12 maggio 2012
Stiamo realizzando un video per rinverdire le tradizioni locali
Il pesante lavoro alle saline, sotto i raggi dell’ardente sole, la gioia del gioco e della compagnia degli amici, la misteriosa Torre Avalos sperduta in mezzo al mare, i Forti Garsia e Vittoria, il gigantesco Hangar circondato dalla vegetazione e l’incantevole santuario della Madonna dell’Adonai, rivolto all’infinità dell’azzurro mare, la suggestiva fusione del bianco, nero e dei caldi colori delle scene, gli estasianti paesaggi di una città ormai diversa: questo in sintesi è il racconto del video che noi studenti della II A e della II B del liceo classico, insieme ad altri ragazzi, stiamo realizzando nell’àmbito del progetto “Far conoscere per amare e rispettare il territorio” bandito dall’Unitre di Augusta, per consentire ai più giovani di conoscere e amare, appunto, la nostra città, con i suoi monumenti e le sue tradizioni, e il territorio circostante.
Luca Musumeci
07:22
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03 maggio 2012
Raccolta differenziata, Augusta in grave ritardo
L’efficacia della raccolta differenziata dipende molto dalla percentuale di impurità contenuta nel materiale; infatti, una percentuale troppo elevata all'interno del cassonetto della plastica, per esempio, ne determinerà il conferimento in discarica e non l’avvio al riciclo. Le percentuali di raccolta nel nostro comune restano drammaticamente basse e anche per questo motivo, basta un singolo cittadino “distratto" per vanificare il paziente lavoro di decine di famiglie. In provincia la città più virtuosa è Noto. Augusta è tra le meno attive, è passata dallo 0,44% del 2003 al 3,55% del 2010. Lontanissima dalle quote la nostra città: ecco spiegato perché gli augustani pagano tanto di tassa sui rifiuti solìdi urbani, tassa che potrebbe essere minore o sparire se si conferissero i rifiuti differenziati in apposite isole ecologiche,come si fa in altre realtà comunali qui in Sicilia..
Gianmarco Saia
07:41
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22 aprile 2012
A RISCHIO CHIUSURA L’ UFFICIO DI SANITA’ MARITTIMA DI AUGUSTA?
Si torna a parlare di chiusura dell’ufficio di Sanità Marittima di Augusta, alla luce della bozza del decreto ministeriale del 28/2/2012 del ministero della Salute. Decreto avente come oggetto l'accorpamento automatico degli uffici di sanità marittima di Augusta e Siracusa. Questa bozza di decreto sarebbe un fatto molto grave per la comunità augustana, nei fatti questa dislocazione aprirebbe scenari nuovi e senza alcun dubbio comporterebbe una lievitazione di costi e di tempi a carico di chi si serve del porto di Augusta. Desidero ricordarvi che: l'ufficio di sanità marittima di Augusta supera di gran lunga per traffico l 'insieme di quello di Siracusa –Pozzallo; il Porto di Augusta è per traffico il porto più importante del meridione d'Italia; nel Porto di Augusta c' è il più grande insediamento industriale del meridione d'Italia; il Porto di Augusta a differenza di quello di Siracusa è dotato di una Port-Autority. Secondo il testo della bozza all’articolo 4, punto 9, quando si parla di uffici di Sanità Marittima risulterebbe esclusa dall’elenco Augusta. Se non si tratta di una dimenticanza il fatto sarebbe grave. L’accorpamento sarebbe stato pensato per abbattere i costi. Ma già lo scorso anno l’ufficio di Sanità Marittima aveva chiesto alla Port Authority di Augusta disponibilità di locali all’interno dell’area commerciale di Punta Cugno, al fine di trasferire gli attuali uffici. Gli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera(USMAF), svolgono le proprie attività in corrispondenza dei principali porti, aeroporti e punti d'ingresso terrestri nazionali e svolgono compiti e funzioni di profilassi internazionale,riservati allo Stato dall'attuale assetto normativo nazionale, e permettano un’ immediata e puntuale registrazione delle attività svolte a richiesta e nell’interesse di utenti vari (controllo merci di importazione, controllo mezzi di trasporto, visite mediche e vaccinazioni). Hanno inoltre competenza al rilascio delle libere pratiche sanitarie obbligatorie per i mezzi di trasporto con provenienza dall' estero al fine di controllare l'applicazione del regolamento sanitario nazionale 2005 e all'applicazione delle normative in materia di igiene ed abitabilità delle navi mercantili battenti bandiera italiana, incluse quelle relative alla verifica delle dotazioni di medicinale e materiale di medicazione. Tali uffici, hanno pure tra le altre attribuzioni quella delle visite a bordo per il rilascio della certificazione relativa alla ”SANIFICAZIONE” e “ ESENZIONE DALLA SANIFICAZIONE” delle navi, nonché della vidimazione delle richieste per l’imbarco dei narcotici di bordo e vidimazione dei relativi libri, della visita e rilascio della relativa certificazione delle ”CASSE ACQUA” di bordo. Fra le varie funzioni hanno anche il compito di accertare l idoneità specifica allo svolgimento di determinate mansioni professionali (marittimi e lavoratori del porto, sommozzatori, pescatori subacquei professionisti, etc.). Queste attività sono fondamentali per il concreto svolgimento delle attività portuali di Augusta. Il trasferimento dell’ufficio di sanità marittima di Augusta a Siracusa comporterebbero ingiustificati oltre che onerosissimi ritardi al traffico navale mercantile
SI CHIEDE al segretario nazionale del PDL Angelino Alfano e ai rispettivi capi gruppo di Camera e Senato, On. Claudio Cicchitto e Sen. Maurizio Gasparri, ai rappresentati della Provincia di Siracusa eletti al parlamento nazionale, a fare in modo che tutto ciò non accada e di battersi con tutti mezzi a loro disposizione.
SI CHIEDE al presidente della Port Authority di Augusta di considerare in tempi brevi e dare il proprio assenso alla richiesta di locali avanzata dall’ufficio di Sanità di Augusta, già lo scorso anno.
Certo che la ragione prevarrà si ringrazia per l'attenzione
Paolo Amato - Cons. Prov.le di Siracusa
07:44
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05 aprile 2012
DEGRADO DI AUGUSTA, LE OSSERVAZIONI CRITICHE DEL GENERALE INZOLIA
AUGUSTA. Chili di troppo e, soprattutto i consigli di un amico medico per evitare problemi di ipertensione, mi hanno indotto a sostituire le gambe all’automobile per gli spostamenti cittadini. Non lo avessi mai fatto! Constatare alla velocità di una passeggiata il baratro in cui questa Città è sprofondata mi ha fatto innervosire tanto da sviluppare l’appetito e far schizzare verso l’alto i valori della pressione arteriosa. Infatti muovermi con l’auto, a parte i continui “smoccolamenti” causati dalle strade ridotte a trazzere, non mi faceva apprezzare a sufficienza lo spettacolo indecoroso che si offre alla vista calma e non affrettata di chi cammina a piedi. E’ impressionante la sporcizia in ogni angolo, in ogni via piccola e grande; per non parlare dei cumuli maleodoranti di immondizie deposte accanto ai cassonetti sempre insufficienti e malsani; e sì che ogni volta che abbiamo sollevato il problema la risposta è stata monotona e arrogante ad un tempo: non è vero, il servizio è molto migliorato e la città è pulita! Provoca una stretta al cuore la visione della “villa” ove diecine e diecine di alberi secolari rischiano seriamente di morire nel giro di qualche mese-e forse per alcuni non si può più parlare di rischio- assediati dal secco e dall’incuria; ma dove sono gli ambientalisti sempre pronti alle crociate? E cosa fanno i giardinieri comunali se, come si dice, ve ne sono ben sette fra i dipendenti in pianta organica? In compenso le erbacce prosperano anche sui marciapiede di ogni via, centrale o periferica che sia. Vogliamo citare i “ponti di campagna” con le protezioni laterali semidistrutte e, in qualche parte, divelte tanto da costituire un pericolo immanente di caduta in mare per qualche bambino che dovesse avventurarvisi? E i lampioni? Guardateli con attenzione! Ancora, mai viste tante saracinesche desolatamente e definitivamente abbassate in pieno centro, lo stesso che starebbe rinascendo! Infine, ma l’elenco sarebbe lungo da riempire una enciclopedia, che dire di quei cipressi abbattuti dalla recente ondata di maltempo e che ancora ieri, oggi non ho controllato, ostruivano il viale di accesso al Cimitero la cui Cappella a distanza di ventidue anni dal terremoto del 1990 è chiusa e pericolante: il Duomo di Monreale, con la sua imponenza e i suoi seimila metri quadri di mosaici fu completato in venti anni! Uno sgarbo alla città ed ai suoi rappresentanti, grida il tapino! E chi sarebbero i rappresentanti di questa città?Suvvia, direbbe il simpatico Mughini.
Enzo Inzolia
08:41
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03 aprile 2012
Il Presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, abbandona il PDL
LE CONSIDERAZIONI DELL’AUGUSTANO PAOLO AMATO, CAPOGRUPPO PDL NELL’ENTE PROVINCIALE
AUGUSTA. Le dimissioni di Cuffaro da Presidente della Regione Sicilia e quelle di Prodi da Presidente del Consiglio hanno anticipato nel 2008 la nascita del grande contenitore politico frutto di un progetto di Silvio Berlusconi, il PDL, un insieme di partiti che hanno contribuito nel 2008 a creare un grande partito che è un punto di riferimento politico per milioni di moderati. PDL, partito questo dove il Presidente di AN Fini non voleva assolutamente far parte né tanto meno entrarci, e che solo la forte volontà dei “Colonnelli” che davano con diversi sondaggi alla mano il suo partito AN Presidente al 3%, cioè in caduta libera, non aderire significava scomparire. Cosa che si è fatta pretendendo con forte pregiudiziale l’esclusione dal contenitore dalla “ Destra “ di Storace. Quando lei parla di “transumanze” e dei “fasti della prima repubblica” forse dimentica che anche lei faceva parte di quel periodo considerando da quanto tempo è sulla scena politica. Oppure questo discorso riguarda solo chi non la pensa come lei, che è il solo detentore della verità assoluta?
09:41
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21 marzo 2012
Ad Augusta il comune nega il pasto ai bambini negli asili nido, malgrado i genitori abbiano anticipato l’acquisto dei tickets!! Il disagio e l’amaro sfogo di una mamma lavoratrice
Fate sentire la vostra voce! Lasciate un commento cliccando sulla scritta Commenti in fondo all’articolo
Gentile redazione, sono una delle tante mamme lavoratrici che giornalmente affidano i loro bambini agli asili di questa città, confidando nel senso del dovere e di responsabilità che ogni istituzione pubblica dovrebbe avere, ma che in realtà si affida, quasi sempre, a quella dei singoli cittadini. Mi rivolgo a voi perche spero che possiate dare voce a tutti quelli che, come me, hanno visto sospendere l'erogazione di un servizio fondamentale, la mensa scolastica per i bambini, da un giorno all'altro di punto in bianco, senza alcun preavviso, senza alcuna giustificazione! Volendo sorvolare sul fatto che i nostri figli, pur essendo iscritti ad una scuola a "tempo pieno" siano stati costretti a nutrirsi di sandwich e pizzette per ben 3 mesi (infatti l'erogazione del servizio mensa è cominciata con notevole ritardo). A febbraio sembrava che la novella avesse avuto un lieto fine, quando, all'improvviso viene comunicato sommariamente ai genitori che, purtroppo, il servizio mensa viene sospeso, per motivi misteriosi ed insondabili. Voci di corridoio dicono che si tratti di una sorta di protesta da parte della Ditta che, pur avendo reso regolarmente la prestazione, non vede saldati i pagamenti da molti mesi. ( …sembra la stessa parabola del servizio di nettezza urbana…, ma questa è un’altra storia ! ) Io, come genitore del “piccolo utente”, posso solo dire che i tickets per il pagamento di 40 pasti, sono stati regolarmente saldati in anticipo, e a distanza di 2 mesi circa, mi sono ritrovata nuovamente stamattina a confezionare tramezzini! E così, tristemente, ancora una volta abbiamo ricevuto l'ennesima conferma, nel caso ce ne fosse stato il bisogno, di essere cittadini di una città completamente allo sbando, con amministratori incapaci di fare l'unica cosa che dovrebbero, AMMINISTRARE LA COSA PUBBLICA ! E per parafrasare il commento di una nota pagina di costume “augustano” su Facebook (TJ WORL) : “Augusta è una bellissima città, se non devi nascere, se non vuoi fare nessuno sport o attività culturale in genere…” e mi permetto di aggiungere : se non lavori tutto il giorno e sei costretto ad affidare al tempo pieno tuo figlio, perché in tal caso è molto meglio per il pargolo, che non “pretenda” di mangiare !!! Grazie per lo sfogo
S.D.P. - mamma arrabbiata e perplessa
16:03
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25 febbraio 2012
Da fruitori a donatori di tempo, di Giuseppe Caramagno
Desidero ripresentare attraverso questo sito il senso della conversazione avuta in aula il 13 corrente. Ciò per l’eventuale rivisitazione dei contenuti da parte degli “alunni” presenti, offrirne la conoscenza agli “alunni” assenti; l’opportuna divulgazione dei “valori Unitre”. Per una migliore conoscenza e più opportuna presa di coscienza di quanto ho voluto proporre e sollecitare i soci con la relazione al tema della serata “da fruitori a donatori di tempo Unitre”, suggerisco di visionare i progetti già presentati in aula e riproposti attraverso il nostro sito:
- “Banca dei donatori di tempo- Unitre Augusta”
- “L’Unitre: proposta di un nuovo stile di vita”.
A mezzo della frequenza ai corsi culturali, ai vari laboratori di attività e alle altre iniziative ricreative e di aggregazione sociale (come si evince dagli spezzoni di filmati proiettati nel corso della conversazione), i nostri soci-alunni stanno sperimentando un più fruttuoso impiego del loro tempo e un nuovo stile di vita, vivendo ore di allegria, gioia e serenità, nella convulsa realtà della vita quotidiana, e la fierezza dell’appartenenza all’associazione video-interviste a docenti - video-interviste a soci - video alle attività di laboratorio
Volendo trarre veri benefici personali dall’appartenenza alla nostra Unitre dovremmo insieme decidere e tentare di fare un salto di qualità.Dovremmo, con un tantino di buona volontà modificare un po’ il nostro modo di essere soci Unitre. Come atteggiamento mentale, dovremmo tentare di passare, concretamente,
da: fruitori a donatori di tempo Unitre.
Da presidente, coordinatore e propulsore dello spirito e delle attività dell’associazione, ho vivacemente sollecitato i soci a considerare quanto segue:
· il bene più prezioso che l’uomo ha è il dono del tempo;
· non utilizzare bene il tempo è da insensati, sprecarlo è da folli!;
· donare un po’ del proprio tempo al “bisognoso” è atto:
o di grande civiltà;
o di solidarietà umana;
o di generosità che riempie il cuore;
o di crescita umana personale e del beneficiario;
o di esempio di vita ai figli, ai nipoti e al prossimo;
o di concreta appartenenza all’Unitre (Ass.ne di “promozione umana” - Accademia di Cultura, Umanità e Solidarietà);
o atto di amore cristiano: (Il cristianesimo si vive donandosi sull’esempio di Gesù Cristo e con Cristo).
L’Unitre, a mezzo del nuovo stile di vita che ne deriva, dà la possibilità di: - “aggiungere anni alla vita” (espressione cara alla ns. Pres. Naz.le); - “vivere più serenamente e cogliere occasioni di socializzazione” (mia personale constatazione). Nel corso degli anni, confortato dalla esperienza personale e di quella di tanti amici e conoscenti, ho maturato la profonda convinzione che importanti componenti e fonti di serenità e di gioia sono:la stima del prossimo;l'autostima, fondata sull’umiltà e sull’Amore che si dona “al bisognoso”;la capacità di chiedere e dare perdono. Il chiudersi in sé stessi o semplicemente dediti al proprio dovere, l’arroccarsi nell’orgoglio e non sapere chiedere e dare perdono, potrebbero non essere sufficienti per alimentare l’autostima, la stima del prossimo e la pace del cuore. La morte spiega la vita.
Ho visto persone in fin di vita, dopo lunghe malattie e indicibili sofferenze, affrontare con serenità il tramonto della vita terrena, coscienti che l’avevano spesa nel “servizio ai fratelli” e praticato il perdono. Erano coscienti che avevano praticato l’Amore e andavano incontro all’Amore.
Giuseppe Caramagno
20:59
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26 gennaio 2012
LETTERA APERTA DI UNA MAMMA AUGUSTANA
Caro Pres. Della Regione Sicilia On.le Raffaele Lombardo
Caro Pres. del Consiglio della nostra amata Italia Prof. Mario Monti
e per conoscenza al nostro Carissimo Presidente dello Stato Giorgio Napolitano
Nell’augurare a tutti un “buon Dialogo”, sento l’importanza di farVi sentire la vicinanza, la Voce, dei tanti cittadini silenziosamente attenti e prontia fare il proprio Dovere, soprattutto di uomini e donne, genitori e figli. Siamo “armati solo di matita”, una piccola matita che pure ha un grande Potere, frutto del lavoro dei tanti che credettero e ci donarono un futuro di unità, uno stato repubblicano e democratico, la nostra Italia. Vogliamo anche noi essere fieri e dare il nostro contributo affinché si possa “riprendere la rotta” e “navigare” tutti insieme nella giusta direzione, trasformando anche l’attuale crisi in un momento di crescita condivisa. Soprattutto per la nostra giovane democrazia affinché possa diventare sempre più “matura” e longeva, grazie ad una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità, ognuno del proprio ruolo, cittadini e istituzioni. Grazie al nostro caro Presidente Napolitano, per tutto il suo impegno e lavoro soprattutto orientato al rispetto reciproco e al dialogo, grande insegnamento di un Nonno saggio, premuroso e amorevole per noi. Al nostro attuale Pres. della Regione Sicilia e al Pres. Monti chiediamo di tenere presenti tutti noi, augustanesi, siciliani e italiani che confidiamo in un futuro di Vero Sviluppo capace di guardare oltre gli interessi dei singoli e dare invece a Tutti le giuste opportunità per poter contribuire alla crescita sociale, economica e umana del nostro Bel Paese. Aiutateci ad imboccare la strada migliore, dateci gli strumenti necessari per un nuovo sistema di convivenza più civile, lasciando poi alla sinergia di tanti lungimiranti e coscienziosi imprenditori e cittadini la possibilità di continuare il “cammino”.
09:56
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24 gennaio 2012
AUGUSTA E LENTINI, LO BELLO DENUNCIA INFILTRAZIONI MAFIOSE DURANTE IL BLOCCO
AUGUSTA. Durante il blocco di rifornimenti di carburante e viveri di prima necessità attuato nei giorni scorsi, dagli esponenti del neonato movimento “Forza d’urto”, quello dei “forconi” – tanto per intenderci – ci sarebbero state infiltrazioni di elementi collusi con le organizzazioni criminali, con la mafia, detto alla spiccia. L’accusa non è né nuova né peregrina: se ne parlava giorni fa e, comunque, era stata affacciata come ipotesi, sostenuta dalla conoscenza, da parte di esperti,di uomini e cose dell’organizzazione verticistica che è “Cosanostra”.L’accusa è stata ufficialmente lanciata dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, alla trasmissione di Gal Lerner, L’Infedele, andata in onda lunedì 23 attraverso gli schermi di LA/7. Lo Bello ha sostenuto che a Lentini e ad Augusta sono stati visti uomini del genere e ha precisato che aveva lanciato tale accusa agl’inquirenti nei giorni immediatamente successivi all’evento.
Giorgio Casole
21:17
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16 dicembre 2011
La libertà di poter dire “non la penso come te” senza aspettarsi un licenziamento o una fucilata
La libertà è il desiderio fondamentale per l’uomo, da sempre è stata agognata, sofferta, guadagnata e persa nuovamente. Tendiamo a non sentirci liberi in qualsiasi situazione, ne vogliamo sempre di più, come se non bastasse mai. Si parla continuamente di restrizioni e repressioni, ma quando siamo davvero liberi? Basta un motorino, ritirarsi più tardi, un appartamento tutto vostro e la possibilità di esprimere il nostro pensiero per sentirci davvero liberi? La libertà, dal mio punto di vista, è la facoltà di poter scegliere e pensare indipendentemente dagli altri. Non è quindi un fattore materiale, bensì psicologico e sociale. Credo che nessuno possa davvero definirsi libero in quanto tutti siamo condizionati da fattori esterni, quali – ahimè – i soldi, la famiglia, l’amore, l’appartenenza a una “casta”. Valori importanti possono starci troppo stretti e per questo ci tolgono la libertà. La necessità di avere delle libertà nasce nella mia età, prima infatti non si sente l’esigenza di essere indipendenti. Ci sentiamo oppressi dai genitori, dalla scuola, dagli adulti in genere, dal futuro, da ciò che dobbiamo diventare… Pensiamo che restando a casa da soli siamo grandi, forti e liberi di fare ciò che vogliamo, ma basta che faccia buio per andare a casa della nonna e sentirci al sicuro. Pensiamo che avendo un motorino possiamo andare dove vogliamo, ma arrivati, non sappiamo come tornare indietro. La libertà è poter dire “non la penso come te”senza aspettarmi come conseguenza un licenziamento o una fucilata, per esempio. Immagino libero un uomo che denuncia colui che lo ricattava, una donna che ha lasciato il marito che non l’amava, colui che ha abbandonato il posto di lavoro ribellandosi al suo essere sottopagato, il giovane che crede in dei valori e quello che non si veste come gli altri solo per moda. Immagino libero chi si distingue. Anche nell’amore ci si può sentire ingabbiati: la monogamia, la tradizione, i ruoli predefiniti, il matrimonio, la famiglia patriarcale. Sento molto donne e uomini di mezza età voler urlare al mondo che prima di essere mogli e mariti, sono persone con un carattere e delle ambizioni. E queste stesse persone vogliono ritagliarsi un loro spazio nella routine quotidiana. Per questo ritengo che la libertà sia anche dedicarsi a ciò che ci appassiona, poter confidare in nostri pensieri ad un amico. La gelosia, a esempio, è la fine della libertà di coppia. E andando avanti in questa analisi ci rendiamo conto che non siamo liberi neppure a lavoro o a scuola. Non siamo liberi quando non diciamo al capo cosa pensiamo di lui, non siamo liberi quando non esprimiamo la nostra idea al professore. Non siamo liberi neppure nella società, con tutto ciò che si deve o non si deve fare in ogni piccola situazione, a una cena di gala per esempio. La convenzioni sono l’anti libertà di espressione. Il concetto di decenza ci è così radicato in mente che se vediamo una ragazza con uno stivale troppo alto tendiamo subito a pensar male di lei. Penso che la canzone di Fabrizio Moro possa racchiudere pienamente il mio pensiero: “Voglio sentirmi libero da questa onda, libero dalla convinzione che la Terra è tonda, libero libero davvero non per fare il duro, libero dalla paura del futuro, libero perché ognuno è libero di andare, libero da una storia che è finita male e da uomo libero ricominciare, perché la libertà è sacra come il pane!”. Io aggiungerei: poiché la libertà è grande come il cielo, quando la si ha per davvero.
Anna Guerrisi
16:53
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14 dicembre 2011
LUIGI SOLARINO SUI PRIVILEGI DELLE FARMACIE
EQUITA’ E GIUSTIZIA: IN ITALIA C’E’?
apprezzo i principi ispiratori del Suo Governo e le Sue iniziative, davvero lodevoli e condivisibili, che danno speranza a tutti gli Italiani.
Mi permetta un’osservazione: in Italia è consentito intraprendere un’attività lavorativa (barbiere, idraulico, meccanico, etc.) e lo stesso avviene per la maggior parte delle attività professionali (avvocato, commercialista,agronomo, ingegnere, etc.), ma non per tutte: infatti è il caso di chi, avendo conseguito la laurea in farmacia, o titolo equipollente, pur in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista, non gli è consentito svolgere in proprio la sua professione.
Non pensa anche Lei che questo sia un clamoroso caso di Iniquità e di Ingiustizia?
E visto che il Suo è un Governo tecnico e non politico, non sarebbe il caso di applicare, finalmente, i principi di Equità e di Giustizia anche ai farmacisti?
Grato per l’attenzione e con l’augurio di buon governo, porgo distinti ossequi.
Luigi Solarino solarino@unict.it
16:45
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21 settembre 2011
STA BENE L’ARTIGANO 50ENNE DI AUGUSTA, CHE HA RIAPERTO L’OFFICINA
Le ragioni dei familiari e le ragioni del giornalismo
Si è risolta in pochi giorni la vicenda dell’artigiano cinquantenne che “avrebbe” tentato un estremo gesto mentre si trovava da solo nella sua officina, chiusa per ferie, forse in preda a un disturbo depressivo più acuto di altri. L’uomo sarebbe stato salvato da un amico giunto in officina per parlargli; l’amico avrebbe chiamato i carabinieri e il 118. L’ambulanza del 118, constatate le condizioni del paziente, che in quel momento sembravano e, forse, erano gravi, lo ha trasportato immediatamente al pronto soccorso dell’ospedale Muscatello, da dove è stato poi trasferito al reparto psichiatria dell’ospedale di Lentini. Da lì è uscito pochi giorni dopo, assistito dall’intenso affetto di familiari, parenti e amici, tanto che l’artigiano ha riaperto quasi sùbito la sua officina. Abbiamo usato il condizionale a proposito del tentativo di compiere un gesto “insano”, com’era stato definito in un primo tempo, perché, dopo la condivisione su Facebook del pezzo pubblicato su Augustanews che dava la notizia, è stata registrata una levata di scudi contro i giornalisti che “inventano” le notizie, che si ergono a medici, ecc; è stato detto che non era vero niente di quello che era stato pubblicato, che l’artigiano non era solo, ma circondato dall’amore dei suoi cari e verso l’artigiano erano espressi sentimenti di solidarietà. Sentimenti di solidarietà che, ovviamente, sono condivisibili anche da chi scrive verso l’artigiano che “forse”, soffriva o soffre di depressione. Se si legge l’articolo precedente con autentica attenzione, si vedrà che era accennata la forma dubitativa e il riferimento alla solitudine era non certo in senso assoluto, ma per il particolare momento in cui si trovava in officina: uno, se è in compagnia, difficilmente tenta un gesto estremo, soprattutto usando cavi elettrici o similari e, sena dubbio, per giungere a concretizzare un gesto del genere dev’essere attraversato da un attacco più acuto, più “nero” di questo male, la depressione, che è stato definito insondabile non perché chi scrive vuole rivaleggiare con i medici, ma perché è un male che ha un’eziologia complessa, che può avere diversi nomi, ecc. ecc. ed è stato scritto che è “difficilmente curabile”, come tanti altri mali, se volete, perché non si guarisce prendendo aspirine o farmaci che, assunti per un certo periodo, danno la sicurezza della guarigione e anche perché gli stessi farmaci non bastano. Ci vuole, certo, la vicinanza costante, continua, affettuosa di chi vuol bene alla persona. Ma il male s’insinua, è sempre in agguato e può succedere l’irreparabile senza colpa per chi sta vicino al depresso o alla depressa. Sì, perché da anni si parla di depressione post partum, di cui soffrono le donne che hanno dato alla luce i figli: quante volte abbiamo letto di madri che uccidono i figli e poi sé stesse, nonostante siano circondate dall’affetto di mariti, madri, ecc.. Chissà quanta gente avrà pensato in questi casi alla depressione come “male insondabile e difficilmente curabile”. Per tornare all’artigiano, che nell’articolo citato non poteva essere assolutamente identificato perché chi scrive ha provato sentimenti di solidarietà, omettendo ogni riferimento possibile all’identificazione, la voce del tentativo di suicidio s’era diffusa rapidamente in città, come spesso succede, a ragion veduta, cioè per il fatto clamoroso in sé e per le dimensioni della città stessa. In questi casi, si dà per scontato che i giornali diano la notizia sùbito o relativamente presto se si tratta di testate on line, il giorno dopo, se quotidiani, o qualche giorno dopo, a seconda della periodicità del giornale, soprattutto quando la notizia è avallata da una fonte autorevole qual è quella rappresentata dai Carabinieri. E le notizie possono essere riprese da altre fonti, le agenzie, per esempio, o altre testare: quante volte in TV sentite il conduttore dire ”L’Ansa, cioè l’agenzia di stampa italiana più importante, ha dato questa notizia” o la Reuter, altra agenzia di stampa, di rilievo europeo o avete senti citare la CNN, cioè la tivù americana che diffonde notizie 24 ore su 24? Certo, come in tutte le cose, la fretta può essere cattiva consigliera e non consente di dare le notizie con dettagli precisi, ma a ciò si pone rimedio nelle edizioni successive, senza offendere la sensibilità di nessuno, ovviamente, ma per informare l’opinione pubblica, che può trarre insegnamento dalle notizie di cronaca. La cronaca, comunque, è lo specchio della realtà di tutti i giorni: serve per capire il mondo che ci circonda e può avere valore documentario. Quanti altri tentativi sono andati a segno in Augusta, nel corso degli anni passati? Potremmo ricordarli, come i giornali nazionali, attingendo dai loro archivi, quando si registrano eventi, specie se tragici, di grande clamore, rievocano fatti precedenti analoghi: attacchi terroristi, affondamento di navi, cadute di aerei, ecc. Capiamo le ragioni dei familiari dell’artigiano addolorati per ciò che è capitato al loro congiunto e ci duole che abbiano frainteso il pezzo. Siamo lieti che tutto si sia ristabilito e formuliamo loro i più sinceri auguri.
C.C.
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23:49
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04 agosto 2011
Muscatello Augusta: l'opinione di un cittadino adottato e i ricordi da dietro il finestrino
Quando sono arrivato in Sicilia per lavoro, avevo un’idea slavata di quella che sarebbe diventata la mia seconda terra. Solo qualche informazione puntuale sulla città di destinazione, Augusta, in provincia di Siracusa, e sul territorio limitrofo. Nella mia immaginazione Avola evocava le mandorle, Pachino i pomodori, Lentini le arance: un personale accostamento topo-gastronomico. Di Augusta, invece, sapevo della sua collocazione geografica in una sinistra geometria triangolare, insieme ai paesi di Melilli e Priolo Gargallo. Non diventerò mai augustano per questioni di nascita, ma ho generato due figli, entrambi augustani perché nati all’ospedale Muscatello. Non è una precisazione di poco conto, quest’ultima, soprattutto se l’oggetto del mio intervento è incentrato proprio sull’ospedale della mia città adottiva. La riforma sanitaria regionale siciliana ha imposto una razionalizzazione delle spese che pare stia già portando i suoi buoni frutti. Se ne sentiva la necessità. La forbice usata per sfrondare gli eccessi, tuttavia, sembra essere manipolata da mani robotizzate, da un cervello elettronico che non fa differenze tra un ospedale collocato tra gli aranceti, quale quello di Lentini, e uno perimetrato da ciminiere come il Muscatello di Augusta, entrambi facenti capo al distretto Siracusa 2. Accorpati come fossero un solo ospedale. E in un solo ospedale non possono coesistere reparti uguali. Se Pediatria sta ad Augusta, non si può pretendere di avere un “doppione” a Lentini. Se Lentini avrà, come pare, il reparto di ginecologia, ad Augusta non ci sarà più un punto nascita. Questa la ratio del Decreto Assessoriale n. 1.377 del 25 maggio 2010 emanato dall’Assessore regionale alla Salute, Massimo Russo.
Impeccabile. Se non fosse che non prende in considerazione la peculiarità del territorio megarese, area considerata ad alto rischio ambientale, tutelata anche dalla Legge regionale n. 5 del 14 aprile 2009 che contiene le norme per il riordino del servizio sanitario regionale. Opportuna. Se non fosse che non valuta la vastità e la varietà dell’utenza del nosocomio di Augusta: maestranze della zona industriale e del porto commerciale, militari della Marina, detenuti del carcere di Brucoli (frazione di Augusta), cittadini provenienti dai paesi limitrofi. Migliaia di utenti, migliaia di bisogni. Ingenerosa. Nei confronti di una popolazione che ha pagato un prezzo esagerato per la vicinanza alla zona industriale. Quei fumi alitati per anni dalle ciminiere da una parte hanno dato la vita con il posto di lavoro, dall’altra l’hanno tolta distribuendo malattie tumorali gravissime. Da una parte hanno permesso la formazione di nuovi nuclei famigliari, con lo stipendio da dipendente, dall’altra hanno presentato il conto in termini di aborti e malformazioni. Una popolazione che ha versato lacrime per le disgrazie dell’ambiente malato merita uno sconto, un gesto di generosità. Si può razionalizzare la spesa sanitaria, si deve, ma senza gravare sugli ospedali di frontiera come il Muscatello.
I cittadini di Augusta stanno lottando per il diritto alla salute, lo hanno fatto con manifestazioni di massa, con scioperi che hanno paralizzato le attività produttive e l’intera città, con assemblee. Tutto ciò non è servito, però, a dare concrete garanzie. Rimane lo spettro di una svilente rifunzionalizzazione che ferisce i cittadini. Se ritornerò a casa, nella mia Sardegna, mi porterò dietro il ricordo di un popolo dignitoso, composto, ma anche amareggiato, deluso. Mi auguro che l’Assessore Russo riesca a mettere più cuore nella sistemazione dei conti della sanità siciliana. Più cuore per la gente che soffre in un territorio sacrificato.
Alessandro Mascia
18:29
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MUSCATELLO AUGUSTA: SE FOSSE VERO QUEL CHE DICE MARIO BONOMI, DEPUTATO REGIONALE API ?.... - di A. Mascia
“Se riuscissimo a fare una battaglia forte, ma proprio forte, riusciremo a difendere a malapena 80-85 posti letto per l’ospedale di Augusta”. La dichiarazione che ha suscitato inquietudine è di Mario Bonomo, deputato regionale dell’API, espresso dal territorio siracusano, intervenuto a una recente assemblea cittadina tenuta presso la sala conferenze del nuovo padiglione del Muscatello, organizzata dal comitato pro ospedale. Realista? Disfattista? Di fatto il suo contributo non ha sciolto i nodi che ancora tengono imbrigliato il futuro del nosocomio.
Ciò che, invece, ha impressionato positivamente è la pertinacia di quei cittadini che a quelle assemblee non mancano mai. Periodicamente il comitato pro ospedale invita, di volta in volta, i politici del siracusano che dovrebbero farsi carico delle istanze della cittadinanza augustana. Li invita, li interroga, li incarica, li responsabilizza. I cittadini più zelanti ronzano attorno ai politici per ottenere risposte sul destino dell’ospedale. Somigliano a quel gruppo di studenti che assediano i professori subito dopo la lezione per chiedere spiegazioni, approfondimenti, incontri. Ricordano quelle moschine che infastidiscono le mandrie che, invece, vorrebbero pascolare in santa pace tra le copiose erbe del prato. Immagini che rievocano la setta de’ cattivi i cui appartenenti Dante destinava a essere “stimolati molto da mosconi e vespe”. Un impegno che non conosce riposo estivo né in termini di riunioni e contatti né sotto il profilo degli aggiornamenti online tramite l’account Facebook “Augustani pro ospedale”. Le richieste che i cittadini hanno rivolto all’onorevole Bonomo sono sempre le stesse: intervenire seriamente sul famigerato decreto assessoriale che umilia l’ospedale di Augusta con il trasferimento dei reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria. Da una prima analisi sembrerebbe che i cittadini stiano conducendo una battaglia egoistica nell’incancrenirsi su quei reparti. Invece proprio quelli, oltre che aiutare a mettere al mondo nuove vite umane, costituiscono la vita stessa dell’ospedale. Toglierli equivarrebbe a smontare il motore dall’auto. Rimarrebbe una carrozzeria incapace di proseguire il cammino, destinata alla ruggine e alla rottamazione. Ginecologia, ostetricia e pediatria sono reparti trainanti. E, considerate le nascite firmate Muscatello, risultano molto più trainanti rispetto all’ospedale di Lentini, dove dovrebbero essere trasferiti per decreto assessoriale. Non si può negare che il nuovo ospedale di Lentini debba essere riempito. Di pazienti, certo. Ma anche di arredi, di attrezzature, di medicamenti, di viveri, di appalti. Un ospedale nuovo dovrà appaltare. Un ospedale vecchio, no. Ha già appaltato.
18:01
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28 luglio 2011
IL VANGELO E’ L’OPPOSTO
Don Luigi Maria Verzè e don Gallo, la morte e la vita
Sono appena rientrato da una serata di festa celebrata a Genova per gli 83 anni di don Andrea Gallo, a cui ha partecipato una folla enorme di amici e cittadini e alcuni politici. A fare festa c’era anche il gotha del «Il FattoQuotidiano» (Padellaro, Travaglio, Sansa), Moni Ovadia, Gino Paoli e tanti, tanti altri. Un popolo attorno a un uomo, un partigiano, un prete che da tutta la vita vive sul marciapiede per acchiappare chi sul marciapiede può finire e vi è già finito. Un prete, un uomo, un partigiano, invocato e riconosciuto come leader morale indiscusso. La forza di don Gallo è la «nudità»: è nudo di tutto ciò che oggi è di modo: il denaro, il potere, il sesso. Egli ha il vestito della parola, che si fa profezia di giustizia e di trasparenza nella coerenza. Sopra il vestito la bandiera della Pace dipinta dall’arcobaleno. Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, il giorno 18 luglio 2011 ha messo sul candelabro evangelico il lume splendente della bella persona di don Gallo e lo ha proposto a tutti come punto di riferimento dell’Italia migliore, quell’Italia che è disprezzata dal governo in carica per voce del ministro Brunetta. Ho visto attorno a don Gallo Andrea l’Italia del cuore, quella che non si rassegnerà mia al potere del malaffare e del ricatto, della delinquenza e del mercimonio.
08:09
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