IL SANDALO SULLE STRISCE

La nuova tragedia su Corso Sicilia e l’obbligo morale dell’Amministrazione comunale – di Giorgio Càsole

sandalo sulle strisceAUGUSTA – “Ho visto la signora fare letteralmente un volo. Camminava tranquillamente sulle strisce pedonali: sopraggiunge una mercedes a elevata velocità, la investe e la signora, dopo il volo, sbatte a distanza. Il suo sandalo rimane sulle strisce. Il conducente dell’auto si ferma per prestare soccorso, ma  la donna, dopo il violento impatto, muore. Non si può più stare tranquilli nemmeno attraversando le strisce pedonali.” Questa è la testimonianza essenziale, asciutta, ma fortemente drammatica di una nuova tragedia avvenuta in Corso Sicilia, in particolare in un tratto che, a questo punto, potremmo definire il percorso della morte, perché  diverse vite sono state spezzate per  cause diverse. Martedì 30 agosto è toccato alla 68enne Maria Monterosso,  moglie, madre, nonna amata e stimata che, a mezzogiorno, in piena luce, dunque, attraversava le strisce pedonali nei pressi del Palajonio, pensando di poter tranquillamente tornare a casa, certa che gli automobilisti avevano il dovere di rallentare e di aspettare il passaggio.  Se non si può attraversare tranquillamente le strisce perché c’è sempre qualcuno che  pensa di correre su un circuito automobilistico, che fare? A parte le responsabilità penali dell’investitore, l’Amministrazione comunale ha l’obbligo morale di porre rimedio o no?

  G.C.

CHE COSA PENSA IL COMANDANTE DEL PORTO DI AUGUSTA DEL NASCENTE PORTICCIOLO XIFONIO

downloadAUGUSTAComandante, come lei sa, ad Augusta, nel golfo Xifonio, sta sorgendo un porticciolo turistico per opera di imprenditori locali. Secondo Lei, c’è la possibilità di modificare l’economia di questa città? – “Intanto, devo dire che un investimento del genere avrà avuto uno studio di fattibilità. Ritengo che chi ha intrapreso quest’iniziativa sia cosciente delle difficoltà, del “ritorno”. Io, comunque, sono favorevole al fare. Sono ottimista. Siamo imagesvicini agli imprenditori. Li conosciamo. Sono imprenditori presenti nel territorio. Ritengo che siano di stimolo per attività imprenditoriali ancorché minori. Un’infrastruttura del genere, come quella del porto Xifonio, presuppone non solo un investimento, non solo un guadagno, presuppone una crescita di quell’angolo di paese, ma anche una crescita della città, per essere un’infrastruttura rivolta a un’utenza medio-alta, a mezz’ora di distanza dall’aeroporto di Catania. E’ un’iniziativa che io plaudo, perché comunque bisogna dare alle cose il giusto valore. Chi ha investito ha fatto un salto nel buio, ha dimostrato coraggio. I tempi sono difficili. Io vedo bene questo porto turistico nel golfo Xifonio perché il diporto tutto ha bisogno di porti dedicati. Oggi nel sud-est della Sicilia i porti turistici si possono contare sulle dita di una mano, specie per quelle imbarcazioni che si attende ricevere. La città di Augusta deve crescere. Chi ci vive ha l’obbligo di farla crescere.”

G. C.

AUGUSTA, DELUDENTE ASSEMBLEA SUL FUTURO DELLA CITTA’

3770670769Augusta. “Augusta, quale futuro?”: questo il titolo dell’assemblea svoltasi il pomeriggio di mercoledì 15 nell’aula magna dell’istituto “Ruiz”, organizzata da un “comitato spontaneo” di imprenditori e professionisti locali, preoccupati per il grave stato di crisi in cui versa la città. Sono state invitate a partecipare “tutte le forze della città di Augusta”, laddove con il termine “forze” si è inteso qualsiasi gruppo o associazione, dalle confraternite cattoliche all’associazione dei pensionati, dal circolo degli operai e degli artigiani alle associazioni d’arma. Il principio fondante, che si basa sul concetto di “cittadinanza attiva” , è che occorre un cambiamento di rotta per questa città e che, quindi, è necessario il contributo di tutti, un contributo di pensiero e azione, per ricordare una massima cara a Giuseppe Mazzini. Un contributo anche di impegno. Infatti, l’assemblea del 15 è stata considerata solo la prima tappa di un progetto partecipato per tentare di far rinascere questa città, per tentare di ridare un futuro ai giovani, come quello che si aspettavano e in cui credevano i giovani degli anni Sessanta del secolo scorso. Oggi qui i giovani non hanno futuro e sono costretti a emigrare, come emigravano a migliaia negli anni Cinquanta verso la Germania, il Belgio, l’America, l’Australia. Allora era un’emigrazione di braccianti, operai, manovali; oggi è un’emigrazione di giovani scolarizzati: diplomati e laureati, nonostante la presenza di un grande porto, secondo a Genova, nonostante l’esistenza di un polo industriale con tutte le problematiche che questo comporta. Ad Augusta i negozi chiudono, i commercianti languono, anche per le tasse esose, i professionisti stentano anche loro a lavorare. Tuttavia, nell’assemblea del 15 non sono state sollevate problematiche, non è stata tentata un’analisi dello stato delle cose, non è stata avanzata una proposta per l’inversione di rotta, provocando la profonda delusione di molti imprenditori, professioni e artigiani, recatisi al “Ruiz” per avviare una fase costruttiva di un processo che certamente non né breve né semplice. Ai presenti è stato chiesto di confermare o dare la propria adesione, di pronunciare sostanzialmente “coram populo” una sorta di “Io ci sto” o “Noi ci stiamo” a lavorare per il lavoro, perché il lavoro è la priorità in assoluto, “bisognosa dello sforzo di tutti”. Un appello considerato un doppione, visto che già era stato fatto preventivamente, tanto che sullo schermo erano proiettati i nomi di tutti gli aderenti. Il “comitato spontaneo” ha chiesto e ottenuto la collaborazione dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, in nome del quale don Angelo Saraceno ha tenuto una breve allocuzione, “non una predica né un comizio”, in cui ha sottolineato la funzione della Chiesa come mediatrice fra voci diverse, fra opposte fazioni, in grado di preparare il terreno per il dialogo in vista del raggiungimento del bene comune.

Cecilia Càsole

AUGUSTA, PRISUTTO: “LA SALVEZZA DEL POPOLO E’ LA LEGGE SUPREMA”

Prisutto legge in marcia i nomiAugusta. Lo scorso 30 maggio 2016 don Palmiro Prisutto, il prete ormai noto come il prete anticancro era  uno  di coloro che avrebbe potuto prendere la parola durante il Consiglio comunale “aperto”,  avente come oggetto la questione ospedale. Don Palmiro aveva abbozzato alcuni  appunti. Purtroppo,  non gli  è stato possibile intervenire. Ha  pensato quindi di scrivere per esteso il suo intervento e di renderlo noto. “SALUS POPULI SUPREMA LEX. Quanti di coloro (rappresentante dell’ASP, SINDACO, CONSIGLIERI COMUNALI, DEPUTATI E SEMPLICI CITTADINI) che il 30 maggio hanno parlato in consiglio comunale conoscono ed hanno compreso il senso di questa massima che – per ironia della sorte – dal 1918 esiste sulla porta d’ingresso del forte Vittoria nel porto di Augusta?Molte volte per difendere l’ospedale di Augusta ho sentito parlare della legge 5, una legge che tutela gli ospedali presenti nelle aree industriali: ma questa legge vale anche per Augusta? La peculiarità di Augusta. 1. Augusta non è l’insignificante paesino agricolo sperduto all’interno della Sicilia. 2. Augusta è una città industriale, produttrice di enormi quantità di beni e di denaro; 3. Augusta il 30 novembre 1990 venne dichiarata “area ad alto rischio di crisi ambientale”; qualche anno più tardi dal ministro per l’ambiente Corrado Clini venne definita “area in piena crisi ambientale”; 4. Successivamente venne dichiarato “SIN” = Sito di Interesse Nazionale (cioè sito da bonificare). Ma queste dichiarazioni sono servite a qualcosa? E tutti gli studi fatti, anche a livello mondiale, sul caso Augusta-Priolo cosa hanno prodotto? Secondo lo spirito della dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale ad Augusta, a tutela della salute, avrebbero dovuto fare:(estratto dal decreto del 30 novembre 1990) 1) Analisi dei carichi inquinanti complessivi determinati dalle attività produttive esistenti nell’area e valutazione della loro incidenza sui vari comparti ambientali; 2) Studio dello stato di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, dell’aria e del suolo al fine di individuare l’ambito specifico territoriale di interesse e di caratterizzare le componenti ambientali per le quali è necessario il risanamento; 3) Ricognizione sullo stato attuale degli interventi a valenza ambientale in corso di realizzazione o programmati nel territorio in esame, sia su iniziativa delle aziende industriali operanti nella zona che da parte degli enti pubblici; 4) Elaborazione di uno studio tendente a valutare la ricettività del sito per quanto concerne gli effluenti aeriformi e liquidi e i rifiuti solidi in relazione alla natura, comportamento negli ecosistemi e caratteristiche tossicologiche delle specie inquinanti interessate; 5) Indagine epidemiologica su campioni significativi della popolazione di Siracusa (e Caltanissetta) e dei comuni limitrofi, al fine di accertare l’incidenza delle patologie più comuni correlabili con lo stato di inquinamento ambientale; 6) Effettuazione di bilanci di impatto dei consumi delle risorse e dei principali fattori di inquinamento in relazione all’attuale assetto di produzione infrastrutturale; 7) Definizione e progettazione delle azioni dirette al risanamento dell’ambiente e al riassetto del territorio mediante: a) Elaborazione di un piano di area per la fissazione degli standard ambientali anche sulla base dei risultati emergenti dal censimento dei punti di emissione, del carico inquinante esistente sull’ambiente e della ricettività dell’ambiente stesso; b) interventi diretti sul comparto produttivo per la minimizzazione dei carichi ambientali che, partendo dall’analisi dei sistemi di produzione, consenta di realizzare consistenti miglioramenti in relazione alle incidenze sull’ambiente e al recupero delle risorse; c) interventi diretti alle riabilitazioni delle strutture consortili e infrastrutture connesse (zona portuale, movimentazione materie prime, viabilità, approvvigionamento idrico ad uso idropotabile e produttivo, ecc.) in relazione alle esigenze di tutela ambientale e alla vocazione turistica e agraria dell’area circostante il polo industriale; d) interventi diretti al recupero ambientale e al risanamento di aree particolarmente compromesse e di particolare rilevanza naturale e ambientale; e) elaborazione di una strategia a livello di area per la gestione di rifiuti risultanti dal polo industriale. Tale strategia dovrà basarsi su studi di compatibilità ambientale dei siti proposti per le discariche; 8) Definizione di un piano di controllo e monitoraggio dei parametri ambientali più significativi ai fini della tutela della popolazione, dei lavoratori e delle componenti ambientali; 9) Pianificazione degli interventi e fattibilità tecnico-economica degli stessi; 10) Predisposizione del piano finanziario con la specifica individuazione degli strumenti per il reperimento delle risorse necessarie. Possiamo prendere atto che quasi tutto ciò che avevano stabilito con il decreto del 1990 non è stato attuato. Anzi ……..considerata la peculiarità dei rischi a cui potrebbe essere soggetta la città di Augusta ed il territorio circostante, per la gestione di possibili emergenze, questo territorio oltre che avrebbe dovuto essere dotato di mezzi idonei a far fronte a tali emergenze, avrebbe dovuto avere anche presidi sanitari adatti a dare risposte alla ricerca, alla prevenzione ed alla cura di tutte quelle patologie correlabili ai rischi in generale ed all’inquinamento in particolare.  Provate ad immaginare quali scenari si potrebbero presentare in seguito ad incidenti rilevanti militari, ambientali e sismici magari interagenti fra gli stessi.

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AUGUSTA/ “IL RACCONTO DELLE 5 PAROLE”, L’ESPERIENZA IN UNA SCUOLA VENETA DEL MAESTRO AUGUSTANO MASSIMILIANO SCUDERI

Massmo ScuderiAUGUSTA. Nell’àmbito dell’attività di potenziamento in classe seconda elementare di Caorle (Ve), il maestro Massimiliano Scuderi, augustano da dicembre 2015 con contratto a tempo determinato, ha proposto alla collega titolare della classe  un lavoro di classe rientrante nell’attività di brainstorming (letteralmente cervello in tempesta), una dinamica di gruppo molto coltivata negli Stati Uniti non solo nelle aule scolastiche. In pratica, il maestro ha proposto, e realizzato grazie al benestare della collega più esperta, un’ attività che ha denominato “Il racconto delle 5 parole”. I bambini, suddivisi in 4 gruppetti da 5, nella completa modalità di cooperative learning (apprendimento cooperativo), esteso ormai in quasi tutte le classi, abbandonando così il classico tipo di lezione cosiddetta “frontale”, avevano a disposizione un foglio con 5 parole diverse per ogni gruppetto. Parole slegate tra loro (es. RANA, GOMITOLO, FEDERICA, FINESTRA, ABBRACCIO) ma che con il lavoro di gruppo i bambini dovevano concatenare all’interno di un racconto fantastico/realistico. Ogni gruppo, seguito a distanza dai docenti, sceglieva un responsabile della scrittura in brutta delle varie frasi ideate e scelte da ognuno degli alunni, e , dopo un consulto tra loro, ognuno scriveva nel proprio quaderno il raccolto prescelto assieme, ovviamente identico per tutti i bambini di ogni gruppo. Le 5 parole inserite all’interno del racconto, che era lungo circa una pagina di quaderno, venivano sottolineate in modo da non dimenticare nessuna, poi lo stesso racconto veniva prima riletto da un altro bambino indicato dal gruppo medesimo, quindi letto a turno ad alta voce assieme agli altri 3 racconti degli altri gruppi e poi corretto, in caso di errori,  dai docenti. In perfetto stile di coperative learning i bambini avevano un ruolo ciascuno all’interno dei gruppi: oltre ai già citati “scrittore in brutta”, “lettore a bassa voce” cioè per il proprio gruppo e “lettore ad alta voce”, cioè colui che leggerà poi a tutta la classe il lavoro svolto, gli altri due bambini avevano il ruolo di “responsabile del materiale” uno, cioè di penne, matite, gomme e fogli assegnati, e “responsabile del silenzio” cioè colui o colei che deve far rispettare il silenzio del proprio gruppo.

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AUGUSTA, BUONA SANITA’ A KM ZERO – di Cecilia Càsole

L’esperienza di Gabriella Toscano

l43-ospedaliAUGUSTA – Spesso si sente parlare di mala sanità come se si provasse un certo gusto ad accusare qualcuno di aver fatto, dolosamente o colposamente, male il proprio lavoro. Così succede che un intervento sbagliato o un infermiere killer trasformino le rispettive categorie in medici incompetenti o imputati da ergastolo. Eppure, esistono tanti casi di pazienti a cui è stata salvata la vita grazie al lavoro di abili medici  coadiuvati i da équipe di professionisti attenti e preparati. Per questa ragione è nata l’esigenza di istituire a livello nazionale l’Osservatorio buona sanità, ente autonomo e organizzazione no profit che, come viene espressamente indicato nel sito ufficiale, nasce con l’intento di “far conoscere e premiare “eccellenze” del mondo della sanità non conosciute al pubblico”. Grazie all’impegno del presidente dell’organizzazione Carmelo Puglisi e del coordinatore nazionale Gaetano Riva, è in corso l’iter per l’inserimento della storia dell’augustana Gabriella Toscano tra le “eccellenze” del mondo della sanità, la cui  testimonianza, sulla personale vicenda, è stata già pubblicata sulla pagina “Le vostre storie” interna al sito dell’Osservatorio. Era il maggio del 2012 quando Gabriella fu colta da una improvvisa crisi epilettica senza precedenti. Attraverso una Rmn (Risonanza magnetica nucleare), Gabriella scoprì di avere un meningioma dal diametro di 8 cm. Un breve ricovero nella sede dell’Istituto ortopedico “Villa Salus” di Augusta, a cui fece seguito un delicato intervento diretto dal primario del reparto di neurochirurgia della struttura, il dottore Alberto Romano. Abbiamo tratto alcuni stralci della testimonianza di Gabriella per condividere una storia di buona sanità in generale e  del  buon operato, in particolare, di un reparto della casa di cura nel territorio augustano convenzionata  con il Ssn (Servizio sanitario nazionale). “Un intervento chirurgico durato nove interminabili ore ma quella che poteva essere l’esperienza peggiore e più grave della mia vita si è trasformata in un momento bellissimo… Ho trovato un medico e uno staff di sala operatoria, non solo preparati professionalmente, ma di incommensurabile valore umano… Il personale infermieristico, che mi somministrava le terapie più volte al giorno,  composto da uomini e donne meravigliosi e professionalmente preparati… Il reparto di diagnostica per immagini,  il cui primario è il dottor Antonio Politi, non solo è dotato di macchinari di ultima generazione ma ha anche un “capitale umano” straordinario, perché, nel mio specifico caso,  dato che soffro di claustrofobia, effettuare la Rmn al cervello è un problema grandissimo, e ho potuto superarlo solo grazie ai medici e ai tecnici radiologi che sospendevano di tanto in tanto l’esame ed entravano facendomi sentire la loro presenza“. Sono passati quattro anni dal complesso intervento neurochirurgico. Oggi Gabriella si ritiene una donna fortunata, non solo per il riuscito intervento e l’esito negativo degli esami a cui si sottopone periodicamente, ma anche perché, ogni volta che si reca a “Villa Salus” per i controlli di routine, trova un personale che riesce a trasmetterle lo stesso affetto a distanza di tempo. “Tutto questo io l’ho trovato a “km zero”, nel senso che la struttura è ubicata a meno di un chilometro da casa mia e voglio dire che, molte volte, non è necessario affrontare lunghi e costosi viaggi della speranza: la “buona sanità” è anche qui”, le parole conclusive della testimonianza di Gabriella, che da anni è attiva volontaria dell’Airc, associazione quest’ultima che ha sposato in pieno la campagna appunto denominata “Buona sanità”.

C. C.

PARCHEGGIARE AL FARO S. CROCE DI AUGUSTA

80009273AUGUSTA – Nonostante sia inconcepibile e inverosimile che gli abitanti di un’isola come Augusta abbiano difficoltà a recarsi a mare per fare un sano bagno ristoratore nel periodo estivo, consideriamo lodevole l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale circa l’istituzione del servizio navetta nella località balneare del faro S. Croce, in contrada Sant’Elena di Augusta. Detta iniziativa, oltre ad evitare inquinamento da smog causato dalle autovetture e a ridurre il potenziale rischio di incidenti stradali, renderebbe più fruibile la zona balneare, anche in considerazione della scarsa viabilità. Abbiamo però motivo di ritenere che la soluzione che si vorrebbe adottare sia allo stesso tempo onerosa per i cittadini e che il servizio dovrebbe anche essere correlato da una serie di altri necessari servizi. Ciò nonostante, riteniamo che ci possano essere  altre soluzioni al problema che andrebbero valutati, auspicando che l’Amministrazione Comunale le prenda in seria considerazione. Nella zona balneare di Faro S. Croce, per esempio, esiste una zona demaniale in uso alla Marina Militare che, partendo proprio da località S. Elena, si protrae fino a contrada Granatello, lì dove sono ubicati anche i lidi della stessa Marina. Molto di questo terreno sembrerebbe non utilizzato. Perchè non richiederlo per la realizzazione di ampi parcheggi, senza compromettere altre aree utili? La concessione di un fazzoletto di terra nella zona balneare del Faro S. Croce, per la realizzazione di parcheggi fruibili dalla cittadinanza, farebbe onore alla Marina Militare, che ha sempre dimostrato di essere vicina alle esigenze della città e del cittadino.

   Fonte internet

FB: COMUNICATO DI DON PALMIRO PRISUTTO

Logo-giubileo-450x300AUGUSTA – La situazione è in evoluzione ed é stato riaperto il dialogo con le confraternite. Al di là di ciò che si dice o si sta scrivendo su fb o sulla stampa, si sta cercando di ricucire il rapporto con le realtà ecclesiali di Augusta.  Evitiamo di inasprire gli animi e soprattutto di avere rispetto per l’autorità ecclesiastica. Sono sicuro che con l’impegno di tutti e con la forza della preghiera e della vera “carità” questa crisi potrà essere risolta e la chiesa di Augusta ne trarrà un indubbio vantaggio. Pettegolezzi, odio e cose del genere devono rimanere fuori dalla chiesa. Ognuno si adoperi per realizzare solo ed esclusivamente quello che Cristo vorrebbe.

     Don Palmiro Prisutto

Lettera di padre Prisutto contro le divisioni e per l’unità

VORREI LAVARVI I PIEDI PER METTERE IN ATTO L’INSEGNAMENTO DI GESÙ

downloadCarissimi fedeli, Gruppi, Confraternite e Associazioni presenti in parrocchia, circa tre anni fa, su richiesta dell’Arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo, ho iniziato in mezzo a voi e con voi un cammino nella fede. Mi son trovato così, improvvisamente, a dover ricoprire un ruolo particolarmente delicato e impegnativo da tanti punti di vista. Un ruolo a cui, onestamente, non avevo mai pensato. Come tutti sapete sono Augustano. In questa parrocchia, in cui oggi sono Parroco, sono stato battezzato e ho frequentato il catechismo. Qui ho sentito la chiamata del Signore, anche se l’esperienza di crescita nella fede e nel servizio della chiesa si è rafforzata nella vicina parrocchia di S. Francesco da Paola. A parte i quattro anni trascorsi come vice parroco a Floridia, ho trascorso dieci anni nella parrocchia di Santa Lucia, vivendo anche il momento bellissimo della sua costruzione. Dopo questa esperienza ho prestato servizio per 21 anni nella parrocchia S. Nicola a Brucoli. Dal 5 giugno 2013 S. E. Mons. Pappalardo mi ha affidato questa Comunità, prima come Amministratore Parrocchiale e dal 28 novembre dello stesso anno come Parroco. Unitamente alla Chiesa Madre il Padre Vescovo, mi ha affidato le altre sei chiese rettoriali, dove sono presenti in vario modo altri gruppi e associazioni ecclesiali. Essendo augustano, conosco anch’io la mia città e la realtà ecclesiale augustana. Come avrete notato sin dal giorno del mio ingresso in questa parrocchia,  ho affisso in chiesa nella bacheca degli avvisi una piccola locandina, che non ho mai rimosso e che potrete trovare ancora anche nell’ufficio parrocchiale. In essa si legge così: INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO PERCHE’ IL PARROCO E I PARROCCHIANI FORMINO UNA SOLA FAMIGLIA, RIUNITA NELLA FEDE, NELLA SPERANZA E NELLA CARITÀ. In questa frase, tratta dal rito liturgico, sono espresse innanzitutto la mia preoccupazione umana: sarò all’altezza di questo compito? e il mio timore derivante dalla fede: “Sarò un buon pastore”? come quelli che il Signore vorrebbe per il suo popolo? Riuscirò a far essere una sola famiglia una realtà ecclesiale così diversificata nei doni e nei carismi del Signore? In questa parrocchia ho conosciuto mons. Carmelo Carmelo Cannavà, mons. Alfredo Garsia, padre Matteo Pino, don Gaetano Incardona. Sotto la guida di questi pastori la comunità facente parte di questa parrocchia, non è stata mai la stessa per numero, per le attività svolte, per la testimonianza di fede e di carità. Quando il Padre Vescovo mi propose come parroco di questa comunità sapevo, anche se dall’esterno delle tristi divisioni che la tormentavano. Sarebbe stato più facile e più comodo dire NO. Tuttavia, ritenendo doverosa l’obbedienza, risposi SI’. Ho trovato una particolare realtà ecclesiale messa su dal mio predecessore, ben e molto diversa da quella del precedente. Non ritengo necessario elencare le cose negative che ho trovato e che ancora, purtroppo, esistono e resistono e che, neanch’io, per i miei limiti, sono riuscito a sanare. Ma ora basta. Iniziamo un cammino nuovo spronati dalle parole di Gesù : “Una casa divisa in sé stessa non può reggersi”. Gesù prima di immolarsi sulla croce per la sua Chiesa, nell’ultima cena, ha pregato per i suoi dicendo: “Ti prego, Padre, siano anch’essi una cosa sola, come noi, perché il mondo creda”.

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AUGUSTA/ GAZEBO 5 STELLE IN PIAZZA FONTANA

m5s-sr-09-03-2013-palco-1 AUGUSTA/ Il referendum sulle trivellazioni si farà il 17 aprile, cioè tra meno due mesi. Una mossa, quella di scegliere una data così ravvicinata,  per impedirci di informare i cittadini e pilotare il voto. L’avere anticipato la data di oltre un mese rivela, infatti, l’obiettivo del PD, cioè quello di non raggiungere il quorum e vanificare il referendum. Non ci sono altre giustificazioni;  d’altronde è lo stesso PD ad avere voluto la norma impugnata ed è sempre lo stesso partito che ha aperto le porte alle trivellazioni. Il M5S non ha mai accettato questa becera politica energetica che sa di medioevo, che contraddice i princìpi della tutela ambientale e che va contro le decisioni prese a Parigi durante il Summit mondiale sul clima. Per questo motivo  fino al giorno del voto, farà il possibile per convincere gli italiani a votare SI’ contro le trivellazioni. Proprio per i motivi sopra menzionati il meetup Augusta 5 Stelle terrà dei gazebo informativi, il primo dei quali domenica 13 marzo, dalle 10 in Piazza Fontana.

 M. C.