AUGUSTA, DOMENICA 19 A CITTA’DELLA NOTTE RISATE E RIFLESSIONI

locandina siamo tutti precariAugusta. Domenica a Città della Notte sarà rappresentata una divertente pièce con il trio formato da Michele Privitera, Alessandra Falci e Sandro Rossino. Il trio nasce con l’intendo di mettere in scena lo spettacolo dal titolo “Il Triangolo No!” per una serie di date. Lo spettacolo ha talmente tanto successo che solo tramite il passa parola, fra gli addetti ai lavori, diventa lo spettacolo dell’anno. Basta pensare che in appena un anno di produzione lo spettacolo arriva a toccare quota 102 repliche. Un successo regionale come pochi se ne vedono. Da lì, il trio nato per gioco e per essere solo un cast per un singolo spettacolo, diventa quello che oggi è l’unico trio teatrale Siciliano. I ragazzi decidono di dare il nome al trio, prendendo in prestito il titolo del loro primo lavoro teatrale aggiungendo semplicemente il sostantivo Trio. Il secondo lavoro teatrale del trio viene scritto e diretto dall’autore e regista Nisseno Antonello Capodici, che scrive per loro la farsa dal titolo “Siamo Tutti Precari”. Anche questo secondo lavoro ha un gran bel successo, e di repliche in un anno ne arrivano a decine. Nel frattempo il trio decide pure di produrre una fiaba dal titolo “La coraggiosa ricerca di Nemo” riscuotendo un gran successo anche nell’ambito del teatro per bambini creando una fiaba che riesce a parlare ai più piccoli ma adatta anche ad un pubblico di adulti. Nel 2017 debuttano con un lavoro scritto e diretto dallo stesso trio dal titolo “Professione Falsi Invalidi” lavoro che vede il trio protagonista sulla scena , ma questa volta, affiancato da altri valorosi attori che arricchiscono questa farsa che si è imposta nel panorama teatrale Siciliano riscuotendo ampi consensi ed entrando in una circuitazione teatrale di tutto rispetto, dove il trio sarà presente in cartelloni di caratura nazionale accanto a nomi del teatro italiano di altissimo livello. La farsa che andrà in scena giorno 19 novembre 2017 nell’ampia sala Cannata di Città della Notte di Augusta è la farsa scritta da Antonello Capodici dal titolo “Siamo Tutti Precari”. Dopo il riuscitissimo esperimento de “Il Triangolo no!”, le strade della farsa e di questo trio tornano a incrociarsi: una straripante macchina di trovate e situazioni esilaranti, grazie all’irruenza comica di Michele Privitera, all’umorismo sornione di Alessandra Falci e all’eleganza di Sandro Rossino. Due ore di scatenato divertimento insieme a una serie di personaggi che ruotano attorno a una normalissima coppia di giovani sposi che affrontano la crisi economica del nuovo millennio, al limite dell’inverosimile, con tanti personaggi assurdi e deliranti che faranno riflettere e ridere nello stesso tempo.

Mariangela Scuderi

L’AUGUSTANO LUIGI TABITA AL TEATRO VERGA DI CATANIA

DEBUTTO OGGI DEI “TabitaSEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE” DI PIRANDELLO

Catania. Debutto stasera nella sala “Verga” del teatro stabile etneo, del dramma pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore”, per la regìa  di Michele Placido che ha il ruolo  del protagonista. Tra gli interpreti, Luigi Tabita, di Augusta, fratello di Barbara, anch’ella augustana, attrice cine-televisiva, oltre che di teatro. Luigi Tabita si è recentemente distinto  nel festival siracusano “Giacinto” .

     M.S.

L’AUGUSTANO ZARBANO E LA “PASSIONE” PER I CATANESI

Il giovane baritono ospite di Tino Pasqualino & C.

Zàrbano a GravinaCatania. Gioiosa  presentazione, ieri mattina, all’interno delle cantine Privitera di Gravina di Catania, della XXVII stagione teatrale di “Sicilia Teatro” sotto la direzione artistica di Tino Pasqualino.  La stagione prenderà il via il 18 novembre al teatro Ambasciatori di Catania, con  “Gatta ci cova”, un classico del teatro popolare siciliano e si concluderà il 20 maggio, sempre all’AMBASCIATORI con “Farsa in sacrestia” di Claudio Jacobello:  nel mezzo saranno rappresentate “IL boss…olo di casa nostra” di Pippo Scammacca e “Scuru” di Nino Martoglio. Fuori abbonamento sono previsti due spettacoli vari:  il  “Concerto natalizio” con replica il 29 dicembre e “Varietà di risate-viaggio di comicità fra le più belle melodie”, con artisti catanesi e con l’augustano Marco Zàrbano, il 25enne baritono allievo della Yap di Marcello  Guagliardo.  Zàrbano e gli altri artisti, ieri, hanno dato un saggio della loro valentìa suscitando non solo gli applausi del folto pubblico di appassionati, ma provocando anche la partecipazione corale, partecipazione che è stata più intensa al momento del congedo quando è stato intonato il simpatico inno di “Sicilia teatro” , voluto da Tino Pasqualino, il quale, dopo la presentazione, ha  fatto degustare ai presenti vino olive e stuzzichini tipici catanesi. Dopo La sua esibizione, l’augustano Zàrbano è stato vivamente complimentato per l’intensa interpretazione di “Passione”, una melodia che Zàrbano ha proposto in un  recente festival estivo , suscitando consensi anche in quell’occasione.

 Mariangela Scuderi

SUGGESTIONI AL CHIARO DI LUNA CONCLUDE LA PROGRAMMAZIONE DI TAORMINA ARTE PER ANFITEATRO SICILIA

Mario GaleaniLe notti d’estati in Sicilia sono state magiche nei più bei teatri di pietra, Tindari, Taormina, Catania e Morgantina, una programmazione di teatro, musica e danza d’eccellenza, ricca, variegata, di grande successo a cura di Taormina Arte, per il cartellone di spettacoli di Anfiteatro Sicilia, la manifestazione culturale promossa dall’Assessorato Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Anthony Barbagallo. Un calendario che si chiude al Teatro Antico di Catania il 24 agosto con l’ultimo concerto, “Suggestioni al chiaro di luna”, una produzione Taormina Arte che vede il noto pianista Mario Galeani eseguire Sonata quasi una fantasia n.14 op.27 n.2 in do diesis minore e Al chiaro di luna di L. Van Beethoven; Notturno op. 27 n.2 in re bemolle maggiore, Notturno op.48 n.1 in do minore e Polacca fantasia op. 61 in la bemolle maggiore di F. Chopin; Liebestraum n. 3 (Sogno d’amore) di F. Liszt; Isoldes Liebestod di F. Liszt e R. Wagner; Parafrasi da un concerto sul “Rigoletto” di F. Liszt e G. Verdi in tre splendidi Teatri Antichi siciliani, 21 luglio a Morgantina, 13 agosto a Tindari e 24 agosto a Catania. Mario Galeani è uno dei pianisti più amati e bravi al mondo, allievo del pianista Aldo Ciccolini e ha collaborato con famose orchestre, tra cui la Royal Philarmonic Orchestra di Londra.

Mariangela Scuderi

“IL CONDOMINIO”: COMMEDIA BRILLANTE MESSA IN SCENA DAI SOCI UNITRE DELLA COMPAGNIA TEATRALE “PIPPO PACI”

CONDOMINIOAugusta. A conclusione dell’attività del Laboratorio teatrale per l’Anno Accademico 2016/2017, sabato 27 maggio, i soci Unitre della Compagnia “Pippo Paci” hanno messo in scena la commedia brillante “Il Condominio” sapientemente diretta dal regista Pietro Quartarone, accompagnati dalla musica e dagli effetti sonori del Maestro Antonio Accettullo. Due ore di allegria e sano divertimento hanno intrattenuto i numerosi ospiti giunti presso l’affollatissima Aula magna dell’Istituto “A. Ruiz”. Colleghi soci Unitre, amici e parenti degli attori hanno assistito alla rivisitazione personale della commedia scritta da Giovanni Formisano jr, poeta e commediografo catanese del teatro dialettale tra i più conosciuti e apprezzati del secolo scorso. Ha aperto la serata lo stesso regista Quartarone, il quale ha invitato il pubblico a perdonare eventuali défaillances degli attori trattandosi di dilettanti che si cimentano nella recitazione semplicemente per divertirsi e per far divertire. Un grosso applauso ha dato inizio alla commedia e ha incitato tutto il cast. La storia si basa su classici incomprensioni e litigi tra gli inquilini di uno stesso condominio, in questo caso motivo delle liti è una questione di animali da compagnia e da cortile. Alcuni condomini, proprietari di cani, non sopportano la presenza di una gallina nel palazzo. Scene spassose ed esilaranti si sono susseguite grazie alla spontaneità del socio Pippo Morello che ha interpretato il ruolo del piccolo Luigi, figlio discolo e dispettoso di Francesco Pacifico, proprietario della gallina, e della moglie Angela, interpretati rispettivamente da Guido Mendola e Angela Gulino. Molto comici anche gli interventi di Carmelo Addìa, nel ruolo del buffo e impacciato Questore Cipresso che ha il compito di dirimere la discussione tra i condomini, ma che non riesce a rimanere indifferente agli ammiccamenti della bella e provocante Rosaria, impersonata da Carmela Bonfiglio. Divertenti anche gli equivoci tra il questore e la sua svampita e distratta segretaria, nel cui ruolo si è cimentata Cettina Fisichella, e l’appuntato Sifuni interpretato da Iano Pustizzi. A vestire i panni dei condomini, i signori Volpe e Lupo, Natalina Tripoli, Vito Iacona, Rita Gianino e Salvatore Di Leonforte. Alla fine, mette pace e risolve la controversia lo stesso regista Pietro Quartarone nei panni del Padre Cappellano che da la sua benidizione a tutti. Al termine dello spettacolo, il pubblico entusiasta si è lasciato andare in parole di apprezzamento e di stima verso tutti gli attori, il regista e quanti si sono prodigati dietro le quinte, non ultima la suggeritrice Maria Belfiore.  Che dire? – commenta entusiasta Anna Lucia Daniele, componente del Direttivo Unitre – È stata una favolosa serata all’insegna del buon umore, del relax e del sano divertimento. Il nostro più grande plauso va a tutto il cast con l’augurio di continuare così, con freschezza e tanta energia. Già nuove idee frullano nella geniale mente del regista Quartarone per l’anno prossimo. Per questo motivo, cari soci Unitre, vi aspettiamo numerosi a iscrivervi al nostro laboratorio di recitazione ed essere protagonisti del vostro e nostro divertimento. Grazie e complimenti a tutti!

    Anna L. Daniele

IL MISANTROPO DI MÒLIERE, UNA NUOVA PRODUZIONE AL TEATRO STABILE DI CATANIA, IN SCENA AL VERGA FINO AL 14 MAGGIO

Tra gli interpreti il siracusano Giovanni Argante e l’augustano  Davide Sbrogio’

GiovannaDiRauso_Romanzocriminale2_Ep.6720p2CATANIA – Capolavoro della drammaturgia universale, Il Misantropo di Molière è la nuova, attesa produzione del Teatro Stabile di Catania,  in scena alla sala Verga fino  al 14 maggio, con  esibizione di nudo femminile, un tango e molti interventi  recitativi dalla platea e con moltissimi pleonastici francesismi appiccicati a una traduzione dal francese in italiano corrente, Comunque, un allestimento che schiera nomi di rilievo del panorama teatrale. Adattamento e regia sono di Giovanni Anfuso, le scene di Alessandro Chiti, i costumi di Riccardo Cappello, le musiche di Nello Toscano, le coreografie di Amalia Borsellino, le luci Salvo Orlando; assistente alla regia è Agnese Failla. In scena agiscono Rosario Minardi (nel ruolo del titolo, ossia Alceste, innamorato di Célimène), Sebastiano Tringali (Philinte, amico di Alceste), Giovanni Argante, strepitoso (Oronte, innamorato di Célimène), Giovanna Di Rauso, flessuosa e sexy (Célimène, innamorata di Alceste). E ancora Luana Toscano (Éliante, cugina di Célimène), Barbara Gallo (Arsinoé, amica di Célimène), Angelo D’Agosta (marchese Acaste), Davide Sbrogiò, efficacissimo (marchese Clitandre), Daniele Bruno (Vadius, amico di Célimène), Giovanna Chiara Pasini (Armande, amica di Célimène), Eleonora Sicurella (Basque, serva di Célimène), Edoardo Monteforte e Giuseppe Aiello (Due guardie e due servi). Commedia o tragedia? È sulla reale natura del dramma che si sofferma Giovanni Anfuso, di cui riportiamo le note di regia: «Il Misantropo è una commedia scritta da Jean Baptiste Poquelin in arte Molière. In questa frase convivono una certezza e un dubbio.

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AUGUSTA, IL CUORE DI MAURO ITALIA & C PER RIDERE E COMMUOVERE

Mauro& C in 4o ma non li dimostraAugusta.  Si è riso molto, a volte fino alle lacrime, per le pantomime di Mauro Italia sulle tavole del grande palcoscenico del  teatro di Città della Notte, domenica 30 aprile,  quando le porte  si sono aperte ancora una volta, l’ultima dell’attuale stagione di “Teatro nel cuore”, ideata e fortemente  voluta e diretta con fermezza da Mauro Italia, direttore artistico, attore e regista stabile dell’associazione augustana “Teatro stabile di Augusta”, che da qualche anno ha, in effetti, un ridotto teatrale stabile, dove poter produrre e ospitare anche spettacoli innovativi, oltre che essere il luogo giusto per incontri culturali e per scuola di musica. Mauro & C. hanno rappresentato una briosa commedia dei fratelli De Filippo, Peppino e Titina, fratelli del grande Eduardo, figli naturali del commediografo e attore napoletano Eduardo Scarpetta: quindi un testo di sicuro gradimento da parte del pubblico che, come nelle altre rappresentazioni, ha affollato l’enorme platea del teatro, ormai da considerare il vero teatro di Augusta, non solo perché il cosiddetto teatro comunale è chiuso da quasi quattro anni o più, ma perché non può essere considerato un teatro,  essendo  soltanto un’aula magna adattata per ospitare eventualmente compagnie locali amatoriali, non già le compagnie professionistiche di giro.  Mauro e compagni hanno recitato, lievemente adattata e recitata parzialmente in siciliano, i due tempi di “Quaranta… ma non li dimostra”, con Pippo Zanti, ormai inseparabile compagno di scena di Mauro, e Ninetta Lavio, efficacissimi  nei due ruoli principali,  e con un gruppo nutrito di giovani fra cui uno stuolo di donne: Carla Baffo, Giulia Buscema, Marinella Colizzi, Angela Guerriero, Miriana Salis; non sono mancati, naturalmente gli uomini, fra cui lo stesso Mauro Italia, che ha adattato anche il testo, curando la regia,  con Giovanni Spadaro e Giuseppe e Simone Trupia. Oltre a scegliere per sé la parte più comica, Mauro Italia si è ritagliato, nel secondo tempo, inserendolo in un contesto scenico  appropriato, un angolo tutto suo in cui, estrapolato dalla commedia, ha inserito un suo inno d’amore per il teatro, cantando una sua romanza, che potremmo definire autobiografica, sul mestiere dell’attore, mentre alle sue spalle una coppia di giovani ballerini eseguiva, in controluce,  passi di danza leggera, quasi una metafora della vita, che, come in un balletto, oscilla fra la luce e l’ombra. Una sorta di inno perché il teatro non muoia mai.

   Giorgio Càsole

AUGUSTA, “QUESTI FIGLI AMATISSIMI” E APPLAUDITISSIMI DI REDICUORE

A Città della Notte è andata in scena la commedia di Roberta Skerl per il cartellone FITA

Redicuore Figli amatissimiAugusta. Peccato! Potrebbe essere questa l’esclamazione da parte di chi non ha potuto assistere all’ultima rappresentazione della stagione teatrale, posta sotto l’ègida della FITA, a Città della Notte.  Si potrebbe esclamare “peccato” per tre  ragioni. La prima ragione.  Non aver  visto Mr.  Bean con la barba o, meglio, il sosia siculo-pugliese di Rowan Atkinson,  l’attore inglese che ha portato al successo l’omino britannico dai suoni poco articolati,  chiamato, appunto, Mr. Bean. Ci riferiamo a Vanni Petruzzelli, pugliese doc (come rivela il cognome – celebre il teatro Petruzzelli di Bari),  ad Augusta da tre anni e già protagonista della commedia “Questi figli amatissimi”, di Roberta Skerl, messa in scena dalla compagnia cittadina Redicuore, qualche sera fa, davanti a una platea  foltissima e plaudente. La  seconda ragione  deriva dal tema attualissimo – il difficile rapporto odierno genitori-figli – che ha offerto spunti di riflessione per  tutti, giovani  e meno giovani, come in una sorta di psicodramma, che tocca e coinvolge sul piano emotivo, oltre che cognitivo. Terza ragione. Il livello della  messa in scena e, quindi, della recitazione,  che si apparenta a quello di una compagnia professionistica di giro. Sin dal loro apparire sulla scena Vanni Petruzzelli e Stefania Arena, che hanno impersonato i genitori, non hanno dato l’impressione d’essere dilettanti e hanno saputo tener desta l’attenzione del pubblico senza ricorrere ad alcun artificio,  con il sostegno di Mirko Birritteri e di Daniela Morello, i “figli amatissimi”, costretti a ritornare a convivere con i genitori  a causa dei loro personali fallimenti. La regìa di Patrizia Gula, regista stabile di questa compagnia che predilige commedie “attuali”, è stata rispettosissima del testo, servito  senza sbavature, senza adattamenti e senza traduzioni in siciliano,  riuscendo a miscelare i toni agrodolci,  anche attraverso l’uso di siparietti e di briose colonne sonore, cui la Gula è affezionata. La messa in scena è stata “servita” da una scenografia molto suggestiva in bianco/nero, come i sentimenti  che contrappongono i genitori ai figli e viceversa, ideata dalla stessa Gula,  coadiuvata da Andrea Risetti che ha  sagomato abilmente   i mobili in polistirene. L’appuntamento è al prossimo autunno.

Giorgio Càsole

Nella foto: la compagnia “Redicuore” al completo

ECCELLENTE PROVA D’ATTRICE DELL’AUGUSTANA MARIAPAOLA TEDESCO

TedescoVillasmundo (SR) – Città  della Notte. C’è attesa per il terzo spettacolo della stagione denominata “Teatro nel cuore”, fortemente voluta da Mauro Italia, direttore artistico,  regista stabile e prim’attore del  “Teatro stabile di Augusta”, un’associazione che si  adopera da anni per tenere viva la fiammella del teatro in una città che  è priva di un  teatro  vero e proprio. Di solito, Mauro e i suoi mettono in scena, generalmente,  copioni collaudati della tradizione dialettale siciliana, per  far trascorrere lietamente un paio d’ore al pubblico.  Eccezionalmente, fanno un ‘incursione nel varietà, se consideriamo varietà anche il musical. Lo scorso  anno, infatti, Mauro Italia e i suoi ebbero un grande successo con la commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini,  portata sulle scene nazionali da  fior di attori quali Johnny Dorelli, oggi ottantenne, Bice Valori, oggi scomparsa. Quest’anno,  la sfida di Mauro si è fatta più ardua, con il varo di un cartellone in cui sono ospitati spettacoli di altri, prodotti altrove.  Quello dell’altra sera  era  più atteso e ,metteva  Mauro Italia più in ansia, perché il primo tempo era costituito dalla rappresentazione di un dramma  ispirato alla storia vera di Franca Viola, la ragazza siciliana che, per prima, disse no al suo rapitore-stupratore, il  mafioso Filippo Melodia, di cui la stessa Viola s’era in un primo tempo invaghita. Dramma vero, dunque, per niente  “leggero”, il cui testo è stato  scritto da un giovane augustano, Pierpaolo Saraceno, che lo ha diretto, curando  scene e costumi, e che ha interpretato con grande espressività, la parte proprio del Melodia rifiutato da quella Franca Viola,  oggi 68enne, interpretato  da una talentuosa Mariapaola Tedesco, anch’ella di  Augusta. Saraceno e Tedesco, una coppia affiatata sulla scena e nella vita, hanno già rappresentato il dramma  al Teatro Palladium di Roma, poi  a  Reggio Emilia, Bologna, Chieti, Formello Roma, Castrovillari, Caserta, Salerno e Agrigento. Per il pubblico di  Augusta, abituato ad assistere alle tradizionali rappresentazioni realistiche di commedie con una trama ben definita, dove il teatro è più di parola, che di fisicità e di effetti , poteva essere un azzardo presentare un  testo inedito , anche se con l’alloro del premio di Castrovillari. Mauro Italia, che di norma presenta gli spettacolo,  è apparso in ansia nel prologo, ma alla fine , dopo applausi  fragorosi e a scena aperta, dopo una quasi ovazioni in piedi,  Mauro è stato visibilmente soddisfatto e si è complimentato con i due “augustani doc”, come li ha voluti  definire, come augustano è l’autore delle musiche: Concetto Fruciano.  Lo spettacolo, il prossimo anno, andrà in tournée In Francia, Spagna, Germania, Ungheria e Polonia.

Cecilia Càsole

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AUGUSTA, MARIAPAOLA TEDESCO E’ “LA DONNA CHE DISSE NO” – di Giorgio Càsole

Per il “Teatro nel cuore” la storia di Franca Viola  in un dramma scritto e diretto da Pierpaolo Saraceno

Augusta. Buio in sala. Una lampada si accende e illumina il proscenio.  Un silenzio carico di tensione. Dopo qualche istante, si avverte un suono indistinto, come di un lamento continuo, che a tratti si fa più acuto e si avvicina sempre più. D’un tratto senti il suono accanto a te, emesso da una bella ragazza, la tunica bianca che lascia trasparire le gambe  lattiginose, i capelli sciolti sul pavimento. La ragazza striscia carponi in platea,  il volto travisato da una smorfia di dolore. L’occhio di bue (il riflettore  con il suo fascio  di luce orientato su una persona) non segue la ragazza. L’atmosfera è raggelante. La ragazza ti guarda con i suoi begli occhi sofferenti e interagisce con te: ti fa segno del silenzio con il dito indice. Siamo già in piena empatia. E’ l’esordio da tragedia greca del  dramma teatrale “La donna che disse di no”, basato sulla storia vera della siciliana Franca Viola, scritto, diretto e interpretato da Pierpaolo  Saraceno , con Mariapaola Tedesco  nel ruolo del titolo, entrambi augustani. La sua storia fece scalpore, tanto  da ispirare il film “La moglie più bella”  (1970) , diretto da Damiano Damiani, con l’allora quattordicenne Ornella Muti. Franca Viola, di Alcamo,  nel  1965, a 17 anni d’età, fu rapita dal suo ex fidanzato,  Filippo Melodia, che la segregò  per otto giorni e la violentò pensando di poterla poi sposare, favorito dalla legge allora vigente. Non fu così. Franca  Viola rifiutò di acconsentire al cosiddetto matrimonio riparatore. Melodia scontò dieci anni di carcere (fu ucciso nel 19789 nei dintorni di Modena dov’era stato confinato per due anni in soggiorno obbligato); Franca Viola sposò un altro e tuttora vive. Grazie al suo gesto coraggioso, che fu sostenuto da tutta la sua famiglia, compiuto prima della cosiddetta rivoluzione sessuale,  la legislazione penale italiana ha subìto profonde modifiche. Nel 1981 l’articolo 544 del codice penale fu abrogato.  Dal  1996 lo  stupro è considerato reato contro la persona, non contro la morale. L’articolo 544 era quella norma che  consentiva  l’estinzione del reato grazie al cosiddetto matrimonio riparatore. Il dramma di Pierpaolo Saraceno prende le mosse proprio dalla  scansione lenta e sofferta dei numeri che compongono la cifra: una scansione che rinvia alla sofferenza patita dalla donna a causa della violenza fisica prima e psicologica dopo: una donna che, seppur giovane e, tutto sommato, innamorata, vuole restare libera e, soprattutto, non vuole avere rapporti con i boss mafiosi. La violenza subìta è percepita dallo spettatore immediatamente, anche attraverso la gestualità: la donna si rannicchia in posizione fetale,  quasi a chiudersi in sé stessa per il rifiuto della terribile esperienza e poi si tocca  a mostrare quasi il sangue versato della deflorazione. E’ un inizio di tipo cinematografico. Si incomincia, cioè, partendo dalla fine, sì  che lo spettatore non prova l’emozione dell’attesa del finale. Lo spettatore deve provare emozioni forti, grazie alla recitazione, ai movimenti coreografici, alla scenografia, al dosaggio delle luci,  alla musica, quasi in un crescendo che raggiunge il suo acme, il culmine, nella  mimesi dello stupro. Un dramma espressionistico,  sostenuto da due soli attori,  di forte impatto emotivo, che si inscrive nel solco di un teatro civile  per formare le coscienze. Scroscianti e ripetuti gli applausi, specialmente, per la sorprendente prova di Mariapaola Tedesco, presente sulla scena ininterrottamente per cinquanta minuti e oltre.

  Giorgio Càsole

AUGUSTA, PIENO DI PUBBLICO E DI RISATE PER IL “CORNUTO IMMAGINARIO”

TRINACRIAAugusta. L’azione si svolge in una caratteristica piazzetta siciliana d’antan, ricostruita quasi con iperrealismo. La coppia comica entra quasi subito in scena. Sono Pippo Fàllica e Mimmo Terranova, il secondo anche regista. Sono una coppia artistica inossidabile, da paragonare a illustri coppie della scena teatrale e cinematografica e televisiva. Pippo e Mimmo potrebbero essere paragonati a Ciccio e Franco, a Ric e Gian, a Gianni e Pinotto. Collegi di lavoro quali sottufficiali della Marina Militare, da quant’anni quasi sono colleghi nella scena del teatro comico amatoriale, La vis comica di Pippo Fàllica è naturale, quella di Mimmo Terranova più ricercata, più studiata, ma egualmente azzeccata.

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