23 gennaio 2012

FOTOGRAFI D’ARTE TRA UNA MOSTRA E L’ALTRA COLGONO IL REALE E L’IMMAGINARIO

maddaleni.jpg

AUGUSTA.“Vite abbandonate…vite vissute” questo il titolo della mostra itinerante che ha fatto tappa  ad Augusta, nella sala espositiva “Guido Maddaleni” dell’ Apf (Augusta Photo Freelance). La mostra patrocinata dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) è stata realizzata dall’architetto palermitano Luigi Mirto. A oltre trent’anni dalla legge Basaglia, che chiudeva l’era dei sanatori, la mostra descrive, con un magistrale bianco e nero, sguardi alienati, sorrisi isterici, abbracci mancati di persone che, con un grido muto, urlano al cielo il loro dolore. Ventisei scatti per raccontare il disagio di chi vive ai margini. L’uso della fotografia a pellicola blocca quei momenti in una dimensione  atemporale,  in sospeso tra un passato doloroso e un futuro incerto. Evidente risulta il gusto per l’asimmetria e per le visioni prospettiche che dipingono luoghi solitari. Nessun distacco, nessun pietismo suscitano le foto che mettono in luce l’abilità del fotografo che,  per mesi,  ha vestito i panni del “diverso”. Il risultato di questa mimesi ha portato alla naturalezza dei soggetti ritratti che, non avvertendo la lente della fotocamera, si sono mostrati autentici nella loro disarmante quotidianità. La mostra permette di osservare, attraverso uno spioncino, stralci di un mondo che è sempre sotto i nostri occhi, nei vicoli, nelle strade o nelle case abbandonate, ma che per distrazione o per proposito si cerca di evitare. Diceva il grande drammaturgo irlandese Samuel Beckett “ Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano”. Si è conclusa la mostra dell’Apf tenutasi all’interno del  Salone  settecentesco del Palazzo di Città di Augusta

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15 gennaio 2012

Gli effetti della globalizzazione: dalla Cina e tramite l’ America, gli amici della comunità residente a Boston, fedeli lettori del nostro sito, ci invitano alla visione di questo sensazionale video planetario.

08 dicembre 2011

Torna a splendere il quadro del “Battesimo di Cristo” nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù ad Augusta.

Tela_-_Battesimo_di_Cristo..jpgAUGUSTA. Un dipinto – olio su tela - ritorna a splendere nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù. Trattasi del “battesimo di Cristo” - pala d'altare di anonimo pittore – risalente alla metà del novecento. Nell'opera possiamo scrutare l'effige del Cristo Gesù nell'atto di ricevere il battesimo da San Giovanni Battista - raffigurato a sinistra - secondo i caratteri dell'iconografia classica. In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito Santo discendere su di lui come una colomba (Mc 1, 9-10).  Nell'opera si evince una dimensione verticale, ossia il legame di Gesù con il padre. Un legame valorizzato dal sacramento che sta per ricevere il Cristo, con l'effusione dello spirito santo in forma di candida colomba e dai raggi luminosi che si librano da essa. Il cielo terso è solcato da nuvole e due angeli in alto a destra, rendono ancora più sacrale la scena come se fosse tutto in primo piano. La dimensione orizzontale, ossia il legame tra l'umanità e il verbo incarnato, che nell'opera è inequivocabilmente segno della conversione, è arricchita da un angelo e due figure dai contorni femminili con lo sguardo rivolto al Cristo.  La scena risulta essere delimitata dalle rive – leggermente ondulate - del fiume Giordano, le cui acque limpide e trasparenti, danno la misura della profondità dello spazio prospettico e della lontananza dai corpi. A sinistra Giovanni il Battista - con in mano una ciotola - compie il suo gesto. Detta ciotola rappresenta il punto di equilibrio della dimensione orizzontale - così come la colomba - rappresenta il punto di equilibrio della dimensione verticale, dando armonia alle distanze tra le diverse figure dell'opera. Alla trinità alludono altresì gli angeli stessi, in numero di tre e i colori dei loro abiti. Il dipinto è tornato a distanza di trent' anni nella stessa parete del presbiterio dove era originariamente esposto, rappresentando un nuovo tassello nel lungo processo di recupero artistico dell’edificio sacro. La tela - rimossa nei primi anni ottanta durante i lavori di ristrutturazione dell'interno dell'abside e da allora rimasta in deposito nei locali della sagrestia - è stata sottoposta ad un intervento di restauro, che ha permesso di ravvivarne i colori, nonché il recupero della cornice.

    Seby Gianino

22 novembre 2011

Legambiente e le scuole di Augusta in progetti di rivalutazione di Mègara Hyblaea

arte, cultura, istruzione, ambiente

Il 14 novembre si è “popolato” il sito archeologico di Megara  Hyblaea con gli alunni del liceo “Megara”  e del 1° circolo didattico “G. Pascoli” di Augusta.

I liceali hanno messo in scena un brano di Plauto e hanno fatto da tutor agli alunni delle elementari in un percorso guidato all’interno del sito.

Le attività sono state programmate all’interno della X edizione della manifestazione promossa da Legambiente Sicilia denominata “SALVALARTE”.

Una conferenza stampa è stata tenuta da

 Gianfranco Zanna, responsabile per i Beni culturali di Lagambiente Sicilia;

 Mariella Musumeci, direttore del servizio parco archeologico di “Leontinoi” e delle aree archeologiche di Lentini  e dei comuni limitrofi;

Valentina Pugliares, referente di Salvalarte Augusta e Enzo Parisi, della segreteria di Legambiente e presidente del C.E.A. di Augusta, che ha sottolineato che “ il circolo di Legambiente Augusta ha voluto richiama l’attenzione sul sito di Megara Hyblaea, perché poco è cambiato da SALVALARTE del 2003. Nel 2004 Legambiente si è fatta promotrice, insieme con altre associazioni ambientaliste, circoli culturali e un comitato di cittadini, di una petizione popolare per dire-no al mega inceneritore- ,che, secondo il progetto previsto dalla Regione siciliana, dovrà essere realizzato nelle vicinanze del sito archeologico”.

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18 novembre 2011

La tela del secolo XVIII restituita, dopo il restauro, alla settecentesca chiesa San Sebastiano di Augusta

abigail.jpgAugusta. Dopo la fortunata e apprezzata mostra tenutasi  nella  galleria di palazzo Bellomo a Siracusa, la tela raffigurante “Abigail e Davide,” di autore ignoto del secolo XVIII, è stata restituita, dopo un accurato intervento di restauro curato dalla Sovrintendenza di Siracusa, alla chiesa di appartenenza, la settecentesca chiesa di San Sebastiano,  attraverso il parroco di San Francesco e San Sebastiano, don Franco Scatà.  Il dipinto, però,  in attesa della riapertura della storica chiesa augustana  di San Sebastiano, chiusa da molti anni, è stata collocato nell’abside della chiesa di Sant’Andrea, chiesa che fa parte della parrocchia di San Sebastiano, attualmente retta dal parroco di San Francesco, lo stesso parroco Scatà.  A consegnare l’opera, lunedì 14 novembre, è stata l’augustana Carmela Vella, direttrice della galleria interdisciplinare regionale di palazzo Bellomo.

"Abigail” – ha detto  Carmela Vella –“ figura dell’Antico Testamento, astuta e intelligente, moglie di un ricco proprietario terriero dal nome un po’ sconcertante Nabal (stolto), viene rappresentata in atteggiamento reverente di fronte a Davide, al quale chiede di aver compassione per il suo stolto marito Nabal”, come  si può constatare dalla riproduzione qui inserita.

Giulia Càsole

01 luglio 2011

Il liceo “Mègara” ha partecipato al progetto Comenius

UNA LICEALE DI AUGUSTA SCOPRE USI E COSTUMI DEI TURCHI

 

La classe IVB del liceo socio-psico-pedagogico e le due classi IA e IB del liceo classico partecipano al progetto Comenius, un progetto che offre la possibilità di scoprire le culture delle altre nazioni e di entrare a contatto con loro. Gli Stati coinvolti sono la Germania, la Polonia e la Turchia. Già l’anno scorso si è effettuato il viaggio in Polonia. Quest’anno si è svolto il viaggio in Turchia. Il primo giorno la scuola turca coinvolta nel progetto ci ha accolti nel proprio edificio scolastico, e abbiamo passato l’intera giornata li. Si trattava di una piccola scuola di campagna e forse è per questo che i ragazzi ci hanno accolto come veri e propri vip! Appena siamo arrivati tutti chiedevano con insistenza delle foto con noi, come se venivamo da chissà quale posto! Superati i saluti, abbiamo visitato la scuola, e ci hanno offerto la colazione. Più tardi abbiamo avuto l’occasione di vedere come la gente del posto si avvicini al loro dio. Si tratta di una danza mistica, che consiste nel girare su sé stessi per parecchi minuti. È stato del tutto strabiliante notare che non cadevano a terra o non si sentivano male. Tengono una mano rivolta verso l'alto e l'altra verso il basso. Sembra sia un modo per unire cielo e terra: l'uomo chiamato derviscio si propone come collegamento. Nelle loro cerimonie indossano costumi bianchi di lana, gonne ampie e alti capelli.

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20 maggio 2011

"Cittadino planetario", il titolo della mostra che si terrà ad Augusta

 arte,cultura,ambiente,augusta

clicca sull'immagine per ingrandirla

 L’idea di base è quella di favorire, in particolare tra le giovani generazioni, una riflessione sul problema ambientale e di modificare i comportamenti non sostenibili, attraverso un coinvolgimento diretto dei bambini/ragazzi, aggiungendo la possibilità anche per gli adulti di poter meglio comprendere l’evoluzione energetica ed ecologica degli ultimi anni, e quindi essere facilitati nelle scelte cui saremo chiamati nel futuro.

Le Associazioni:  Augusta Photo Freelance – AVULSS - Guardia Costiera Ausiliaria - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme - Hangar Team – Legambiente – Icob – Shloq - Stella Maris - Studenti non Indifferenti - Sciuscià Associazione Culturale- Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti  Sez.Augusta- Unitre Augusta, con la collaborazione del CEA e con il patrocinio del Comune di Augusta

Comunicano  l’esposizione al pubblico della mostra intitolata Cittadino Planetario

Dal 20 al 28 Maggio  presso Palazzo Vinci in Via P. Umberto 230

 

Dal 4 al 5 Giugno  presso la Banchina “Tullio Marcon” della M.M.  

 

 

La mostra è stata realizzata dal Co.Pe. – (Cooperazione Paesi Emergenti) in collaborazione con l’associazione ManiteseSicilia e Greenpeace  ed è composta da 14 pannelli a colori 140 x 100 cm e da alcune installazioni che mostrano esempi concreti e facilmente accessibili di alternative nella gestione quotidiana delle risorse, quali una “cucina solare”, una “compostiera”, un “impianto ad energia solare” con pannello fotovoltaico per la produzione di elettricità. Attraverso un percorso tra ARIA, ACQUA, TERRA e FUOCO si affrontano temi quali:  “energie rinnovabili” - “risparmio energetico” - “effetto serra ed inquinamento”-  “acqua” - “rifiuti”.

Giorno 20 Maggio  alle ore 19:30, presso  Palazzo Vinci,  l’inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco avv. Carrubba Massimo, dell’assessore all’ecologia ing. Accolla Michele e degli organi di stampa.

  G.T.

 

02 aprile 2011

Torna a splendere il quadro del “Battesimo di Cristo” nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù ad Augusta.

Tela_-_Battesimo_di_Cristo..jpgAUGUSTA. Un dipinto – olio su tela - ritorna a splendere nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù. Trattasi del “battesimo di Cristo” - pala d'altare di anonimo pittore – risalente alla metà del novecento. Nell'opera possiamo scrutare l'effige del Cristo Gesù nell'atto di ricevere il battesimo da San Giovanni Battista - raffigurato a sinistra - secondo i caratteri dell'iconografia classica. In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito Santo discendere su di lui come una colomba (Mc 1, 9-10).  Nell'opera si evince una dimensione verticale, ossia il legame di Gesù con il padre. Un legame valorizzato dal sacramento che sta per ricevere il Cristo, con l'effusione dello spirito santo in forma di candida colomba e dai raggi luminosi che si librano da essa. Il cielo terso è solcato da nuvole e due angeli in alto a destra, rendono ancora più sacrale la scena come se fosse tutto in primo piano. La dimensione orizzontale, ossia il legame tra l'umanità e il verbo incarnato, che nell'opera è inequivocabilmente segno della conversione, è arricchita da un angelo e due figure dai contorni femminili con lo sguardo rivolto al Cristo. La scena risulta essere delimitata dalle rive – leggermente ondulate - del fiume Giordano, le cui acque limpide e trasparenti, danno la misura della profondità dello spazio prospettico e della lontananza dai corpi. A sinistra Giovanni il Battista - con in mano una ciotola - compie il suo gesto. Detta ciotola rappresenta il punto di equilibrio della dimensione orizzontale - così come la colomba - rappresenta il punto di equilibrio della dimensione verticale, dando armonia alle distanze tra le diverse figure dell'opera. Alla trinità alludono altresì gli angeli stessi, in numero di tre e i colori dei loro abiti. Il dipinto è tornato a distanza di trent' anni nella stessa parete del presbiterio dove era originariamente esposto, rappresentando un nuovo tassello nel lungo processo di recupero artistico dell’edificio sacro. La tela - rimossa nei primi anni ottanta durante i lavori di ristrutturazione dell'interno dell'abside e da allora rimasta in deposito nei locali della sagrestia - è stata sottoposta ad un intervento di restauro, che ha permesso di ravvivarne i colori, nonché il recupero della cornice.

    Seby Gianino

24 marzo 2011

DONATO IL “CARRO MATTO” AL MUSEO STORICO DI FORTE “CAVALLI”

carrumatto 3.jpg

Messina 24 marzo 2011

 Un nuovo reperto sarà presto a disposizione presso il Museo Storico della Fortificazione dello Stretto di Messina di Forte Cavalli (Larderia): si tratta del “carro matto”, esemplare donato al Museo Storico dai fratelli Angelo, Andrea e Francesco Privitera di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) per documentare i “carrumatti”, particolari carri da trasporto utilizzati per la costruzione delle fortezze dello Stretto nel tardo '800. 

carrumatto 2.JPGIl reperto si trova ora presso l’Arsenale Militare dove, nell'ambito dei consolidati rapporti culturali che legano l'importante struttura dell'Agenzia Industria Difesa e il Museo di Forte Cavalli, grazie alla disponibilità dell’ing. Gian Francesco Cremonini, verrà restaurato da maestranze specializzate. Il Museo della Fortificazione dello Stretto di Messina, realizzato con la collaborazione della Fondazione Bonino Pulejo e del Comune di Messina, si presenta con nuovi reperti e, anche per quest’anno, la storica sala adibita in origine al controllo del fossato e del ponte levatoio del Forte. Il percorso del Museo, partendo dagli importanti studi balistici del generale Giovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, attraverso le sale del forte, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla Seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche e oggetti appartenenti alla struttura. Il Museo offre l’occasione di conoscere un pezzo di storia dimenticata della città di Messina e i giovani, in particolare, avranno l’occasione di “toccare con mano” la storia studiata sui libri attraverso i filmati dell’Istituto Luce, le bombe d’aereo cadute sulla città, le carte annonarie necessarie a ricevere pane e minestra durante l’ultimo conflitto mondiale, i reperti, le mostre fotografiche e la rassegna di armi, uniformi e materiali.

  Enrico  Casale

03 febbraio 2011

Hanno scritto di lui: intervista lampo al prof. Càsole

,1 al Circolo Ufficiali.jpgS’impone nella vita attirando a sé l’attenzione con la sua voglia di comunicare. Professore di lettere, giornalista, poeta, attore, scrittore, si può dire che le note per farsi apprezzare le abbia toccate quasi tutte. Dedica alla cultura la sua esistenza donandosi anche agli altri rapportandosi con semplicità. Sempre in prima fila Giorgio Càsole per l’impegno che dedica alla sua vita professionale. Recentemente ha conseguito un master di II livello – con la votazione massima, 110/110 e lode ,in “Dirigenti nelle istituzioni scolastiche” all’Università delle Scienze Umane “Niccolò Cusano” di Roma. Il 21 ottobre ha discusso la tesi  Il ginnasio-liceo in Augusta: memoria degli anni 1933-2007,  che stiamo pubblicando a puntate e che prossimamente sarà pubblicata in volume. Ma chi è Giorgio Càsole? Un uomo dalle tante risorse, ne ha così tante che  pur rivestendo diversi artistici e professionali riesce a essere sempre sé stesso.

Abbiamo fatto alcune domande al prof. Càsole per conoscerlo meglio

-         Sei soddisfatto della vita che conduci?

“Voglio, anzi devo, accontentarmi. Ti confesso che vorrei avere più quattrini: i soldi, è vero, non danno la felicità, ma aiutano certamente a procurarsela

-         Hai raggiunto i tuoi obiettivi?

“ Qualcuno sì. Però non bisogna mai fermarsi, perché dietro l’angolo c’è il vuoto.”

-         Ti senti una persona libera?

La libertà è stato e rimane il mio grande unico ideale

-         Tieni al giudizio degli altri?

“Chi è che non ci tiene? Penso nessuno.”

-         Se fosse possibile rifaresti le stesse cose o modificheresti qualcosa?

“Sono convinto che ognuno di noi, se potesse tornare indietro, modificherebbe qualcosa.

-         La vita ti ha fatto dei regali o ti sei conquistato tutto da solo.

“Se consideriamo le mie tre figlie come regali, allora sì, d’accordo, ho avuto tre splendidi  regali dalla vita”.

-         Credi nella parità tra uomo e donna?

“Le donne sono pari e complementari agli uomini

-         Le donne sono sincere?

“Per par condicio:  gli  uomini  sono bugiardi?”

-         Qual è il personaggio di Pirandello che ti piace e del Verga?

“L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello e  la Lupa di Verga

-         Qual è l’autore della letteratura classica che ti piace?

“Non ce n’è uno solo, ma se devo  fare solo  un nome, rispondo:  Dante

-         Qual è il libro che ti ha affascinato?

“Senza dubbio la Commedia  dantesca”

-         Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi alunni?

“Alcune cose essenziali, in primo luogo il rispetto per la nostra lingua, l’amore per la poesia e la letteratura in genere, il rispetto per gli altri e la cosa pubblica.                                                                               

 

Adelaide Pandolfo

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