AUGUSTA, LO SCHELETRO IN BIKINI SUL BALCONE

ScheletroAugusta. Non è un pesce d’aprile. Lo scheletro (di plastica, ovviamente) in bikini sul balcone è oggetto di attenti sorrisi da parte dei tanti che, quotidianamente, fanno le passeggiate aerobiche sul marciapiedi del cosiddetto lungomare Rossini, ribattezzato lungofogna (perché a mare sfociano da oltre quarant’anni i liquami reflui domestici, prodotti da tutte le civili abitazioni che sono state costruite nel corso degli anni). Lo scheletro in bikini rossi è stato collocato da un serio buontempone, che abita nell’appartamento con il balcone, ma non è stato messo lì per attirare l’attenzione su di sé, perché egli non si affaccia quasi mai. Lo scheletro potrebbe essere considerato un’icona dei nostri tempi: potrebbe essere un mònito su Augusta e gli augustani, specie per coloro che vivono proprio in quel quartiere ammorbato dalle putride esalazioni che provengono dal lungofogna, specie dal contatto delle alghe con gli scarichi fognari; potrebbe essere un messaggio di avvertimento fatale per il mare che continuiamo a inquinare; potrebbe  avere anche un significato più ampio: potrebbe  essere la plastica rappresentazione di come si stia riducendo l’Italia, portata progressivamente alla rovina e di come gli italiano siano spolpati all’osso da tutta una serie di vessazioni varie; potrebbe addirittura essere un ammonimento di portata universale, potrebbe cioè  alludere a un’atmosfera  da tregenda, dati i cupi  segnali  che provengono dai guerrafondai con le armi nucleari. Potrebbe essere tutto questo insieme. Meno male che lo  scheletro ha un bikini rosso, la cui parte superiore copre grosse poppe  di plastica. Meno male che, vedendolo, sorridiamo. Almeno finora.

Giorgio Càsole

AUGUSTA, LO SCHELETRO IN BIKINI SUL BALCONEultima modifica: 2017-04-16T21:05:09+00:00da leodar1
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