23 maggio 2011

Tragico incidente sul lavoro ad Augusta

cronaca, incidente sul lavoroGravissimo incidente sul lavoro avvenuto in mare questa mattina, alle ore 8 circa, nella rada di Augusta. Nell’incidente ha perso la vita Domenico Settipani (nel tondo) di 58 anni, che sarebbe dovuto andare in pensione il 1° luglio di quest’anno, mentre un secondo marittimo, Giuseppe Passanisi di 43 anni, si trova attualmente ricoverato in gravi condizioni al Centro grandi ustionati del presidio ospedaliero “Cannizzaro” di Catania.

Giuseppe Passanisi, cognato del deceduto,  è stato trasportato con un elicottero del 118, dopo un primo soccorso ricevuto presso il civico ospedale Muscatello di Augusta, lo stesso che si vorrebbe chiuso e  per il quale si coglie l'occasione, seppur tragica,  per ricordare che sono attualmente in atto un crescendo di iniziative contro la chiusura del presidio:  la  prossima  è lo sciopero generale indetto dal comitato per giorno 30 maggio c.a..   

Secondo una prima ricostruzione, i due uomini erano a bordo di una bettolina quando,  nel corso delle manovre all’interno della rada, l’imbarcazione avrebbe violentemente urtato un deposito galleggiante, in quel momento sottoposto alle fasi di pulizia degli idrocarburi di scarto. I vapori ancora contenuti nel deposito avrebbero causato una terribile deflagrazione, avvertita fino in terraferma dalla vicina popolazione.

Inutile ogni  tentativo di soccorso da parte delle forze dell’ ordine, della guardia costiera e dei vigili del fuoco recatisi immediatamente sul posto dove,  dopo l’incidente,  è intervenuta  la squadra investigativa anti - infortunistica della Procura di Siracusa, coordinata dal procuratore capo Ugo Rossi e dal sostituto Andrea Palmieri, per gli opportuni rilievi che daranno seguito alle indagini.

Il Sindaco di Augusta Massimo Carrubba, accorso assieme all' arciprete Gaetano Incardona sul luogo della tragedia, ha dichiarato (video sotto) sospese le celebrazioni civili dei festeggiamenti in onore del Patrono San Domenico, attualmente in corso ad Augusta.  

   Giuseppe Tringali

 

03 marzo 2010

Spettacolare incidente nel cavalcavia

cavalca.jpgSpettacolare quanto tragico l’incidente stradale di ieri sera lungo il cavalcavia.  

Cinque macchine coinvolte in un tamponamento a catena a seguito di uno scontro frontale successivo a un sorpasso effettuato a velocità sostenuta.

Per fortuna non si sono registrate vittime tra gli automobilisti ma solo tanto spavento, tanti danni materiali alle autovetture e qualche viaggio in ospedale per qualche lesione guaribile in breve tempo.

Il cavalcavia è rimasto chiuso al traffico dalle ore 18,30 per circa due ore; l’accesso consentito solo ai mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco, alle autoambulanze del 118 e alle forze dell’ordine.

Stante alle dichiarazioni degli sfortunati automobilisti coinvolti alla guida dei mezzi,  al momento dell’impatto  il timore più grosso è stato di poter prendere il volo aereo per andare a picco verso il mare ma questo, per loro fortuna, non è avvenuto.

   G T  

07 febbraio 2010

Quante vittime tra la comunità Melillese trapiantata a Middletown, in Connecticut?

 

Non si conosce ancora il numero delle vittime, tra i nostri emigranti siciliani partiti dalla vicina Melilli nel XX secolo e trapiantati a Middletown in Connecticut, vista la  numerosa comunità italiana che vive e lavora proprio lì dove oggi è avvenuta questa grave tragedia.

Si tratta di un catastrofico incidente che ha mietuto decine di morti e circa 250 feriti, dovuto allo scoppio della centrale elettrica  Kleen Energy Systems”  e il cui botto s’è sentito fino a una distanza di  15 Km. Di nuova costruzione, l ‘impianto saltato per aria doveva già essere in funzione lo scorso novembre e  avrebbe dovuto fornire energia elettrica  attraverso  un processo industriale che vede l’ utilizzo  di gas naturale.

Tempestivo l’intervento dei mezzi di soccorso.

   G.T.

24 febbraio 2009

Antonio Munafò

munaf___03.jpgA causa di un incidente stradale nei pressi dei centri commerciali tra Priolo e Belvedere è morto questa notte il Capitano di Vascello Antonino MUNAFO' fino a pochi mesi Comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa. L'ufficiale proveniva da Catania per fare rientro a Siracusa a bordo della sua Mercedes, per cause ancora d'accertare, l'autovettura si è schiantata sul guard-rail. Era stato trasferito a Roma a dirigere l’ufficio “Personale Ufficiali del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto”. 52 anni laureato in giurisprudenza, Ufficiale dalle grandi doti umane aveva prestato servizio all'inizio della sua carriera proprio ad Augusta. Domani mattina (mercoledì) presso la sede della Guardia Costiera di Siracusa sarà possibile rendere omaggio alla salma del Comandante Munafò a partire dalle 10 e sino alle 18. Il Comandante Munafò lascia la moglie e la figlia Alessandra.Le Esequie saranno celebrate in Cattedrale giovedì prossimo alle 12.
fonte  www.unuciaugusta.com

18 gennaio 2009

La famiglia Cardile informa

La famiglia Cardile scrive al blog sugli articoli dedicati al tragico incidente che ha coinvolto il loro caro Rosario, chiedendoci una immediata pubblicazione. Per quanto, partecipando alla  rabbia e al  cordoglio, nel più ampio rispetto del loro dolore ne pubblichiamo testualmente i commenti  perchè da loro richiesto:

< la famiglia cardile precisa di essere a conoscenza di chi ha recuperato il corpo ormai senza vita del caro figlio e fratello e ne siamo immensamente riconoscenti. le cose potevano andare meglio se c'erano i soccorsi immediati di conoscenza i familiari lo avrebbero potuto vedere disteso,feririto su un letto di ospedale anziche' su una lettiga di un obitorio privo di vita. ringraziamo il prof giorgio casole per l'articolo nei confronti del nostro caro. riguardo alla medaglia d'oro non ci sembra opportuno poichè rosario è stato strappato dal mare senza vita. ringraziamo nuovamente chi si è prodigato per salvare rosario>

Scritto da : la famiglia cardile | 17 gennaio 2009

e ancora:

<mentre collegato su augusta news, leggevo il comunicato del prof. giorgio casole,riguardo la vicenda del nostro caro. in cui si diceva di proporre la medaglia d'oro? ma a chi?? la famiglia cardile precisa di essere a conoscenza di chi a recuperato il corpo ormai senza vita del caro figlio e fratello.e siamo immensamente riconoscenti. le cose potevano andare diversamente se vi erano i tempestivi soccorsi.di conseguenza i familiari lo avrebbero potuto vedere disteso ferito su un letto di ospedale, anziche' su una lettiga di un obitorio privo di vita. ringraziamo il prof. giorgio casole per l'articolo riguardante il nostro caro.riguardo alla medaglia d'oro non ci sembra opportuna, poiche rosario è stato strappato dal mare senza vita. ringraziamo nuovamente a tutte le altre persone che anno estratto, il corpo ormai senza vita di rosario. vogliamo rispetto per il nostro caro rosario,che riposa in pace. prima di scrivere certe frasi vogliamo la verita' di come sono andati veramente i fatti. ringraziamo le persone che ci sono state vicino, in questo moento triste. spero tanto che questo mio articolo venga pubblicato al piu' presto. la famiglia cardile>

Scritto da : famiglia cardile | 18 gennaio 2009

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Il responsabile di questo portale mi ha autorizzato a rispondere brevemente alla famiglia Cardile, dolorosamente colpita dal tragico evento di cui abbiamo dato tempestiva notizia, con l’aggiunta di un  editoriale di chi scrive. Innanzitutto cogliamo l’occasione per esprimere direttamente ed esplicitamente il cordoglio mio e dell’editore del portale alla famiglia Cardile, che, speriamo, sia soddisfatta del fatto che  è stato dato, in apertura di pagina, ampio risalto ai due interventi che, comunque, erano stati già pubblicati nella sezione dei commenti. Il  secondo loro “commento” non è altro, in sostanza, che la ripetizione del primo, che era già di pubblico dominio, immediatamente dopo l’invio. Forse la famiglia Cardile, con la reiterazione, desiderava risalto e risposta. Abbiamo subito “lanciato il risalto. Diamo ora la risposta che contiene una domanda. Come mai  la famiglia Cardile  nelle sue “precisazioni” non nomina mai Angelo Caramagno che, coram populo, risulta essere colui che, per primo e con senso di abnegazione, s’è adoperato per salvare il loro congiunto? C’è un mistero sotto? La famiglia Cardile sa ciò che noi non conosciamo ancora? A chi scrive risulta, attraverso una testimonianza degnissima di fede, che Caramagno in questo momento, nel suo letto, soffre atrocemente per due ordini di motivi: fisico e psicologico. Il motivo fisico deriva dalle costole rotte in séguito al tentativo di salvare, vivo, il compagno-amico cui era affezionato, quello psicologico deriva, ovviamente, dall’improvvisa, fulminea, tragica perdita del compagno che egli non è riuscito a sottrarre, non per imperizia né per scarsa generosità (stando alle attuali risultanze) alle grinfie della morte. Nel mio editoriale,che qui è ancora leggibile, propendevo per la tesi della fatalità , causa della morte del vostro caro congiunto. Ho ascoltato varie testimonianze che m’hanno confortato riguardo a questa tesi, anche se, ovviamente, non bisogna mai stancarsi di predicare d i stare sempre attenti riguardo alla sicurezza nel mondo del lavoro. Dovrebbero essere subito processati e condannati  i responsabili di àmbiti lavorativi non sicuri, che, per risparmiare qualche soldo, mettono a rischio la vita dei loro dipendenti.  Siamo tutti in attesa delle conclusioni degli inquirenti. Nel frattempo, m’ero permesso di segnalare al sindaco di  Augusta il gesto altruistico, che mi risulta non essere il primo, di Angelo Caramagno, che, date le condizioni meteo, comunque ha rischiato e s’è sùbito dato da fare per salvare il compagno. Non ho mai scritto di medaglia d’oro, ma di medaglia al valor civile, come esempio per tanti  giovani, molti dei quali – ne so qualcosa perché insegno -  vivono ancora nella bambagiai e non  conoscono la dura realtà dell’esistenza quotidianao fanno i bulli. La famiglia Cardile può darmi atto anche che allo stesso sindaco avevo proposto di proclamare il lutto cittadino per onorare il vostro Rosario. Non l’ha fatto. Purtroppo.  Vi rinnovo il mio cordoglio.  

       Prof. Giorgio Càsole

14 gennaio 2009

Rosario Cardile

Rosario Cardile, l'operatore portuale di Augusta morto ieri in un incidente sul lavoro, è deceduto per annegamento. L'autopsia,  eseguita dal medico legale Francesco Coco, ha rilevato un grosso trauma al torace dell'ormeggiatore. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Siracusa Antonio Nicastro, l'operatore sarebbe finito in mare durante le manovre di disormeggio e nella caduta potrebbe aver urtato contro qualcosa e perso i sensi. Dalle ore 6.00 di stamani è in corso lo sciopero dei lavoratori portuali siciliani indetto dalle segreterie regionali dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil. L'astensione dal lavoro durerà fino alle ore 6.00 di domattina.

13 gennaio 2009

Incidente in mare

foto1-1.jpg

Tragico incidente mortale ieri sera alle ore 18,00 al pontile 2 della raffineria Esso di Augusta. Vittima di turno un uomo di 46 anni , Rosario Cardile di Augusta, inghiottito dalla furia del mare mentre era impegnato in una manovra di disormeggio della petroliera Rhonesten per conto della compagnia portuale “Gruppo Ormeggiatori”, dalla quale egli dipendeva da circa 20 anni. Il suo compagno di lavoro, Angelo Caramagno di anni 51 ha cercato invano di salvarlo, ma nel tentativo è riuscito solo lui a cavarsela con qualche piccola ferita. Attualmente si trova ricoverato presso l' ospedale civile Muscatello, lo stesso presidio ospedaliero locale che oggi si vorrebbe chiudere e per il quale gli augustani sono scesi in piazza la mattina del 29 novembre scorso per protestare assieme al sindaco della città Massimo Carruba, che in quell’ occasione ha capeggiato la manifestazione indossando la fascia tricolore. Sul luogo della disgrazia sono tempestivamente intervenuti gli uomini della locale Capitaneria di porto che  ha aperto un’ inchiesta, assieme a una seconda  inchiesta partita per iniziativa della Procura di Siracusa. La salma di Rosario Cardile, trasportata all’ospedale Umberto I di Siracusa, sarà sottoposta ad autopsia. 

                                               

Quello dell’ormeggiatore, purtroppo, è un lavoro molto pericoloso e insidioso e l’ incidente verificatosi ieri sera non è il primo; si ricorda un altro episodio successo sempre ad Augusta in cui rimase vittima, per ironia della sorte, Salvatore Caramagno, padre di Angelo, l'uomo che ha tentato il miracolo pur di salvare la vita al compagno Rosario, tutte persone  "navigate"  che hanno vissuto grandi esperienze in mare. Il papà Salvatore fu costretto a vivere il resto dei suoi anni senza una gamba perché questa gli saltò in aria proprio  durante una manovra di ormeggio, mentre altri incidenti vengono registrati in altre parti d’Italia e sempre dalle altre compagnie di ormeggiatori . Alla fine del 2007 a Ravenna,  per citare ancora un altro episodio,  Filippo Rossano di 57 anni si trovava sulla sua imbarcazione adibita al servizio di ormeggio per l'attracco della nave Gracechurch Meteor alla banchina del Terminal Container, quando la pilotina, dopo avere compiuto una brusca manovra, fece perdere l’equilibrio al nostro uomo che battè la testa per finire il suo tempo in acqua . Anche allora furono inutili i tentativi dei colleghi di salvarlo. Rossano era prossimo alla pensione, ancora qualche turno, un po' di ferie, poi avrebbe lasciato il lavoro attivo; a Rosario Cardile di anni di lavoro, invece, gliene sarebbero rimasti altri venti.

 

 

Dopo questo  tragico incidente costato la vita al giovane ormeggiatore, le organizzazioni sindacali di categoria hanno proclamato per il 16 gennaio uno sciopero nazionale di 10 minuti dei lavoratori del porto. Nella stessa giornata, a mezzogiorno, le sirene di tutte le imbarcazioni presenti nei porti d’Italia suoneranno ininterrottamente per dieci minuti per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulle problematiche legate alla sicurezza portuale, visto che a Roma l’accordo c’è stato ed è rimasto disatteso.

Per noi di Augusta, le sirene suoneranno in memoria del giovane ormeggiatore Rosario Cardile.

                   Giuseppe Tringali

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Morti di serie A e di serie B

brucoli02.jpgIn una livida e rigida serata di gennaio, il 12 gennaio 2009, un  lavoratore di Augusta, Rosario Cardile, muore mentre sta lavorando. Si tratta di un dipendente del Gruppo ormeggiatori, dov’era stimato come persona competente e assennata, comunque  con un’esperienza ventennale. E’ un altro di quegli omicidi bianchi da attribuire  all’insicurezza dell’ambiente di lavoro o è stata una tragica fatalità dovuta essenzialmente al  maltempo e alla  forte mareggiata?  I sindacalisti propendono per la prima ipotesi.  Si sa. I sindacalisti fanno il loro mestiere, ma non è necessario gridare sempre  “al lupo, al lupo”, altrimenti, come nella fiaba, non si  viene creduti. Crediamo sia molto più verosimile propendere per la tragica fatalità, avvenuta comunque nello svolgimento del proprio lavoro. A parte, però, il sentimento di cordoglio che occorre provare e manifestare per la scomparsa di un uomo nel pieno vigore degli anni e con un’aspettativa di vita di qualche decennio ancora, un uomo che, come tutti, aveva certamente salutato l’avvento del  2009 con speranza, forse contribuendo egli stesso a far suonare la sirena del natante dov’era imbarcato allo scoccare dell’ultimo tocco della mezzanotte,  in questo momento avvertiamo un sentimento di sdegno per i servizi che hanno dedicato all’evento i telegiornali nazionali. Servizi? Si sono limitati a dare la notizia. Niente più. L’unico servizio lo abbiamo visto  durante l’edizione del tg regionale, grazie a un inviato da Catania che ha saputo fare bene il suo lavoro, con varie interviste, compresa quella allo sfortunato compagno di lavoro di Cardile che, generosamente, ma inutilmente, s’è buttato in mare per tentare di salvare il suo compagno disperso  e annegato tra i marosi. Morte evidente, causa palese. Non si capisce perché sia necessario sottoporre il corpo allo strazio dell’autopsia. Mi sia concesso di esprimere la  mia indignazione  verso, soprattutto, il tg1 che ha mandato in onda un lungo pezzo dalla Sicilia per parlare giustamente delle condizioni del maltempo nel porto di Palermo, con interviste assolutamente inutili che nulla aggiungevano all’informazione, mentre è stata trascurata la tragica vicenda di Augusta?  Non mi pare che in altre circostanze, di tragedie  simili avvenute nel Nord, il tg1 si sia comportato a questo modo. Eppure questo tg è diretto da un siciliano, il palermitano Riotta. A questo punto una domanda s’impone.  Discriminiamo anche i morti? Ci sono morti di serie A e morti di serie B? Una domanda anche a chi ci amministra. Il sindaco Carrubba proclamerà questa volta il lutto cittadino? Intanto, proponiamo per Angelo Caramagno una medaglia al valor civile perché ha messo a repentaglio la sua stessa vita pur di salvare l’amico e collega. Se il sindaco non dovesse accettare, lo proporremo al prefetto di Siracusa.

      prof. Giorgio Càsole