AUGUSTA, Frizzante serata di selezione canora per la XXXII “Vela d’oro” di Acireale

Vela d'oro selezione aprile 2017Augusta. E’ stata una frizzante serata quella  svolta  nell’ampio salone della Sicilfuel per la selezione alla XXXII edizione del concorso canoro “Vela d’oro”, che si  svolge in agosto nella ridente località acese di Stazzo, organizzata da Nunziato Torrisi, Delfo Raciti e Angelo Spinella, con un premio consistente in una produzione discografica sostenuta da un’adeguata promozione. Per accedere alla serata finale si passa attraverso varie selezioni. Una di queste, quest’anno, è stata realizzata ad Augusta grazie all’impegno del tenore Franco Frisenna e del baritono Marco Zàrbano, che ha regalato al pubblico una sua interpretazione della famosa aria rossiniana “Largo al factotum della città”. Hanno partecipato tre giovanissime promesse provenienti dai paesi etnei: Bianca Romano, Martina Barbagallo e Dory Scuderi e uno stuolo di  cantanti di Catania e di Augusta e dintorni: Sebastiano Amara, Antonino Murabito, Helèna Gallo, Andrea Salamone, Valeria Danieli, Carlo Portoghese, Francesca Tringali, Salvo Vindigni, Sebastiano Lombardo, Giovanni Vacante, Francesco Sicuso, Francesca Ortisi, esaminati dalla giuria composta dal vertice della “Vela d’oro” al completo, Torrisi, Raciti e Spinella, e dal musicista augustano Salvo Passanisi che ne è stato il presidente. La serata è stata condotta da Giorgio Càsole, in grande spolvero,  fra ironia e autoironia, in piena intesa con il pubblico. Per la categoria iuniores è “passata” Dory Scuderi, per i giovani Valeria Danieli e Francesca Ortisi, per  i maturi Giovanni Vacante.

    M.S.   Nella foto: da sin. Passinisi, Zàrbano, Càsole, Torrisi, Frisenna, al centro le bambine Romano, Scuderi, Barbagallo

Augusta, la tradizionale “Velatio” al Carmine fa rivivere il sacro con canti e poesie che emozionano

Velatio al Carmine

Giorgio Càsole in un’intensa interpretazione di una lauda medievale

Augusta. Nella chiesa del Carmine, un tempo, il sabato santo le campane del Carmine erano le prime a essere sciolte, poiché era la chiesa dove si celebrava la prima messa del Gloria e dove cadeva la prima grande tela che nei quaranta giorni di Quaresima aveva nascosto il presbiterio e l’altare maggiore; oggi la chiesa del Carmine è l’unica di Augusta ad aver ripreso la tradizionale “Velatio” ; tuttavia, mantenere la prassi di velare le immagini senza comprendere e diffondere il forte segno e richiamo spirituale sarebbe stata ostentazione di uno apparato decorativo, forse percepito dai più come anacronistico,   inutile. Per farne comprendere il significato, la ”Velatio” è stata riproposta come evento religioso-artistico, quale   momento di riflessione e di preghiera incentrata sull’alternarsi di brani musicali e testi sacri e letterari in tema. Quella della “Velatio”, cioè la velatura delle immagini nelle chiese cattoliche, era propria del tempo di Quaresima, nelle due settimane che precedevano la Pasqua; una pratica  caduta in disuso dopo la riforma liturgica varata dal  Concilio ecumenico Vaticano II del 1962, seppure  mai abolita ufficialmente. E’  sopravvissuta in molte chiese, seppur separata dall’originale contesto liturgico,  di cui era parte integrante, ma il significato  resta oggi  sconosciuto anche ai fedeli praticanti. Rimangono incerte e controverse le origini storiche di questa pratica, da alcuni  fatta risalire  al IX secolo. Per comprenderne correttamente il significato,  bisogna far riferimento a quella che era la liturgia prima  del concilio, quando il tempo di Quaresima era  suddiviso nelle sei domeniche che precedono la Pasqua; le ultime due settimane erano chiamate “I e II  Settimana di Passione”,  perché la riflessione sul mistero della Passione, della sofferenza e del martirio di Cristo dovevano essere l’unico elemento di meditazione del credente. L’antica liturgia prevedeva che il sabato precedente la V domenica di Quaresima, dopo il canto del Vespro, tutte le immagini esposte nelle chiese,  incluse le raffigurazioni del Crocifisso (pale d’altare, quadri, statue) venissero velate con pesanti drappi viola, eccetto le stazioni della Via Crucis e le immagini decorative , stucchi, ecc.).   Come nel venerdì santo non si celebra l’eucarestia, così nelle due settimane di Passione tutto doveva restare sottratto allo sguardo esteriore del credente per  riflettere sulla  sofferenza della Passione,  che precede il martirio in croce, la croce dove Cristo fu crocifisso. Il silenzio, il distacco dal rumore non solo del mondo ma dai tanti rumori che agitano l’anima di ogni uomo sono l’elemento fondamentale per incontrare Cristo e comprendere  il senso di liberazione e rinascita che la Resurrezione dona a ogni uomo. Pertanto il richiamo forte al digiuno dalle immagini e dal fragore del mondo per ritagliarsi una cella interiore, elemento, questo, centrale nella spiritualità carmelitana, esplicitamente scritto nella regola dell’ordine dedicato alla Madonna del Carmelo, divengono l’imperativo di chi nel  tempo di Quaresima vuole  riavvicinarsi o rinsaldare il suo personale rapporto con il Salvatore. Chi ad Augusta mantiene in vita questa tradizione è Marcella Spanò che, da quattro anni,  nella chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo, detta del Carmine. cura e presenta un vero e proprio significativo “evento” artistico-religioso . Per l’edizione di quest’anno ha invitato i seguenti artisti augustani: il trio Hyblea music, composto dall’organista Salvo Passanisi, dalla flautista Pamela Patania e dalla soprano Francesca Ussia, i baritoni Marco Zàrbano e Stefano Bagnara,  interpreti, fra l’altro, dell’impegnativo Stabat Mater  musicato da un anonimo augustano, con l’ensemble, diretto da Francesca Ussia,  “In coro… nate”, composto da Daniela Piazza, Lucy Pugliares, Katia Di Salvo, Stefania Bellistri, Carmen Salamone, Cristina Anfuso, Samantha Pugliares (soprani) e da Ketty Lombardo, Giusy Passanisi, Concita Interlandi, Lucia Gulino, Giovanna Pasqua, Francesca Baudo, Anna Maria Ternullo (contralti), tutte madri di alunni dell’istituto comprensivo “Principe di Napoli”,rappresentato dalla maestra Ivana Sarcià. Anche quest’anno per la parte recitativa è stato impegnato il docente Giorgio Càsole  interprete  di testi evangelici e di poeti,  quali Jacopone da Todi e Davide Maria Turoldo, dando risalto, attraverso un’intensa interpretazione, ai toni drammatici della lauda medievale “Donna de Paradiso” di Jacopone. E’ stata, dunque,  una serata emozionante, in cui si è pregato con canti e  poesie.

      M.S.

LA CAPITANERIA DI PORTO DI SIRACUSA COLLABORA AL PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE “DELFINI GUARDIANI DEL MARE DI SIRACUSA”

La Capitaneria di Porto di Siracusa, in collaborazione con l’associazione ambientalista “Marevivo” comunica l’avvio del progetto di educazione ambientale “Delfini Guardiani del Mare di Siracusa”. L’iniziativa si svilupperà in diversi incontri che si terranno presso i locali della Capitaneria di Porto di Siracusa – Sezione Mezzi Nautici – nel periodo che và da febbraio ad aprile prossimo e prevede la partecipazione di circa 200 bambini accompagnati da biologi referenti del progetto. L’obbiettivo primario è quello di accrescere nei più piccoli le conoscenza naturalistiche e stimolare il loro senso di appartenenza nei confronti dell’ambiente che li circonda, facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse. Da sempre il Corpo delle Capitanerie di Porto, nell’ambito delle competenze assegnate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si è mostrato sensibile alle richieste delle associazioni che concorrono allo sviluppo del senso civico teso a salvaguardare il comune patrimonio naturale. La Capitaneria di Porto di Siracusa, pertanto nel condividere lo spirito e le finalità dell’iniziativa, ha offerto il proprio supporto rinnovando la propria collaborazione all’iniziativa anche per quest’anno.

   C.P.

PORTO DI AUGUSTA, LA LEZIONE DIMENTICATA del 28 DICEMBRE 1960 – di Giorgio Càsole

703833131Augusta. Quella mattina dovevo recarmi a scuola. Frequentavo la scuola media intitolata allo scienziato augustano Orso Mario Corbino. Non ci andai. Nessuno ci andò. Uscìì in  strada, nell’ Augusta di allora. Augusta era sostanzialmente l’isola. La cosiddetta borgata stava nascendo. C’era il villaggio Rasiom, voluto da Moratti, sull’esempio di Olivetti, per far star bene gli operai della raffineria, quella raffineria che aveva portato l’agognato benessere. Il polo petrolchimico più imponente era di là da venire. Non c’era alcuna coscienza ecologica. La parola stessa “ecologia” non si conosceva. Di sicuro, però, c’era il porto, quel grandissimo porto, con una base della Marina Militare, che aveva attirato Moratti. Un porto che dava e dà allo Stato fior di miliardi di lire, di milioni di euro oggi, in diritti erariali. Un porto che dava e dà ancora, seppure oggi in crisi, lavoro alla gente di Augusta e non solo, Un porto che faceva, come fa ancora, gola. Nel 1960 faceva gola a Siracusa, con politici nazionali di rilievo, soprattutto all’interno della Democrazia Cristiana. Al Comune di Siracusa, secondo un decreto ministeriale, sarebbe andata la giurisdizione, almeno parziale, sul porto di Augusta, per il tramite di Priolo, allora  Frazione del Comune aretuseo. Il decreto, che era stato firmato, rompeva l’unità amministrativa del porto: ne sarebbero derivate conseguenze perniciose per la funzionalità del porto stesso, danni per le  imprese e, di riflesso, per la comunità cittadina. La notizia fu appresa, in via riservata,  dal consigliere comunale Inzolia, militante nel Movimento sociale, all’opposizione.

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SAN GIOVANNI PAOLO II NEL RICORDO DEL GENERALE ENZO INZOLIA

Quando il grande pontefice era scortato dall’allora tenente dei CC originario di Augusta

Woytila e InzoliaAugusta. Come tantissimi sanno, Karol Wojtyla era un frequentatore della Mentorella il cui Santuario, retto da religiosi polacchi, custodisce una splendida Madonna nera assai simile a quella polacca a cui Egli era tanto legato; ed era lo stesso Santuario in cui il cardinal Wojtyla si era recato a pregare subito prima di entrare nel conclave che lo avrebbe elevato al soglio pontificio, conclave che Egli aveva potuto raggiungere appena in tempo con un passaggio -il destino, meglio la volontà di Dio!- a causa di un guasto alla sua automobile. Senza neppure sapere come e con una incoscienza che ancora oggi mi fa tremare i polsi, mi trovai al centro di una macchina estremamente complessa pur non avendo nulla a che vedere con quello che sarebbe avvenuto dopo qualche anno con l’attentato in Piazza San Pietro. Fui fortunato e andò tutto bene: riuscii perfino a piazzare mia moglie e mio figlio di tre anni in posizione tale che potessero vedere da vicino il Papa il quale, addirittura, volle porre la mano sul capo del mio piccolo Umberto per benedirlo (se c’è stato … interesse privato in atti d’ufficio direi che si è ormai ampiamente prescritto e, comunque, ne valeva sicuramente la pena!). Litigai solo con il grande e compianto responsabile vaticano della sicurezza papale, Cibin,  che non voleva vedere troppi carabinieri attorno al Santo Padre e al quale dovetti replicare che ci trovavamo sul territorio della Repubblica Italiana e che , pertanto, io ero in quel momento l’unico responsabile; ma fu solo un piccolo equivoco dovuto alla comune tensione e alla mia stanchezza: non dormivo da due giorni e se io avevo ragione lui non aveva torto! Insomma, sfinito e -mi sia consentito- soddisfatto,  pensavo di aver assolto al mio compito mai presagendo che Giovanni Paolo II avrebbe preso, domenica dopo domenica, a visitare tutte le parrocchie della Capitale e dei suoi dintorni; mai presagendo, soprattutto, che il mio comandante con l’abituale suo stile privo di fronzoli avrebbe detto: “Visto che lo hai fatto bene, ogni volta che il Papa esce andrai a dare una mano al collega competente per territorio”. E così, praticamente ogni domenica dal Divino Amore a Grottaferrata, a Nettuno, ad Albano e in tante altre località che non riesco più a ricordare, ho avuto l’immensa fortuna di poter stare vicinissimo (qualche volta correndogli a fianco per chilometri accanto alla sua automobile scoperta, ma ero molto più giovane!) a un uomo straordinario, certamente il più straordinario degli ultimi secoli e fra i più grandi in assoluto della storia dell’umanità: un uomo che dimostrava la propria santità giorno per giorno e non solo per il titolo onorifico che, ovviamente, gli competeva. Era trascorso quasi un anno dall’inizio della mia avventura quando venni convocato, insieme ad altri carabinieri, a Castelgandolfo per essere ammesso in udienza dal Santo Padre; fu un giorno, ancora una volta, di enorme emozione: il Papa desiderando ringraziarci per quanto avevamo fatto per lui voleva, insieme alla Benedizione, lasciarci un piccolo segno della sua benevolenza, una medaglia con il suo volto che conservo fra le cose più preziose che il mio servizio nell’Arma mi abbia procurato. Dopo qualche mese avrei lasciato Palestrina per il comando della Compagnia di Crotone e fui ancora fortunato: avrei nuovamente potuto essere vicino a Giovanni Paolo II per altre due volte, a Catanzaro e Crotone.

    Enzo Inzolia

IL TRADIZIONALE TUFFO DI CAPODANNO AL FARO S. CROCE DI AUGUSTA

AUGUSTA. Per iniziativa del circolo cittadino Rotary club si è tenuto il “tuffo di Capodanno” in contrada Faro Santa Croce, con brindisi augurale sulla terrazza dei soci rotariani Alfio Fazio e Josè Tringali. Giorgio Càsole ha realizzato il servizio e un’intervista al presidente rotariano giuseppe Pìtari e al past governatore Concetto Lombardo

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AUGUSTA, CONCERTO DI INIZIO D’ANNO AL CARMINE il 4 GENNAIO ore 19°°

Con il duo lirico Zàrbano-Frisenna , all’organo Salvo Passanisi si conclude uno strepitoso Natale

aldo-frisenna-spano-zarbanoAugusta. In attesa della giornata festiva dell’Epifania, un concerto del duo lirico Zàrbano-Frisenna sarà tenuto nella chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo in Piazza Carmine, nel centro storico, il  4 gennaio alle ore 19,oo, dopo la messa vespertina, voce recitante Giorgio Càsole.  Per l’occasione si potrà visitare lo splendido e originale  presepe (in cui i personaggi hanno costumi realizzati a mano da Marcella Spanò),  allestito in una sala attigua alla chiesa, Si concluderanno così le  celebrazioni per festeggiare  il periodo natalizio con folta e attiva partecipazione di pubblico e di artisti locali, tanto che  quello del 2016 al Carmine è stato considerato  “un Natale strepitoso”. Com’è noto, il baritono Marco Zàrbano ha animato la messa del 23 dicembre nella stessa chiesa e con  il tenore Franco Frisenna il 30 dicembre ha contribuito ad animare, suscitando approvazioni e  applausi,  la “cena di solidarietà” per i disagiati di Augusta  anziché tenere, com’era stato annunciato in un primo tempo, un concerto natalizio. In  chiesa madre sono stati accompagnati  dall’organista Salvo Passanisi alla tastiera, lo stesso che li accompagnerà al concerto al Carmine, già programmato da tempo,  ma pubblicizzato solo ieri, in occasione del capodanno.  Ingresso libero.

   M.S.

AUGUSTA, CENONE IN CHIESA COME A ROMA E A NAPOLI

Grande festa dell’  “inclusione” il 30 dicembre, con pasta al forno, salsiccia e patate e panettone – di Giorgio Casole / foto Di Grande e Forestieri

cena-solidarieta-forestierecena-di-solidarieta-gruppo-con-ppAugusta. Iniziativa assolutamente inedita per Augusta e dintorni, venerdì 30 dicembre (giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia la Sacra Famiglia): cenone di fine anno in Chiesa Madre come a Roma e  a Napoli, nel segno dell’”inclusione”, secondo l’esortazione di papa Bergoglio,  per persone disagiate economicamente o socialmente o per entrambe le cause e per i  disabili, fisici e psichici. Due lunghissime tavolate sono state collocate nella navata centrale per queste persone e per altre impegnate soprattutto nelle associazioni di volontariato e nei cosiddetti club-service: 220 in tutto, che,  per circa due ore, sono state vicine fianco a fianco per  cenare e stare in allegria, sfidando  il clima rigido e i tradizionalismi formalistici. Nonostante la temperatura rigidamente invernale, il portone della navata centrale non era chiuso e il suono dei canti e della musica è stato percepito  distintamente in Piazza Duomo e nella contigua Piazza D’Astorga. Un suono d’allegria che, quasi certamente, ha irritato coloro che nella religione vedono soltanto un susseguirsi di  riti esteriori, magari celebrati con sfarzo e ostentazione dell’umana vanità. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal parroco-arciprete Palmiro Prisutto e dall’associazione “Il Cireneo”,  nata da un paio d’anni per  solidarietà verso i disabili. I disabili e i disagiati non sono soltanto quelli  nel fisico e nel portafoglio, ma anche quelli che vivono in condizioni di solitudine spirituale,  ha sottolineato Prisutto in un’intervista video che ci ha rilasciato a parte.  A nessuno è stato chiesto il certificato di povertà, ci ha detto  sostanzialmente Gaetano Gulino, presidente del “Cireneo”, il braccio destro di Prisutto per questa cena dell’inclusione che si è rivelata un’autentica festa  trascorsa in serenità e conclusa in allegria. Non  sono  state stappate le bottiglie di  spumante, ma dopo pasta al forno, salsiccia e patate, sono stati distribuiti i dolci tradizionali: panettoni e pandori. I canti iniziali  sono stati improntati  al clima natalizio, con il duo Franco Frisenna e Marco Zàrbano, accompagnati da Salvo Passanisi, ma poi è stata la volta di un trio inedito: il sassofonista Salvo Bordonaro, il giovane violinista Giovanni Di Mauro e il  diciassettenne Andrea Ramo che hanno  eseguito musiche e celebri canzoni di successo, come “Un amore così grande”, anche per far partecipare alcuni di quegli ospiti che mai in altre circostanze e in altri luoghi avrebbero potuto esternare la propria voglia di cantare. Sono  state  approntate 20 teglie di paste al forno, chili  di salsicce con patate al forno e 50 panettoni e pandori, serviti ai tavoli dai volontari del Cireneo,  della Caritas, della Misericordia, della Croce Rossa (rappresentata da Anita D’Avola Caramagno e Biagio Tribulato), dai governatori delle confraternite dell’Immacolata (Alfredo Beneventano del Bosco), del SS. Sacramento ( Sebastiano Bussichella), di Gesù Misericordioso (Giovanni Patania)  e dai presidenti di associazioni e club quali Rotary con le costole giovanili  (Giuseppe Pìtari con le figlie Lavinia e Virginia), Kiwanis (Domenico Morello), Lions(Maurizio Vaccaro), Inner Wheel (Valentina Cappiello), Leo Club (Giorgio Failla),  ASDNuova Augusta (Francesco Messina con Sebastiano Mazziotta).  Sedie e tavoli sono stati prestati dalla Marina Militare. La serata è stata aperta da una riflessione di don Palmiro, cui hanno fatto séguito i saluti di Gulino e del  sindaco Di Pietro.

Giorgio Càsole

AUGUSTA, CENA DI “INCLUSIONE” IN CHIESA MADRE con Zàrbano, Frisenna, Passanisi, Di Mauro, Bordonaro

insediamento-prisutto2AUGUSTA. Nuova iniziativa di don Palmiro Prisutto, parroco della Chiesa Madre e arciprete di Augusta, ormai noto come il prete anticancro, il battagliero sacerdote, con l’aiuto della Caritas,  sta organizzando  una Cena di “inclusione” per i poveri della città, con i cittadini comuni –  ecco perché viene chiamata cena di inclusione, per “includere” i poveri nel tessuto sociale della città. La cena sarà allietata dalle arie natalizie cantate da  due talenti cittadini, Franco Frisenna, tenore, e Marco Zàrbano, baritono, accompagnati alla tastiera da un altro augustano, Salvo Passanisi, e da arie celebri sempreverdi eseguite al violino e al sassofono, rispettivamente dl giovane Giovanni Di Mauro e dal più maturo Salvo Bordonaro al sassofono, anch’essi  talenti augustani. La cena si terrà nel principale tempio cattolico di Augusta, la Chiesa Madre,  in Piazza Duomo, con inizio  alle ore 19°° di domani,  venerdì 30 dicembre.

   G.C.

AUGUSTA, KIWANIS: GRAN GALA’ CON MARCELLO GIORDANI PER LA “MISERICORDIA” AUGUSTANA

Il 5 gennaio a Città della Notte, con Marianna Cappellani, Bruno Torrisi, Michela Italia e gli allievi della YAP, per acquistare un pulmino per disabili e 8 container  da utilizzare in caso di calamità

guagliardo-v-con-morelloAugusta. Acquistare 8 container  da utilizzare in caso di terremoto o altra calamità naturale e un pulmino per il trasporto dei ragazzi disabili. Questo è  l‘ambizioso progetto della locale fraternita dell’associazione Misericordia, di ispirazione cristiana, fondata a Firenze oltre sette secoli fa, con sedi sul territorio nazionale. Il progetto è stato illustrato da Marco Arezzi, “governatore” della sede augustana, in occasione della conferenza-stampa di presentazione del “Gran galà”, posto sotto il patrocinio del Kiwanis-Augusta, circolo di marca americana, con finalità di servizio per la comunità in cui opera. Per la direzione artistica e registica di Marcello Guagliardo, gloria belcantistica,  in arte Marcello Giordani, il galà sarà a Città della  Notte il 5 gennaio, diviso in due momenti: uno dedicato alla musica pop e rock, con giovani e giovanissimi, l’altro alla lirica, con talenti cittadini e siracusani quali Marianna Cappellani  e Noemi Muschetti, soprani entrambe, Aldo Platania, tenore, Gianni Giuga e  Marco Zàrbano, baritoni, presentati da Michela Italia, di Augusta, e da Bruno Torrisi, attore teatrale, divenuto un volto noto per la sua partecipazione alla serie televisiva “Squadra antimafia”, il quale ha sottolineato l’impegno delle persone di spettacolo per la beneficenza. In entrambi i momenti del galà gli artisti si esibiranno accompagnati da orchestrali: nella prima parte sarà un complesso bandistico, nella seconda una formazione di tradizionali  professori. Il ricavato sarà devoluto alla Misericordia, il cui progetto dovrebbe essere illustrato al pubblico presente in sala, attraverso un video.  Il Kiwanis-Augusta, rappresentato dal presidente Domenico Morello e dal vicegovernatore distrettuale  Gaetano Paolo Russotto, non è nuovo a iniziative simili, in collaborazione con Marcello Guagliardo, socio dello stesso circolo.