19 marzo 2012

La tradizionale festa di San Giuseppe dell’ arsenale militare di Augusta

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Si è svolta stamani ad Augusta, presso l’arsenale militare marittimo, la festa in onore al santo patrono San Giuseppe.  La tradizionale ricorrenza, che si svolge all’interno dello stabilimento di lavoro, ha visto una discreta partecipazione del personale civile e militare, dei loro familiari, del sindaco e delle altre autorità religiose, civili e militari che, anche quest’anno, hanno voluto partecipare all’invito.  La festa è iniziata presso la nuova officina motori,  inaugurata e benedetta per l’occasione dall’arcivescovo di Siracusa, Monsignor Salvatore Pappalardo il quale, subito dopo, ha presieduto la Santa Messa in compagnia dell’ arciprete di Augusta, don Gaetano Incardona e dei cappellani militari; la stessa  è stata animata dalla corale “Harmonia” della chiesa di San Sebastiano di Augusta, accompagnata dal prof. Antonio Gabriello.  Nel finire, i ringraziamenti e i saluti del vescovo, del direttore dell’ ente, Amm. Osvaldo Brogi, del Sindaco e di altre autorità presenti alla cerimonia. Subito dopo la messa, la tradizionale processione del Santo Patrono  durante la quale si è colta l’occasione per inaugurare i nuovi locali dell’ officina “impianti elettrici di bordo”, interamente ristrutturata, la palazzina direzionale, di nuova costruzione e il  nuovo principale ingresso dell’ente ricavato lungo il muro perimetrale di via Giovanni Lavaggi, mentre altri locali saranno inaugurati entro lo scadere del corrente anno, come la nuova mensa aziendale. 

Una cerimonia e una tradizione, quindi, che risale all’anno 1951, così come indicato nella  preziosa “nicchietta”  realizzata lungo il secolare muro di cinta del castello svevo, curato dalla marina militare e per questo mantenutosi pressoché intatto ai giorni d’oggi. Peccato che lungo quel viale alberato che porta il nome dell’antico bastione, di lì a poco collocato, una moltitudine di persone è passata davanti alla caratteristica nicchia senza neppure accorgersi che dietro la vecchia inferriata e i fiori finti appare l’altra statua di San Giuseppe, l’originale, quella piccola e insignificante che si perde nella notte dei  tempi, quella che veniva adottata nelle prime  e umili feste operaie.

All’ingresso della nuova palazzina direzionale, un’interessante mostra a tema libero di opere d’arti e fotografie, realizzate da artisti dipendenti.

  Giuseppe Tringali

14 marzo 2012

A CALATAFIMI PER ASCOLTARE CASELLI, NEL VENTENNALE DELLA MORTE DI FALCONE E BORSELLINO

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Levataccia antelucana di un nutrito di alunni in rappresentanza dei tre indirizzi in cui è articolato il nostro liceo “Mègara”, per partecipare alla manifestazione conclusiva di un ciclo di lezioni per sviluppare nei giovani il valore della legalità. La “lezione” finale consiste nell’ascolto del procuratore capo  della Repubblica a Torino, quel famosissimo magistrato che risponde al nome di Gian Carlo Caselli, che, dopo la morte eroica dei suoi colleghi Falcone e Borsellino, chiese e ottenne  il trasferimento a Palermo per proseguire la lotta dei due coraggiosi magistrati morti di violenza mafiosa giusto  vent’anni or sono: Falcone nel maggio del 1992, per una violenta carica di tritolo  nei pressi di Capaci, sull’autostrada Punta Raisi-Palermo, Borsellino nel luglio dello stesso anno, a causa d’un’autobomba piazzata sotto casa dell’anziana madre del magistrato. Va da sé che con Falcone e Borsellino morirono anche gli agenti della scorta. Con Falcone morì anche la moglie, Francesca Morvillo, giudice anch’ella. Caselli ha tenuto una sorta di lectio magistralis  su e contro la mafia in un cine-teatro di Calatafimi,  cittadina trapanese citata nei libri di storia per una famosa battaglia garibaldina contro i Borboni. La manifestazione della giornata si deve all’associazione “Libera contro le mafie”. I liceali di Augusta, accompagnati dai professori Giorgio Càsole, Maria Rosa Masotti e Rita Pàncari, pur dopo un viaggio stancante e pur stando in piedi, per mancanza di posti al’interno del cinema, hanno ascoltato con molta attenzione le parole di Caselli, autore di vari libri, il cui ultimo è intitolato Assalto alla giustizia, dal quale ha tratto  questo passo: “Pochi giorni prima d’essere trucidato dalla mafia palermitana in Via Carini, a Giorgio Bocca che lo intervistava per la Repubblica (10 agosto 1982) chiedendogli ‘perché fu ucciso il comunista Pio La Torre’, il generale-prefetto Dalla Chiesa rispose: ‘per tutta la sua vita; ma decisiva, per la sua ultima proposta di legge, di mettere accanto all’associazione a delinquere l’associazione mafiosa’. E difatti si chiama Rognoni-La Torre la legge che (approvata peraltro soltanto dopo la strage di Via Carni) introdusse nel nostro ordinamento l’articolo 416bis del codice penale e per la prima volta fu concreta possibilità di aggredire anche le ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi Due pietre angolari della moderna lotta alla mafia, prima delle quali  (ancora parole di Giovanni Falcone) combatteree la maia era come pretendere di fermare un carro armato con una cerbottana”.

 G. C. - Foto di Daniele Manzella (Caselli al microfono)

09 marzo 2012

AL Liceo Mègara di Augusta si fa scuola con il commissario Montalbano

 

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AUGUSTA. Il lavoro nobilita l’uomo, ma cosa lo potrebbe fare meglio di una buona lettura? La nostra scuola ci ha dato l’opportunità di ricominciare a trovar piacere nel leggere un genere a volte sottovalutato da noi giovani: i gialli. Il corso di cui sto parlando si chiama appunto “Sicilia in giallo” in quanto prendiamo in esame, soprattutto, testi di autori siciliani ambientati in Sicilia. Il corso è suddiviso in più classi, considerando che partecipavano la II B liceo scientifico, la I A liceo classico e la II Br liceo classico sarebbe stato sconveniente tenere un’unica lezione. Nonostante questo abbiamo svolto delle attività insieme qualora era possibile. Gli insegnanti promotori del corso sono la professoressa Solano, per la II B, la prof. Grieco, per la I A, e il docente Montalto, per la II Br. Abbiamo tenuto finora tre incontri e nei prossimi giorni terremo il quarto e ultimo. Il corso è stato strutturato in modo piuttosto articolato e variegato, mirato a non annoiare il lettore e a trattare tutti i punti dell’argomento, sebbene il tempo fosse davvero poco. Non saprei dire quale incontro mi abbia maggiormente colpito, ognuno è stato unico per argomenti e modalità pur seguendo lo stesso filo conduttore. Il primo incontro consisteva nella presentazione della lettura del libro che avremmo letto durante il corso. “Giudici”, il libro di cui stavamo parlando, è una raccolta di racconti brevi tutti riguardanti la figura del giudice davanti a indagini o comportamenti mafiosi. Anche la scelta del libro è stata studiata per permetterci di leggere per nostra volontà e non sotto costrizione, infatti posso scegliere di saltare un pezzo e di riprendere velocemente un altro. Noi abbiamo letto e riflettuto sul racconto scritto da Camilleri, soffermandoci sulla particolarità del suo modo di scrivere e sulle piccole osservazioni sugli atteggiamenti tipicamente siciliani. Le osservazioni sul codice d’onore e sule differenze tra le usanze alla metà dell’Ottocento (epoca in cui è ambientato il racconto) e dei giorni nostri hanno dato vita a un simpatico scambio di opinioni, da sempre ritenuto altamente costruttivo. Nel secondo incontro abbiamo preso visione di un reportage mandato in onda su Rai tre qualche tempo fa trattante la storia della mafia a partire dagli ottanta. La dura verità su Borsellino, Falcone e gli altri paladini della giustizia ci è piombata addosso improvvisamente come ghiaccio nelle vene. I sacrifici delle mogli dei capi mafiosi e addirittura il suicidio di una di queste ci porta a pensare quanto vicine siano queste realtà. Anche in questo incontro si è dato vita a un vero e proprio dibattito su ciò che potremmo fare per cambiare questo stato di cose, abbiamo concluso stilando una serie di buoni propositi per la nostra vita “da grandi”. Il terzo incontro è stato più leggero per tematica rispetto ai precedenti in quanto il prof. Castro si è offerto di tenere una lezione di filosofia sulla lettura. Su tutto ciò che ha detto ho riflettuto molto a casa, ripensando mentalmente a quanto fosse vero che tendiamo a immedesimarci nel personaggio della storia che stiamo leggendo o a provare empatia per i personaggi. La cosa più particolare, secondo me, è che leggendo un libro ottocentesco o scritto in un’epoca lontana dalla nostra riusciamo comunque a trovare un pezzo della nostra vita in quelle pagine. Nonostante luoghi differenti, modi di comportarci o di parlare completamente diversi, è sempre come se fossimo noi i veri protagonisti del romanzo. Il quarto incontro so che sarà gestito da noi, ma rimane ancora un’incognita. D’altronde il mistero è una costante nei gialli. Questo corso personalmente non mi ha fatto scoprire il piacere della lettura, fortunatamente ne ero già provvista, mi ha fatto capire, però, che un libro può essere condiviso con altre persone e che può essere discusso, analizzato e riletto sotto una luce diversa. In un libro ci si può riconoscere, si possono vivere storie parallele, entrare in un mondo che non appartiene a nessun altro all’infuori di noi. Un libro ti aiuta a scoprirti, a farti capire chi sei e cosa vuoi diventare, ti aiuta a prendere tutti i tuoi pensieri e a ordinarli mandandoli nella giusta direzione. Un libro, a mio parere, è la porta verso la parte nascosta di noi.

Anna Guerrisi -  nella foto, A. Camilleri scopre la statua di Montalbano

 

EMOZIONI IN JAZZ, PRIMA PERSONALE DI DUCCIO LUGLIO AD AUGUSTA

Jazz.jpgSi è tenuta ad Augusta, lo scorso 24/25 febbraio, la prima personale fotografica di Duccio Luglio dal titolo Emozioni Jazz, ospitata nella sala Guido Maddaleni.  Una simbiosi perfetta tra jazz e fotografia, entrambi strumenti di una comunicazione in grado di emozionare. Un tema non facile quello scelto da Duccio, che ha saputo sviluppare con competenza e originalità un reportage su quella che è una delle sue passioni più grandi insieme alla fotografia. Protagonista il Jazz in tutte le sue forme sfumature, da quella passionale a quella tangibile fatta di strumenti, partiture e interpreti. Tra i protagonisti immortalati la Hot Jazz Orchestra e gli Swing Around. Un ottimo crogiuolo di spunti è stato offerto al fotografo dal Festival Internazionale del Jazz “Sergio Amato” tenutosi nell’agosto del 2011 a Canicattini; occasione nella quale egli ha potuto apprezzare altisonanti nomi della musica jazz come: il bassista Steve Swallow, il batterista Adam Nussbaum e il sassofonista John Tichicaj. Angolazioni inusuali, mani in movimento, bacchette dal ricordo futurista, muscoli in tensione e brillantezza degli ottoni, questi sono solo alcuni delle scatti realizzati dalla sensibilità di Duccio Luglio. Per definizione il jazz e’ improvvisazione, ogni performance è irripetibile, ogni gesto sempre diverso, questa mostra ha l’indubbio merito di aver immortalato in un istante delle melodie di per sé uniche e inafferrabili. Il visitatore approdato alla mostra viene tuffato in una New Orleans senza tempo, tra colori fumosi e suggestive note a tappeto firmate Miles Davis o Dizzy Gillespie. A completare questa visione, quasi onirica, la proiezione di un video fotografico, abilmente confezionato, che a tempo di musica ripercorre le tappe di questo viaggio nel mondo del jazz. Una piccola star, immortalata nell’ultima slide, intenta a suonare la sua chitarrina desta l’attenzione degli spettatori, se poi scopri, dagli occhi del fotografo commosso, che quella bimba è sua figlia puoi solo emozionarti insieme a lui.

  Michela Italia

 

23 febbraio 2012

GLI ARSENALI MILITARI DI SICILIA: UNA PAGINA DI STORIA E ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

L’ ARSENALE DI MESSINA NEL XVI SECOLO E  L’ ARTE DEI REMERI

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  Il 25 febbraio 2012, dalle ore 18, presso l’Arsenale Militare di Messina, avrà luogo la mostra sul tema “L’arsenale Militare tra storia e archeologia industriale”, evento di particolare rilevanza organizzato dall’ Amm. Gianfrancesco Cremonini, Direttore dell’Agenzia Industria Difesa-Arsenale Militare di Messina, in sinergia con l’Associazione Culturale “Arsenale di Messina”. Il percorso museale, articolato in quattro tappe, prevede al “Fabbricato Artiglieria” la visione e l’approfondimento di due tematiche particolari per una città a vocazione marinara come Messina. L’Associazione Culturale “Arsenale di Messina” presenterà “L’Arsenale di Messina nel XVI secolo”. Nella seconda decade del Cinquecento, sotto l’imperatore Carlo V, si ebbe un forte impulso per la rinascita dell’Arsenale di Messina. La struttura navale messinese, sia per potenzialità che per posizione strategica, acquisì primaria importanza militare. Rapidamente potenziata e resa efficiente, incominciò a lavorare febbrilmente per costruire galee, galeotte, fuste e altro naviglio remico. Entro pochi decenni il vecchio arsenale, edificato di fianco al Palazzo Reale, si rivelò inadeguato, per le sue dimensioni, a far fronte alle necessità costruttive del momento. Approssimativamente, sulla base della cartografia dell’epoca, risultava costituito da cinque/sei capannoni ad arcate, in grado di ospitare non più di una dozzina di scafi in costruzione o in allestimento, con pochissimo spazio libero antistante da poter sfruttare per scali o invasi all’aperto. Nella seconda metà del XVI secolo una potente flotta ottomana assalì l’isola di Malta, sede dei Cavalieri Gerosolimitani, la quale dopo eroica resistenza si salvò per l’intervento di una squadra di galee, partita da Messina, inviata dal Viceré Don Garcia di Toledo. Questo evento indusse il Viceré a realizzare (1565) un nuovo e più grande arsenale. Si scelse un’area della zona falcata, nei pressi del forte SS. Salvatore. Sulla base della cartografia del Cinque-Seicento, il nuovo arsenale appare come una struttura di grandi dimensioni, occupante una vasta area della “falce” portuale (fra la Lanterna del Montorsoli e il forte del SS. Salvatore), costituita da una serie di lunghi capannoni, secondo i dettami della tecnica navale dell’epoca.  Nel 1571 con il concentramento a Messina della potente flotta della Lega Santa, i cantieri e gli arsenali mostrarono la propria efficienza e furono in grado di soddisfare le esigenze di centinaia di navi da guerra riunite sotto il comando del principe Don Giovanni d’Austria. La vittoria di Lepanto e il successivo rientro a Messina della flotta vittoriosa, che trascinò al seguito numerose galee ottomane, esaltarono le doti e le capacità organizzative delle strutture navali cittadine, nonché delle maestranze, sottoposte a un duro lavoro di rabberciamento e di riparazione delle numerose unità danneggiate in combattimento.

 

L’arte dei remèri: immagini di lavorazioni artigianali dei costruttori di remi e imbarcazioni della laguna di Venezia” sarà proposta a cura della “Marco Polo System g.e.i.e” e dell’Associazione “El Felze” di Venezia. Raccontare le vicende dei remèri e degli altri protagonisti dell’“industria del remo” è l’occasione per considerare la rilevanza delle arti nella Venezia storica e per sottolineare il valore indiscutibile del patrimonio di conoscenze depositato nell’artigianato veneziano, culla di maestria nautica di peculiare importanza, nel corso dei secoli, nell’area del Mediterraneo. Giuseppe Buonfiglio e Costanzo, nell’opera “Messina Città Nobilissima” (Venezia 1606), parlando dell’Arsenale di Messina scrive “[…] e nelle vicine case antiche sono ancora i ritegni delle pietre, dove i remieri riponevano i remi, peroche s’armava allora all’uso Venetiano […]”.

  Enrico  Casale

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Da un articolo apparso sul "Giornale di Augusta" n° 34 - giugno 2008 -

 

lavoro,marina militare,arsenale messina,augusta,augustanewsArsenale di Augusta: fiore all’occhiello della Marina Italiana

“[...] Federico II di Svevia non aveva dubbi sulla città di Augusta in seno alla politica economica attuata dopo le sanguinose repressioni storiche del 1232 che avrebbe portato ad una radicale trasformazione territoriale nella sicilia orientale ed alla conseguente decisione di edificarvi persino la città tra il 1232 e il 1234, soprattutto per motivi di ordine militare che scaturiscono dalla strategica posizione del luogo[...] Successivamente, il 1° luglio 1962 la nascita di MARINARSEN

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AUGUSTA; il 1° luglio 1963 diventa Sezione staccata di MARINARSEN MESSINA, per essere classificato “Ente” il 1° luglio 1984, divenendo autonomo e sede di Direzione il 24.6.1987…[…..] Nello stabilimento che potrebbe essere convertito in “Ente Pubblico Economico”, gli anziani arsenalotti guardano con nostalgia il passato, quando la professionalità delle maestranze operaie veniva esportata persino all’esterno, mentre in città correva voce che talune lavorazioni potevano essere effettuate “solo” in Arsenale per via delle ricche strutture e delle attività che venivano svolte nello stabilimento, alcune delle quali dismesse perché superate dal tempo: la falegnameria, l’officina fabbri, la camera iperbarica, la fonderia artigianale (tra le piu’ antiche di Sicilia e oggetto di studio da parte di organismi universitari), l’officina carpentieri in legno, l’officina siluri ed altre ancora…”

  Giuseppe  Tringali

 

WORKSHOP CLOWN A PIEDE LIBERO

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 Progetto di formazione sull’arte del clown come strumento di peer education. “ Il clown è una figura molto difficile, perché contiene in sé tutta la gamma di emozioni di un uomo o una donna. Per accostarsi ad esso devi conoscere molto bene te stesso, devi esplorare con onestà la tua intimità” (Jacques Lecoq). Il Nouveau Clown è una figura umana il cui studio porta a un viaggio verso se stessi, un viaggio verso la propria fisicità e personalità. In questo workshop lo studio sull’arte del clown moderno viene integrato ad un lavoro di peer education con il coinvolgimento di un gruppo di ragazzi diversamente abili e di studenti delle scuole superiori per formare un gruppo di clown che effettueranno folli incursioni per la città di Noto durante i giorni dell’Infiorata. Ogni anno la terza domenica di maggio è dedicata all' Infiorata considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Isola. E' uno spettacolare tappeto di fiori steso sulla via Nicolaci, formato da gigantesche raffigurazioni che prendono forma in un susseguirsi di petali di fiori, dai colori e dalle forme più svariate. Noto città patrimonio dell’Unesco e capitale del Barocco siciliano. Il lavoro sul clown è un lavoro che andrà a toccare l’intimità più vera e profonda, un’intimità che andrà a comunicare con le intimità che incontrerà. Il naso è l’antenna del viso, è la parte più vicina a una persona quando la incontriamo. L’adulto solitamente ha un rifiuto istintivo del clown perché tocca le sue corde più intime e stuzzica il bambino interiore , e se questo bambino è stato ucciso o represso è ovvio che l’adulto rifiuti questo incontro catalogando il clown alla voce “diverso”, “qualcosa che non mi appartiene”, “qualcosa che mi minaccia”, “qualcosa che non è ben accetto”, qualcosa che ha altre regole e minaccia la nostra sicurezza. Non a caso la parola diverso e divertirsi hanno la stessa etimologia. L’associazione IL MURO da anni lavora a delineare una dimensione artistica e sociale del clown, inteso non in senso riduttivo come clown dacorsia, da ospedale o da circo ma Clown in quanto figura umana che opera nel vissuto collettivo che può intervenire o esibirsi ovunque, soprattuttoin contesti difficili, per veicolare emozioni, riflessioni e mettere in moto processi dell’animo molto personali e importanti.In tal senso la tecnica del Clown diventa uno strumento efficace di formazione e di intervento per lavoratori del terzo settore, operatori delvolontariato e attori o performer che voglio sviluppare un proprio stile o una personale poetica.Mentre per persone che vivono in situazioni a rischio, marginali o di disabilità l’utilizzo di questa pratica diventa mezzo o canale di libera espressione. Dunque l’uso del naso rosso è tecnica di rigenerazione di energia che diverte, emoziona e coinvolge a doppio senso : chi guarda e chi fa. Il workshop è uno studio di tecniche semplici e basilari, attraverso il gioco, lo studio di gag e soprattutto la presenza nello spazio e lapercezione immediata del momento che permette di improvvisare in qualsiasi situazione e creare relazioni divertenti e profonde con ilpubblico.Il lavoro è strutturato in due fasi:1)Workshop sull’arte del clown: la mattina si lavorerà sullo studio dei personaggi e affinamento della propria percettività. Il pomeriggioinvece insieme ai ragazzi del centro PDA per costruire e ideare le GAG per la messa in scena finale.2) CLOWN A PIEDE LIBERO: incursioni clown durante i giorni dell’INFIORATA.Il workshop è tenuto da Alessio Di Modica dell’associazione IL MURO in rete con Coop Soc. Iris che cura l’organizzazione generale dell’evento in collaborazione con il comune di Noto servizi sociali e delcentro PDA (Persone Diversamente Abili) Lunaria cura la promozione e l'invio di partecipanti internazionali al progetto. L’ospitalità ai partecipanti e avviene all’interno del villaggio turistico Isola blu all’interno di villette di proprietà del comune di Notoche sono state confiscate alla mafie e utilizzate a scopo sociale.Alla fine del workshop verrà rilasciata la certificazione di partecipazione dalla cooperativa IRIS e associazione IL MURO. Il workshop è a numero limitato, per informazione chiamare il numero 0931 991921 – 3384149595 o scrivere a areateatro@gmail.com  - Siamo tutti dei clown, crediamo tutti di essere belli, intelligenti e forti, mentre ognuno di noi ha le sue debolezze, i lati ridicoli che, rivelandosi, provocano il riso…il clown è colui che fa fiasco, che sbaglia il suo numero mettendo così lo spettatore in una condizione di superiorità. Con questo scacco rivela la sua natura umana e profonda, che ci fa commuovere e ridere”

Il corpo poetico di Lecoq

21 febbraio 2012

La conferenza dell’astronomo Ternullo entusiasma gli alunni del LICEO “Mègara”: Galileo, non solo uomo di scienza. Si replica martedì 28 per il pubblico cittadino alle 18.00 nell’aula Vallet del plesso centrale alla Cittadella degli studi

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AUGUSTA. Si è svolto,   giorni fa, nell’aula Vallet del Liceo Classico Mègara,  un’ entusiasmante conferenza daltitolo “Galileo, non solo scienza”, tenuta dal professor Maurizio Ternullo – ricercatore astronomo in servizio all’ l’osservatorio di Catania, curato dalla professoressa Anna Lucia Daniele, docente di Fisica  al liceo scientifico. Entusiasta la dirigente scolastica,  , Maria Concetta Castorina,  che non ha mancato di mostrare il suo interesse per l’argomento trattato e ha invitato  gli alunni a seguire con attenzione.Il professor Ternullo ha avuto modo di “addentrarsi” nella vita del diciassettesimo secolo e di illustrare non solo le scoperte di Galileo, ma anche il suo valore in campo filosofico, culturale e artistico,  riallacciandosi a gran parte dei rami del sapere. Ha intrattenuto  gli alunni per più di un’ora parlando di  Galileo, le sue scoperte e la repressione a cui fu soggetto in una prospettiva storica, ovvero come il processo a Galileo ha plasmato nei 400 anni successivi la cultura italiana, intendendo per “cultura” tutto:  scienza, letteratura, arti figurative, musica, filosofia, rispetto dei diritti umani, sentimento di identità nazionale, liberalismo e anti-liberalismo, scomuniche risorgimentali, Benedetto Croce, teologia, fascismo e antifascismo...Al termine dell’interessantissima e coinvolgente spiegazione, gli alunni hanno avuto la possibilità di esporre i propri quesiti, desiderosi di conoscere l’opinione dell’esperto che è stato lieto di rispondere in maniera convincente ed esaustiva alle molteplici domande.Con grande fervore,  la prof.ssa Daniele, pienamente soddisfatta, ha ringraziato  la dirigente scolastica M. C. Castorina e il prof. Ternullo per aver accettato di partecipare a tale evento e  ha ricordato l’appuntamento di martedì 28 febbraio alle ore 18.00, quando la medesima conferenza sarà riproposta  aperta al pubblico.

Grande entusiasmo anche da parte degli alunni. 

    Silvia Mattei

 

17 febbraio 2012

AL CIRCOLO UNIONE DI AUGUSTA, UNITA’ D’ITALIA E IDENTITA’ DEI SICILIANI

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AUGUSTA.“L'unità d'Italia ha veramente cambiato l'identità siciliana?  Questo il tema della conferenza organizzata dal Circolo Unione, tenutasi nei locali di piazza Duomo. Dopo il discorso introduttivo della presidente del Circolo, Gaetana Bruno Ferraguto, che ha dato impulso notevole per conferire al circolo una nuova immagine,  ha preso la parola Luigi Amato, docente di Estetica all'accademia di Belle arti di Reggio Calabria, che, attraverso un lungo, ma interessante,  excursus storico, che ha preso le mosse dall’attuale movimento dei “Forconi”, si è soffermato sulla questione riguardante il reale sentimento di appartenenza all'identità italiana dei siciliani. La conferenza ha fornito spunti di riflessione al numeroso pubblico presente,  ponendo diversi interrogativi,sollevati, tra gli altri, da Nicola Limma, medico ospedaliero in pensione, e dall’ex preside del liceo classico “Mègara” di Augusta, il prof. Alberto Terranova. Moderatore fermo, ma cortese Gaetano Gulino, già dirigente apicale dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

D. C.

02 febbraio 2012

AUGUSTA, GIOVANI LICEALI PARLANO DELLE STELLE

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Si è svolta un’insolita lezione di Astronomia presso la sede locale dell’Unitre. Ad affascinare soci e presidente dell’università delle Tre Età sono stati nove alunni della IC del Liceo Scientifico, coordinati dalla prof. ssa Maria Romano. La docente ha spiegato il sistema Terra – Luna, gli alunni Dalila Danieli, Filippo Gallucci, Agata Garsia,Luca Passanisi e Fabrizia Romeo hanno illustrato una presentazione in Power-Point dal titolo “Dalla spazzatura locale alla spazzatura spaziale”, gli alunni Chiara Formoso, Federica Presente, Lorenzo Scionti e Samuele Marsano hanno esposto una relazione dal titolo “Noi figli delle stelle” sempre con l’ausilio del Power -Point.

   G.C.

23 gennaio 2012

FOTOGRAFI D’ARTE TRA UNA MOSTRA E L’ALTRA COLGONO IL REALE E L’IMMAGINARIO

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AUGUSTA.“Vite abbandonate…vite vissute” questo il titolo della mostra itinerante che ha fatto tappa  ad Augusta, nella sala espositiva “Guido Maddaleni” dell’ Apf (Augusta Photo Freelance). La mostra patrocinata dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) è stata realizzata dall’architetto palermitano Luigi Mirto. A oltre trent’anni dalla legge Basaglia, che chiudeva l’era dei sanatori, la mostra descrive, con un magistrale bianco e nero, sguardi alienati, sorrisi isterici, abbracci mancati di persone che, con un grido muto, urlano al cielo il loro dolore. Ventisei scatti per raccontare il disagio di chi vive ai margini. L’uso della fotografia a pellicola blocca quei momenti in una dimensione  atemporale,  in sospeso tra un passato doloroso e un futuro incerto. Evidente risulta il gusto per l’asimmetria e per le visioni prospettiche che dipingono luoghi solitari. Nessun distacco, nessun pietismo suscitano le foto che mettono in luce l’abilità del fotografo che,  per mesi,  ha vestito i panni del “diverso”. Il risultato di questa mimesi ha portato alla naturalezza dei soggetti ritratti che, non avvertendo la lente della fotocamera, si sono mostrati autentici nella loro disarmante quotidianità. La mostra permette di osservare, attraverso uno spioncino, stralci di un mondo che è sempre sotto i nostri occhi, nei vicoli, nelle strade o nelle case abbandonate, ma che per distrazione o per proposito si cerca di evitare. Diceva il grande drammaturgo irlandese Samuel Beckett “ Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano”. Si è conclusa la mostra dell’Apf tenutasi all’interno del  Salone  settecentesco del Palazzo di Città di Augusta

Continua...

17 gennaio 2012

Concluso il corso di pittura Inner Wheel di Augusta

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Grande pubblico, grande festa, grande emozione e grande solidarietà per la cerimonia di chiusura del Corso di pittura “Dipingiamo le emozioni” che ha avuto luogo Sabato 14 Gennaio 2012, presso l’Auditorium di Palazzo San Biagio di Augusta.  Il corso, realizzato per iniziativa dell’International  Inner Wheel di Augusta e con il contributo del Comune di Augusta e di Melilli, è stato frequentato da ragazzi diversamente abili che sono stati guidati dalla Prof.ssa Pina Commendatore che ha tenuto una serie di lezioni in cui ha tracciato non solo un percorso di scoperta di alcuni artisti che hanno fatto la storia della pittura, ma ha anche sperimentato alcune tecniche, dall’uso della matita all’acquerello, dai pastelli ai colori ad olio, dal puntinismo all’astrattismo, che sono state applicate  agli elaborati che, esposti ed ammirati  a Palazzo san Biagio, dimostrano l’impegno, la bravura e l’entusiasmo degli allievi.

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 Molte le autorità presenti, tra cui il Vice Sindaco di Melilli, Avv. Salvatore Sbona. In apertura di serata, la Presidente dell’International  Inner Wheel di Augusta, Sig.ra Tina Angelino Sanfiorenzo, ha ringraziato quanti hanno collaborato alla riuscita del corso, in particolare la Prof.ssa Pina Commendatore,  il Presidente ed i volontari dell’Associazione Progetto Icaro , la Presidente Lavinia Pitari ed i ragazzi dell’Interact, i Volontari della Misericordia di Melilli, le Socie Inner , sottolineando le finalità del corso: contribuire alla socializzazione ed aiutare questi ragazzi ad esprimere attraverso la pittura i loro sentimenti e la loro sensibilità. “ E’ stata – ha detto la Presidente – un’esperienza umana e spirituale arricchente per tutti: socie, volontari, allievi e docenti”.  La serata, arricchita da significativi interventi  di persone che operano nel campo del volontariato, dalle testimonianze dei ragazzi che hanno frequentato il corso, dalla proiezione di un repertorio fotografico, da intermezzi di poesia e di musica a cura della Socia Adriana De Filippo, del Coro Euterpe Junior del M° Rosy Messina, di Lavinia Pitari, di Giovanni Di Mauro e Roberto Greco, ha avuto il suo momento  culminante nella consegna ai ragazzi di una medaglia e di un attestato di frequenza  e di una targa alla Prof.ssa Pina Commendatore che ha donato due sue opere che sono state sorteggiate tra i presenti.   Per una serata  tutta all’insegna della solidarietà e dell’amicizia, non ci poteva essere conclusione migliore  del la famosa canzone di Dario Baldan Bembo  “ Amico è”  eseguita dai frequentanti il corso,dai  ragazzi dell’Interact e dalle Socie Inner.

    Angela Gigli Amato

14 gennaio 2012

Una storia vera, tra sogno e realtà, l' incontro in fondo al mare con la cernia

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I fatti provocano un’ emozione superiore quando vengono vissuti direttamente; diversamente, si sa, le storie raccontate come questa che andrò a descrivere, per quanto dettagliatamente, non potranno mai raggiungere lo stesso livello emozionale. L’emozione provocata da un avvenimento eccezionale e inaspettato ti entra dentro, totalmente, al punto di lasciarti qualche volta addirittura privo di sensi,  per installarsi definitivamente in una partizione della tua memoria, tanto che neppure il tempo riuscirà più a rimuovere.

Tutto ha inizio un pomeriggio di piena estate, quando dal mio scoglio preferito fisso il mare che presenta quel giorno un’insolita quanto rara cristallina trasparenza, mentre una leggera brezza movimenta simultaneamente la superfice dell’acqua,  facendo intravedere il fondale, riflettente luci, colori e figure di tonalità blu e verdi che, dopo essersi sovrapposte, d’un tratto sembrano  apparire  più chiare per poi scomparire del tutto al sopraggiungere di una nuova, ancor più intensa brezzolina. Il sole, dal canto suo, va a morire sull’acqua riflettendo in lontananza tante gocce d’oro, sotto un cielo terso e privo di nuvole. Ed è con queste condizioni di spirito che mi appresto a prendere le pinne e la maschera per provare il mio nuovo fucile ad aria compressa che, a sentire il  negoziante che me lo aveva venduto, è di buona manifattura. Nella fretta di usarlo indosso le pinne, le solite pinne strette che avrei dovuto cambiare prima e che nel frattempo maledico per l’ennesima volta, esattamente nel momento in cui, sedendomi in bilico nello scoglio irto e appuntito, debbo spingerle con forza per farle entrare. Un giorno di questi le dovrò cambiare, continuo a ripetermi! Un salto ed entro in acqua, metto la maschera dopo averci sputato dentro, ci passo il dito, la sciacquo con l’acqua salata per evitare l’appannamento delle lenti, mi aggiusto il boccaglio con cura, posizionandolo a dovere per evitare il fastidio ai capelli e  inizio a dare un’occhiata al fondo dove un attimo prima avevo buttato il fucile nuovo. Lo vedo, è giù a un paio di metri! Ancora una giravolta, scendo, lo afferro, appoggio il calcio sulla pinna, metto l’arpione e lo carico. Finalmente pronto, inizio l’esplorazione!

E’ già trascorsa una buona ora e incomincio ad avvertire i primi sintomi di freddo, quasi a volermi indicare che forse è  arrivato il momento di uscire dall’acqua, ma l’insolito spettacolo offerto quel giorno dal fondale, nitido e limpido come mai, mi distrae troppo facendomi  sentire quasi una sirena, distogliendomi dall’idea di tornare a riva, malgrado le pinne continuassero a serrarmi maledettamente i piedi. Ad un tratto, mentre penso seriamente che questa volta devo impormi il cambio delle pinne, mi pare di intravedere una sagoma oscura a sette-otto metri di profondità, tra gli scogli e la poseidonia. Cerco di mettere a fuoco meglio la vista, non mi sbaglio, si tratta di un pesce grosso dal peso di circa 10 chili, attorniato da una miriade di altri piccoli pesciolini che gli gironzolano  attorno. Al momento penso di allontanarmi un po’ per non spaventarlo e farlo scappare, magari cercando di sorprenderlo alle spalle, ci provo ….quando, d’un tratto, mi vedo puntato dalla bestiola che, uscendo allo scoperto oltre gli scogli, va pinneggiando dritta e decisa verso di me con tutto il suo seguito, col nugolo dei pesciolini che continuano a nuotargli accanto, fermandosi  immobile a due metri di distanza. Batte le pinne laterali con calma e mi guarda con i suoi occhioni grandi, enormi, bellissimi, sembra quasi che voglia parlare con me, comunicarmi chissà quale segreto. Mi fissa calma e tranquilla la mia cernia ed io avrei voluto in quel momento accarezzarla, ma preferisco non muovermi per non spaventarla. Dopo un pò, mi ricordo di avere imbracciato il fucile nuovo, che devo provarlo, lo punto alla testa del pesce, pronto a spedire col semplice movimento del dito l’arpione in mezzo a quei due enormi e bellissimi occhioni. La mia cernia continua nel frattempo a fissarmi;  bella, coloratissima, davanti a me continua a boccheggiare, ignara di quello che sarebbe potuto succederle da lì a poco, mentre i pesciolini gli strusciano la pinna posteriore nel tentativo di avvisarla del pericolo dello stare  dinanzi a un cacciatore, a un assassino. Non so quanto tempo sia passato, so soltanto che da lì a poco siamo diventati amici, siamo entrati in comunicazione, dopodiché la vedo andare via, scomparire lentamente e dignitosamente verso quell’immenso blu.

Il freddo intanto era svanito mentre lentamente risalgo per andare non lontano verso lo scoglio, a deporre il fucile nuovo.   

  Emidio  Giardina

08 gennaio 2012

JUBILAEUM A S. FRANCESCO PER NOTE DI NATALE

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AUGUSTA. Luci, musica e voci melodiose hanno caratterizzato il concerto “Note di Natale”, dalla corale polifonica Iubilaeum, nella parrocchia San Francesco di Paola, in Augusta. Il Quartetto d’Archi Aretuseo, il professore Salvo Passanisi  all’organo, il professore Domenico Veca al clarinetto, il direttore artistico Luigi Trigilio e le stupende voci ben affiatate dei coristi hanno trasportato il numeroso e  caloroso pubblico presente nella chiesa in un mondo fantastico, facendo assaporare in anticipo la magia che solo il Natale sa offrire. Sono stati eseguiti canti della tradizione natalizia ma anche patriottici, deliziando le orecchie dei presenti, grazie all’armonia che i coristi della Iubilaeum sanno regalare. Come ha evidenziato  il presidente della Corale, Melchiorre Fragalà, “il concerto è un augurio alla pace e alla cittadinanza di Augusta, e ogni anno è un piacere per i coristi prepararsi a questo  lieto evento per donare la loro seria e attenta preparazione, frutto di un intenso lavoro, svolto settimanalmente, animati da pura passione per la musica”. Il parrocco, don Francesco Scatà, ha rivolto parole di ringraziamento e presentato l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, che non ha mancato di sottolineare la bravura dei coristi e il loro impegno, apprezzato anche durante la recente visita pastorale. Erano, altresì, presenti il vicesindaco di Augusta, Calogero Geraci, che ha lodato i coristi e augurato a tutti un sereno Natale e l’assessore alla provincia, Rino Lazzari, che si è complimentato con la Corale. Il direttore artistico, visibilmente soddisfatto per la serata e orgoglioso dei bis richiesti, ha espresso il dovuto riconoscimento all’impegno dei suoi coristi, ha ringraziato chi condivide con lui la preparazione dei canti, il signor Giuseppe Bari e il presidente della Corale, per la collaborazione profusa per la buona riuscita del concerto. Il pubblico ha applaudito calorosamente, mostrando di aver molto gradito la bella serata trascorsa all’insegna della buona musica, in un percorso melodioso creato dalle voci dei coristi, dalla bravura del Quartetto e del clarinettista Veca, che è anche un corista della Iubilaeum.

   C.M.

03 gennaio 2012

CONCORSO A PREMI PER IL LICEO MÈGARA DI AUGUSTA, «IL MARE NELL'ARTE, NELLA LETTERATURA E NELLA TRADIZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO»

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Il liceo «Mègara», con la collaborazione della Marina Militare, ha organizzato il concorso «Il mare nell'arte, nella letteratura e nella tradizione del nostro territorio». Un concorso aperto a tutti gli studenti del liceo per sensibilizzare i temi legati alla conoscenza del proprio territorio, con particolare riferimento al mare e a ciò che esso significa nella storia e nella tradizione di Augusta. Gli alunni, autori delle migliori opere realizzate, sono stati premiati a bordo dela nave-pattugliatore «Comandante Borsini», presente il comandante della flotta Corvette, contrammiraglio Compiani, che ha accolto alunni, professori, dirigente scolastica e genitori, ricordando gli stretti rapporti di collaborazione fra la M. M. e la città di Augusta, rapporti che il concorso rinsalda e che si spera possa continuare ancora per cent’anni

Continua...

31 dicembre 2011

AL CIRCOLO UFFICIALI DI AUGUSTA, JOSE’ TRINGALI, “REGINA” DEL PIANOFORTE

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AUGUSTA. Il Rotary club di Augusta giovedì 29 ha organizzato un  “Concerto di Natale” al circolo ufficiali di Augusta con José Francesca Tringali, protagonista asssoluta. Josè  è il nome di battesimo dell’ultima regina  d’Italia, Maria Josè del Belgio, sposata al figlio di Vittorio Emanuele III, che poi divenne re (per un mese) con il nome di Umberto II, detto, appunto, il re di maggio. Josè Tringali è stata  la “regina” della serata, anche perché vanta un curriculum di tutto rispetto. Il concerto da lei offerto fa parte di una lunga tradizione varata dal Rotary che, ogni anno, puntualmente, offr e alla cittadinanza un concerto natalizio.  Quest’anno il Rotary, presieduto da Gaetano Milluzzo, segretario Giuseppe Pìtari, essendo governatore del Distretto l’augustano Concetto Lombardo, ha voluto puntare su una socia, presidente dello stesso sodalizio lo scorso anno, che da anni è una concertista affermata, come dimostra il c.v. Nativa di Augusta, Josè incomincia  a studiare il pianoforte all'età di cinque anni mostrando da subito una particolare predisposizione alla musica. Nell' 80 si diploma brillantemente al “Bellini” di Catania sotto la guida del M° D. Lanzafame e si perfeziona dapprima come solista e in seguito in duo pianistico con ilM°A. Catania, sua grande mèntore nella carriera artistica. Riscuote unanimi consensi ai numerosi concorsi nazionali in formazione cameristica come “Duo per due pianoforti” insieme a Michela Trovato, aggiudicandosi sempre il primo premio assoluto. Vince altresì il primo premio al concorso europeo “Città di Ostuni” e agli internazionali “N. Paganini” di Genova, “Rovere d'Oro” di Finale Ligure, “F. Chopin” di Roma, “Città di Alassio, “Perugia Classico”, “T.I.M. (Torneo Internazionale di Musica), “Grand Prize”…Insignita della Medaglia d'Argento del Presidente della Repubblica, nel 2003 partecipa con grande successo alla biennale d'Arte e Cultura “Essere donna nell'arte” organizzata dalla Fidapa a Firenze. Nel 2004 collabora insieme ai direttori d'Orchestra M° G. Romeo e M° A. Korkmaz come Project Leader alla realizzazione dell' “Orchestra Giovanile” del Mediterraneo che nasce dal sodalizio tra il Rotary Club di Augusta e il Rotary Club di Ankara, promuovendo la conoscenza delle tradizioni classico-etniche e la comprensione dei popoli del Mediterraneo attraverso la musica. Sensibile alle problematiche sociali,  ha sempre aderito a manifestazioni rivolte alla solidarietà e alla beneficenza attraverso il Rotary e altre associazioni per raccolta fondi a favore dell' A.I.L.; C.R.I.;IBICUS… Ha suonato con l'orchestra giovanile “V. Bellini” diretta dal M°G. Romeo. Si è esibita all' Università degli Studi di Catania e in diversi teatri nazionali. Ha seguito corsi di alto concertismo con grandi maestri  quali Aldo Ciccolini, Valfrido Ferrari, Giovanna Valenti, Antonio Ballista… Docente di pianoforte nella scuola secondaria di I° grado, è direttore d'orchestra dell'”Ensemble giovanile S. Todaro” di Augusta. Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche di repertorio classico, moderno e contemporaneo. Nell' ambito dei progetti dell'anno appena trascorso della sua presidenza del Rotary Club di Augusta, ha organizzato con grande successo un concorso Mmsicale “Rotary-Conoscersi Suonando” nell'area aretusea con la collaborazione entusiastica dei club di Siracusa, Lentini, Augusta, Palazzolo, Siracusa Monti Climiti, Siracusa, Ortigia, Pachino. Il progetto rivolto ai giovani talenti ha avuto l'obiettivo di sostenere lo studio della musica e raccogliere fondi per la “Polio-Plus”. Visto il grande consenso, il Rotary International, nella  persona del governatore Concetto Lombardo, sosterrà per l'anno 2011-2012 lo stesso progetto estendendolo a tutto il Distretto.  

  G.C. – al piano, Josè F. Tringali