A U G U S T A N E W S

AUGUSTA, CONSIGLIO COMUNALE: PERCHE’ NON SI PUO’ DIRE NO ALL’HOTSPOT – di Cecilia Casole

CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO NELLA NOTA CONSEGNATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI DI MINORANZA: ISTITUZIONE CENTRO DI PRIMO SOCCORSO ACCOGLIENZA PER L’IMMIGRAZIONE PRESSO IL PORTO DI AUGUSTA – STATO DI ATTUAZIONE E PROSPETTIVE. GLI INTERVENTI DEL SINDACO, DELLA RAPPRESENTANTE DELLA PREFETTURA, DEL PRESIDENTE ANNUNZIATA

Augusta. Si è celebrato nell’aula di Palazzo San Biagio un ennesimo consiglio comunale monotematico. E’ stato affrontato il tema del centro di prima accoglienza per migranti, il cosiddetto hotspot, con una serie di interventi di rappresentanti istituzionali di alto livello: dal sindaco al presidente della nuova Autorità portuale del Mar della Sicilia orientale.  Il sindaco Di Pietro ha affermato: “Diciamo che questa richiesta di consiglio comunale monotematica avveniva poco prima del consiglio fissato per la discussione della relazione annuale del sindaco che si è tenuto l’otto agosto scorso. Già in quella seduta consiliare io stessa manifestai l’intenzione di trattare questo all’interno dell’aula. Del fenomeno dell’immigrazione ad Augusta ho parlato anche nella mia prima relazione annuale, quella relativa al mandato del 2015 ancora più approfondito nel 2016 anche perché ho riportato nella relazione gli sviluppi che nel frattempo ci sono stati sulla problematica. Ricordo perfettamente la mozione citata nella richiesta del monotematico che riguarda un consiglio comunale dove fu ampiamente dibattuta una posizione da me  sostenuta in tutte le sedi ancor prima di questa mozione: il problema di Augusta quale punto di sbarco in primo luogo, in secondo luogo  la necessità che sbarchi avvenissero in un luogo che innanzitutto tenesse conto della sicurezza visto che, come ho ribadito più volte ci troviamo in un’area sensibile ( polo petrolchimico, base Nato, depositi Maxcom) e il porto commerciale che per altro dovrebbe essere vocato per altre attività si trova esattamente nel mezzo. E poi c’è anche la questione dell’aspetto economico perché nel momento in cui era in gioco la riforma e la questione della sede dell’autorità di sistema portuale dare una vocazione che potesse essere diversa da quella commerciale, ma che poi finisse per essere semplicemente orientata verso la prima accoglienza e soccorso del migranti, sicuramente in un momento di start up di questo nostro nuovo sistema potesse essere mortificante. Quindi ricordo esattamente che collaborai nei lavori della commissione insieme ai consiglieri per elaborare la mozione che è stata citata dal consigliere presentante. Riporto il punto relativo alla sede, fra cui c’era anche la nomina di un componente da parte del sindaco che oramai è un fatto e stasera è anche presente in aula, relativo alla: dislocazione hotspot per l’immigrazione presso altri porti non core. In quella sede fu anche presentata una mozione, se non vado errato, del consigliere Pasqua,  portavoce di una proposta che era stata presentata dall’on. Vinciullo di dislocare l’Hotspot fuori dal porto.

La normativa europea ci impone che in ogni punto di sbarco debbono essere fatti dei controlli stringenti: la parola hotspot altro non fa che individuare l’attività di identificazione che la Comunità Europea ci obbliga a fare nei confronti dei migranti che sbarcano in un porto. E allora molto più corretta era quella mozione, nel senso di dire che gli sbarchi non tanto l’hotspot. I termini della questione vanno correttamente formulati: non si può dire no all’hotspot e no agli sbarchi dei migranti: se si deve dire no e in quella mozione purtroppo non fu detto, vi garantisco che non è una questione di lana caprina perché le due cose vanno di pari passo. A questa mozione l’amministrazione comunale ha dato seguito e di cui si è fatta portavoce in tutte le sedi istituzionali. Arriviamo ai giorni nostri, all’insediamento di Annunziata, al nuovo assetto dell’autorità di sistema portuale, dando atto da subito che anche durante la fase commissariale del vecchio comitato di gestione l’allora commissario Cozzo, insieme a noi.  sono stati prodotti  documenti in cui chiedevano lo smantellamento dell’attuale attendamento nel porto commerciale.. Non c’è stato nessun documento approvato nella riunione che si è tenuta presso il capo dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno il 26 luglio. Nessuno dei presenti: né la prefettura, né il capo dipartimento, né tantomeno il presidente dell’autorità di sistema portuale ha approvato un documento. Il documento che è stato letto in aula e  che peraltro a noi è stato trasmesso per conoscenza dalla prefettura, quindi non è arrivato direttamente a noi, fa una sorta di riassunto di quello che è stato l’oggetto della riunione e scandisce dei passaggi ben precisi e chiari per chi ha la mente sgombra da pregiudizi: il governo mi scrive “io non posso rinunciare al porto di Augusta che per le sue caratteristiche sembra quello più idoneo per effettuare gli sbarchi”. Posto tutto ciò, posto che c’è anche una contrapposta esigenza rappresentata tanto dall’amministrazione comunale quanto dal presidente dell’autorità di sistema portuale che certamente se ha accettato l’incarico qui è per fare sviluppo non certo per fare altro, naturalmente c’è la possibilità, fermo restando le scelte che verranno fatte a carattere nazionale sulla politica in relazione all’immigrazione, c’è l’intenzione un domani di individuare un’area ad hoc per gli sbrachi che in questo momento,  ahinoi,  non esiste,  la situazione transitoria è quella che promana proprio da una richiesta da parte del presidente di contemperare le due esigenze ovvero spostare in un’area diversa questo centro di prima identificazione e soccorso. Spostare un hotspot significa che già ad Augusta c’è  da quando più o meno al porto è stato installato un container di Frontex; quindi l’attività viene svolta con grande sacrificio degli operatori con  tutte le conseguenze del caso:  più volte ho invitato i consiglieri ad andare a vedere di persona gli sbarchi. Si tratta di spostare ciò che avviene più o meno dal 2013 nel quasi silenzio più totale della politica locale.” La referente della prefettura, dott.ssa Iacolare, ha precisato “Partirei da un dato di fatto: il porto di Augusta è uno dei principali interessati dall’arrivo di navi che soccorrono migranti nel Mediterraneo e questo è un dato di fatto legato alla conformazione morfologica del porto e anche alle caratteristiche dei fondali che consentono l’attracco di navi di grosse dimensioni. Esistono dei precisi obblighi comunitari ai quali ha fatto pure riferimento il sindaco, direttive della Commissione Europea,  alle quali si aggiungono gli impegni di natura interna del nostro ordinamento che impongono di adottare gli strumenti programmati e di natura strutturale per far fronte a un fenomeno che non è più un fenomeno emergenziale,  ma possiamo dire una realtà ordinaria che siamo tutti chiamati a fronteggiare. Lo stesso ministro Minniti a luglio in una informativa sui flussi migratori al Parlamento ha indicato Augusta fra i porti presso i quali sarebbe stato un “centro di primo soccorso e d’identificazione e assistenza”: si tratta in sostanza di dare una veste giuridica a quello che è un assetto che va avanti da diversi anni nell’allestire quelle che sono le strutture più idonee per consentire queste operazione di soccorso e identificazione dei migranti. Tale realizzazione avverrà in due fasi. Una prima fase è quella in atto che comporterà l’individuazione di un’area limitrofa rispetto all’area alla quale sono interessati a oggi dagli sbarchi che, come sappiamo,  è quella più prossima alla banchina, quindi quella che commercialmente ha delle caratteristiche più appetibili, e che invece sarà un’area più ridotta presso la quale saranno allestite delle strutture, dei moduli prefabbricati. Prefabbricati perché sono destinati a essere spostati nel momento in cui si passerà alla seconda fase che è quella dell’individuazione di un’ulteriore area che sarà esterna al sedime portuale, sebbene prossima al punto di arrivo che con l’autorità portuale sarà indicato successivamente, e in questo voglio sottolineare il carattere temporale che dovrebbe ricoprire un biennio entro il quale c’è un impegno preciso: da un lato a livello centrale da parte del ministero e dall’altro dal prefetto il quale ha dato avvio a un gruppo di lavoro del quale io stessa faccio parte nella qualità di viceprefetto aggiunto e che sarà chiamato a individuare questa nuova area. Ci tengo anche a precisare un altro aspetto importante che riguarda la realizzazione di questo centro, ovvero la permanenza dei migranti all’interno del centro è una permanenza limitata a un periodo di 48 ore, decorse le quale, effettuate le operazioni di primo soccorso e identificazione che hanno anche un ruolo di sicurezza per la cittadinanza. Il problema della sicurezza è importante e non può essere tralasciato perché scongiura anche possibili fughe da parte di questi soggetti.  Sono anche previsti strumenti di sicurezza passiva, tipo dissuasori che possono offrire maggiori garanzie di sicurezza, un’ulteriore transennatura che delimita l’area destinata alle operazioni di soccorso. A proposito degli Spar,  partirei dal concetto di accoglienza perché per la prima volta con gli Spar si parla di sistema: sono un nuovo strumento che consentono di integrare le politiche di gestione dei migranti attraverso il coinvolgimento delle realità locali, quindi amministrazioni comunali in primo luogo. Per la prima volta con questo sistema i Comuni possono coniugare la solidarietà e responsabilità. Ciò significa che ogni amministrazione comunale diventa attrice in prima persona dell’accoglienza, non deve più subire un’accoglienza che viene calata dall’alto ma in qualche c’è una “governance” integrata – multilivello. In particolare le quote ANCI cercano di individuare un sistema dei criteri di distribuzione dei migranti nel territorio che tengano conto della percentuale della popolazione presente e quindi consente in un ingresso sostenibile dei numero di migranti. I sindaci possono scegliere la tipologia di strutture e i destinatari dell’accoglienza perché una clausola di salvaguardia espressamente prevista consente di esonerare i comuni che hanno aderito al sistema Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi di essere esentati da ulteriori forme di accoglienza. Ci sono dei benefici connessi all’attivazione degli Sprar che possiamo chiamare incentivi economici che rispondono a una logica premiameli per i comuni che aderiscono alla rete e che si traducono nella possibilità di sbloccare il turn over amministrativo e quindi di consentire un numero di  assunzioni in settori delicati e necessari per l’accoglienza quali ad esempio servizi sociali, anagrafe, polizia municipale, un numero di assunzioni del 10% nonché una sorta di “ tesoretto” per ciascun comune, previsto in una quota di 700 euro per ogni richiedente che viene accolto negli Sprar”. La Iacolare cita poi una disposizione normativa L. 123/’17 che all’art. 16 prevede i suddetti incentivi. Dopo l’intervento della Iacolare,  è ancora intervenuta Di Pietro  con queste parole: “ A seguito della convocazione del consiglio comunale, proprio perché ritengo la tematica connessa a quella degli sbarchi nel territorio, ho più volte espresso la mia posizione sul punto ovverosia quella degli SRAR perché sono componente della commissione ANCI, la dott. ssa Iacolare ha accennato a questo protocollo di intesa che è stato fatto dall’ANCI insieme al Ministero dell’Interno relativamente a questi progetti di accoglienza diffusa. Secondo questo protocollo,  questa rete prevede un certo numero di soggetti che debbono essere accolti e il numero è stabilito in base alla densità della popolazione. Il Comune di Augusta avrebbe 149 soggetti, quindi dovrebbe attivare secondo questo piano di riparto un’accoglienza di secondo livello con tale numero di soggetti. Sia in sede Anci sia nelle diverse convocazioni fatte all’indomani dell’insediamento del prefetto . Castaldo,  siamo stati tutti convocati presso la prefettura di Siracusa per esprimere la nostra disponibilità di massima alla adesione a questa rete. Penso che tutti avrete sentito parlare delle polemiche che ci sono state nei confronti del vicino collega di Lentini che ha aderito, c’è stata una sorta di disappunto da parte della popolazione locale. Ho ritenuto con l’occasione di chiedere al presidente del consiglio di poter trattare questo tema perché vorrei che anche questo civico consesso prenda una posizione sul punto, perché può anche decidere di aderire alla posizione già espressa dal sindaco che è quella diniego basata sul presupposto: una richiesta di modifica di questo protocollo fatto da ANCI e Ministero dell’Interno di esclusione dei comuni che già sopportano gli sbrachi di questo piano di riparto.” E’ intervenuto  il presidente dell’Autorità del sistema portuale, Andrea Annunziata: ““ Approfitto stasera di dare qualche notizia più. Ho accettato anche perché dicevo al sindaco che mi mancavano i consigli comunali. Fa piacere conoscerci  perché alla fine siamo chiusi nei nostri uffici, è sempre bene quindi confrontarsi con chiunque voglia. Sono presenti Mimì Capuano e Gaetano la Ferla, quindi Augusta ha due consiglieri su tre in questo nuovo comitato di gestione che è più un consiglio di amministrazione. Questo per dire la nostra passione per il territorio. Io sono un meridionale lo sapete quasi tutti. Ho accettato di venire in Sicilia per la passione che mi lega. Abbiamo vinto un campionato importantissimo dove abbiamo avuto la possibilità di lavorare. Rispetto alle offerte del nord mi sembrava più importante dare una mano qui per sviluppare l’economia. Sono venuto anche per il problema della gestione di immigrati. Consapevole dei problemi che avevamo sapevo anche che rispetto a tanti altri posti,  qui potevano mettere su una possibilità di intervento e di potenzialità di questo territorio sul piano economico: di sviluppo e occupazione. Con un minimo di responsabilità, abbiamo detto una cosa precisa e io l’ho detto prima di accettare l’incarico: c’è da gestire un fenomeno importantissimo e  al governo nazionale chiedo che ci sia l’attenzione dovuta. C’è stata assicurazione, solidarietà nei nostri confronti. A prescindere dai colori partitici. Entro subito nel merito per darvi le notizie di competenza nostra e poi quello che stiamo facendo. È un momento importante anche per comunicare che immediatamente ci siamo accorti che avere 10.000 m quadrati nel porto commerciale per noi è un problema, ne abbiamo parlato e con il ministero la dott. ssa Pantalone- a cui va un ringraziamento- l’aspirazione nostra in subordine abbiamo una possibilità in un’area diversa, delocalizzata sicuramente più sicura. Perché mesi fa quando sono arrivato il problema era stato denunciato dal sindaco e dai consiglieri comunali.Intanto se c’è lo mettete fuori è già .  è stata questa la prima nostra mozione che abbiamo portato insieme al sindaco al prefetto. Diciamo che i due anni sono compatibili con questo imponente con questo programma di investimento che ormai è messo in campo. Abbiamo approvato il piano operativo triennale, andremo nello specifico fra qualche settimana e magari ne discuteremo con voi, è utile sempre un confronto. Allora a questo punto c’è in testa a noi quello di creare ad Augusta una delle industrie più moderne della portualità nel Mediterraneo- abbiamo la grande cantieristica perché se abbiamo di fronte Suez dobbiamo anche mettere in condizioni le grandi navi di arrivare qui. E quindi anche piazzali per le merci, stiamo pensando alla diga che dovrebbe impiegare 50 milioni di euro partiamo fra qualche giorno per la prima parte della diga. C’è un imponente programma di investimenti. Praticamente, di solito si è abituati a trattare per giornate, invece c’è voluto poco per convincere i nostri interlocutori a spostare la parte operativa in sicurezza da 10.000 metri a 5000 un po’ delocalizzati e nella parte posteriore agli uffici dell’autorità, siamo più vicini agli immigrati ma noi non abbiamo avuto mai problemi, c’è sempre la forza pubblica presente. Abbiamo già offerto ai mercati mondiali un territorio che si sta organizzando. Consentitemi di dirvi sicuramente non è perché ci sono gli immigrati. In questi mesi abbiamo avuto visite di importanti grandi investitori internazionali ( cinesi, americani) interessati al nostro porto, abbiamo offerto a loro il nostro programma d infrastrutturazione e modernizzazione del porto. L’indirizzo è quello commerciale. Container perché no? In termini di transhipment,  Augusta potrebbe fare quello che oggi fa la Grecia o in parte altri territori. Il vero valore aggiunto di un container è quando si apre, perché la maggior parte delle cose che ci sono dentro sono materie prime e la possibilità di manipolarle, quindi fare industria e occupazione. Siamo pronti a investire tutte le risorse che abbiamo per avere una delle migliori industrie. Se riusciamo a navigare tutti nella stessa direzione ci si può riuscire. Due anni sono conformi ai nostri obiettivi. Le merci non stanno calando anzi stanno aumentando, il campo non sta dando problemi. Noi frequentiamo i mercati mondiali per cui quando andremo in America o Shanghai potremo dirgli: noi tra tre anni saremo pronti per darvi 500.000 m quadrati. Per cui all’industria, agli investitori che vogliono investire in questa terra potremmo offrirgli un’industria moderna, sicura, che tuteli l’ambiente. “

   Cecilia Càsole

AUGUSTA, CONSIGLIO COMUNALE: PERCHE’ NON SI PUO’ DIRE NO ALL’HOTSPOT – di Cecilia Casoleultima modifica: 2017-10-25T09:08:44+00:00da
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