OSPEDALE MUSCATELLO DI AUGUSTA: CHE FINE HA FATTO IL DUODENOSCOPIO REGALATO? L’ASP NON RISPONDE! – di Mimmo Di Franco

742909253AUGUSTA  – Sono trascorsi 3  anni e 6 mesi, da quando la direzione della Raffineria Esso donò all’ospedale Muscatello di Augusta il duodenoscopio. Nonostante le promesse e i proclami, tale strumento, che permette lo studio e la terapia delle malattie delle vie biliari, duodeno e pancreas, si trova conservato da qualche parte senza essere utilizzato. Durante i vari solleciti, affinché non facesse la fine della camera iperbarica comprata per il “Muscatello”, con i soldi dei contribuenti circa 20 anni fa per 2 miliardi di lire e svenduta all’asta per 5 mila euro (circa 10 milioni di vecchie lire), la direzione sanitaria ha fornito diverse risposte: A) L’acquisizione dello strumento dal parte dell’ASP di Siracusa; B) La mancanza dell’acceleratore di Brillanza; C) La formazione del personale; D) La verifica della disponibilità a ricoverare pazienti da altri ospedali. Agli inizi di novembre del 2012, l’ex Commissario dell’ASP  Zappia deliberò una convenzione con l’ASP di Catania che, oltre a accogliere la richiesta di training del personale medico e infermieristico, rese disponibile il dr Giovanni Magrì, direttore dell’unità operativa gastroendologica di Acireale, uno dei maggiori esperti del campo di ERCP che avrebbe messo a disposizione una seconda apparecchiatura in caso di necessità. A tutt’oggi quest’esame è effettuato a Catania o ad Acireale mentre l’endoscopista del Muscatello si reca ogni settimana a Siracusa, per il tirocinio, lasciando scoperto l’ospedale megarese per gli esami di colonscopia.

Ricordo che, per questi ultimi esami, i tempi di attesa sono di oltre 1 anno e che gli utenti non si possono permettere il lusso di pagare 140 euro per ogni esame di controllo rutinario. A seguito delle lunghe liste di attesa, a tal proposito fu fatta una mia denuncia  alla stazione Carabinieri di Augusta, l’ex Commissario Zappia nominò una task force per individuare i motivi del ritardo delle liste di attesa ma queste rimangono, a tutt’oggi, sempre lunghe. La mia protesta non vuole essere un accanimento mediatico contro l’ASP, come sostenuto da qualcuno  ma, non essendo stati rispettati dalla direzione dell’ASP gli impegni assunti durante le proteste per la chiusura dei reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria di attivare contestualmente l’Oncologia di eccellenza, la Neurologia e la permanenza con atto aziendale della Pediatria, come previsto in una riunione in prefettura. Da ex componente del Comitato pro Ospedale e soprattutto da cittadino, mi sono assunto l’obbligo morale di impegnarmi a vigilare affinché l’Ospedale Muscatello sia funzionate in tutti i suoi reparti, soprattutto per più deboli quali gli anziani e i bambini. A inizio 2015 fu chiusa la sala operatoria, a causa delle norme di sicurezza e carenze igieniche, con la promessa che i lavori sarebbero durati circa 5 settimane. Oggi si è venuti a conoscenza, essendo la sala chiusa, che due chirurghi sono stati trasferiti altrove, caricando sui rimanenti il lavoro anche di reperibilità. Siamo a luglio e non si vede luce all’orizzonte. Si ha l’impressione che si voglia modificare l’ospedale in un PTA, mortificando una popolazione che vive in una zona ad alto rischio ambientale e che sta pagando a caro prezzo la propria sopravivenza. Se entro Luglio non sarà riaperta la sala operatoria, presenterò un esposto alla compagnia dei Carabinieri di Augusta, affinchè siano verificati i motivi del ritardo dei lavori per il completamento della sala operatoria e  dell’organico dell’ospedale, come previsto dal Decreto assessoriale n. 1377 del 25.05.2010. Essendo in una zona industriale, dovrebbe essere obbligatoria l’attivazione di un elisoccorso per eventuali incidenti anche nelle ore notturne.

 

Mimmo Di Franco

OSPEDALE MUSCATELLO DI AUGUSTA: CHE FINE HA FATTO IL DUODENOSCOPIO REGALATO? L’ASP NON RISPONDE! – di Mimmo Di Francoultima modifica: 2015-07-09T09:33:44+00:00da leodar1
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