AUGUSTA, UN CAMPIONE DEL MONDO DI CANOTTAGGIO A MARISICILIA

GaloforoAUGUSTA – Nel comprensorio della Marina Militare di MARISICILIA si allena un campione del mondo di canottaggio: il giovane Sebastiano Galoforo “augustano doc”, vincitore del titolo iridato lo scorso 23 luglio a Plovdiv in Bulgaria, seconda voga nella specialità del quattro senza pesi leggeri under 23 dell’Italia. La Canottieri Club Nuoto Augusta dal 2013 si allena all’interno delle strutture del centro sportivo polivalente di MARISICILIA, grazie all’attenzione e alla sensibilità che il comando, alle dipendenze del contrammiraglio Nicola De Felice, manifesta nei confronti delle attività sportive in generale ed in particolare per quelle conseguite dai giovani canottieri augustani. Da quest’anno Sebastiano – studente universitario alla facoltà di scienze motorie – si allena presso il centro nazionale di preparazione olimpica della Federazione Italiana Canottaggio di Piediluco, in provincia di Terni, ma ha iniziato la propria preparazione remiera per la stagione agonistica 2018 nella struttura della Marina Militare. Sebastiano Galoforo – premiato atleta augustano dell’anno 2016 dal Comando di MARISICILIA – è uno dei talenti sportivi di Augusta che ha avuto la fortuna insieme a tantissimi giovani amanti dello sport del canottaggio e della canoa di crescere in una società sportiva che da sempre si impegna nel sociale con l’obiettivo di far crescere i futuri cittadini di domani in un ambiente sano come quello della Marina Militare, istituzione che continua a dimostrare la volontà di creare e mantenere le dovute sinergie con il territorio.

TRE AUGUSTANI CANDIDATI NELLE LISTE DEL P.V. U., PRESENTATI DA FRANCESCO RUGGERO

Ruggero PVUAugusta. Sono tre gli augustani presenti nelle liste del neonato Partito Valore Umano (P.V.U.), partito capeggiato in campo nazionale da Maurizio Sarlo, fondatore del Comitato etico per un mondo migliore (Coemm), che ha avuto gli onori della cronaca nazionale grazie a un servizio del popolare programma televisivo di Italiauno, “Le iene”. Ad Augusta e in provincia uno dei più attivi sostenitori del Coemm prima e del PVU ora è stato ed è Francesco Ruggero, geometra di professione, già consigliere comunale augustano in rappresentanza del movimento cittadino “Augusta agli Augustani” da lui fondato. Ruggero è candidato alla Camera, come lo fu anni fa per “L’Italia dei Valori”, il partito fondato dall’ex p.m. di “Mani pulite”, Antonio Di Pietro. Amalia Morso, vedova Lavaggi, già attiva nella Croce Rossa, è candidata al senato, come l’ex imprenditore Piero Pasqua. Questi candidati augustani, con l’architetto siracusano Francesco Pelligra e la lentinese Anna Catania, casalinga, entrambi  candidati alla Camera, sono stati presentati, in un salone a piano terra di palazzo Lavaggi in Via Umberto,  dallo stesso Ruggero,  che ha sottolineato il binomio su cui si fonda il PVU: uomo e ambiente,  e ha ricordato le battaglie da lui condotte in passato con lo scomparso pediatra Giacinto Franco, una cui gigantografia campeggiava alle spalle di Ruggero e degli altri.

G.C. – Nella foto: da sin. Pasqua, Morso, Ruggero, Catania, Pelligra.

Pippo, un cane per amico, una storia realmente vissuta

7783991323_le-chien-est-il-le-meilleur-ami-de-l-hommeUn guaito mi fece improvvisamente trasalire scuotendomi dal torpore in cui ero caduto senza accorgermene, intento com’ero a gustarmi quelle sensazioni che solo il mare e la natura ti sanno regalare in un tardo pomeriggio autunnale. In lontananza grossi ammassi di nuvole nere si avvicinavano minacciose e rendevano ancor più cupo un cielo grigio, che si fondeva all’orizzonte con il colore del mare. Tutt’ intorno solo il volo di qualche uccello, lo sbattere delle bianche ali e qualche grido che precedeva il tonfo in acqua, frammischiandosi al rumore che si infrangeva sugli scogli nel creare dal nulla una schiuma bianca. Niente e nessuno per spezzare la beatitudine in cui mi ritrovavo inconsciamente, e la pesca non disturbava affatto quella magica e surreale atmosfera che mi avvolgeva in quel momento, come il rumore del respiro. Ma quel guaito improvviso spezzò l’atmosfera, come se una lancia avesse prodotto uno spacco per proiettarmi violentemente in un’altra realtà, svegliando e tormentando la mia anima. Mi volto e lo vedo, un cagnolino che mi guarda dall’alto di un piccolo costone di roccia; vispo, issato, scodinzola la coda muovendosi continuamente per poter meglio attirare la mia attenzione; intuendo di essere visto comincia a emettere dei suoni, come dei lamenti, e si sporge fino ad arrivare ai bordi del masso, i cui spuntoni irti ed appuntiti ne impediscono la discesa. Poggio la canna sullo scoglio abbandonando la pesca e, per vederlo meglio mi alzo in piedi; lui intanto rimane vicino ai limiti della roccia e la sua frenesia nel voler cercare una via per scendere o un sentiero che gli potesse permettere di raggiungermi aumenta sempre piu’, senza tener conto il rischio di precipitare. “Ehi cucciolotto stai fermo” grido, “non ti muovere”, mentre mi avvicino verso di lui per prenderlo, per impedirgli di cadere. E poi non so come mi esce: “pippo, fermo!”. Ormai ero sotto di lui, sto per allungare il braccio per afferrarlo ma lui mi anticipa e si butta fra le mie mani protese verso l’alto mentre io, non so come, riesco ad afferrarlo a volo. Il cucciolotto si calma all’istante; adesso, mentre lo stringo al petto e mi avvio con lui verso lo scoglio, dove stavo fino a poco prima pescando, lecca le mie mani, mentre sento trasformare i suoi versi in “mugoli di piacere e contentezza”. Mentre lo accarezzo, continua a leccarmi con la lingua il braccio che tiene stretto. Lo guardo allora attentamente, ha una bella testolina rotonda con due macchie piu’ scure ai lati del muso, di un bel color giallo castano, due occhioni grandi, vivaci, che non smettono un momento di muoversi e quattro belle zampe pelose e grosse, capaci di sostenere un corpo armonioso, pieno di pelo morbido come un peluche. Adesso sta seduto sullo scoglio, nello stesso punto di prima, accanto a me, e mentre innesco gli ami con della sardina per poter ricominciare l’azione di pesca, me ne cade un pezzetto. Pippo lo prende a volo e in men che non si dica lo mangia, e ne mangia ancora altri in continuazione, restandomi sempre attaccato al fianco. Non avevo mai visto un cagnolino mangiare tanta sarda a quella velocita’, ragion per cui, preoccupandomi, cerco di rallentarlo, anche perche’ non avevo poi così tanta esca per continuare il mio sport, ormai compromesso. A un tratto pippo si alza di scatto e lo vedo allontanare fino raggiungere una pozza d’acqua, mezza salata e mezza dolce, per bere a sazietà, e poi tornare con l’acqua che gli scende dalla bocca a mò di bava, sdraiandosi nuovamente al mio fianco. Acqua dappertutto, e intanto iniziano a cadere anche dall’alto le prime gocce d’acqua che diventano via via sempre più intense, fino a trasformarsi in abbondante pioggia. Indosso di fretta una cerata a cappuccio, mentre lui mi si intrufola sotto e lì vi rimane con la testolina adagiata sopra la mia gamba, per nulla disturbato da quell’intenso scroscio. Inizia così la mia storia con “don pippo”! E intanto passa l’inverno con le mie visite nel luogo di pesca e per recarmi da “pippo”, e le mie quotidiane discese diventano sempre più frequenti, mentre giorno dopo giorno lo vedo crescere a vista d’occhio. Alcune volte succede che non lo trovo subito ma poi, appena lo chiamo, mi appare dal nulla di corsa, saltandomi “affettuosamente” addosso tanto che, grosso e pesante com’e diventato oggi, prima o poi, lo so, mi farà cadere per terra. Non avevo mai avuto un cane per amico.

   Emidio Giardina

RACCONTI DI SICILIA: LA STORIA DI DON CALOGERO SCHILLACI detto SPINGARDA – di Francesco Migneco

imagesAF9BZP54Appena cinquantino, quando le forze e il tempo me lo permettevano, mi piaceva girovagare per la bella terra di Sicilia, tanto conosciuta quanto sconosciuta. Scopo principale: la ricerca di siti antichi, come manieri, case gentilizie, masserie tipiche dell’Isola. Mi venne raccontato di un antico maniero o complesso gentilizio, situato in un grosso borgo adagiato sul declivio di una collina alle falde delle Madonie. Curiosità, ansia di conoscere mi accompagnarono durante i miei precedenti l’estate in cui intrapresi il viaggio. A calura inoltrata e dopo un percorso non molto comodo, raggiunsi la zona segnalata. All’inizio dell’abitato, un malandato cartello indicava “Borgo di Filesi Siculo”. Malgrado fossimo già  nell’epoca del frigorifero e della tv a te canali, in quel lembo di Sicilia tutto sembrava essersi fermato al passato. Quelle centinaia di anime, che popolavano il borgo, mantenevano le loro antiche usanze ancestrali. Non fu facile l’approccio con la gente, diffidente di quel forestiero che faceva tante domande su quel maniero che si vedeva in lontananza svettare sulla collina svettare sopra le basse case del borgo, sparse a corona tutt’intorno. Mi soccorse, in quella diffusa diffidenza, un contadino affabile e premuroso che non solo mi fornì le notizie su ciò che cercavo, ma anche si offrì d’accompagnarmi sul luogo con il suo carretto, cui era attaccato un mulo ben nutrito. Mi lasciò all’inizio d’una trazzera che si snodava  per la collina sino a raggiungere un’imponente massa scura che doveva essere il maniero. Dovetti affrontare un percorso accidentato, respirando, però, quel piacevole aspro odore di contadino che sprizzava da quel carrettiere. Il tagliente acciottolato, le sterpaglie e i rovi  del sentiero ritardavano il cammino. Tuttavia, pervenni in un ampio spazio coperto di basole di granito grigio, alcune sconnesse, con l’erba alta spuntata tra le fughe. Si stagliava di fronte un massiccio fabbricato, il cui la parte a est completamente rovinata, lasciava trasparire i resti di due grandi archi e i resti di un grosso muro di pietra coperto di sterpaglie. Invece, la parte a ovest si presentava in buono stato di restauro. Si ergeva in mezzo a un paesaggio dal cielo pulito, sotto un sole caldo e una brezza ponentina, che portava l’odore di erba fresca appena falciata, misto a zaffate del profumo dei  fiori. Un grande portone di legno massiccio, di non recente fattura, segnava l’ingresso. Battei per quattro volte il pesante battaglio quando, dopo un po’, venne ad aprirmi un uomo, quasi sessantino, dal profilo legnoso, magro  come un attaccapanni, compassato e tranquillo. Indossava pantaloni scuri, con addosso una giacca a collo montato, dal colore indefinito, che, sicuramente, a suo tempo, doveva essere stata una ricca livrea di maggiordomo, di cui, ora, restavano una fila di bottoni abbruniti sul davanti, e due pallidi alamari come spalline.

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AUGUSTA, L’INNER WHEEL E I NUOVI ABILI IN CERAMICA

Inner WheelIcaroAugusta. L’Inner Wheel club di Augusta, presieduto da Adriana Corbino Giudice, in linea con il tema internazionale dell’anno 2017/2018 “Leave a lasting Legacy”, ha voluto rivolgere la propria azione e il servizio a 19 ragazzi e ragazze facenti parte dell’Associazione Progetto Icaro, presieduto da Enzo Toscano, il quale da decenni offre opportunità formative per favorire l’integrazione sociale a giovani diversamente abili. Nell’ambito delle attività creative svolte in seno all’associazione, il club ha ritenuto utile proporre il progetto Ceramic…Abile consistente in un corso di ceramica di 35 ore attraverso lezioni teorico-pratiche guidate dal maestro Amedeo Nicotra, il quale ha offerto la propria competenza e professionalità per trasferire ai giovani l’arte della lavorazione della terracotta e della creazione di opere ceramiche.  I ragazzi hanno seguito tutte le fasi di lavorazione e, quindi, hanno manipolato l’argilla dandole un a forma, hanno assistito poi alle successive fasi di essiccazione, cottura e pitturazione di quanto realizzato con le loro mani. L’entusiasmo non è mancato, come non sono mancati fantasia e abilità creativa. Gli incontri formativi sono stati affiancati dai volontari dell’associazione e dalle socie Inner. Questi ragazzi impegnati, opportunamente stimolati e interessati verso svariate attività riescono a esprimere tutto il loro enorme potenziale. Tutte  le opere, realizzate sono state esposte in una mostra tenuta nei saloni del Circolo Unione, apprezzate e acquistate dai visitatori, hanno accresciuto nei ragazzi la gratificazione, l’autostima e favorito l’integrazione sociale.

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AUGUSTA, RISCHIO SISMICO: ANNO SOTTOZERO

MODELLAZIONE_GEOFISICA_1Augusta. I recenti eventi sismici di bassa magnitudo che hanno interessato alcuni comuni del siracusano proprio in questi giorni, ci hanno ricordato che viviamo in una delle zone a più alto rischio sismico d’Italia. L’unico modo per mitigare il rischio è prepararsi al meglio al possibile scenario attraverso la prevenzione. I componenti del gruppo Facciamo Squadra chiedono da diverso tempo che fine abbia fatto l’aggiornamento del piano di emergenza di protezione civile del nostro comune, eppure proclamato con tanta enfasi in una conferenza stampa dall’attuale amministrazione qualche anno fa. Così come il bando per l’affidamento per lo studio geologico a supporto del piano regolatore comunale bandito circa un anno fa. Tali gravi mancanze pregiudicheranno la qualità dello studio di microzonazione sismica di primo e terzo livello e analisi della CLE (Condizione Limite di Emergenza) che per il comune di Augusta è stata finanziata dal dipartimento nazionale di protezione civile e che partirà a breve. L’analisi della CLE per gli edifici strategici (Municipio, Ospedale, Caserme dei VVFF, COC, ecc…), non può prescindere dal piano di emergenza o di protezione civile, essendo un’attività necessaria, appunto, per verificare le scelte contenute nel piano stesso. “Facciamo squadra “chiede pertanto, in nome della trasparenza, di essere informati riguardo le tempistiche per l’approvazione del nuovo piano di emergenza comunale e dello studio geologico a supporto del piano regolatore.  Il tempo a disposizione sta per scadere; il rischio sismico, ancorché silenzioso è subdolo.  Il terremoto non avvisa; l’unica arma è la prevenzione. La prevenzione va fatta, non annunciata. Servono fatti concreti, non i soliti annunci. Vogliamo date certe, documenti e azioni precise, perché non serve piangere sui danni quando è possibile fare qualcosa per limitarli.

    Gino Romagnoli – geologo

IL TERRITORIO IN CUI VIVIAMO

Locandina INGV MelilliMELILLI – Sabato prossimo, 17 febbraio, a Melilli, presso l’EcoMuseo dei Monti Climiti proveremo a saperne un pò di più del territorio in cui viviamo, con una particolare attenzione alle pericolosità geologiche che lo caratterizzano. Sarà anche l’occasione per presentare alcune iniziative in corso per valorizzare le nostre risorse ambientali ed archeologiche, intraprese con il Circolo Timpa Ddieri di Legambiente Melilli, l’Associazione Innova Civitas ed il Comune di Melilli. La conferenza sarà a cura del prof. Marco Neri, primo ricercatore dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ingresso libero

NACQUE NEL MARE DI AUGUSTA LA SIRENA LIGHEA, SECONDO IL RACCONTO DI GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA

hqdefaultAUGUSTA – Siamo a Torino. Un giovane giornalista siciliano fa conoscenza con un personaggio importante, il senatore Rosario La Ciura, grecista famoso in tutto il mondo, il quale gli racconta ciò che molto tempo addietro, nella sua giovinezza, gli accadde con una sirena, Lighea. Ritiratosi ad Augusta nella casetta di un amico, vicina al mare, il professore, mentre alle sei del mattino sulla propria barca sta declamando versi greci all’ombra di un roccione, riceve la visita della sirena. Ne nasce un amore che dura venti giorni. Poi Lighea scompare, ma prima di andarsene dice al professore: “Non mi dimenticherai”. Per tutta la vita questa promessa e il ricordo della sirena ossessionano la mente del professore. Ed ecco che, durante un viaggio in mare per raggiungere Lisbona, fra Genova e Napoli, il richiamo si fa sentire. Il professor La Ciura si sporge dall’imbarcazione in cerca della sirena amata, la chiama e lei non si fa attendere… l’uomo infine si lascerà cadere in mare per raggiungerla. Pubblicato nel 1961 da Feltrinelli, il racconto (il cui manoscritto era stato consegnato da Elena Croce, figlia di Benedetto, filosofo e critico, a Giorgio Bassani, curatore e prefatore del volume) narra l’incontro fra Rosario La Ciura, classicista e professore in pensione, e il giovane nobile Paolo Corbera di Salina, laureato in legge. Il professore rivelerà al giovane l’incontro fatato con la sirena Lighea, avvenuto sulle coste ancora selvagge di Augusta, in una Sicilia a metà tra la realtà e il mito.

    Giuseppe Tringali

 

A Sigonella il Comandante delle Forze di Supporto e Speciali dell’Aeronautica Militare

Sigonella_Visita Comandante CFSS (1)SIGONELLA – Martedì 6 febbraio 2018, il Comandante delle Forze di Supporto e Speciali (CFSS) dell’Aeronautica Militare (AM), Generale di Divisione Aerea Gianpiero Miniscalco, è stato in visita a Sigonella per valutare la crescita strutturale e le capacità operative dell’Aeroporto Siciliano. Si è trattata della prima visita da neo Comandante del CFSS. Ad accogliere il Gen. Miniscalco il Comandante del 41° Stormo e dell’Aeroporto di Sigonella, Colonnello Francesco Frare. La giornata ha avuto inizio con una presentazione delle attività del Base Aerea, e i relativi progetti in atto e quelli futuri, soprattutto in considerazione dell’importanza strategica che Sigonella riveste negli scenari operativi internazionali per la presenza tra gli altri degli USA, della componente NATO-AGS, dei velivoli a pilotaggio remoto (APR) e degli assetti di Frontex ed Eunavformed. A seguire una visita guidata alle principali infrastrutture della Base. La giornata si è conclusa con la consegna del tradizionale crest ricordo. In questo contesto, il Gen. Miniscalco a nome della Forza Armata ha voluto assicurare il pieno supporto alla Base Siciliana nel costante ampliamento dei campi d’azione per una reale e sinergica integrazione interforze ed interagenzia al fine di garantire l’assolvimento dei compiti assegnati e la massima utilità alla collettività e al sistema Paese.

C.S.

 

AUGUSTA, TDS PER IL “MUSCATELLO”: DOBBIAMO INCONTRARE L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ – di Cecilia Càsole

conferenza stampa TDSAugusta. Conferenza-stampa indetta dall’associazione cittadina Tutela della salute e del presidio ospedaliero (TdS), nata di recente per decisione di alcuni componenti del Tribunale dei diritti del Malato (TdM), presieduto fino a marzo scorso da Domenico Fruciano, lo stesso chiamato alla presidenza della nuova associazione. Fruciano ha ripercorso le varie fasi che stanno portando l’ospedale “Muscatello”, un tempo prestigioso ospedale di zona, ai minimi livelli assistenziali, mettendo in evidenza le responsabilità dell’ASP siracusana, cioè l’Azienda Sanitaria Provinciale diretta dal ragusano Brugaletta fino all’insediamento alla presidenza della Regione Siciliana di Nello Musumeci che lo ha nominato commissario a tempo, fino alla nomina del nuovo direttore generale. Fruciano ha ricordato che l’attuale ministro alla Salute, Lorenzin, in seguito a unì interrogazione parlamentare, rispose che erano stati stanziati più di 9 milioni di euro, ma la Regione siciliana doveva fornire le giustificazioni di spesa, giustificazioni che ancora devono essere fornite, penalizzando l’ospedale di Augusta. Un ospedale che è stato oggetto d’una guerra fra poveri, visto che due reparti significativi, quello di ostetricia-ginecologia e quello di pediatria gli sono stati sottratti per essere assegnati a Lentini, un ospedale, unico in provincia, privo dell’Osservazione breve e intensiva (Obi), obbligatoria per legge in ogni Pronto Soccorso, un ospedale in cui le sale operatorie vengono chiuse a fasi alterne – in questo periodo lo sono da più di un mese, vuoi per carenze igienico-strutturali, vuoi per l’insufficiente numero di anestesisti. “Ci è stato riferito che gli anestesisti di Lentini si rifiutano di venire ad Augusta”, ha sottolineato Fruciano, preoccupato anche perché l’ASP non applica in pieno la normativa regionale che prevede funzionanti e funzionali i reparti di oncologia e oncoematologia e prevede anche che il Muscatello sia un vero polo di riferimento regionale per le malattie derivanti dall’esposizione all’amianto. Dopo aver elencato quelle che lui ha definito ”anomalie dell’ASP, Fruciano ha rivolto un appello affinché le madri sostengano la battaglia perché il Muscatello non sia ridotto al rango di presidio territoriale e ha assicurato che, con tutti i soci della TdS, si sta adoperando per organizzare un pubblico incontro con l’assessore regionale alla salute, Ruggero Razza, se non sarà possibile assicurare la presenza del presidente Nello Musumeci che a marzo 2017 venne ad Augusta nella sua  qualità di presidente della commissione antimafia, invitato  dallo stesso Fruciano, allora  presidente del TdM.