Augusta, morìa di pesci, spiegazioni e possibili sviluppi – di Cecilia Càsole

moria di pescibisAugusta. Sulla recente  morìa di pesci registrata nelle acque delle  ex saline di Augusta abbiamo chiesto spiegazioni alla biologa marina, di Milano, Roberta Marino, per comprendere meglio i motivi che possono cagionare tale fenomeno.Quali possono essere i fattori che provocano una morìa di pesci? “Diverse possono essere le cause che portano una moria di pesci e in generale due le ipotesi principali: La presenza di sostanze fortemente inquinanti che deve essere confermata da analisi chimico fisiche preposte dagli enti competenti come ad esempio l’ARPA ola condizione di anossia degli strati profondi della colonna d’acqua come conseguenza ad un processo di eutrofizzazione. A queste suddette ipotesi l’esperta ne aggiunge un’altra cioè la possibile “compresenza dei due fattori sostanze inquinanti e processo di eutrofizzazione”.  Può spiegare esattamente cosa si intende per “ processo di eutrofizzazione”? Il termine eutrofizzazione  significa “Buona crescita” infatti questo processo è legato alla crescita eccessiva della biomassa algale che in biologia marina si definisce Bloom Algale. Molto spesso a seguito di un bloom algale le acque possono assumere una colorazione atipica. L’ eccessiva crescita di micro e macro alghe dipende dalla presenza di sostanze così dette nutrienti ed in particolare la presenza di Azoto componente dei nitrati presenti nei fertilizzanti e del fosforo componente dei fosfati presenti nei detersivi. Diverse possono essere i fattori che contribuiscono all’aumento dei nutrienti disciolti in acqua: presenza di fiumi nelle zone limitrofe; forte antropizzazione della zona circostante con conseguente aumento degli scarichi urbani; presenza di attività agricole; presenza di allevamenti zootecnici; presenza di attività industriali. Le acque delle saline dove si è registrato il fenomeno sono già altamente contaminate a causa dell’inquinamento industriale che insiste nel territorio di Augusta. A ciò si aggiunge un sistema di scarichi fognari che da il colpo di grazia alle Saline nonché un colpo al petto per l’aria cattiva e maleodorante che si espande in tutte le zone limitrofe. A proposito delle Saline e della salute delle specie animali che vivono all’interno di esse chiediamo alla biologa qualche dettaglio scientifico.

 “I fattori favoriscono il processo di eutrofizzazione legati allo stato chimico fisico dello specchio d’acqua preso in considerazione sono una elevata temperatura e assenza di ricambio delle acque, poco ricircolo. Nel caso delle saline ad esempio che già di per se rappresentano una nicchia ecologica lo scarso ricambio delle acque potrebbe essere dovuto al fatto di non essere collegate o mal collegate con il sistema marino e quindi ad esempio non poter beneficiare del benefico ricambio di acqua che si avrebbe in fase alta marea. Inizialmente le quantità di ossigeno negli strati superiori della colonna d’acqua sono elevate (10mg/L) e per questo si parla di sovrasaturazione di ossigeno. Spesso la sovrasaturazione di Ossigeno delle acque superficiali è un campanello di allarme che potrebbe indicare l’inizio di un processo di eutrofizzazione. Una volta che le micro alghe e le alghe terminano il loro ciclo vitale muoiono e vanno a depositarsi sul fondo formando una consistente quantità di materia organica che dovrà essere decomposta. La decomposizione all’inizio avverrà tramite batteri aerobici che sfrutteranno l’ossigeno inizialmente presente sul fondo, ma in assenza di ricambio d’acqua e ricircolo (correnti) che riossigenano gli stati profondi la quantità di ossigeno presente sul fondo comincerà a diminuire e si passerà ad uno stato di Ipossia dove l’ossigeno dissolto scende 3mg/L.. In questa fase gli organismi che vivono sul fono come molluschi e anellidi  e la comunità bentoniche in genere cominciano a soffrire e le specie che non hanno un ciclo vitale completamente legato al fondo cominciano a migrare. A causa del continuo proliferare delle alghe continuerà ad aumentare la materia organica sul fondo da decomporre a questo punto i livelli di ossigeno si abbassano a tal punto fino ad arrivare a quantità inferiori a 1mg/L e la decomposizione della materia organica andrà avanti per opera di batteri anaerobi. In questa fase siamo di fronte ad una condizione che si definisce anossia delle acque di fondo e tutti gli organismi che non sono riusciti a migrare cominciano a morire compresi i pesci se non sono riusciti a migrare in specchi d’acqua più ossigenati. Quanto può durare una situazione di carenza d’ossigeno? Generalmente lo stato di anossia permane fino a quando un evento esterno non cambia la situazione apportando acque ossigenate. Ad esempio un forte temporale, una mareggiata, correnti marine ecc. Supponendo che il Comune di Augusta sia già a conoscenza della situazione in cui versano le Saline del territorio, un intervento potrebbe essere richiesto ad enti come il Comando dei Carabinieri Tutela dell’ambiente e l’ Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente a cui compete il tratto di costa interessato. Abbiamo anche  interpellato l’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti, che ci ha fornito delucidazioni sui recenti sviluppi. Giovedì scorso gli addetti dell’ufficio Ecologia e dell’Asp hanno effettuato un sopralluogo, dal quale sarebbe emerso che la causa scatenante della morìa di pesci è riconducibile a due fattori: “bassa marea” e “alta temperatura”. La bassa marea avrebbe provocato, altresì, la fuoriuscita del canalone di accesso all’acqua. Mentre sarebbe stata esclusa la presenza di particolari sostanze inquinanti. Attualmente, con le recenti mareggiate, la situazione pare migliorata, anche se permangono i forti miasmi per la presenza della carcasse galleggianti. A rimuovere queste ultime provvederanno mercoledì i volontari della Protezione civile, in collaborazione con i volontari della Misericordia. “Le Saline sono un’importante area del territorio da tutelare – ha sottolineato l’assessore Pulvirenti – e stiamo monitorando la situazione, però al momento non si possono fare interventi d’emergenza visto che le Saline rappresentano un ecosistema a parte e una zona molto delicata. Riteniamo necessario procedere con uno studio approfondito del caso e pianificare correttamente gli adeguati interventi tecnici”. A questo proposito, Pulvirenti auspica che esperti in materia possano fornire al Comune un supporto specialistico. Un parere tecnico è necessario anche per capire se la questione inerente all’ostruzione dei canali di deflusso, tra le ipotesi avanzate da più parti, sia fondata o meno. Inoltre, secondo le informazioni acquisite pare che il Bilancio del 2014 non contempli una voce di spesa specifica per interventi nelle Saline. L’ulteriore passo, quindi, che l’Amministrazione intende compiere verte sull’individuazione delle risorse necessarie e il relativo calcolo dei costi.

Augusta, morìa di pesci, spiegazioni e possibili sviluppi – di Cecilia Càsoleultima modifica: 2016-11-03T21:36:13+00:00da leodar1
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