che da egli stesso avrebbe preso il nome. Infatti, le continue e secolari scorribande dei barbari, che con la loro enorme furia distruttrice che riuscivano a mettere in atto, avrebbe cancellato ogni segno o traccia di una eventuale antica città. Si suppone, anche se appare evidente, che nell’era prefedericiana, “lo scoglio” come comunemente è chiamato oggi dai “vecchi” augustani, Augusta fosse quasi disabitato ed incolto, con molta probabilità vi vivevano, in piccole e misere abitazioni, soltanto alcune famiglie di poveri pescatori. Si deve arrivare all’inizio del Tredicesimo secolo per riscontrare sulla penisola, dove molto probabilmente, esisteva già il convento di San Domenico, i primi segni di vita collettiva, accresciutasi sempre più in conseguenza della costruzione del castello  ed alla nascita della città, fortemente voluti dall’Imperatore Federico II di Svezia: germanico di stirpe, italiano di nascita, “sicilianissimo” di crescita e di formazione.   Federico II di Svevia, durante una delle “sue” battute di caccia, in occasione dei frequenti soggiorni nella vicina Catania – sempre con il proposito di portare il centro del suo Impero nel cuore del Mediterraneo, aveva fatto costruire un castello che dal 1255 è conosciuto come Castello Ursino – con sagacia, lungimiranza e con l’innato intuito da grande stratega, valorizzo il sito erigendovi ove vi era una torre di avvistamento – di quante torri di avvistamento, o semplici roche difensive vi erano su quest’isola all’inizio del duecento, non se ne conoscono la quantità –  ma in particolare su quella scelta dall’Imperatore si sa che esisteva sul luogo già in quel tempo, quella edificata nel 1072 dai Normanni, intorno alla quale, come riportato da vari libri di storia locale, Federico II vi fece costruire intorno al 1235 un castello, fondandovi la città che avrebbe preso il suo appellativo di “Augustus”, sistemando a ponente del castello, sulla sottostante riva del porto, un caricatore per l’approvvigionamento e il commercio di derrate via mare. Trascorsi tre secoli, con la Sicilia divenuta vicereame spagnolo e la minaccia turca sulla costa orientale, sarà proprio la rada ad impensierire il vicerè Ferdinando Gonzaga. Infatti, seguirono tumultuosamente la dominazione degli Aragonesi e un periodo di anarchia baronale, ma il porto di Augusta riuscì a sopravvivere, anche perché a chiunque venisse dal mare, talora con intenzioni ostili, un punto d’appoggio come quello poteva sempre far comodo. A seguito delle incursioni turche nel Cinquecento, i dominatori spagnoli dovettero fortificare il porto di Augusta, avamposto difensivo della cittadina. Nel 1567 il viceré Garcia di Toledo fece erigere su una secca rocciosa due forti, cui diede il proprio nome e quello della consorte Vittoria; nel 1571 lo imitò il viceré Ferdinando d’Avalos, il cui nome andò al forte sulla secca meridionale. I resti di queste costruzioni caratterizzano oggi il porto di Augusta, fulcro commerciale e mercantile della città. Nel Seicento il ruolo di città militare che connotava ormai Augusta a quattrocento anni dalla nascita era rappresentato efficacemente dai vessilli sui forti a mare e sul castello, trasformato in cittadella con la creazione dei quattro bastioni tra il 1608 e il 1645.  Ma il vero protagonista era il porto, affollato di vascelli e barche di tutti i tipi, indubbia testimonianza di uno specchio acqueo pieno di vita, ove le attività di commercio si mischiavano e convivevano con quelle a carattere militare.

    Salvatore Legnosecco

CON UN ATTIVO Di 180 MILIONI DI EURO IL PORTO DI AUGUSTA E’ LA GALLINA DALLE UOVA D’ORO, CHE FA GOLA AI CATANESI

Non ci sono siciliani capaci? Il ministro nomini un olandese o un tedesco! di Giorgio Càsole

porto-commerciale-augustaAUGUSTA –  Ammonta a circa 180, diconsi centoottanta, milioni di euro, (che equivarrebbero a circa 360 miliardi di lire)  l’attivo di bilancio dell’Autorità portuale di Augusta, attualmente commissariata, che dovrebbe scomparire per diventare Autorità di sistema portuale (AdSP),  in unione con Catania,  la cui autorità portuale, al contrario, è in passivo. Com’è noto, per la nuova   AdSP , il ministro dei trasporti, Delrio (PD), ha designato  il salernitano Andrea Annunziata (nella foto), già deputato della Margherita e già sottosegretario ai trasporti nel governo Prodi bis e, per otto anni, presidente dell’Autorità portuale di Salerno. “Possibile che in tutta la Sicilia non si trovi una persona con i requisiti?” si e ci domanda maliziosamente un operatore  portuale di Augusta, che, però, non vuole sia fatto il suo nome, e che continua: “Il porto di Catania non è nemmeno adatto alle navi da crociera, non avendo la profondità per le attuali navi  che, invece, Augusta può ospitare e   non dovrebbe nemmeno essere sede di Direzione marittima e, invece, ha un ammiraglio che comanda  la capitaneria di porto. Perché la Marina Militare ha potuto trasferire la sede di Marisicilia da Messina ad Augusta e ora i catanesi  ci stanno scippando la sede del comando dell’Autorità portuale?” Domanda retoricamente il nostro interlocutore che dà subito la risposta: “Perché l’Autorità portuale di Augusta è una gallina dalle uova d’oro, con un attivo di bilancio che si avvicina ai 180 milioni di euro e che aumenta sempre di più, mentre l’Autorità portuale di Catania naviga in cattive acque e, quindi, i catanesi hanno tutto l’interesse a far sì che la sede del comando sia a Catania e non ad Augusta”.  Riepiloghiamo. Sia il sindaco etneo, Enzo Bianco (PD), sia il presidente della Regione, Rosario Crocetta (PD-Megafono), hanno  sostenuto a gran voce che Catania, città metropolitana non può essere priva dell’Autorità portuale, Perché? Dov’è scritto?  Anzi, la legge precisa che la sede della nuova Autorità di Sistema Portuale dev’essere nella città con il porto definito “core” dall’Unione Europea. Augusta è sede del comando di Marisicilia e ha un porto invidiabile e sempre invidiato, che dà allo Stato italiano fior di milioni di euro in diritti erariali, e che potrebbe diventare veramente il porto di tuta la Sicilia orientale, come Catania, con il suo aeroporto è lao scalo più importante della Sicilia. Catania ha già i suoi trofei: oltre l’aeroporto, l’Università , gli ospedali più prestigiosi. Vuole fagocitare tutto? L’area metropolitana, però, non arriva fin qui. Bisognerebbe applicare  la lezione del 28 dicembre 1960 per far capire a Delrio, a Crocetta e a Bianco che non si possono più far valere  basse ragioni di bottega  campanilistica o partitica. Al ministro Delrio si potrebbe dire, se non ci sono siciliani in grado di fare i presidenti della nuova Autorità portuale di sistema, perché non dà l’incarico a un olandese di Rotterdam o a un tedesco di Amburgo? Il suo collega Franceschini non ha incaricato  alcuni non italiani a dirigere i musei italiani? Il porto di  Augusta rende più soldi di un qualsiasi, pur prestigioso, museo.

STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE CIVILE DEL MINISTERO DELLA DIFESA

cgiluilAUGUSTA – Le Segreterie FP CGIL e UIL PA Provinciali del Ministero della Difesa a seguito dell’assemblea nazionale dei quadri e delegati del 23 Febbraio, si impegnano a mantenere lo stato di agitazione del personale civile, a programmare congiuntamente ai territori iniziative di mobilitazione pubbliche e nei luoghi di lavoro e a programmare una mobilitazione nazionale in assenza di risposte del Ministro della Difesa sulle vertenze sotto indicate. In particolare, denunciano l’ennesima sperequazione ai danni del personale civile che si è concretizzata con il reperimento delle risorse economiche per il piano di riordino delle carriere del personale militare (977 ml di €) mentre neanche un centesimo è stato reperito per la costituzione del Fondo che il Ministero si era impegnato a rendere fruibile per il personale civile dal 2017; denunciano il mancato mantenimento degli impegni del vertice politico del Ministero della Difesa ritenendolo responsabile di un disegno politico mirato ad emarginare il personale civile della Difesa anche negando prerogative e diritti previsti da norme e contratti; denunciano l’inadeguatezza del sistema di valutazione delle performance e rigettano ogni tentativo di introdurre l sistema come criterio di punteggio delle progressioni economiche così come ritengono che il sistema della performance sia parimenti inadeguato per come è stato ed è gestito nel Ministero della Difesa; ritengono che l’attuazione del libro bianco così come è in itinere sia una concreta minaccia per la democrazia e per le condizioni del personale civile della Difesa; ritengono che il vero rilancio del Ministero della Difesa passi attraverso un piano straordinario di assunzioni. L’incontro con il Ministro della Difesa , Sen. Pinotti, è fissato per il 28 Febbraio.

     Sebastiano Trigilio (FP CGIL) – Vincenzo Scamporlino (UIL PA)

LA CAPITANERIA DI PORTO DI SIRACUSA COLLABORA AL PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE “DELFINI GUARDIANI DEL MARE DI SIRACUSA”

La Capitaneria di Porto di Siracusa, in collaborazione con l’associazione ambientalista “Marevivo” comunica l’avvio del progetto di educazione ambientale “Delfini Guardiani del Mare di Siracusa”. L’iniziativa si svilupperà in diversi incontri che si terranno presso i locali della Capitaneria di Porto di Siracusa – Sezione Mezzi Nautici – nel periodo che và da febbraio ad aprile prossimo e prevede la partecipazione di circa 200 bambini accompagnati da biologi referenti del progetto. L’obbiettivo primario è quello di accrescere nei più piccoli le conoscenza naturalistiche e stimolare il loro senso di appartenenza nei confronti dell’ambiente che li circonda, facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse. Da sempre il Corpo delle Capitanerie di Porto, nell’ambito delle competenze assegnate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si è mostrato sensibile alle richieste delle associazioni che concorrono allo sviluppo del senso civico teso a salvaguardare il comune patrimonio naturale. La Capitaneria di Porto di Siracusa, pertanto nel condividere lo spirito e le finalità dell’iniziativa, ha offerto il proprio supporto rinnovando la propria collaborazione all’iniziativa anche per quest’anno.

   C.P.

AUGUSTA, SEQUESTRATI 3 FUCILI, DENUNCIATE TRE PERSONE

FucileCacciatoreFeritoAugusta. Lunedì 20,  agenti del commissariato della la Polizia di Stato hanno effettuato dei controlli a coloro che in città detengono armi. Al termine del servizio di controllo, complessivamente sono stati sequestrati 3 fucili, 1 pistola e 236 cartucce di vario calibro e denunciate tre persone. Dei tre soggetti, uno è stato denunciato per gravi indizi di negligenza nella custodia di armi. Un altro per detenzione abusiva di munizionamento e trasporto abusivo di armi e per aver omesso di comunicare la variazione del luogo di detenzione armi. L’ultimo è stato denunciato per detenzione abusiva di munizionamento e trasporto abusivo di armi.

      C.C.

PORTO DI AUGUSTA, LA LEZIONE DIMENTICATA del 28 DICEMBRE 1960 – di Giorgio Càsole

703833131Augusta. Quella mattina dovevo recarmi a scuola. Frequentavo la scuola media intitolata allo scienziato augustano Orso Mario Corbino. Non ci andai. Nessuno ci andò. Uscìì in  strada, nell’ Augusta di allora. Augusta era sostanzialmente l’isola. La cosiddetta borgata stava nascendo. C’era il villaggio Rasiom, voluto da Moratti, sull’esempio di Olivetti, per far star bene gli operai della raffineria, quella raffineria che aveva portato l’agognato benessere. Il polo petrolchimico più imponente era di là da venire. Non c’era alcuna coscienza ecologica. La parola stessa “ecologia” non si conosceva. Di sicuro, però, c’era il porto, quel grandissimo porto, con una base della Marina Militare, che aveva attirato Moratti. Un porto che dava e dà allo Stato fior di miliardi di lire, di milioni di euro oggi, in diritti erariali. Un porto che dava e dà ancora, seppure oggi in crisi, lavoro alla gente di Augusta e non solo, Un porto che faceva, come fa ancora, gola. Nel 1960 faceva gola a Siracusa, con politici nazionali di rilievo, soprattutto all’interno della Democrazia Cristiana. Al Comune di Siracusa, secondo un decreto ministeriale, sarebbe andata la giurisdizione, almeno parziale, sul porto di Augusta, per il tramite di Priolo, allora  Frazione del Comune aretuseo. Il decreto, che era stato firmato, rompeva l’unità amministrativa del porto: ne sarebbero derivate conseguenze perniciose per la funzionalità del porto stesso, danni per le  imprese e, di riflesso, per la comunità cittadina. La notizia fu appresa, in via riservata,  dal consigliere comunale Inzolia, militante nel Movimento sociale, all’opposizione.

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LA M. M. PER LA RICERCA SUL CANCRO

ARicerca cancro MMugusta. Si è conclusa in questi giorni un’iniziativa, nell’ambito della giurisdizione del Comando Marittimo Sicilia, di raccolta fondi a favore dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). La  mattina di mercoledì 22 febbraio  la consigliera AIRC di Siracusa professoressa Nella Giallongo ha ufficialmente ricevuto il ricavato della raccolta pari a € 900,00; un modesto contributo che nel suo piccolo conferma la costante presenza e la sensibilità del personale della Marina Militare nella ricerca e sui progressi compiuti nella ricerca scientifica contro il cancro. L’attività svolta dall’AIRC si sviluppa sia nel raccogliere ed erogare fondi a favore del progresso della ricerca oncologica ma anche nel sensibilizzare e diffondere al pubblico una corretta informazione in materia. I fondi raccolti sono destinati alla ricerca sul cancro attraverso un processo di selezione e supervisione rigoroso, meritocratico e trasparente. La severità e professionalità delle valutazioni dei progetti di ricerca e delle borse di studio sono assicurate dalla direzione scientifica il cui staff è costituito da persone di rilevante esperienza sia tecnico che scientifica. “Un piccolo contributo” – commenta il Comandante Marittimo Sicilia contrammiraglio Nicola de Felice – “per condividere il nostro impegno nel sostenere questa causa i cui ricercatori con il loro prezioso lavoro stanno compiendo passi avanti nella prevenzione, ma soprattutto in una migliore curabilità del male del terzo millennio: il cancro. I risultati delle loro ricerche permettono una conoscenza sempre più approfondita della malattia e della sua complessità aprendo la porta a nuove efficaci terapie. La Marina Militare è vicino ai ricercatori nella lotta contro il cancro”.