Premio Vitaliano Brancati, consegnati a Torino i riconoscimenti per il 2017

brancatiTORINO – Tra i premiati Andrea Restek, giornalista e fotoreporter di guerra, Michele Ruggiero, giornalista RAI, e Alessandro Galavotti, responsabile della redazione torinese dell’ANSA. Premi speciali allo psichiatria Alessandro Meluzzi, al criminologo Biagio Carillo e allo scrittore Antonio Foccillo.  Il Circolo della Stampa di Torino, ha ospitato la cerimonia di consegna del prestigioso Premio internazionale di giornalismo ‘Vitaliano Brancati’. Il premio, giunto alla settima edizione, viene organizzato fin dal 2004 dall’associazione culturale ‘Vitaliano Brancati’ tra Pachino, paese di nascita dello scrittore, Siracusa e Torino, per promuoverne la figura e l’opera. A ricevere l’importante riconoscimento per il 2017 sono stati Andrea Restek, giornalista e fotoreporter di guerra, Michele Ruggiero, giornalista RAI, e Alessandro Galavotti, responsabile della redazione torinese dell’ANSA. Premi speciali, inoltre, sono stati assegnati allo psichiatria Alessandro Meluzzi, al criminologo Biagio Carillo e allo scrittore Antonio Foccillo. La serata è stata presentata da Giovanni Firera, presidente dell’associazione culturale Vitaliano Brancati e da Giuseppe Baldino, Presidente pro-tempore del Premio. Madrina della serata è stata l’onorevole Paola Bragantini. «Questa settima edizione – ha dichiarato Giovanni Firera, presidente dell’Associazione culturale – ha visto giornalisti e scrittori d’eccellenza premiati nel nome di Vitaliano Brancati. Il Circolo della Stampa è stato il luogo ideale per parlare del grande scrittore siciliano. Il rispetto della verità nel mondo del giornalismo come antidoto alle fake news è stato l’argomento che ha caratterizzato la serata di premiazione. Un grazie al Presidente del Premio della serata, Giuseppe Baldino, grande uomo di cultura piemontese, che si è calato perfettamente nei panni del pensiero Brancatiano. La madrina , l’On. Paola Bragantini, è stato poi il giusto corollario a una serata di prestigio dedicata a Vitaliano Brancati». Per Baldino, Presidente pro-tempore del Premio Brancati si è trattato di «Una serata particolare, sia nel ricordare le opere e il pensiero del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati, sia per i grandi personaggi presenti alla manifestazione di premiazione. È stato un grande onore, anche se per una sera, vestire i panni di Presidente del Premio Brancati. Uno scrittore che ho sempre letto ed apprezzato. Una serata , per certi versi, magica dove il linguaggio della cultura ha unificato storie, uomini e pensieri».

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“AFTER THE STORM ONLY DUST”, PERSONALE DI GIUSEPPE BOMBACI ALLA GALLERIA QUADRIFOGLIO DI SIRACUSA

locandSIRACUSA – Dal 9 al 30 dicembre la Galleria Quadrifoglio di Via Santi coronati 13 (Ortigia) ospiterà la personale di Giuseppe Bombaci “After the storm only dust” (Dopo la tempesta solo polvere) a cura di Mario Cucé. La mostra sarà inaugurata sabato 9 alle ore 18,00 alla presenza dell’artista. Giuseppe Bombaci (Siracusa, 1978) si è formato artisticamente tra Firenze e Milano, dove vive e lavora. Dal 1998, anno del suo debutto in pubblico proprio a Siracusa, ha preso parte a numerose mostre collettive e personali in gallerie private e in sedi istituzionali. In “After the storm only dust” propone un’installazione e alcune recenti opere pittoriche realizzate con tecniche miste. Nella brochure che accompagna la mostra figurano testi di critici e artisti, come Claudio Cavallaro, Loris Di Falco, Francesco Piazza, Ettore Pinelli e Francesco Siracusa che annotano osservazioni e suggestioni legate alle sue opere, consentendo allo spettatore una comprensione più profonda e un primo inquadramento storico-concettuale. Pinelli, per esempio, sottolinea come il titolo evochi l’esperienza pittorica di molti artisti, per i quali la creazione dell’opera somiglia a una tempesta emozionale e intensa: dopo il turbinio, il ritrovato equilibrio e la polvere sedimentata stanno a indicare che l’opera d’arte è compiuta. Per Cavallaro, l’arte di Bombaci è «un ponte tra dimensioni coesistenti nello spazio-tempo», che ci conduce oltre «la dimensione materiale, accompagnandoci in una realtà immateriale e concreta, che esiste al di là del tempo ma con cui non avevamo la capacità di relazionarci». Anche per Francesco Piazza l’autore «impone riflessioni e indirizza lo sguardo sollecitando la curiosità nei confronti di immaginifici mondi, costruiti meticolosamente su un’altra dimensione», mentre per Loris Di Falco egli dipinge «figure dal nero con lampi di luce rosa, distanti da noi, uno viene dal passato, gli altri sono alieni. In una bacheca che li scherma sembrano proiezioni televisive, in realtà sono conservati sotto vetro come fossili in un museo». Francesco Siracusa, invece, sottolinea come nella sua ricerca espressiva Bombaci ponga grande attenzione «al medium pittorico, alla scelta delle superfici: gli interventi pittorici sono contraddistinti dal sovrapporre e dal togliere la materia, la quale trova forza nella stratificazione di una accurata scelta cromatica, con tinte capaci di raccontare sensazioni crepuscolari».

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AUGUSTA, “Eppur si muove” … robotica e pensiero computazionale

L’insegnante non è più trasmettitore di conoscenza, ma diviene un facilitatore, che indirizza gli studenti verso la giusta direzione e permette loro di acquisire conoscenza in modo autonomo, coniugando le esperienze presenti e passate

roboticaAugusta. Gli alunni della scuola elementare del 1° Istituto Comprensivo “Principe di Napoli” di Augusta, guidati dai docenti di Tecnologia Milena Castellino e Giuseppe Salemi, con l’attività “Eppur si muove” svilupperanno le competenze di Robotica e Coding grazie al pensiero computazionale. “L’educazione” al pensiero computazionale, è essenziale affinché le nuove generazioni siano in grado di affrontare la società del futuro, non da consumatori passivi, ma da soggetti consapevoli e attori partecipi del loro sviluppo. Il “Pensiero Computazionale” è una competenza imprescindibile, perché costituisce un metodo di ragionamento e di risoluzione dei problemi ed è un processo mentale che si applica con successo anche al di fuori della disciplina “informatica” ed è un validissimo strumento intellettuale per sviluppare abilità concettuali essenziali, che saranno utili ai futuri cittadini. Il pensiero computazionale si sviluppa attraverso il “Coding” (codice informatico= programmazione) e rappresenta la quarta competenza dopo leggere, scrivere e far di conto ed è una competenza sociale, una vera e propria nuova alfabetizzazione, un patrimonio culturale irrinunciabile per la cittadinanza del terzo millennio. Il coding sviluppa, inoltre, l’apprendimento cooperativo, la frammentazione di problemi complessi e anche la rivalutazione dell’errore. Il modo più semplice e divertente per sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione (coding ) in un ambiente di gioco. I giovani dovranno “imparare a imparare” e non limitarsi a fornire risposte preconfezionate. Attraverso quest’ attività, l’insegnante non è più trasmettitore di conoscenza, ma diviene un facilitatore, che indirizza gli studenti verso la giusta direzione e permette loro di acquisire conoscenza in modo autonomo, coniugando le esperienze presenti e passate. Dovrebbe essere fondamentale per tutti “possedere” il pensiero computazionale per riuscire bene nel proprio futuro professionale.

      M.S.

HOLODOMOR, IL GENOCIDIO PER FAME IMPOSTO DAL COMUNISMO ALL’UCRAINA

memoriale-alle-vittime-di-holodomor-kiev-ucraina-31334705Se il Genocidio Armeno, il “Metz Yeghérn”, il Grande Male, ha aperto il secolo dei genocidi pianificati dai governi (e ancora oggi gli eredi di quel governo, in Turchia, sostengono una campagna di negazionismo attiva e incurante delle evidenze storiche) il silenzio e l’omertà hanno circondato per decenni un altro genocidio: quello ucraino. Fu un genocidio voluto da Stalin, una strage portata avanti con determinazione, uno dei tanti crimini attribuibili all’applicazione pratica di quella che si è rivelata l’ideologia più mortifera dei nostri tempi, il comunismo, con buona pace di personaggi certo non insignificanti, nl panorama dell’orrore, come Hitler e i suoi accoliti. Fu un genocidio per fame. Il “Piccolo Padre” cercò di spezzare la resistenza e l’opposizione silenziosa di un popolo, quello ucraino, che non sembrava abbastanza prono alle magnifiche sorti e progressive del bolscevismo. L’Holodomor viene commemorato il 25 novembre, adesso che l’Ucraina è tornata libera, e può parlare liberamente dei suoi morti di novant’anni fa. Resta ancora da capire – ma forse è facile farlo, visto il monopolio culturale esercitato in occidente, e in particolare in Europa, dagli intellettuali organici al comunismo, ancora ben fiorente nelle università e nei media – perché ideologie come il nazismo siano giustamente esecrate, ma non accada lo stesso per altre. Il quarto sabato del mese di novembre, ad ogni anno, si ricorda l’Holodomor, la strage perpetrata per anni al popolo ucraino e i cui numeri sono spaventosi: solo nel 1933 si calcola che morirono tre milioni e mezzo di civili, mentre le ultime ricerche stimano che, complessivamente, morirono di fame fino a dieci milioni di persone.

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GALLERIA QUADRIFOGLIO, FINO AL 2 DICEMBRE IN MOSTRA “ILUOGHIDELL’INCONTRO”

locandina-1024x1024SIRACUSA – Ci sarà tempo fino a sabato 2 dicembre per visitare la collettiva d’arte “Iluoghidell’incontro”, allestita negli spazi espositivi della Galleria Quadrifoglio di via dei Santi Coronati 13 (Ortigia) e inaugurata lo scorso 4 novembre. La mostra, a cura di di Mario Cucè, propone le opere di cinque pittori: Francesco Bertrand, Angelo Cassia, Angelo Cortese, Sesto Mammana, Filippo Sgarlata; e tre scultori: Salvatore Canigiula, Giuseppe Forzisi e Giuseppe Pravato. Si tratta di artisti siracusani storicamente vicini al Quadrifoglio, che si muovono tra il figurativo, l’astratto e il concettuale. Luogo d’incontro e di discussione, la galleria di Mario Cucé rappresenta il denominatore comune dei loro differenti percorsi di ricerca, delle diverse traiettorie d’arte e di vita. La mostra ha riscosso un notevole interesse di pubblico e di critica, tanto che la Galleria e gli artisti hanno deciso di posticiparne la chiusura, inizialmente fissata per il 25 novembre. Visite da lunedì a sabato, dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 17,00 alle 20,00.

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CONCORSO A TEMA BANDITO DALL’UNITRE AUGUSTA, RIVOLTO AGLI STUDENTI DEL TRIENNIO DELLE SCUOLE SUPERIORI DI AUGUSTA

Unitre3AUGUSTA – Dopo un anno di pausa, per mancanza di locali idonei ad ospitare un cospicuo numero di persone, è in procinto di prendere il via il Progetto-Concorso Unitre giunto alla sua sesta edizione, grazie alla collaborazione con le dirigenze del Liceo “Megara” e dell’Istituto “A. Ruiz”. La novità principale di questa edizione è che l’Unitre può contare sul partenariato con la ExxonMobil – Raffineria di Augusta. Il bando è stato perfezionato soprattutto nei requisiti di ammissione, secondo i quali è consentita la partecipazione ad un massimo di 50 studenti per ciascun istituto, selezionati sulla base del voto conseguito in Italiano nell’ultimo scrutinio. Come di consueto, i ragazzi avranno la possibilità di partecipare a quattro incontri a tavola rotonda con relatori ogni volta diversi che affronteranno il tema principale in tutte le sue varie sfaccettature. Per rendere gli incontri accattivanti sia per i ragazzi che per i soci unitrini si è pensato ad un argomento di interesse generale: Era digitale: quali emergenze per il singolo, la famiglia, la società”. Gli incontri si svolgeranno con cadenza mensile a partire dal mese di Dicembre presso l’Aula Magna dell’Istituto “A. Ruiz”, secondo il seguente calendario:    Continua a leggere

AUGUSTA, NELLA CHIESA DEL CARMINE SI E’ PARLATO DELLA VITA DOPO LA VITA

Relatore Giuseppe Greco, ex vicario generale della  diocesi aretusea

Al Carmine2Augusta. Nella Chiesa del Carmine profondamente legata a  devozioni che rimandano alla vita eterna, si è tenuta  la Lectio Magistralis di  Giuseppe Greco, già Vicario generale dell’arcidiocesi di Siracusa, oggi direttore della Biblioteca Alagoniana della stessa arcidiocesi, sul tema dei NOVISSIMI, ovvero delle realtà ultraterrene, di ciò che ci attende dopo questa vita: la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso, un tempo tematiche che si imparavano al catechismo e che facevano parte del bagaglio di fede di ogni credente, oggi, purtroppo realtà dimenticate o trattate malamente e superficialmente in qualche omelia. Mons. Greco, nell’ampia relazione, ha ricordato come tutto ciò non può non essere dimenticato dall’uomo che vive in una società dove si  vuole rimuovere il concetto stesso di dolore e di morte. Tuttavia la morte è certezza per ogni essere vivente, dalla morte si entra in quell’eternità dove ognuno riceverà nel giudizio di Dio, misericordioso ma sempre giudice, ciò che sarà il prosieguo dell’esistenza iniziata su questa terra, un’esistenza di male non potrà che condurre verso quello stato di perdita di Dio, perdita del suo Amore e del vivere in comunione con Lui che è l’inferno, verità terribile ma REALE, verità che sarà poi ribadita alla fine dei tempi, quando dopo il giudizio particolare che toccherà ogni anima nel momento dopo la morte, quel giudizio sarà ripetuto nel giudizio universale come ci ricorda il Vangelo secondo Matteo (25,31-46). Alla realtà della piena comunione con Dio sono invece chiamate le anime che dell’amore verso Dio e il prossimo hanno fatto il perno della loro vita, vita d’amore che confluisce nella beatitudine eterna, alla luce di tutto ciò è proprio l’attesa di questa comunione eterna l’unica ragione di questo cammino terreno, e ciò è stato l’anelito di tante anime oggi venerate come sante, basti pensare alla grande Teresa d’Avila “ Moro perché non moro” e alla piccola-grande Teresa “ Io non muoio, io entro nella vita” .Alla catechesi hanno fatto seguito le domande dei presenti, interessantissima quella sul Purgatorio, anch’essa realtà di fede che trova il suo fondamento nella parola di Dio.Una grande opportunità quella offerta  nella Chiesa del Carmine, un tentativo di rispondere su tematiche che, sebbene occultate e rimosse, sono realtà con le quali ogni uomo dovrà rapportarsi, ateo o credente nessuno può esimersi dall’incontro con ciò in cui ha o non ha creduto.

     M.S.

AUGUSTA, IL COMPRENSIVO “PRINCIPE DI NAPOLI” E LA RACCOLTA DELLE OLIVE

Scuola e oliveAugusta. La scorsa settimana le classi della scuola primaria “Terravecchia”, presenti la dirigente scolastica, Agata Sortino, e Nella Caputo, docente responsabile di plesso, accompagnati dalle loro insegnanti, hanno preso parte alla giornata di raccolta delle olive dalla pianta di olivo nel cortile della scuola, che si progetta di riqualificare come area verde di gioco e orto didattico. Dapprima gli alunni hanno abbacchiato l’albero di ulivo, grazie all’aiuto volontario di un gruppo di genitori, i quali hanno collaborato stendendo le reti e aiutando i bambini a raccogliere le olive, con l’ausilio di piccoli rastrelli colorati. Le olive, sistemate nelle cassette, sono poi state portate in un frantoio della zona, dove grazie alla disponibilità dei proprietari, i bambini hanno potuto dare seguito all’esperienza di trasformazione delle olive, osservandone la trasformazione sino a giungere all’imbottigliamento del “loro olio”. E’ stata un’esperienza entusiasmante che ha coinvolto attivamente tutti gli alunni che tra qualche giorno, potranno consumare una gustosa merenda a base di pane e olio, organizzata nelle classi in occasione della Festa dell’Albero.

     M.S.

“NUOVA ACROPOLI” E LA GIORNATA MONDIALE DELLA FILOSOFIA 2017

giornata mondiale della filosofia-augusta-srAUGUSTA – C’è chi con la filosofia non vuole avere nulla a che fare, perché subita passivamente a scuola. C’è chi non l’ha mai conosciuta ma c’è pure chi ha sempre sentito una tensione innata verso il pensiero dei saggi. Nell’epoca dei social network la filosofia, scienza di chi ama la saggezza, fortunatamente ci accompagna ancora. I filosofi del passato e del presente rimangono caposaldo nel cercare le risposte alle domande che tutte le generazioni si pongono, suggerimenti concreti per direzionare in qualche modo la nostra esistenza. Avvicinarsi alla filosofia significa, allo stesso tempo, trovare in essa una fidata compagna di viaggio lungo questa bella opera avventurosa che è la vita.“Io e la filosofia” è l’evento per chi desidera vivere un incontro che accompagni al di là della banalità, per accedere alla conoscenza più profonda degli eventi, delle persone, del mondo, della vita. Nuova Acropoli, ancora una volta, riporta la signora delle scienze in mezzo alla gente, dove è nata, per le strade, nella mente e nelle parole di uomini cercatori di senso e destinazioni per l’umanità come gli antichi filosofi e come molti di noi. Nuova Acropoli invita tutti, perciò, a partecipare gratuitamente ai diversi eventi che si terranno in città. Da venerdì 10 novembre, alle ore 18.30, con il convegno L’universo, l’Uomo, il Senso della Vita, presso il salone del Circolo Unione di Augusta, Piazza Duomo 5, in cui interverrà il dottor Maurizio Ternullo, astronomo, don Luca Saraceno, parroco della Chiesa Madre S.Paolo di Solarino e la professoressa Adriana Pricone, presidente Nuova Acropoli Augusta. Gli altri eventi presso la sede associativa di Nuova Acropoli Augusta, in  viale Italia 262 Augusta, tutti alle ore 18.30. Sabato 18 novembre, cineforum Il Club Degli Imperatori”. Sabato 25 novembre, l’Incontro Culturale “Filosofi a Confronto”; Platone Spinoza e Kant, per discutere su alcune tra le grandi domande della filosofia e infine lunedì, 27 Novembre, la presentazione del corso di Filosofia Attiva.

ALLA PRESENZA DEL MINISTRO FRANCESCHINI, IL MASSIMO BELLINI PRESENTA UN RICCO CARTELLONE PER LA PROSSIMA STAGIONE

BIANCO FRANCESCHINI BARBAGALLO AL BELLINIxCATANIA. Capolavori immortali accanto a novità assolute, come Storia di una capinera, firmata da Gianni Bella e Mogol, dal romanzo di Giovanni Verga. Grande repertorio che non esclude dunque un’incursione nel musical d’autore. Una programmazione – cinque opere e due balletti – che punta su famosi protagonisti del panorama musicale internazionale, da Gianluigi Gelmetti a Patrizia Ciofi, a Gunther Neuhold a Daniela Schillaci. E il progetto Teatro Bellini Festival, nel segno del sommo compositore catanese. Insomma: “Vanno in scena le emozioni”, come recita lo slogan della ricca e variegata Stagione lirica 2018, che l’Ente Autonomo Teatro Massimo Bellini ha presentato ieri sera al pubblico e alla stampa nel magnifico foyer. Un’occasione importante alla quale ha assicurato la propria presenza Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. A fare gli onori di casa, sono intervenuti: Enzo Bianco, nella doppia veste di Sindaco di Catania e Presidente del Teatro; Anthony Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, organo tutorio dell’ente; il Sovrintendente del Bellini Roberto Grossi e il Direttore artistico Francesco Nicolosi. In questi ultimi due anni il Teatro Massimo Bellini ha saputo crescere in misura esponenziale.

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