14 febbraio 2012

Blitz delle fiamme gialle nella provincia di Siracusa

finanza.jpgAugusta - La Guardia di finanza ha individuato 11 evasori fiscali nella provincia di Siracusa. In particolare, sono stati scoperti ad Augusta un supermercato che da due anni è risultato sconosciuto al fisco per un’ evasione che si aggirerebbe attorno ai 2 milioni di euro, oltre ad un’impresa risultata fantasma dal 2006, quest' ultima specializzata nella fabbricazione di macchine industriali, che è riuscita a sottrarsi al fisco per un ammontare di altrettanto 2 milioni di euro. Nel territorio di Carlentini è stata scoperta una società di autotrasporti che dal 2007 avrebbe invece occultato al fisco oltre 4 milioni di euro mentre, sempre dal 2007, una società di colture agrumicole di Francofonte non presentava le dichiarazioni dei redditi e a Noto una ditta edile dal 2011 avrebbe evaso oltre 200 mila euro. Altre società non in regola con i tributi sono state smascherate dai militari delle fiamme gialle a Siracusa e a Canicattini Bagni.

   G.T.

12 febbraio 2012

AUGUSTA, IN VIALE ITALIA DONNA TRAVOLTA DA UNA CABRIO. IL CONDUCENTE NON SI FERMA A SOCCORRERLA

viale italia.jpgAUGUSTA. Stava attraversando le strisce pedonali in Viale Italia una 62enne di Augusta, quando  è stata travolta da un’ auto, New Beetle cabrio,  il cui  conducente, un giovane augustano ventottenne, rintracciato sùbito dopo dalla polizia,  non si è fermato a soccorrerla. La donna è in prognosi riservata all’istituto ortopedico Villa Salus, dove le  stati riscontrati  trauma cranico, distorsione cervicale, frattura alle ossa nasali, frattura alla gamba destra e contusione toracica. Dopo l’impatto con l’auto, le signora è stata trasportata prima al pronto soccorso del “Muscatello” e dopo gli accertamenti,  è stata trasportata con l'ambulanza del 118 è stata trasferita  a Villa Salus. L'investitore,  si è costituito accompagnato dal padre. Ha dichiarato di non avere visto la donna. L'accusa è di lesioni colpose e omissione di soccorso.

C. C.

08 febbraio 2012

Arrestato per furto 35enne di Augusta

_stefano-greco2.jpgStefano Greco, 35enne augustano,  è stato arrestato domenica scorsa dai carabinieri della compagnia di Augusta, dopo che il malvivente aveva messo a segno un colpo in un esercizio commerciale della borgata di  Augusta, un negozio di ferramenta di Piazza Verga, portando via un computer e 1000 euro circa. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario  che poco prima aveva sporto denuncia. Nel contempo, i militari dell’ arma hanno verificato che lo stesso uomo avrebbe effettuato lo stesso giorno un altro furto in un negozio di casalinghi di via Enna, sempre ad Augusta. A carico di Stefano Greco, il processo per direttissima.

SCONTO DI PENA A GIANFRANCO BARI

FERRAG.jpgDiciotto anni , non più venti: questa la decisione della Corte d’Assise  d’Appello di Catania per Gianfranco Bari, soprannominato lo “squartatore di Augusta”. La sentenza ha provocato  grandissima delusione e sconforto per familiari, parenti, amici di Francesca Ferraguto,  e per quanti,  comuni cittadini, si aspettavano un aumento di pena, non già uno sconto per Gianfranco Bari, sposato ma separato,  tre figli, che con la povera Francesca, appena 21enne,   aveva una relazione more uxorio finita in tragedia: in un eccesso d’ira, provocato pare dal rifiuto di Francesca di badare ai tre figli, il 25 maggio del 2009, lui  la colpì a morte e poi tagliò, con una  sega elettrica,   il corpo e nascose i pezzi   in nove sacchi circa di sacchi nera per la spazzatura, nascosti in un podere di campagna dei suoi genitori, contro i quali, probabilmente, erano diretti gli attacchi del padre della sventurata ragazza in un manifesto pubblico affisso ai muri della città, laddove si dice che “i  complici del mostro sono ancora in liberta”. Bari era stato condannato a vent’anni di reclusione da giudice unico, Michele Consiglio, secondo il rito del giudizio abbreviato, voluto dallo stesso imputato, che prevede già uno sconto di pena rispetto a quella prevista  per delitti efferati come questo. I giudici d’appello hanno respinto le richieste di una condanna più dura formulate dall’avvocato della parte civile, la famiglia Ferraguto, e della stessa Procura Generale. Sarebbe oltre modo interessante leggere, quando saranno pubblicate, le motivazioni che hanno convinto i giudici a pronunciare questa sentenza che ha lasciato i familiari nello sconforto e la gente comune nello sconcerto.

  Giulia  Càsole

02 febbraio 2012

AUGUSTA, NUOVA VIOLENZA NEL CARCERE DOVE MANCANO 130 AGENTI

 

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AUGUSTA.  Un nuovo  episodio di  violenza nei confronti di un agente di polizia penitenziaria nella carcere di massima sicurezza, locato sulla provinciale per Brucoli  (per questo impropriamente chiamato  carcere di Brucoli) è avvenuto lunedì 30 gennaio:  un detenuto affetto da disturbi psichiatrici, recentemente rientrato in istituto dopo un periodo di osservazione psichiatrica,  ha aggredito  un assistente capo, giudicato guaribile  in dieci giorni a causa  delle ecchimosi e  delle le forti contusioni riportate. La notizia è stata diffusa dall’attivo e pugnace sindacalista Massimiliano Di Carlo, segretario provinciale del Fsa/Cnnp, che più volte ha fatto conoscere l’allarmante stato in cui versa il carcere di Augusta, pesantemente sotto organico. Sembra quasi di risentire le stesse notizie che venivano diffuse negli anni Settanta, quando scoppiano episodi di violenza nel vecchio carcere all’interno del castello svevo, tanto che nel 1978, , dopo una vera rivolta, il carcere fu evacuato nel giro di due giorni, per decisione presa dall’allora generale dei CC Carlo Albero Dalla Chiesa, venuto nottetempo ad Augusta, senza preavviso, per fendersi conto de visu della situazione. Com’è noto, Dalla Chiesa anni dopo fu nominato prefetto di Palermo per contrastare la criminalità mafiosa, della cui violenza cadde vittima dopo poco più di tre mesi. Ora lasciamo la parola De Carlo:  “Ormai in Sicilia, e d'altronde in tutti gli Istituti della penisola, la scia delle aggressioni sembra inarrestabile e se ci si sofferma sulla gravissima situazione lavorativa del personale che opera nella casa di reclusione di Augusta, aggravata anche dal sovraffollamento, dalla notevole carenza di personale, dalla esiguità di risorse finanziarie necessarie per garantire quantomeno i livelli minimi di salubrità e igiene dei posti di servizio e delle sezioni detentive e dalle carenze strutturali, ci si rende facilmente conto che non si possono chiedere ulteriori sacrifici a questi uomini se non prima aver dato un forte segnale d'interessamento delle istituzioni a ciò preposte. Necessitano interventi incisivi per far fronte al disagio lavorativo, vissuto dagli agenti di Polizia penitenziaria in servizio nella struttura carceraria augustana . Il personale è fortemente demotivato e stanco di operare in continua emergenza. Ci sono circa 700 detenuti e poco più di 200 agenti. mancano almeno 130 unità.”.
  Giorgio Càsole

 

01 febbraio 2012

Ennesima aggressione al personale di polizia penitenziaria che opera nel carcere di Augusta

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Si ritiene doveroso segnalare l'ennesimo episodio di aggressione nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria. In particolare in data 30 gennaio, nella Casa di Reclusione di Augusta, un detenuto appartenente al circuito A.S. affetto da disturbi psichiatrici, recentemente rientrato in Istituto dopo un periodo di osservazione psichiatrica, si è reso responsabile di una gravissima aggressione nei confronti di un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria che per le ecchimosi e forti contusioni riportate è stato giudicato guaribile in 10 giorni. Ormai in Sicilia, come d'altronde in tutti gli Istituti della penisola, la scia delle aggressioni sembra inarrestabile e se ci si sofferma sulla gravissima situazione lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria che opera presso la C.R. di Augusta, aggravata anche dal sovraffollamento, dalla notevole carenza di personale, dalla esiguità di risorse finanziarie necessarie per garantire quantomeno i livelli minimi di salubrità e igienicità dei posti di servizio e delle sezioni detentive e dalle carenze strutturali, ci si rende facilmente conto che non si possono chiedere ulteriori sacrifici a questi Uomini se non prima aver dato un forte segnale d'interessamento delle istituzioni a ciò preposte.

Si chiedono interventi incisivi al fine di contrastare il disagio lavorativo del personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la C.R. di Augusta.                             

              Massimiliano DI CARLO

24 gennaio 2012

AUGUSTA E LENTINI, LO BELLO DENUNCIA INFILTRAZIONI MAFIOSE DURANTE IL BLOCCO

1365090957.jpgAUGUSTA.  Durante il blocco di rifornimenti di carburante e viveri di prima necessità attuato nei giorni scorsi, dagli esponenti del neonato movimento “Forza d’urto”, quello dei “forconi” – tanto per intenderci – ci sarebbero state infiltrazioni di elementi collusi con  le organizzazioni criminali, con la mafia,  detto alla spiccia. L’accusa non è né nuova né peregrina: se ne parlava giorni fa e, comunque, era stata affacciata come ipotesi, sostenuta dalla conoscenza,  da  parte di esperti,di uomini e cose dell’organizzazione verticistica che è “Cosanostra”.L’accusa è stata ufficialmente lanciata dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, alla trasmissione di Gal Lerner, L’Infedele, andata in onda lunedì 23 attraverso gli schermi di LA/7. Lo Bello ha sostenuto che a Lentini e ad Augusta sono stati visti uomini del genere e ha precisato che aveva lanciato tale accusa agl’inquirenti nei giorni immediatamente successivi all’evento.

    Giorgio  Casole

VOGLIAMO FAR RIALZARE LA SICILIA PARTENDO DALLA DARSENA DI AUGUSTA

volontari.jpgAUGUSTA. «Vogliamo bloccare i derivati del petrolio che escono dall'Isola. Inginocchiamo il nord che ci chiama parassiti per far rialzare la Sicilia. Chiediamola progressiva liberalizzazione totale dell'approvvigionamento di carburante da parte dei distributori. Prezzo dei carburanti uguale in tutta Italia a parità di marca, senza oscillazioni per territorio. Riduzione del prezzo del trasporto merci di pedaggi autostradali, tariffe navi e tariffe treni. Potenziamento della viabilità interna. Revisione delle limitazioni in materia di pesca. Parità del costo del credito per le imprese in tutto il territorio italiano». Queste rivendicazioni sono contenute in un volantino stampato e diffuso dai “Volontari per la Sicilia”,  piccoli imprenditori, operai, disoccupati e studenti  che hanno manifestato, domenica 22, nell’area della nuova darsena servizi del porto di Augusta, praticamente quasi sùbito dopo lo smantellamento del blocco dei “forconi”, per invitare gli operatori del porto a bloccare in modo pacifico le operazioni legate alle attività portuali legate al trasporto dei prodotti derivanti dal petrolio. I rappresentanti di questi “Volontari”dei manifestanti,  Marco Arena (Priolo), Fabio Di Maura (Melilli), Tony Di Silvestro e Antonio D'Amico (Augusta), hanno sottolineato che il loro intento  è stato quello  di manifestare in maniera civile e composta, chiamando a raccolta tutte le categorie produttive.  “Questa volta non vogliamo penalizzare i cittadini siciliani,com’è successo durante il blocco dei giorni scorsi,  ma vogliamo mettere in ginocchio l'Italia intera. E' l'unico modo questo per poter essere ascoltati, spiegare i motivi e le ragioni del nostro disagio”: questo il loro  intento programmatico. Evidentemente, sono consapevoli che, grazie all’area Augusta-Priolo, viene servito, quanto a carburanti, un terzo dell’Italia.

Diletta Càsole

COMMOSSI FUNERALI PER GIUSEPPE RAPPARINI: ERA STATO PIU' VOLTE ASSESSORE

cronaca,augusta,augustanewsAUGUSTA."Non ho parole per la perdita improvvisa. Ho perso un amico e un valido collaboratore Pippo era una persona in gamba che mi ha sempre dato il suo sostegno. Era un politico vecchio stampo che lascia uno vuoto incolmabile nel mondo politico cittadino". A parlare così, con questo forte accento di commozione, è stato Paolo Amato, capogruppo consiliare PdL alla Provincia, che ha seguito commosso, come moltissimi, i funerali  di Giuseppe Rapparini, celebrati nella chiesa di Santa Lucia. Giuseppe Rapparini era passato con il PdL di Paolo Amato, come molti ex socialisti hanno fatto, dopo la bufera di Tangentopoli e dopo la scomparsa del Partito socialista di Bettino Craxi, perché hanno visto in Berlusconi  il diretto continuatore della politica decisionista dello stesso Craxi. Rapparini, operaio all’arsenale della Marina Militare, figlio di operai e sindacalista, aveva assunto incarichi assessoriali nelle amministrazioni del secolo scorso che avevano la caratteristica di durare, in genere, non più di un anno, prima dell’elezione diretta del sindaco. La scomparsa di Rapparini è stata colta con incredulità, perché era sempre “visibile”,  in giro per le strade o a leggere giornali nei bar, a contatto con i cittadini comuni che ancora si rivolgevano a lui per qualche aiuto. L’infarto è stato fulminante. Rapparini lascia la moglie e tre figli.

Giulia Càsole 

23 gennaio 2012

IL COMUNE DI AUGUSTA NON PAGA 400MILA EURO E LA LINEA TELEFONICA VIENE IN PARTE INTERDETTA

telefono.jpgIl centralino del Comune è stato disabilitato per le chiamate in uscita.  Per ora solo a riceve telefonate in entrata. Il disservizio sta causando non pochi problemi e disagi non solo per gli uffici comunali,  ma anche per le utenze collegate, in particolare si tratta anche di quelle degli istituti scolastici di competenza comunale.  La bolletta non sarebbe stata pagata ma l'amministrazione comunale non avrebbe problemi di liquidità per far fronte al debito. Si tratterebbe soltanto di un ritardo dovuto ai tempi lenti della burocrazia. L'ufficio di ragioneria del Comune si è già attivato per cercare di risolvere nel più breve tempo possibile il problema. La Telecom vanterebbe nei confronti del Comune un credito pari a circa 400 mila euro.  In merito alla vicenda il sindaco Massimo Carrubba, informato dell'accaduto si è subito messo in contatto con la direzione della Telecom, informandola che “ il Comune dispone della liquidità necessaria per onorare gli impegni, ma in considerazione che siamo solo all'inizio dell'anno e che occorrono i tempi tecnici di lavorazione per procedere all'emanazione dei mandati di pagamento, sarebbe bastato un po' di buon senso in più per evitare tutto ciò, tra l'altro in un periodo particolare e delicato. Non si tratta di difficoltà di cassa, ma di tempi burocratici necessari per la lavorazione dei mandati. Tra l'altro i commissari inviati dalla Regione hanno stabilito un iter ben preciso che dobbiamo rispettare. Attualmente abbiamo la disponibilità di cassa per far fronte alle necessità correnti e assicurare, quindi,  la normale erogazione degli stipendi ai dipendenti e per onorare le varie scadenze. Mi auguro che la situazione si normalizzi”.

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