Augusta, la tradizionale “Velatio” al Carmine fa rivivere il sacro con canti e poesie che emozionano

Velatio al Carmine

Giorgio Càsole in un’intensa interpretazione di una lauda medievale

Augusta. Nella chiesa del Carmine, un tempo, il sabato santo le campane del Carmine erano le prime a essere sciolte, poiché era la chiesa dove si celebrava la prima messa del Gloria e dove cadeva la prima grande tela che nei quaranta giorni di Quaresima aveva nascosto il presbiterio e l’altare maggiore; oggi la chiesa del Carmine è l’unica di Augusta ad aver ripreso la tradizionale “Velatio” ; tuttavia, mantenere la prassi di velare le immagini senza comprendere e diffondere il forte segno e richiamo spirituale sarebbe stata ostentazione di uno apparato decorativo, forse percepito dai più come anacronistico,   inutile. Per farne comprendere il significato, la ”Velatio” è stata riproposta come evento religioso-artistico, quale   momento di riflessione e di preghiera incentrata sull’alternarsi di brani musicali e testi sacri e letterari in tema. Quella della “Velatio”, cioè la velatura delle immagini nelle chiese cattoliche, era propria del tempo di Quaresima, nelle due settimane che precedevano la Pasqua; una pratica  caduta in disuso dopo la riforma liturgica varata dal  Concilio ecumenico Vaticano II del 1962, seppure  mai abolita ufficialmente. E’  sopravvissuta in molte chiese, seppur separata dall’originale contesto liturgico,  di cui era parte integrante, ma il significato  resta oggi  sconosciuto anche ai fedeli praticanti. Rimangono incerte e controverse le origini storiche di questa pratica, da alcuni  fatta risalire  al IX secolo. Per comprenderne correttamente il significato,  bisogna far riferimento a quella che era la liturgia prima  del concilio, quando il tempo di Quaresima era  suddiviso nelle sei domeniche che precedono la Pasqua; le ultime due settimane erano chiamate “I e II  Settimana di Passione”,  perché la riflessione sul mistero della Passione, della sofferenza e del martirio di Cristo dovevano essere l’unico elemento di meditazione del credente. L’antica liturgia prevedeva che il sabato precedente la V domenica di Quaresima, dopo il canto del Vespro, tutte le immagini esposte nelle chiese,  incluse le raffigurazioni del Crocifisso (pale d’altare, quadri, statue) venissero velate con pesanti drappi viola, eccetto le stazioni della Via Crucis e le immagini decorative , stucchi, ecc.).   Come nel venerdì santo non si celebra l’eucarestia, così nelle due settimane di Passione tutto doveva restare sottratto allo sguardo esteriore del credente per  riflettere sulla  sofferenza della Passione,  che precede il martirio in croce, la croce dove Cristo fu crocifisso. Il silenzio, il distacco dal rumore non solo del mondo ma dai tanti rumori che agitano l’anima di ogni uomo sono l’elemento fondamentale per incontrare Cristo e comprendere  il senso di liberazione e rinascita che la Resurrezione dona a ogni uomo. Pertanto il richiamo forte al digiuno dalle immagini e dal fragore del mondo per ritagliarsi una cella interiore, elemento, questo, centrale nella spiritualità carmelitana, esplicitamente scritto nella regola dell’ordine dedicato alla Madonna del Carmelo, divengono l’imperativo di chi nel  tempo di Quaresima vuole  riavvicinarsi o rinsaldare il suo personale rapporto con il Salvatore. Chi ad Augusta mantiene in vita questa tradizione è Marcella Spanò che, da quattro anni,  nella chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo, detta del Carmine. cura e presenta un vero e proprio significativo “evento” artistico-religioso . Per l’edizione di quest’anno ha invitato i seguenti artisti augustani: il trio Hyblea music, composto dall’organista Salvo Passanisi, dalla flautista Pamela Patania e dalla soprano Francesca Ussia, i baritoni Marco Zàrbano e Stefano Bagnara,  interpreti, fra l’altro, dell’impegnativo Stabat Mater  musicato da un anonimo augustano, con l’ensemble, diretto da Francesca Ussia,  “In coro… nate”, composto da Daniela Piazza, Lucy Pugliares, Katia Di Salvo, Stefania Bellistri, Carmen Salamone, Cristina Anfuso, Samantha Pugliares (soprani) e da Ketty Lombardo, Giusy Passanisi, Concita Interlandi, Lucia Gulino, Giovanna Pasqua, Francesca Baudo, Anna Maria Ternullo (contralti), tutte madri di alunni dell’istituto comprensivo “Principe di Napoli”,rappresentato dalla maestra Ivana Sarcià. Anche quest’anno per la parte recitativa è stato impegnato il docente Giorgio Càsole  interprete  di testi evangelici e di poeti,  quali Jacopone da Todi e Davide Maria Turoldo, dando risalto, attraverso un’intensa interpretazione, ai toni drammatici della lauda medievale “Donna de Paradiso” di Jacopone. E’ stata, dunque,  una serata emozionante, in cui si è pregato con canti e  poesie.

      M.S.

Augusta, la tradizionale “Velatio” al Carmine fa rivivere il sacro con canti e poesie che emozionanoultima modifica: 2017-04-10T22:53:09+00:00da leodar1
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