25 febbraio 2012

Da fruitori a donatori di tempo, di Giuseppe Caramagno

presidente.jpgDesidero ripresentare attraverso questo sito il senso della conversazione avuta in aula il 13 corrente. Ciò per l’eventuale rivisitazione dei contenuti da parte degli “alunni” presenti, offrirne la conoscenza agli “alunni” assenti; l’opportuna divulgazione dei “valori Unitre”. Per una migliore conoscenza e più opportuna presa di coscienza di quanto ho voluto proporre e sollecitare i soci con la relazione al tema della serata “da fruitori a donatori di tempo Unitre”, suggerisco di visionare i progetti già presentati in aula e riproposti attraverso il nostro sito:

- “Banca dei donatori di tempo- Unitre Augusta”

- “L’Unitre: proposta di un nuovo stile di vita”.

A mezzo della frequenza ai corsi culturali, ai vari laboratori di attività e alle altre iniziative ricreative e di aggregazione sociale (come si evince dagli spezzoni di filmati proiettati nel corso della conversazione), i nostri soci-alunni stanno sperimentando un più fruttuoso impiego del loro tempo e un nuovo stile di vita, vivendo ore di allegria, gioia e serenità, nella convulsa realtà della vita quotidiana, e la fierezza dell’appartenenza all’associazione  video-interviste a docenti -  video-interviste a soci -  video alle attività di laboratorio

Volendo trarre veri benefici personali dall’appartenenza alla nostra Unitre dovremmo insieme decidere e tentare di fare un salto di qualità.Dovremmo, con un tantino di buona volontà modificare un po’ il nostro modo di essere soci Unitre.  Come atteggiamento mentale, dovremmo tentare di passare, concretamente,

da: fruitori a donatori di tempo Unitre.

Da presidente, coordinatore e propulsore dello spirito e delle attività dell’associazione, ho vivacemente sollecitato i soci a considerare quanto segue:

·         il bene più prezioso che l’uomo ha è il dono del tempo;

·         non utilizzare bene il tempo è da insensati, sprecarlo è da folli!;

·         donare un po’ del proprio tempo al “bisognoso” è atto:

o    di grande civiltà;

o    di solidarietà umana;

o    di generosità che riempie il cuore;

o    di crescita umana personale e del beneficiario;

o    di esempio di vita ai figli, ai nipoti e al prossimo;

o    di concreta appartenenza all’Unitre (Ass.ne di “promozione umana” - Accademia di Cultura, Umanità e Solidarietà);

o    atto di amore cristiano: (Il cristianesimo si vive donandosi sull’esempio di Gesù Cristo e con Cristo).

logounitre.jpgL’Unitre, a mezzo del nuovo stile di vita che ne deriva, dà la possibilità di: -  “aggiungere anni alla vita” (espressione cara alla ns. Pres. Naz.le); - “vivere più serenamente e cogliere occasioni di socializzazione” (mia personale constatazione). Nel corso degli anni, confortato dalla esperienza personale e di quella di tanti amici e conoscenti, ho maturato la profonda convinzione che importanti componenti e fonti di serenità e di gioia sono:la stima del prossimo;l'autostima, fondata sull’umiltà e sull’Amore che si dona “al bisognoso”;la capacità di chiedere e dare perdono. Il chiudersi in sé stessi o semplicemente dediti al proprio dovere, l’arroccarsi nell’orgoglio e non sapere chiedere e dare perdono, potrebbero non essere sufficienti per alimentare l’autostima, la stima del prossimo e la pace del cuore. La morte spiega la vita.

Ho visto persone in fin di vita, dopo lunghe malattie e indicibili sofferenze, affrontare con serenità il tramonto della vita terrena, coscienti che l’avevano spesa nel “servizio ai fratelli” e praticato il perdono. Erano coscienti che avevano praticato l’Amore e andavano incontro all’Amore.

    Giuseppe  Caramagno

24 febbraio 2012

Augusta/Muscatello. La speranza e’ l’ultima a morire? No è MORTA! La Ginecologia va a Lentini - di Giorgio Càsole

muscatello2.jpgcas.jpgAUGUSTA. 19 febbraio.   Spes ultima dea, dicevano i Romani e noi diciamo che la speranza è l’ultima a morire. Ricordiamo il proverbio latino e italiano a proposito della prevista occupazione dell’ospedale Muscatello, indetta, organizzata e diretta, in prima persona, dal sindaco Carrubba,  che ha annunciata  al consiglio comunale, indetto ad hoc, dal  presidente Amato, la mattina di venerdì 17. E, immediatamente, è stata suonata  la grancassa da alcuni gruppi dei social network e da qualche organizzazione sindacale, come la CGIL, che ha reclamizzato l’evento con  un paio di manifesti murali vergati a mano, in cui l’organizzazione, come ha fatto altre volte, invita “tutti i cittadini a partecipare”. Secondo gl’intendimenti del sindaco, che sembra si sia svegliato da un lungo letargo, l’occupazione del presidio ospedaliero dovrebbe far recedere il duetto regionale Lombardo-Russo, rispettivamente “governatore” e assessore alla Salute della nostra Regione dal loro proposito di trasferire  i reparti di ginecologia-ostetricia e pediatria nel faraonico ospedale di Lentini, bello sicuramente a vedersi, che ne è privo, tanto che molte donne lentinesi vengono a partorire proprio qui ad Augusta. E , allora, perché togliere a Augusta un reparto augustano doc, nato e potenziato per volere di un augustano di vaglia quale è stato lo scomparso  Salvatore Paci, medico specialista con libera docenza all’Università di Catania? Perché, rispondono Lombardo e Russo, in coro o singolarmente, bisogna risparmiare e bisogna tagliare i “punti nascita” (orribile espressione coniata forse dai due: uno, Lombardo,  psichiatra in aspettativa dell’ASP di Catania, l’altro, Russo, magistrato,sempre in aspettativa, del tribunale etneo).Che bisogna risparmiare è giusto, ma è anche sacrosanto e giusto che non si  deve risparmiare sulla pelle dei cittadini, com’è sancito dalla Costituzione. Bisogna tagliare dov’è logico: Facciamo due esempi. A Ragusa città c’erano, fino a non molti anni fa, tre ospedali: due di questi, il Civile, ex ospedale Mussolini”, ubicato a Ragusa superiore aveva tutti i reparti di un ospedale funzionale, l’altro, chiamato “Paternò Arezzo”, ubicato a Ragusa Ibla, la Ragusa vecchia, aveva gli stessi reparti del “Civile”.Quest’ultimo, addirittura, aveva un doppione al suo interno: oltre al normale reparto di ginecologia, dove nascevano i bambini, c’era un altro reparto, denominato fittiziamente di “patologia ostetrica”,  dove nascevano regolarmente i bambini: Il doppione era stato realizzato per accontentare due primari. Un’enormità, ovviamente. Il terzo ospedale ragusano, chiamato “Giambattista Odierna”, aveva reparti specialistici. Questi tre ospedali aveva autonomia amministrativa e gestionale,Quando, però, è subentra la razionalizzazione delle ASL, poi ASP in Sicilia, sono stati eliminati i doppioni dispendiosi. Ovviamente, com’era giusto. Per risparmiare, sono stati aboliti molti primariati. Facciamo un esempio: nei vari ospedali di un’ASP ci sono i reparti di oculistica, ognuno dei quali, prima,  aveva un suo primario; ora c’è un solo primario o dirigente per tutti i reparti e, se è necessario,  tale dirigente si sposta da un reparto all’altro. Però, per risparmiasre non sono state abolite le figure o non sono stati drasticamente ridotti gli stipendi  dei cosiddetti manager o direttori generali che, di norma, sono pagati 250 mila euro l’anno, con l’aggiunta di benefici, cioè altri soldi, se procurano risparmi. Come li procurano questi risparmi? Lesinando sui prodotti farmaceutici ,garze o altro, come mi confermava un medico del Muscatello, che vuol mantenere l’anonimato. Però, poi spendono i nostri quattrini per far stampare giornali semiclandestini, con tanto di stipendio al direttore e ai redattori, giornali  “inutili”, come direbbe Celentano, anche perché a Siracusa il giornale dell’ASP, diffuso non sappiamo dove e quando, riporta spesso la foto a tutti denti del sorridente direttore generale Maniscalco, come abbiamo potuto constatare quando c’è stata mostrata una copia. Maniscalco, su ordini del Duo Lombardo-Russo, ha disposto con decreto il trasferimento di ginecologia-ostetricia per accontentare chi? I lentinesi, in primo luogo, il loro deputato Gennuso, che milita nell’MPA di Lombardo, e poi Lombardo  e Russo, non certo per motivi di razionalizzazione della spesa, perché se si volesse davvero razionalizzare, l’ospedale Muscatello manterrebbe il “suo” reparto di ostetricia e quello, collegato, di pediatria, e  il nosocomio di Lentini potrebbe avere reparti nuovi di zecca. Il mio ragionamento è logico.  Ma la logica non coincide con la politica.

Continua...

23 febbraio 2012

GLI ARSENALI MILITARI DI SICILIA: UNA PAGINA DI STORIA E ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

L’ ARSENALE DI MESSINA NEL XVI SECOLO E  L’ ARTE DEI REMERI

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  Il 25 febbraio 2012, dalle ore 18, presso l’Arsenale Militare di Messina, avrà luogo la mostra sul tema “L’arsenale Militare tra storia e archeologia industriale”, evento di particolare rilevanza organizzato dall’ Amm. Gianfrancesco Cremonini, Direttore dell’Agenzia Industria Difesa-Arsenale Militare di Messina, in sinergia con l’Associazione Culturale “Arsenale di Messina”. Il percorso museale, articolato in quattro tappe, prevede al “Fabbricato Artiglieria” la visione e l’approfondimento di due tematiche particolari per una città a vocazione marinara come Messina. L’Associazione Culturale “Arsenale di Messina” presenterà “L’Arsenale di Messina nel XVI secolo”. Nella seconda decade del Cinquecento, sotto l’imperatore Carlo V, si ebbe un forte impulso per la rinascita dell’Arsenale di Messina. La struttura navale messinese, sia per potenzialità che per posizione strategica, acquisì primaria importanza militare. Rapidamente potenziata e resa efficiente, incominciò a lavorare febbrilmente per costruire galee, galeotte, fuste e altro naviglio remico. Entro pochi decenni il vecchio arsenale, edificato di fianco al Palazzo Reale, si rivelò inadeguato, per le sue dimensioni, a far fronte alle necessità costruttive del momento. Approssimativamente, sulla base della cartografia dell’epoca, risultava costituito da cinque/sei capannoni ad arcate, in grado di ospitare non più di una dozzina di scafi in costruzione o in allestimento, con pochissimo spazio libero antistante da poter sfruttare per scali o invasi all’aperto. Nella seconda metà del XVI secolo una potente flotta ottomana assalì l’isola di Malta, sede dei Cavalieri Gerosolimitani, la quale dopo eroica resistenza si salvò per l’intervento di una squadra di galee, partita da Messina, inviata dal Viceré Don Garcia di Toledo. Questo evento indusse il Viceré a realizzare (1565) un nuovo e più grande arsenale. Si scelse un’area della zona falcata, nei pressi del forte SS. Salvatore. Sulla base della cartografia del Cinque-Seicento, il nuovo arsenale appare come una struttura di grandi dimensioni, occupante una vasta area della “falce” portuale (fra la Lanterna del Montorsoli e il forte del SS. Salvatore), costituita da una serie di lunghi capannoni, secondo i dettami della tecnica navale dell’epoca.  Nel 1571 con il concentramento a Messina della potente flotta della Lega Santa, i cantieri e gli arsenali mostrarono la propria efficienza e furono in grado di soddisfare le esigenze di centinaia di navi da guerra riunite sotto il comando del principe Don Giovanni d’Austria. La vittoria di Lepanto e il successivo rientro a Messina della flotta vittoriosa, che trascinò al seguito numerose galee ottomane, esaltarono le doti e le capacità organizzative delle strutture navali cittadine, nonché delle maestranze, sottoposte a un duro lavoro di rabberciamento e di riparazione delle numerose unità danneggiate in combattimento.

 

L’arte dei remèri: immagini di lavorazioni artigianali dei costruttori di remi e imbarcazioni della laguna di Venezia” sarà proposta a cura della “Marco Polo System g.e.i.e” e dell’Associazione “El Felze” di Venezia. Raccontare le vicende dei remèri e degli altri protagonisti dell’“industria del remo” è l’occasione per considerare la rilevanza delle arti nella Venezia storica e per sottolineare il valore indiscutibile del patrimonio di conoscenze depositato nell’artigianato veneziano, culla di maestria nautica di peculiare importanza, nel corso dei secoli, nell’area del Mediterraneo. Giuseppe Buonfiglio e Costanzo, nell’opera “Messina Città Nobilissima” (Venezia 1606), parlando dell’Arsenale di Messina scrive “[…] e nelle vicine case antiche sono ancora i ritegni delle pietre, dove i remieri riponevano i remi, peroche s’armava allora all’uso Venetiano […]”.

  Enrico  Casale

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Da un articolo apparso sul "Giornale di Augusta" n° 34 - giugno 2008 -

 

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“[...] Federico II di Svevia non aveva dubbi sulla città di Augusta in seno alla politica economica attuata dopo le sanguinose repressioni storiche del 1232 che avrebbe portato ad una radicale trasformazione territoriale nella sicilia orientale ed alla conseguente decisione di edificarvi persino la città tra il 1232 e il 1234, soprattutto per motivi di ordine militare che scaturiscono dalla strategica posizione del luogo[...] Successivamente, il 1° luglio 1962 la nascita di MARINARSEN

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AUGUSTA; il 1° luglio 1963 diventa Sezione staccata di MARINARSEN MESSINA, per essere classificato “Ente” il 1° luglio 1984, divenendo autonomo e sede di Direzione il 24.6.1987…[…..] Nello stabilimento che potrebbe essere convertito in “Ente Pubblico Economico”, gli anziani arsenalotti guardano con nostalgia il passato, quando la professionalità delle maestranze operaie veniva esportata persino all’esterno, mentre in città correva voce che talune lavorazioni potevano essere effettuate “solo” in Arsenale per via delle ricche strutture e delle attività che venivano svolte nello stabilimento, alcune delle quali dismesse perché superate dal tempo: la falegnameria, l’officina fabbri, la camera iperbarica, la fonderia artigianale (tra le piu’ antiche di Sicilia e oggetto di studio da parte di organismi universitari), l’officina carpentieri in legno, l’officina siluri ed altre ancora…”

  Giuseppe  Tringali

 

OPERAZIONI DI POLIZIA, ARRESTATO UN 22ENNE PER RICETTAZIONE

 Augusta. Il 22 febbraio, gli agenti del locale commissariato, in esecuzione di  un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica di Catania, hanno arrestato  il 22enne Ruben Schifitti,  che  deve espiare otto mesi di reclusione per il reato di ricettazione. Gli sono stati concessi i benefici  degli arresti domiciliari.

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Ad Avola i poliziotti hanno denunciato in stato di libertà quattro persone di età compresa tra i 69 ed i 25 anni per aver organizzato una serata danzante senza le previste e necessarie autorizzazioni di polizia.

 

Visita ispettiva sanitaria del 06 febbraio 2012 al Carcere di Augusta: inauditi i ritardi per l’assegnazione di fondi per il ripristino in toto di salubrità e sicurezza negli ambienti di lavoro

 

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Lettera aperta

Al Direttore della Casa di Reclusione Dr. GELARDI A. -AUGUSTA- E per conoscenza Al Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Regionale –Sicilia Dr. Maurizio VENEZIANO -PALERMO- Al Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Regionale –Sicilia - Servizio Tecnico -PALERMO- Al Comandante del reparto di Polizia Penitenziaria  Dott.ssa M. CALCATERRA -AUGUSTA- A tutte le OO.SS. Polizia Penitenziaria  SEDE A tutti gli Organi di Stampa  Loro Sedi

Egregio Dr. GELARDI, in riferimento alla nota/comunicazione del 08 settembre 2011 a firma degli  scriventi RLS (che si allega alla presente per facilità di consultazione), si rappresenta che  con l’inizio dei lavori di espurgo dei cunicoli “FINALMENTE” qualcosa si è iniziata ad intravedere. Molto poco, invero, rispetto all’ineccepibile interesse mostrato dalla Direzione dell’istituto verso i gravissimi problemi strutturali e igienico sanitari e di cui gli organi competenti sono stati abbondantemente notiziati. È avvilente, infatti, che nonostante la costante e puntuale informazione fornita sulle condizioni fatiscenti della struttura della C.R. di Augusta , pervenuta ai più anche tramite canali diversi dalla direzione, ancora oggi non sembra vi siano stati seri e risolutivi interventi economici per farvi fronte, considerato, altresì, che detta insostenibile situazione rende  l’istituto un luogo insicuro per tutti, operatori ed utenza.  Giorno dopo giorno aumentano i rischi per la sicurezza di tutti i lavoratori che gli scriventi rappresentano, i quali, anziché sentirsi tutelati dall’Amministrazione Penitenziaria che dovrebbe essere l’elite delle istituzioni statali, vivono in un clima decisamente infelice, tendente solo ad abbassare il livello morale e professionale anche dei dipendenti più dediti al lavoro. Gli operatori di polizia del settore non possono ritenersi professionalmente soddisfatti né tutelati solo per aver intravisto un inizio di lavori che, stando alla situazione attuale, non sembra poter decollare nella misura adeguata al gravissimo problema. Gli ultimi fatti accaduti pochi giorni addietro, riguardanti l’ennesimo cedimento delle inferriate esterne e lo scoppio e il cedimento della canna fumaria del gruppo elettrogeno, vanno ad aggiungersi ad una lunga lista di gravissimi problemi mai risolti. Si pensi al fatto che in caso di blackout l’istituto penitenziario resterebbe al buio totale: se questo non basta per indurre chi di competenza ad interventi immediati e soprattutto fattivi, allora non bisogna lamentarsi quando i lavoratori iniziano legittimamente a manifestare i propri disagi con ogni mezzo di cui si dispone. e semmai si dovesse verificare un incidente sul lavoro che pregiudichi più o meno seriamente l’incolumità del dipendente, cosa accadrebbe? Speriamo che mai si verifichi !

Ma di tutto ciò l’Amministrazione,  forse, non se ne rende ancora conto……….

 

Continua...

WORKSHOP CLOWN A PIEDE LIBERO

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 Progetto di formazione sull’arte del clown come strumento di peer education. “ Il clown è una figura molto difficile, perché contiene in sé tutta la gamma di emozioni di un uomo o una donna. Per accostarsi ad esso devi conoscere molto bene te stesso, devi esplorare con onestà la tua intimità” (Jacques Lecoq). Il Nouveau Clown è una figura umana il cui studio porta a un viaggio verso se stessi, un viaggio verso la propria fisicità e personalità. In questo workshop lo studio sull’arte del clown moderno viene integrato ad un lavoro di peer education con il coinvolgimento di un gruppo di ragazzi diversamente abili e di studenti delle scuole superiori per formare un gruppo di clown che effettueranno folli incursioni per la città di Noto durante i giorni dell’Infiorata. Ogni anno la terza domenica di maggio è dedicata all' Infiorata considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Isola. E' uno spettacolare tappeto di fiori steso sulla via Nicolaci, formato da gigantesche raffigurazioni che prendono forma in un susseguirsi di petali di fiori, dai colori e dalle forme più svariate. Noto città patrimonio dell’Unesco e capitale del Barocco siciliano. Il lavoro sul clown è un lavoro che andrà a toccare l’intimità più vera e profonda, un’intimità che andrà a comunicare con le intimità che incontrerà. Il naso è l’antenna del viso, è la parte più vicina a una persona quando la incontriamo. L’adulto solitamente ha un rifiuto istintivo del clown perché tocca le sue corde più intime e stuzzica il bambino interiore , e se questo bambino è stato ucciso o represso è ovvio che l’adulto rifiuti questo incontro catalogando il clown alla voce “diverso”, “qualcosa che non mi appartiene”, “qualcosa che mi minaccia”, “qualcosa che non è ben accetto”, qualcosa che ha altre regole e minaccia la nostra sicurezza. Non a caso la parola diverso e divertirsi hanno la stessa etimologia. L’associazione IL MURO da anni lavora a delineare una dimensione artistica e sociale del clown, inteso non in senso riduttivo come clown dacorsia, da ospedale o da circo ma Clown in quanto figura umana che opera nel vissuto collettivo che può intervenire o esibirsi ovunque, soprattuttoin contesti difficili, per veicolare emozioni, riflessioni e mettere in moto processi dell’animo molto personali e importanti.In tal senso la tecnica del Clown diventa uno strumento efficace di formazione e di intervento per lavoratori del terzo settore, operatori delvolontariato e attori o performer che voglio sviluppare un proprio stile o una personale poetica.Mentre per persone che vivono in situazioni a rischio, marginali o di disabilità l’utilizzo di questa pratica diventa mezzo o canale di libera espressione. Dunque l’uso del naso rosso è tecnica di rigenerazione di energia che diverte, emoziona e coinvolge a doppio senso : chi guarda e chi fa. Il workshop è uno studio di tecniche semplici e basilari, attraverso il gioco, lo studio di gag e soprattutto la presenza nello spazio e lapercezione immediata del momento che permette di improvvisare in qualsiasi situazione e creare relazioni divertenti e profonde con ilpubblico.Il lavoro è strutturato in due fasi:1)Workshop sull’arte del clown: la mattina si lavorerà sullo studio dei personaggi e affinamento della propria percettività. Il pomeriggioinvece insieme ai ragazzi del centro PDA per costruire e ideare le GAG per la messa in scena finale.2) CLOWN A PIEDE LIBERO: incursioni clown durante i giorni dell’INFIORATA.Il workshop è tenuto da Alessio Di Modica dell’associazione IL MURO in rete con Coop Soc. Iris che cura l’organizzazione generale dell’evento in collaborazione con il comune di Noto servizi sociali e delcentro PDA (Persone Diversamente Abili) Lunaria cura la promozione e l'invio di partecipanti internazionali al progetto. L’ospitalità ai partecipanti e avviene all’interno del villaggio turistico Isola blu all’interno di villette di proprietà del comune di Notoche sono state confiscate alla mafie e utilizzate a scopo sociale.Alla fine del workshop verrà rilasciata la certificazione di partecipazione dalla cooperativa IRIS e associazione IL MURO. Il workshop è a numero limitato, per informazione chiamare il numero 0931 991921 – 3384149595 o scrivere a areateatro@gmail.com  - Siamo tutti dei clown, crediamo tutti di essere belli, intelligenti e forti, mentre ognuno di noi ha le sue debolezze, i lati ridicoli che, rivelandosi, provocano il riso…il clown è colui che fa fiasco, che sbaglia il suo numero mettendo così lo spettatore in una condizione di superiorità. Con questo scacco rivela la sua natura umana e profonda, che ci fa commuovere e ridere”

Il corpo poetico di Lecoq

21 febbraio 2012

ABBIAMO PERSO: GINECOLOGIA A LENTINI. L’AVEVAMO DETTO: IL GIORNO INFAUSTO E’ ARRIVATO

img.jpgAvremmo voluto esordire in altro modo. Eravamo attaccati a un sottilissimo filo di speranza. Pensavamo, speravamo, desideravamo ardentemente che il colpo di remi del sindaco che ci troviamo avrebbe potuto far  mutare le posizioni. Quale illusione! Eppure l’avevamo detto più e più volte in quasi quattro anni, da quando, cioè, alla Regione comandano Lombardo e Russo,  che il Muscatello era in pericolo. Su “Augustanews” abbiamo detto che il 18 sarebbe stato il giorno infausto. Siamo stati profetici, sbagliando di qualche giorno solo perché siamo caduti nell’ultima illusione provocata dall’appassionato discorso del Carrubba che, in consiglio comunale,  una settimana fa, sembrava intenzionato, lancia in resta, ad andare contro tutto e tutti, pur di salvare il Muscatello, sembrava pronto a barricarsi dentro. E’ durata un giorno questa speranza.  Il 21 febbraio Ginecologia-ostetrica  a Lentini. Il barricadero s’è arreso subito, forse perché ha visto che pochi cittadini  erano con lui. Per forza, gli augustani, apatici e abulici per natura quali siamo, si sono probabilmente stancati o, forse, sono indifferenti al fatto che i figli nasceranno altrove, non più ad Augusta. A meno che  non ritornino all’antico, a oltre cinquant’anni fa, quando si nasceva in casa, come sono  nati in casa chi scrive. Suo fratello e sua sorella.

  Giorgio Càsole

La conferenza dell’astronomo Ternullo entusiasma gli alunni del LICEO “Mègara”: Galileo, non solo uomo di scienza. Si replica martedì 28 per il pubblico cittadino alle 18.00 nell’aula Vallet del plesso centrale alla Cittadella degli studi

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AUGUSTA. Si è svolto,   giorni fa, nell’aula Vallet del Liceo Classico Mègara,  un’ entusiasmante conferenza daltitolo “Galileo, non solo scienza”, tenuta dal professor Maurizio Ternullo – ricercatore astronomo in servizio all’ l’osservatorio di Catania, curato dalla professoressa Anna Lucia Daniele, docente di Fisica  al liceo scientifico. Entusiasta la dirigente scolastica,  , Maria Concetta Castorina,  che non ha mancato di mostrare il suo interesse per l’argomento trattato e ha invitato  gli alunni a seguire con attenzione.Il professor Ternullo ha avuto modo di “addentrarsi” nella vita del diciassettesimo secolo e di illustrare non solo le scoperte di Galileo, ma anche il suo valore in campo filosofico, culturale e artistico,  riallacciandosi a gran parte dei rami del sapere. Ha intrattenuto  gli alunni per più di un’ora parlando di  Galileo, le sue scoperte e la repressione a cui fu soggetto in una prospettiva storica, ovvero come il processo a Galileo ha plasmato nei 400 anni successivi la cultura italiana, intendendo per “cultura” tutto:  scienza, letteratura, arti figurative, musica, filosofia, rispetto dei diritti umani, sentimento di identità nazionale, liberalismo e anti-liberalismo, scomuniche risorgimentali, Benedetto Croce, teologia, fascismo e antifascismo...Al termine dell’interessantissima e coinvolgente spiegazione, gli alunni hanno avuto la possibilità di esporre i propri quesiti, desiderosi di conoscere l’opinione dell’esperto che è stato lieto di rispondere in maniera convincente ed esaustiva alle molteplici domande.Con grande fervore,  la prof.ssa Daniele, pienamente soddisfatta, ha ringraziato  la dirigente scolastica M. C. Castorina e il prof. Ternullo per aver accettato di partecipare a tale evento e  ha ricordato l’appuntamento di martedì 28 febbraio alle ore 18.00, quando la medesima conferenza sarà riproposta  aperta al pubblico.

Grande entusiasmo anche da parte degli alunni. 

    Silvia Mattei

 

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