SUGGESTIONI AL CHIARO DI LUNA CONCLUDE LA PROGRAMMAZIONE DI TAORMINA ARTE PER ANFITEATRO SICILIA

Mario GaleaniLe notti d’estati in Sicilia sono state magiche nei più bei teatri di pietra, Tindari, Taormina, Catania e Morgantina, una programmazione di teatro, musica e danza d’eccellenza, ricca, variegata, di grande successo a cura di Taormina Arte, per il cartellone di spettacoli di Anfiteatro Sicilia, la manifestazione culturale promossa dall’Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Anthony Barbagallo. Un calendario che si chiude al Teatro Antico di Catania il 24 agosto con l’ultimo concerto, “Suggestioni al chiaro di luna”, una produzione Taormina Arte che vede il noto pianista Mario Galeani eseguire Sonata quasi una fantasia n.14 op.27 n.2 in do diesis minore e Al chiaro di luna di L. Van Beethoven; Notturno op. 27 n.2 in re bemolle maggiore, Notturno op.48 n.1 in do minore e Polacca fantasia op. 61 in la bemolle maggiore di F. Chopin; Liebestraum n. 3 (Sogno d’amore) di F. Liszt; Isoldes Liebestod di F. Liszt e R. Wagner; Parafrasi da un concerto sul “Rigoletto” di F. Liszt e G. Verdi in tre splendidi Teatri Antichi siciliani, 21 luglio a Morgantina, 13 agosto a Tindari e 24 agosto a Catania. Mario Galeani è uno dei pianisti più amati e bravi al mondo, allievo del pianista Aldo Ciccolini e ha collaborato con famose orchestre, tra cui la Royal Philarmonic Orchestra di Londra.

Mariangela Scuderi

“IL CONDOMINIO”: COMMEDIA BRILLANTE MESSA IN SCENA DAI SOCI UNITRE DELLA COMPAGNIA TEATRALE “PIPPO PACI”

CONDOMINIOAugusta. A conclusione dell’attività del Laboratorio teatrale per l’Anno Accademico 2016/2017, sabato 27 maggio, i soci Unitre della Compagnia “Pippo Paci” hanno messo in scena la commedia brillante “Il Condominio” sapientemente diretta dal regista Pietro Quartarone, accompagnati dalla musica e dagli effetti sonori del Maestro Antonio Accettullo. Due ore di allegria e sano divertimento hanno intrattenuto i numerosi ospiti giunti presso l’affollatissima Aula magna dell’Istituto “A. Ruiz”. Colleghi soci Unitre, amici e parenti degli attori hanno assistito alla rivisitazione personale della commedia scritta da Giovanni Formisano jr, poeta e commediografo catanese del teatro dialettale tra i più conosciuti e apprezzati del secolo scorso. Ha aperto la serata lo stesso regista Quartarone, il quale ha invitato il pubblico a perdonare eventuali défaillances degli attori trattandosi di dilettanti che si cimentano nella recitazione semplicemente per divertirsi e per far divertire. Un grosso applauso ha dato inizio alla commedia e ha incitato tutto il cast. La storia si basa su classici incomprensioni e litigi tra gli inquilini di uno stesso condominio, in questo caso motivo delle liti è una questione di animali da compagnia e da cortile. Alcuni condomini, proprietari di cani, non sopportano la presenza di una gallina nel palazzo. Scene spassose ed esilaranti si sono susseguite grazie alla spontaneità del socio Pippo Morello che ha interpretato il ruolo del piccolo Luigi, figlio discolo e dispettoso di Francesco Pacifico, proprietario della gallina, e della moglie Angela, interpretati rispettivamente da Guido Mendola e Angela Gulino. Molto comici anche gli interventi di Carmelo Addìa, nel ruolo del buffo e impacciato Questore Cipresso che ha il compito di dirimere la discussione tra i condomini, ma che non riesce a rimanere indifferente agli ammiccamenti della bella e provocante Rosaria, impersonata da Carmela Bonfiglio. Divertenti anche gli equivoci tra il questore e la sua svampita e distratta segretaria, nel cui ruolo si è cimentata Cettina Fisichella, e l’appuntato Sifuni interpretato da Iano Pustizzi. A vestire i panni dei condomini, i signori Volpe e Lupo, Natalina Tripoli, Vito Iacona, Rita Gianino e Salvatore Di Leonforte. Alla fine, mette pace e risolve la controversia lo stesso regista Pietro Quartarone nei panni del Padre Cappellano che da la sua benidizione a tutti. Al termine dello spettacolo, il pubblico entusiasta si è lasciato andare in parole di apprezzamento e di stima verso tutti gli attori, il regista e quanti si sono prodigati dietro le quinte, non ultima la suggeritrice Maria Belfiore.  Che dire? – commenta entusiasta Anna Lucia Daniele, componente del Direttivo Unitre – È stata una favolosa serata all’insegna del buon umore, del relax e del sano divertimento. Il nostro più grande plauso va a tutto il cast con l’augurio di continuare così, con freschezza e tanta energia. Già nuove idee frullano nella geniale mente del regista Quartarone per l’anno prossimo. Per questo motivo, cari soci Unitre, vi aspettiamo numerosi a iscrivervi al nostro laboratorio di recitazione ed essere protagonisti del vostro e nostro divertimento. Grazie e complimenti a tutti!

    Anna L. Daniele

IL MISANTROPO DI MÒLIERE, UNA NUOVA PRODUZIONE AL TEATRO STABILE DI CATANIA, IN SCENA AL VERGA FINO AL 14 MAGGIO

Tra gli interpreti il siracusano Giovanni Argante e l’augustano  Davide Sbrogio’

GiovannaDiRauso_Romanzocriminale2_Ep.6720p2CATANIA – Capolavoro della drammaturgia universale, Il Misantropo di Molière è la nuova, attesa produzione del Teatro Stabile di Catania,  in scena alla sala Verga fino  al 14 maggio, con  esibizione di nudo femminile, un tango e molti interventi  recitativi dalla platea e con moltissimi pleonastici francesismi appiccicati a una traduzione dal francese in italiano corrente, Comunque, un allestimento che schiera nomi di rilievo del panorama teatrale. Adattamento e regia sono di Giovanni Anfuso, le scene di Alessandro Chiti, i costumi di Riccardo Cappello, le musiche di Nello Toscano, le coreografie di Amalia Borsellino, le luci Salvo Orlando; assistente alla regia è Agnese Failla. In scena agiscono Rosario Minardi (nel ruolo del titolo, ossia Alceste, innamorato di Célimène), Sebastiano Tringali (Philinte, amico di Alceste), Giovanni Argante, strepitoso (Oronte, innamorato di Célimène), Giovanna Di Rauso, flessuosa e sexy (Célimène, innamorata di Alceste). E ancora Luana Toscano (Éliante, cugina di Célimène), Barbara Gallo (Arsinoé, amica di Célimène), Angelo D’Agosta (marchese Acaste), Davide Sbrogiò, efficacissimo (marchese Clitandre), Daniele Bruno (Vadius, amico di Célimène), Giovanna Chiara Pasini (Armande, amica di Célimène), Eleonora Sicurella (Basque, serva di Célimène), Edoardo Monteforte e Giuseppe Aiello (Due guardie e due servi). Commedia o tragedia? È sulla reale natura del dramma che si sofferma Giovanni Anfuso, di cui riportiamo le note di regia: «Il Misantropo è una commedia scritta da Jean Baptiste Poquelin in arte Molière. In questa frase convivono una certezza e un dubbio.

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AUGUSTA, IL CUORE DI MAURO ITALIA & C PER RIDERE E COMMUOVERE

Mauro& C in 4o ma non li dimostraAugusta.  Si è riso molto, a volte fino alle lacrime, per le pantomime di Mauro Italia sulle tavole del grande palcoscenico del  teatro di Città della Notte, domenica 30 aprile,  quando le porte  si sono aperte ancora una volta, l’ultima dell’attuale stagione di “Teatro nel cuore”, ideata e fortemente  voluta e diretta con fermezza da Mauro Italia, direttore artistico, attore e regista stabile dell’associazione augustana “Teatro stabile di Augusta”, che da qualche anno ha, in effetti, un ridotto teatrale stabile, dove poter produrre e ospitare anche spettacoli innovativi, oltre che essere il luogo giusto per incontri culturali e per scuola di musica. Mauro & C. hanno rappresentato una briosa commedia dei fratelli De Filippo, Peppino e Titina, fratelli del grande Eduardo, figli naturali del commediografo e attore napoletano Eduardo Scarpetta: quindi un testo di sicuro gradimento da parte del pubblico che, come nelle altre rappresentazioni, ha affollato l’enorme platea del teatro, ormai da considerare il vero teatro di Augusta, non solo perché il cosiddetto teatro comunale è chiuso da quasi quattro anni o più, ma perché non può essere considerato un teatro,  essendo  soltanto un’aula magna adattata per ospitare eventualmente compagnie locali amatoriali, non già le compagnie professionistiche di giro.  Mauro e compagni hanno recitato, lievemente adattata e recitata parzialmente in siciliano, i due tempi di “Quaranta… ma non li dimostra”, con Pippo Zanti, ormai inseparabile compagno di scena di Mauro, e Ninetta Lavio, efficacissimi  nei due ruoli principali,  e con un gruppo nutrito di giovani fra cui uno stuolo di donne: Carla Baffo, Giulia Buscema, Marinella Colizzi, Angela Guerriero, Miriana Salis; non sono mancati, naturalmente gli uomini, fra cui lo stesso Mauro Italia, che ha adattato anche il testo, curando la regia,  con Giovanni Spadaro e Giuseppe e Simone Trupia. Oltre a scegliere per sé la parte più comica, Mauro Italia si è ritagliato, nel secondo tempo, inserendolo in un contesto scenico  appropriato, un angolo tutto suo in cui, estrapolato dalla commedia, ha inserito un suo inno d’amore per il teatro, cantando una sua romanza, che potremmo definire autobiografica, sul mestiere dell’attore, mentre alle sue spalle una coppia di giovani ballerini eseguiva, in controluce,  passi di danza leggera, quasi una metafora della vita, che, come in un balletto, oscilla fra la luce e l’ombra. Una sorta di inno perché il teatro non muoia mai.

   Giorgio Càsole

AUGUSTA, “QUESTI FIGLI AMATISSIMI” E APPLAUDITISSIMI DI REDICUORE

A Città della Notte è andata in scena la commedia di Roberta Skerl per il cartellone FITA

Redicuore Figli amatissimiAugusta. Peccato! Potrebbe essere questa l’esclamazione da parte di chi non ha potuto assistere all’ultima rappresentazione della stagione teatrale, posta sotto l’ègida della FITA, a Città della Notte.  Si potrebbe esclamare “peccato” per tre  ragioni. La prima ragione.  Non aver  visto Mr.  Bean con la barba o, meglio, il sosia siculo-pugliese di Rowan Atkinson,  l’attore inglese che ha portato al successo l’omino britannico dai suoni poco articolati,  chiamato, appunto, Mr. Bean. Ci riferiamo a Vanni Petruzzelli, pugliese doc (come rivela il cognome – celebre il teatro Petruzzelli di Bari),  ad Augusta da tre anni e già protagonista della commedia “Questi figli amatissimi”, di Roberta Skerl, messa in scena dalla compagnia cittadina Redicuore, qualche sera fa, davanti a una platea  foltissima e plaudente. La  seconda ragione  deriva dal tema attualissimo – il difficile rapporto odierno genitori-figli – che ha offerto spunti di riflessione per  tutti, giovani  e meno giovani, come in una sorta di psicodramma, che tocca e coinvolge sul piano emotivo, oltre che cognitivo. Terza ragione. Il livello della  messa in scena e, quindi, della recitazione,  che si apparenta a quello di una compagnia professionistica di giro. Sin dal loro apparire sulla scena Vanni Petruzzelli e Stefania Arena, che hanno impersonato i genitori, non hanno dato l’impressione d’essere dilettanti e hanno saputo tener desta l’attenzione del pubblico senza ricorrere ad alcun artificio,  con il sostegno di Mirko Birritteri e di Daniela Morello, i “figli amatissimi”, costretti a ritornare a convivere con i genitori  a causa dei loro personali fallimenti. La regìa di Patrizia Gula, regista stabile di questa compagnia che predilige commedie “attuali”, è stata rispettosissima del testo, servito  senza sbavature, senza adattamenti e senza traduzioni in siciliano,  riuscendo a miscelare i toni agrodolci,  anche attraverso l’uso di siparietti e di briose colonne sonore, cui la Gula è affezionata. La messa in scena è stata “servita” da una scenografia molto suggestiva in bianco/nero, come i sentimenti  che contrappongono i genitori ai figli e viceversa, ideata dalla stessa Gula,  coadiuvata da Andrea Risetti che ha  sagomato abilmente   i mobili in polistirene. L’appuntamento è al prossimo autunno.

Giorgio Càsole

Nella foto: la compagnia “Redicuore” al completo

ECCELLENTE PROVA D’ATTRICE DELL’AUGUSTANA MARIAPAOLA TEDESCO

TedescoVillasmundo (SR) – Città  della Notte. C’è attesa per il terzo spettacolo della stagione denominata “Teatro nel cuore”, fortemente voluta da Mauro Italia, direttore artistico,  regista stabile e prim’attore del  “Teatro stabile di Augusta”, un’associazione che si  adopera da anni per tenere viva la fiammella del teatro in una città che  è priva di un  teatro  vero e proprio. Di solito, Mauro e i suoi mettono in scena, generalmente,  copioni collaudati della tradizione dialettale siciliana, per  far trascorrere lietamente un paio d’ore al pubblico.  Eccezionalmente, fanno un ‘incursione nel varietà, se consideriamo varietà anche il musical. Lo scorso  anno, infatti, Mauro Italia e i suoi ebbero un grande successo con la commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini,  portata sulle scene nazionali da  fior di attori quali Johnny Dorelli, oggi ottantenne, Bice Valori, oggi scomparsa. Quest’anno,  la sfida di Mauro si è fatta più ardua, con il varo di un cartellone in cui sono ospitati spettacoli di altri, prodotti altrove.  Quello dell’altra sera  era  più atteso e ,metteva  Mauro Italia più in ansia, perché il primo tempo era costituito dalla rappresentazione di un dramma  ispirato alla storia vera di Franca Viola, la ragazza siciliana che, per prima, disse no al suo rapitore-stupratore, il  mafioso Filippo Melodia, di cui la stessa Viola s’era in un primo tempo invaghita. Dramma vero, dunque, per niente  “leggero”, il cui testo è stato  scritto da un giovane augustano, Pierpaolo Saraceno, che lo ha diretto, curando  scene e costumi, e che ha interpretato con grande espressività, la parte proprio del Melodia rifiutato da quella Franca Viola,  oggi 68enne, interpretato  da una talentuosa Mariapaola Tedesco, anch’ella di  Augusta. Saraceno e Tedesco, una coppia affiatata sulla scena e nella vita, hanno già rappresentato il dramma  al Teatro Palladium di Roma, poi  a  Reggio Emilia, Bologna, Chieti, Formello Roma, Castrovillari, Caserta, Salerno e Agrigento. Per il pubblico di  Augusta, abituato ad assistere alle tradizionali rappresentazioni realistiche di commedie con una trama ben definita, dove il teatro è più di parola, che di fisicità e di effetti , poteva essere un azzardo presentare un  testo inedito , anche se con l’alloro del premio di Castrovillari. Mauro Italia, che di norma presenta gli spettacolo,  è apparso in ansia nel prologo, ma alla fine , dopo applausi  fragorosi e a scena aperta, dopo una quasi ovazioni in piedi,  Mauro è stato visibilmente soddisfatto e si è complimentato con i due “augustani doc”, come li ha voluti  definire, come augustano è l’autore delle musiche: Concetto Fruciano.  Lo spettacolo, il prossimo anno, andrà in tournée In Francia, Spagna, Germania, Ungheria e Polonia.

Cecilia Càsole

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AUGUSTA, MARIAPAOLA TEDESCO E’ “LA DONNA CHE DISSE NO” – di Giorgio Càsole

Per il “Teatro nel cuore” la storia di Franca Viola  in un dramma scritto e diretto da Pierpaolo Saraceno

Augusta. Buio in sala. Una lampada si accende e illumina il proscenio.  Un silenzio carico di tensione. Dopo qualche istante, si avverte un suono indistinto, come di un lamento continuo, che a tratti si fa più acuto e si avvicina sempre più. D’un tratto senti il suono accanto a te, emesso da una bella ragazza, la tunica bianca che lascia trasparire le gambe  lattiginose, i capelli sciolti sul pavimento. La ragazza striscia carponi in platea,  il volto travisato da una smorfia di dolore. L’occhio di bue (il riflettore  con il suo fascio  di luce orientato su una persona) non segue la ragazza. L’atmosfera è raggelante. La ragazza ti guarda con i suoi begli occhi sofferenti e interagisce con te: ti fa segno del silenzio con il dito indice. Siamo già in piena empatia. E’ l’esordio da tragedia greca del  dramma teatrale “La donna che disse di no”, basato sulla storia vera della siciliana Franca Viola, scritto, diretto e interpretato da Pierpaolo  Saraceno , con Mariapaola Tedesco  nel ruolo del titolo, entrambi augustani. La sua storia fece scalpore, tanto  da ispirare il film “La moglie più bella”  (1970) , diretto da Damiano Damiani, con l’allora quattordicenne Ornella Muti. Franca Viola, di Alcamo,  nel  1965, a 17 anni d’età, fu rapita dal suo ex fidanzato,  Filippo Melodia, che la segregò  per otto giorni e la violentò pensando di poterla poi sposare, favorito dalla legge allora vigente. Non fu così. Franca  Viola rifiutò di acconsentire al cosiddetto matrimonio riparatore. Melodia scontò dieci anni di carcere (fu ucciso nel 19789 nei dintorni di Modena dov’era stato confinato per due anni in soggiorno obbligato); Franca Viola sposò un altro e tuttora vive. Grazie al suo gesto coraggioso, che fu sostenuto da tutta la sua famiglia, compiuto prima della cosiddetta rivoluzione sessuale,  la legislazione penale italiana ha subìto profonde modifiche. Nel 1981 l’articolo 544 del codice penale fu abrogato.  Dal  1996 lo  stupro è considerato reato contro la persona, non contro la morale. L’articolo 544 era quella norma che  consentiva  l’estinzione del reato grazie al cosiddetto matrimonio riparatore. Il dramma di Pierpaolo Saraceno prende le mosse proprio dalla  scansione lenta e sofferta dei numeri che compongono la cifra: una scansione che rinvia alla sofferenza patita dalla donna a causa della violenza fisica prima e psicologica dopo: una donna che, seppur giovane e, tutto sommato, innamorata, vuole restare libera e, soprattutto, non vuole avere rapporti con i boss mafiosi. La violenza subìta è percepita dallo spettatore immediatamente, anche attraverso la gestualità: la donna si rannicchia in posizione fetale,  quasi a chiudersi in sé stessa per il rifiuto della terribile esperienza e poi si tocca  a mostrare quasi il sangue versato della deflorazione. E’ un inizio di tipo cinematografico. Si incomincia, cioè, partendo dalla fine, sì  che lo spettatore non prova l’emozione dell’attesa del finale. Lo spettatore deve provare emozioni forti, grazie alla recitazione, ai movimenti coreografici, alla scenografia, al dosaggio delle luci,  alla musica, quasi in un crescendo che raggiunge il suo acme, il culmine, nella  mimesi dello stupro. Un dramma espressionistico,  sostenuto da due soli attori,  di forte impatto emotivo, che si inscrive nel solco di un teatro civile  per formare le coscienze. Scroscianti e ripetuti gli applausi, specialmente, per la sorprendente prova di Mariapaola Tedesco, presente sulla scena ininterrottamente per cinquanta minuti e oltre.

  Giorgio Càsole

AUGUSTA, PIENO DI PUBBLICO E DI RISATE PER IL “CORNUTO IMMAGINARIO”

TRINACRIAAugusta. L’azione si svolge in una caratteristica piazzetta siciliana d’antan, ricostruita quasi con iperrealismo. La coppia comica entra quasi subito in scena. Sono Pippo Fàllica e Mimmo Terranova, il secondo anche regista. Sono una coppia artistica inossidabile, da paragonare a illustri coppie della scena teatrale e cinematografica e televisiva. Pippo e Mimmo potrebbero essere paragonati a Ciccio e Franco, a Ric e Gian, a Gianni e Pinotto. Collegi di lavoro quali sottufficiali della Marina Militare, da quant’anni quasi sono colleghi nella scena del teatro comico amatoriale, La vis comica di Pippo Fàllica è naturale, quella di Mimmo Terranova più ricercata, più studiata, ma egualmente azzeccata.

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IL FUMO NEGLI OCCHI DELL’ALLEGRA BRIGATA

Regìa di Pietro Quartarone, protagonista Roberto Corbino

allegra brigata fumonegli occhiAugusta – .Folto pubblico, nonostante il maltempo, per il secondo appuntamento del cartellone augustano della Fita (Federazione italiana teatro amatori) nella sala “Cannata” del complesso “Città della notte”, con la rappresentazione della commedia brillante Fumo negli occhi di Faele e Romano, a cura della compagnia “L’allegra brigata” per la regia di Pietro Quartarone. Commedia, in due tempi, di taglio pirandelliano, ma con esiti comico-grotteschi, scritta alla fine degli anni Cinquanta, all’inizio del cosiddetto boom economico del Dopoguerra, allo spuntare della civiltà consumistica. Una spassosa presa in giro della tipica malattia sociale della Sicilia in cui vale più ciò che appare, il “fumo negli occhi”, appunto, scaturito dal desiderio nelle famiglie siciliane piccolo-borghesi di primeggiare su altre famiglie dello stesso status sociale, famiglie quasi costrette a esibire una ricchezza più apparente e agognata che reale. Franche le risate liberatorie da parte di un pubblico che ha molto gradito l’adattamento, la riduzione e la regia di Pietro Quartarone che, alla maniera di Alfred Hitchcock nei film da lui diretti, si è ritagliato un piccolo cammeo nel secondo atto. Quartarone ha diretto giovani e meno giovani attori della “allegra brigata” toccando varie corde, dall’ironia al comico-grottesco alla satira, con sfumature di riflessione garbata e di lieve commozione.

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Una coproduzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Napoli, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Lo spettacolo sarà in scena alla sala Verga dal 7 al 18 dicembre 

macbethCATANIA – In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Shakespeare, Luca De Fusco firma la regia di Macbeth, uno dei supremi capolavori della drammaturgia del Bardo e, forse, anche tra i testi più teatralmente perfetti per coerenza e consequenzialità della struttura drammaturgica. Magnifici interpreti, nel ruolo del titolo Luca Lazzareschi, mentre Gaia Aprea è  Lady Macbeth. L’allestimento, una coproduzione di grande formato coprodotta da Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Napoli, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, approda alla Sala Verga dal 7 al 18 dicembre. Luca De Fusco, che ha curato anche l’adattamento, si avvale della traduzione di Gianni Garrera, delle scene di Marta Crisolini Malatesta, i costumi Zaira de Vincentiis, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Ran Bagno, le installazioni video di Alessandro Papa, le coreografie di Noa Wertheim. Insieme a Lazzareschi e Aprea agiscono in scena Fabio Cocifoglia, Paolo Cresta, Francesca De Nicolais, Claudio Di Palma, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Alfonso Postiglione, Federica Sandrini, Paolo Serra, Enzo Turrin e le danzatrici della compagnia Körper: Chiara Barassi, Sibilla Celesia, Sara Lupoli. La voce fuori campo è di Angela Pagano, in video Lorenzo Papa. Scritto tra il 1605 e il 1608, Macbeth racconta la vicenda del vassallo di re Duncan di Scozia, che, divorato dall’ambizione e dalla brama di potere, instillatagli dalla profezia di tre streghe, insieme alla moglie progetta e porta a compimento il regicidio per salire al trono. Una tragedia fosca, cruenta, in cui domina il male e in cui i personaggi sono complessi e ambigui. «Questa edizione del Macbeth – dichiara il regista – si pone come ideale prosecuzione del lavoro già avviato con Antonio e Cleopatra e Orestea, due spettacoli che si sono fortemente connotati nel senso della sperimentazione e della contaminazione tra linguaggi. Anche in questo caso il teatro si mescola con le installazioni video in modo ancora più complesso e variegato rispetto ai lavori precedenti». Lo spettacolo si collega ad Orestea per il rapporto tra teatro, musica e danza, proseguendo la collaborazione con gli artisti israeliani Ran Bagno e NoaWertheim. Si richiama invece più ad Antonio e Cleopatra per l’analogia testuale, per il ritorno della coppia Lazzareschi-Aprea, per i rapporti tra trasparenze scenografiche, video, luci fortemente cinematografiche. La logica visuale sarà però meno monumentale e più visionaria, assecondando la natura fantastica del testo che vede i suoi momenti fondamentali (apparizione delle streghe, visione del pugnale, fantasma di Banquo, apparizione dei Re, delirio del sonnambulismo di lady Macbeth) tutti contrassegnati dal tema del sogno, del delirio, insomma dell’irreale. L’ambientazione non colloca l’allestimento in una precisa epoca ma in una dimensione atemporale sospesa tra medio evo, atmosfere da cinema anni ’40, con uno sguardo al futuro, seguendo l’ispirazione dei costumi che la stessa Zaira de Vincentiis ha realizzato con grande successo nell’ultimo episodio di Orestea. “Partendo dagli studi di Bloom e Freud – prosegue De Fusco – si è cercato di attraversare il testo ponendosi delle domande sull’origine del male. Un grande tema, che nel Macbeth si può intendere in modo immanente (come ovviamente sostiene Freud) ma che sopporta anche un’interpretazione trascendente, visto che le streghe non sono solo il frutto della fantasia di Macbeth e la loro apparizione trasforma un uomo fatto di latte, come dice Lady Macbeth, in una bestia feroce. Navigando sul confine tra teatro e video si potrà incrociare qualche citazione cinematografica (penso ad esempio a Kubrick) ma anche riferimenti alla pittura surrealista di Delvaux, Magritte, Dalí”.

AUGUSTA, IL TEATRO NEL CUORE DI MAURO ITALIA

Il primo spettacolo sabato 3  dicembre a Città della Notte

That's amoreAugusta. Sabato 3 dicembre, alle otto di sera, si apriranno le porte del teatro “Cannata” di Città della Notte, bivio Augusta-Villasmundo, per un nuovo cartellone teatrale. Non “il” cartellone che la nuova gestione di Città della Notte ha organizzato per proprio conto, ma quello di Mauro Italia, direttore artistico, regista e prim’attore dell’associazione “Teatro stabile di Augusta”, che ha una sede, il “Piccolo del teatro stabile”, seppur minima, nel centro storico di Augusta, ma che da anni era inserita in un consorzio cittadino, promosso dallo stesso Mauro Italia, fra 4 vari gruppi filodrammatici locali per sostenere onori e oneri di una vera stagione teatrale nel capiente teatro di Città della notte, a causa della chiusura dell’aula magna, nella cittadella degli studi, adattata a “teatro comunale”. A causa degli alti costi d’affitto e della capienza del teatro “Cannata”,  ogni compagnia aderente al  Consorzio, denominato “Teatro in movimento”, ha potuto dare solo una rappresentazione dei testi rappresentati, in genere commedie comiche o brillanti, mentre quando  l’aula magna era agibile si potevano anche offrire due  o tre repliche. “Teatro in movimento” si basava essenzialmente sugli abbonamenti, che ogni anno aumentavano sempre più e sembrava che non ci fossero  problemi all’interno, giacché ogni filodrammatica manteneva la sua autonomia di gestione e di scelta  dei lavori da mettere in scena. “Mai dire mai”, recita il titolo di un film della serie 007. Infatti, le nubi all’orizzonte sono apparse e il “Teatro in movimento” s’è bloccato. Il consorzio  s’è sciolto. O, meglio, s’è raddoppiato. Mauro Italia, che ha avuto sempre un grande amore per le scene sin da piccolissimo, ha avuto il coraggio di varare un cartellone, dal titolo “Teatro nel cuore”, rivolgendosi a compagnie non cittadine; le tre compagnie locali del disciolto consorzio hanno cooptato un altro gruppo cittadino e hanno presentato una stagione propria sotto l’ègida della FITA, la federazione dei gruppi amatoriali italiani, il  cui primo spettacolo è già stato dato, con largo consenso di pubblico, nella stesse Città della Notte dove Mauro Italia, sabato 3 dicembre, presenterà questa sua nuova impresa, con una prima commedia, che si distacca dal solco delle commedie comiche in siciliano o in italiano. Sarà rappresentata una commedia musicale, That’s Amore”, portata in scena  con successo in 105 teatri italiani, il cui titolo ricorda l’omonimo titolo di una celebre canzone cantata dall’italo americano Dino Crocetti, in arte Dean Martin, spalla del famoso e popolare attore comico cinematografico Jerry Lewis. Lo scorso anno Mauro Italia aprì la stagione del disciolto consorzio con la rappresentazione di un’altra commedia musicale italiana “Aggiungi un posto a tavola”, raggiungendo un successo strepitoso. Come direttore artistico del “Teatro nel cuore” vuole bissare quel successo.

Giorgio Càsole