MUSICA E SPETTACOLO PER “UN MONDO SENZA PIU’ TUMORI”

LILT

ALUVUGUSTA – Il 21 febbraio, a Città della Notte, è stato presentato il programma degli spettacoli organizzati dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori) Sezione di Siracusa, i cui ricavati saranno utilizzati per la nascente sede LILT di Augusta. Come ha ben illustrato il dott. Claudio Castobello Presidente della LILT Regionale, l’iniziativa congiunta tra la LILT di Siracusa e la Sanremo Productions Academy, diretta dal Maestro Ermanno Croce, è un’offerta artistica all’insegna della solidarietà per una buona causa rivolta alla realizzazione di un centro LILT ad Augusta dove sarà possibile fare attività di prevenzione e di lotta contro le malattie oncologiche che purtroppo affliggono anche questa popolazione.  Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’Arciprete Don Palmiro Prisutto da diversi anni impegnato sul fronte contro l’inquinamento del nostro territorio causato dal vicino polo industriale petrolchimico. Don Palmiro ha “benedetto” l’arrivo ad Augusta della LILT e i buoni propositi di quanti si stanno impegnando per la causa che solleverà quei cittadini di Augusta che sono purtroppo obbligati ai consueti spostamenti verso i centri delle città di Siracusa e Catania.Per la realizzazione della sede LILT di Augusta, il dott. Castobello, ingaggiato da una fitta agenda d’incontri, sta chiedendo a tutte le forze sane della Città impegnate nell’associazionismo sociale e culturale, ai dirigenti delle nostre scuole e a tutti i cittadini di buona volontà di non far mancare il loro sostegno morale e soprattutto quello economico che si materializza nel semplice acquisto di un biglietto per gli spettacoli di beneficienza programmati. Si tratta dunque, per noi Augustanesi, in un momento in cui la politica è stata purtroppo per il momento accantonata, di un’occasione che ci da la possibilità di agire in prima persona ovvero di dimostrare a noi stessi il nostro voler essere dei soggetti politici attivi e protagonisti di una vera e nuova emancipazione sociale e culturale. Il Primo degli spettacoli che sarà rappresentato Venerdì 21 Marzo alle ore 21 è il Musical “CIAO LUCIO”: un viaggio attraverso le canzoni, i filmati e le testimonianze dirette che ricordano Lucio Dalla. Spettacolo che ha ottenuto il riconoscimento e l’approvazione del Cantautore bolognese che nella sua lunga carriera ha donato pezzi pregevoli e di alta poesia in musica. Il secondo spettacolo in programma per il 22 Marzo alle ore 21, è il Musical “I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA”: una preziosa proposta delle hits di successo di Battisti, Zero, Zucchero, Cocciante, intercalate dalla partecipazione straordinaria dell’esilarante  cabarettista siciliano Giovanni Cacioppo.

Salvatore Romano – nella foto in alto, l’Arciprete Don Palmiro Prisutto e il Dott. Claudio Castobello presidente regionale della LILT

L’ASAMSI ad Augusta,unica in Sicilia, si batte per le staminali


images.jpgAUGUSTA
. L’ASAMSI è l’Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili, un’associazione onlus, manco a dirlo, cioè un’associazione che non ha scopi di lucro, nata  per studiare la terribile malattia che colpisce i bambini, anche in tenerissima età, e li costringe a dipendere dagli altri stando in carrozzine e con l’ausilio di presìdi sanitari  costosi, per non parlare delle preziose medicine.   Come l’AIRC  da anni raccoglie fondi per la ricerca sul cancro e contro il cancro, così l’ASAMSI si batte per finanziare una ricerca che possa debellare le atrofie muscolari spinali infantili e sostiene che occorre proseguire la  ricerca sulle cellule staminali, ricerca che, invece, in Italia è stata stoppata dall’attuale ministro della Salute. “ Con le cellule staminali  si può guarire”, ci ha detto sicuro Nunzio Riccobello, che ad Augusta ha aperto da qualche anno una sezione dell’ASAMSI. La sede è stata  recentemente trasferita in Piazza D’Astorga, di fronte all’ex scuola media “Corbino”, oggi sede di uffici comunali. In quella sede abbiamo intervistato Riccobello.

INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE IN AUGUSTA E IN SICILIA

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AUGUSTA. Fanno ancora discutere due episodi accaduti di recente che hanno avuto come protagonisti i due più alti esponenti del Registro Tumori di Siracusa: 1) il prof  S. Sciacca, direttore scientifico del Registro Tumori integrato delle province di CT, ME, SR ed EN, ha dichiarato: “In Sicilia, fino a cinque-sei anni fa, non c’era nessuno studio serio sullo stato di salute della popolazione, come se questo fosse un problema sanitario e non un diritto del cittadino” (La Sicilia del 18/06/2013). Dichiarazione, forse provocatoria, quella del prof Sciacca che, però, lascia trapelare molti dubbi sulla validità delle indagini epidemiologiche condotte negli anni passati.  2) il prof  A. Madeddu, direttore sanitario dell’ASP 8 di Siracusa e vice presidente nazionale dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), nel presentare i dati di “Incidenza” dei Tumori in prov. di Siracusa ha affermato: “C’è un problema di Incidenza di malattie tumorali che è documentata a Priolo e Augusta, mentre lo stesso non si può dire per Melilli dove il dato è entro i limiti” (La Sicilia del 26/06/2013). A questa dichiarazione, è seguita una dura critica da parte della dott/ssa Mara Nicotra, ricercatrice di biologia marina, contestando i dati esposti dal prof. Madeddu. Questo spiacevole episodio, oltre a confermare che la valutazione di uno studio spesso è opinabile, ha evidenziato che esiste una palese diffidenza  tra personalità di spicco della ricerca scientifica siracusana, diffidenza che nella gente comune si traduce in perdita di credibilità delle notizie, diffuse nel corso degli anni, sulla situazione sanitaria locale. Dalle notizie stampa si può rilevare che episodi del genere, nel campo scientifico, non sono poi tanto rari. Fatti del genere, ritengo, meritano un’  attenta  riflessione per acquisire consapevolezza che i risultati di una ricerca possono essere distorti anche dalla soggettività di valutazione. Questi episodi sono stati lo spunto per ricordare che nel 1980 la città di Augusta, sulla base di indagini epidemiologiche assolutamente prive di fondamento scientifico, fu insignita della “onorificenza” di “città dei malformati”, onorificenza che  fino a oggi viene spesso usata dai  mezzi di comunicazione di massa per  innalzare la nostra città agli onori della cronaca internazionale. Ma è tutto vero quello che è stato detto e scritto sulle malformazioni congenite ad Augusta?  Io ho sempre avuto molti dubbi sulla veridicità delle informazioni divulgate dai media, motivo per cui, spinto anche dagli episodi descritti sopra, ho ritenuto opportuno scrivere un breve memorandum dal titolo:“Malformazioni Congenite ad Augusta – Percezione e Realtà”, in cui: 1) vengono descritti i due casi che sono stati l’origine e la conferma della definizione data ad Augusta di “città dei malformati”  2) viene fatta richiesta di un  riesame delle indagini epidemiologiche sulle M.C. condotte ad Augusta fino ad oggi e di informare la popolazione degli esiti. Di quanto sopra ho ritenuto doveroso informare la Commissione straordinaria che regge attualmente il Comune di Augusta e chiesto un colloquio per esaminare a fondo questo delicatissimo problema molto sentito dalla popolazione di Augusta.

           GIUSEPPE MOSCHITTO  –  Chimico industriale

MALFORMAZIONI CONGENITE AD AUGUSTA: PERCEZIONE E REALTA’- di Giuseppe Moschitto

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AUGUSTA.  E’ risaputo che le indagini epidemiologiche, così come le indagini statistiche in genere, spesso vengono interpretate in modo diverso anche quando si parte dallo stesso risultato sperimentale. La soggettività delle interpretazioni può essere causata da pregiudizi, da ideologie diverse, da interessi personali ed altro, ma non sono da escludere i Fattori di Confondimento, sempre in agguato, se non si presta grande attenzione anche ai particolari che potrebbero sembrare irrilevanti. Motivo per cui superficialità e distrazione, in epidemiologia, non sono ammesse. Nonostante questa consapevolezza molte anomalie interpretative e valutative, attribuibili a probabile superficialità o distrazione, sono state riscontrate nelle indagini riguardanti le Malformazioni Congenite (M.C.) condotte ad Augusta, come si evince dal fatto che i risultati divulgati dai Media, (quelli percepiti dalla popolazione) spesso differiscono da quelli reali (rilevati alla fonte). Di queste divergenze di valutazione se n’è parlato poco, anzi certe discordanze spesso sono state ignorate od occultate invece di essere considerate un’utile occasione per un approfondimento dell’ indagine.  Personalmente, da sempre ho avuto il dubbio che il “Caso M.C. ad Augusta” sia stato mal gestito, e rimane ancora avvolto nel mistero, per la presunta superficialità con cui il problema è stato affrontato, sia dal punto di vista metodologico sia dal punto di vista informativo. Infatti, dalla lettura meticolosa dei numerosi studi diretti ed indiretti sulle M.C., condotti dal 1980 in poi, sono emerse molte anomalie che vanno dalla assoluta mancanza di significatività statistica alla ambiguità interpretativa dei risultati, anomalie che non consentono di formulare ipotesi eziologiche attendibili. Addirittura alcune valutazioni conclusive, a giudizio del sottoscritto, risultano contraddittorie incompatibili e paradossali, tanto da minare la credibilità dei dati divulgati dai media. Per comprendere quanto l’informazione mediatica si scosti dalla realtà ritengo sia sufficiente descrivere due casi emblematici, accaduti a distanza di venti anni l’uno dall’altro:

il 1° caso riguarda l’incidenza dei nati con malformazioni congenite all’ospedale Muscatello di Augusta nel 1980, ed il 2° caso riguarda le mortalità per malformazioni registrate nel Distretto di Augusta (comuni di Augusta e Melilli) dal 1995 al 1999.  1° caso:  Il dubbio sulla attendibilità delle informazioni riguardanti le M.C. ad Augusta è nato nel 1980 quando furono diffuse, attraverso la stampa, notizie allarmanti riguardanti un grave fenomeno osservato al Centro Parto dell’ospedale di Augusta e cioè “un’altissima percentuale di bambini nati con gravissime Malformazioni Congenite”. Un fenomeno, definito in ambito locale, di estrema criticità sanitaria e senza precedenti che generò terrore e tanta rabbia tra la popolazione locale.   Una valutazione diametralmente opposta fu fatta invece da una  Commissione di esperti, nominata ad hoc dalla Regione Siciliana secondo cui il fenomeno era da considerare statisticamente irrilevante, in quanto la percentuale dei nati malformati all’ospedale Muscatello di Augusta dal 1970 al 1980 (undici anni di osservazioni) risultava inferiore a quelle provinciale regionale e nazionale, e la percentuale registrata nei primi nove mesi del 1980 (l’anno in cui scoppiò il caso M.C.), anche se più alta di quella del decennio precedente, risultava ancora più bassa di quella del Centro Parto di Noto e  molto bassa rispetto a quella considerata critica, posto che “nel mondo i bambini che alla nascita presentano M.C. si attestano intorno a 3 – 5%”.  (D.A. n. 26883 del 16/10/1980). Per memoria riportiamo i dati registrati nei 4 ospedali della Provincia tenuti sotto osservazione: percentuale dei nati malformati sul totale dei nati dal 1970 al 1980: Ospedale di Noto = 1,13%; Ospedale di Avola = 0,59%; Ospedale di Siracusa = 0,54% e Ospedale di Augusta = 0,34%. Percentuale dei nati malformati sul totale dei nati nei primi nove mesi del 1980: Ospedale di Noto = 1,30%; Ospedale di Augusta = 1,12% ; Ospedale di Siracusa = 0,91% e Ospedale di Avola = 0,66%.   Valori che vengono ritenuti, ancora oggi, molto bassi. Per quel che riguarda la leggerezza e la superficialità con cui furono diffusi dati di dubbia attendibilità, è importante far presente che all’epoca, era impossibile fare una valutazione corretta del fenomeno M.C. a causa dell’assoluta mancanza di un protocollo scientifico unitario sulle metodologie di osservazione, registrazione e valutazione dei risultati. Infatti, a fronte di 75 casi registrati in tutta la Provincia dal Medico Provinciale, nei quattro ospedali tenuti sotto osservazione, furono rilevati 217 casi, ossia 2,89 volte maggiore di quelli registrati dal Medico Provinciale, pur mancando i dati dell’ospedale di Lentini.  (D.A. n. 26883 del 16/10/1980). E’ doveroso inoltre precisare che la percentuale dei nati malformati era stata calcolata per struttura ospedaliere e non per comune di residenza delle madri.Quanto basta per poter affermare che, all’epoca, risultava impossibile fare una valutazione del Fenomeno M.C. per l’assoluta mancanza di dati attendibili. Ciononostante il fenomeno dei nati malformati all’Ospedale Muscatello di Augusta, a cavallo degli anni 1980 1981, venne enfatizzato in modo talmente spropositato, da tutte le agenzie di stampa nazionali ed internazionali, da creare un clima di terrore nella popolazione di Augusta, in particolare tra le donne in età fertile ed ancora di più tra le donne in stato di gravidanza.  Grazie a questo accanimento mediatico, costruito su basi prive del minimo fondamento scientifico, Augusta, per il mondo intero, diventò, in men che non si dica, “La città dei malformati”, un marchio che ancora oggi si porta addosso.  2° caso: L’altro fatto eclatante che ha terrorizzato la popolazione di Augusta, è accaduto nel gennaio del 2001, con la divulgazione dei risultati delle indagini sulle Mortalità per M.C. in provincia di Siracusa dal 1995 al 1999. La prima notizia apparsa su un quotidiano locale così recita: “I dati evidenziano in maniera purtroppo chiara come ad Augusta vi sia una percentuale di mortalità per malformazioni congenite altissima, praticamente il doppio rispetto alla media provinciale, regionale e nazionale”. Fanno eco a questa notizia i commenti, con tono catastrofistico, di quasi tutti i quotidiani e dei canali televisivi nazionali, che avvalorano questa criticità sanitaria corredando i loro articoli con i dati  numerici . Questi i numeri riportati dai media: “ad Augusta è stato registrato un TSI (Tasso Standardizzato sulla popolazione Italiana) di 8,5 morti per 100000 abitanti vs 4,0 ; 4,4 ; e 3,3 rispettivamente della media provinciale, regionale e nazionale”. (nota: precisiamo che per Augusta si intende il Distretto di Augusta composto dai comuni di Augusta e Melilli; e che il valore del TSI si riferisce soltanto ai Maschi e non al TSI totale Maschi + Femmine). Ovviamente la preoccupazione ad Augusta sale alle stelle e si ripete lo stesso rituale sperimentato nel 1980: del caso si occupano i vertici degli Organi Istituzionali amministrativi, sanitari e sindacali per fare luce su questa situazione drammatica. Le “riunioni”, i “vertici” e i “summit” si sprecano, tra conferme, smentite e minacce di far chiudere le aziende dell’area industriale, alle quali viene attribuita la causa di questo gravissimo disastro sanitario, in quanto esclusivo del Distretto di Augusta, ed incontestabile in quanto “i numeri sono numeri e parlano chiaro”. Questa la valutazione sulla mortalità per M.C. divulgata dai media e percepita dalla popolazione. Risaliamo alla fonte: il volume “La salute di Aretusa e… i padroni del Tempo”, Atlante delle mortalità in provincia di Siracusa dal 1995 al 1999, redatto dal Registro Territoriale di Patologia dell’ASL 8 di Siracusa e dall’Istituto di Igiene dell’Università di Catania, un documento dovizioso di dati molto particolareggiati. Leggiamo questi dati e traiamo le nostre conclusioni: Se leggiamo attentamente tutti i dati riportati nell’atlante senza trascurare alcun particolare, emerge che se ci si attiene soltanto ai dati riportati in tabella la valutazione risulta inficiata da un Fattore di confondimento più grande di un grattacielo, dovuto al fatto che il numero di casi di mortalità registrati si riferiscono a tutte le fasce di età, compresi gli ultrasettantenni, diversamente da quanto tutti credevano che “le mortalità per M.C. interessavano esclusivamente la prima fascia di età” (0 – 4 anni).  In particolare, emerge che nel Distretto di Augusta, sempre nei Maschi, soltanto il 50% delle mortalità ricade nella prima fascia di età, ma la cosa più sconvolgente è che addirittura il 30% delle mortalità ricade nella fascia di età degli ultrasettantenni, una distribuzione anomala e molto diversa da quella degli altri Distretti sanitari della provincia. E’ ovvio che la valutazione sanitaria, in particolare per il Distretto di Augusta, per come è stata dedotta, presentata e divulgata non può avere alcuna validità né logica né scientifica. Come sia stato possibile ignorare questo “particolare” resta ancora un mistero da chiarire.

E’ però certo che questa “leggerezza”, di cui  non si è mai fatto cenno, è stata l’origine di una distorsione valutativa che avrebbe potuto evitare tante riunioni finite sempre con un nulla di fatto e,  secondo il sottoscritto, provocato:

   1) Grandissima preoccupazione tra la popolazione di Augusta e Melilli (il danno).

   2) Un aumento del TSI del 5,0% rispetto al Tasso Grezzo, mentre il valore atteso basato sulla struttura della popolazione, se tutti i casi fossero ricaduti nella prima fascia di età, avrebbe dovuto essere più basso del 4,6% (la beffa).

   3) Errata valutazione eziologica per aver attribuito il 30% delle mortalità a Fattori di Rischio Ambientale, ossia l’effetto che precede la causa, (il  paradosso). Anche questo secondo caso, costruito su basi molto discutibili, ma enfatizzato oltre misura, mette in evidenza come un fenomeno può essere interpretato in modo diverso se non viene affrontato con il metodo che il rigore scientifico impone.  Alla luce di quanto detto sopra diviene logico supporre che anche altre indagini possano essere inficiate da errori di valutazione per cui ritengo sia legittimo chiedere che venga fatto un  riesame degli studi sulle M.C. e di quelli ad esse collegate, prendendo in considerazione anche quei particolari ritenuti irrilevanti e che invece risultano avere un peso determinante nel processo di interpretazione e di valutazione di un’indagine. Tra quelle che meritano di essere riesaminate con priorità elenchiamo: le “Mortalità Perinatali” i “Tassi di Mortalità Infantile”,  le “Interruzioni Volontarie di Gravidanza”,  le “Ipospadie” . Il tutto allo scopo di fare chiarezza  sulle molte zone d’ombra riscontrate, e conoscere il vero grado di criticità delle patologie prenatali e post neonatali ad Augusta. La popolazione di Augusta ha il sacrosanto diritto di conoscere la Verità sul proprio stato di salute, sia in senso positivo che negativo senza enfatizzazioni né sconti.  Tutto questo, oltre a favorire le azioni di prevenzione, sicuramente contribuirà a far acquisire ai cittadini  più credibilità e fiducia nelle Istituzioni.

       Giuseppe Moschitto   –  chimico industriale

AUGUSTA E LA QUALITA’ DELL’ARIA

 

images.jpgAUGUSTA. Augusta, Priolo e Melilli sono i Comuni della Sicilia forse più famosi, con Gela e Milazzo,per quanto riguarda l’insalubrità dell’aria, dell’acqua e del sottosuolo, in sostanza per ciò che concerne l’inquinamento ambientale. L’ambiente  nel triangolo industriale di questa parte della Sicilia orientale si è progressivamente deteriorato, da altamente salubre qual era oltre 65 anni fa, quando Augusta era famosa per le saline, Melilli per la salubrità  collinare e Priolo era una quiete frazione contadina di Siracusa fino a diventare un’area famigerata per i nati malformati, per i malati e  le morti per tumori. A chi si deve addebitare questo deterioramento? Non c’è dubbio: alle industrie, ai colossi del petrolchimico che hanno assassinato il suolo, hanno ammorbato l’aria, hanno avvelenato il mare. Nel 1978 fino al 1984 l’ultimo pretore della genia d’assalto, Nino Condorelli, catanese trapiantato nel nord da quasi trent’anni  (non s’è mai capito perché andò via o fu allontanato dalla pretura di Augusta) tentò di far rispettare quelle poche leggi che c’erano a favore dell’ambiente, “osando” incriminare e processare i rappresentanti legali delle industrie, i cui agguerriti avvocati scendevano da Milano. Forse per questo furono abolite le preture, perché un singolo magistrato desideroso d’incidere nel territorio, anziché LIMITARSI AD AMMINISTRARE UNA GIUSTIZIA RUTINARIA, POTEVA SCONVOLGERE UN INTERO SISTEMA. Dieci anni fa, una sorta di emulo di Condorelli, ora trasferito per altre ragioni altrove, accertò la presenza del velenoso mercurio nel mare di Priolo. Ma poi? L’inchiesta fu archiviata. Le industrie sono state più forti, più potenti continuano a inquinare. Tutti ci accorgiamo, dal punto di vista olfattivo,  degli sversamenti che, sistematicamente, avvengono nell’aria il sabato e la domenica. Quando c’era Condorelli, egli era capace di recarsi di persona, novello sceriffo, a bussare alle porte delle industrie, fisicamente, per chiedere ragione. Ora ci dobbiamo accontentare della mozione del giovane e rampante notaio Coltraro, eletto agevolmente allo scranno di Palazzo d’Orleans nella lista di Crocetta. Coltraro ha presentato una mozione al suo presidente. Succederà qualcosa? Staremo a vedere. Nel frattempo Crocetta ha deluso tutti gli abitanti dell’area industriale negando ancora una volta, come aveva fatto il suo predecessore Lombardo, il punto nascita all’ospedale Muscatello.

Giorgio Càsole

IL MISTERO DEL DUODENOSCOPIO DONATO

esame diagnostico.jpgAUGUSTA – A tutt’oggi siamo ancora in attesa che il DUODENOSCOPIO sia attivato all’ospedale Muscatello di Augusta, nonostante le promesse fatte ai più alti livelli e in considerazione delle note vicende dei trasferimenti di alcuni reparti importanti(Ostetricia,Ginecologia e Pediatria) a Lentini. Ci avevano promesso il decreto di 6 posti-letto di pediatria (prima dall’ex presidente Sicilia Lombardo), ma siamo rimasti con un atto aziendale sempre in bilico, l’attivazione notturna dell’eliporto,il completamento del nuovo padiglione entro luglio 2012 e poi prorogato al dicembre 2013,ma ancora siamo in attesa. Tuttora il Muscatello lavora sotto organico ma, nonostante la buona volontà dei medici e del personale paramedico, non può diventare una normalità. Il duodenoscopio, fu donato dalla Raffineria Esso all’ospedale di Augusta nel Febbraio del 2012, sono passati 15 mesi e, malgrado le continue promesse di attivazione da parte del Commissario straordinario dr. Mario Zappia, lo strumento è conservato in qualche armadio mentre i pazienti aspettano “pazientemente” qualche anno per  i vari esami. La colangio–pancreatografia-retrograda per via endoscopica è un esame combinato endoscopico-radiologico che si esegue con il duodenoscopio e permette la diagnosi mediante l’introduzione di mezzo di contrasto all’interno delle vie biliari intra ed extra epatiche e dei dotti pancreatici. In molti casi, alla fase diagnostica segue quella terapeutica sempre per via endoscopica che consente: -la sfinterotomia biliare di stenosi benigne -l’estrazione di calcoli biliari o pancreatici -la protesizzazione e drenaggio biliare o pancreatico per stenosi maligne che interessano le vie biliari o il dotto pancreatico. E’ stata inviata una richiesta ai deputati regionali eletti nella provincia di Siracusa, affinché si attivino per far funzionare questo strumento, che non necessita di una votazione all’ARS ma di un sollecito alle promesse fatte dai vertici aziendali,almeno per dare un segno della presenza e vicinanza delle istituzioni, in una città che in questo momento sta vivendo un momento buio della sua storia.  Le note vicende di scioglimento del Consiglio Comunale, per infiltrazioni mafiose, non possono e non devono essere pagate dai cittadini, dimenticandosi d’intervenire anche nei piccoli dettagli.

            Mimmo Di Franco

 

L’ IMPATTO SULLA SALUTE NEL SITO CONTAMINATO AUGUSTA-PRIOLO-MELILLI

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AUGUSTA  Martedì 11 dicembre 2012 –ore 18.30 – a palazzo San Biagio di Augusta si terrà una conferenza sul tema: “L’ impatto sulla salute nel sito contaminato Augusta-Priolo-Melilli (sin Priolo). Stato delle ricerche, evidenze e indicazione di sanità pubblica.Interverranno: il direttore sanitario ASP 8 di Siracusa Anselmo Madeddu, i ricercatori dell’ Istituto Superiore di Sanità Pietro Comba, Mario Carere e Lucia Fazzo, Fabrizio Bianchi del Consiglio Nazionale Ricerche di Pisa e il responsabile SIAV, SIAN Augusta – ASP 8 Siracusa, Enzo Ingallinella. La conferenza, coordinata da Enzo Parisi di Legambiente, sarà occasione per commemorare la persona e l’opera del compianto Giacinto Franco, iniziata negli anni ’70 e a cui sono seguite le ricerche effettuate dall’ ISS, dal CNR, dall’ OMS e dalle locali istituzioni sanitarie.

L’ultimo studio prodotto per conoscere e comprendere le cause dei danni riparabili per uscire dall’era dei guasti ambientali e sanitari, noto come “Sentieri”, ovvero Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento, finanziato dal Ministero della Salute, ha valutato la mortalità della popolazione residente in 44 siti di interesse nazionale (SIN) per le bonifiche, in un periodo di otto anni. Sono state prese in considerazione 63 cause di mortalità, tumorali o legate più genericamente a malattie respiratorie, circolatorie, neurologiche e renali, potenzialmente associate alla residenza in prossimità di poli chimici, petrolchimici, raffinerie, stabilimenti siderurgici, centrali elettriche, miniere e cave, aree portuali, siti di smaltimento dei rifiuti e inceneritori. In alcuni casi i nessi causali sono chiari perché riconducibili a conoscenze scientifiche, mentre in altri si osservano incrementi della mortalità per cause sospettabili ma non del tutto imputabili all’ inquinamento ambientale.  In Sicilia, i siti d’importanza nazionale (Sin) sono 4: le tre aree a ridosso di altrettanti impianti petrolchimici (Augusta-Priolo-Melilli, Gela e Milazzo), più Biancavilla dove esiste una cava naturale di amianto.

   G.T.

MESSINA/ CONVEGNO SUL SISTEMA SOCIO ASSISTENZIALE NELLE DEMENZE E NELLA S.L.A.

ARIAD.jpgMessina – Il giorno 10 novembre 2012, con inizio alle ore 9, avrà luogo presso il “Salone degli Specchi” del Palazzo dei Leoni, sede della Provincia Regionale di Messina, in convegno sul tema “Il sistema socio assistenziale nelle demenze e nella SLA”, organizzato dall’Associazione per il “Supporto e la Ricerca sull’Alzheimer e le Demenze” (A.RI.A.D. – O.N.L.U.S.) in sinergia con il Lions Club “Messina Ionio” e la Sezione di Messina dell’”Associazione Italiana Sclerosi Lateriale Amiotrofica” (A.I.S.L.A.). Dopo la presentazione curata dal dott. Giuseppe Caristi, Presidente dell’Associazione “A.RI.A.D.” ONLUS, e i saluti della prof.ssa Giuseppa D’Arrigo, Presidente del Lions Club “Messina Ionio”, numerosi gli interventi in scaletta, moderati dal prof. Placido Bramanti (Direttore Scientifico I.R.C.C.S. Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” Messina) e dal prof. Giuseppe Vita (Direttore UOC di Neurologia e Malattie Neuromuscolari A.O.U. Policlinico “G. Martino” Messina). Prenderanno la parola il dott. Antonio Alecci (Segretario dell’Associazione “A.RI.A.D.” ONLUS), la dott.ssa Concetta Baeli (Dir. medico ASP Messina e presidente dell’Associazione Volontari Assistenza Malati Terminali), il prof. Salvatore Castorina (coordinatore dei consulenti del distretto Lions Club 108 YB Area Sanità Privata), il dott. Corrado De Luca (dir. medico, delegato al coordinamento dell’Area Medico Legale della Direzione Provinciale INPS di Messina), la dott.ssa Giuseppa D’Uva (Presidente del Tribunale del Lavoro di Messina), il dott. Franco Freni Terranova (Presidente della terza circoscrizione Lions Club 108YB), il dott. Guglielmo Labruto (Presidente dell’Arciconfraternita S. Angelo dei Rossi e coordinatore del Gruppo Auto Mutuo Aiuto), la dott.ssa Sonia Messina (ricercatore, Dip. di Neuroscienze, A.O.U. Policlinico “G. Martino” Messina), il dott. Giuseppe Ruggeri (dir. medico, referente invalidi civili ASP Messina), il dott. Giuseppe Sottile (Dir. UOC di Neurologia, Azienda Ospedali riuniti Papardo-Piemonte), e la dott.ssa Paola Zito (Segretaria Provinciale CISL Messina).   Obiettivo del Convegno è quello di promuovere la “Cultura” della Presa in Carico Globale e della Continuità dell’Assistenza, dalla Diagnosi in poi. Garantire una Assistenza dignitosa al Malato e sollievo alle Famiglie è un obbligo morale. L’Associazione per il “Supporto e la Ricerca sull’Alzheimer e le Demenze” (A.RI.A.D. – O.N.L.U.S.), costituita nel 2009 con finalità di solidarietà sociale rivolte principalmente alle persone affette da Demenze e Alzheimer e loro familiari, agisce sul territorio messinese nei settori della “Ricerca”, della “Prevenzione”, dell’”Ascolto e Consulenza” e dell’”Informazione e Comunicazione”. Quest’anno, nel campo della “Prevenzione” ha organizzato un convegno (“Demenze: curare e prendersi cura”), in sinergia con la Fondazione “Cultura e Salute” e il Patrocinio del Comune di Messina, il 26 maggio 2012. I nuclei “Informazione” e ”Ascolto e Consulenza” hanno operato, con il Gruppo Interforce Jonica (GIJ) e la Fraternita di Misericordia “San Giuseppe”, l’8 luglio 2012 a Letojanni (Messina) nell’ambito dell’evento “IV Luglio di Prevenzione”. Sempre nel mese di luglio, inoltre, per il terzo anno consecutivo è stata organizzata la “Mini crociera nello Stretto di Messina”, un evento importante sotto diversi punti di vista per gli utenti affetti dalle citate patologie: l’opportunità di uscire dall’isolamento cui la malattia costringe, la possibilità di favorire l’incontro e la conoscenza fra i pazienti e i loro caregiver, lo svolgimento di un’attività ludico-ricreativa in “condizione protetta” con l’assistenza degli operatori di settore.

Per informazioni relative alle finalità, ai servizi e alle attività organizzate è possibile contattare l’Associazione all’indirizzo e-mail ariadmessina@tiscali.it .

  Enrico  Casale

DALL’ASP DI SIRACUSA, IMPERATIVO: MONITORARE IL MERCURIO

 La popolazione invitata a collaborare

 

analisi.jpgAUGUSTA. Da anni, da quando era andato in pensione, l’ex primario pediatra del “Muscatello”, Giacinto Franco, recentemente scomparso, si occupava della presenza di mercurio, soprattutto attraverso l’analisi dei capelli delle donne augustane, nella popolazione residente nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli. Il lavoro prezioso e delicato di Franco sarà ora continuato dall’Azienda Provinciale di Siracusa, l’ASP 8,  l’Asp di Siracusa, nell’àmbito dello studio promosso dall’assessorato regionale della salute per la valutazione dell’impatto del mercurio sulla popolazione.  L’ASP ha dato il via al programma di biomonitoraggio, iniziando dal comune di Augusta, per la ricerca di mercurio su un campione di popolazione residente. L’iniziativa vede coinvolto anche il CNR  di Capo Granitola (TP) per gli aspetti inerenti la verifica dei livelli di  contaminazione ambientale. “Poter meglio conoscere e proteggere lo stato di salute della popolazione del triangolo industriale siracusano, questo l’obiettivo prefissato”, come riferisce una nota ufficiale dell’ASP, che così prosegue: . “Il campione di residenti – spiega il documento – coinvolto nel programma di biomonitoraggio, selezionato con procedura casuale, sarà contattato  per essere sottoposto ad una intervista-questionario sulla storia medica individuale, informazioni sull’ambiente di vita, sulle abitudini inclusa la  dieta alimentare, sulla storia lavorativa e, per le donne, su eventuali gravidanze. Coloro che risponderanno a determinati requisiti e avranno dichiarato il proprio consenso saranno  sottoposti a prelievo di campioni di sangue e capelli e consegneranno un  campione di urine per la determinazione del mercurio. La fase preliminare dello studio è stata curata dal personale del Registro Territoriale di Patologia dell’Asp. La somministrazione dei questionari viene svolta in collaborazione con il Dipartimento di Igiene dell’Università degli Studi di Catania. I prelievi  saranno effettuati da personale qualificato del Distretto Sanitario di Augusta, mentre le determinazioni analitiche verranno eseguite presso il Laboratorio di Sanità Pubblica. I dati saranno impiegati per la ricerca scientifica e per fini  statistici ed epidemiologici. Le informazioni personali saranno utilizzate solo nell’ambito dello studio e saranno trattate con le opportune garanzie di riservatezza, in ottemperanza alla normativa vigente. Nell’interesse della collettività locale si invitano i cittadini contattati  a dare la propria disponibilità alla partecipazione allo studio”.

Cecilia  Càsole

AUGUSTA PIU’ DI MELILLI ESPOSTA AI TUMORI

Indagine epidemiologica dell’Agenzia ricerca cancro

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AUGUSTA. In questi giorni, l’ I.A.R.C. (Agenzia internazionale di ricerca contro il cancro), ha inserito Siracusa, unica nel sud Italia insieme a Napoli, Sassari, Salerno e Ragusa, tra i duecento Registri accreditati nel mondo. Questo prestigioso riconoscimento ha dato spunto agli autori del Registro di illustrare i risultati della loro ultima ricerca, che indaga, per la prima volta, l’incidenza e non solo la mortalità per tumori nella nostra provincia. Lo studio dimostra che, in provincia di Siracusa, tra il 1999 e il 2002, i tumori nella loro totalità hanno mostrato un’incidenza inferiore rispetto a quella osservata, nello stesso lasso di tempo, nelle regioni italiane del centro-nord e sovrapponibile a quella delle altre del centro-sud. Tra gli uomini infatti, il tasso standardizzato in provincia di Siracusa si è attestato su 450,4 casi annui per 100.000 abitanti, contro i 552,8 osservati sulla media degli altri Registri Italiani. Tra le donne invece, il tasso della nostra provincia è stato di 356 contro i 453 della media nazionale.  Fin qui sembra il paese di Bengodi, ma una lettura più attenta e approfondita dei dati ci racconta un’altra storia. Lo studio, infatti, rivela l’alta incidenza di alcune neoplasie in aree precise della provincia: leucemie a Lentini, fegato ad Augusta, tiroide a Siracusa, e il forte gradiente nord-sud ed est-ovest, con tassi d’incidenza nettamente più elevati della media nazionale nell’area industriale, guarda caso, di Augusta. Tra gli uomini infatti, il tasso standardizzato si attesta su 608,4 casi annui contro i 552,8 della media nazionale, mentre tra le donne, anche se resta il più alto della provincia, non supera i livelli medi italiani con 433,8 contro 453,1. Tra le singole sedi neoplastiche in eccesso rispetto ai valori medi nazionali si osservano: tumori del fegato, pancreas, melanomi, torace, pleura, utero, ovaio, encefalo, tiroide, linfomi H, mielosi e soprattutto polmone. I ricercatori che hanno eseguito lo studio giungono a considerazioni importanti che non lasciano, purtroppo, spazio a dubbi: 1) Innanzitutto non è vero, come si è creduto, che l’epidemiologia dei tumori in Sicilia si presenti omogenea; 2) la presunta protezione della dieta mediterranea nei confronti del popolo siciliano, alla luce dei dati augustani, va rivista. E’ bastato, infatti, innestare una forte attività industriale nella nostra area per farne, in meno di 50 anni, un territorio del tutto avulso dal resto del contesto siciliano e del tutto sovrapponibile ai profili epidemiologici di una realtà industriale del nord-Italia; 3) il ruolo giocato dalle esposizioni professionale e ambientali, con le prime ancora più determinanti rispetto a quest’ultime, si è rivelato elemento inscindibile nel presentarsi della patologia.  Non è un caso infatti che i forti eccessi rispetto ai dati medi nazionali siano stati osservati ad Augusta tra gli uomini, cioè tra i soggetti più esposti a fattori di rischio lavorativi. Tuttavia – conclude lo studio – la vicinanza di un vasto insediamento industriale non basta da sola a favorire lo sviluppo di alti tassi d’incidenza tumorale, ma svolgerebbe un’azione sinergica con altri fattori. Lo dimostrerebbe il caso di Melilli che, pur appartenendo alla stessa area industriale, mostra tassi nettamente più bassi rispetto ad Augusta, probabilmente determinati dalle differenti caratteristiche orografiche, idrogeologiche, ambientali e occupazionali.
  A.R.C.