AUGUSTA, LUNGOMARE LIBERATO, IL CCR MOBILE ALLA GIORNATA ECOLOGICA DEL 2 GIUGNO

riciclo-italia-sicilia-male-classifica-Augusta. 2 Giugno, ancora una volta  si è svolta ad Augusta, la Giornata Ecologica con il Lungomare Liberato. Il successo dell’iniziativa registrato nei due precedenti appuntamenti spinge a fare sempre meglio per restituire alla cittadinanza il proprio territorio in veste ecologica. Infatti, in questa occasione, che ha coinciso con la giornata della Vela organizzata dal Club Nautico, il Lungomare è stato chiuso al traffico veicolare ed è  stato possibile, per i più piccoli, godere della mobilità sostenibile anche in mare con mini corsi di vela educando alla cultura ambientale virtuosa. Il Comune di Augusta e MegarAmbiente hanno presenziato in Piazza Unità d’Italia in mattinata con un CCR mobile dotato di sistema di pesatura sul posto, per dare la possibilità ai cittadini di conferire i propri rifiuti di Raccolta Differenziata, relativamente alle tipologie Carta e Cartone, Lattine, Vetro, Imballaggi in Plastica, e accumulare tanti Eco-Punti al fine di ricevere una decurtazione in bolletta Ta.Ri.

     Mariangela Scuderi

L’INAIL CONDANNATA A COSTITUIRE LA RENDITA IN FAVORE DEGLI EREDI DI UN LAVORATORE SIRACUSANO DI PRIOLO DECEDUTO PER MESOTELIOMA

amiantoRoma-Priolo.  C.L., siracusano, dopo aver lavorato per anni nella natia Sicilia, nella ditta Celene di Priolo Gargallo, e in altri siti contaminati da fibre di amianto, si è poi trasferito a Roma, ed è qui che ha lavorato come impiegato, eppure, anche qui c’era amianto: l’esito era scontato, una condanna a morte per mesotelioma, nel braccio della morte da innocente, vittima incolpevole e inconsapevole. E’ soltanto l’ultimo dei caduti di una guerra non dichiarata, che coinvolge la Regione Sicilia, troppe volte inadempiente anche dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale 10/2014, e ancora priva di attuazione nonostante le continue sollecitazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. C.L., ricevuta la diagnosi di mesotelioma, si è rivolto all’avv. Ezio Bonanni, e all’Osservatorio Nazionale Amianto (Dipartimento tutela e cura del mesotelioma), affrontando con dignità e coraggio la malattia e, con la guida del prof. Luciano Mutti era riuscito ad avere un discreto periodo di sopravvivenza (05.09.2014), fino a quando, poi, in data 15.07.2015 è deceduto.Nel corso della sua malattia , C.L. aveva presentato la domanda all’INAIL, che però aveva rigettato la richiesta. Ma come è possibile, si chiedeva  C.L., se il mesotelioma è una patologia da amianto, negare da parte dell’INAIL, il riconoscimento della rendita? Il Tribunale di Roma, con una consulenza medico- legale, svolta in contraddittorio anche con i medici dell’INAIL, e con i medici indicati dall’avv. Ezio Bonanni, aveva accertato che  C.L. è deceduto per amianto (mesotelioma) e che tale patologia era riconducibile all’esposizione lavorativa alle polveri e fibre nello stabilimento Celene di Priolo Gargallo.L’INAIL si è opposta ancora al riconoscimento della rendita, chiedendo al Giudice del lavoro del Tribunale di Roma di rigettare la domanda di accredito della rendita che, nel frattempo, era stata proseguita dagli eredi .Il Tribunale di Roma ha accolto le tesi dell’INAIL.Niente rendita per il lavoratore deceduto.La Corte di Appello, con decisione del 30.05.2017, ribalta l’incredibile sentenza del Tribunale di Roma e accoglie le tesi dell’avv. Ezio Bonanni e pertanto “in riforma dell’impugnata sentenza, accertata l’origine professionale del mesotelioma di cui era affetto il de cuius dichiara il diritto di L.C. … alla costituzione della rendita per malattia professionale con il grado invalidante del 100%”.‘Giustizia è fatta.

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STRAGE DI LAVORATORI E CITTADINI ESPOSTI E VITTIME DELL’AMIANTO E LORO FAMILIARI? L’ONA VINCE IN CORTE DI APPELLO, MA NON BASTA.

amiantoRoma, Siracusa. L’occasione del deposito della sentenza della Corte di Appello di Catania, Sezione Lavoro, n. 390 del 04.05.2017, dà lo spunto all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Alessandro Scuderi, per insistere in ordine alle urgenti misure di tutela della salute dei lavoratori e cittadini siciliani, esposti e vittime dell’amianto e loro familiari. L’ONA lamenta: · Strage di lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto e loro familiari (di seguito i numeri dell’epidemia); · La mancata applicazione della normativa in tema di prepensionamento per i lavoratori esposti all’amianto; · Assenza di doverosi risarcimenti; · Lungaggini giudiziarie; · Assenza di sorveglianza sanitaria e dell’istituzione del centro unico presso l’Ospedale di Augusta (così come stabilito dalla L.R.10/2014); · Mancata applicazione della c.d. ‘legge Gianni’ in materia di amianto (L.R. 10/2014). · Mancata emissione degli atti di indirizzo equipollenti per il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino al 2003, per i siti siciliani ad alto rischio industriale. Il caso di E.B. è emblematico. L’INPS ha rigettato la sua domanda per il prepensionamento nonostante fosse dimostrata la sua esposizione professionale a polveri e fibre di amianto. In primo grado il Tribunale di Siracusa ha accolto le tesi dell’INPS e ha rigettato le domande del lavoratore esposto all’amianto, il quale ha dovuto continuare a lavorare nonostante fosse stato già provato fisicamente e moralmente dall’esposizione ad amianto. Il lavoratore si è quindi rivolto all’ONA nella persona del coordinatore regionale Sig. Calogero Vicario che ha interessato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente nazionale, il quale ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Catania. La Corte di Appello di Catania ha disposto una consulenza tecnica, così come richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni. L’accertamento tecnico ha permesso di confermare che il Sig. E.B., come dipendente di un’azienda azienda chimica con sede a Priolo a Gargallo, è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto per il periodo dal 02.04.1976 al 31.12.1994, in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative: il lavoratore si avvia dunque al prepensionamento. L’Osservatorio Nazionale Amianto, fin dal 2008, ha sollevato la problematica amianto in Sicilia, e ha lamentato una discriminazione per i lavoratori esposti ad amianto che si vedevano negati i loro diritti. Con la legge regionale n. 10/2014, dovuta grazie all’intervento dell’On.le Pippo Gianni, Deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA e già più volte Deputato nazionale, la Regione Sicilia si è dotata di uno strumento legislativo che prevedeva anche la creazione dell’unità operativa per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’Ospedale di Augusta, oltre alla bonifica e ad ulteriori misure. La Legge Regionale Siciliana aveva un cronoprogramma per la sua applicazione, e quindi per la messa in sicurezza di tutti i siti. Successivamente il Deputato Regionale On.le Pippo Gianni è stato estromesso dall’ARS e la legge è stata privata del cronoprogramma.

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AUGUSTA, PAUL CONNETT: STRATEGIA RIFIUTI ZERO

riciclo-italia-sicilia-male-classifica-Augusta. Con i saluti del sindaco di Augusta , Di Pietro, si sono aperti i lavori della conferenza internazionale dal titolo “La strategia Rifiuti Zero: i dieci passi verso la sostenibilità” che ha avuto luogo nel settecentesco salone di rappresentanza del Comune di Augusta, venerdì 26 maggio. Tanti i relatori che hanno illustrato lo stato dell’arte del progetto Fare con Meno (nato per la prevenzione e minimizzazione dei rifiuti urbani) che vive in sinergia con il servizio di raccolta differenziata porta a porta. “È  una rivoluzione che vede protagonisti i cittadini e rende noi orgogliosi”. L’ha affermato Di Pietro,   confermato da Paul Connett in persona, attivista, ricercatore, noto in tutto il mondo per essere l’ideatore della strategia RIFIUTI ZERO. Ad accompagnare Connett è stata Patrizia Lo Sciuto, vicepresidente Zero Waste Italy, associazione che fa da connettore e ponte per le diverse realtà ambientaliste nel mondo. Coinvolgere i giovani, sensibilizzare alle tematiche di inquinamento in mare, passare dall’era delle discariche a quella delle buone pratiche e  trasformare l’egocentrismo in ecocentrismo. Queste le missioni di Zero Waste Italy.  Tra gli ospiti  il sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, che nella sua cittadina ha fatto realizzare una casa del Compost con un conseguente smaltimento a km zero della frazione organica.  L’assessore all’Ambiente del Comune di Augusta, Danilo Pulvirenti, promotore dell’incontro, ha moderato e cucito insieme tutti gli interventi dei relatori illustrando i risultati di un ambizioso progetto che ha come motto “Il miglior rifiuto è quello che non si produce”.  Francesco Ruta (DATANET società aggiudicatrice del piano comunicazione) ha annunciato l’imminente pubblicazione di brochure informative sulle diverse azioni poste in essere,  di video esplicativi e inoltre il lancio di un’app per smartphone dedicata e gratuita. Presente anche  Paolo Guarnaccia dell’Università di Catania, ricercatore in agronomia e coltivazioni erbacee, eccezionalmente nel ruolo di traduttore.  Davanti a una platea formata da addetti ai lavori, autorità, cittadini e allievi delle scuole, Paul Connett, di casa in Italia  per le battaglie contro gli inceneritori, “Dio ricicla, il Diavolo Brucia”, ha  elencato i dieci passi verso la sostenibilità : la separazione alla fonte tra risorse e rifiuti, la raccolta porta a porta, il compostaggio, il riciclo della frazione umida, i centri di riuso e riparazione, gli incentivi economici, le iniziative per la riduzione dei rifiuti, la separazione della frazione residuale, un miglioramento del design industriale e infine la discarica temporanea. E’ in cantiere un centro di riuso e riparazione per offrire una seconda vita ai beni di consumo.

    M.S.

LEGAMBIENTE DENUNCIA INQUINAMENTO DA IDROCARBURI A PUNTA CUGNO DA OLEODOTTO SASOL

punta cugnoAUGUSTA – Nei primi giorni dello scorso aprile si è verificato a Punta Cugno, a poca distanza dal mare, un grave inquinamento dovuto alla perdita di cherosene da una tubazione dello stabilimento Sasol. Secondo le dichiarazioni dei responsabili dell’azienda l’episodio era la conseguenza di un furto di carburante che si era malamente concluso con un piccolo sversamento di prodotto. Il furto sarebbe stato perpetrato scavando ad alcuni metri di profondità all’interno di un’area recintata dove passa l’oleodotto che era stato forato per sottrarne il cherosene. Sempre secondo l’azienda, appena ci si era accorti dell’evento, si era subito intervenuti per la messa in sicurezza e la bonifica. Legambiente interveniva dicendo: “L’avvenimento è l’ennesimo segnale dello stato di rischio in cui permane il territorio e non lasciano tranquilli le parole rassicuranti dell’azienda che tutto sarebbe stato risolto. Non sappiamo se il comune di Augusta sta seguendo l’evolversi della situazione ma, se ancora non l’ha fatto, sarebbe opportuno che l’amministrazione prendesse direttamente visione di come stanno le cose e, insieme all’ARPA, disponesse per la caratterizzazione dell’area interessata per verificare fino a che punto è giunta la contaminazione e, sulla base dei risultati, ordinare la bonifica dei suoli alla parte interessata”. Circa il quantitativo di cherosene sversato si parlava di 25.000 litri, quantità che a noi non parve affatto piccola e contrastava con le immagini dei TG dei giorni successivi che facevano pensare a una dimensione più consistente della fuoriuscita. Ricordavamo comunque che “25.000 litri, se davvero questo è il volume disperso al suolo, rappresentano un quantitativo notevole, equivalente  a quello trasportato da una grande autocisterna, la metà di quanto versato nel torrente Polcevera di Genova l’anno scorso”. A oltre un mese di distanza da quel deprecabile evento non è ancora stata resa nota qual è l’effettiva dimensione del danno ambientale che ne è derivato né quali opere di bonifica siano state avviate, quali eseguite e quali restano da completare. Intanto, come è facilmente constatabile, nella zona permane una forte puzza di prodotti petroliferi, cumuli di materiale di scavo – forse impregnati di idrocarburi e sommariamente coperti da teli di nylon trasparente – sono despositati oltre il margine della carreggiata e ai bordi della scarpata rimangono alcune pozze di quelli che, presumibilmente, sono idrocarburi. Dalla strada non sono visibili né si è in grado di capire se nella parte recintata sono eventualmente in corso lavori. Alla luce di quanto sopra, affinché la necessaria messa in sicurezza e bonifica dell’area venga eseguita con scrupolo ed urgenza,  Legambiente chiede agli Enti competenti di accertare lo stato delle cose e di fornire e rendere pubbliche tutte le informazioni di carattere ambientale in loro possesso relative al caso in questione.

   G.C.

AUGUSTA, COMUNE E AMBIENTALISTI GRIDANO “NO AL RIPRISTINO DEL POLIGONO MILITARE: PUNTA IZZO VA TUTELATA E RESTITUITA AI CITTADINI”

09_DC_Punta_Izzo_03Augusta. “Il Ministero della  Difesa non moIla l’osso”: questa è l’immagine incisiva adoperata dagli ambientalisti di “Natura Sicula” per manifestare disappunto e rabbia per la risposta negativa dello stesso ministero alla richiesta di  smilitarizzazione d’un’area, prima riservata a poligono di tiro fino al 1983, area  di Punta Izzo, la zona del litorale augustano celebrata da Giuseppe Tomasi  di Lampedusa in “Lighea”. Gli ambientalisti, anche attraverso una raccolta di firme e con il sostegno dell’ amministrazione comunale grillina, hanno chiesto alla Marina Militare di concedere l’area dell’ex poligono alla fruizione del pubblico e hanno attivato il deputato Gianluca Rizzo, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro della Difesa, a cui la M.M. dipende funzionalmente. In una nota firmata dal Sottosegretario di Stato delegato,  Domenico Rossi, il Ministero ha risposto che Punta Izzo rimane di «particolare interesse per la Marina Militare», essendo ancora in parte utilizzata «per attività addestrative periodiche che non richiedono l’uso di armi». Ha aggiunto che «si sta valutando la possibilità di ripristinare l’uso del poligono» ..I programmi annunciati dal governo, cioè il possibile ripristino del poligono e l’uso di una porzione di costa per esercitazioni militari, contraddicono palesemente i vincoli ambientali apposti nell’area dal Piano Paesaggistico della Regione Siciliana, che  riconosce il massimo livello di tutela, in virtù delle straordinarie valenze naturalistiche e archeologiche, non solo a Punta Izzo, ma all’intera fascia costiera che dal castello di Agnone si estende fino alle ex Saline Regina, prescrivendo un divieto assoluto di edificabilità e persino di effettuare movimenti di terra che possano trasformare i caratteri morfologici e paesistici e obbliga le istituzioni ad attuare precisi interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e tra questi: la conservazione dei valori naturali e della biodiversità, la tutela delle singolarità geologiche, la riqualificazione ambientale del litorale e la rinaturalizzazione dei tratti più o meno artificializzati con l’uso delle tecniche dell’ingegneria naturalistica, nonché l’eliminazione dei detrattori ambientali e il potenziamento della fruizione didattico-scientifica attraverso l’individuazione di itinerari naturalistici. A tutto ciò si aggiunga che l’area di Punta Izzo è attigua alle ex Saline Regina, cioè a un’importante area umida rifugio per l’avifauna, riconosciuta dall’Unione Europea come Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), che verrebbe minacciata nei suoi naturali equilibri dalla ripresa delle esercitazioni a fuoco nel vicino poligono militare. Comune e ambientalisti congiuntamente osservano che “è evidente come tutte queste misure di tutela paesaggistica e il delicato contesto ambientale in cui s’inscrive Punta Izzo, sono semplicemente incompatibili con la destinazione dell’area per attività addestrative delle forze armate e con la stessa permanenza di un vincolo militare in loco. Occorre precisare in proposito che le opere e gli interventi a scopo di difesa non sono affatto esenti dal rispetto delle norme ambientali, a cominciare dalle procedure relative alla valutazione d’incidenza. Purtroppo, però, la realtà ci dimostra come in tutta la Regione Sicilia, da Niscemi a Erice passando per Agrigento, continuano a essere realizzate e si ampliano istallazioni e attività militari all’interno di riserve naturali e altre zone protette, in barba a leggi e direttive regionali, nazionali, europee e internazionali. Per queste ragioni, esprimiamo il nostro dissenso nei confronti dell’indirizzo del governo nazionale con riferimento all’impiego militare del comprensorio costiero di Punta Izzo, che  – ribadiamo – avviene in chiara violazione della normativa ambientale regionale e nazionale. Invitiamo, pertanto, il Ministero della Difesa a rivedere le proprie scelte, e l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana a intervenire per rivendicare il rispetto da parte del governo nazionale delle prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale. Per un esame approfondito della vicenda e per esporre in quella sede la rilevanza di queste argomentazioni tecniche e politiche, riteniamo opportuna l’immediata convocazione di un tavolo di confronto tra Comune di Augusta, Ministero della Difesa, Regione Siciliana, Agenzia del Demanio e Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa, con la partecipazione anche di una rappresentanza del Coordinamento cittadino che si è fatto promotore della petizione popolare per la smilitarizzazione, la bonifica e la tutela di Punta Izzo.”E’ stato costituito intanto un Coordinamento per Punta Izzo Possibile.

    M.S.

AUGUSTA, L’OSPEDALE MUSCATELLO DOVREBBE ESSERE POLO REGIONALE DI RIFERIMENTO, MA LA LEGGE NON VIENE APPLICATA

A 25 anni dalla sua messa al bando in Italia l’amianto continua a mietere vittime. L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo sportello nazionale e con i suoi sportelli territoriali, prosegue la collaborazione con le istituzioni e l’assistenza per tutti i cittadini e lavoratori

Corteo contro i veleniAugusta. L’ospedale “Muscatello”, per legge, dovrebbe essere il polo ospedaliero di riferimento regionale per prevenzione e cura delle patologie derivate e derivanti dall’ esposizione all’amianto, ma la legge non viene applicata. Per questo, don Prisutto ha deciso il 28 aprile scorso di rivolgere una preghiera nell’àmbito della messa per i morti di cancro. Per questo il 28 aprile è stata considerata la giornata per ricordare in particolare le vittime dell’amianto, Per questo, sono stati organizzati cortei contro i veleni nel nostro territorio e il 2 maggio al Muscatello si parla di questi veleni, fra cui, appunto, l’amianto. Compie ormai 25 anni l’entrata in vigore della legge 257/92, che in Italia ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali di amianto e/o contenenti amianto. Fino al 1992, l’Italia è stato il secondo produttore europeo di amianto, dopo l’allora Unione Sovietica, e ancora ad oggi, su tutto il nostro territorio, ci sono circa 40 milioni di tonnellate di amianto, ovvero materiali contenenti amianto, in circa 50 mila sitie un milione di micrositi. La mappa del rischio:

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AUGUSTA, BOVINI CON LA DIOSSINA? 24 CAPI DA ABBATTERE

Le preoccupazioni e i suggerimenti di Legambiente e Decontaminazione Sicilia

imagesAugusta. Si può parlare di “allarme diossina” nella città federiciana? Se ne può accennare, visto che  la   sindaco Di Pietro  ha ordinato  l’abbattimento di 24 bovini di un’azienda zootecnica augustana. In seguito a un controllo straordinario sanitario e all’Azienda sanitaria provinciale (ASP) giusto  tre anni fa, l’11 aprile 2014, dopo aver prelevato  un campione di latte. L’Istituto zooprofilattico sperimentale siciliano ha scoperto  “sostanze superiori al limite consentito dalle vigenti disposizioni di legge e per quanto riguarda i livelli massimi e le soglie di intervento relativi alle diossine e ai policlorobifenili”. Enzo Parisi, di Legambiente Augusta, e Luigi Solarino, di Decontaminazione Sicilia, hanno  messo in evidenza che  “per singolare coincidenza, un’anticipazione di questa drastica misura era stata data dallo stesso sindaco nella recente manifestazione del 9 aprile scorso degli esponenti nazionali, regionali e locali del M5s, durante il presidio e la visita dell’impianto di incenerimento Gespi di Punta Cugno ad Augusta”, sottolineando che  “proprio queste tipologie di impianti sono le principali fonti di emissione di diossine. I manifestanti hanno lamentato la forte puzza che si avvertiva nell’aria ma non ci si è chiesto per quale ragione e per colpa di chi le povere mucche sono contaminate e verranno soppresse. Nessuno si è ricordato che altri casi di inquinamento da diossine si sono già verificati (vedi Enel Tifeo) e che, purtroppo, la contaminazione da diossine di diverse porzioni dei suoli (e dei sedimenti marini) della zona è 20 volte oltre il limite, così come riporta l’ormai dimenticato Accordo di programma per le bonifiche del 2008“. Solarino e Parisi suggeriscono  al sindaco e all’Amministrazione comunale  di Augusta di rendere note, qualora conosciute, e segnalare opportunamente quelle zone dove hanno pascolato detti bovini, per evitare che altri ruminanti lo facciano, per impedire che vi si coltivino ortaggi che finiranno sulle nostre tavole o che persone inconsapevoli vi transitino e vi sostino. Alle autorità sanitarie chiediamo di intensificare la vigilanza sia sugli allevamenti che sulle possibili fonti di contaminazione (camini industriali, pascoli, mangimi, acque, ecc.)“.

       M.S.

Augusta. Gestione dei rifiuti, Pulvirenti ringrazia

maxresdefaultAugusta. I dati sono incoraggianti” afferma Danilo Pulvirenti, il chimico catanese chiamato in Giunta quale assessore all’ambiente. Pulvirenti si riferisce alla gestione rifiuti e precisa: “I primi risultati si iniziano a vedere e sono sicuro che altre soddisfazioni arriveranno nel corso del 2017. Ringrazio gli uffici, in particolare l’ufficio del settore ecologia e quello del settore tributi che si stanno cimentando in un cambiamento che certamente riguarda anche il loro prezioso lavoro svolto quotidianamente nell’interesse della cittadinanza. Le mie direttive sono state recepite con spirito di collaborazione, senza il quale il cambiamento vissuto dalla cittadinanza non avrebbe avuto il giusto riconoscimento. Sono fiducioso nella sempre maggiore partecipazione dei cittadini, anche in quelli che ancora si ostinano a non accettare il cambiamento. Il cambiamento riguarda tutti ; il successo è di squadra e non di una singola realtà. Gli uffici hanno attivato tutte le convenzioni CONAI che erano scadute da anni e hanno potuto accertare un mancato introito per le casse comunali di circa 120 mila euro derivanti dal 4 % di raccolta differenziata che è stato fatto nel corso degli anni precedenti e che nessuno aveva richiesto. E’ stato attivato  un capitolo di bilancio in entrata, fino a oggi, infatti, non esisteva la possibilità per il nostro comune di guadagnare dal sistema di raccolta differenziata”.

    G.C.

MELILLI, DECONTAMINAZIONE SICILIA CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE SULL’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA

Prisutto notte ILVAMelilli. “Decontaminazione Sicilia, coordinamento dei comitati civici, associazioni e liberi cittadini per la difesa dell’Ambiente e del Beni Comuni, il  31 gennaio ha protocollato al Comune di Melilli una lettera, firmata dal presidente Luigi  Solarino, indirizzata al sindaco e  al presidente del consiglio per chiedere che  la convocazione di un consiglio comunale aperto, monotematico sull’ampliamento della discarica CISMA. Ecco il testo:Il sottoscritto prof. Luigi Solarino, nella qualità di presidente dell’associazione denominata “Decontaminazione Sicilia” a nome degli associati e in virtù delle normative vigenti dei lavori del Consiglio Comunale, fa presente che: PREMESSO che è necessario svolgere un’adeguata attività di informazione e di collaborazione tra i cittadini e l’amministrazione sui temi della Tutela della Salute Pubblica, PREMESSO che l’argomento di cui in oggetto costituirebbe una rilevante novità nell’assetto esistente a probabile nocumento alla popolazione che abita nelle aree limitrofe e che per tale ragione vorrebbe meglio conoscere i dettagli della questione; PREMESSO che appare  assolutamente legittima la manifestata preoccupazione derivante da un possibile acuirsi della  condizione di inquinamento diffuso nell’area di cui in oggetto; PREMESSO che la richiesta è volta a tutelare il territorio da un ipotetico danno ambientale che si ripercuoterebbe in un danno alla salute dei cittadini; PREMESSO che sussistono rilevanti e giustificati motivi tali da ritenere indispensabile per la collettività dare seguito alla odierna istanza; Il sottoscritto chiede  di voler provvedere alla convocazione di un consiglio comunale aperto sul tema di cui in oggetto alla presenza delle parti in causa e di quanti vorranno intervenire, per una completa ed esaustiva trattazione dell’argomento.” Desideriamo ricordare che il prof. Solarino, già docente di Chimica industriale all’Università di Catania è, in quest’iniziativa, strettamente collaborato da don Palmiro Prisutto, il prete anticancro di Augusta.

  D.C.