02 gennaio 2012
Chicche su Fiorello e sul pugile Tiberio Mitri
Intervista di Giorgio Casole al cantante augustano Mimmo Bertoni, l' amico di Fiorello
Servizio di G. Tringali
08:33
Scritto da: leodar1
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08 dicembre 2011
Fiorello, se ci sei, non puoi non rilasciare un commento...
Ad Augusta, Fiorello e telerondine....mentre i giovani potevano andare al ballo senza pagare il biglietto 
I meno giovani ricorderanno certamente gli slanci culturali che Giorgio Càsole, non ancora prof., ha più volte dato in questi lunghi anni alla città di Augusta. Non a caso Rosario Fiorello, tanto per citare un personaggio noto, proprio con lui ha mosso i primi passi esordendo per la prima volta nello spettacolo “Bazar umoristico” della compagnia “Teatro Gruppo” diretta dallo stesso Càsole e nella quale anche chi scrive, allora giovinetto, recitava il ruolo di un vigile urbano di provincia. Il nostro
prof. (nella foto a destra, in compagnia del gabibbo) l’abbiamo poi rivisto in tv nella veste di direttore di telegiornale, a telemarte, la stessa emittente locale radiotelevisiva che diede i natali di speaker radiofonico a Fiorello, attraverso la quale il D.J. Fiorello, nel vecchio locale “Monte Amara” durante una delle sue infinite serate ebbe l’incontro col paladino della “dance music” Claudio Cecchetto. Erano i tempi in cui, ricordo, nel vecchio locale di Monte Amara esistevano due ingressi: uno principale, dove si entrava esibendo regolare biglietto e uno secondario, dietro la piscina, dove l’altra metà dei ragazzi e delle ragazze potevano entrare liberamente senza biglietto, e questo lo sapevano tutti. Allo stesso modo, quando ad Augusta vennero i "Pooh", migliaia di ragazzi si riversarono nella vecchia "Arena Megara", dove si proiettavano i film all'aperto, senza però entrare dall' ingresso principale, bensì aiutandosi nel salto del muro perimetrale, dalla parte opposta al palco; la stessa tecnica veniva impiegata nelle altre occasioni, per assistere alle proiezioni dei film in prima visione, solo che in quelle occasioni ci si arrampicava addirittura nei ficus, incautamente posti vicino ai muri perimetrali.
Andando a ritroso coi tempi, troviamo ancora Càsole nella veste di editore della prima e unica televisione di Augusta, “RadioteleRondine” (seconda in Sicilia solo a “Teletna"), emittente che all’epoca “rischiò” di diventare la terza rete nazionale di Sicilia, Rai 3. TeleRondine iniziò a trasmettere in forma sperimentale nell’Aprile del 1978 dagli scantinati della clinica ospedaliera “Villa Salus” e per volere del suo direttore recentemente scomparso, dott. Innocenzo Galatioto, per poi trasferirsi in centro negli studi di via Principe Umberto 132. Lì accorsero, da tutti i rioni, molti giovani speranzosi di sottoporsi al “provino” che li avrebbe resi famosi in quel misterioso e magico mondo della radiotelevisione, quando la tv era ancora in bianco e nero e le radio andavano ad occupare liberamente le prime frequenze FM. Ricordo pure che le radio avevano un duplice scopo, poiché rappresentavano allo stesso tempo i luoghi ideali per l’incontro, paragonabili, per certi aspetti, alle moderne chat. E fu così che molte coppie, comprese quelle che fino ad oggi hanno resistito al logorio dei tempi e hanno tirato sù famiglie, ebbero origine proprio nelle radio .
Il segnale dell’emittente televisiva TeleRondine, irradiato da un impianto trasmittente con 1.000 watt di potenza e diffuso sui canali 29 – 62 – 31 UHF, era diretto da Umberto Bassi, da non confondere con l’esponente leghista, allora direttore del quotidiano "Diario" di Siracusa, veniva ricevuto a Siracusa città, in provincia di Catania e da mezza Calabria, grazie a un ripetitore piazzato strategicamente sui Monti Climiti, in territorio di Melilli, nell’alto di una vallata, grazie al contributo tecnico e gratuito di un'ex sottufficiale della marina militare, capo Lo Monaco, e di altri valorosi dipendenti Enel, tra i quali ricordo ancora i signori De Luca e Tringali. Tra i programmi trasmessi dall'emittente megarese particolare menzione aveva "Spazio Poetico" condotto sempre da Càsole, dove venivano presentati molti talenti creativi della nostra terra dimostrando, inaspettatamente, un vero successo di pubblico, proprio per la possibilità di presentare in passerella tali personaggi. Agli inizi del 1980, l’emittente aderisce al consorzio TVA Televisioni Associate, per interrompere definitivamente le proprie trasmissioni alla fine del 1988. Furono quelli i tempi in cui un altro fenomeno, quello delle radio libere, andava espandendosi straripando l’etere della comunicazione in Italia, proprio come oggi avviene nel mondo con le moderne chat di internet. Noi c’eravamo, i ragazzi di allora: Saro Fiorello che non superò il primo provino radiofonico, Gianni Masala coi suoi programmi sportivi, Franco Tanasi con la trasmissione pomeridiana di musica dance con tanto di effetti speciali che tanto piacevano alle ragazzette, Sandro Bonaccorsi con la musica “by night” e le sue note romantiche che andavano perdendosi nella notte lacerando i cuori delle mature signore, Primo Acireale, Corrado Quartarone e tanti altri o forse tutti i giovani dell’ isola perché, a pensarci bene, eravamo tantissimi e ci volevamo tutti bene, anche quando facevamo a cazzotti. E le nostre storie andavano raccontate nelle pagine dei giornali della provincia, come oggi succede con il “Giornale di Augusta”, con il "Diario Doc" di Siracusa o, attraverso il web, con “augustanews.tk” dove, per caso o per fatalità, col prof. Giorgio Casole ci siamo ritrovati per provare ancora una volta a dare un ulteriore slancio, attraverso un forum cittadino libero e incondizionato, alla cultura, all’ arte, alla musica e alla storia della nostra “Augusta” cittadina che non potrà tramontare mai.
Giuseppe Tringali
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Commenti
complimenti per l'articolo che ha toccato profondamente il mio cuore e anche i miei ricordi legati ad un periodo bellissimo della mia e perchè no della nostra vita...mi rivedo insieme a te caro Giuseppe, giovane, e a quel magnifico gruppo che dal niente realizzò un vero e propio sogno e come un sogno è rimasto la bellezza dei ricordi ...ciao ...e spero magari un giorno di rivederci tutti insieme ...magari solo per ricordare .
Scritto da: salvo bellistri | 09 dicembre 2011
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Salve Prof la ringrazio..lei, anche se in modi differenti, ci ha conosciuti e quindi oggi non può che dimostrare la sua "approvazione" per me e silvio. Quanto all'articolo devo dirle che è alquanto commovente, nelle sue parole è celata una forte nostalgia degli anni passati; anni genuini in cui ci si divertiva con mezzi differenti e dove i ragazzi si mettevano in gioco. Lei è stato uno dei promotori di quanto è stato scritto nell'articolo,nonchè diretto protagonista; e avendo vissuto due epoche, o meglio realtà, quella passata e quella attuale non può altro che risentirne maggiormente della fine di ciò che è stato. Però è anche vero che la sua attività non cessa,lo si vede in quest'articolo ed in altri, dunque in qualche modo lei continua nel suo intento senza fermarsi e si interessa ad augusta come pochi soltanto sanno fare. Questo le fa grande onore e la rende una persona stimata, anche agli occhi di chi non sa ammetterlo
Ps: ancora oggi a distanza di tempo mi dispiace pensare che non ho potuto ricevere una sua "critica" sull'interpretazione dell'Antigone".
Scritto da Salvina Mazzio
15:03
Scritto da: leodar1
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14 ottobre 2011
TOMMASO CANTONE DA RAGAZZO ISSO’ BANDIERA BIANCA
AUGUSTA. Era ancora un adolescente Tommaso Cantone quando, nel luglio del 1943, compie un gesto clamoroso: issa un ampio lenzuolo bianco nel punto più alto della città per farsi scorgere dalle unità alleate che si accingevano a entrare nel porto di Augusta, per combattere il fascismo. La città e gli abitanti erano stanchi della guerra voluta dal duce. Il 13 maggio di quell’anno la città era stata praticamente rasa al suolo dal bombardamento a tappeto a causa di bombe sganciate dai quadrimotori americani, vere e proprie “fortezze volanti”, battezzati Liberators, Liberatori, venuti a liberarci dalla dittatura mussoliniana, alleata a quella di Hitler. Il gesto del giovane Tommaso Cantone, che, forse ingenuamente voleva manifestare la volontà di Augusta di arrendersi, come in effetti sostanzialmente si arrese sul piano militare, fu considerato dal di lui padre come un avventato colpo di testa, pericoloso per l’incolumità del figlio. Il padre, perciò, gli fece una sonora e “concreta” ramanzina,di cui ancora oggi l’anziano Cantone si ricorda con una certa sofferenza. Per quel gesto, però, portato alla ribalta, circa quindici anni fa, proprio dal nostro DiarioDoc, Tommaso Cantone ricevette l’insegna di cavaliere dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro. E, poco giorni fa, a distanza di quasi sessant’anni dall’evento ha ricevuto un pubblico riconoscimento dalla sua città, giacché ha ricevuto targa e complimenti dal vicesindaco Geraci e dal presidente del consiglio comunale Amato, avendo accanto l’amata consorte, come si può notare dalla foto. Il cavaliere Catone ama definirsi, scherzando “padrone del tempo”, essendo pensionato da anni. Ma non sta con le mani in mano: aiuta moglie, parenti e amici in piccoli lavoretti di casa.
Giulia Càsole
23:09
Scritto da: leodar1
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21 settembre 2011
Si chiama Giovanni Catanzaro, lo scienziato astrofisico augustano
Giovanni Catanzaro, augustano di adozione, è uno degli scienziati astrofisici che recentemente ha scoperto le oscillazioni di tipo solare nelle stelle della classe Delta Scuti. La notizia, lanciata dalla NASA e dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), ha seguito la pubblicazione della scoperta sulla prestigiosa rivista scientifica Nature (The excitation of solar-like oscillations in a Sct star by efficient envelope convection) a firma di Giovanni Catanzaro e Antonio Frasca, entrambi appartenenti all’INAF di Catania, per quanto riguarda il contributo italiano, e di altri ricercatori stranieri. La scoperta era nell’aria, sui quaderni della fisica teorica, ma non si aveva ancora in mano la cosiddetta prova scientifica. Grazie ai dati prodotti dal sofisticato telescopio spaziale Kepler della NASA, che guarda sempre la stessa porzione di cielo per registrare le minime variazioni di luce, si è potuto scoprire che alcune stelle della costellazione dello Scudo, pur essendo di massa doppia rispetto al Sole, sono caratterizzate anch’esse da uno strato (ma più sottile rispetto a quello del Sole) in cui si manifestano moti convettivi del tutto simili a quelli che avvengono nello stesso Sole. È una scoperta che potrebbe sembrare difficile da capire se considerata da sola. Diventa più intrigante se si pensa che è frutto di un lavoro minuzioso che gli scienziati stanno conducendo per trovare pianeti extrasolari di tipo terrestre. In altre parole si stanno cercando forme di vita al di là del nostro sistema solare. E avere, ora, la certezza che certe stelle quali Delta Scuti pulsino e oscillino come il Sole darà nuova linfa a questo tipo di ricerche. Giovanni Catanzaro, originario di Fiumefreddo di Sicilia, dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in fisica all’Università di Messina, ha lavorato presso la Johns Hopkins University di Baltimora negli Stati Uniti d’America, occupandosi di studiare le stelle calde grazie ai dati provenienti dal telescopio spaziale FUSE.
Alessandro Mascia
23:52
Scritto da: leodar1
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28 luglio 2011
L’AUGUSTANA MARGY PREMIATA DALLA CNA
La Cna di Siracusa ha assegnato recentemente i premi alle aziende artigianali e alle piccole e medie imprese d'eccellenza che si sono particolarmente distinte e si sono affermate a livello provinciale, regionale e nazionale. Tra i premiati “eccellenti”, l’estetista augustana Margherita Mallo, in arte Margy, affermata truccatrice che più volte ha fatto parte dell’équipe del concorso nazionale di “Miss Italia” e di “Miss Italia nel Mondo”. Margy si è distinta in questi anni per aver rappresentato un elemento di grandissima innovazione portando la sua impresa in nove anni di attività in un periodo di forte crisi economica, a raggiungere importanti livelli di sviluppo e di gradimento. “Sono orgogliosa e fiera del premio che mi è stato assegnato” –afferma entusiasta l’estetista augustana – “per me, che sono innamorata del mio lavoro, questo riconoscimento non sarà considerato un punto d’arrivo, ma servirà certamente a motivarmi ancor più per cercare di raggiungere altri ancor più prestigiosi e gratificanti obiettivi”.
C.C. - Nella foto: Margy
13:13
Scritto da: leodar1
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08 maggio 2011
Artista augustana a scuola da Mogol
Si tratta della giovane Francesca Rallo, un innato talento professionale uscito fuori dopo anni di studi , grazie soprattutto all' insegnante di canto presso il Centro ShloQ di Augusta, Loredana Vasta, che da tempo si occupa della sua formazione.
Dopo aver superato severe selezioni approda al Centro Europeo Toscolano – Università della Musica – diretto dal grande “Mogol”, autorevole e ben noto autore dei testi musicali più famosi della canzone italiana.
La giovane Francesca (nella foto), promessa della canzone italiana, frequenterà e perfezionerà il suo talento nell’unica scuola riconosciuta a livello europeo, di cui il corpo docente è composto dai accreditati artisti e rappresentanti di note case discografiche del mondo della musica italiana. Auguri Francesca!!
Salvatore Tempio
21:45
Scritto da: leodar1
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05 febbraio 2011
Muore ad Augusta Innocenzo Galatioto
È morto Innocenzo Galatioto . E con lui si chiude un pezzo di storia di Augusta, della provincia di Siracusa, della Sicilia. Aveva 85 anni. Vissuti intensamente.
Medico ortopedico, era stato giovane ufficiale dell'Aeronautica militare. Chiusa l'esperienza nell'Arma azzurra, iniziò l'attività medica libero-professionale ad Augusta. E nei pressi di Brucoli aprì il primo embrione della casa di cura «Villa Salus». L'attività della clinica fondata da Galatioto fu subito coronata dal successo. E villa Salus fu ampliata sempre più, l'attività intensificata. Entrato in politica, Innocenzo Galatioto «rifondò» il partito socialdemocratico nella provincia di Siracusa. Lo fece risorgere dall'oblio in cui era caduto. E anche in politica fu un successo. Galatioto fu quindi eletto deputato regionale. E polarizzò ampi consensi. Ma la politica stancò presto l'instancabile Innocenzo Galatioto. Il quale, lasciato l'agone dei partiti, si dedicò interamente alla direzione della sua Villa Salus. Fu così che la sanità recuperò un buon medico. E la politica perse quel che poteva essere un buon politico. Ma la politica siciliana ha sempre respinto i migliori. Non poteva accadere diversamente per Galatioto. Il quale lasciò l'Assemblea regionale. Forse senza rimpianti. Ma chi può dirlo? È un fatto: in tutti questi anni, sotto l'abile e accorta guida del suo fondatore, Villa Salus è stata un punto di riferimento per la sanità di tutta la provincia di Siracusa. Sia per le prestazioni sanitarie sia anche per l'attività cosiddetta «alberghiera». La gente preferiva sempre il ricovero a Villa Salus piuttosto che in ospedale. Anche l'attrezzatura tecnologica è stata sempre un passo avanti, almeno, rispetto a quella delle strutture pubbliche. Innocenzo Galatioto lascia quindi un patrimonio di servizio per la gente. Questo patrimonio deve sopravvivere al suo fondatore.
Salvatore Maiorca
La Sicilia, 3/2/2011
14:02
Scritto da: leodar1
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12 ottobre 2010
Pippo Paolini, fra maestrìa e poesia
Augusta. Dietro il bancone, davanti al forno a legna che arde da ore , si rivolge a un suo collaboratore, con atteggiamento paterno , ma con il tono severo del maestro esigente, non disgiunto, però, da un artistico esprit de finesse, e gli dice: “Ricordati che per fare una buona pizza devi metterci anche un pizzico di poesia”. Evidentemente, fuor di metafora, intende dire che non bastano gli ingredienti di base e quelli supplementari per riuscire a preparare una pizza eccellente. Occorre un acuto spirito di osservazione, bisogna essere in grado di saper “rubare” i segreti dello chef, che in francese vuol dire “capo”, ma è necessario, soprattutto, avere lo spirito dell’inventiva. Nel forno, da ore, oltre ai pezzi di legno, bruciano bucce di mandorla. E’ una novità, questa, introdotta, insieme ad altre, da Pippo Paolini, rubicondo pizzaiolo 53enne, siracusano di Ortigia, dove vive, che, da trent’anni, conduce con successo costante una rinomata pizzeria in Augusta, sul Lungomare Rossini. Il 2009 è stato l’anno del trentennale e già Paolini, circondato dal nutrito stuolo dei suoi collaboratori, s’è fatto fotografare e, attraverso alcune gigantografie, opportunamente localizzate, ha ringraziato il pubblico di Augusta e oltre, che gli ha consentito di raggiungere un successo che oltre trent’anni fa il ventitreenne Paolini non si sognava lontanamente. Nel 1979, Pippo era venuto al sèguito del padre, con i suoi fratelli, per tentare una via diversa da quella che conduceva il nonno paterno, che faceva l’oste in Ortigia. Il padre di Pippo aveva studiato alla scuola alberghiera e aveva fatto pure il maitre d’hotel nella famosa Costa Smeralda in Sardegna. Fatto un rapido giro in Augusta, i Paolini adocchiarono un caratteristico ristorante-pizzeria affacciato sul mare, ma fuori del centro storico e con la possibilità di una discreta (allora) area di parcheggio. Il titolare del ristorante, gestore di una fornitissima bottega di generi alimentari, forse, aveva fatto il passo più lungo della gamba o, forse, quello della ristorazione non era il suo mestiere. Il locale non andava a gonfie vele. I Paolini, in breve, si accordano e ne rilevano la gestione, mantenendo il vecchio nome “La gòmena”. Nel breve giro di qualche anno, Pippo, il maggiore dei fratelli, prende le redini e, con lungimiranza, si rende conto che non conviene mantenere un ristorante. E’ più produttivo tenere aperta una pizzeria, solo di sera, dalle 19 a mezzanotte. Pippo studia come un matto per migliorare il prodotto, va a scuola da pizzaioli prestigiosi, si aggiorna, si specializza in acrobazie per far colpo sul pubblico, punta sulla qualità dei prodotti e sul contenimento dei prezzi. Altro che fast food all’americana! Il vero cibo veloce, nutriente e sano è quello mediterraneo: è la pizza. La formula ha successo, anche perché Paolini fa le cose davvero per bene. Usa la farina di soia, i pomodori pelati senz’acqua, pochissimo lievito e… tanta poesia. I clienti non devono prenotare e nemmeno fanno la penitenza ai tavoli, sgranocchiando patatine in salsa piccante in attesa della pizza. Paolini, diventato maestro, si circonda di numerosi allievi e li mette sùbito alla prova ogni sera, sotto la sua diretta supervisione. Dietro il bancone sembra di vedere quasi una catena di montaggio: chi lavora la pasta, chi vi sparge altra farina, chi mette gli ingredienti e i supplementi, chi inforna echi… sforna. Dall’altro lato, si muovono colorati e veloci, gli altri numerosi collaboratori: gli addetti di sala , che sono tutti maschi, come i fratelli di Pippo, che sono stati con lui fino a qualche anno fa, come i due figli che stanno anch’essi dietro al bancone, alla cassa o al reparto mescita. Pippo diventa celebre in svariati concorsi per maestri pizzaioli sparsi nel mondo e viene intervistato da giornali quotidiani e da altri media, RAI in testa a Salsomaggiore, dove, ogni anno, viene organizzato il concorso di Miss Italia. Pippo diventa campione mondiale di pizza “acrobatica” e comincia a inanellare un primato dopo l’altro. A Lientz, in Austria, realizza la pizza più lunga del mondo, oltre 149 metri, ma non si accontenta e sta già pensando di battere il suo stesso record. La sua fama cresce e i suoi fratelli, Angelo e Salvo, cresciuti alla sua ombra, decidono il gran passo: aprire una pizzeria a Malta, sempre, però sotto la tutela del fratello campione.
La fama di Pippo vola oltre oceano, addirittura in Brasile. Nella terra colonizzata dai portoghesi Pippo viene incoronato “ re” della pizza. Oggi fa la spola tra Augusta e Rio. Ha un sogno nel cassetto. Vorrebbe istituire ad Augusta “L’università della pizza”. Per ora si accontenta di ringraziare i suoi clienti e non dimentica che nella pizza bisogna sempre mettere un pizzico… di poesia.
Giorgio Càsole
09:00
Scritto da: leodar1
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10 ottobre 2010
ENZA LICCIARDELLO, la “signora” dei cani - di Giorgio Càsole
Augusta. C’è una combattiva signora cinquantenne, che spende le sue energie a favore dei cani, prodigando loro quelle cure che altri umani non possono o non vogliono prodigare; non vogliono soprattutto quando vanno in vacanza e abbandonano il loro animale per strada con il rischio che venga travolto da altri esseri umani. “Animale” è una parola che deriva da anima. Infatti, il padre Dante, nel V dell’Inferno, mette in bocca a Francesca da Rimini (che, nel cerchio dei lussuriosi, è imprigionata nel vortice della tormenta infernale con il suo Paolo) il verso O animal grazioso e benigno, laddove “animal” è proprio Dante stesso, pellegrino nel regno ultramondano. Noi esseri umani riteniamo d’essere gli unici nel creato ad avere un’anima. Quando qualcuno di noi si comporta male, lo definiamo e l’appelliamo “animale”, ma,spesso, però, ci comportiamo peggio degli animali. Leggiamo sovente di uomini che stuprano le donne sole, specie se giovani, di uomini che violentano e uccidono i ragazzini. Lo fanno questo gli animali? Noi esseri umani, che abbiamo autocoscienza, proviamo piacere anche nell’uccidere altri della nostra specie. Gli animali mangiano animali di altre specie perché la natura ha fornito loro quell’istinto. Fa parte del circuito della catena alimentare. Noi abbiamo l’incoscienza e l’ingratitudine di abbandonare animali, come i cani, che ci hanno offerto la loro fedeltà assoluta in cambio di un po’ di vitto e alloggio. Nelle pagine di “facebook”, la rete sociale che mette in collegamento le persone in cerca di conoscenze e amicizia, una signora, Enza Licciardello, lancia il suo appello per salvare i cani da una triste sorte, ma da sola non ce la fa. Vorrebbe un maggiore aiuto, ma non soltanto sul piano economico. Vorrebbe un sostegno da parte di volontari qual è lei. Abbiamo voluto colloquiare con quest’angelo protettore dei cani per saperne di più.
17:55
Scritto da: leodar1
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complimenti, Pippo, per questo dettagliato, delizioso e affettuoso ricordo e grazie a Giorgio Càsole per quello che ha fatto e che pochi ricordano, purtroppo...:-)
Scritto da: daniela domenici | 08 dicembre 2011