16 maggio 2012

E’ POSSIBILE LA COESISTENZA TRA AMBIENTE E INDUSTRIA?

AUGUSTA, GLI  STUDENTI DEL “MÈGARA” ALLA SASOL

 

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AUGUSTA. Qualche giorno fa, alle ore 9.30 alcuni studenti del Liceo Mègara, accompagnati dai docenti Giorgio Càsole e Jessica Di Venuta, si sono recati allo stabilimento Sasol di Priolo. Sono stati accolti dall’ingegnere Mesiti e da Aurelio Gambadoro, presidente del CIPA, i quali si sono dimostrati disponibili nel rispondere alle molteplici domande poste dai ragazzi, spiegando dettagliatamente i processi chimici e tecnici mediante i quali la Sasol si occupa di elaborare tutte lle materie prime che serviranno per la produzione su scala internazionale di creme e detersivi. Quello della Sasol è pur sempre uno stabilimento industriale, soggetto a rischi di tipo ambientale; per questo motivo è intervenuto il presidente del CIPA Gambadoro che ha illustrato le modalità mediante le quali questa associazione si occupa del monitoraggio della trasmissione di polveri sottili nell’aria in modo da scongiurare eventuali pericoli di alto tasso inquinante. Infine, i ragazzi sono stati accompagnati dall’ingegnere Mesiti in visita all’impianto Sasol. In una società capitalistica come la nostra, tentare di far coesistere protezione dell’ambiente e inquinamento del medesimo è come provare a guardare contemporaneamente a destra e a sinistra: praticamente impossibile. Eppure, nello stabilimento Sasol, si è potuto constatare, grazie alla presenza di numerosissime palme, roseti e pitosfori, una quasi perfetta coesistenza tra flora, fauna e sviluppo industriale.

Concludendo, posso definire che la teoria di protezione ambientale e inquinamento deve essere analizzata da più punti di vista, per dare vita a una “pacifica” coesistenza.

       Federica Fiume -  Nella foto, in 1^ fila, fra gli allievi, i docenti  J. Di Venuta e G. Càsole - in 2^ fila, primo a ds., l’ing. Mesiti                                                                                     

 

13 maggio 2012

AD AUGUSTA, IL 4° FESTIVAL DELLE CORALI DI SICILIA UNITRE

 

Ha avuto luogo stamani  presso “Città della Notte”, lo spettacolare esordio delle corali dell’ associazione UNITRE dislocate in Sicilia, che hanno partecipato al loro 4° Festival; gli anni precedenti,  il Festival ha avuto luogo il 1° a Canicattì; il 2° a Catania presso le Ciminiere e il 3° a Pachino presso il teatro di città.

Ad Augusta, quest’anno l’onore di ospitare le Corali di:

 

·        Bagheria con Presidente Antonella Miloro Nasca

·        Catania con Presidente Pina Guggione Lisi

·        Pachino con Presidente Giuseppe Vilardo

·        Canicattì con Presidente Gaetano Augello

·        Niscemi con Presidente Elsa Rizzo

·        Priolo con Presidente Maria Luisa Vanacore

·        Noto con Presidente Franco Castello

·        Augusta con Presidente Giuseppe Caramagno

 

DSCN0426.JPGLe mille poltrone della “Sala Cannata”, la più importante tra le sale cinematografiche del mega complesso augustano del divertimento e della cultura, sono state quasi tutte occupate dagli spettatori accorsi da ogni parte della Sicilia, oltre chiaramente al cospicuo numero, circa 300 persone, degli allievi iscritti nella sola sede di Augusta,  la cui corale si è esibita per ultima, a chiusura dell’ evento.

Il festival è stato formidabilmente condotto dalla bella e giovane presentatrice Michela Italia,  brava soprattutto nell’intrattenere il pubblico in sala durante i tempi di uscita e ingresso sul palco delle 8 corali che si sono succedute, così come è stato molto apprezzato l’intervallo dedicato al cabaret comico dell’ attrice augustana Iacono, nei panni del noto personaggio  “Agatina”. 

Il presidente dell’ UNITRE di Augusta, Giuseppe Caramagno, nella stessa giornata ha voluto cogliere l’occasione per organizzare  una mega escursione turistica nella città, dopo il pranzo nella stessa struttura a cura dello chef Marco Bertoni, per visitare le navi della marina militare ormeggiate presso la banchina “Tullio Marcon”, visitare il più antico santuario mariano di Sicilia, l’ Adonai di Brucoli, il borgo marinaro di Brucoli, con il suo caratteristico canale, l’Hangar di Augusta, dove proprio oggi era in corso la “festa dell’aria” e altri interessanti siti panoramici del nostro territorio, compreso il centro storico dove ha sede il Palazzo di città, recentemente restaurato.

L’ UNITRE di Augusta si avvale di tanti validissimi collaboratori-soci, oltre i componenti del direttivo; gli impegni di oggi saranno stati certamente onerosi,  ma in questi si è visto un grande entusiasmo, da parte di tutti, indistintamente, nell’ offrire quel minimo contributo per ciò che rientra in un grande disegno,“un progetto di vita”, così come la stessa associazione lo definisce.

Nata  a Torino nel 1975, l’ UNITRE, con le sue  268 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale, si prefigge di abbattere le barriere d’ incomunicabilità fra le generazioni e promuovere cultura e socialità, così com’è stato anche oggi a Città della Notte, con lo spettacolo offerto con il  4° Festival delle corali di Sicilia.

  Giuseppe Tringali

 

Alunni del Mègara ai loro coetanei di Intercultura presentano una docu-fiction

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Aula Vallet del liceo Mègara:  incontro tra i studenti del liceo classico e teen ager associati a Intercultura,  provenienti da Francia, Perù, Stati Uniti, Turchia, Islanda, Costa Rica e Honduras, cui  è stato proiettato il cortometraggio “Le Coste Di Augusta”, docu-fiction  in cui si ripercorre tutta la storia della nostra città, realizzato dalla prof Jessica Di Venuta e dai suoi alunni. Si  evidenzia lo stato di abbandono e degrado delle coste.  Il degrado delle saline è stato messo in evidenza da uno spot realizzato da Simona Giardina e Fulvia Saraceno. Un cortometraggio di disegni animati,  realizzato da Luca Musumeci, ha dato risalto a quello sulle coste, come risalto è stato dato da Giulia Epaminonda e  Giulia Spirio,con le loro commoventi  testimonianze sul back-stage della docu-fiction, e da Barbara Spucches con i  suoi versi dedicati al “Mare”.

Federica Fiume

 

Bonifica della rada, uno sogno da 770 mln e oltre

“Le coste di  Augusta”  s’intitola  il video  di studenti del “Mègara”, coordinati dalla prof Jessica Di Venuta, per la terza edizione, dedicata ai paesaggi di costa, di un concorso nazionale bandito da Italia Nostra in collaborazione  vari ministeri. Il video classificatosi,  primo a livello nazionale, è un viaggio nel tempo dall’età della Magna Grecia fino ai nostri giorni: un vero docu-fiction dell’era digitale che esprime il nostro punto di vista sullo scempio perpetrato all’interno della rada di Augusta,  la cui bonifica  rimane un sogno considerando che in  questo periodo  di crisi economica sarà difficile recuperare gli oltre 770  milioni di euro preventivati, somma che rischia di raddoppiare o triplicare, se si perde ancora tempo.  Non è  chiaro quali scelte strategiche possano conciliarsi con uno sviluppo sostenibile e con il rilancio dell’economia  e dell’ occupazione.

Salvo Farini 

12 maggio 2012

FESTIVAL DELLE CORALI DI SICILIA UNI3

MATTINA 13 MAGGIO PRESSO "CITTA' DELLA NOTTE" ,AD AUGUSTA, UN EVENTO UNICO, IL 4° FESTIVAL DELLE CORALI UNI3 DI SICILIA.

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Stiamo realizzando un video per rinverdire le tradizioni locali

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Il pesante lavoro alle saline, sotto i raggi dell’ardente sole,  la gioia del gioco e della compagnia degli amici,  la misteriosa Torre Avalos sperduta in mezzo al mare, i Forti Garsia e Vittoria, il gigantesco Hangar circondato dalla vegetazione  e l’incantevole santuario della Madonna dell’Adonai, rivolto all’infinità dell’azzurro mare, la suggestiva fusione del bianco, nero e dei caldi colori delle scene, gli estasianti paesaggi di una città ormai diversa: questo in sintesi è il racconto del video che noi studenti della II A e della II B del liceo classico, insieme ad altri ragazzi,  stiamo realizzando nell’àmbito del progetto “Far conoscere per amare e rispettare il territorio” bandito dall’Unitre  di Augusta, per consentire ai più giovani di conoscere e amare, appunto, la nostra città, con i suoi monumenti e le sue tradizioni, e il territorio circostante.

Luca Musumeci

11 maggio 2012

Augusta è piena di ricchezze nascoste, basta poco per fare tanto

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 Molti ritengono  Augusta  piccola e brutta.  Per me, Augusta è piena di ricchezze nascoste, paesaggi celati e bellezze non ancora scoperte. La gente che vi abita non si rende conto delle meraviglie che ha intorno e pertanto non le valorizza. Il mare si colora di tutti gli azzurri più belli, le saline si riempiono degli uccelli più strani e particolari, le  zone più interne del “monte” sono  pieni di fantastici fiori e di  stupende farfalle: sembra quasi di fare  un salto nel passato, ai tempi  delle storie dei nonni quando tutto era pulito,  e diverso. Ma allora perché noi cittadini non cerchiamo di rispettare  tutto quello che ci circonda? Basta poco per fare tanto. Il mondo ormai “sta male,  dovremmo davvero smetterla di inquinare. Allora iniziamo a pensare, inventare e fare le cose rendendoci conto che il mondo  in cui siamo noi oggi sarà domani di qualcun altro.

Giulia Vitale

10 maggio 2012

La protesta del 6 maggio dei Forconi a Palermo

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Giorno 6 maggio scorso,  il movimento dei “Forconi”  dislocato nelle 9 province siciliane e i simpatizzanti del movimento NO TAV,  5000 persone circa,  si sono dati appuntamento in piazza della Pace a Palermo per manifestare apertamente il particolare disagio che sta attraversando la popolazione di Sicilia, la regione più remota d’Italia, a seguito delle scelte politico-governative regionali, nazionali ed europee dei governi che si sono succeduti negli ultimi decenni e che hanno messo in ginocchio l’occupazione e l’economia dell’isola. Primo obbiettivo la sede della SERIT, colpevole di essere tra le cause principali del fallimento delle aziende siciliane. L'agenzia delle riscossioni, dal canto suo, si è presentata ai manifestanti con le porte d’ingresso protette dal cordone della squadra antisommossa. Durante la protesta i Forconi, giunti a destinazione, hanno acceso provocatoriamente un fuoco per bruciare le cartelle esattoriali morose; subito dopo il corteo si è spostato a Palazzo dei Normanni, sede dell'assemblea regionale, dopo avere attraversato il cuore della città, paralizzando per quasi 2 ore il traffico cittadino, a coro di battute e rime contro il presidente Lombardo e contro tutta la giunta regionale. Il Comitato Cittadino Augustano, che ha aderito alla manifestazione, ha gridato più degli altri alla stampa e alle tv nazionali le sofferenze e le vessazioni subite nel territorio, compresa l'ultima grave ingiustizia sociale, ovvero il rischio di chiusura del presidio ospedaliero Muscatello. Di fatto non si  è ancora capito come, in virtù dell’ art.6 della legge 5, non siano state adottate le stesse misure prese a Gela e Milazzo, pur essendo stati riconosciuti nel nostro territorio gli stessi alti livelli di criticità. Giunti al Palazzo dei Normanni, i Forconi hanno chiesto un incontro con il presidente dell' ARS Francesco Lo Cascio. Nel corso del l’intera giornata, la sede dell’assemblea regionale è rimasta blindata dalla polizia e non sono mancati  momenti di tensione, specie quando i manifestanti hanno provato a forzare il cordone per entrare nel palazzo; alla fine, vista l’incessante resistenza, una delegazione è stata ricevuta dalla presidenza per essere informata che la problematica sarà, nell’ ambito delle competenze, spostata a Roma.

I Forconi hanno trascorso la notte davanti l'ingresso del palazzo.

 

Il Comitato Cittadino Augustano

Solcheremo ancora l’infinito mare - Cras ingens iterabimus aequor

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DIFENDERE L’AMBIENTE VUOL DIRE DIFENDERE LA NOSTRA SALUTE/Eravamo pedine nelle mani degli altri. Ora siamo consapevoli e vogliamo batterci per il nostro futuro

Difendere l’ambiente vuol dire difendere la nostra salute. Essere  sani non significa semplicemente non avere malattie o infermità,  ma implica anche vivere in condizioni economiche, sociali e ambientali adeguate. Per raggiungere l’obiettivo “Salute” ogni uomo deve essere in grado di migliorare l’ambiente in cui vive. L’ambiente non è materia priva di vita, non è una realtà statica, non è un teatro in cui l’uomo crea e distrugge a proprio piacimento, né tanto meno è di proprietà dell’uomo. L’ambiente nasce con l’uomo e in quanto realtà parallele e diverse, devono necessariamente sapersi adattare l’una all’altra per convivere.  Da quando  l’uomo, offuscato dalla brama di denaro e potere, si è convinto di essere detentore dell’ambiente e di poterlo plasmare per soddisfare le proprie esigenze, ha attuato uno sfruttamento del territorio, distruggendo gli equilibri della natura, ponendo le basi per quei fenomeni naturali che porteranno  inevitabilmente alla distruzione dell’uomo stesso. Coloro che oggi rispettano la propria terra sono sempre meno e anche coloro i quali affrontano l’argomento  sono capaci soltanto  di una retorica astratta, senza essere disposti a realizzare obiettivi largamente teorizzati. E’ di fronte a queste critiche che ci limitavamo ad annuire come rassegnati spettatori di una realtà che non aveva futuro, dimostrando la nostra passività rispetto agli eventi e col pretesto di essere impotenti. Ecco ciò che eravamo:  pedine nelle mani degli altri, anonimi abitanti di una terra di cui non avevamo consapevolezza. Quando abbiamo scelto di partecipare al concorso nazionale sul paesaggio bandito dall’associazione Italia Nostra Onlus, non sapevamo davvero cosa avrebbe significato per noi l’impegno che avevamo accettato di prendere. Né ci aspettavamo che divenisse un’opportunità per riscoprire i luoghi, i valori, i colori, i profumi, la storia della nostra terra, che oggi siamo decisi a difendere.  A dimostrazione della concretezza dei nostri propositi, ci stiamo mobilitando per creare una sezione di Italia Nostra qui ad Augusta, che consenta di accendere i riflettori sul nostro territorio. Spesso la soluzione migliore può sembrare quella di abbandonare la propria terra, andare via. Ma non è facile sopportare la perdita delle proprie radici; un fiore estirpato, anche se all’apparenza bello e vigoroso, col tempo appassirà …  a prescindere dalla velocità con cui batte un cuore può amare così intensamente la propria terra da trovare il coraggio di restare e lottare per cambiarla.

Gioventù bruciata, gioventù passiva, gioventù del tutto e subito … Noi non siamo questo! Noi rappresentiamo il futuro, e insieme siamo in grado di renderlo migliore, lavorando proprio sulle nostre risorse, per crescere.

 

Giulia Spirio, Giulia Epaminonda 

 

09 maggio 2012

IN 200 PER SALVARE IL CASTELLO SVEVO

 

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AUGUSTA. Castello Svevo: da tutti conosciuto, da pochi apprezzato. Passando dal ponte cosiddetto “nuovo” e dai ponti di campagna lo vediamo ogni giorno, ma realmente lo guardiamo? Ci accorgiamo, giorno dopo giorno, di cosa cambia nel suo precario aspetto?  Sappiamo realmente cogliere la bellezza dei suoi scorci sul mare? Non tutti sanno, per quanto sia paradossale, che il nostro castello è un’importante prova del passaggio di Federico II di Svevia nella zona catanese-siracusana, inoltre rappresenta e contiene tutti i caratteri dei castelli federiciani, portati alla massima bellezza. Mescola perfettamente caratteristiche comuni a tutti i castelli, o per meglio dire le fortezze, del periodo, quali la pianta e i materiali, a particolari elementi della muratura e della posizione. Si trova, infatti, tra la porta Spagnola e il mare, cinto dai bastioni, che si affacciano appunto sul mare per due lati. Questa particolarità è stata estremamente deprezzata, sebbene sia uno dei pochi castelli così vicino al mare. Oltre a queste bellezze, bisogna aggiungere gli archi e le volte ogivali all’interno dei saloni. Nonostante tutte queste meraviglie sembrerebbe impensabile in un paese del nord o un paese estero non approfittarne a fini turistici e culturali. Qua no. Qua gran parte del bastione sta cedendo. Qua si realizza una passeggiata e si interdice l’anno dopo. Qua si guarda il castello implodere dentro una voragine. Qua si guarda senza dire nulla..o forse no.  Sembra, infatti, che alcuni giovani e non si siano accorti del crescente problema e che, soprattutto, si siano resi conto dell’importanza di questo bene. Così, mossi da spirito di iniziativa e praticità, cominciano a realizzare una serie di iniziative, coinvolgendo qualora possibile la popolazione. Si muovono su diversi piani, mirando a arrivare a tutte le fasce d’età, partendo dal blitz per pulire il bastione e “fare la barba” al “signor Svevo” fino a una passeggiata per informare gli interessati sulla storia e la situazione attuale del castello.  L’ultima iniziativa si è svolta domenica  6 maggio e hanno partecipato circa duecento persone, testimonianza che il problema non è sottovalutato da alcuni. Ma i nostri ragazzi, non soddisfatti dei successi cittadini, sono determinati a risolvere realmente e alla base il problema svevo. Mandano, quindi,  una lettera con richiesta d’intervento a tutti gli enti responsabili, dall’Unione Europea alla Sovrintendenza passando per il ministero della cultura. Affiancano alla richiesta ufficiale, le richieste e i pensieri dei singoli cittadini, permettendo loro di ricoprire finalmente un ruolo di primo piano in questa faccenda. Le persone pensano. E questo è importante, e questo è giusto. Salvare il nostro castello non consisterebbe semplicemente nel salvare un bene storico, ma un intera città dal degrado urbano e culturale. Preserviamo la cultura e coltiviamola, salviamo le nostre origini. Come pensiamo di avere un futuro, se non rispettiamo il nostro passato?  La manifestazione di cui si parla nel pezzo  pro Castello Svevo ha avuto un grande richiamo, anche perché è stata preannunciata sia di cosiddetti social network, reti, cioè, di comunicazione interpersonale cui tutti si possono collegare attraverso il computer o altri mezzi sofisticati, come l’ipad, è stata ripresa da una troupe di un telegiornale della RAI.

  Anna Guerrisi

ANCORA TRAGICO INCIDENTE SULLA “STRADA DELLA MORTE”, LA PROVINCIALE PER BRUCOLI

AUGUSTA.  Non s’era ancora spento l’eco del tragico incidente automobilistico in untitled.jpgcui ha perso la vita il 47enne Aldo Podestà, lanciatosi contro la rotatoria di Corso Sicilia la notte fra sabato e domenica che, praticamente, a distanza di quarantotto ore, altri figli sono in lutto  per la scomparsa del loro padre, come i tre figli di Aldo Podestà, uno dei quali in ancora tenera età.  Se Podestà è stato vittima della forte velocità, com’è ormai assodato e del fatto che non aveva cintura, tanto che è stato catapultato fuori dell’abitacolo, la nuova vittima della strada, un altro padre, ancora nel pieno vigore degli anni, il quarantenne augustano Giuseppe Saraceno (nella foto), investito sulla provinciale per Brucoli, famigerata arteria lungo la quale nel corso degli anni hanno perso la vita diversi giovani, l’ultimo il compianto Franchino Sarcià, che nemmeno guidava il veicolo, essendo soltanto al lato del passeggero.  L’ investitore   di Saraceno è un giovane fresco di patente, di cui gl’inquirenti hanno fornito le iniziali, C. L., a bordo d’un’autovettura Lancia Y proveniente dal senso opposto a quello su cui viaggiava lo sfortunato Saraceno, la cui morte è stata data dal telegiornale pomeridiano di RAI Regione. C.L. . Visibilmente scioccato dopo l’incidente provocato da lui, il giovane è stato accusato di omicidio colposo. Saraceno lascia moglie e due figli.

Cecilia Càsole

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