TE LA DO IO LA CINA!

GIANINO SEBYAUGUSTA. Qualche mese fa, io e i miei genitori decidemmo di compiere un’esperienza singolare andando alla scoperta di costumi e tradizioni totalmente differenti da quelli italiani ed europei. Per realizzare questo nostro sogno, dopo accurate scelte, scegliemmo di visitare Pechino, la capitale della Cina. Appena misi piede in questa nazione sconosciuta , arrivai subito in albergo e riposai per ben dieci ore, anche se era mezzogiorno ,per via del fuso orario che mi aveva scombussolato fisicamente e psicologicamente. Ho trascorso quasi due settimane in questo luogo e ho appreso tanto da questo popolo. Sono rimasto veramente colpito dal loro modo di fare raccolta differenziata. In Cina, molte persone( prevalentemente pensionati) faticano ad arrivare a fine mese. Il Comune di Pechino, cosi come tutte le altre città cinesi vengono incontro a queste persone. Come? Per le strade vedevo tantissima gente che raccoglieva nei cassonetti della spazzatura vari tipi di immondizia. Ovviamente, erano attrezzati perché con sé avevano sacchi dalle dimensioni enormi dove potevano mettere tutto ciò che raccoglievano. Alcuni si occupavano della raccolta della plastica, altri della raccolta della carta, altri ancora dell’alluminio e così via. In base al peso del materiale raccattato, i comuni cinesi danno una certa somma in denaro a tutti i cittadini che svolgono questo compito che rende più efficiente la raccolta differenziata e infonde una forte coscienza ambientalista

gianino ciunese

alla popolazione. Perché non prendiamo spunto da ciò? Ritengo doveroso che in un Paese come l’Italia, dove in troppe zone la parola raccolta del differenziato appare del tutto ignota, si inizi a pensare a un progetto simile che ripaga non solo la cittadinanza ma anche quegli oltre dieci milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta. Sotto il profilo politico, la Cina dal 1° ottobre 1949 come forma di governo ha la repubblica popolare e tutt’oggi vige un regime comunista austero.

Colui che ha dato il via alla Repubblica Popolare Cinese fu Mao  Zedong, grande  dittatore cinese perché ha trasformato radicalmente la Cina da una nazione arretrata fino a una settantina di anni fa a uno Stato che fa parte come l’India delle potenze emergenti del XXI secolo. Addirittura attualmente la Cina è il Paese con il PIL( Prodotto Interno Lordo) più elevato al mondo. Posso però affermare che la Cina è l’ennesimo esempio del fallimento del comunismo e adesso vi spiegherò il motivo. Un valore cardine del comunismo è l’uguaglianza fra i cittadini. Purtroppo, a Pechino ho potuto constatare con i miei occhi che le disuguaglianze fra i cittadini sono rilevanti. A causa del capitalismo che si è annidato pure in questo Paese, i ricchi si arricchiscono sempre di più mentre le condizioni di vita delle classi meno abbienti diventano sempre peggiori. La capitale cinese è divisa in due parti: la prima è costituita da imponenti grattacieli , fulcro della vita economica della città e della nazione. Là possiamo ammirare numerosi cinesi che indossano giacca e cravatta e camminano con valigette. A questi edifici colossali si alternano delle vere e proprie baraccopoli chiamate hutong. In queste zone vi è un tanfo insopportabile, domina la sporcizia e famiglie allargate che arrivano pure a 10 componenti vivono in uno spazio di appena 30 metri quadrati. All’interno di queste casupole non vi sono bagni poiché lo Stato ha messo a disposizione dei residenti bagni pubblici. Certe cose si capiscono soltanto se si affrontano in prima persona e la miseria che ho visto negli occhi di questa gente è stata immensa. Sono persone che vorrebbero una vita diversa, parlando con alcuni ho appreso che fanno tantissimi sacrifici, addirittura per portare più denaro in famiglia. Un uomo sulla cinquantina mi ha rivelato che negli ultimi due mesi sta lavorando diciotto ore su ventiquattro, ma nonostante ciò nulla è cambiato nella vita della sua famiglia. Tutto è rimasto immutato. A quanto pare sembra vincere la teoria che il mondo appartenga a pochi! Politicamente, in Cina sembra di rivivere il periodo fascista perché l’unico partito presente in questa nazione è il Partito Comunista Cinese, tutti gli altri sono considerati clandestini ovvero fuori legge. Non è per niente uno Stato aperto al confronto, sempre convinti che il loro modo di agire sia il migliore. Pensiamo al fatto che Facebook è censurato. Nessuna persona che si trova sul suolo cinese lo può utilizzare. Tutto questo grazie a  direttive del governo comunista timoroso che nella testa dei cinesi si possano generare  idee appartenenti ad altre culture, magari pericolose per l’esistenza del regime  visto che Facebook ci mette in comunicazione con tutto il mondo. Non hai la possibilità di cercare tutto su Internet. Per esempio,  certe cose che hanno fatto male alla storia cinese vengono oscurate. Quindi le informazioni vengono filtrate. Lo Stato ti fa vedere solo ciò che ritiene opportuno. D’altronde un popolo più è disinformato più è controllabile. Sono stato affascinato pure dalle religioni, totalmente differenti rispetto alle nostre. La maggior parte della popolazione si dichiara buddista, una parte minore è taoista e soltanto una piccolissima percentuale di cinesi segue il confucianesimo. Diversi cinesi invece sono atei e sono quelli che condividono il pensiero comunista. Il confucianesimo non si può considerare una religione vera e propria. E’ una delle maggiori dottrine filosofiche, morali e politiche della Cina. Confucio elaborò un sistema rituale e una dottrina morale e sociale che si proponevano di rimediare alla decadenza spirituale della Cina, in un’epoca di profonda corruzione e di gravi sconvolgimenti politici. L’attrazione più bella che ho visto è la muraglia cinese, veramente  spettacolare, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1987. Questa grande costruzione che si estende per oltre 6000 Km fu costruita per arginare le invasioni dei popoli nomadi provenienti da nord, come gli Unni, i Mongoli, i Manciù, gli Jurchen e i Kitai. Nonostante la mastodonticità , fallì in maniera spettacolare , tanto è vero che le popolazioni nomadi riuscirono a penetrare egualmente nel territorio cinese. Le parti realisticamente visitabili sono state ricostruite e risistemate a beneficio dei turisti; danno purtroppo un’immagine falsata delle reali condizioni della struttura, che si trova per lo più in rovina. I tratti fortificati che si vedono nei pressi di Pechino stanno scomparendo, ma non per questo sono meno interessanti. Purtroppo è la muraglia ha patito decenni di distruzione e di intenzionale abbandono da parte del governo. Negli anni ’50 , Mao Zedong fece demolire dai contadini parte della muraglia per utilizzare i mattoni nella costruzione di case e porcilaie. Quando il capitalismo iniziò a farsi strada negli anni ’80 il governo pensò che l’industria turistica avrebbe potuto salvare la Grande Muraglia: oggi però il turismo potrebbe rappresentare la migliore minaccia. Sono spuntate funivie, bancarelle di souvenir, fast-food,parchi di divertimenti, ville e affollati parcheggi, tutto a pochi passi dalla Muraglia. Tirando le conclusioni, ritengo che questo viaggio sia stato positivo per la mia crescita formativa. Nessun punto di incontro con la cultura europea. Esorto tutti voi a viaggiare perché soltanto vedendo cose nuove possiamo arricchirci culturalmente e la cultura è il nostro bagaglio di esperienze e informazioni che possiamo esternare quando avviene un confronto. Ma soprattutto ovunque andiate, andateci con il cuore

Seby Gianino

TE LA DO IO LA CINA!ultima modifica: 2015-06-24T11:48:36+00:00da leodar1
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