CHE COSA PENSA IL COMANDANTE DEL PORTO DI AUGUSTA DEL NASCENTE PORTICCIOLO XIFONIO

downloadAUGUSTAComandante, come lei sa, ad Augusta, nel golfo Xifonio, sta sorgendo un porticciolo turistico per opera di imprenditori locali. Secondo Lei, c’è la possibilità di modificare l’economia di questa città? – “Intanto, devo dire che un investimento del genere avrà avuto uno studio di fattibilità. Ritengo che chi ha intrapreso quest’iniziativa sia cosciente delle difficoltà, del “ritorno”. Io, comunque, sono favorevole al fare. Sono ottimista. Siamo imagesvicini agli imprenditori. Li conosciamo. Sono imprenditori presenti nel territorio. Ritengo che siano di stimolo per attività imprenditoriali ancorché minori. Un’infrastruttura del genere, come quella del porto Xifonio, presuppone non solo un investimento, non solo un guadagno, presuppone una crescita di quell’angolo di paese, ma anche una crescita della città, per essere un’infrastruttura rivolta a un’utenza medio-alta, a mezz’ora di distanza dall’aeroporto di Catania. E’ un’iniziativa che io plaudo, perché comunque bisogna dare alle cose il giusto valore. Chi ha investito ha fatto un salto nel buio, ha dimostrato coraggio. I tempi sono difficili. Io vedo bene questo porto turistico nel golfo Xifonio perché il diporto tutto ha bisogno di porti dedicati. Oggi nel sud-est della Sicilia i porti turistici si possono contare sulle dita di una mano, specie per quelle imbarcazioni che si attende ricevere. La città di Augusta deve crescere. Chi ci vive ha l’obbligo di farla crescere.”

G. C.

AUGUSTA/PRECARI, ILCOMUNE DOVRA’ DARE LORO PIU’ DI UN MLN DI EURO

pendolariAUGUSTA – Il Comune è stato condannato da Filippo Favale, giudice del lavoro del tribunale di Siracusa, a risarcire i sessanta dipendenti precari con una somma superiore al milione di euro. Il Comune, negli anni scorsi ha fatto ricorso a “un reiterato  ed eccessivo utilizzo dello strumento del contratto a termine”. Nel 2013 i precari, rappresentati dall’avv. Antonio Barone, fecero richiesta di   risarcimento danni, che sono stati quantificati dal giudice aretuseo in 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, oltre alla rivalutazione monetaria e gli interessi, per un esborso complessivo di oltre un milione di euro.

Giulia Càsole  

AUGUSTA. VERTENZA PRECARI, DI PIETRO: “VOLONTA’ DI PRESERVARE IL POSTO AGLI 85 LAVORATORI”, CARUSO: “LE BUGIE DEL PD”

Palazzo San Biagio Aula consiliareAUGUSTA. Mercoledì 27, si è tenuta  alla prefettura di Siracusa la riunione tra il sindaco di Augusta, Di Pietro, il  segretario generale del Comune di Augusta e i segretari provinciali delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti sindacali di base. Le parti hanno sostanzialmente ribadito le posizioni già espresse nei precedenti incontri tenutisi  nel palazzo municipale di Augusta. Poiché rimangono ancora  le incertezze sull’ammontare delle somme messe a disposizione dalla Regione Siciliana per consentire la proroga del personale precario fino al 31/12/2016 alle stesse condizioni dell’anno 2013, il prefetto Gradone  ha consigliato di agire con cautela  e di trovare un punto di incontro. Il sindaco ha  confermato  la più volte manifestata volontà di preservare i posti di lavoro di tutti gli 85 dipendenti a tempo determinato. Sul tema dei precari, il consigliere Mauro Caruso, capogruppo M5 S, ha trasmesso una nota in cui, senza nominarlo, lancia accuse al consigliere comunale Triberio, segretario del PD che, secondo Caruso, fa disinformazione, lanciando accuse alla Giunta di Pietro su questo e su altri argomenti. Ecco  la reazione di Caruso, da lui stesso intitolata “Le bugie del PD”: “Ci fanno sorridere taluni soggetti appartenenti a un partito, il quale oggi si fregia di titoli importanti come quello di essere di fatto il principale artefice della definitiva distruzione dell’Italia, quello de “la rivoluzione è già iniziata”(cit. Crocetta) e a cui si deve anche il merito di aver lasciato Augusta in mano a dei commissari, dopo che il Consiglio Comunale è stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose.

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ASSEMBLEA CGIL CISL E UIL SUL FUTURO DELL’ARSENALE – di Sebastiano Trigilio

12963945_1185399701470205_6116047036236683139_n12439445_1185399368136905_7763807039040167780_nAUGUSTA – La riforma del Ministero della Difesa per la sua particolarità è alquanto articolata. Sono stati approvati dei provvedimenti legislativi che hanno modificato sostanzialmente la struttura e l’organizzazione del Ministero richiamandosi alle mutate condizioni internazionali ed all’impegno dell’Italia nello scacchiere Europeo ed Internazionale. Con il decreto di struttura del 1998 il ministero della difesa intendeva riorganizzare l’intero ministero e in particolar modo gli stabilimenti e arsenali militari che risultavano essere enti di preminente interesse dell’Amministrazione Difesa. Il modello che si intendeva avere dopo la ristrutturazione dell’area tecnica industriale  mirava ad una gestione dell’ente ristrutturato con criteri di economicità ed efficienza, attraverso un recupero della produttività, riducendo il ricorso all’esternalizzazione dei lavori e dei servizi a favore dell’industria privata. Le strutture riorganizzate, soprattutto quelle dell’area industriale, davano origine ad una modifica dell’organizzazione del lavoro, adeguandola alle innovazioni tecnologiche, valorizzando i lavoratori ed il contenuto professionale anche attraverso i processi di riqualificazione e aggiornamento professionale del personale civile. Infatti il processo riformatore aveva come punto centrale proprio quello della trasformazione del modello organizzativo industriale, tentando di sganciarlo in maniera netta dalle normali dinamiche istituzionali tipiche del Ministero della Difesa. Importantissimo, ad esempio, era il tentativo di modificare la capacità di utilizzo delle risorse, fino ad allora ingessata nelle regole di bilancio tipiche della pubblica amministrazione e quello di “proteggere” l’investimento sugli arsenali con l’adozione di specifici decreti ministeriali che ne blindavano organici e funzioni. Tutto, ovviamente doveva essere  accompagnato da un piano di investimenti straordinari che avesse l’ambizione di ricollocare adeguatamente quegli insediamenti nel “mercato industriale” e da una serie di interventi legislativi mirati anche ad uno snellimento delle procedure. Quello, però, al quale abbiamo assistito nel corso degli anni non ha seguito lo spirito e la filosofia di quel processo riformatore. La riduzione degli interventi e il metodico contenimento delle risorse finanziarie e delle potenzialità di ogni singolo settore lavorativo sono state in simbiosi con una politica, che anziché valorizzare le capacità professionali dei tantissimi lavoratori civili le hanno degradate e svuotate di dignità. L’azzeramento del processo riformatore, l’insistente ricorso ai processi di privatizzazione e la continua marginalizzazione della componente civile di questi enti hanno avuto come risultato una devastazione sul tema del lavoro. Sono state ristabilite le precedenti condizioni di difficoltà nell’utilizzo delle risorse; sono state drenate, fino a renderle assolutamente impercettibili, le risorse e gli investimenti di cui quest’area aveva necessità.E’ inconcepibile pensare che lo strumento militare, con il suo naviglio, si è evoluto rispetto alle conoscenze professionali del personale tecnico senza trasferire a quest’ultimo l’acquisizione di Know how.  Ad aggravare tale situazione occorre considerare come, nel tempo, non vi sia stato un turn-over generazionale, perdendo, quindi buona parte del bagaglio di esperienza del personale collocato in congedo che definiscono chiaramente il grado di disattenzione dimostrato verso il Ministero della Difesa. Si ha l’impressione, e non solo impressione, di navigare a vista, senza nessuna progettualità o programmazione e comunque senza un minimo strumento che dia sicurezza, serenità e dignità ai lavoratori civili della difesa. Ci troviamo di fronte un Ministero che ha sostanzialmente interpretato e continuato la sua attività come opera di destrutturazione meditata,  con interventi  finanziari e politici che,  hanno azzerato i processi evolutivi e condotto il Ministero della Difesa in una profonda crisi strutturale ed economica. In sintesi queste cause hanno determinato la condizione in cui versa oggi l’Arsenale di Augusta e cioè tale da poter essere definito antieconomico ed inefficiente e che sono state negli ultimi anni la base di discussione politica di governo per giungere a forme di privatizzazione attraverso alcuni gruppi di studi, prima il CRAMM e poi il CAID.  Da circa cinque anni è partito anche ad Augusta il piano “BRIN” che prevede la ristrutturazione e l’adeguamento delle strutture adibite alle lavorazioni. Sono state consegnate la maggior parte delle officine costate fior di milioni di Euro (circa 50 milioni), mentre altre sono ancora in lavorazione e si attendono altri 20 milioni di euro per il completamento del piano BRIN. Oggi assistiamo, a fronte di milioni di Euro spesi per la ristrutturazione, l’ammodernamento e  l’adeguamento alle norme di sicurezza delle officine, che il personale impiegato risulta essere anche di una sola unità professionale, per altro, prossima al pensionamento. Se questa è la politica che si vuole attuare per far fronte ai lavori sulle Unità Navali di stanza ad Augusta, è bene che qualcuno ci spieghi con estrema serietà: Qual è il fine dei svariati  milioni di euro investiti per ristrutturare e ammodernare le strutture e le officine dell’Arsenale? – Perché si investono tanti soldi se non viene attuata una politica parallela di assunzione e riqualificazione del personale ? Da più di un decennio la RSU di Marinarsen Augusta e le OO.SS. , lanciavano la “Vertenza Arsenale” in cui definivano prioritaria ed urgente una politica delle risorse umane, Turn–Over  e aggiornamento professionale sulle nuove tecnologie , soprattutto in quelle lavorazioni dove l’invecchiamento anagrafico del personale rende sempre più difficile la capacità di far fronte alle esigenze delle stesse, rivendicavano inoltre la ristrutturazione, l’ammodernamento, e l’adeguamento alle norme vigenti di tutte le strutture.

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CONVEGNO PROVINCIALE DEI MAESTRI DEL LAVORO A CITTA’ DELLA NOTTE

Presente il viceprefetto Filippina Cocuzza

MDL gruppo 2015AUGUSTA /VILLASMUNDO. Per indifferibili impegni istituzionali altrove del  prefetto di Siracusa, Armando Gradone,   a consegnare i brevetti che riconoscono l’onorificenza della Stella al Merito del Lavoro della provincia è stata, a Città della Notte, è stato  il viceprefetto Filippina Cocuzza, dopo la messa officiata, nella sala Pirandello, dall’arciprete di Augusta,  don Palmiro Prisutto. Ad accogliere la dottoressa Cocuzza, il sindaco di Melilli, Pippo Cannata, e  l’intero consiglio provinciale per il triennio 2016-2018, composta da Romolo Maddaleni, console riconfermato, Andrea Zeni, Raimondo Livia, Francesco Armellini, Alberto Di Grande, Alfio Caltabiano, Salvatore Arena, Bartolomeo Trovato, Giuseppe Veneziano, Filippo Rinaldi, Sebastiano Viola e Sebastiano Daniele. Il console Maddaleni ha tracciato un bilancio del decorso triennio, sottolineando soprattutto l’importanza del progetto “scuola-lavoro “, che ha consentito a sedici allievi dell’istituto tecnico “Ruiz” di conseguire il patentino di saldatore, un progetto reso possibile grazie  grazie al dirigente Carmelo Gulino che ha concesso ai MdL   una sede con annessa sala multimediale, che “ci consente di effettuare le nostre riunioni periodiche e nella quale abbiamo già intrattenuto i ragazzi dell’ultimo anno dell’istituto A. Ruiz di Augusta coinvolgendoli, in una tre giorni intensa, nel più ampio progetto “Scuola-Lavoro” , ha precisato Maddaleni. l nuovi insigniti dell’onorificenza di Maestro del Lavoro,. da parte del Capo dello Stato sono: Giovanni Cardella, Giuseppe De Sensi, Emanuele Spicuglia, pensionati della Esso-raffineria di Augusta, Felice Nanè, pensionato ENEL. Si diventa Maestri del Lavoro per scelta precisa dell’Azienda privata dove lavora il dipendente, che,, oltre ad avere dimostrato attaccamento all’azienda, deve essere senza precedenti o pendenze penali. L’onorificenza può essere considerata il corrispettivo per i dipendenti privati dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, conferita dal presidente della Repubblica agli imprenditori distintisi nei loro campi. Anche l’onorificenza di Maestro del Lavoro è diretta emanazione del Presidente della Repubblica, tant’è vero che, di norma, viene consegnata dai rappresentanti dello Stato più alti in grado in una provincia, quali sono i prefetti. Riconoscimento di lunga appartenenza ai MdL sono stati consegnati a Maria Centamore, Gaetano Saponara, Andrea Zeni, Sebastiano Viola  quali “veterani” per oltre 25 anni di appartenenza, a Giuseppe Ago, Giovanni Cianci e Salvatore Campisi per oltre 20 anni, e a Mario Addati, Antonio Onorati, Attilio Gibilisco e Salvatore Garilli per oltre 10 anni. Maestro di cerimonie è stato il prof. Giorgio Càsole che ha interpretato altresì alcuni testi poetici di Gozzano, Pascoli, Trilussa, Ungaretti e altri. E’ seguito un incontro conviviale allietata dal violinista Giovanni Di Mauro.

Lina Solarino

AUGUSTA/ARSENALE M.M., M5S INCONTRA RAPPRESENTANZA SINDACALE AZIENDALE

2380612909AUGUSTA. Lunedì 1° febbraio Si è svolto un incontro tra alcuni deputati nazionali  del M5S e una rappresentanza sindacale aziendale della CGIL, CISL e UIL.. Nell’incontro organizzato dal gruppo consiliare M5S di Augusta, alla  presenza di Gianluca Rizzo e Luca Frusone ambedue portavoce alla Camera  e membri della Commissione Difesa, si è discusso, come tema prioritario, la situazione delicata dell’Arsenale Militare. Durante l’incontro si è messo in evidenza il potenziamento dell’Arsenale Militare di Augusta che dovrebbe, in teoria, confermare il ruolo strategico per il settore, creare occupazione stimolando l’economia della provincia. Sono state sollevate delle perplessità sugli stanziamenti al piano “Brin”; infatti, mentre da un lato si completano i lavori di adeguamento delle officine per un investimento importante, circa 50 milioni di euro, di contro le stesse officine risultano sottoutilizzate, a causa della riduzione di personale che via via viene collocato in pensione senza l’adeguata integrazione del personale tecnico, vanificando e dissipando, di fatto, risorse economiche e professionalità. Eclatante è lo strano caso di un nuovo bacino realizzato per Augusta che, dopo i costi sostenuti per essere messo in condizioni di essere operativo, lo stesso, dopo pochi mesi, è stato dirottato presso il Comando Stazione Navale di Brindisi comportando, di fatto, un spreco di fondi pubblici e un’evidente riduzione di lavori e unità navali nella base. Concludendo, i rappresentanti sindacali esigono maggiore interesse da parte del Governo, del Ministero della Difesa e dei vertici della Marina Militare verso l’Arsenale di Augusta, per non correre il rischio di un lento declino e impoverimento professionale e occupazionale, con sicure ricadute negative sull’indotto e l’economia di Augusta e del territorio. I deputati del M5S, Rizzo e Frusone, assistiti dai consiglieri augustani Mauro Caruso e Salvatore  Blanco, hanno garantito che faranno ritorno presto ad Augusta al termine dello studio della problematica al fine di trovare, insieme con le parti, una soluzione seria ed efficace da proporre al governo. Infine i pentastellati hanno incontrato alcuni rappresentanti sindacali della ditta che svolge servizio di pulizia all’interno delle basi della Marina dove continui riduzioni di orario stanno mettendo in seria difficoltà diversi nuclei familiari.

  G. C.

AUGUSTA/ OCCUPATO L’UFFICIO DEI COMMISSARI DEL COMUNE DAI PULIZIERI DELLA M.M. – di Giorgio Càsole

pulizieri M.M. protestaAUGUSTA. Martedì 5 maggio 2015. Sono passate da poco le 8 del mattino. Mentre in Augusta e nel resto d’Italia non si svolgono le regolari lezioni scolastiche, a causa dello sciopero generale di protesta dei docenti contro il progetto renziano denominato (ironicamente?) “La buona scuola”, un manipolo di lavoratori senza lavoro entra nel palazzo storico del municipio e s’insedia negli uffici, vuoti in quel momento, dei commissari Librizzi Cocciufa e Puglisi e inscenano la loro protesta.  Sono i dipendenti di una ditta che ha ricevuto l’appalto delle pulizie in tutte le strutture di Marisicilia. Da oltre un anno la ditta si è visto ridurre dalla M.M. il budget ed è stata costretta, per non licenziare nessuno, a ridurre il monte ore di lavoro e, quindi, la relativa paga. Dal 1° maggio sono tutti a casa.  Negli ultimi giorni hanno manifestato la loro protesta in vari punti strategici della città, rallentando il traffico, soprattutto nell’ora cruciale dell’avvio della giornata lavorativa. La  protesta  è sta anche rappresentata davanti ai cancelli della base militare. Niente. Ecco perché questi “pulizieri civili” hanno deciso di alzare il livello della protesta, occupando, seppure per mezza giornata, le “stanze dei bottoni” del palazzo di città. Il comandante di Marisicilia, contrammiraglio De Felice,  ha lasciato l’ufficio per recarsi al municipio e avere un confronto diretto con i lavoratori esasperati. De Felice ha riferito parole d’incoraggiamento che non sono state considerate soddisfacenti dai lavoratori senza lavoro, sostenuti in questa battaglia da Stefano Gugliotta, sindacalista della CGIL, venuto da Siracusa per  dialogare autorevolmente con l’ammiraglio e con la commissaria Librizzi, facente funzione di sindaco. La commissaria ha cercato di far stemperare la tensione, ricordando che, in questi tempi di ristrettezza economica, il governo ha tagliato persino i fondi per i farmaci. E’ stato un momento critico.  I toni si sono accesi. Una lavoratrice ha detto: “La Marina non trova i soldi per noi e poi c’è chi ruba otto milioni di euro”. Il riferimento è a un recente caso di cronaca nazionale,  grazie a cui si è appreso che ufficiali e sottufficiali infedeli hanno truffato quella cifra alle casse della M.M. Anche Gugliotta non è stato da meno. A un’osservazione della commissaria, Gugliotta, molto risentito, ha reagito dicendo: “Non dica  a me come devo  fare il sindacalista, come io non dico a lei come fare la commissaria”. La riunione è stata ripresa  da un agente in borghese del locale commissariato della polizia di Stato. Conclusasi la riunione con un nulla di fatto, intorno alle 14.15, Gugliotta, esasperato come i suoi assistiti, ha scandito. “Se qualcuno perde la testa, ciascuno si assumerà le responsabilità”.  Cos’avete intenzione di fare? Abbiamo domandato a uno dei lavoratori.  Risposta: “La lotta non si ferma”.

Giorgio Càsole

SIRACUSA, CAPITANERIA DI PORTO: FERMO BIOLOGICO DEL PESCE SPADA

imagesSIRACUSA/ La capitaneria di porto di Siracusa ricorda che, con decreto del 3 ottobre 2014, il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, – Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’ Acquacoltura – ha disposto il fermo biologico del pesce spada (xiphias gladius). A partire dal 1°marzo e fino al 31 marzo saranno pertanto vietate: la pesca, la detenzione, il trasbordo e lo sbarco di esemplari della specie pelagica nel mar mediterraneo. Il provvedimento in questione ha il preciso obiettivo di limitare la possibilita’ di estinzione del pesce spada, gravemente a rischio a causa dell’eccessivo sfruttamento dello stock ittico. A carico dei trasgressori é prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 2000 euro a 12000 euro, oltre alle sanzioni amministrative accessorie consistenti nella confisca del prodotto ittico, degli attrezzi e degli strumenti utilizzati. Il personale militare della capitaneria di porto effettuerà visite ispettive, a terra ed in mare, al fine di accertare il rispetto dei periodi di tutela degli stock ittici in sofferenza imposti dal  Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che rappresenta precipuo servizio d’istituto del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera.

AUGUSTA, CON IL ROTARY DA DETENUTI A PIZZAIOLI

pizza2AUGUSTA- Saranno dodici i detenuti prescelti a partecipare al corso professionale per pizzaioli che si terrà alla casa di reclusione di Augusta. L’iniziativa è del club service Rotary Augusta,  di cui è presidente Giuseppe Corbino. Il progetto è stato accolto con molto entusiasmo dal direttore Antonio Gelardi e dai detenuti: sono state circa 100 le domande presentate. In questa prima fase saranno dodici i detenuti, tutti con pene che stanno per finire, che avranno la possibilità di imparare il mestiere con la qualifica di “apprendista pizzaiolo”, con tanto di attestato finale e tessera rilasciati all’associazione Italia-Malta Pizza Association. Gli istruttori  sono: Giuseppe Paolini, Vincenzo Perez, Daniele Ucciardo e Giorgio Sortino. Questi ultimi due hanno vinto recentemente il “campionato mondiale pizza bianca” , rispettivamente nelle specialità “Pizza a metro” e “Pizza classica”. L’evento si è disputato a Malta, all’interno della  pizzeria ” Giardino Mediterraneo” a “Marsaxlokk wilga Street”. Il corso al carcere, della durata di 40 ore, con inizio lunedì 2 febbraio, si articolerà in lezioni teorico/pratiche nei giorni di lunedì e martedì, dalle ore 9 alle 13. La collaborazione vedrà impegnati il Rotary Club Augusta, che provvederà a fornire il materiale didattico (forno, impastatrice, blocchi notes, penne) e di consumo (farina, mozzarella, pomodoro, olio – sale – ecc) e la Casa di reclusione,  che provvederà ad allestire un’area attrezzata per la preparazione dei prodotti, piani di lavoro ecc e  l’Associazione ITALIA-MALTA-PIZZA-ASSOCIATION , che fornirà abiti da lavoro,  attrezzatura,  istruttori. Giuseppe Paolini ha anticipato che “probabilmente, visto il così alto numero di detenuti rimasti fuori dal corso, si cercherà di  accontentare più aspiranti pizzaioli, compatibilmente a con le regole della casa di reclusione.” E’ importante “- ha commentato – “che sia offerta una possibilità a queste persone . Con l’attestato che rilasceremo potranno trovare un lavoro dignitoso all’esterno, con la speranza che possa essere un’opportunità per ricominciare da capo”. Grande soddisfazione da parte del presidente  Rotary, Giuseppe Corbino,  che ha voluto fortemente questo corso :nella speranza che possa essere utile ai detenuti una volta ritornati all’esterno, dopo l’espiazione della pena. “Il nostro vuole essere un aiuto concreto per tutti coloro che hanno sbagliato e che hanno voglia di cambiare e trovare un lavoro che gli consenta di vivere normalmente”, ha detto Corbino. Il direttore Antonio Gelardi, noto per la sua pragmatica conduzione della casa di reclusione,  ha sottolineato “l’importanza delle iniziative come questa del Rotary, che offrono una vera opportunità lavorativa agli ex detenuti. Per scegliere i candidati abbiamo cercato di favorire quelli che usciranno entro quest’anno a pena scontata, con un attestato professionale utile per ricominciare”.

C. P.

AUGUSTA, PRESTO VERRANNO LIBERATE LE BANCHINE DEL PORTO COMMERCIALE

8007586744_41babc3892_zAugusta – Primo mese dell’anno, fervono i preparativi per rendere il porto commerciale e quello tradizionale  libero dai rottami e nel frattempo si aspetta l’ultima firma dalla commissione straordinaria triadica del Comune di Augusta perché, finalmente, dopo un’attesa quasi ventennale, vengano avviati i lavori per l’agognato porto turistico nel golfo Xifonio, porto che dovrebbe attirare qui turisti e risorse economico-finanziarie. L’imprenditore Alfio Fazio, presidente del consorzio che dovrà realizzare le strutture del porto, freme nell’attesa. E fremono anche tutti coloro che, giovani e giovanissimi, sperano di poter lavorare in questa nuova impresa. Abbiamo appreso dal direttore dell’arsenale militare, Virgulti Giulietti, che  nei prossimi giorni saranno, finalmente, dopo quasi sessant’anni, liberati gli attracchi ai forti Garsia e Vittoria, al centro del porto, dei rottami di navi “parcheggiate” nei pressi.  Al più presto verranno liberate le banchine del Porto Commerciale di Augusta che, al momento, è reso inattivo a causa dell’attracco di tre navi che hanno portato cittadini  extracomunitari ad Augusta, come ci conferma Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS. In questa settimana, ha proseguito il deputato regionale, con una serie di incontri alla Capitaneria di Porto di Catania, all’Ufficio delle Dogane e dei Ministeri della Marina e delle Infrastrutture e Trasporti, Vinciullo ha  posto, con forza, il problema relativo alla presenza di queste navi nel Porto Commerciale di Augusta, che lo rendono del tutto inattivo. Il porto commerciale più importante del Mediterraneo, cioè, oggi non è nelle condizioni di poter accogliere nemmeno una piccola nave, in quanto le banchine sono interamente occupate.“Se è un dovere accogliere coloro i quali sono in mare aperto e rischiano la vita”, ha continuato  Vinciullo, “è anche un diritto dei cittadini di Augusta e della provincia di Siracusa avere il porto libero, in quanto l’attività economica della città Megarese si basa ormai quasi esclusivamente sul porto commerciale. Dopo numerosi incontri tra i vari Uffici interessati dei vari Ministeri, sarebbe stata trovata, finalmente, una soluzione che potrebbe definitivamente risolvere la vicenda: l’Ufficio delle Dogane predisporrà un bando di gara, per tutti i porti siciliani, che prevede la demolizione di tutte le navi abbandonate nei vari porti, e così dall’Arenella a Portopalo, da Augusta a Messina, da Palermo a Pozzallo, tutti i porti potranno essere liberati da questa ingombrante presenza che, rappresenta anche un pericolo per i cittadini, dal momento che molte di queste navi presentano anche, al loro interno, ingenti quantità di amianto”.

Giulia Casole