AUGUSTA, CHI ABITA NELL’ANDRONE DELL’EX SCUOLA?

Casa en plein air pro migrantiAugusta. In Via Adua, di fronte alla nuova sede della LILT, c’è un palazzo a cinque piani, denominato palazzo Capuano, adibito fino a qualche anno fa a plesso scolastico: ospitava le classi dei vari indirizzi del liceo Mègara. Dacché il liceo è ritornato nella sede della cittadella degli studi, dopo i lavori di riattamento antisismico, il palazzo Capuano è desolatamente vuoto, sporco, con i vetri rotti  e imbrattato di scritte, così com’è stato abbandonato dopo il trasloco. I locali sotterranei,  adibiti per un quinquennio a ospitare gli archivi del liceo, sono diventati un deposito di spazzatura. Ne viene fuori un’immagine di intollerabile degrado, anche se il palazzo è di proprietà privata. L’immagine del degrado è acuita ancor di più dai materassi e dal divano che si vedono fuoriuscire da uno degli androni del palazzo. La foto testimonia che qualcuno ha realizzato un’abitazione quasi en plein air. Chi vive là dentro? E’ la domanda che molti passanti si sono posti e si pongono alcuni volontari della LILT. Chi ha realizzato quella dimora per avere un tetto purchessia sopra la testa? Sono barboni nostrani o migranti che non trovano accoglienza? Non ci sono pericoli per l’igiene pubblica? Questo è un altro interrogativo. Il sindaco Di Pietro, responsabile della sanità pubblica in città, non ha notato nulla, sabato 13, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede LILT? Altre domande rimbalzate dai cittadini. Domande che attendono una risposta.

Cecilia Càsole

AUGUSTA DIVENTERA’ UNA NUOVA MINEO?

Porto commercialeAugusta. La città, fondata da Federico II di Svevia, potrebbe diventare una nuova Mineo, la città del catanese con un enorme e turbolento centro di accoglienza migranti che, spesso, ha fatto parlare di sé nelle cronache nazionali. Il timore è stato espresso dal consigliere Comunale di #perAugusta Giuseppe Di Mare, che ha diffuso questa nota: “Sembra che una regìa nazionale, con il tacito assenso di basisti locali voglia trasformare Augusta in una nuova Mineo. Le forzature che il Ministero dell’Interno insieme agli organi territoriali stanno attuando sul nostro territorio ci lasciano veramente amareggiati. Credo che il CPSA (Centro di primo soccorso e accoglienza) rappresenti la pietra tombale allo sviluppo del porto commerciale ed è evidente a mio giudizio come qualsiasi struttura dedicata all’accoglienza dei migranti sia incompatibile con lo sviluppo del nostro porto. Anche sulla temporaneità della struttura nutro forti dubbi, gli stessi che qualche rappresentante nazionale avrebbe dovuto fugare quando si parlava della sede dell’Autorità portuale: il disegno ormai è chiaro, ridurre al minimo le possibilità di sviluppo del porto di Augusta con i comportamenti consenzienti di basisti locali. Ma c’è di più: sembra ormai sicura, infatti, la nascita di un centro di accoglienza straordinaria (CAS) in città, per ospitare ulteriori 150 migranti: noi diciamo no anche a questa nuova struttura. Augusta e il suo porto non possono diventare il centro nazionale dei migranti, altrimenti si dica chiaramente e ognuno, conseguentemente, si assuma le proprie responsabilità senza giocare a nascondino. La gestione dei centri di accoglienza è in mano ai privati nel nostro Paese, il più delle volte,animati solo dall’interesse del business dell’accoglienza; temo che qualcuno abbia messo gli occhi sulla nostra terra”. Fin qui il consigliere Comunale di #perAugusta Giuseppe Di Mare.

M.S.

AUGUSTA, IL ROTARY E IL BAGNO FUORI STAGIONE AL FARO SANTA CROCE

5822Augusta. Anche quest’anno, con il favore della temperatura non troppo rigida, si è ripetuto il bagno fuori stagione in località Faro Santa Croce di contrada Sant’Elena nel cosiddetto monte, l’area, cioè, ormai densamente abitata, sul rilievo della città federiciana. Da qualche anno, con l’inizio del nuovo anno, i soci del Rotary club si danno appuntamento sulla terrazza che si affaccia sull’unica scogliera cui è possibile accedere con propri mezzi da parte degli augustani, area dominata dal faro e dalle pertinenze, che potevano diventare museo del mare se l’amministrazione Di Pietro non avesse deciso di seguire le indicazioni del governo nazionale per affittare i fari a privati che vogliono trasformarli in ristoranti e alberghi di lusso. Molti sono stati i cosiddetti temerari, fra cui alcune donne, che hanno voluto fare il bagno nelle acque cristalline e tonificanti di quel tratto di mare. Alla fine dei tuffi, il tradizionale brindisi di capodanno organizzato dai coniugi Alfio Fazio e Josè Tringali, rotariani di lunga navigazione.

     M.S.

PUNTA IZZO, J’ACCUSE DI “NATURA SICULA”

Punta Izzo conferenzaAugusta. Mercoledì 27 dicembre, civico palazzo San Biagio, nell’ auditorium ”Don Paolo Liggeri”, incontro con giornalisti e militanti su “Punta Izzo possibile”, organizzato dal comitato cittadino per la tutela di Punta Izzo, rappresentato da Gianmarco Catalano e da Natura Sicula con il presidente Fabio Morreale. I toni sono pacati, ma le parole sono come pietre aguzze: su Punta Izzo si sta perpetrando un “abuso di potere”, scandisce Morreale, con ovvio riferimento alla Marina Militare, che da quasi un secolo gestisce quell’area, divenuta un luogo letterario grazie alla novella Lighea di Giuseppe Tomasi, l’autore del celeberrimo romanzo storico “Il Gattopardo”. Com’è noto agli augustani, la Marina Militare a Punta Izzo ha realizzato tre lidi balneari, rigorosamente separati, per ufficiali, sottufficiali e dipendenti civili, ma anche un poligono di tiro per le esercitazioni degli appartenenti a tute le forze armate, non solo a quelli della stessa M.M., un poligono che è in contrasto con la vocazione paesaggistica dell’area, secondo quanto hanno esposto ieri gli ambientalisti che hanno contestato  le ragioni del segreto militare opposto dalla Marina, dal momento che si tratta d’un’area a tutela ambientale, un’area che riveste anche enorme importanza dal punto di vista archeologico. “La presenza del polo petrolchimico ha distrutto pesca e agricoltura, ci sta avvelenando l’aria e ci ha assuefatti a sopportare, così come ci siamo assuefatti a sopportare il silenzio sulla zona militarizzata di Punta Izzo, che potrebbe avere una ricaduta sul turismo”, ha sottolineato Morreale, che ha ricordato il grande pregio naturalistico delle ex saline di Augusta, che, opportunamente valorizzate, potrebbero avere un richiamo per visitatori e turisti. Catalano ha mostrato bossoli di proiettili e di cartucce lacrimogene ritrovate sugli scogli non distanti dal poligono di tiro, a testimonianza dell’attività continua del poligono, attività suffragata anche dalle testimonianze di militari che risiedono ad Augusta.

    Cecilia Càsole

AUGUSTA, TRIBERIO E LISITANO: “VOGLIAMO CHE IL BARCONE RESTI AD AUGUSTA”

Il governo Gentiloni lo vorrebbe trasferire a Milano, con una spesa di 6oo mila euro. I consiglieri comunali esprimono pieno sostegno al Comitato 18 aprile che si batte per mantenere ad Augusta il relitto del barcone del naufragio di migranti del 18 aprile 2015, da un anno ospitato al pontile Nato della Marina militare, “per evitare che si concretizzi la scellerata decisione del Governo nazionale di spendere 600 mila euro di fondi pubblici per trasferire il relitto a Milano”.

barcomne inabissato 2Augusta. Non sono bastati 20 milioni di euro pubblici per recuperare dal fondo del mare di Lampedusa il barcone che naufragò con 700 migranti, per trasportarlo al pontile NATO di Augusta, per recuperare i corpi e conservarli in banconi frigoriferi, ancora in funzione, per tentare individuare l’identità dei 700. Ora si vorrebbero spendere altri 600 mila euro per trasportare, chissà perché, a Milano il barcone, ricoverato al pontile NATO, quando un comitato ha proposto di lasciarlo qui ad Augusta, come mònito e come simbolo. Al riguardo abbiamo ricevuto una nota del  consigliere Giancarlo Triberio che, giovedì 28 dicembre, a firma congiunta con il consigliere Francesco Lisitano di Art 1-Mdp Liberi e Uguali, ha protocollato una mozione consiliare con cui si impegna l’amministrazione comunale a dare un seguito immediato e concreto agli intendimenti espressi nella  lettera inviata al governo nazionale di sostegno all’azione del comitato chiedendo al presidente del Consiglio dei ministri, e ai ministri della Difesa e dell’Interno un formale incontro con una delegazione composta dal sindaco, dal presidente del consiglio comunale e dal comitato 18 aprile, “al fine di meglio rappresentare che la volontà di questa comunità coincide con le finalità governative in tema di immigrazione molto più di un decontestualizzato museo a Milano, nonché a coinvolgere formalmente il presidente della Regione Siciliana e l’assessore regionale alla Cultura al fine di sostenere le richieste di questo Comune affinché il relitto rimanga ad Augusta come arricchimento del patrimonio museale della città, e culturale dell’intera Regione, quale elemento significativo e fondante di quel “Giardino della Memoria” posto a presidio e testimonianza delle tragedie delle persone migranti, oltre che segno di rispetto per le vittime e dall’alto valore didattico per le nuove generazioni che si troveranno a crescere nel multiculturalismo.

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AUGUSTA – “I LIBICI PUNTAVANO LA PISTOLA PER FARLI SALIRE SUI GOMMONI

UBBAQQOO5352-kCuD-UZtw5eelDGnjgDf-700x394@LaStampa_itAUGUSTA. 443 migranti di varie nazionalità, tra cui 101 minori e 60 dei quali non accompagnati, e 78 donne, di cui 6 in stato di gravidanza, una delle quali al nono mese, è stata trasferita all’ospedale di Lentini, giacché, com’è noto, il reparto di ginecologia fu spostato da Augusta a Lentini. Queste le risultanze dell’ultimo sbarco, in ordine di tempo, di migranti al porto commerciale di Augusta, avvenuto nella tarda mattinata di martedì 12 dicembre, dopo essere rimasti per tutta la notte ancora a bordo della nave Aquarius, dell’organizzazione non governativa Sos Mediterranèe, alla fonda nella rada di Augusta, per poter approdare in sicurezza e attraccare alle banchine del porto commerciale. Il coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso di Sos Mediterranée, Nicola Stalla, ha parlato delle difficoltà riscontrate durante le operazioni di soccorso a causa delle avverse condizioni meteomarine che, in questo periodo invernale, rendono non solo più complessa ogni operazione di salvataggio, ma suscitano un vero terrore nei migranti, che hanno viaggiato, senza salvagente, a bordo di 7 gommoni, prima d’essere salvati dalla nave Proactiva Open Arms e da unità navali mercantili e successivamente trasbordati nella nave Aquarius, che li ha trasportati ad Augusta, dove sono stati posti sotto custodia nella tendopoli allestita da tempo all’interno del porto commerciale. “Soprattutto i migranti temono” – ha sottolineato Stalla – “d’essere riportati nell’inferno libico, dove la guardie in uniforme hanno costretto, con la pistola puntata, i migranti a salire sui gommoni, nonostante il mare fosse agitato”. Il drappello di migranti proviene da: Africa occidentale (tra cui Senegal, Costa d’Avorio, Guinea Conakry e Mali), Nord Africa, ma anche Libia, Siria, Eritrea, Palestina.

Cecilia Càsole

AUGUSTA, LICEO “MÈGARA” CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

contro violenza donneAugusta. Anche al Liceo “Mègara”  la Giornata contro la violenza sulle donne, celebrata su scala planetaria grazie all’’Assemblea generale delle Nazioni Unite che, con la risoluzione 54/134 del 17/12/1999, ha istituito la ricorrenza per sensibilizzare le coscienze e per non lasciare sole le vittime di violenza. La data ricorda l’uccisione delle sorelle Mirabal  che, nel 1960 a Santo Domingo si opponevano alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo. Il simbolo della giornata contro  l’uccisione delle donne: le scarpe rosse, su proposta dell’artista messicana Elina Chauvet attraverso una sua installazione di 33 paia di scarpe, nominata appunto Zapatos Rojas; il rullo dei tamburi, effetto sonoro penetrante nei cuori di tutti i presenti, all’appello delle vittime di violenza, tra cui l’augustana  Francesca Ferraguto, e il capovolgimento delle sedie rovesciate al grido” presente”; la benda in bocca, per puntare il dito contro l’omertà  a simboleggiare quanto il silenzio abbia generato ancora maggiore sofferenza dell’offesa  subita; danze singole e di gruppo,  e , infine, il bouquet di rose posto sulle sedie delle vittime e il minuto di silenzio richiesto  dalla dirigente scolastica, Agata Sortino.

        M.S.

LA GUARDIA COSTIERA SEQUESTRA UNO STABILIMENTO BALNEARE PER OCCUPAZIONE ABUSIVA DI SUOLO DEMANIALE MARITTIMO IN LOCALITA’ LIDO DI NOTO

lido-di-noto – Il Comando della Delegazione di Spiaggia – Guardia Costiera di Avola (SR) – durante una verifica sulle concessioni demaniali marittime rivolta al controllo del regolare smontaggio delle strutture balneari a carattere stagionale nel territorio di propria giurisdizione, in data 22 Novembre 2017 accertava il persistere di una nota struttura ricettiva adibita a stabilimento balneare in località Lido di Noto del Comune di Noto. Il suddetto stabilimento era infatti in possesso di una concessione demaniale marittima ad uso stagionale, per il periodo 01 Aprile – 30 Ottobre, decorso il quale si sarebbe dovuto provvedere allo smontaggio e sgombero della struttura. I militari operanti, pertanto, su disposizione della Procura della Repubblica presso Il Tribunale Ordinario di Siracusa, al termine dell’accertamento provvedevano a deferire all’Autorità Giudiziaria il legale rappresentate del suddetto stabilimento, e al contestuale sequestro preventivo della struttura abusiva in legno (consistente in una pedana di circa 160 mq rialzata dall’arenile), di n. 10 cabine in legno, di una struttura adibita a copertura, di un pattino di salvataggio di colore rosso e di una torretta di avvistamento del servizio di salvataggio.

AUGUSTA, IMMOBILE DEGRADATO E CON L’AMIANTO, NICIFORO CHIEDE BONIFICA

casa vetustaAugusta. All’ingresso della cosiddetta “strada mastra”, proprio ad angolo con la Via Colombo, che costeggia la villa comunale, un edificio privato, bombardato dalla seconda guerra mondiale guerra e  degradato da decenni di incuria, fa brutta mostra di sé. Non solo. E’ anche pericoloso,  per chi abita e per chi passeggia nei pressi, giacché ha una copertura in amianto, materiale cancerogeno a causa delle polveri sottili che rilascia. Al riguardo abbiamo realizzato  un paio di video-denuncia per la nostra rubrìca sulle reti social “Un caso per Càsole”, per richiamare l’attenzione di chi ha la responsabilità della cosa pubblica. Il consigliere comunale di minoranza Marco Niciforo ha avvertito la nostra stessa preoccupazione e ha presentato una mozione che dovrebbe essere discussa in consiglio comunale. Ecco il testo: “Mozione dii indirizzo per interventi urgenti e indifferibili nell’edificio sito ad Augusta in via P. Umberto angolo via C. Colombo Si tratta dell’edificio sito ad Augusta in via Principe Umberto ad angolo con via Cristoforo Colombo; la costruzione è di proprietà privata e versa in assoluto stato di degrado ormai da decenni. Per una migliore analisi del problema, si riporta un elenco sintetico delle attuali caratteristiche della costruzione: criticità strutturali dovute principalmente all’assenza dei solai di copertura e alla conseguente instabilità delle pareti di prospetto che presentano evidenti pericoli di ribaltamento in quanto non adeguatamente collegate; carenze igienico – sanitarie dovute alla mancanza totale di manutenzione che nel corso del tempo ha trasformato l’area che occupa il fabbricato in un ricettacolo di sporcizia; rischio salute per i cittadini per la presenza delle coperture provvisionali costituite da lastre in fibra di cemento-amianto per un’estensione, valutata a vista, di circa 100 mq.; stato di fatto pregiudizievole del decoro urbano poiché lo stato di abbandono in cui versa l’immobile ha fatto diventare le pareti di prospetto dei veri e propri pannelli su cui attaccare manifesti pubblicitari di ogni genere. Pertanto il fabbricato si presenta come un rudere, con le pareti di prospetto con infissi alcuni fatiscenti e altri mancanti, con evidenti distacchi d’intonaco, con presenza di pannelli in cemento-amianto in sostituzione del solaio di copertura, con ferri di armatura ossidati che costeggiano i due prospetti alla quota di circa 3 mt. da terra e fuoriescono verso le vie pubbliche. Lo scenario che ho rappresentato, purtroppo, non ricade in una sperduta contrada di campagna, ma all’ingresso del corso principale della città, il luogo del passeggio e del passaggio tra via Principe Umberto e la Villa comunale dove tante persone, soprattutto bambini, si recano per trascorrere il tempo libero. Ovviamente, la particolare ubicazione dell’edificio che si trova all’ingresso del corso principale della città, rende ancora più visibile questo scempio. Tale aspetto certamente non rappresenta il miglior biglietto da visita per chi viene in città, ma non è neanche ciò che i nostri concittadini meritano. Dopo tanti anni di incuria, risulta evidente che la proprietaria non ha alcuna intenzione di adoperarsi per eseguire la necessaria ristrutturazione dell’immobile e la bonifica del sito dalla presenza di amianto, pertanto, ipotizzando che l’ente possa diventare parte attrice, sarebbe auspicabile rilevare l’area e realizzare uno spazio pubblico che, proprio per la felice posizione, si presterebbe a tante finalità. Fra i numerosi problemi che hanno relazione con la questione posta, uno è di assoluta priorità. Questa amministrazione comunale, senza ulteriore indugio, deve porre fine all’esposizione all’amianto dei cittadini che risiedono e transitano in prossimità di quell’area che, ricordiamolo, è ad altissima frequentazione. Per le motivazioni sopra esposte, Il Consiglio Comunale di Augusta chiede che l’Amministrazione comunale si impegni con urgenza e senza ulteriore indugio, a mettere in atto le procedure per: 1. bonificare il sito, benché privato, attraverso la rimozione dei pannelli in fibra di amianto posti a protezione del piano di copertura dell’immobile; 2. acquisire il fabbricato al patrimonio comunale e destinare l’area alla fruizione pubblica”. Fin qui Marco Niciforo, Informeremo i lettori sull’esito della mozione, dopo la discussione in consiglio comunale

G.C.

AUGUSTA: NUMEROSE PROTESTE: UNA CITTA’ QUASI DEL TUTTO AL BUIO

Giuseppe Di Mare: “Grave situazione sull’illuminazione pubblica: pericoli per automobilisti e pedoni.”

Augusta al buioAugusta. I cittadini da tempo protestano, anche attraverso i social, per i numerosi quartieri al buio da mesi: il quartiere Paradiso, nell’isola, Parco Airone, la contrada Scardina, o da diversi giorni Viadotto Federico II, Ponti Spagnoli, per non parlare dei monumenti singoli, simbolici per questa città fondata da Federico II di Svevia, quali il Castello svevo, e l’arco detto Porta Spagnola, retaggio della dominazione aragonese. Di questa protesta e di queste esigenze si è fatto portavoce il consigliere comunale Giuseppe Di Mare, della lista “per Auguta”, con questa nota:  “Una buona fetta della Città continua a rimanere al buio da troppo tempo con grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, Avevo già evidenziato  questo pericolo diversi mesi fa, con particolare riferimento alla zona del Lungomare Paradiso, interessando anche il prefetto; oggi non sono più tollerabili rinvii e ulteriori perdite di tempo per ripristinare la normale funzionalità dell’illuminazione pubblica in diverse zone della Città. La situazione è diventata insostenibile, troppe zone della Città sono al buio, dal centro storico a Brucoli, pertanto mi trovo costretto nuovamente a segnalare alla prefettura la problematica che ha assunto ormai dimensioni allarmanti. Dispiace inoltre notare come il biglietto da visita della nostra Augusta, la Porta Spagnola, sia completamente al buio ormai da tempo e ci si chiede con rammarico e profonda rabbia come si possa lasciare uno dei luoghi simbolo della nostra Città in questo stato di abbandono. La situazione del Lungomare Paradiso, quella di Parco Airone, per esempio, hanno assunto inoltre connotati gravissimi per questioni legate alla sicurezza pubblica; si tratta di zone con luoghi frequentati anche da bambini e la strada è diventata ormai pericolosissima da attraversare sia per gli automobilisti che per i pedoni. Arrivare a questa situazione con le giornate che diventano presto buie è un atto irresponsabile, per questo motivo inoltrerò una nota agli enti competenti per sollecitare un intervento che ristabilisca situazioni di sicurezza per l’incolumità pubblica. A chi ama alleggerirsi da ogni responsabilità  e addossare sempre la colpa ad altri, ribadisco che non è questo il modo di amministrare la Città: a rischio c’è la sicurezza dei cittadini che non può né deve conoscere “distrazioni” o annebbiamenti da parte di chi è preposto”. Fin qui il consigliere Di Mare. Un esponente M5S ha rassicurato i cittadini che si sta provvedendo a rifare gli impianti di illuminazione attraverso le gare d’appalto. Nell’attesa, però, qualche lampada potrebbe essere rimessa in funzione per evitare soprattutto i pericoli e tutelare l’incolumità dei cittadini.

G.C.