L’ IMPORTANZA DEL PORTO DI AUGUSTA. LA RADA, ELEMENTO ESSENZIALE E DETERMINANTE NELLA STORIA DI AUGUSTA E DEL MEDITERRANEO

l (148)AUGUSTA – La Sicilia non sarebbe stata oggetto di conquista per i Romani, Arabi, Francesi e Spagnoli se non si fosse trovata in una posizione ideale per dominare il Mediterraneo. E, proprio per questo, Augusta non sarebbe stato altro che una comunissima località rivierasca, se la natura non l’avesse dotata di una rada tale da suscitare, fin dai tempi antichi, tra i popoli del Mediterraneo, il desiderio di occuparla. La rada, come elemento essenziale e determinante nella storia di Augusta, per una serie di motivazioni condivise nel tempo da tutte le marinerie transitatevi o rimastevi a lungo. Fonti storiche, in verità poche, nessun documento che avvali  la fondazione da parte dei romani della città che vogliono dare ad Ottaviano Augusto il merito di aver fondato nel 42 a.c.  la città di Augusta, che da egli stesso avrebbe preso il nome. Infatti, le continue e secolari scorribande dei barbari, che con la loro enorme furia distruttrice che riuscivano a mettere in atto, avrebbe cancellato ogni segno o traccia di una eventuale antica città. Si suppone, anche se appare evidente, che nell’era prefedericiana, “lo scoglio” come comunemente è chiamato oggi dai “vecchi” augustani, Augusta fosse quasi disabitato ed incolto, con molta probabilità vi vivevano, in piccole e misere abitazioni, soltanto alcune famiglie di poveri pescatori. Si deve arrivare all’inizio del Tredicesimo secolo per riscontrare sulla penisola, dove molto probabilmente, esisteva già il convento di San Domenico, i primi segni di vita collettiva, accresciutasi sempre più in conseguenza della costruzione del castello  ed alla nascita della città, fortemente voluti dall’Imperatore Federico II di Svezia: germanico di stirpe, italiano di nascita, “sicilianissimo” di crescita e di formazione.   Federico II di Svevia, durante una delle “sue” battute di caccia, in occasione dei frequenti soggiorni nella vicina Catania – sempre con il proposito di portare il centro del suo Impero nel cuore del Mediterraneo, aveva fatto costruire un castello che dal 1255 è conosciuto come Castello Ursino – con sagacia, lungimiranza e con l’innato intuito da grande stratega, valorizzo il sito erigendovi ove vi era una torre di avvistamento – di quante torri di avvistamento, o semplici roche difensive vi erano su quest’isola all’inizio del duecento, non se ne conoscono la quantità –  ma in particolare su quella scelta dall’Imperatore si sa che esisteva sul luogo già in quel tempo, quella edificata nel 1072 dai Normanni, intorno alla quale, come riportato da vari libri di storia locale, Federico II vi fece costruire intorno al 1235 un castello, fondandovi la città che avrebbe preso il suo appellativo di “Augustus”, sistemando a ponente del castello, sulla sottostante riva del porto, un caricatore per l’approvvigionamento e il commercio di derrate via mare. Trascorsi tre secoli, con la Sicilia divenuta vicereame spagnolo e la minaccia turca sulla costa orientale, sarà proprio la rada ad impensierire il vicerè Ferdinando Gonzaga. Infatti, seguirono tumultuosamente la dominazione degli Aragonesi e un periodo di anarchia baronale, ma il porto di Augusta riuscì a sopravvivere, anche perché a chiunque venisse dal mare, talora con intenzioni ostili, un punto d’appoggio come quello poteva sempre far comodo. A seguito delle incursioni turche nel Cinquecento, i dominatori spagnoli dovettero fortificare il porto di Augusta, avamposto difensivo della cittadina. Nel 1567 il viceré Garcia di Toledo fece erigere su una secca rocciosa due forti, cui diede il proprio nome e quello della consorte Vittoria; nel 1571 lo imitò il viceré Ferdinando d’Avalos, il cui nome andò al forte sulla secca meridionale. I resti di queste costruzioni caratterizzano oggi il porto di Augusta, fulcro commerciale e mercantile della città. Nel Seicento il ruolo di città militare che connotava ormai Augusta a quattrocento anni dalla nascita era rappresentato efficacemente dai vessilli sui forti a mare e sul castello, trasformato in cittadella con la creazione dei quattro bastioni tra il 1608 e il 1645.  Ma il vero protagonista era il porto, affollato di vascelli e barche di tutti i tipi, indubbia testimonianza di uno specchio acqueo pieno di vita, ove le attività di commercio si mischiavano e convivevano con quelle a carattere militare.

    Salvatore Legnosecco

L’ IMPORTANZA DEL PORTO DI AUGUSTA. LA RADA, ELEMENTO ESSENZIALE E DETERMINANTE NELLA STORIA DI AUGUSTA E DEL MEDITERRANEOultima modifica: 2017-03-08T20:10:30+00:00da leodar1
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